Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – HELLAS VERONA = 1 – 0

Una delle critiche più ascoltate negli ultimi anni nei confronti di Vincenzo Italiano è quella relativa all’incapacità da parte della Fiorentina di vincere partite giocando male, mantenendo il ritmo della gara basso, riuscendo a non subire reti. Ecco, se alcuni di voi (e non ve lo auguro), ha visto la partita di ieri con il Verona, spero si possa ricredere. I viola hanno giocato un primo tempo tra i più brutti che io ricordi e sono riusciti a rendersi pericolosi solamente dopo la metà della ripresa grazie ad una bella girata di Mandragora. La parte precedente della gara invece, è stata dominata da un Hellas che, seppur non qualitativamente eccelso, ha interpretato la partita in modo gagliardo, tenendo le redini del gioco in mano e riuscendo a rendersi pericoloso più volte: solamente un Terracciano stellare ha permesso ai viola di rimanere sullo 0 – 0. Certo ci sono tantissime giustificazioni alla pessima prestazione della Fiorentina…innanzitutto la contemporanea assenza dei tre calciatori con più qualità della rosa (Nico, Bonaventura ed Arthur nella prima frazione), poi il rientro della squadra dall’Ungheria solamente nelle prime ore del mattino di giovedì ed infine la scarsa qualità e la brutta prestazione delle cosiddette seconde linee. Anche contro il Verona i vari Ikonè, Barak, Maxime Lopez e soci hanno dimostrato che Vincenzo Italiano ha a disposizione nell’arco un numero limitatissimo di frecce buone e con queste sta facendo miracoli. Non credo invece a chi dice che la gara di ieri dimostri che la Fiorentina non può giocare con i due attaccanti di ruolo. Senza i cosiddetti titolari, soprattutto senza la consueta coppia di centrocampo, non è possibile bocciare un esperimento che è stato messo in campo solamente per emergenza. Ciò che è certo però, è che con i tre punti di ieri la Fiorentina è in piena lotta per un’Europa nobile il cui raggiungimento però passa dall’avere a disposizione calciatori veri….. ed allora tocca a Commisso e Barone: la società ha ambizioni sportive oltre che imprenditoriali? Ha gli stessi sogni dei tifosi che sperano prima o poi di ascoltare nuovamente quella musichetta lì? Ha capito finalmente che il modo migliore per alzare il fatturato societario è quello di ottenere risultati sportivi importanti?

In attesa del mercato di gennaio che misurerà quali siano le intenzioni della società, venerdì sera i viola sono attesi all’ultimo appuntamento prima di natale in quel di Monza. Altri tre punti farebbero definitivamente sognare un’intera città.

IL BUONO

  • Terracciano: il rigore dopo poco più di 30 secondi lo regala in maniera imbarazzante, da lì in poi però si trasforma in San Pietro. Oltre al rigore, respinge la ribattuta e poi si ripete con una parata da fenomeno su Ngonge da due passi. Sembra aver tratto giovamento anche dalle ultime convincenti prove di Christensen. Ci sentiamo nuovamente al sicuro!
  • Beltran: gioca una partita del tutto inutile fino al gol che decide il risultato. Sia dietro Nzola che come punto di riferimento della squadra, dimostra ancora una volta che gli attaccanti vivono del gioco della propria squadra e dei rifornimenti che arrivano (a meno che non siano fenomeni). La Fiorentina purtroppo, non solamente ieri, non aiuta praticamente mai i propri attaccanti a mettersi in luce e questo succede ancora di più senza Jack e Nico. Comunque decisivo!
  • Arthur: dopo un momento di flessione, il centrocampista brasiliano sta tornando quello ammirato ad inizio anno. La differenza tra lui e Lopez è quasi imbarazzante: con l’ex Barcellona in campo, i viola guadagnano almeno 30 metri ed iniziano ad avere una logica di squadra. Godiamocelo fino a giugno!
  • Steven Land: il nostro amico di Sunderland, un tipo talmente folle da fare avanti e indietro dall’Inghilterra per tifare Fiorentina e stare con noi in Parterre, prima del fischio iniziale mi aveva detto…. Don’t Worry Lungo today 1 – 0 for us…. Devo dire che pronostica quasi sempre la nostra vittoria ma stavolta ha avuto ragione lui. Mago!

IL BRUTTO

  • Ikonè: non ho più parole per commentare le prove sempre più inutili dell’esterno francese. Purtroppo uno dei più grandi flop della gestione Commisso in rapporto al prezzo d’acquisto. Senza speranze.
  • Lopez: continua nella sua stagione di alti e bassi. Dispiace dirlo ma sembra un lontano parente di quel giocatore che avevamo ammirato a Sassuolo. Il confronto tra il suo primo tempo e la ripresa di Arthur è stato impietoso. Rimandato!
  • Il primo tempo: potrei sinceramente scrivere di quasi tutti quelli che hanno calpestato l’erba del Franchi nei primi 60 minuti, ma preferisco dire che è stata una prestazione brutta, noiosa, senza ritmo che però ha ampie giustificazioni. A Monza servirà un’altra Fiorentina!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FERENCVAROS – FIORENTINA = 1 – 1

Passaggio del turno doveva essere e passaggio del turno è stato. Certo la partita lascia sensazioni in gran parte negative, sia per la qualità del gioco espresso e delle prestazioni di diversi singoli, sia soprattutto per l’infortunio occorso a Nico Gonzalez. Eppure i viola erano partiti bene, con alcune occasioni da rete create ed il controllo delle operazioni. L’evento che ha cambiato la storia del primo tempo e della gara è stato però l’infortunio muscolare patito dal miglior calciatore della Fiorentina che, in una serata in cui erano assenti in partenza Arthur e Bonaventura, ha determinato la perdita completa della bussola da parte dei viola. Da quel momento infatti, il Ferencvaros ha guadagnato diversi metri di campo e si è reso più volte pericoloso: solamente un Christensen in versione Batman è riuscito a sventare il vantaggio ungherese. Anche l’estremo difensore danese però non ha potuto nulla in apertura di ripresa quando una dormita collettiva ha permesso a Zachariassen di battere indisturbato in porta. Da quel momento in poi la Fiorentina ha cercato di riorganizzarsi e poggiandosi sulla personalità dei due difensori centrali Milenkovic e Ranieri e sui cambi offensivi operati da Vincenzo Italiano che ha provato finalmente qualche variazione sul tema. Basta fraseggio orizzontale, via ai lanci lunghi alla ricerca delle combinazioni aeree tra Kouame‘ (sempre più importante in questa squadra) e Nzola (incredibile non aver nemmeno centrato la porta solo davanti al portiere) ed alle incursioni di Barak che partiva dalla posizione di centrocampista centrale accanto a Lopez. È servita però una palla inattiva per trovare un pareggio meritato e decisivo per l’approdo diretto agli ottavi di finale che si disputeranno nel mese di marzo.

Adesso però si apre il problema Nico Gonzalez….con il suo infortunio muscolare che lo terrà a riposo per diverse settimane e fermo restando le scadenti prove di Ikone‘, Brekalo e Sottil, ha veramente ancora senso insistere sul 4-2-3-1? Considerando che nelle ultime gare spesso i viola sono riusciti a rimettere in piedi la situazione con due attaccanti in campo, non sarebbe preferibile passare al 4-3-1-2 con Bonaventura dietro i due attaccanti ed un centrocampo col doppio regista accanto a Duncan? La contemporanea presenza di tre centrocampisti potrebbe dare maggior copertura ad una difesa che anche in terra magiara ha dimostrato la propria fragilità (e menomale Christensen non è più quello di inizio anno), offrirebbe probabilmente soluzioni più imprevedibili con il doppio play in mezzo e premierebbe un calciatore come Kouame’ che in questo momento sembra quasi indispensabile (e questo dovrebbe far riflettere molto sulla qualità della rosa e sul mercato fatto negli ultimi anni).

E voi che ne pensate? Non potrebbe essere la gara casalinga contro il Verona l’occasione giusta per provarci?

IL BUONO

  • Ranieri: sarà perché al ragazzo ci ho sempre creduto fin dalla primavera, sarà perché al momento è oggettivamente insostituibile, sarà perché dimostra in ogni momento il proprio attaccamento alla maglia, ma io sogno che Luca Ranieri possa diventare una vera e propria bandiera viola. Anche ieri sera, è stato tra i pochissimi a mantenere concentrazione e lucidità per tutti i 90 minuti, ad essere sempre pronto ad attaccare la palla ed anticipare gli attaccanti, a fare ripartire l’azione. Le ciliegine del gol del pareggio e del recupero al minuto 88 dopo l’ennesima nefandezza di Ikone’, lo issano sul gradino più alto del podio. Colonna!
  • Christensen: la dimostrazione migliore di quanto sia importante lavorare duramente in settimana con i professionisti che la società mette a disposizione dei calciatori. Il gabbiano bagnato delle prime prestazioni in maglia viola, si è trasformato in un’ aquila meravigliosa. I due interventi consecutivi nel primo tempo tengono a galla la baracca e permettono di restare in partita in un momento psicologico complesso visto l’infortunio di Nico. Adesso si inizia a capire perché lo hanno preso!
  • Kouamè: un altro di quelli che non molla mai, che riesce sempre a dare una scossa, che riesce a rendersi utile in qualche modo. Anche nella gara di ieri sera, una volta entrato, ha toccato diversi palloni, è arrivato sempre primo di testa, ha aiutato Nzola ad essere più pericoloso. Con la sua presenza fisica e la sua voglia di lottare qualcosa succede sempre. Utilissimo.

IL BRUTTO

  • Brekalo: il semplice esempio di calciatore trasparente. Dopo tutti questi mesi di Firenze, ho paura davvero che, come dice il Pappagallone Reale, la parentesi ottima di Torino possa essere stato un caso. Anche ieri sera non si nota mai, non salta mai l’uomo, non accompagna mai né gli attaccanti né i centrocampisti. A che serve un esterno così?
  • Ikonè: se Brekalo è trasparente, Ikone’ lo era… adesso è diventato dannoso. Al netto dell’irritazione che mi provoca ogni volta che torna indietro e successivamente esegue un passaggio orizzontale, ieri sera ha pure rischiato di farci perdere la partita quando ha avuto la meravigliosa idea di regalare la palla agli avversari a pochi minuti dal termine scatenandoli in contropiede. I bonus sono finiti da un pezzo. Con Nico rotto possiamo cambiare modulo?
  • Nzola: certo Beltran non ha brillato, ma non riuscire a centrare nemmeno la porta da solo davanti al portiere con la palla che rimbalza è opera solo di un artista ed il suo nome è Mbala. A gennaio sul mercato capiremo quali siano (sempre che ci siano) le ambizioni della società!

A voi per i commenti!!

Appunti sparsi dal mondo della scuola (parte 6)

Sarà la vicinanza del Natale, sarà che il tempo trascorso dall’ultima riunione ha portato consiglio, ma stavolta le problematiche relative al nostro istituto sono state trattate con maggiore serenità e spirito di collaborazione.

In questo modo è stato possibile iniziare la discussione in merito al nuovo regolamento dell’istituto comprensivo (obiettivo che ci eravamo posti all’inizio del nostro mandato) e nel contempo approvare diversi progetti che arricchiranno la nostra offerta formativa. Ecco allora che, oltre alla collaborazione con studenti universitari per combattere la dispersione scolastica di cui avevo già parlato nello scorso articolo, abbiamo approvato un ottimo accordo di collaborazione per la certificazione di corsi di lingua inglese (nella scuola secondario di primo grado) che possano aiutare i nostri ragazzi ad aumentare le proprie competenze, aspetto fondamentale e decisivo per la prossima scelta delle scuole superiori e per il futuro inserimento nel mondo del lavoro. Oltre a questo progetto, è stata approvata anche la collaborazione multidisciplinare con un altro istituto, il piano dei viaggi di istruzione dell’intero comprensivo e la lectio brevis dell’ultimo giorno di scuola, stavolta senza defezioni o polemiche.

Non solo, come da noi rappresentanti richiesto più volte, siamo finalmente riusciti ad avere la rendicontazione dei versamenti del cosiddetto contributo volontario e quello del suo (assolutamente insufficiente) utilizzo negli ultimi anni. Mentre alcuni plessi hanno già impiegato, o progettato di impiegare, la quasi totalità della somma, altri sono ancora indietro sia nella spesa che nella programmazione. Questo resta un neo importante sia perché l’offerta formativa potrebbe essere più ampia con l’impiego di queste risorse, sia perché è sempre più difficile andare a chiedere ai genitori di versare il contributo senza avere una rendicontazione di come vengono impiegati quei soldi! Il PNRR anche in questo caso ci è venuto in soccorso poiché la gran parte dei soldi non ancora spesi saranno veicolati a completamento dei progetti che sono stati finanziati dai soldi europei. E’ grazie ad essi che riusciremo ad avere in ogni plesso aule multimediali che facilitino l’apprendimento di tutte le materie venendo incontro alle esigenze di ogni alunno senza lasciare indietro quelli in difficoltà: in un istituto comprensivo così grande come il nostro però, i fondi non erano sufficienti per portare a termine i progetti ed allora l’avanzo del contributo volontario ci permetterà di impiegare le risorse nei capitoli di spesa che il PNRR non prevedeva. L’utilizzo combinato dei due fondi renderà certamente il nostro istituto comprensivo più accogliente ed inclusivo. Inoltre le insegnanti hanno anche deciso che una parte di questo contributo volontario verrà utilizzato per l’ampliamento dell’offerta formativa mediante la collaborazione con professionisti ed associazioni esterne: un altro dei punti che ci eravamo prefissati come rappresentanti all’inizio del mandato!

A proposito dei rapporti che il consiglio di istituto vuole costruire sulla base del dialogo e del confronto abbiamo poi deciso, grazie anche all’assenso del Dirigente Scolastico, di mettere in campo due iniziative a cui teniamo particolarmente: innanzitutto già dallo scorso appuntamento inviamo a tutti i rappresentanti di classe, affinché lo diffondano agli altri genitori, un resoconto dell’ultima riunione per far conoscere ciò che facciamo e decidiamo, poi abbiamo voluto tenere una riunione con tutti i rappresentanti appena eletti. L’appuntamento si è tenuto in un ottimo clima di dialogo e collaborazione ed è servito soprattutto a far capire quali siano gli ambiti di azione del consiglio di istituto ed i canali di comunicazione da utilizzare per rapportarsi con la scuola. Infine eccoci alla nota dolente della scorsa riunione, quella della variazione di orario di un plesso: dopo un confronto lungo e faticoso, siamo finalmente riusciti ad arrivare ad un punto di incontro tra le varie esigenze perché finalmente i contendenti hanno capito che nella vita reale, in quella in cui le decisioni vengono condivise, ognuno deve fare un passo verso l’altro concedendo qualcosa. Ecco allora che il Dirigente Scolastico ed il Presidente del consiglio d’istituto, insieme alle insegnanti ed ai rappresentanti dei plessi non coinvolti, hanno lavorato per accorciare le differenze, mitigare le divisioni, trovare un terreno comune che ci ha permesso di arrivare all’accordo. E’ costato tempo, fatica, arrabbiature, parole: ma quanto sarebbe migliore il mondo se tutti ci mettessimo intorno ad un tavolo e discutessimo fino a trovare una soluzione condivisa?

Alla prossima!

Il buono, il brutto, il cattivo

ROMA – FIORENTINA = 1 – 1

Dopo aver visto la Juventus a Firenze credevo di aver ammirato la squadra che giocava il peggior calcio in Europa ma mi sbagliavo. Ieri sera all’Olimpico, la compagine con il terzo monte ingaggi del campionato, con l’allenatore più strombazzato del mondo, con uno tra i pubblici più caldi d’Italia, ha mostrato al mondo perché il calcio italiano non è più tra i migliori. Un calcio fatto di squadre che speculano sul gol del vantaggio, perdono tempo, vivono di espedienti, protestano continuamente, insultano gli arbitri. Un calcio che vive di pause anziché di ritmo, di catenaccio difensivo anziché di calcio offensivo, di difesa e contropiede anziché di controllo del gioco e ricerca del gol. Detto della Roma, possiamo affermare senza paura di smentita che invece la Fiorentina ha fatto la partita che doveva fare: dopo un inizio horror con un gol evitabilissimo subito per le dormite di Biraghi e Kayode, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno preso in mano la partita ed avrebbero già potuto pareggiare se solo Nzola (buona la sua prova da centravanti boa, trasparente quella da goleador) avesse calciato meglio sull’invito geniale di Bonaventura. La ricerca del gol però, divenuta pressante nella ripresa, anche nel primo tempo non si è affievolita nonostante un Ikonè ancora una volta inconcludente ed egoista ed un Jack non nella miglior serata sotto porta. Finalmente però i viola sono riusciti a rimontare una gara in cui erano andati in svantaggio grazie al solito gioco fatto di fraseggi che nella ripresa ha cercato finalmente anche lo sbocco dei palloni alti. Scelta giustissima tanto da giustificare la presenza di un calciatore come Nzola, importante nonostante non abbia segnato, tanto da ammirare il pareggio di Martinez Quarta (alla quinta gioia personale), il bellissimo colpo di testa di Nico, ma anche il mancato ingresso di Beltran. Se dovessi pensare la partita meno adatta per un calciatore come il numero 9 argentino, penserei esattamente alla ripresa di ieri: un avversario arroccato nella propria area di rigore, una squadra che attacca solamente per vie orizzontali o con cross provenienti dalla tre quarti campo: che ci avrebbe fatto in campo? Stavolta la penso come Italiano, meglio tenerlo per la gara di giovedì in cui dovremo mantenere la testa del girone per evitare il turno di spareggio.

Resta dunque l’amaro in bocca per l’occasione del doppio vantaggio numerico non sfruttato (anche se dall’espulsione di Lukaku in poi non si è praticamente mai giocato), ma resta anche il pareggio contro una diretta concorrente per le posizioni europee. Peccato però che la Roma sicuramente arriverà davanti ai viola non perché abbia un tecnico migliore, non perché giochi meglio, non perché sia più organizzata, ma semplicemente perché ha calciatori con una qualità maggiore in fase offensiva che determinano e decidono le partite con un colpo. Ma quei calciatori costano e vogliono un progetto fatto di titoli e non di infrastrutture ed allora credo che anche al termine di questa stagione vivremo di quel che poteva essere se solo avessimo voluto investire di più nel settore calcio; un peccato enorme perché anche ieri sera la Fiorentina ha dimostrato di essere un grande gruppo, fatto di calciatori che remano tutti nella stessa direzione e credono fermamente in ciò che fanno.

Ed ora testa alla Conference League per una partita che non può e non dev’essere sbagliata per non complicarsi la vita anche nel cammino europeo!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: la quinta rete del suo campionato regala alla Fiorentina un pareggio tanto importante quanto meritato. Sfiora la doppietta ancora di testa e regge bene l’urto di un bestione come Lukaku. In fase di impostazione accompagna meno il gioco, ma rimane comunque una pedina fondamentale per i viola. Pensate dove saremmo se avessero ceduto il Chino!
  • Ranieri: semplicemente enorme. Gioca una gara pressoché perfetta in fase difensiva anticipando continuamente tutti i giallorossi che provano ad entrare nella sua zona. Sempre attento, ha un’intensità a tratti debordante. Non ha paura di nessuno, si azzuffa con Mancini prima e con Paredes poi dimostrando di tenerci come un matto. E se avessimo trovato una bandiera?
  • Arthur: se la Fiorentina martella per tutta la ripresa senza mai dare pace ai giallorossi, il merito è soprattutto del brasiliano. Gioca un’infinità di palloni, cuce sempre il gioco, recupera diverse situazioni difficili con la massima tranquillità. Finalmente capisce che ogni tanto serve anche la palla lunga per sfruttare la fisicità di Nzola e Kouamè. Metronomo.

IL BRUTTO

  • Ikonè: la sua inutilità è purtroppo ormai conclamata, però se adesso ci mette anche l’egoismo non se ne esce più. Nel primo tempo la Fiorentina riparte in contropiede in superiorità numerica e, nonostante ci sia Bonaventura tutto solo in attesa del pallone, il francese non lo serve in profondità rimediando solamente una punizione ed un cartellino giallo dell’avversario. Dopo poco Jack, che si è evidentemente legato al dito l’episodio, arriva alla conclusione anziché servire Jorko. Asilo Mariuccia.
  • Kayode: dopo un inizio di stagione scintillante, il giovane terzino sembra non aver ancora recuperato del tutto dall’infortunio. Si addormenta in occasione del primo gol quando tiene tutti in gioco, spinge poco, difende in modo meno preciso del solito. Si riscatta parzialmente guadagnando il secondo giallo di Zalewski. Succede, nessun problema.
  • Biraghi: il cartellino giallo che riesce a prendere nel momento in cui la Fiorentina spinge in modo forsennato alla ricerca dei tre punti è la fotografia di un calciatore mediocre. Non parlo poi, per paura della censura, della punizione dal limite dell’area che vuole per forza battere. E’ tornato quello solito.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – PARMA = 6 – 3 d.c.r.

Una partita che inizia di mercoledì e finisce di giovedì erano anni che non la vedevo! Certo se qualcuno pensava di trascorrere una serata tranquilla al Franchi, la Fiorentina del primo tempo e di buona parte del secondo, gli ha completamente scombussolato i piani. Per raggiungere i quarti di finale infatti, ai viola sono serviti 120 minuti con l’appendice dei calci di rigore certamente per i meriti del Parma, ma anche per 70 minuti di un calcio semplicemente indecente. Prima però di parlare dei nostri eroi (!!), fatemi spendere due parole per gli ospiti che, guidati da un tecnico emergente come Pecchia, giocano un bel calcio, sono messi bene in campo e si muovono come un sol uomo. Oltre a ciò, hanno ottime individualità dalla metà campo in avanti che possono determinare il risultato e giocano un calcio semplice ma efficace, con movimenti continui e verticalizzazioni che fanno male. Spero sinceramente, per il calcio che giocano, la piazza importante ed il nostro amico Gianluigi Crocetti, che riescano a tornare nella massima serie già al termine di questa stagione!

La formazione iniziale schierata da Vincenzo Italiano ha per l’ennesima volta mostrato un’indiscutibile verità: alla Fiorentina manca qualità e questa dote, che già scarseggia nei titolari, diventa del tutto assente quando si decide di far riposare (giustamente) tutti insieme Nico, Bonaventura ed Arthur. Se in mezzo al campo Maxime Lopez ha cercato in qualche modo di guadagnarsi la pagnotta, nella metà campo avversaria la luce non si è mai accesa finché non è entrato Arthur e successivamente Beltran. La pochezza delle seconde linee (da Mina a Mandragora, da Brekalo fino purtroppo anche a Parisi) è stata sconcertante. Gioco nemmeno orizzontale ma all’indietro, uomo mai saltato, tempi di gioco sempre sbagliati, inferiorità imbarazzante nei confronti di un’ottima squadra che però milita in serie B. Menomale che nel buio si è accesa almeno la luce di Christensen che ieri sera ha effettuato almeno tre interventi degni di nota che hanno dapprima tenuto a galla e poi salvato la zattera viola che stava pericolosamente imbarcando acqua da ogni parte. Menomale che poi con i gol di Nzola e Sottil la Fiorentina ha raggiunto i tempi supplementari, mentre grazie agli errori ducali dal dischetto ha conquistato i quarti di finale in cui verrà affrontata la vincente tra Inter e Bologna.

Certo la partita è stata dispendiosa e non rappresenta il miglior modo per preparare la difficile trasferta di Roma, ma è pur vero che è stato importante vedere finalmente che i due attaccanti possono giocare insieme (ieri lo hanno fatto per quasi 60 minuti), prendere coscienza di poter contare su un altro portiere affidabile e rendersi conto che anche quest’anno il mercato in entrata è stato monco non solo in qualità ma anche in quantità (la prova di Mina è stata imbarazzante). Adesso testa all’Olimpico, l’impresa è possibile solo giocando la miglior gara possibile!

IL BUONO

  • Christensen: la più bella sorpresa della serata! Parate su palla alta, uscite basse, reattivo su tiri incrociati, uscite di testa alla Neuer….insomma tutto il campionario del bravo portiere in un’unica serata. Dopo aver faticato (a dire poco) ad inizio stagione, sembra più sicuro, più concentrato, più dentro la partita. Questo dimostra quanto sia importante un preparatore dei portieri come Savorani: complimenti alla società che lo ha scelto e voluto! Adesso Terracciano può prendere un raffreddore senza che Italiano sudi freddo!
  • Maxime Lopez: non ha rubato l’occhio, non ha disegnato calcio ma nel deserto dei primi 65 minuti viola ha cercato di tenere insieme la squadra ed ha dimostrato di avere almeno l’idea di ciò che si dovesse fare. Certo l’inserimento di Arthur gli ha semplificato il lavoro, ma ha ancora una volta dimostrato che la prima alternativa al brasiliano ed a Duncan dev’essere lui. Sempre più nel gioco di Italiano!
  • Nzola: finalmente un gol bello e decisivo! E se fosse la svolta della sua stagione? Come ha detto ieri Italiano, il centravanti ex Spezia deve capire che nulla è dovuto e che Firenze sarà sempre dalla tua parte se ti sacrifichi e sudi la maglia. Certo che se poi, come ha ammesso anche il mister, si comincia a giocare in modo un pò diverso per metterlo nelle migliori condizioni, allora diventa tutto più facile. Non sarà Vlahovic, ma nemmeno Crisantemi della Longobarda!

IL BRUTTO

  • Mina: quando la Fiorentina lo ingaggiò questa estate i soliti trombettieri lo salutarono dicendo che era solo questione di tempo, che bastava aspettarlo. Ecco considerando che quando il colombiano è arrivato avevo il costume da bagno e ieri sera allo stadio era sottozero, direi che possiamo emettere la sentenza: acquisto sbagliato! Giocatore lento per il nostro calcio, inadatto al gioco di Vincenzo Italiano che prevede la pressione uomo su uomo, incapace di tenere la giusta concentrazione per tutta la partita. Però lo abbiamo preso a zero allora…….
  • Parisi: seppur riportato finalmente sulla corsia mancina, dimostra di essere in totale confusione. Regala palloni ed occasioni in serie al Parma, spinge poco e male sulla fascia. Black out totale.
  • Biraghi: solitamente quando un calciatore è in crisi, si ricorre al suo sostituto. Ecco, se Italiano sperava che la soluzione alla serataccia di Parisi fosse in panchina, ho paura sia rimasto deluso. Capitano sonnacchioso.
  • Brekalo: il nulla fatto calciatore. E’ talmente inutile che Sottil sembra quasi abbia fatto qualcosa di importante sull’altra corsia. Peccato, ero contento del suo arrivo in maglia viola, ma finora un buco nell’acqua!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 3 – 0

Immaginiamo un attimo di tornare a scuola e di vedersi assegnata una traccia per scrivere un tema, uno di quelli che, dopo alcuni voti poco buoni, non possiamo proprio sbagliare. Ecco allora che cerchiamo dapprima un’idea, poi iniziamo a strutturarla in modo da trovare un’apertura che faccia da introduzione. Fatto questo, tocca al cuore del tema, all’approfondimento della nostra idea, la parte in cui riusciamo a spiegare a tutti cosa vogliamo dire, quali sono gli obiettivi della nostra idea e come vogliamo raggiungere tali obiettivi. Una volta sviscerato l’argomento, andiamo verso la conclusione nella speranza che il risultato ottenuto possa aiutarci a superare il brutto momento vissuto con gli ultimi voti.

La Fiorentina ieri, nella gara interna contro la Salernitana, ha scritto il tema perfetto: l’idea di calcio di Vincenzo Italiano è stata finalmente interpretata alla perfezione, con ottime trame di gioco, ritmi a tratti forsennati, verticalizzazioni precise che hanno tagliato a fette la difesa granata. L’introduzione del tema è stato decisivo, dal momento che dopo poco più di tre minuti uno dei migliori in campo, Arthur, è stato atterrato in area nettamente da Pirola e Beltran, dopo aver dovuto sottrarre la palla al capitano, ha calciato in modo perfetto il rigore con cui finalmente è riuscito a sbloccarsi anche in campionato. Nonostante il vantaggio sia arrivato molto presto, i viola non hanno tolto il piede dall’acceleratore e, complice anche la pochezza tecnica degli avversari, hanno disegnato calcio di pregevole fattura arrivando più volte al tiro mettendo in mostra anche individualità pregevoli. Chiaramente però, chiamandosi Fiorentina, non poteva mancare il brivido in occasione della dormita difensiva che ha permesso ai campani di colpire una traversa, ma poi la rete di Bonaventura, nostro totem indiscusso, ha chiuso i giochi nel migliore dei modi permettendo ai viola di scavalcare nuovamente in classifica il Bologna.

Una vittoria a tutto tondo quella di ieri giunta al termine di una partita in cui si è vista nuovamente l’idea di gioco del mister, in cui finalmente il numero 9 argentino Beltran si è sbloccato ed ha messo in mostra numeri non scontati ed in cui soprattutto non ci sono stati infortuni che avrebbero reso difficile un periodo in cui i viola giocheranno tantissime gare ravvicinate. Si torna infatti in campo mercoledì al Franchi contro il Parma per la Coppa Italia: ci aspettiamo continuità di prestazione e di risultato!     

IL BUONO

  • Bonaventura: vive la sua miglior stagione realizzativa della carriera timbrando il cartellino con una continuità impressionante. La speranza è che riesca a non fermarsi sia per le fortune della nostra amata Fiorentina, sia perché la convocazione agli Europei sarebbe il giusto premio per un calciatore per anni sottovalutato nonostante le prestazioni sempre in linea con le grandi qualità. Il nostro faro.
  • Duncan: mentre da più parti si incensa giustamente l’esperimento del doppio regista con Arthur e Maxime Lopez, troppe volte si continua a sottovalutare la stagione che sta disputando il nostro Alfredino. Anche ieri ha unito con continuità la qualità e la quantità necessaria alla Fiorentina per imporre il proprio gioco, il tutto a ritmi sempre sostenuti. Ma il rinnovo a Duncan quando lo facciamo?
  • Arthur: dopo alcune prove opache, torna a guidare per mano la squadra come ad inizio stagione. Nella gara contro la Salernitana spacca in due la contesa conquistandosi il rigore che apre le danze dopo poco più di tre minuti. Gioca su alti livelli con continuità e visione di gioco associata a brillantezza atletica. In un momento così denso di gare, il miglior Arthur serve come il pane!

IL BRUTTO

  • Sottil: una volta tanto avrei voluto lasciare bianca questa casella, ma il pomata ha deciso di fare la cosa più stupida e sbagliata possibile. Dopo alcune stagioni di nulla, decine di gare in cui ci si aspettava un’esplosione che non arrivava mai, un rinnovo di contratto assolutamente incomprensibile, una pazienza infinita considerando l’indecenza delle prestazioni, il fenomeno venuto da un universo parallelo prima segna un gol assolutamente meraviglioso, poi ha la geniale idea di zittire il pubblico….. Diciamo che già prima di questa esultanza non eri nell’Olimpo dei miei calciatori preferiti, adesso conterò i giorni che ci separano dalla tua sperata cessione. Indecente.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – GENK = 2 – 1

Una partita strana giocata in un ambiente strano, freddo e grigio come la giornata, che però serve alla Fiorentina per guadagnarsi la certezza di andare avanti in Europa anche se dovremo aspettare gli ultimi 90 minuti per capire se i viola avranno l’accesso diretto alla fase eliminatoria oppure dovranno passare dagli spareggi. I ragazzi di Vincenzo Italiano hanno giocato un primo tempo scialbo, sotto ritmo, con poca intensità, macchiato ancora una volta da errori individuali incredibili, come il liscio di Parisi dopo quattro minuti in occasione del palo belga o la scivolata a vuoto di Quarta che ha aperto ulteriormente la strada al vantaggio del Genk. La fortuna ha voluto che la Fiorentina riuscisse a pareggiare la gara proprio allo scadere della prima frazione con la rete del difensore argentino, altrimenti i fischi si sarebbero riversati su una squadra apparsa già piuttosto fragile psicologicamente. La ripresa poi, ha messo in mostra una squadra completamente diversa, con la possibilità di giocare finalmente in ampiezza grazie al recupero di Kayode, di trovare qualche sprazzo di qualità con Beltran vicino a Kouamè, di gestire in modo più appropriato i tempi della gara con l’inserimento di Arthur accanto a Lopez in mezzo al campo complice anche il calo evidente della compagine belga. Finalmente infatti, Vincenzo Italiano ha iniziato a provare qualcosa di diverso senza limitarsi ai soliti cambi uomo su uomo nello stesso ruolo, ma sparigliando qualche carta dal mazzo. Bocciato Nzola sia dal primo minuto che a gara in corso, il tecnico viola ha invece deciso di dare una nuova chance a Beltran impiegato però vicino a Kouamè e l’azione che ha portato al rigore decisivo è un segnale di speranza per il prossimi futuro. Finalmente una palla in uscita dalla difesa giocata in verticale su Ikoné che non staziona sulla linea laterale ma viene dentro il campo per liberare spazio al terzino, la palla giocata di prima da Beltran nello spazio per Kayode che si sovrappone. Insomma un destro che gioca a destra in difesa, un esterno che viene dentro il campo per lasciare spazio alla sovrapposizione, un calciatore di qualità che fa correre la palla con i tempi ed i modi giusti. Non saranno certamente queste piccole cose ad aver risolto tutti i problemi, ma potrebbe essere un primo passo verso una nuova Fiorentina!

Restano dunque i 3 punti che servivano così come alcuni enigmi da risolvere quali Barak: per l’ennesima volta sono in difficoltà nel giudicare la prova di un calciatore che aiuta pochissimo la manovra, che crea poco gioco, che partecipa poco. Nello stesso tempo però, ogni volta che tocca la palla nell’ultimo quarto di campo rischia di risultare decisivo tanto che, anche contro il Genk, è andato vicinissimo al gol in due occasioni. Non sarà un calciatore totale, ma nel grigiore della nostra Fiorentina lo tengo sempre con me! E domenica arriva la Salernitana, una gara da non sbagliare per dare un minimo di continuità e non perdere il contatto con la zona europea!

IL BUONO

  • Kayode: entra lui e la partita cambia. Certo non è tutto merito suo perché nel frattempo il Genk cala e la Fiorentina migliora, ma la sua intraprendenza a destra rompe fin da subito gli equilibri. Conquista il rigore decisivo ed è anche protagonista di chiusure perfette e recuperi incisivi. Quanto ci sei mancato!
  • Nico Gonzalez: ha il ghiaccio nelle vene. Anche ieri sera non gioca certo ai suoi livelli, nel primo tempo ciabatta anche un’ottima occasione capitatagli sul destro ma quando viene chiamato sul dischetto realizza facendola sembra la cosa più naturale del mondo. Non possiamo farne a meno mai!
  • Arthur: un pò come Maxime Lopez a Milano, il centrocampista brasiliano subentrato nella ripresa condisce la sua prova di tante piccole cose intelligenti e preziose. Sarà un caso, ma quando si inizia a giocare con due registi, il pallone inizia a viaggiare più velocemente ed addirittura talvolta in verticale. Non so se sia possibile giocare con continuità con questa coppia, ma la prima prova è assolutamente positiva. Interessante!

IL BRUTTO

  • Parisi: dispiace sparare su un ragazzo che aveva iniziato tanto bene la sua avventura a Firenze ma gli errori commessi iniziano ad essere decisamente troppi. Anche contro il Genk, l’ex Empoli prima apre l’autostrada per l’azione del palo, poi sbaglia ad uscire in quella del vantaggio belga. Incomprensibile come Italiano continui ad impiegarlo in un ruolo non suo che ormai gli ha fatto perdere anche la serenità. Salvate il soldato Fabiano!
  • Martinez Quarta: ancora una volta condivide le colpe con Parisi della rete subita. Si merita un giallo a metà campo per la solita entrata scomposta da dietro. Non può bastare a salvare la sua prestazione il gol segnato a fine primo tempo, per il difensore il primo obiettivo dovrebbe essere quello di non subirne. Forse è arrivato il momento del riposo dopo il tour de force.
  • Ikonè: il colpo di tacco che esegue nell’azione che porta al rigore guadagnato è bellissimo, ma è l’unica luce nell’ennesima prova insufficiente del francese. Nel primo tempo non riesce a fare gol nemmeno senza portiere….. Consueto buco nell’acqua.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

MILAN – FIORENTINA = 1 – 0

Nel momento in cui scrivo, la Fiorentina è l’unica squadra dell’ultimo turno di campionato che non ha segnato nella propria partita e nelle due gare che ancora mancano da giocare scenderanno in campo formazioni che magari mi smentiranno, ma il succo non cambia. La qualità dei calciatori si paga e quando la società stanzia il budget da investire sul mercato, decide spesso anche quali siano gli obiettivi della propria stagione. Se i fondi stanziati per il centravanti sono poco più che zero, perché ricordiamoci che Nzola è costato 12 milioni e Beltran 12,5 più altri 12,5 al raggiungimento di determinati obiettivi (al momento irrealistici) e Cabral è stato venduto per 20 più bonus, i risultati sono questi: purtroppo abbiamo una società che si esalta solamente per le infrastrutture, i centri sportivi o gli stadi da costruire….peccato che io vada al Franchi o in trasferta per vedere il gioco del calcio e lo spettacolo visto sabato sera è stato molto simile a quello di tante altre volte.

Una Fiorentina che, contro uno tra i Milan più disastrati che io ricordi, gioca un primo tempo indecente chiuso con l’ennesima imbucata presa per un inserimento offensivo scriteriato di Martinez Quarta (Vincenzo troviamo una contromisura?), e poi inizia a masturbare il pallone fino al limite dell’area avversaria quando due dei calciatori più pagati nelle ultime finestre di mercato, Beltran e Mandragora, commettono due errori davanti a Maignan per i quali avrebbero dovuto avere almeno la decenza di chiedere scusa al popolo viola. Ed invece no, ci tocca ascoltare le consuete elucubrazioni mentali di un allenatore che prepara male una partita che doveva essere azzannata fin da subito considerando le difficoltà psicologiche dell’avversario, che ha il coraggio di farci vedere un calciatore inutile come Sottil che parte sempre come se dovesse arrivare chissà dove e poi invece finisce sempre passando indietro il pallone dopo aver evitato di vincere l’uno contro uno…e questo spettacolo immondo del pomata ci viene regalato per 80 minuti!!! Un Italiano che per l’ennesima volta non forza la partita nonostante lo svantaggio, aspetta di inserire Kouamé all’87° minuto facendogli fare addirittura il trequartista anziché l’attaccante accanto al fantasma Nzola come se per regolamento fosse impossibile giocare con due punte in questo sport. Un mister che dietro non prova mai a cambiare le posizioni, differentemente da quanto aveva fatto in casa contro il Bologna: Parisi è ormai al terzo errore grave a destra…. invertirlo con Biraghi è vietato? Ma contro l’Atalanta, altra partita in cui soffrimmo a destra, il capitano non giocò in quella posizione destreggiandosi non peggio che a sinistra? Contro il Milan, sotto 1-0, non era preferibile invertire i due terzini riportando l’ex Empoli sulla propria fascia di competenza in modo da avere almeno qualcuno che quando arriva sul fondo riesce a crossare in modo decente?

Resta una sconfitta figlia di tanti fattori, il primo dei quali è la mancanza di qualità e freddezza quando ci si avvicina alla porta avversaria. Quelle però sono caratteristiche dei calciatori migliori, di quelli che costano un pò di più o che si deve scovare prima degli altri. Insomma ci vuole voglia di spendere o competenza: se doveste sapere dove trovarla, magari mandate una pec in sede……

IL BUONO

  • Terracciano: dopo un periodo di insicurezze varie, è tornato ad essere un punto fermo perfetto per una squadra come la nostra che non deve andare da nessuna parte. Para il parabile ed anche qualcosa in più, si arrende solamente al calcio di rigore di Theo. Professionista esemplare.
  • Maxime Lopez: se nella ripresa la Fiorentina guadagna fin da subito almeno 30 metri di campo, è anche grazie al sostituto di Arthur che ha l’incredibile idea di giocare qualche pallone in verticale. Alza il ritmo, si prende responsabilità, arriva vicino al gol. Più vivo e più rapido di Arthur: che sia arrivato il suo momento?
  • Il secondo tempo: certo fare meglio della sonnacchiosa prima frazione era pressoché obbligatorio, ma la squadra ha dimostrato che la volontà di sovvertire il risultato non manca. Nella ripresa la Fiorentina ha chiuso il Milan nella propria trequarti campo senza mai farlo uscire da lì. Peccato poi conti buttarla dentro……

IL BRUTTO

  • Sottil: semplicemente inutile. Vincenzo quanto ancora ti serve per capirlo?
  • Mandragora: ormai le occasioni in cui sbaglia reti clamorose non si contano più. L’equilibratore più sopravvalutato del mondo continua a trovare spazio in modo inspiegabile. Vincenzo quanto ancora ti serve per capirlo?
  • Beltran: menomale che la Gialappa’s ormai non fa più le rubriche di una volta altrimenti il gol fallito da Beltran solo davanti a Maignan sarebbe entrato di diritto nell’olimpo delle figuracce di questo weekend. Capisco ci voglia tempo per ambientarsi al calcio di casa nostra, ma lì basta saper controllare la palla….. Ma non è che ci hanno mandato un sosia?
  • Arthur: giocatore bellissimo da vedere che però ormai conoscono tutti. Il primo passaggio del brasiliano è sempre in orizzontale su un terzino e la manovra scorre sempre lentamente. Adesso sembra anche un pò in calo di condizione. Che sia arrivato il momento di farlo riposare?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 2 – 1

Allora si può vincere una partita senza per forza dominare in lungo ed in largo la partita! Si può vincere avendo finalmente un avversario che ha il 61% di possesso palla contro il 39%, si può vincere una partita sporca cambiando continuamente interpreti e posizioni difensive per arginare gli altri! Finalmente… finalmente… finalmente!! Finalmente un allenatore reattivo, che a fine primo tempo fa due mosse azzeccate, che non pensa solamente a telecomandare i propri calciatori, ma che interviene in tempo reale anche rimescolando le carte come ad esempio cambiando le posizioni in campo degli interpreti. Questa, indipendentemente dalla vittoria, è la risposta a tutti quelli (me compreso) che hanno invocato per settimane una maggiore flessibilità a Vincenzo Italiano, che hanno chiesto un altro modo di giocare, un diverso modo di difendersi e di reagire alle difficoltà.

Intendiamoci subito, i viola non sono stati scintillanti, non hanno disegnato calcio, non hanno rubato l’occhio, ma hanno finalmente portato a casa una partita difficile e combattuta, piena di episodi (arbitrali e non solo), costellata da interpretazioni diverse delle due panchine che si sono sfidate senza esclusioni di colpi. Vincenzo Italiano, dopo un primo tempo piuttosto difficile, ha nuovamente bocciato il centravanti che lui ha scelto questa estate dimostrando quel protagonismo e quel coraggio che attendevamo da settimane. Ha inserito Kouamè che con il suo entusiasmo, la sua voglia di lottare, il suo “casino” (scusate il termine non proprio tecnico), ha squadernato una partita in cui ancora una volta la Fiorentina non riusciva ad essere ficcante quando ripartita, ed ha scommesso sulle doti tecniche e sulla velocità di Ikoné che, oltre ad avere avuto il merito del calcio di rigore, è riuscito ad allungare la squadra permettendo ai propri compagni di guadagnare metri di campo velocemente. Certo anche stavolta la difesa ha ballato tanto davanti ad una squadra che ha dato continuamente l’impressione di poter far male grazie a Zirkzee un attaccante tra i più interessanti del campionato che, oltre ad essere bravo, viene servito con continuità, ma soprattutto con i tempi ed i modi giusti. Una volta tanto però, gli errori marchiani di Parisi e di Martinez Quarta non sono costati punti in classifica, sarebbe stata una mazzata clamorosa per il morale. Bellissimo infine il confronto tra due tra i tecnici più preparati, innovativi, entusiasmanti dell’ultima generazione: dopo aver visto l’abominio dell’interpretazione calcistica di Max Allegri, ammirare il calcio di Thiago Motta è stata una splendida boccata d’aria da respirare a pieni polmoni.

IL BUONO

  • Bonaventura: gira e rigira le questioni sono sempre le solite. La Fiorentina con o senza Jack è una squadra completamente diversa… anche contro il Bologna spacca in due la partita con un gol bellissimo e delizia la platea ed i propri compagni con giocate d’alta scuola. Indispensabile.
  • Kouamè: in una squadra in cui il ritmo della squadra è spesso il solito, l’attaccante ex Genoa è un lampo nel buio. Lotta, sgomita, si butta su tutti i palloni. Certo non avrà le qualità tecniche di Beltran, né la capacità di difendere la palla di Nzola, ma almeno è vivo. Sottovalutato.
  • Duncan: di fronte ad uno dei centrocampisti più sponsorizzati della Serie A (Freuler), il nostro Alfred dimostra di non avere niente da invidiare salendo di livello col passare dei minuti. Nella ripresa prende in mano il centrocampo e macina palloni su palloni riuscendo a far ripartire l’azione offensiva con continuità e qualità. Tra lui e Mandragora è come mangiare e stare a guardare.
  • Terracciano: dopo le grandissime prestazioni di Udine e Roma, si ripete in una gara in cui però ha avuto meno occasioni per mettersi in mostra. Sempre presente, attento e deciso, stavolta almeno un punto è di San Pietro. Avanti così!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: in una stagione in cui era sembrato tornare sui livelli della prima stagione in viola, stavolta ne azzecca veramente poche giocando una gara disattenta in marcatura che lo vede andare spesso a vuoto in anticipo. Si rifiuta ancora una volta di giocare sul lato destro costringendo mister Italiano a far ruotare più volte gli uomini nella disposizione difensiva. Speriamo dopo la sosta torni il Quarta dell’inizio di stagione!
  • Parisi: dopo l’errore individuale contro la Juventus, ricasca nuovamente in errori clamorosi. Il più grave è quello in occasione del rigore per il Bologna, ma oltre al fallo di mano in area di rigore, l’ex Empoli aveva regalato anche la punizione perdendo un pallone sanguinoso. Con il rientro di Kayode, potrà finalmente tornare a calpestare le zolle preferite.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

CUCARICKI – FIORENTINA = 0 – 1

Se la gara di andata era stata poco più che una passeggiata, quella di ieri sera ha assomigliato più ad una di quelle sedute di scarico in cui la squadra titolare allena il possesso palla facendo un pò di attacco contro difesa cercando di non forzare né dal punto di vista tecnico né da quello atletico. Se qualcuno come me si aspettava che le cosiddette seconde linee avessero voglia di dimostrare qualcosa di importante per mettere in difficoltà il mister, è certamente rimasto deluso. A parte Pierozzi che è stato molto impreciso e confusionario ma almeno ha dimostrato voglia ed attaccamento correndo a perdifiato per tutta la gara, gli altri sono stati trasparenti. A partire dal portiere Christensen che con i piedi ha difficilmente tenuto la palla in campo ma con le mani ha fatto peggio come in occasione della mancata presa alta che ci stava per condannare a subire una rete, per proseguire con Ikoné che con le doti tecniche in suo possesso avrebbe dovuto far vedere i sorci verdi alla difesa avversaria permettendo alla Fiorentina di migliorare sensibilmente la propria differenza reti, per concludere con Sottil e Mandragora che hanno dato ancora una volta dimostrazione di come l’apporto alle sorti della squadra sia pressoché nullo per l’evanescenza delle proprie giocate da una parte e l’insipienza del proprio palleggio nell’altra. Se ad esempio paragoniamo la prova di questi calciatori con quella di Parisi o Ranieri, riusciamo a comprendere bene le nuove gerarchie che si stanno delineando tra i ragazzi in maglia viola.

Un discorso a parte meritano invece due calciatori annodati dallo stesso filo, Maxime Lopez e Nzola. Certamente il più chiacchierato è l’attaccante ex Spezia che fino ad oggi è stato ampiamente sotto il suo standard di rendimento. Dopo la gara di ieri però è anche arrivato il momento di porsi delle domande relativamente alle condizioni tattiche in cui sta giocando. Mi sbaglio o quando Nzola ci ha fatto a fette militando nello Spezia veniva servito in profondità con verticalizzazioni rapide? Mi sbaglio o con quella maglia oltre a segnare diverse reti riusciva a spizzare e servire i propri compagni di reparto (e sto parlando di Agudelo e Verde, non di Messi) che lo accompagnavano sfruttando le seconde palle contese dall’attaccante? Quante volte ad esempio nella gara di ieri è stato servito in quel modo? Una….e cosa è successo in quell’occasione? Abbiamo guadagnato il rigore che ci ha permesso di vincere la partita!

Discorso simile merita Maxime Lopez: il centrocampista ex Sassuolo è stato allievo di De Zerbi prima e Dionisi poi, allenatori che come Italiano mirano al bel gioco ma anche alla concretezza grazie alla quale si possono vincere le gare segnando un gol più dell’avversario. Ma per riuscire in questa impresa come si deve muovere la palla? Rapidamente e spesso in verticale per punire gli errori di posizionamento delle difese avversarie come infatti riusciva a fare in terra emiliana il piccolo calciatore in maglia viola. Il problema è che la capacità di verticalizzare e di muovere la palla rapidamente sembra essere svanita sull’A1! Il dubbio che però non sia solo farina del suo sacco mi sorge quando noto che lo stesso atteggiamento lo sta avendo anche il titolare del ruolo, cioè Arthur Melo che continua a dominare in fase di possesso palla senza mai trovare uno sbocco tra le linee avversarie…..Vincenzo proviamo a trovare un rimedio?

Intanto domenica contro il Bologna affrontiamo una squadra che gioca bene, ma che lascia anche giocare: dopo le ultime tre sconfitte consecutive senza segnare nemmeno una rete, il riscatto è d’obbligo!

IL BUONO

    • Il gol di Nzola: penso sinceramente sia stato uno dei rigori più brutti che abbia mai visto ma spero che possa essere quella scintilla che ci permette di recuperare un attaccante che non è certamente un fenomeno ma che è molto meglio di quello che abbiamo visto finora. Forza Mbala abbiamo bisogno del vero Nzola! 

    • Il primo posto solitario nel girone: con il pareggio tra Genk e Ferencvaros, la Fiorentina si issa al comando ed adesso potrà gestire le ultime due partite in cui potrebbe bastare non perdere. Non so se i viola saranno in grado di farlo, ma col gioco orizzontale che abbiamo, certamente addormentare la gara è nelle nostre corde. Manteniamo la leadership! 

IL BRUTTO

    • Il ritmo: la Fiorentina di Vincenzo Italiano ci ha abituato negli anni a giocare quasi sempre a ritmi forsennati, con un possesso palla basato sulla circolazione veloce della palla e la volontà di imporre il proprio gioco indipendentemente dall’avversario. Ieri sera tutto il contrario!

    • L’approccio del secondo tempo: contro una delle squadre più scarse tra quelle che partecipano alle coppe europee, è inaccettabile rischiare di prendere due reti in cinque minuti perché si esce dagli spogliatoi senza testa. Sveglia che domenica si gioca contro una delle squadre più in forma del campionato! 

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