Una bella vittoria da squadra.
Una vittoria che finalmente ci porta fuori dalle ultime tre posizioni di classifica e che conferma la crescita di un gruppo di calciatori che sembrano aver capito la gravità della situazione in cui si sono ficcati. SQUADRA, una delle mie parole preferite, la definizione più alta di un gruppo di persone che vogliono competere per uno stesso obiettivo, che sia la vittoria di una partita, la salvezza in campionato o l’aggiudicazione di un trofeo. Squadra, ciò che si deve necessariamente essere se si vuole raggiungere il risultato.
La crescita della Fiorentina, oltre che dalla vittoria di Bologna, è certificata dai numeri non solo del 2026 ma anche delle gare precedenti: 11 punti nelle ultime 6 gare, una percentuale di possesso palla in aumento, ma soprattutto un numero di occasioni da gol create finalmente all’altezza di una compagine che vuole venire fuori dalle sabbie mobili della classifica. La svolta data dai ragazzi di Vanoli, probabilmente il più grande artefice dell’inversione di tendenza viola, nasce soprattutto da una condizione atletica a tratti scintillante. Contro il Bologna, abbiamo finalmente ammirato una Fiorentina che ha surclassato l’avversario guidato da Italiano (allenatore che difficilmente vede la propria squadra soccombere atleticamente) per tutti i primi 45 minuti, probabilmente la miglior frazione di gioco dell’anno. Ed anche nel momento in cui gli avversari sono stati in grado di riaprire la gara, i viola hanno gestito il forcing finale avversario riuscendo più volte a ripartire in contropiede. Una Fiorentina (fortunatamente) lontana parente di quella vista fino allo scorso mese di dicembre!
Ma se certamente Vanoli è riuscito a dare la svolta tattica e fisica alla squadra, in campo ci vanno poi i calciatori e finalmente anche quest’ultimi hanno deciso di fare qualcosa in più. Se De Gea sembra essere tornato ad essere più sicuro, la difesa a 4 è decisamente una delle note più liete di giornata. Dodò non giocava una partita dominante come quella di Bologna da almeno un anno e mezzo: preciso in marcatura, sempre pronto a ripartire, finalmente rapido a sovrapporsi ai compagni e soprattutto pericoloso negli assist, come in occasione del gol annullato a Ndour. Accanto a lui, si è visto un Comuzzo feroce in marcatura, sempre attento sia di testa che palla a terra, duro e leale nei contrasti. Sul centro sinistra Pongracic si è permesso qualche finezza di troppo, ma ha giocato su livelli importanti così come Gosens: il leader spirituale viola sembra essere entrato in una nuova fase della propria carriera. Conscio probabilmente di un contachilometri che non inganna, Robin è diventato più attento alle sortite offensive, ma nel contempo molto più preciso nella fase difensiva. Come detto già in passato, per me Gosens, se vorrà, potrà diventare un difensore centrale con i fiocchi: intelligente e con ottime letture di gioco, piede educatissimo, forte di testa, leadership innata. Serve altro?
In mezzo al campo poi, abbiamo fatto benissimo: Fagioli ha regalato giocate meravigliose sia in ampiezza che in verticale ed ha saltato spesso l’avversario riuscendo a creare quasi sempre la superiorità numerica con le sole doti tecniche. E’ vero che ha perso la sanguinosissima palla che ha riaperto i giochi, ma ha deliziato la platea con una prestazione come non si vedeva dai tempi di Pizarro. I suoi colleghi Ndour e Mandragora, hanno dato gamba e sostanza ad un reparto che ha sovrastato quello felsineo buttandosi anche negli spazi fino a trovare la via della rete. Sugli esterni poi, Gudmundsson ha ancora una volta dimostrato che quando ha voglia di giocare è un talento cristallino, mentre Parisi è la vera invenzione di Vanoli. Esterno alto a piede invertito, con Dodò spesso a sovrapporsi, è un elemento fondamentale di una catena che ha fatto letteralmente a fette la fase difensiva del Bologna. Visto nella nuova posizione, Parisi sembra veramente un calciatore diverso, speriamo solamente che il problema muscolare non debba fermarlo proprio adesso. Se in sede di commento dell’ultimo mercato il suo nome è stato quello più ricorrente tra i flop, ieri Piccoli ha finalmente mostrato ciò che tutti vorremmo vedere sempre. Un attaccante pronto a buttarsi nel fuoco per la squadra, che ha lottato su tutti i palloni, ha fatto le sponde ma non ha disdegnato a mettersi faccia alla porta fino a segnare un gol fortunoso ma meritatissimo. Certo la quotazione esosa di 25 milioni sarà per sempre un peso, ma se Piccoli inizia ad essere questo, anche l’assenza di Kean è certamente meno pesante.
Insomma una Fiorentina finalmente convincente, con le gambe che girano, con un gioco riconoscibile, con un obiettivo da raggiungere senza personalismi né battibecchi: tutto ciò che vorremmo sempre vedere!!
Un pensiero infine sulla scomparsa di Rocco Commisso. Detto che umanamente dispiace per la scomparsa della persona, chi mi segue sa che non sono mai stato tenero nei confronti di una proprietà che giudico tra le peggiori della storia viola. Certamente Commisso i soldi li ha spesi (anche se ne ha anche incassati un bel po’), ma il problema è che sono stati spesi molto spesso male. Oltre a ciò, è innegabile che il progetto sportivo sia stato sempre messo in secondo piano rispetto a quello delle infrastrutture senza poi contare la frattura insanabile che Commisso e Barone hanno creato con le istituzioni di una città già di per sé spesso divisa. E’ chiaro però che alla fine sono i risultati sportivi quelli che permettono di giudicare l’operato di una proprietà e, purtroppo, anche questi sono deficitari. E’ vero che la Fiorentina ha raggiunto tre finali ma è altresì vero che per la metà del tempo della gestione Commisso i viola hanno lottato e continuano a lottare per non retrocedere. Questi sono i risultati conseguiti, giudicate poi voi se Firenze e la Fiorentina meritano questo o qualcosa di più.
Si apre adesso un futuro nebuloso, un tempo in cui vedremo se la proprietà cambierà o se magari affiderà finalmente la gestione del comparto sportivo a gente di calcio. La cosa fondamentale è che sia arrivato il tempo dei professionisti e non più dell’improvvisazione!
