Ormai ci siamo!

Un altro punticino che ci avvicina alla matematica salvezza.

Certo se vogliamo parlare di calcio magari è meglio analizzare altre partite, ma considerando la situazione di partenza della gestione Vanoli e quella di Paratici, obiettivamente non possiamo sottovalutare l’importanza del percorso fatto e dei risultati.

Anche allo Stadio di Via del Mare, la squadra viola ha fatto quel che doveva in ottica salvezza, ha giocato una partita accorta ed ha trovato il primo splendido gol di Harrison su cui costruire la gara. Una prestazione in cui ancora una volta la manovra non è stata fluida, gli errori tecnici sono stati molteplici, le occasioni sono stata merce rara anche se quella di Piccoli su assist di Dodò grida vendetta. Certo la Fiorentina è arrivata a questo finale di stagione con una rosa risicata, con diverse assenze o calciatori appena rientrati da infortuni e la prestazione di Lecce deve essere letta anche in funzione della mancata rimonta di giovedì. Contro il Crystal Palace infatti, i ragazzi di Vanoli hanno spremuto ogni goccia di sudore per cercare l’impresa, per 80 minuti hanno pigiato il piede sull’acceleratore senza risparmiarsi e la ripresa di ieri è stata la fotografia di un gruppo prosciugato che faceva fatica a rincorrere l’avversario.

Nonostante questo, anche contro il Lecce ci sono state prestazioni da rimarcare: innanzitutto abbiamo ammirato un difensore sempre attento, che ha guidato la difesa senza rischiare e limitando anche i falli stupidi che spesso commette, Marin Pongracic. Responsabilizzato probabilmente dall’essere l’ex di serata, il centrale viola non ha sbagliato nulla ed ha dato finalmente continuità alle buonissime prestazioni che, insieme a Ranieri, sta mettendo in campo negli ultimi mesi. Ne è riprova il fatto che la difesa viola ha subito solamente 3 reti nelle ultime 6 gare dopo essere stata a lungo una delle più perforate della serie A. Oltre a quella dei due centrali, anche la prova del giovane Balbo è piaciuta: seppur abbia sofferto l’ingresso di Banda, il nuovo prodotto del settore giovanile viola non ha mai mollato la presa, ha sempre cercato di ripartire ed ha mostrato personalità. La scena però, finalmente, è stata presa da Harrison che, una volta tanto, non ha solamente corso come un maratoneta ma ha regalato anche qualità. L’esterno inglese, apprezzato fino ad oggi soprattutto per l’equilibrio che sa regalare alla squadra sia quando gioca a tutta fascia che quando viene impiegato da esterno alto, ha segnato un gol di rara bellezza ed ha regalato assist e verticalizzazioni in una serata in cui la fonte di gioco primaria, Fagioli, ha invece faticato molto. Come del resto non hanno brillato nemmeno i due calciatori deputati a rendersi pericolosi, cioè Gudmundsson (anche ieri sera trasparente dopo un’ottima prova in Conference League) e Piccoli, bravo nelle sponde, meno nel cercare la porta avversaria.

Resta infine un discorso da fare su mister Vanoli; posto che la salvezza è ormai cosa fatta e che gran parte del merito di questa splendida rimonta è ascrivibile a lui, la trasferta di Lecce ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, che la Fiorentina ha bisogno di un cambio di marcia. De Gea e compagni a 5 giornate dalla fine, con 8 punti di vantaggio su Cremonese e Lecce, sono ormai salvi e se pensiamo al punto di partenza della gestione Vanoli la crescita è innegabile ma diciamoci la verità: quante volte abbiamo visto giocare bene la squadra? Quante volte ci siamo divertiti o abbiamo notato passi in avanti dal punto di vista offensivo? E’ chiaro che i viola hanno dovuto pensare innanzitutto a rimettere il treno sui binari, ma siamo sicuri che tutto questo basterà il prossimo anno? Io credo sia necessario un tecnico diverso, uno che utilizzi parole diverse, che offra un calcio diverso da quello visto con Vanoli non solamente a Firenze ma anche lo scorso anno a Torino, un allenatore che apra maggiormente la Fiorentina alla città, che vada incontro a quei tifosi che anche in quest’anno così disgraziato non hanno mai abbandonato la squadra.

Anche quando i viola erano ultimi, tutta Italia tifava per la retrocessione, le altre tifoserie ci spernacchiavano sui social e non solo, il tifo viola non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Anche quando sono state vietate le trasferte, la città ha trovato il modo di farsi sentire nonostante la scelta di chiudersi dentro il Viola Park. Anche quando la Fiorentina è tornata da Londra sotto di 3 reti, la gente ha voluto riempire (per quanto possibile) lo stadio Franchi per provare l’impresa impossibile cantando a squarciagola come non succedeva da tempo.

Credo che quando Paratici ed il suo staff sceglieranno il nome del tecnico viola non possano e non debbano sottovalutare il fatto che in una stagione in cui la Fiorentina è stata praticamente sempre sott’acqua, l’ossigeno per respirare è arrivato da una tifoseria che sarà anche brontolona ed esigente, ma non fa mai mancare il proprio apporto ed il proprio sostegno nel momento del bisogno.

Il Veliero è quasi in porto

La Fiorentina sta completando una vera impresa sportiva: i viola infatti hanno cambiato allenatore in un momento in cui avevano solamente 4 punti, hanno vinto la prima partita alla sedicesima giornata, si sono ritrovati staccati ad un certo punto dalla salvezza addirittura 8 lunghezze. Nonostante ciò, i viola hanno avuto la capacità di ribaltare completamente la situazione, di guadagnare 8 punti di vantaggio su Lecce e Cremonese a 6 partite dalla fine, di conquistare 11 punti nelle ultime 5 gare di campionato; questo piccolo miracolo ha innanzitutto una firma con un nome ed un cognome, quella di Paolo Vanoli.

Con la storia che la rosa della Fiorentina non poteva retrocedere per la qualità dei calciatori, in tanti, troppi commentatori, tendono ancora oggi a sottovalutare l’opera del tecnico viola, un’opera di ricostruzione pressoché completa che è partita dallo spogliatoio, è passata dalla condizione atletica e psicologica, è finita con la disposizione tattica. Un’opera a tutto tondo che ha avuto la definitiva consacrazione nella gara di ieri sera contro la Lazio: finalmente i viola hanno fatto esattamente la partita che dovevano fare, si sono chiusi in un blocco basso per poi ripartire, ma soprattutto hanno sofferto tutti insieme per un unico obiettivo, la vittoria che avvicina enormemente la squadra alla salvezza.

Quello che però mi ha convinto maggiormente, è stato l’apporto di quei calciatori che fino ad oggi sono stati impiegati meno. In una serata in cui Vanoli non poteva contare su Kean, Gudmundsson, Brescianini, Parisi, Fortini e Fagioli, con un Solomon che aveva non più di un quarto d’ora nelle gambe e Pongracic a mezzo servizio, la Fiorentina ha tirato fuori una delle migliori prestazioni giocando tra l’altro con un nuovo modulo, il 4-2-3-1, modulo che può essere utilizzato solamente quando i viola fanno a meno di Fagioli. Al netto però dello schieramento, è stato l’atteggiamento, l’attenzione, la dedizione a fare la differenza! Ieri sera infatti, i viola si sono dimostrati una squadra ed alcuni calciatori hanno dimostrato finalmente l’attaccamento ai nostri colori. Da Gosens che, azzoppato da settimane da una tendinite che lo limita, ha segnato un gol bellissimo andando in cielo a colpire di testa e non ha lesinato energie in fase difensiva, ad Harrison che si è confermato pasticcione, lezioso, poco freddo sotto porta ma ha fatto l’assist decisivo ed ha corso per 4. Da Piccoli che continua a mancare di freddezza al tiro ma ha lottato come un leone ed inchiodato la Lazio alla bandierina del calcio d’angolo per quasi tutto il tempo di recupero, a Fazzini che non è stato molto preciso ma si è dannato l’anima correndo e rincorrendo chiunque ed arrivando a raddoppiare su ogni discesa offensiva avversaria. Da Rugani, che ha dato tranquillità difensiva e buone letture, fino al giovane Balbo che è entrato in campo con quella grinta, quella voglia, quell’applicazione che vorremmo vedere in ogni calciatore della Fiorentina.

Fatemi però chiudere questa considerazione con un giocatore che è la fotografia perfetta del calcio italiano odierno. Mentre si continua ad indicare i nomi per la prossima presidenza FIGC, ieri Cher Ndour ha mostrato a tutti cosa veramente serve ai giovani italiani del nostro calcio: GIOCARE, GIOCARE ED ANCORA GIOCARE!!! Un ragazzo del 2004, che ha fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili, ha avuto il coraggio o forse la necessità di andare all’estero per provare a fare nuove esperienze e per avere l’opportunità di misurarsi nel calcio dei grandi. Poi, dopo qualche anno fuori, ha deciso di tornare in Italia, a Firenze. Nella scorsa stagione ed all’inizio di questa, era ancora un oggetto per i più sconosciuti, né carne né pesce poi però, grazie anche agli infortuni degli altri centrocampisti, ha guadagnato minuti e fiducia ed ora, dopo una stagione da protagonista, possiamo tranquillamente dire senza timore di smentita che è diventato un calciatore importante per il presente e per il futuro della Fiorentina. Ma perché è successo tutto questo? Semplice….perché Ndour ha giocato, ha sbagliato, si è migliorato, ha fatto esperienza.

Quanti altri Ndour ci sono a giro per l’Italia o ci sono stati e si sono già persi perché non hanno mai giocato scavalcati dallo straniero di turno?

Fiorentina: Il Turno Perfetto e la Crescita di Vanoli

Un turno di campionato perfetto per la Fiorentina che guadagna 3 punti su tutte le dirette concorrenti e si porta a 5 punti da Cremonese e Lecce che occupano l’ultima posizione che significa serie B.

Certo quella di Verona non è stata una partita ben giocata, una gara spumeggiante, elettrizzante o piena di occasioni, anzi! De Gea è stato il migliore in campo ed i viola hanno tirato verso la porta del Verona solamente due volte, entrambe con Fagioli, colpendo una traversa e trovando poi il gol della vittoria. Ho sentito diversi commenti schizzinosi ai 3 punti di sabato, giornalisti ed opinionisti che si sono dilettati a parlare di anticalcio, di prestazione indecorosa o imbarazzante, di vittoria immeritata: posto che sono argomentazioni condivisibili se si guarda al solo gioco espresso, vorrei però porre a lorsignori un paio di domande. Quante sconfitte o pareggi immeritati abbiamo subìto noi? Quante volte abbiamo sbattuto il naso contro squadre che hanno fatto solamente barricate ed hanno poi portato via un risultato positivo per i nostri errori individuali e di reparto?

La verità è che la Fiorentina sta compiendo, pur con tutte le sue difficoltà ed incertezze, una piccola impresa sportiva e basta prendere la classifica dopo la sconfitta contro l’Hellas nella gara di andata e confrontarla con quella di oggi per capirlo. I viola hanno recuperato punti su tutti e, se andrà come speriamo, la Fiorentina sarà la prima squadra a salvarsi dopo aver aspettato la sedicesima giornata di campionato per poter festeggiare la prima vittoria in campionato! E la quota salvezza, fidatevi, non sarà tanto più bassa di quella necessaria nelle ultime stagioni: già oggi possiamo dire che probabilmente serviranno almeno 35 o 36 punti per evitare la Serie B, dunque in linea con gli ultimi anni.

Nella stagione che stiamo vivendo fino ad oggi credo sinceramente che di protagonisti ne abbiamo avuti diversi, alcune negativi come Moise Kean, altri positivi come Nicolò Fagioli, altri in saliscendi continui come David De Gea, ma se c’è qualcuno che è sempre stato sul pezzo e non ha mai mollato nemmeno nei momenti più difficili, quello è certamente Paolo Vanoli. Chiamato da una società disperata che in quel momento era guidata da un ex addetto stampa e da un Direttore Sportivo alla prima esperienza in Serie A, Vanoli si è trovato completamente solo in mezzo alla tempesta ma passo dopo passo, mattone dopo mattone, ha ricostruito dalle macerie senza mai darsi per vinto. Dapprima ha cercato di scuotere il gruppo da punto mentale e credo ci sia riuscito, soprattutto da quando gli è stato finalmente affiancato un uomo di calcio come Paratici: altrimenti come spiegare la dichiarazione di De Gea “eravamo morti, Vanoli ci ha riportato in vita”?

Non solo, ma ha anche ricostruito la squadra dal punto di vista fisico: sotto la gestione Pioli avevamo 11 zombie che in campo provavano a correre per circa 50 minuti dopo di che iniziavano a camminare senza meta. Vanoli ed il suo staff hanno ricominciato daccapo, fatto doppie sedute in mezzo alla stagione, rimesso a posto gli infortunati. Non solo, ma una volta che la squadra iniziava ad avere un po’ di benzina nelle gambe, è (finalmente) tornato alla difesa a 4 ed ha infine fatto un altro step, il cambio del capitano della squadra. Non pago, visto che i risultati arrivavano col contagocce, ha avuto alcune ottime intuizioni:

  1. Dare le chiavi della squadra all’unico vero giocatore di calcio in rosa, quel Nicolò Fagioli che con Pioli non aveva accettato quello stesso ruolo che invece Vanoli gli ha cucito addosso con i suoi pregi ed i suoi difetti;
  2. L’intuizione di Parisi alto a piede invertito è stata poi una mossa geniale. Sempre impiegato, anche in casa Empoli, come esterno basso a 4 o a tutta fascia come quinto, Vanoli ha visto in lui doti di assist man e di calciatore capace di creare superiorità numerica e di puntare l’avversario che nessun altro aveva visto. Chapeau;
  3. Il recupero di Ranieri che ha dato quella tranquillità e serenità al reparto difensivo che prima non c’era. Non ci dimentichiamo che Vanoli è stato capace dapprima di togliere la fascia al prodotto del settore giovanile viola, poi di metterlo in panchina, infine di rimetterlo in campo alla guida di una difesa a 4 riuscendo anche a limitarlo nelle sceneggiate e nelle proteste: chi lo avrebbe mai detto?

Se davvero riusciremo a salvarci insomma, dovremo dire un immenso grazie a Paolo Vanoli che ha dimostrato capacità, grinta, abnegazione ma nel contempo credo anche non sia l’allenatore adatto per la Fiorentina del futuro. Questa stagione è stata talmente travagliata che è come se Vanoli fosse sulla nostra panchina da almeno due anni: abbiamo già capito doti, pregi, difetti e limiti. In tutta sincerità, per far tornare Firenze un fattore, credo sia necessario che il mister della prossima stagione sia una figura capace di riaccendere quell’entusiasmo ormai sopito, un nome che possa far viaggiare di fantasia il tifo viola! Purtroppo penso che questo personaggio non sia Paolo Vanoli.

Per fare nomi, ritratti e descrizioni ci sarà tempo, intanto andiamo a Londra giovedì con la testa più leggera ed un sogno da rincorrere perché nonostante tutto c’è sempre un trofeo ancora in ballo…..