Un’altra stagione buttata – l’annata viola

Speravamo di vivere un’altra stagione, altre soddisfazioni, altre gioie ma soprattutto pensavamo di non dover più soffrire come era già accaduto in occasione dell’ultima parte della gestione Della Valle e del primo anno targato USA. Purtroppo invece si sono riproposti i soliti fantasmi e le risposte che la società e la squadra hanno dato sono stati spesso contraddittori e quasi sempre insufficienti. Ad agosto la conferma di Iachini voluta fortemente da Commisso poi l’esonero dopo appena 7 partite con la chiamata dell’amato Cesare Prandelli. Dapprima una staffetta di attaccanti con la suddivisione quasi in parti uguali del minutaggio tra Cutrone, Kouamè e Vlahovic accompagnata da una difesa non più impermeabile come nella passata gestione, poi la fiducia al centravanti serbo che ha preso sulle spalle e condotto alla salvezza una squadra impaurita, senza gioco e senza cuore. Sorvolerò volutamente su tutti i problemi di spogliatoio che verosimilmente hanno accompagnato l’intermezzo di Cesare (basti vedere i vari messaggi social arrivati a Iachini quando è stato ufficializzato l’addio a differenza di quanto accaduto con Prandelli), nella speranza che l’arrivo di una figura come Gattuso spazzi via le diatribe interne e possibilmente porti ad un bel repulisti che farebbe bene tanto alla squadra quanto ad una città che ha voglia solamente di tornare ad innamorarsi di un gruppo di calciatori unito, battagliero, spumeggiante.

STATISTICHE A CONFRONTO CON LA STAGIONE 2019-2020

Posizione finale:  13° (10° nel 2019-2020)

Punti:  40 media punti 1,05 (49 media punti 1,29)

Vittorie: 9 (12)

Pareggi: 13 (13)

Sconfitte:  16 (13)

Gol fatti: 47 (51)              

Gol subiti: 59 (48)

Differenza reti: -12  (+3)

Capocannoniere: Vlahovic con 21 reti (Chiesa con 10 reti)

Assist man: Ribery 6 (Chiesa 6)

Miglior gara dell’anno:

l’angolo del tifoso suggerirebbe chiaramente la vittoria a Torino contro la Juventus prima di Natale quando lo scavetto di Vlahovic, la regia di Borja Valero e la saggezza di Prandelli ci portò ad una soddisfazione talmente grande da farci pensare alla svolta della stagione. Se però guardiamo alla prestazione ed all’interpretazione della gara, scelgo la sconfitta di Milano contro l’Inter alla 2° di campionato quando una Fiorentina gagliarda, divertente e sfacciata riusciva ancora a farci sperare in un campionato diverso, assai migliore. Contro i futuri campioni d’Italia, una squadra con Ceccherini al centro della difesa ed un Chiesa ancora ad imperversare sulla fascia, ci riempì gli occhi e ci fece gonfiare il petto per tutta la durata della gara sfiorando l’impresa e giocando un calcio offensivo che non avremmo più visto per tutta la stagione. Un’illusione durata troppo poco!

Peggior gara dell’anno:

non è stato facile scegliere perché purtroppo, anche quest’anno, i ragazzi in maglia viola hanno dato del loro meglio per farci deprimere ma l’umiliazione subita allo Stadio Maradona credo resterà scolpita nella mente di ogni tifoso per un pò. Quando penso a cosa vorrei sempre vedere in una partita della Fiorentina, penso all’impegno, al sudore, alla dedizione alla causa, al rappresentare al meglio la città ed i tifosi. Dover assistere ad uno scempio come quello andato in scena lo scorso 17 gennaio è un insulto a tutti coloro i quali ancora credono che il calcio non sia solamente uno sport o un gioco, ma sia anche sinonimo di senso di appartenenza ad una comunità. Credo che Gattuso sia una bella risposta a tutti quelli che la pensano come me.

Miglior calciatore: Dusan Vlahovic

Un attaccante del 2000 che segna 21 reti in un campionato di Serie A in cui per le prime 7 gare di campionato ha giocato poco più di un tempo per volere dell’allenatore, non può che essere eletto il migliore dell’anno e non può che essere ringraziato perché senza le sue reti magari adesso staremmo progettando il futuro in cadetteria. Oltre alle realizzazioni, impressiona la freddezza con cui ha realizzato rigori decisivi in partite bloccate e la crescita incredibile che ha avuto in tutti gli aspetti del gioco oltreché nel fisico. Dusan ha imparato a coprire la palla come pochi altri in Italia, ha iniziato a segnare anche i gol sporchi e non solo quelli belli, è ormai capace non solo di finalizzare ma anche di inventarsi gol senza l’ausilio dei compagni (giusto per approfondire potete leggere il mio articolo qui) ed inoltre appare sempre più come leader anche vocale della squadra. Il futuro è tutto dalla sua parte, sta a lui imparare da Ribery che non si finisce mai di crescere e migliorare attraverso il lavoro in allenamento!

Peggior calciatore : German Pezzella

Avrei potuto dire Kouamè, oppure Milenkovic e perché no Biraghi, ma scelgo il capitano. Se infatti gli altri hanno giocato meno, come nel caso dell’attaccante, oppure sono stati protagonisti di alcune prove convincenti, il capitano ha giocato una stagione talmente mediocre dalla prima all’ultima giornata di campionato che inizio a non capire più quale sia la sua reale dimensione. La prima stagione in maglia viola ci aveva fatto sperare in un calciatore diverso: il marcatore argentino senza paura, che predilige il corpo a corpo, dotato di grande personalità e che ogni tanto trova anche la porta di testa. Purtroppo le ultime due annate raccontano invece di un calciatore timoroso, poco risoluto, spesso disattento in marcatura e mai decisivo. La delusione più grande proviene poi dalle scarse doti di leadership nonostante la fascia di capitano. Pezzella ha infatti dimostrato troppo spesso di non saper guidare un reparto apparso scollegato e di farsi sentire poco anche dai direttori di gara o dai calciatori avversari. Peccato, ci avevo sperato!

La sorpresa: Lorenzo Venuti

Un grande cuore viola, un perfetto uomo spogliatoio: questo pensavo fosse Venuti quando ho visto che sarebbe stato parte della prima squadra per questa stagione. In realtà il Lollo viola è decisamente di più, è un calciatore di Serie A! La stagione appena conclusasi ha infatti mostrato che anche chi non è dotato di qualità superiori, può rendersi utile e farsi trovare pronto in ogni occasione grazie alla volontà, la dedizione, la professionalità. Venuti è esattamente la fotografia di tutto questo, è un degno rappresentante di quella classe operaia che ogni tanto arriva in Paradiso. Impiegato spessissimo come esterno di un centrocampo a 5, talvolta anche a sinistra, ha dimostrato di poterci stare e di meritare la conferma anche per il prossimo anno quando, con il ritorno della difesa a 4, potrebbe perfino esprimere meglio le proprie potenzialità. Il Martin Jorgensen dello spogliatoio viola si è finalmente trasformato in farfalla, aspettiamo magari di salutarne un gol sotto la Fiesole!

La delusione: Sofyan Amrabat

Presentato come il fiore all’occhiello della campagna acquisti viola dopo la splendida stagione in maglia Hellas Verona, il centrocampista marocchino ha deluso talmente le aspettative da perdere anche la titolarità che tutti avremmo dato per scontata anche solo 10 mesi fa. Apparso lento, impacciato, involuto, non è stato certamente aiutato dal calcio di Iachini che prevedeva facesse il regista, ruolo che a Verona era ricoperto da Veloso. Calciatore di tutt’altro spessore, Amrabat ha dimostrato di avere caratteristiche completamente diverse che mal si sposano anche con Pulgar se si intende giocare con un centrocampo a 3. Tolte alcune prove ampiamente sufficienti più per la corsa infinita ed i polmoni spremuti che per il raziocinio utilizzato, la stagione resta mediocre anche se attendiamo fin da ora un pronto riscatto visto l’arrivo sulla panchina viola di quel Gattuso che lo avrebbe voluto volentieri già a Napoli. Speriamo la seconda sia migliore!

Voto alla stagione viola: 5

Il piazzamento finale, il tredicesimo posto, è mediocre ed è in linea con il gioco espresso dalla squadra per la quasi totalità della stagione. I viola hanno collezionato solamente 40 punti (punteggio più basso mai raggiunto dal ritorno in Serie A) ed hanno raggiunto la salvezza con 180 minuti di anticipo solo perché le altre hanno tenuto un passo da lumaca. Le aspettative erano ben altre soprattutto dopo che tutti i critici avevano individuato nel centrocampo viola uno dei migliori reparti d’Italia e la difesa era rimasta pressoché invariata. La sola cessione di Chiesa non può giustificare l’anonimato dentro al quale la squadra ha vissuto l’ennesimo campionato da dimenticare. Speriamo davvero sia l’ultimo!

Il buono, il brutto, il cattivo

BOLOGNA – FIORENTINA = 3 – 3

Una partita rocambolesca, con continui cambi di fronte, con rovesciamenti di risultato e con tantissimi errori. La Fiorentina torna da Bologna con un punto certamente prezioso, vista la sconfitta del Benevento, ma l’occasione sprecata per i troppi errori difensivi grida vendetta. I ragazzi di Iachini non sono riusciti a gestire il vantaggio nonostante davanti avessero un Bologna non certo irresistibile decimato dalle assenze. Un Vlahovic devastante ha ancora una volta permesso ai propri compagni di conquistare un risultato positivo e stavolta ha potuto contare anche sulla collaborazione di un Bonaventura degno dei tempi del Milan. Peccato che le clamorose disattenzioni di capitan Pezzella e di tutto il reparto difensivo, hanno permesso ai felsinei di acchiappare i viola nei minuti finali. Gli ennesimi gol subiti su palla scoperta con un taglio alle spalle dei difensori che analizzeremo nell’approfondimento di martedì, sono costati due punti che speriamo non siano decisivi nella corsa salvezza. Seguitemi nel nuovo format “Il Corner Viola” e fate tutte le domande che vi vengono in mente nei commenti a questo articolo: vi risponderò domani in video!!

IL BUONO

  • Vlahovic: semplicemente devastante. Altre due reti, che lo portano a 19 in classifica cannonieri, per un ragazzo che ormai si è fatto leader. Lotta, sgomita, tiene palla, fa ripartire la squadra, fa reparto da solo. Oltre all’ennesimo rigore calciato con la freddezza di un veterano, segna il secondo gol di rapina approfittando dell’errore del portiere avversario. Sta insomma imparando anche a segnare gol brutti, che magari non rubano l’occhio, ma che spesso risultano decisivi. Unico neo il contropiede finale in cui poteva servire Kouamé per il gol del nuovo vantaggio. Colonna portante.
  • Bonaventura: una partita praticamente perfetta. Quando Jack gioca su questi livelli diventa un titolare inamovibile nello scacchiere viola. Inventa per gli altri, salta gli avversari come birilli con giocate da prestigiatore come in occasione dell’elastico contro Danilo, calcio da fuori scheggiando la traversa, segna un gol da seconda punta nata. Oltre a tutto ciò, commette il fallo tattico quando il Bologna cerca di ripartire e detta i ritmi alla squadra dimostrando un quoziente intellettivo calcistico altissimo. Impossibile fare a meno di lui.
  • Pulgar-Amrabat: i due centrocampisti centrali viola, dopo tre quarti di campionato insufficienti, sembrano finalmente essere entrati in sintonia. Riescono a fare un discreto filtro davanti alla difesa (due dei tre assist di Vignato sono semplicemente passaggi filtranti a difesa schierata), fanno ripartire l’azione con i lanci del cileno (suo anche il tiro da cui nasce il rigore) o le scorribande del marocchino, tengono la squadra legata senza che si spezzi in due tronconi. Mancano certamente le intuizioni illuminanti, ma quelle non sono nelle loro corde. Finalmente una coppia affidabile.

IL BRUTTO

  • Biraghi: a volte mi chiedo cosa abbiamo fatto di male per dover subire una cosa del genere. Tecnicamente inadeguato in fase offensiva, manca di sensibilità di piede. Sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare, i passaggi elementari, i cross su palla in movimento, quelli a gioco fermo. Oltre a ciò non è mai troppo preciso nel contenere Orsolini. Sabato Igor sarà squalificato, ma un’alternativa la troviamo vero?
  • Ribery: al netto degli acciacchi che certamente lo hanno condizionato, è lontano anni luce dal calciatore che può decidere le sorti della squadra viola. Non regge quasi mai palla, non vince praticamente mai il confronto diretto, non inventa mai niente degno di nota. Anche vocalmente non sembra più essere il leader a tutto campo che abbiamo ammirato in passato. Siamo al canto del cigno?
  • La difesa: Pezzella, Milenkovic, Caceres e tutti coloro i quali hanno contribuito a questo scempio. Se dovessi citare Fedez direi “provo imbarazzo per voi”! Riuscire a far segnare una tripletta a Palacio che in questa stagione aveva segnato solamente una volta il 28 settembre del 2020 è inaccettabile. Ed ancora di più è subire tre reti praticamente uguali a tutte le ultime già subite contro Sassuolo, Atalanta e Juventus. Menomale che Iachini è un mago della difesa, altrimenti chissà quanti ne avrebbe subiti la Fiorentina! La verità è che il reparto difensivo è completamente da rifondare e necessita di una bella tabula rasa. E’ impossibile che calciatori di rango internazionale quali quelli che compongono la retroguardia viola incappino sempre nei soliti errori! Se sabato prossimo contro la Lazio si rivedranno queste disattenzioni, il rischio è dover usare il pallottoliere. La testa dei nostri difensori non è più a Firenze? Speriamo la società faccia quel che deve questa estate!

Ci vediamo domani su YouTube per il nuovo format dell’approfondimento!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – JUVENTUS = 1 – 1

Una Fiorentina operaia, sporca, che lotta per tutta la gara e riesce a dominare il primo tempo ma paga l’unica disattenzione difensiva della gara. Davanti a sé si ritrova una Juventus certamente diversa rispetto a quella che ha vinto scudetti a raffica, ma il merito deve essere ascritto anche alla squadra viola ed al proprio allenatore che ha preparato la partita al meglio. Resto dubbioso sul cambio effettuato al termine del primo tempo e ne parlerò diffusamente nel prosieguo della rubrica, ma l’intensità della prima frazione, con un gol segnato ed un palo colpito da Pulgar, resta una medaglia da attaccare alla giacca della squadra viola. Indipendentemente dai risultati delle avversarie, una Fiorentina come quella del primo tempo contro la Juventus riuscirà a salvarsi senza troppi patemi d’animo. Avere poi un centravanti con la freddezza di Vlahovic mette la strada leggermente più in discesa!

IL BUONO

  • Amrabat: una volta tanto ho il piacere di inserire il marocchino tra i migliori. Seppur debilitato dal Ramadan, l’ex Verona è finalmente decisivo nel centrocampo viola. Liberato dai compiti di regista affidati al più adatto Pulgar, corre, sgomita, lotta, recupera palloni su palloni e qualche volta riesce anche a far ripartire l’azione. Spesso nel secondo tempo incrocia la strada di Cristiano Ronaldo e non piega mai la testa né depone le armi. Finalmente il condottiero che aspettavamo.
  • Vlahovic: rigore calciato con lo scavetto contro la Juventus. Ripeto, rigore calciato con lo scavetto contro la Juventus. E’ un attaccante nato nel 2000. Basta ed avanza.
  • Igor: schierato largo a sinistra al posto di Biraghi per contenere le scorribande di Cuadrado, non sbaglia praticamente nulla. Un altro che non ha paura di niente e dispone anche di un piede educato quando viene chiamato a crossare. Interpreta in maniera egregia sia la fase difensiva che quella offensiva. Una risorsa fondamentale nella lotta salvezza.
  • Ribery: nelle gare contro le grandi si esalta e torna ad essere il faro della squadra. Seppur non lucidissimo nell’ultimo passaggio, probabilmente anche a causa della terza partita in una settimana in concomitanza con il Ramadan, delizia la platea televisiva con giocate di alta scuola e dribbling in salsa bavarese. Consuma ogni energia per tenere la palla più lontana possibile dall’area viola. La cassaforte di Beppe.
  • Iachini: prepara magistralmente la gara e la squadra risponde con un primo tempo veramente pregevole. La Fiorentina si chiude benissimo e riparte anche con geometrie che regalano occasioni oltre al gol su rigore di Vlahovic. Beppe ancora una volta dimostra che quando c’è da bloccare le squadre avversarie è un maestro; restano grossi dubbi sul cambio effettuato alla fine del primo tempo. Posto che Quarta per Venuti ci può stare, mi chiedo perché andare a toccare l’equilibrio costruito dai tre marcatori: normalmente se la difesa funziona non si tocca mai!! Sarebbe bastato mettere Quarta a fare l’esterno e lasciare Caceres in posizione centrale…ma magari il gol sarebbe venuto lo stesso. Resta il risultato di platino che tutti avremmo firmato prima della gara!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: va bene la garra, va bene essere argentino, ma qui i passaggi a vuoto iniziano ad essere un pò troppi. La capacità di adattamento al calcio italiano è stata piuttosto rapida, ma adesso deve aumentare la soglia di attenzione all’interno della stessa partita. Il difensore argentino continua ad avere delle pause mostruose che a volte lo portano anche a lasciare sguarnita la retroguardia per la voglia di accompagnare la fase offensiva della squadra. Per quest’anno qui ci dobbiamo salvare e la difesa deve badare a non subire reti!
  • Dragowski: che il taglio della barba gli abbia fatto perdere la forza? A parte gli scherzi, anche oggi ampiamente sotto la sufficienza sia nelle uscite che con i piedi. Continua a non trasmettere sicurezza ai compagni, a sbagliare ogni singola giocata con i piedi quando la squadra decide di ripartire dal basso, a stare bloccato sulla linea di porta sui cross delle squadre avversarie. Sicuri basti la reattività tra i pali?
  • Kouamè: ormai sembra una crociata, ma sarei il primo ad essere felice se un attaccante della Fiorentina cresciuto in una società dilettantistica della provincia fosse importante per i nostri colori. La verità è che anche oggi nei 20 minuti di impiego non compiccia nulla di utile regalando metri e palloni agli avversari senza nemmeno la scusa del Ramadan. Spalluto della Primavera è peggio?

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ATALANTA = 2 – 3

Una partita incredibile, con dentro tante storie, tanti episodi, tanti errori. La Fiorentina perde nuovamente al Franchi e, solamente grazie alla contemporanea caduta del Cagliari, resta a +8 sulla zona salvezza. La compagine di Iachini ha giocato un primo tempo imbarazzante: squadra lunga, lenta, sempre battuta negli scontri diretti, mai reattiva, che è riuscita ad andare al riposo sotto di due gol solo alla grande prestazione di Dragowski. Nel secondo tempo poi, un pò per il calo bergamasco, un pò per il talento assoluto di Vlahovic, la Fiorentina ha rimesso in piedi la gara ma non è bastato. Ancora una volta, nel momento del bisogno, la squadra di Iachini ha dimostrato assenza di leadership e soprattutto prestazioni individuali imbarazzanti, primo tra tutti Amrabat. La strada per la salvezza è in salita ma fortunatamente il vantaggio è rimasto lo stesso ed adesso manca una partita in meno alla fine di questo scempio. Sabato alle 18,00 contro il Sassuolo occorrerà almeno non perdere per tenere a debita distanza il Cagliari.

IL BUONO

  • Vlahovic: mi vengono i brividi ad immaginare la stagione viola senza Dusan davanti. Il centravanti serbo segna altre due reti, tiene in vita la Fiorentina e dimostra ancora una volta la grandezza del regalo di Cesare Prandelli a Firenze. Se solo penso che fino a pochi mesi fa doveva lottare per giocare al posto del suo collega di reparto di stasera, mi viene da ridere per non piangere. Oltre ai gol poi, lotta come un leone, si scambia calcioni con Romero, inizia ad essere pericoloso anche col piede destro e di testa. Resta un mistero perché l’ultima punizione venga calciata da Biraghi anziché da lui, ma dopo aver visto Bonaventura marcare Zapata su calcio d’angolo allora vale tutto. Una pepita d’oro in una valle di lacrime.
  • Dragowski: se la Fiorentina resta in partita fino in fondo è soprattutto grazie alle parate del polacco che finalmente torna sicuro e convincente. Continuo a pensare che non si possa vivere di sola reattività e che non si possa essere decisivi solo nella partite in cui si viene bombardati continuamente. I grandi portieri sono quelli che restano sempre dentro al match e che comandano la difesa dominando l’area, ma Dragowski è ancora giovane e dunque ha tutto il tempo per crescere ancora. Ci vorrà anche il miglior Drago per ottenere i punti che mancano alla salvezza.
  • Caceres: in una partita molto complicata riesce ad essere utile soprattutto in fase offensiva. Nel primo tempo ha una buona occasione di testa, poi nella ripresa confeziona l’assist per il gol di Vlahovic che riapre il match. Rispetto a Biraghi sull’altro fronte è più vivo e dimostra di ricordarsi anche come si difende quando nell’ultimo spicchio di gara torna nei tre dietro. Con il Martinez Quarta di queste ultime settimane, diventa insostituibile.

IL BRUTTO

  • Amrabat: il pupillo del Presidente gioca l’ennesima partita imbarazzante. Iachini gli affida le chiavi del centrocampo e la consegna della marcatura a uomo di Pasalic: risulta insufficiente in entrambi i compiti mancando anche di quella corsa, grinta e cattiveria agonistica imprescindibili per un calciatore come lui. Se oltre a ciò perde anche i contrasti, mi spiegate a che serve?
  • Bonaventura: la marcatura di Zapata sul gol che apre la gara spettava a lui (e sinceramente vorrei sapere perché), ma non è l’unico errore della sua partita. Da Bonaventura ci si aspetta non solo quantità ma soprattutto qualità e personalità: il buon Jack è arrivato a Firenze per essere uno dei leaders in campo, per prendere in mano la squadra e gestire i vari aspetti del gioco. Contro l’Atalanta niente di tutto questo.
  • Martinez Quarta: al netto del fallo di mano da cui arriva il rigore decisivo, dimostra ancora una volta di aver smarrito quelle certezze di alcune settimane fa. Soffre di tantissime pause che contro squadre tecniche e rapide come l’Atalanta non sono ammissibili. Cerca spesso la sortita in avanti, ma anche gli anticipi ed i lanci in verticale non riescono praticamente mai. C’è bisogno di crescere velocemente!
  • L’approccio alla partita: la Fiorentina è entrata in campo passeggiando, con un atteggiamento timido, quasi arrendevole. In più ha cercato di sfidare l’Atalanta con le sue stesse armi, marcature a uomo in tutte le zone del campo e lancio lungo sull’attaccante. Il problema è che i viola non hanno mai vinto nessun confronto diretto, non hanno mai attaccato le seconde palle, non sono mai riusciti a leggere i tagli degli attaccanti bergamaschi. Il risultato è stato una sorta di allenamento del giovedì in cui i ragazzi di Gasperini si sono divertiti ed hanno preso a sculaccioni la banda di Iachini che non ha mai dato l’impressione di poter entrare in partita. Quarantacinque minuti vergognosi che, se replicati, potrebbero far rischiare alla Fiorentina la serie B.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – PARMA = 3 – 3

Una partita incredibile, infinita, tanto brutta quanto emozionante che resterà impressa nella mente dei tifosi viola per tanto, troppo tempo. L’attaccamento di questa città, della gente fiorentina non meriterebbe una tale sofferenza ma questo passa il convento e dunque questo dobbiamo commentare. Certo è che anche stavolta è sotto gli occhi di tutti il lavoro della società e di Pradè in particolare che a gennaio ha depauperato una rosa già non ricchissima con le cessioni di Cutrone, Lirola e Duncan. La Fiorentina riesce comunque a conquistare un punto in una domenica in cui il Torino cade a Crotone, Spezia e Benevento decidono di non farsi male ed il Genoa cade in casa della Roma. In una settimana in cui i viola avrebbero dovuto fare almeno 4 punti in 3 partite considerando i due impegni casalinghi, la classifica continua a piangere anche se la lentezza delle altre permette ancora di respirare. Certo è che se ci si attendeva una prova scaccia-crisi, ancora una volta rimaniamo delusi dalla prestazione dei singoli e dal gioco della squadra che è stato nettamente insufficiente. Ci attendono altri sei giorni di passione in attesa dell’altro scontro diretto contro il Benevento (sabato alle 18) quando Prandelli recupererà certamente Ribery e chissà forse Castrovilli. Basterà per provare a soffrire un pò meno?

IL BUONO

  • Il risultato finale: sembra incredibile ma alla fine il pareggio deve essere visto come una mezza vittoria, come un segnale positivo nell’ennesima stagione disgraziata. L’autorete di Iacoponi salva i viola da una sconfitta che avrebbe aperto una crisi senza fine, con una società già incapace di gestire questi momenti, figuriamoci una sconfitta! I viola mantengono il Parma a 10 punti ma il gioco resta una pura utopia ed i rinforzi di gennaio sono peggiori di quelli che già erano a Firenze. Ancora una volta speriamo sia l’ultima stagione che dobbiamo vivere così.
  • Palle inattive: dopo averne ricordato più volte l’importanza nei miei video con Portobello, finalmente gli uomini di Prandelli segnano due gol sullo sviluppo di palle da fermo con due difensori. Certo non si può vivere solo di queste, ma è un importante inizio. Adesso impariamo anche a difendere meglio!
  • Martinez Quarta: oggi in fase difensiva ha qualche incertezza di troppo rispetto al solito, ma è un portento di personalità. Si prende la squadra sulle spalle in ogni momento, ribalta spesso l’azione dalla fase difensiva a quella offensiva e segna anche un gran bel gol. Mi vengono i brividi al solo pensiero di una difesa viola senza di lui!
  • Borja Valero ed Eysseric: non rubano l’occhio, non disegnano certo calcio ma sono tra i pochi che cercano di inventare qualcosa e di accompagnare un Vlahovic solo come un turista a Firenze di questi tempi. La loro presenza è importante soprattutto per ovviare al periodaccio che vive Amrabat. Comunque utili.

IL BRUTTO

  • Dragowski: il portiere viola è ormai un problema importante. Anche oggi non è mai decisivo, non esce mai, non dà mai sicurezza alla difesa. Nonostante si giochi contro una squadra che spesso crossa da tre quarti campo, non aiuta mai la propria difesa pulendo l’area e, a parte la parata su Gervinho, è spettatore non pagante degli avanti emiliani. E se domenica giocasse Terracciano?
  • Amrabat: parlare del centrocampista ex Verona è come sparare sulla croce rossa. Quanto a correre corre ma la cosa fondamentale di questo sport è quell’attrezzo sferico di cuoio. Ecco, nell’uso di quello non eccelle certamente! Perde tantissimi palloni, è sempre impreciso, viene spesso saltato da Kucka e Kurtic. Chiude la gara infortunato, buon motivo in più per farlo riposare!
  • Malcuit: GRAZIE PRADE‘!!! Senza Malcuit non avrei saputo come fare!! Lirola era peggio di questo terzino venuto dal Napoli? Il mercato di gennaio è roba da ridere, se non ci fosse da piangere….E’ fortemente colpevole sul secondo e terzo gol del Parma in cui non effettua la diagonale difensiva ed insieme a Dragowski apre la porta viola agli attaccanti avversari. Anche Prandelli, viste le difficoltà, avrebbe potuto avvicendarlo ma probabilmente ha qualità che noi non riusciamo a vedere. Un bel turno di riposo a Benevento gli farà bene, tanto è in prestito secco!!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento sulle palle inattive!!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SPEZIA = 3 – 0

Dopo un primo tempo disarmante, indecente, tra i più brutti che io ricordi da tanti anni a questa parte, la Fiorentina sblocca la gara grazie a Vlahovic e da lì inizia a dominare senza correre alcun rischio. Ennesima dimostrazione della fragilità psicologica di una squadra che non ha un leader riconoscibile in campo quando manca Ribery e che non riesce ad ovviare a questa mancanza con un’organizzazione di gioco. La Fiorentina di Prandelli resta un malato convalescente che ha però guadagnato tre punti grazie ai quali la salvezza è ormai vicinissima. Adesso urge tirare una riga ad un bilancio fallimentare della gestione Pradè ed iniziare a pensare al futuro con un nuovo progetto che apra finalmente un ciclo che la piazza di Firenze merita.

IL BUONO

  • Castrovilli: dopo diverse partite brutte in cui il numero 10 viola sembrava il lontano parente di quello della scorsa stagione, stasera finalmente si è rivisto il vero Castrovilli. Subentrato all’infortunato Bonaventura, ha deciso la partita con l’assist per Vlahovic ed il gol della sicurezza. Che la panchina sia servita?
  • Vlahovic: è arrivato al gol numero 9 ed ha fatto rimangiare a moltissimi le critiche di inizio stagione (me compreso). Oggi è meno scintillante e coinvolto del solito, ma segna il gol che sblocca la gara mettendola in discesa e poi si dimostra altruista servendo ad Eysseric la palla del 3-0. Se migliora il piede destro ed attacca maggiormente il primo palo per andare a colpire di testa, può essere un attaccante di livello europeo. Vediamo di farlo rinnovare!!
  • Eysseric: insieme a Castrovilli, cambia letteralmente la partita. Certo fare meglio di Kouamè era veramente semplice, ma entra con un piglio che raramente abbiamo visto a lui e non solo. Si mette subito a giocare in verticale con Vlahovic, attacca tutti i palloni e regala qualità alla manovra. Suggella la propria prestazione con un gol semplice ma comunque importante. Professionista esemplare.

IL BRUTTO

  • Kouamè: non trovo sinceramente un solo motivo per il quale la Fiorentina debba aver comprato l’ex Genoa e, nel caso in cui siano arrivate veramente offerte, non sia stato ceduto. Non tiene una palla, è tecnicamente molto indietro, non gioca mai in verticale. Oltre a ciò è anche supponente e senza grinta, sembra quasi che non gli interessi nemmeno. Irritante oltre che inutile. Non se ne può più, basta!
  • Amrabat: se pensiamo al calciatore che abbiamo ammirato a Verona, viene da piangere. Capisco che in un calcio meno organizzato possa trovarsi maggiormente in difficoltà, ma ogni tanto riuscire almeno a fare un passaggio a 3 metri sarebbe carino. Oltre a ciò, viene sempre anticipato da Ricci e Maggiore, prende il consueto cartellino giallo e non ribalta mai l’azione per far ripartire la propria squadra. Stavolta oltre alla qualità, manca anche la quantità.
  • Il primo tempo: se qualcuno vuol vedere cosa significa paura, terrore ed insicurezza nel calcio, basta vedere il primo tempo viola contro lo Spezia. La squadra di Prandelli era completamente bloccata, incapace di fare due passaggi di fila, di sviluppare una qualunque occasione da rete. Una volta sbloccata la gara, è stata tutta un’altra Fiorentina non certo spettacolare né perfetta, ma comunque una squadra che può stare tranquillamente nelle prime 12 posizioni del campionato. Speriamo che la vittoria possa definitivamente tranquillizzare la truppa di Prandelli.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

TORINO – FIORENTINA = 1 – 1

Una partita dai molti volti, con tante emozioni e diverse decisioni arbitrali discutibili. Al di là del risultato finale, la Fiorentina torna da Torino con la sicurezza di essere in grande crescita: la compagine di Prandelli ha dimostrato di essere una squadra, un gruppo di persone che iniziano ad aiutarsi l’uno con l’altro, un blocco che è pronto ad affrontare le difficoltà insieme. Dapprima in 10 e poi in 9, i viola non hanno mai mollato ed anzi avrebbero potuto portare via i tre punti con un pò di attenzione in più. Resta l’amaro in bocca per alcune decisioni arbitrali discutibili e per alcune ingenuità da parte di quelli che dovrebbero essere i perni della difesa. Sulla tabella salvezza comunque avevamo messo un punto, e quello è arrivato!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: tra i tanti disastri della gestione Pradé (stasera Prandelli ha dovuto chiamare in causa Eysseric tanto per capirsi), l’acquisto del difensore argentino è invece una perla. Con Quarta, la squadra viola guadagna almeno 15 metri di campo perché gioca sempre sull’anticipo e fa ripartire l’azione grazie ad un buon piede. La natura non gli ha regalato un fisico imponente, ma sopperisce con la scelta di tempo e la tecnica. Diamogli continuità!
  • Amrabat: in una partita sporca come questa, il marocchino sale decisamente in cattedra. Sradica palloni su palloni e non si dà mai per vinto. Aiuta tutti e fa da schermo alla difesa nonostante l’inferiorità numerica. Se riuscisse anche ad impostare l’azione in modo meno scontato, saremmo di fronte al nuovo Kantè. Gladiatore.
  • Vlahovic: colpisce un palo, sprecando un’occasione fantastica ma si fa perdonare con una prestazione completa. Si vede annullare un gol per un fuorigioco millimetrico, lotta su tutti i palloni, assiste Ribery, sgomita quando necessario. Sta diventando un attaccante completo a cui manca ancora l’uso del piede destro. Ha solo 20 anni, crescerà! Dusan, vediamo di rinnovare!!
  • Ribery e Bonaventura: quando la tecnica supera ogni altra cosa. Il gol segnato dalla Fiorentina, tra l’altro già in 10, è da manuale del gioco del calcio. Certamente i TG nazionali faranno le corse per far vedere lo scontro tra Milenkovic e Belotti, ma il calcio è rappresentato dal duetto Jack-Frank. Oltre a ciò, i due prendono per mano la Fiorentina nei primi 60 minuti, ma anche questo scompare di fronte al duetto. Rivedete in loop il gol del vantaggio viola, tutto il resto è noia.
  • Prandelli: arrivato in punta di piedi, il buon Cesare sta facendo diventare la Fiorentina una squadra. I movimenti sul campo iniziano ad avere una logica, i calciatori cominciano ad aiutarsi, i reparti finalmente dialogano. Azzecca poi la sostituzione nel momento in cui viene espulso Castrovilli: in molti, tra cui io, avrebbero tolto Bonaventura per inserire Pulgar, invece Cesare toglie Venuti e passa (finalmente!) alla difesa a 4 allargando Quarta a destra. E’ la svolta perché la mossa permette a Bonaventura di inserirsi maggiormente negli spazi non più occupati da Biraghi o Venuti e la Fiorentina và in porta per il gol. Non perde lucidità nemmeno con la squadra in 9 e solamente una dormita colossale di Pezzella non gli permette di tornare da Torino con 3 punti. Comunque sia la strada è tracciata, e sembra quella giusta!

IL BRUTTO

  • Milenkovic: il rosso è ridicolo, ma la sciocchezza commessa è imperdonabile soprattutto considerando che aveva appena guadagnato una punizione. L’età è giovane, ma le gare giocate sono molte ed una stupidaggine del genere non è ammissibile soprattutto considerando che la Fiorentina era già in 10. Non ci siamo proprio.
  • Pezzella: il capitano vive un’altra giornata da dimenticare. Mai sicuro, spesso sovrastato, commette un errore imperdonabile che costa due punti alla truppa di Prandelli lasciando scorrere incredibilmente un pallone nell’area piccola su cui Belotti non può far altro che pareggiare. E’ il lontano parente del centrale che avevamo conosciuto. Stagione a dir poco insufficiente.
  • Belotti: il risultato era importante e spesso si accentuano i contatti in campo, ma ciò che ha fatto il capitano del Torino è onestamente VERGOGNOSO. Uno degli azzurri, uno dei calciatori a cui i bambini si dovrebbero ispirare ha dato vita ad una sceneggiata indecente che dovrebbe essere sanzionata. La borsa del ghiaccio mentre esce dal campo poi, è degna di un cinema di serie C. Disonorare una fascia come quella granata è reato grave.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!