Appunti sparsi dal mondo della scuola (parte 1)

Come avevo promesso nell’articolo in cui davo la notizia della mia elezione nel Consiglio di Istituto qualche settimana fa, inizia oggi una rubrica che vuole raccontare le mie riflessioni in merito a ciò che sta accadendo in questa nuova avventura  ed alle insidie che questo mondo tanto bello quanto complicato nasconde. 

Innanzitutto voglio dire a tutti quelli che, al momento dell’elezione, hanno scosso le spalle rispondendo “bravo ma tanto non serve a nulla”…voglio dire che non è vero. Il Consiglio di Istituto è un organo che viene molto spesso chiamato in causa ed ha un ruolo di controllo e di consultazione importante: come tutte le cose poi, dipende da come si intende svolgere il proprio ruolo, se impegnandosi o meno, e da come l’organo viene gestito da chi ha la responsabilità dell’Istituto Comprensivo, cioè dal Dirigente Scolastico. Nel mio caso posso dire che dall’inizio di Dicembre, momento in cui il nuovo Consiglio è entrato ufficialmente in carica, abbiamo già avuto due riunioni in presenza ed una on line in poco più di 45 giorni, segno della volontà di condivisione di un percorso. Se contiamo che nel mezzo ci sono state anche le vacanze di natale, potremmo dire che è stato un inizio sprint! Una partenza che non è stata solamente burocrazia, come l’elezione del Presidente e del Vice, ma anche di sostanza con tematiche interessanti ed un dibattito spesso vibrante ma sempre nell’ottica di raggiungere una decisione condivisa che avesse il benessere degli studenti come unica stella polare.

Nella seconda riunione poi, sono stato investito di un ruolo importante che mi ha dato ulteriori motivazioni per studiare, approfondire, capire questo nuovo mondo. All’interno del Consiglio d’Istituto infatti, deve essere eletta una Giunta Esecutiva che ha un ruolo più amministrativo, con il controllo del bilancio dell’intero Istituto. Un po’ perché l’amministrazione è il mio mondo ed un po’ perché (almeno lo spero) gli altri genitori eletti hanno stima di me, sono stato designato come uno dei cinque componenti la Giunta e, per questo, sono stato chiamato a studiare il bilancio e ad approvarlo in un’interessantissima riunione on line. Insieme agli altri componenti, al Dirigente Scolastico ed al Responsabile amministrativo, abbiamo avuto la possibilità di fare domande e di approfondire le entrate e le uscite annuali. Spesso si dice che le scuole non abbiano i fondi necessari per portare avanti le varie attività che sarebbero necessarie per la crescita dei nostri ragazzi ma…. è proprio così? Certamente non si naviga nell’oro ma, almeno nel nostro caso, sembra veramente essere la burocrazia la nemica numero 1! Quella che si annida in regolamentazioni cervellotiche, spesso contraddittorie, che non aiutano ma anzi ostacolano quei giusti investimenti che potrebbero aiutare i nostri istituti ad essere la casa accogliente del cittadino di domani.

Ho visto quanti soldi si riescono a spendere per l’inclusione tecnologica ad esempio (attraverso acquisti di device, computer o anche solo amplificatori di segnale wifi), ma ho anche visto che forse si potrebbe incidere maggiormente grazie a progetti specifici che aiutassero le insegnanti nella loro vita quotidiana in classe. Perché non aprirsi di più alle professionalità di esperti esterni per trattare, ad esempio, nella secondaria di primo grado l’approccio alla sessualità? Oppure il tema dell’accoglienza di bambini stranieri o di bambini disabili nella classi della scuola dell’infanzia o primaria, istituti in cui sempre più spesso arrivano anche durante l’anno bambini da inserire in classe?  Su questo mi vorrei impegnare in questi tre anni, convinto che con un Dirigente Scolastico così pronto ad ascoltare come quello che abbiamo, ed un Presidente del Consiglio d’Istituto in grado di tenere sempre aperto il canale del dialogo, si possa rendere il nostro Istituto Comprensivo un gran bell’ambiente in cui portare i figli.

Alla prossima!

La filastrocca del 2023

Prima di mettermi a tavola per il cenone

devo rinnovare la nostra tradizione

scrivere una filastrocca per il nuovo anno 

come ormai troppi pochi fanno.

Gioie e delusioni si sono alternati

come accaduto negli anni passati

ma nel 2022 abbiamo sentito forte il terrore

per colpa della guerra scatenata da un coglione.

L’idea avuta in testa da Putin il conquistatore

mi pare simile a quella di qualche dittatore 

è riuscito a riportare indietro le lancette dell’orologio

e ci ha costretti a leggere ogni giorno il necrologio.

Nell’anno in cui si è riaffacciata una superpotenza

perdiamo un grandissimo uomo di scienza

Piero Angela divulgatore in grado di raggiungere tutti

dai Professori universitari fino ai farabutti.

In quest’anno se n’è andata una figura che mi accompagnava da quando sono nato

la regina Elisabetta che gli eventi più importanti aveva attraversato

chissà se Carlo dopo tutti questi anni di attesa

riuscirà a tenere la corona dagli scandali difesa.

Nella nostra Italia che il cinema ama

una lunga malattia ha spento una meravigliosa madama

la bravissima Monica Vitti ci ha dovuti lasciare

ma la bandiera della sua arte non si potrà ammainare.

Mentre questi personaggi il 2022 salutava

il costo della vita intanto volava

con il prezzo del gas che si issava beffardo

quasi come se fosse un lucente smeraldo.

Draghi con il governo dei migliori ha provato a tenere su la baracca

ma Berlusconi Salvini e Conte erano intenti a cambiare casacca

facendo cadere all’improvviso l’esecutivo

portando il paese ad un voto insolitamente estivo.

Giorgia Meloni ha condotto per la prima volta la destra alla guida del paese

speriamo che le tante promesse non siano adesso disattese

all’opposizione bastava dire “no!” per avere ragione

ora servono politiche che aiutino le persone

per uscire da un periodo buio come la notte

senza ritrovarsi tutte le ossa rotte.

Per il 2023 vorrei che la nostra nazione

prendesse dal Marocco dei mondiali una bella lezione

lottare tutti insieme per un unico obiettivo

aiuta anche il mediocre ad essere superlativo.

Buon 2023 a tutti!!

Riflessioni a mente fredda su Qatar 2022

Con la bellissima finale tra Argentina e Francia, si è chiusa una delle edizioni più controverse, chiacchierate, criticate della storia della manifestazione. Da un’assegnazione da parte della FIFA a dir poco opaca, fino allo sgarbo della vestizione di Messi con il blisht prima di poter finalmente alzare quella coppa che inseguiva da sempre, il campionato del mondo 2022 verrà ricordato anche per la battaglia sui diritti civili negati in Qatar, per le morti sul lavoro, per le troppe limitazioni democratiche di un paese che probabilmente non avrebbe meriato questa vetrina.

In questa sede però, preferisco parlare di calcio giocato, dei migliori talenti visti, delle novità tattiche, delle sorprese e delle delusioni. Insomma di ciò che è successo su quel rettangolo di gioco che ci regala emozioni immortali che resteranno per sempre con noi: dallo strapotere fisico di Mbappè, alle carezze alla palla di Leo Messi, dalla leggendaria cavalcata del Marocco, alla ridicola apparizione del Qatar. Pronti? Via!

RIFLESSIONI TECNICHE

L’ultimo decennio è stato indubbiamente dominato dalla coppia Messi Cristiano Ronaldo: un funambolo della tecnica che danza sul pallone, che bacia il cuoio con i piedi ogni volta che l’accarezza, contro una macchina fisicamente perfetta fatta di potenza e di continui miglioramenti tecnici grazie all’etica del lavoro. Messi baciato dal Dio del calcio che gli ha regalato un talento fuori dal comune, Ronaldo (non quello vero) nato con mezzi fisici impressionanti grazie ai quali è riuscito a chiedere a sé stesso più di chiunque altro per poter provare a reggere il confronto fino a quando Lionel ha coronato il sogno di una vita mentre CR7 si schiantava fragorosamente al suolo, finito su una panchina a guardare i propri compagni giocare. Ma se Messi ha raggiunto l’immortalità calcistica, un nuovo fenomeno ha confermato che la prossima decade, a meno di sfortunati infortuni, sarà tutta sua: Kylian Mbappè ha strabiliato in finale con una rete che resterà nella storia di questo meraviglioso sport ma soprattutto ha dimostrato ancora una volta di essere la cosa più vicina a Ronaldo (quello vero) che si sia mai vista in campo. Ed ha anche dimostrato di essere, seppur con alcune differenze, l’evoluzione della diatriba tra Messi e Ronaldo. Mbappè infatti, unisce una tecnica sopraffina ad una forza fisica, un allungo ed una velocità quasi sovrumana. E’ il prototipo perfetto del nuovo fenomeno del calcio mondiale fatto di tecnica, forza fisica, velocità, freddezza, capacità balistiche: serve altro?

RIFLESSIONI TATTICHE

Dal punto di vista tattico non è stato certamente un mondiale rivoluzionario: si sono rafforzate alcune tendenze che già si erano affermate nelle ultime stagioni e possiamo finalmente dare una grande notizia al mondo del calcio…. il tiki taka, per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni, è morto! Il possesso palla orizzontale, quello in cui si continua a girare palla all’infinito alla ricerca di uno spazio in avanti per guadagnare metri soprattutto in ampiezza, ha fatto il suo tempo e si è tornati ad attaccare maggiormente la verticalità. Si punta inoltre nuovamente sulla qualità del gesto del calciatore e non sulla tattica di squadra soprattutto perché, e questa è la più grande novità, si è tornati a scommettere sul duello individuale uomo contro uomo. Già nelle ultime stagioni avevamo più volte sottolineato, anche su questo blog, come il gioco stava cambiando perché ci si muoveva in avanti per difendere, attaccando fin da subito l’avversario in ogni zona del campo, cercando di ripartire in velocità buttandosi sulle seconde palle. Tutto questo abbiamo visto in Qatar e tutto questo spiega perfettamente perché l’Italia è in così netta difficoltà in campo internazionale. Negli ultimi anni purtroppo, nei settori giovanili italiani, si è puntato troppo sulla tattica e poco sulla tecnica, troppo sulla difesa di squadra e poco sull’uno contro uno, troppo sul possesso palla e poco sulla verticalizzazione. L’Italia, spesso all’avanguardia, è adesso in netto ritardo su tutto ciò che è determinante nel gioco del calcio attuale. Per concludere, se a qualcuno piacciono i numeri, possiamo affermare che i moduli tattici hanno avuto ben poco peso in questa edizione dei mondiali: se guardiamo anche solo alle due finaliste, è difficile poter dire se la Francia giocasse con una difesa a 4 o a 3 o l’Argentina con il centrocampo a 3 o a 4 dal momento che le posizioni di Theo Hernandez e Di Maria non erano inseribili dentro un solo reparto. E’ sempre più importante il concetto di flessibilità tattica, la capacità di leggere le situazioni che gli avversari presentano, le mosse per bloccare le migliori qualità dei calciatori che si affrontano.

LA SQUADRA SORPRESA DEL MONDIALE

Molte volte, durante manifestazioni come il mondiale, è difficile essere tutti d’accordo sui giudizi da dare alle squadre, ma credo che si possa tranquillamente sfatare questo tabù: il Marocco è la più grande sorpresa di Qatar 2022. Prima nazionale africana ad arrivare in semifinale nella storia, rimasta ai piedi del podio solo per la sconfitta contro la Croazia, la nazionale marocchina ha stupito tutti ed è diventata velocemente la squadra simpatia del torneo. Differentemente da quasi tutte le altre squadre però, la compagine di Regragui ha puntato tutto sulle letture difensive giocando un calcio collettivo in cui la linea di centrocampo e quella di difesa si schierava quasi al limite dell’area in modo molto compatto. Difesa bassa, con un mediano pronto a schiacciarsi in mezzo ai due difensori centrali, per dare ai due terzini, Hakimi e Mazraoui calciatori tra i più talentuosi in rosa, la possibilità di ripartire velocemente in contropiede. Al netto di Ziyech ed Amrabat, già conosciuti, si sono fatti apprezzare interpreti fino ad oggi nell’ombra come Boufal, Ounahi o il portiere Bounou.

LA SQUADRA DELUSIONE DEL MONDIALE

Se il Marocco ha fatto sognare, ci sono due squadre europee che si contendono la palma della squadra delusione: Germania e Belgio. C’è però una netta differenza tra le due, poiché la Germania è in un momento di passaggio tra una generazione ormai al tramonto ed un ricambio che sta avvenendo ma non è ancora giunto a compimento. I diavoli rossi invece, erano di fronte all’ultima opportunità per quella che era stata definita una generazione di fenomeni che però, anche stavolta, sono tornati a casa con un pugno di mosche in mano. Uno spogliatoio spaccato, una squadra in cui i tanti piedi buoni non sono sembrati pronti a sacrificarsi per il bene comune, un attacco in cui Lukaku è stato addirittura dannoso. In mezzo a questo deserto, l’unico che ancora una volta ha dimostrato di poter stare nell’Olimpo degli interpreti del proprio ruolo è stato Courtois, mentre gli altri, da De Bruyne a Hazard, da Carrasco a Meunier, non sono stati all’altezza di una manifestazione in cui in poco più di venti giorni ci si gioca tutto. Peccato, ancora una volta la scuola belga spreca una generazione di fenomeni senza riuscire a portare a casa nemmeno un trofeo.

E voi che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

I sogni son desideri

Sembra incredibile ma anche stavolta l’obiettivo è stato raggiunto! Grazie a Giacomo Cialdi, giornalista pubblicista, autore di libri e racconti, ma soprattutto amico perdutamente innamorato di Firenze e della Fiorentina, ho trovato posto tra gli scrittori (mamma mia che parolona) del libro appena uscito ed intitolato “La prima volta a…..Firenze”. E’ stato un vero piacere poter raccontare una parte di me che spero abbia trasmesso l’amore viscerale che provo per la mia città, per il centro cittadino, per i miei amici. Ho voluto mettere su carta un avvenimento reale grazie al quale conoscere una parte di me, quella di un brontolone mai domo, sempre pronto a dire la propria, sempre pronto a spendersi per gli altri, soprattutto se sono amici veri.

Se vi và, “La prima volta a…..Firenze” può essere un regalo di Natale intelligente per conoscere meglio, attraverso i racconti di tanti scrittori fiorentini e la prefazione di Stefano Cecchi, la splendida città che ho la fortuna di vivere quotidianamente. Lo trovate nelle librerie oppure anche su Amazon.

Aspetto i vostri commenti e perché no anche le vostre critiche! Buona lettura!!

Buon compleanno Lorenzo!

È stata una serata di sentimenti fortissimi e contrastanti.

Di colori caldi e freddi, di luce e tenebre. Una serata intensa come tutte quelle che la splendida famiglia di Lorenzo Guarnieri composta da Stefano, Stefania e Valentina, ci regala dal giorno in cui ho avuto la fortuna di conoscerli grazie al gioco del calcio.
Un fortissimo sentimento di gratitudine per aver organizzato una meravigliosa festa al Tuscany Hall per il trentesimo compleanno di Lorenzo alla quale ho partecipato con grande piacere, misto al dolore che provo ogni volta che ripenso ai sogni spezzati ed alla vita travolta da quel delinquente alla guida (visto Stefano che ho usato le parole giuste?).

Una serata in cui ho conosciuto un maestro di giornalismo come Marino Bartoletti, un uomo di grandissime competenze che mi ha fatto innamorare del gioco del calcio, che mi ha fatto sognare grazie al suo Guerino Sportivo, una di quelle persone che sa raccontare un evento senza dover urlare né mettersi dietro ad una cattedra per dimostrare di essere qualcuno.


Una serata di calore grazie all’affetto ed all’amore con cui tutti coloro i quali sono intervenuti per festeggiare Lorenzo hanno riempito l’aria che abbiamo magicamente respirato e che è riuscita parzialmente a contrastare il gelo che mi ha ghiacciato il sangue nelle vene nel rivedere ancora una volta le immagini dei troppi omicidi stradali.
Una serata in cui a mezzanotte, momento in cui è arrivato il magico 10 dicembre, la sala è stata illuminata dalle foto e dal sorriso di quel ragazzo che ha vissuto certamente troppo poco, ma comunque abbastanza per lasciare un segno tangibile della sua presenza: qualcosa che solamente le persone che hanno la forza di donarsi agli altri riescono a fare.

Buon compleanno Lorenzo dal tuo primo mister! 

In bocca al lupo a me!

Oggi è una giornata importante, una di quelle che ti regalano grande soddisfazione ma ti fanno anche sentire tante responsabilità sulle spalle. 

Nei mesi scorsi, quando a causa della pandemia la scuola era andata completamente in tilt e sia Niccolò, mio figlio più grande, che Mattia, quello più piccolo, non riuscivano più ad avere la continuità didattica necessaria a causa delle contraddittorie normative anti Covid e della burocrazia imperante nella scuola italiana, uno dei miei articoli arrivò addirittura sulle testate giornalistiche nazionali e regionali e fui intervistato da radio e televisioni. Immagino che magari alcuni di voi scoprirono l’esistenza di questo blog proprio in quell’occasione! Grazie a quelle giornate, ho conosciuto ed ho guadagnato la stima di tante persone che ancora oggi mi parlano dei problemi delle scuole frequentate dai loro bambini e ragazzi, oppure delle mancanze che vivono ogni giorno sulla loro pelle. 

Dapprima ho pensato che fosse giusto ed anche sufficiente offrire loro questo spazio per parlare di queste cose attraverso la mia scrittura, ma quando alcune di quelle stesse persone mi hanno chiesto di impegnarmi in prima persona, mi è sembrato giusto e naturale accettare la loro proposta. Chi mi conosce sa perfettamente che non mi sono mai piaciute quelle persone che si lamentano di qualunque cosa ma non fanno mai niente per cambiare l’esistente. Quando incontro quel tipo di personaggi, mi viene sempre in mente una puntata di uno dei miei cartoni animati preferiti, i Simpson: nell’episodio in questione, Homer si candida a sindaco di Springfield con il motto “Non può farlo qualcun altro?” rispondendo ad ogni problema con la stessa frase. L’episodio finisce con Homer che, dopo essere stato eletto, viene cacciato dopo pochi mesi perché tutti i problemi della città si sono aggravati e la situazione è divenuta ormai ingestibile! Ecco, non ho mai voluto che le parole di Homer potessero anche solo lontanamente essere riferite a me, a quello che dico, a quello che scrivo. È per questo che ho accettato l’invito di alcune amiche ed amici delle scuole che frequentano Niccolò e Mattia ed ho deciso di candidarmi al Consiglio d’istituto del comprensivo che frequentano. Nel pomeriggio ho saputo di essere stato eletto con più voti quelli che mi aspettassi ed ora tocca a me. Entrerò in punta di piedi, cercherò di imparare il più possibile dagli altri e quando necessario cercherò di offrire il mio contributo ed i miei consigli. Se vi và, seguitemi sul blog che vi terrò aggiornati! 

In bocca al lupo a me! 

Una fortissima emozione

È stato un pomeriggio pieno di emozioni e significati quello che ho trascorso, grazie all’invito dell’amico Leonardo, di suo fratello Lorenzo e della signora Cristiana, nella sala Pegaso presso la Regione Toscana.

L’occasione è stata la pubblicazione di un’intervista inedita che Giovanni Errera, documentarista e giornalista prematuramente scomparso nel 2008, aveva raccolto alla fine del pranzo di Natale del 1980 all’allora Presidente Pertini. La registrazione, ritrovata da Leonardo tra i ricordi di suo padre, ha un grandissimo valore storico oltre che naturalmente affettivo. La voglia di raccontare, di testimoniare, di far conoscere che Giovanni aveva in vita, è stata perfettamente trasmessa ai figli che hanno deciso di donare a tutti noi questa preziosissima testimonianza grazie alla pubblicazione sul sito dedicato al documentarista www.giovannierrera.it.

Sandro Pertini e Giovanni Errera erano grandi amici e spesso il Presidente più amato della storia italiana amava raccontare alcuni episodi della sua vita con quel suo modo inconfondibile ed a tratti irresistibile. Pensate quindi alla scena: alla fine del pranzo di Natale, invece di giocare a tombola o a sette e mezzo, la massima carica della nostra Repubblica invita il proprio amico a registrare il racconto della Liberazione di Firenze nell’agosto del 1944! 

Durante l’incontro, moderato dal giornalista ed amico della famiglia Giacomo Guerrini, sono intervenuti il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ed il Presidente della Fondazione Pertini Pietro Perri che hanno raccontato aneddoti più e meno conosciuti di Sandro Pertini e Giovanni Errera. Insieme agli intervenuti, abbiamo avuto il piacere di ascoltare alcuni brani tratti dalla registrazione, la cui versione completa trovate sul sito, e per gli amanti di Firenze, è stata una fortissima emozione: Pertini ci permette di ripercorrere le strade della nostra città mentre i tedeschi, seppur ormai allo sbando ed in evidente difficoltà, sono ancora alla caccia dei partigiani. Ed allora ecco il Presidente che, accompagnato o magari nascosto da giovani e donne tanto generosi quanto coraggiosi, passa da Via Ghibellina, attraversa Campo di Marte, si ritrova ad ascoltare nella prima improvvisata sede del Partito Socialista Italiano in città il rintocco della Martinella, il simbolo della liberazione, della ritrovata libertà dal nazifascismo! 

Il pomeriggio in Regione è stato un susseguirsi di emozioni e, tra queste, non potevano mancare le lacrime che ho versato quando è stato letto il saluto inviato da Giuliano Amato, altro amico storico di Giovanni Errera. Dalle parole dell’ex leader socialista, è venuto fuori il ritratto non solo di un professionista esemplare innamorato del proprio lavoro e delle proprie frequentazioni, ma soprattutto lo spessore di una persona integerrima che ha sempre lavorato per aiutare la conoscenza, per innalzare il livello culturale del nostro paese, per raccontare i protagonisti della storia italiana lasciando loro le luci della ribalta. Da Giuliano Amato è arrivato quel riconoscimento che la figura di Giovanni Errera avrebbe probabilmente meritato in quelle istituzioni che ha servito per anni con acume ed onestà intellettuale.

Se non lo avete ancora fatto, andate su www.giovannierrera.it ad ascoltate l’audio di Sandro Pertini per conoscere il più amato Presidente della Repubblica del nostro paese, ma investite un po’ del vostro tempo per conoscere anche uno dei più grandi biografi e documentaristi del ‘900.

E’ tutta un’altra Firenze

Quante volte ci è capitato di ammirare la nostra amata città ai piedi della basilica di Piazza Santa Croce? Oppure in mezzo alle luci di natale di Piazza Duomo o perché no dalla terrazza più bella del mondo, il Piazzale Michelangelo, o anche passeggiando sui lungarni? Tante, anzi infinite volte ma credetemi, potersela godere viaggiando lentamente su quel fiume che tanto dolore ha inferto al popolo fiorentino ha tutto un altro sapore!

Per l’anniversario di matrimonio, dopo essermi consultato con la sua amica Gabri, ho deciso di regalare a Claudia un giro panoramico sull’Arno con “I Renaioli”, un’associazione culturale il cui obiettivo è quello di mantenere vivo uno dei mestieri tradizionali di Firenze. Oltre a tramandare questa antica tradizione, gli addetti sono riusciti a riportare in vita i barchetti storici con una certosina opera di restauro ed a censire tutte le imbarcazioni ancora esistenti. Negli ultimi anni poi, i Renaioli accompagnano sull’Arno turisti di tutto il mondo e cittadini innamorati della propria città facendo rivivere i percorsi di coloro i quali hanno viaggiato sul fiume durante i secoli per lavoro, per svago o per necessità.

La gita ha la durata di 1 ora e, grazie ad un Renaiolo in veste di cicerone, si parte da Piazza Mentana per arrivare fino al Ponte alla Carraia tra aneddoti, storia e spiegazioni interessanti che riportano le lancette dell’orologio indietro a tempi ormai dimenticati. Il silenzioso viaggiare del barchetto, la tranquillità dell’acqua che scorre lentamente e la bellezza di Firenze ai lati: cosa volere di più? E invece qualcosa in più si può avere perché poi, giusto a metà dell’itinerario arriva il pezzo forte del viaggio: il sottoattraversamento del Ponte Vecchio sfiorando gli Uffizi ed il Corridoio Vasariano!!

Fermatevi un attimo a pensare: vedere i turisti brulicare nel centro di Firenze, il sole che si spenge piano piano in lontananza ed il Ponte Vecchio sopra di voi con le persone che fotografano, gli innamorati che si baciano, i baristi che corrono tra i tavoli. E noi, in mezzo al mondo, sulle acque dell’Arno ad ammirare tutto questo. 

E’ stata un’esperienza meravigliosa anche perché grazie al Renaiolo che ci accompagnava, abbiamo scoperto dove viene tenuta la colombina, cosa significano i ponti di Firenze, perché il Ponte Vecchio ha dei fori alla base, dove si possono trovare le pietre focaie o addirittura perché si dice “bucaioli c’è le paste!”

Insomma un’esperienza da provare, anzi da vivere perché Firenze è sempre bella ma sull’Arno è qualcosa di indimenticabile!

La filastrocca dell’ambiente

Se io fossi l’ambiente
ti considererei un deficiente!
Da quanto anni ti ho avvisato?
Ma te ne sei sempre fregato.
Ed ora che il ghiacciaio si stacca sulla Marmolada
piangi come una vite tagliata.
Che tu sia di destra centro o sinistra
l’unica politica che guarda al futuro è quella ambientalista.
Negli ultimi anni tanti giovani nelle piazze hanno dato l’allarme a gran voce
ma vi siete girati di spalle in modo atroce,
ed invece di usare i vostri cervellini
avete preferito chiamarli gretini.
Nel mondo si gioca a fare la guerra
senza ascoltare il dolore dell’amata terra,
l’acqua scompare e con essa i ghiacciai
ma chissà fra quanti anni finalmente capirai.
E mentre i governanti se ne fregano altamente
ci dovrebbe pensare almeno la gente.
Le persone son chiamate a destarsi dal torpore
per dimostrare alla natura il loro amore,
costringendo finalmente i comandanti del vaporetto
a governare il mondo con l’intelletto.
Per ringraziare ogni giorno delle naturali ricchezze
che invece stupriamo con enormi schifezze
non possiamo più rimandare certe decisioni:
lo volete capire bei capoccioni?

Una storia tanto folle quanto romantica

E se vi dicessi che c’è qualcuno che in meno di 24 ore si è fatto più di 500 km in macchina da solo, sotto il sole cocente di questo torrido giugno, per trascorrere una notte quasi insonne con persone mai viste dal vivo ma con cui aveva trascorso serate insieme davanti ad uno schermo per seguire un evento trasmesso in diretta dagli USA?

Ebbene quel pazzo scriteriato, quel qualcuno sono io!!!

Io che giovedì scorso, appena uscito dal lavoro, sono corso a casa per cambiarmi, mettere due cose nello zaino nemmeno dovessi partire per l’interrail, fare il pieno di gasolio e via!! Partenza da Firenze direzione Cattolica, luogo del ritrovo di tre eterni ragazzi innamorati persi del basket NBA.

Nella notte tra giovedì e venerdì infatti, si teneva il draft NBA, uno degli appuntamenti in cui anche le peggiori squadre possono sognare di avere i migliori cestisti del mondo! Ed io, uno dei ben 58 tifosi del gruppo Facebook dei Detroit Pistons, ho accettato l’invito dell’amico Filippo e mi sono ritrovato con lui e Francesco a Cattolica per conoscerci finalmente dal vivo e seguire tutti insieme il momento del draft. Lo scorso anno lo avevamo fatto on line: eravamo una decina, ci eravamo divertiti un sacco e l’intesa tra tutti noi era stata talmente naturale che ci eravamo ripromessi, Covid permettendo, di vederci dal vivo nel 2022. Purtroppo stavolta eravamo solamente in tre ma ci siamo fatti valere! 

Grazie a Filippo, che a Cattolica vive, ci siamo persi nei borghi al confine tra Emilia Romagna e Marche mangiando una deliziosa piadina (e che cosa sennò!) a Fiorenzuola di Focara, un borgo medievale che dista pochi chilometri da Pesaro. L’aria era molto più fresca che a Firenze, ma la mia città era comunque rappresentata da alcune celebrazioni che anche a Fiorenzuola si sono tenute per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, Dante Alighieri. Tra una piadina deliziosa ed una bella birra ghiacciata, il nostro cuore è stato rapito dal rendersi conto che tutti noi eravamo cresciuti con la nostra amata squadra sempre ben presente e che avevamo provato le stesse emozioni per determinati eventi cestistici, pur vivendo in città diverse ed avendo età differenti! I ricordi condivisi di quando eravamo bambini erano tutti contestualizzati relativamente alle stagioni dei Pistons! Le sconfitte contro i Celtics di Larry Bird e Danny Ainge, le Jordan Rules durante la saga contro i Chicago Bulls, i due titoli consecutivi a fine anni ’80, l’anello del 2004: tutti noi ricordavamo esattamente dove eravamo e cosa facevamo perché avevamo vissuto emozioni vere, genuine e sane!

Non è forse questo lo sport per i tifosi? Non è forse la condivisione di emozioni, passioni, delusioni, gioie e dolori? A cosa si riduce lo sport, il basket, il calcio se togliamo le emozioni? 

La magia è stata tale che, mentre percorrevamo le strade che dalle Marche ci riportavano in Romagna e poi ci mostravano i locali e le vetrine di Cattolica, è diventato del tutto naturale raccontarci le nostre vite come se ci conoscessimo da tempo anziché da poche ore. Dal lavoro che svolgiamo, alla condizione familiare, all’amore per i nostri rispettivi figli fino ovviamente al motivo per cui siamo orgogliosamente tifosi Pistons in un mondo in cui tutti adorano i Lakers, LeBron James, i Boston Celtics o ultimamente i Golden State Warriors! La serata è stata una volata entusiasmante verso il nostro appuntamento, quello che aspettavamo dallo scorso anno, il Draft NBA. Alle 2 del mattino, in un locale che sta aperto tutta la notte, ci siamo fatti accendere il maxi schermo e la magia è arrivata con il vero protagonista della serata, l’evento che ci ha permesso di conoscerci: il Draft!

Certo devo dire che anche l’esito del draft non è da sottovalutare, con Detroit che è riuscita a regalarci proprio il giocatore che tutti noi tifosi dei Pistons volevamo, quello che forse ci permetterà, dopo anni di delusione, di tornare a sognare: Jaden Ivey! E con lui un centro duro, fisico e spigoloso come piace a noi, Jalen Duren ed infine addirittura un cestista italiano, un nostro portacolori, Gabriele Procida

È stata una notte perfetta, la notte di quelli che ancora si vogliono sentire ragazzi non per il rifiuto di crescere ma per continuare a credere alle emozioni con cui sono diventati grandi. Chiamateci pure Peter Pan se volete, io preferisco considerarmi semplicemente una persona innamorata della palla a spicchi e delle emozioni che continua a regalarci!