Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 3 – 0

Immaginiamo un attimo di tornare a scuola e di vedersi assegnata una traccia per scrivere un tema, uno di quelli che, dopo alcuni voti poco buoni, non possiamo proprio sbagliare. Ecco allora che cerchiamo dapprima un’idea, poi iniziamo a strutturarla in modo da trovare un’apertura che faccia da introduzione. Fatto questo, tocca al cuore del tema, all’approfondimento della nostra idea, la parte in cui riusciamo a spiegare a tutti cosa vogliamo dire, quali sono gli obiettivi della nostra idea e come vogliamo raggiungere tali obiettivi. Una volta sviscerato l’argomento, andiamo verso la conclusione nella speranza che il risultato ottenuto possa aiutarci a superare il brutto momento vissuto con gli ultimi voti.

La Fiorentina ieri, nella gara interna contro la Salernitana, ha scritto il tema perfetto: l’idea di calcio di Vincenzo Italiano è stata finalmente interpretata alla perfezione, con ottime trame di gioco, ritmi a tratti forsennati, verticalizzazioni precise che hanno tagliato a fette la difesa granata. L’introduzione del tema è stato decisivo, dal momento che dopo poco più di tre minuti uno dei migliori in campo, Arthur, è stato atterrato in area nettamente da Pirola e Beltran, dopo aver dovuto sottrarre la palla al capitano, ha calciato in modo perfetto il rigore con cui finalmente è riuscito a sbloccarsi anche in campionato. Nonostante il vantaggio sia arrivato molto presto, i viola non hanno tolto il piede dall’acceleratore e, complice anche la pochezza tecnica degli avversari, hanno disegnato calcio di pregevole fattura arrivando più volte al tiro mettendo in mostra anche individualità pregevoli. Chiaramente però, chiamandosi Fiorentina, non poteva mancare il brivido in occasione della dormita difensiva che ha permesso ai campani di colpire una traversa, ma poi la rete di Bonaventura, nostro totem indiscusso, ha chiuso i giochi nel migliore dei modi permettendo ai viola di scavalcare nuovamente in classifica il Bologna.

Una vittoria a tutto tondo quella di ieri giunta al termine di una partita in cui si è vista nuovamente l’idea di gioco del mister, in cui finalmente il numero 9 argentino Beltran si è sbloccato ed ha messo in mostra numeri non scontati ed in cui soprattutto non ci sono stati infortuni che avrebbero reso difficile un periodo in cui i viola giocheranno tantissime gare ravvicinate. Si torna infatti in campo mercoledì al Franchi contro il Parma per la Coppa Italia: ci aspettiamo continuità di prestazione e di risultato!     

IL BUONO

  • Bonaventura: vive la sua miglior stagione realizzativa della carriera timbrando il cartellino con una continuità impressionante. La speranza è che riesca a non fermarsi sia per le fortune della nostra amata Fiorentina, sia perché la convocazione agli Europei sarebbe il giusto premio per un calciatore per anni sottovalutato nonostante le prestazioni sempre in linea con le grandi qualità. Il nostro faro.
  • Duncan: mentre da più parti si incensa giustamente l’esperimento del doppio regista con Arthur e Maxime Lopez, troppe volte si continua a sottovalutare la stagione che sta disputando il nostro Alfredino. Anche ieri ha unito con continuità la qualità e la quantità necessaria alla Fiorentina per imporre il proprio gioco, il tutto a ritmi sempre sostenuti. Ma il rinnovo a Duncan quando lo facciamo?
  • Arthur: dopo alcune prove opache, torna a guidare per mano la squadra come ad inizio stagione. Nella gara contro la Salernitana spacca in due la contesa conquistandosi il rigore che apre le danze dopo poco più di tre minuti. Gioca su alti livelli con continuità e visione di gioco associata a brillantezza atletica. In un momento così denso di gare, il miglior Arthur serve come il pane!

IL BRUTTO

  • Sottil: una volta tanto avrei voluto lasciare bianca questa casella, ma il pomata ha deciso di fare la cosa più stupida e sbagliata possibile. Dopo alcune stagioni di nulla, decine di gare in cui ci si aspettava un’esplosione che non arrivava mai, un rinnovo di contratto assolutamente incomprensibile, una pazienza infinita considerando l’indecenza delle prestazioni, il fenomeno venuto da un universo parallelo prima segna un gol assolutamente meraviglioso, poi ha la geniale idea di zittire il pubblico….. Diciamo che già prima di questa esultanza non eri nell’Olimpo dei miei calciatori preferiti, adesso conterò i giorni che ci separano dalla tua sperata cessione. Indecente.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – GENK = 2 – 1

Una partita strana giocata in un ambiente strano, freddo e grigio come la giornata, che però serve alla Fiorentina per guadagnarsi la certezza di andare avanti in Europa anche se dovremo aspettare gli ultimi 90 minuti per capire se i viola avranno l’accesso diretto alla fase eliminatoria oppure dovranno passare dagli spareggi. I ragazzi di Vincenzo Italiano hanno giocato un primo tempo scialbo, sotto ritmo, con poca intensità, macchiato ancora una volta da errori individuali incredibili, come il liscio di Parisi dopo quattro minuti in occasione del palo belga o la scivolata a vuoto di Quarta che ha aperto ulteriormente la strada al vantaggio del Genk. La fortuna ha voluto che la Fiorentina riuscisse a pareggiare la gara proprio allo scadere della prima frazione con la rete del difensore argentino, altrimenti i fischi si sarebbero riversati su una squadra apparsa già piuttosto fragile psicologicamente. La ripresa poi, ha messo in mostra una squadra completamente diversa, con la possibilità di giocare finalmente in ampiezza grazie al recupero di Kayode, di trovare qualche sprazzo di qualità con Beltran vicino a Kouamè, di gestire in modo più appropriato i tempi della gara con l’inserimento di Arthur accanto a Lopez in mezzo al campo complice anche il calo evidente della compagine belga. Finalmente infatti, Vincenzo Italiano ha iniziato a provare qualcosa di diverso senza limitarsi ai soliti cambi uomo su uomo nello stesso ruolo, ma sparigliando qualche carta dal mazzo. Bocciato Nzola sia dal primo minuto che a gara in corso, il tecnico viola ha invece deciso di dare una nuova chance a Beltran impiegato però vicino a Kouamè e l’azione che ha portato al rigore decisivo è un segnale di speranza per il prossimi futuro. Finalmente una palla in uscita dalla difesa giocata in verticale su Ikoné che non staziona sulla linea laterale ma viene dentro il campo per liberare spazio al terzino, la palla giocata di prima da Beltran nello spazio per Kayode che si sovrappone. Insomma un destro che gioca a destra in difesa, un esterno che viene dentro il campo per lasciare spazio alla sovrapposizione, un calciatore di qualità che fa correre la palla con i tempi ed i modi giusti. Non saranno certamente queste piccole cose ad aver risolto tutti i problemi, ma potrebbe essere un primo passo verso una nuova Fiorentina!

Restano dunque i 3 punti che servivano così come alcuni enigmi da risolvere quali Barak: per l’ennesima volta sono in difficoltà nel giudicare la prova di un calciatore che aiuta pochissimo la manovra, che crea poco gioco, che partecipa poco. Nello stesso tempo però, ogni volta che tocca la palla nell’ultimo quarto di campo rischia di risultare decisivo tanto che, anche contro il Genk, è andato vicinissimo al gol in due occasioni. Non sarà un calciatore totale, ma nel grigiore della nostra Fiorentina lo tengo sempre con me! E domenica arriva la Salernitana, una gara da non sbagliare per dare un minimo di continuità e non perdere il contatto con la zona europea!

IL BUONO

  • Kayode: entra lui e la partita cambia. Certo non è tutto merito suo perché nel frattempo il Genk cala e la Fiorentina migliora, ma la sua intraprendenza a destra rompe fin da subito gli equilibri. Conquista il rigore decisivo ed è anche protagonista di chiusure perfette e recuperi incisivi. Quanto ci sei mancato!
  • Nico Gonzalez: ha il ghiaccio nelle vene. Anche ieri sera non gioca certo ai suoi livelli, nel primo tempo ciabatta anche un’ottima occasione capitatagli sul destro ma quando viene chiamato sul dischetto realizza facendola sembra la cosa più naturale del mondo. Non possiamo farne a meno mai!
  • Arthur: un pò come Maxime Lopez a Milano, il centrocampista brasiliano subentrato nella ripresa condisce la sua prova di tante piccole cose intelligenti e preziose. Sarà un caso, ma quando si inizia a giocare con due registi, il pallone inizia a viaggiare più velocemente ed addirittura talvolta in verticale. Non so se sia possibile giocare con continuità con questa coppia, ma la prima prova è assolutamente positiva. Interessante!

IL BRUTTO

  • Parisi: dispiace sparare su un ragazzo che aveva iniziato tanto bene la sua avventura a Firenze ma gli errori commessi iniziano ad essere decisamente troppi. Anche contro il Genk, l’ex Empoli prima apre l’autostrada per l’azione del palo, poi sbaglia ad uscire in quella del vantaggio belga. Incomprensibile come Italiano continui ad impiegarlo in un ruolo non suo che ormai gli ha fatto perdere anche la serenità. Salvate il soldato Fabiano!
  • Martinez Quarta: ancora una volta condivide le colpe con Parisi della rete subita. Si merita un giallo a metà campo per la solita entrata scomposta da dietro. Non può bastare a salvare la sua prestazione il gol segnato a fine primo tempo, per il difensore il primo obiettivo dovrebbe essere quello di non subirne. Forse è arrivato il momento del riposo dopo il tour de force.
  • Ikonè: il colpo di tacco che esegue nell’azione che porta al rigore guadagnato è bellissimo, ma è l’unica luce nell’ennesima prova insufficiente del francese. Nel primo tempo non riesce a fare gol nemmeno senza portiere….. Consueto buco nell’acqua.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

MILAN – FIORENTINA = 1 – 0

Nel momento in cui scrivo, la Fiorentina è l’unica squadra dell’ultimo turno di campionato che non ha segnato nella propria partita e nelle due gare che ancora mancano da giocare scenderanno in campo formazioni che magari mi smentiranno, ma il succo non cambia. La qualità dei calciatori si paga e quando la società stanzia il budget da investire sul mercato, decide spesso anche quali siano gli obiettivi della propria stagione. Se i fondi stanziati per il centravanti sono poco più che zero, perché ricordiamoci che Nzola è costato 12 milioni e Beltran 12,5 più altri 12,5 al raggiungimento di determinati obiettivi (al momento irrealistici) e Cabral è stato venduto per 20 più bonus, i risultati sono questi: purtroppo abbiamo una società che si esalta solamente per le infrastrutture, i centri sportivi o gli stadi da costruire….peccato che io vada al Franchi o in trasferta per vedere il gioco del calcio e lo spettacolo visto sabato sera è stato molto simile a quello di tante altre volte.

Una Fiorentina che, contro uno tra i Milan più disastrati che io ricordi, gioca un primo tempo indecente chiuso con l’ennesima imbucata presa per un inserimento offensivo scriteriato di Martinez Quarta (Vincenzo troviamo una contromisura?), e poi inizia a masturbare il pallone fino al limite dell’area avversaria quando due dei calciatori più pagati nelle ultime finestre di mercato, Beltran e Mandragora, commettono due errori davanti a Maignan per i quali avrebbero dovuto avere almeno la decenza di chiedere scusa al popolo viola. Ed invece no, ci tocca ascoltare le consuete elucubrazioni mentali di un allenatore che prepara male una partita che doveva essere azzannata fin da subito considerando le difficoltà psicologiche dell’avversario, che ha il coraggio di farci vedere un calciatore inutile come Sottil che parte sempre come se dovesse arrivare chissà dove e poi invece finisce sempre passando indietro il pallone dopo aver evitato di vincere l’uno contro uno…e questo spettacolo immondo del pomata ci viene regalato per 80 minuti!!! Un Italiano che per l’ennesima volta non forza la partita nonostante lo svantaggio, aspetta di inserire Kouamé all’87° minuto facendogli fare addirittura il trequartista anziché l’attaccante accanto al fantasma Nzola come se per regolamento fosse impossibile giocare con due punte in questo sport. Un mister che dietro non prova mai a cambiare le posizioni, differentemente da quanto aveva fatto in casa contro il Bologna: Parisi è ormai al terzo errore grave a destra…. invertirlo con Biraghi è vietato? Ma contro l’Atalanta, altra partita in cui soffrimmo a destra, il capitano non giocò in quella posizione destreggiandosi non peggio che a sinistra? Contro il Milan, sotto 1-0, non era preferibile invertire i due terzini riportando l’ex Empoli sulla propria fascia di competenza in modo da avere almeno qualcuno che quando arriva sul fondo riesce a crossare in modo decente?

Resta una sconfitta figlia di tanti fattori, il primo dei quali è la mancanza di qualità e freddezza quando ci si avvicina alla porta avversaria. Quelle però sono caratteristiche dei calciatori migliori, di quelli che costano un pò di più o che si deve scovare prima degli altri. Insomma ci vuole voglia di spendere o competenza: se doveste sapere dove trovarla, magari mandate una pec in sede……

IL BUONO

  • Terracciano: dopo un periodo di insicurezze varie, è tornato ad essere un punto fermo perfetto per una squadra come la nostra che non deve andare da nessuna parte. Para il parabile ed anche qualcosa in più, si arrende solamente al calcio di rigore di Theo. Professionista esemplare.
  • Maxime Lopez: se nella ripresa la Fiorentina guadagna fin da subito almeno 30 metri di campo, è anche grazie al sostituto di Arthur che ha l’incredibile idea di giocare qualche pallone in verticale. Alza il ritmo, si prende responsabilità, arriva vicino al gol. Più vivo e più rapido di Arthur: che sia arrivato il suo momento?
  • Il secondo tempo: certo fare meglio della sonnacchiosa prima frazione era pressoché obbligatorio, ma la squadra ha dimostrato che la volontà di sovvertire il risultato non manca. Nella ripresa la Fiorentina ha chiuso il Milan nella propria trequarti campo senza mai farlo uscire da lì. Peccato poi conti buttarla dentro……

IL BRUTTO

  • Sottil: semplicemente inutile. Vincenzo quanto ancora ti serve per capirlo?
  • Mandragora: ormai le occasioni in cui sbaglia reti clamorose non si contano più. L’equilibratore più sopravvalutato del mondo continua a trovare spazio in modo inspiegabile. Vincenzo quanto ancora ti serve per capirlo?
  • Beltran: menomale che la Gialappa’s ormai non fa più le rubriche di una volta altrimenti il gol fallito da Beltran solo davanti a Maignan sarebbe entrato di diritto nell’olimpo delle figuracce di questo weekend. Capisco ci voglia tempo per ambientarsi al calcio di casa nostra, ma lì basta saper controllare la palla….. Ma non è che ci hanno mandato un sosia?
  • Arthur: giocatore bellissimo da vedere che però ormai conoscono tutti. Il primo passaggio del brasiliano è sempre in orizzontale su un terzino e la manovra scorre sempre lentamente. Adesso sembra anche un pò in calo di condizione. Che sia arrivato il momento di farlo riposare?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 2 – 1

Allora si può vincere una partita senza per forza dominare in lungo ed in largo la partita! Si può vincere avendo finalmente un avversario che ha il 61% di possesso palla contro il 39%, si può vincere una partita sporca cambiando continuamente interpreti e posizioni difensive per arginare gli altri! Finalmente… finalmente… finalmente!! Finalmente un allenatore reattivo, che a fine primo tempo fa due mosse azzeccate, che non pensa solamente a telecomandare i propri calciatori, ma che interviene in tempo reale anche rimescolando le carte come ad esempio cambiando le posizioni in campo degli interpreti. Questa, indipendentemente dalla vittoria, è la risposta a tutti quelli (me compreso) che hanno invocato per settimane una maggiore flessibilità a Vincenzo Italiano, che hanno chiesto un altro modo di giocare, un diverso modo di difendersi e di reagire alle difficoltà.

Intendiamoci subito, i viola non sono stati scintillanti, non hanno disegnato calcio, non hanno rubato l’occhio, ma hanno finalmente portato a casa una partita difficile e combattuta, piena di episodi (arbitrali e non solo), costellata da interpretazioni diverse delle due panchine che si sono sfidate senza esclusioni di colpi. Vincenzo Italiano, dopo un primo tempo piuttosto difficile, ha nuovamente bocciato il centravanti che lui ha scelto questa estate dimostrando quel protagonismo e quel coraggio che attendevamo da settimane. Ha inserito Kouamè che con il suo entusiasmo, la sua voglia di lottare, il suo “casino” (scusate il termine non proprio tecnico), ha squadernato una partita in cui ancora una volta la Fiorentina non riusciva ad essere ficcante quando ripartita, ed ha scommesso sulle doti tecniche e sulla velocità di Ikoné che, oltre ad avere avuto il merito del calcio di rigore, è riuscito ad allungare la squadra permettendo ai propri compagni di guadagnare metri di campo velocemente. Certo anche stavolta la difesa ha ballato tanto davanti ad una squadra che ha dato continuamente l’impressione di poter far male grazie a Zirkzee un attaccante tra i più interessanti del campionato che, oltre ad essere bravo, viene servito con continuità, ma soprattutto con i tempi ed i modi giusti. Una volta tanto però, gli errori marchiani di Parisi e di Martinez Quarta non sono costati punti in classifica, sarebbe stata una mazzata clamorosa per il morale. Bellissimo infine il confronto tra due tra i tecnici più preparati, innovativi, entusiasmanti dell’ultima generazione: dopo aver visto l’abominio dell’interpretazione calcistica di Max Allegri, ammirare il calcio di Thiago Motta è stata una splendida boccata d’aria da respirare a pieni polmoni.

IL BUONO

  • Bonaventura: gira e rigira le questioni sono sempre le solite. La Fiorentina con o senza Jack è una squadra completamente diversa… anche contro il Bologna spacca in due la partita con un gol bellissimo e delizia la platea ed i propri compagni con giocate d’alta scuola. Indispensabile.
  • Kouamè: in una squadra in cui il ritmo della squadra è spesso il solito, l’attaccante ex Genoa è un lampo nel buio. Lotta, sgomita, si butta su tutti i palloni. Certo non avrà le qualità tecniche di Beltran, né la capacità di difendere la palla di Nzola, ma almeno è vivo. Sottovalutato.
  • Duncan: di fronte ad uno dei centrocampisti più sponsorizzati della Serie A (Freuler), il nostro Alfred dimostra di non avere niente da invidiare salendo di livello col passare dei minuti. Nella ripresa prende in mano il centrocampo e macina palloni su palloni riuscendo a far ripartire l’azione offensiva con continuità e qualità. Tra lui e Mandragora è come mangiare e stare a guardare.
  • Terracciano: dopo le grandissime prestazioni di Udine e Roma, si ripete in una gara in cui però ha avuto meno occasioni per mettersi in mostra. Sempre presente, attento e deciso, stavolta almeno un punto è di San Pietro. Avanti così!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: in una stagione in cui era sembrato tornare sui livelli della prima stagione in viola, stavolta ne azzecca veramente poche giocando una gara disattenta in marcatura che lo vede andare spesso a vuoto in anticipo. Si rifiuta ancora una volta di giocare sul lato destro costringendo mister Italiano a far ruotare più volte gli uomini nella disposizione difensiva. Speriamo dopo la sosta torni il Quarta dell’inizio di stagione!
  • Parisi: dopo l’errore individuale contro la Juventus, ricasca nuovamente in errori clamorosi. Il più grave è quello in occasione del rigore per il Bologna, ma oltre al fallo di mano in area di rigore, l’ex Empoli aveva regalato anche la punizione perdendo un pallone sanguinoso. Con il rientro di Kayode, potrà finalmente tornare a calpestare le zolle preferite.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

CUCARICKI – FIORENTINA = 0 – 1

Se la gara di andata era stata poco più che una passeggiata, quella di ieri sera ha assomigliato più ad una di quelle sedute di scarico in cui la squadra titolare allena il possesso palla facendo un pò di attacco contro difesa cercando di non forzare né dal punto di vista tecnico né da quello atletico. Se qualcuno come me si aspettava che le cosiddette seconde linee avessero voglia di dimostrare qualcosa di importante per mettere in difficoltà il mister, è certamente rimasto deluso. A parte Pierozzi che è stato molto impreciso e confusionario ma almeno ha dimostrato voglia ed attaccamento correndo a perdifiato per tutta la gara, gli altri sono stati trasparenti. A partire dal portiere Christensen che con i piedi ha difficilmente tenuto la palla in campo ma con le mani ha fatto peggio come in occasione della mancata presa alta che ci stava per condannare a subire una rete, per proseguire con Ikoné che con le doti tecniche in suo possesso avrebbe dovuto far vedere i sorci verdi alla difesa avversaria permettendo alla Fiorentina di migliorare sensibilmente la propria differenza reti, per concludere con Sottil e Mandragora che hanno dato ancora una volta dimostrazione di come l’apporto alle sorti della squadra sia pressoché nullo per l’evanescenza delle proprie giocate da una parte e l’insipienza del proprio palleggio nell’altra. Se ad esempio paragoniamo la prova di questi calciatori con quella di Parisi o Ranieri, riusciamo a comprendere bene le nuove gerarchie che si stanno delineando tra i ragazzi in maglia viola.

Un discorso a parte meritano invece due calciatori annodati dallo stesso filo, Maxime Lopez e Nzola. Certamente il più chiacchierato è l’attaccante ex Spezia che fino ad oggi è stato ampiamente sotto il suo standard di rendimento. Dopo la gara di ieri però è anche arrivato il momento di porsi delle domande relativamente alle condizioni tattiche in cui sta giocando. Mi sbaglio o quando Nzola ci ha fatto a fette militando nello Spezia veniva servito in profondità con verticalizzazioni rapide? Mi sbaglio o con quella maglia oltre a segnare diverse reti riusciva a spizzare e servire i propri compagni di reparto (e sto parlando di Agudelo e Verde, non di Messi) che lo accompagnavano sfruttando le seconde palle contese dall’attaccante? Quante volte ad esempio nella gara di ieri è stato servito in quel modo? Una….e cosa è successo in quell’occasione? Abbiamo guadagnato il rigore che ci ha permesso di vincere la partita!

Discorso simile merita Maxime Lopez: il centrocampista ex Sassuolo è stato allievo di De Zerbi prima e Dionisi poi, allenatori che come Italiano mirano al bel gioco ma anche alla concretezza grazie alla quale si possono vincere le gare segnando un gol più dell’avversario. Ma per riuscire in questa impresa come si deve muovere la palla? Rapidamente e spesso in verticale per punire gli errori di posizionamento delle difese avversarie come infatti riusciva a fare in terra emiliana il piccolo calciatore in maglia viola. Il problema è che la capacità di verticalizzare e di muovere la palla rapidamente sembra essere svanita sull’A1! Il dubbio che però non sia solo farina del suo sacco mi sorge quando noto che lo stesso atteggiamento lo sta avendo anche il titolare del ruolo, cioè Arthur Melo che continua a dominare in fase di possesso palla senza mai trovare uno sbocco tra le linee avversarie…..Vincenzo proviamo a trovare un rimedio?

Intanto domenica contro il Bologna affrontiamo una squadra che gioca bene, ma che lascia anche giocare: dopo le ultime tre sconfitte consecutive senza segnare nemmeno una rete, il riscatto è d’obbligo!

IL BUONO

    • Il gol di Nzola: penso sinceramente sia stato uno dei rigori più brutti che abbia mai visto ma spero che possa essere quella scintilla che ci permette di recuperare un attaccante che non è certamente un fenomeno ma che è molto meglio di quello che abbiamo visto finora. Forza Mbala abbiamo bisogno del vero Nzola! 

    • Il primo posto solitario nel girone: con il pareggio tra Genk e Ferencvaros, la Fiorentina si issa al comando ed adesso potrà gestire le ultime due partite in cui potrebbe bastare non perdere. Non so se i viola saranno in grado di farlo, ma col gioco orizzontale che abbiamo, certamente addormentare la gara è nelle nostre corde. Manteniamo la leadership! 

IL BRUTTO

    • Il ritmo: la Fiorentina di Vincenzo Italiano ci ha abituato negli anni a giocare quasi sempre a ritmi forsennati, con un possesso palla basato sulla circolazione veloce della palla e la volontà di imporre il proprio gioco indipendentemente dall’avversario. Ieri sera tutto il contrario!

    • L’approccio del secondo tempo: contro una delle squadre più scarse tra quelle che partecipano alle coppe europee, è inaccettabile rischiare di prendere due reti in cinque minuti perché si esce dagli spogliatoi senza testa. Sveglia che domenica si gioca contro una delle squadre più in forma del campionato! 

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – JUVENTUS = 0 – 1

IL BUONO

  • Parisi: l’errore sul gol di Miretti è da circoletto rosso, ma la gara giocata dal terzino ex Empoli, tra l’altro come ultimamente accade sulla fascia non sua, è veramente buona. Nonostante non sia fisicamente così prestante, non soccombe mai ed appena riconquista la palla si lancia nella metà campo avversaria per provare a rimediare al proprio errore. In continua crescita.
  • Arthur Melo: se la sua regia è piuttosto scolastica anche per l’assenza di movimenti coordinati dei quattro calciatori davanti, il brasiliano lotta fino all’ultima goccia di sudore in fase di rottura recuperando tanti palloni. Trovo sinceramente inconcepibile la sostituzione, ma non credo che la sua presenza avrebbe cambiato il corso della gara. Leader.

IL BRUTTO

  • Beltran – Nzola: se lo scorso anno è stato fatto il tiro al piccione su Jovic e Cabral, adesso tocca a loro…siamo sicuri che sia solamente colpa del mister? E se invece non fossero questi fenomeni che ci avevano raccontato? Certo è che anche ieri i due attaccanti viola non l’hanno mai strusciata né con cross bassi né con quelli alti, né con la circolazione della palla orizzontale né con la verticalizzazione. Ed allora quale sarebbe la soluzione? Io spero che anche in questa stagione, come nella scorsa con il passaggio al 4-2-3-1, Vincenzo Italiano tiri fuori il coniglio dal cilindro. Puoi salvarci solo te!
  • Mina centravanti: ecco, quando chiedo ad Italiano di inventarsi qualcosa, non penso a questa roba qua! La mossa della disperazione in casa con la Juve per favore anche no!
  • Mandragora: l’inutilità fatta calciatore, il nulla cosmico, l’uomo che parla alla brillantina. Ed ha fatto 90 minuti più recupero….
  • I risultati: tre partite, zero punti e zero gol fatti. La squadra viola scivola dal terzo all’ottavo posto e torna in una posizione di classifica più vicina al valore della rosa, un insieme di calciatori ai quali mancano le qualità decisive per saltare l’uomo e fare la giocata decisiva negli ultimi 20 metri. Riusciamo a ripartire?

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Il buono, il brutto, il cattivo

LAZIO – FIORENTINA = 1 – 0

IL BUONO

  • Beltran: finalmente una punta che attacca la profondità come Dio comanda. Il gol giustamente annullato che aveva segnato su lancio di Bonaventura ha in sé tutto ciò che serve: scelta di tempo per evitare il fuorigioco, capacità di difendere la palla, tecnica per superare il portiere, freddezza nei 16 metri. Dopo poco, rischia di segnare di testa (non era un specialità di Nzola?) in mezzo ai difensori laziali. Qualcuno ieri sera mi ha detto…ma poi è sparito….effettivamente quando è entrato l’altro invece abbiamo avuto più presenza davanti…..Liberatelo dalla panchina, almeno lui stoppa un pallone e dialoga con Jack!
  • Terracciano: San Pietro sembra finalmente tornato! Due parate clamorose su Felipe Anderson e Luis Alberto oltre ad una sempre più sicura gestione della palla con i piedi. E’ grazie a lui se i viola arrivano al 94° sul risultato di 0 – 0.
  • Parisi: un pò come per il genio di Rignano destra o sinistra per lui non fa differenza. Spenge completamente Zaccagni senza nemmeno dover ricorrere al fallo sistematico. Oltre a ciò, non disdegna mai le sortite offensive dove trova come compagno di fascia un Ikonè che non punta praticamente mai l’uomo. Peccato, poteva essere l’arma in più in sovrapposizione!

IL BRUTTO

  • Biraghi: si lo so, era ancora dolorante ed aveva un avversario difficile da controllare ma si può sapere perché deve sempre lanciarsi in quelle sceneggiate indigeribili? Sbaglia tutto il possibile in fase di riproposizione del gioco ed anche da fermo è più impreciso del solito. Dedito alla causa, ma comunque mediocre.
  • I subentranti: quando un tecnico effettua delle sostituzioni, soprattutto quando la squadra è calata fisicamente ed ha perso importanti spazi di campo, si aspetta da chi entra quel qualcosa che non trova più in chi esce. Barak è stato come spesso ultimamente invisibile, Nzola a parte fare lo sgherro di quartiere non ha praticamente mai toccato la palla, Mandragora ha dato il suo solito NON contributo. Sveglia che tocca a voi!
  • Milenkovic: già prima del misfatto finale ne aveva azzeccate poche, ma con un pò di mestiere e l’aiuto dei compagni di reparto era riuscito a portare a casa la pelle. L’intervento col braccio finale però, è inconcepibile per un difensore di questa esperienza: ormai da anni tutti sanno che si deve stare con le braccia chiuse o addirittura dietro al corpo, ma il serbo si addormenta perdendo la marcatura di Vecino e combina il patatrac. Prestazione inaccettabile.
  • Le scelte del mister: Italiano aveva preparato la partita in modo perfetto, con una pressione altissima ed un’intensità di gioco debordante. Purtroppo nel secondo tempo accade ciò che tutti ci aspettavamo…la squadra cala ed arriva il momento delle sostituzioni. Se il cambio tra Duncan e Mandragora è purtroppo obbligato dal cartellino giallo e dalla mancanza di alternative nel ruolo, quello tra Beltran e Nzola è troppo anticipato. Sono rimasto poi basito dall’impiego di Nico inchiodato per 90 minuti sulla fascia sinistra: dopo che in settimana Italiano aveva detto che Ikonè si doveva convincere di giocare lì perché serviva alla squadra, mi sarei immaginato un’alternanza considerando poi che Gonzalez è il miglior attaccante in rosa. Sorvolo infine sull’aver concluso la gara con 7 mancini su 10 giocatori di movimento perché al momento non ho il potere di interpretare l’infinito. Forza mister, sono considerazioni (non critiche) fatte a fin di bene!

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – CUCARICKI = 6 – 0

E’ stata poco più che un’amichevole ma qualche segnale la Fiorentina l’ha comunque lanciato. Innanzitutto la voglia di riscatto palesata da un approccio totalmente diverso rispetto alla gara interna con l’Empoli e poi le prove dei singoli con alcuni interpreti che avevano deluso finalmente sugli scudi.

Delle doti tecniche dei vari Beltran, Maxime Lopez o Ikonè nessuno che fosse in buona fede aveva mai dubitato, ma quella con il Cucaricki potrebbe rappresentare la scintilla che accende una fiamma finalmente calda e potente. Il numero 9 argentino, dopo una prima rete favorita da un improvviso “svenimento” del difensore avversario, ha inventato un gol da fuoriclasse con un pallonetto al volo di rara bellezza. Lopez invece, al netto del destro a giro che ha chiuso i giochi, è finalmente sembrato più dentro al gioco della Fiorentina disegnando traiettorie interessanti e mostrando quella capacità di farsi trovare sempre smarcato in appoggio che tanto avevamo ammirato a Sassuolo. Ikonè infine, che speriamo sia definitivamente recuperato, ha trovato la gioia personale al termine di un’azione personale che denota una fiducia nei propri mezzi ed una cattiveria che nelle scorse stagioni sembravano ormai perse. Certo il test non era dei più probanti ma aver vinto in goleada issandosi al primo posto nel girone (seppur solamente per il maggior numero di gol fatti), aver trovato la doppietta di Beltran, aver visto l’esordio internazionale di due prodotti del settore giovanile come Pierozzi e Comuzzo ed aver risparmiato tanti calciatori in vista del doppio impegno con Lazio e Juventus è un insieme di buone notizie che non può che farci sorridere.

IL BUONO

  • Beltran: gli avversari non saranno stati dei fenomeni ma il secondo gol è una chicca assoluta. Continuo ad essere perplesso sul fatto che contro difese fisiche possa fare l’attaccante centrale, ma le sue qualità non possono certamente essere messe da parte. Non fermarti più Lucas!
  • Maxime Lopez: oltre alla rete spettacolare, inizia ad assomigliare al giocatore che avevamo visto ed ammirato a Sassuolo. Nel secondo tempo entra definitivamente nel cuore del gioco e si impadronisce della squadra. Non credo sia possibile farlo convivere con Arthur, ma già solo pensare di avere un’alternativa del genere mi fa dormire sonni più tranquilli. In netta crescita.
  • Ikonè: il gol è una perla rara figlia anche di una maggiore fiducia in sé stesso. In settimana Italiano ha detto che ha Jorko deve convincersi di poter giocare a sinistra per completare il tridente con Nico a destra….sarebbe da leccarsi i baffi!
  • Martinez Quarta: a parte l’ennesimo gol stagionale, la fascia da capitano sembra averlo responsabilizzato e convinto ulteriormente. Dopo aver timbrato la rete, corre a recuperare la palla nella porta avversaria per non perdere tempo. Avessimo trovato un leader in campo?
  • I giovani in prima squadra: dopo anni in cui il settore giovanile viola non riusciva a far esordire nemmeno un ragazzo nei professionisti, finalmente abbiamo un allenatore che li lancia e buone pianticelle su cui poter scommettere. Certo è che spesso il caso aiuta: dapprima Kayode che si prende la scena al posto di Dodò, adesso Pierozzi e Comuzzo che debuttano in Europa proprio per l’assenza del giovane compagno. Come dice il saggio Flavio Bardaro, l’allenatore se sono buoni li lancia ed allora…..Che sia solo l’inizio!!

IL BRUTTO

  • L’infortunio di Kayode: questa proprio non ci voleva! Dopo il crociato di Dodò, adesso la caviglia del giovane terzino fresco di rinnovo in prossimità della doppia sfida con Lazio e Juventus. Certo che quest’anno su quella fascia siamo proprio sfortunati!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – EMPOLI = 0 – 2

Una Fiorentina agghiacciante spreca una grande occasione per restare nelle zone altissime della classifica. Purtroppo a Firenze siamo abituati a queste montagne russe, ma ogni volta che accade resta la delusione ed il dolore per ciò che poteva e doveva essere e che invece non è stato.

Solitamente, almeno da quando Vincenzo Italiano siede sulla panchina viola, la Fiorentina ha sempre disputato ottime prove quando ha avuto il tempo di preparare le partite, di studiare l’avversario, di prendere le misure agli altri. Stavolta invece, Andreazzoli ha impartito una severa lezione al mister siciliano, riuscendo ad inaridire fin da subito le fonti del gioco viola, chiudendo gli spazi sugli esterni con raddoppi continui e trovando la via della rete con una facilità disarmante in mezzo ad una difesa allucinante. La gara contro l’Empoli è stata preparata male e gestita peggio visto che l’ingresso in campo di Sottil e Mandragora sono stati un insulto all’intelligenza umana. Quanto ancora dobbiamo vedere passeggiare per il campo l’impomatato viola? E quanto ancora dobbiamo aspettare per vedere un qualcosa di diverso davanti? La verità è che anche stavolta la Fiorentina ha fallito il salto di qualità e, quando questo accade più volte, nessuno può sentirsi esente da colpe. I calciatori che vengono considerati dei potenziali campioni, ma che poi commettono sempre gli stessi errori da anni (citofonare Milenkovic, Sottil e Brekalo), la società che anche in questa stagione ha allestito una squadra che ha lacune clamorose sia in difesa che sulla trequarti con un’evidente mancanza di qualità, l’allenatore che ancora una volta ha puntato su calciatori sbagliati ed ha messo in un angolo quelli che avrebbero potuto sparigliare le carte. Da Kouamè che ha sempre l’argento vivo addosso a Barak che in una gara piena di palloni sporchi in area di rigore poteva trovare la zampata giusta, da Ranieri che da potenziale nazionale sembra ormai una riserva senza speranza di giocare ad Ikonè che in una partita bloccata come quella di ieri sera avrebbe potuto creare la superiorità numerica. Quanto poi alla concreta possibilità di giocare in casa con le due punte almeno gli ultimi 20 minuti contro una squadra in lotta per la salvezza ho perso la fiducia.

IL BUONO

  • Nico Gonzalez: questa è la tipica partita in cui sorge spontanea la domanda… dove sarebbe la Fiorentina senza Nico? Con un centravanti travestito da ectoplasma ed un esterno opposto buono solo per pettinarsi, come potremmo raggiungere il traguardo europeo? Speriamo la salute sia sempre con lui!
  • Parisi: nel grigiore generale di una partita da dimenticare, l’ex di turno quantomeno ci prova fino in fondo. Lotta, sgomita, sbaglia, ma almeno si mostra vivo. Chissà cosa avrà pensato a fine match…..

IL BRUTTO

  • Milenkovic: normalmente nelle serate negative, le squadre si aggrappano ai calciatori di maggiore esperienza, di peso internazionale, di carattere temprato. Il buon Nikola invece di salvare la barca, l’affonda con errori ripetuti e gravissimi come in occasione delle due reti subite. Da quanti anni su questo blog ed al Corner Viola dico che è un buon calciatore ma ha bisogno di una spalla migliore di lui? Esce ancora una volta fortemente ridimensionato nel momento del bisogno.
  • Nzola: quanti palloni sono carambolati in area di rigore? Quanti cross bassi ci sono stati nei 16 metri avversari? Quante volte la Fiorentina ha giocato palloni sporchi nell’area dell’Empoli? Non tantissimi ma abbastanza per rendersi pericoloso almeno una volta! Resta più simile ad un paracarro che ad una gazzella ma non viene nemmeno aiutato con la scelta di farlo giocare unica punta con un esterno come Sottil. Quanto tempo ancora possiamo aspettare?
  • Sottil: semplicemente imbarazzante ed inutile. Vincenzo mi spieghi perchè?
  • Kayode: dopo diverse prove egregie, stavolta il giovane terzino incappa in una serata da dimenticare. Non ne azzecca una in fase offensiva e dietro si addormenta spesso. Succede anche ai calciatori navigati!
  • Italiano: pur restando il vero fuoriclasse del progetto viola, stavolta il suo apporto è addirittura deleterio come in quel di Milano. Ma se a San Siro la gara era difficilmente ribaltabile, stavolta si poteva ed anzi si doveva fare di più e meglio! Le sostituzioni sono state sinceramente imbarazzanti, con il solito inutile Sottil ed il confusionario Mandragora. Perché in una gara così sporca e fisica non provare Barak e Kouamè, due calciatori sempre pronti a segnare l’uno ed a gettarsi su tutti i palloni l’altro? Perché non inserire Beltran accanto a Nzola o Kouamé anziché farlo fagocitare da una difesa composta da sei uomini? Perché continuiamo a prendere sempre le stesse reti con gli stessi interpreti tanto da sembrare che la crescita di qualcuno (vedi i due difensori centrali) si sia arrestata da un pezzo? I believe in Vincenzo!

A voi per i commenti!!