LAZIO – FIORENTINA = 2 – 2
Non saremo ancora guariti, ma le ultime due prestazioni della squadra viola fanno almeno ben sperare.
Dopo la vittoria ottenuta al Franchi a tempo scaduto contro la Cremonese, la Fiorentina era chiamata a dare continuità di risultato e prestazione contro una Lazio incerottata che ha però nel suo stile di gioco e nella qualità di alcuni singoli la propria forza. I viola hanno avuto un inizio terrificante con un approccio alla gara in Pioli Style ma proprio in quei primi 25 minuti si è potuta notare ed apprezzare una differenza evidentissima rispetto ad un mese fa. In quei minuti di sofferenza la squadra non si è disunita, non si è data per vinta, non ha mai chinato la testa; in quello spezzone di gara Gosens e compagni hanno probabilmente fatto più scivolate, più tackle, più contrasti che nelle 18 precedenti partite di campionato. Abbiamo visto un calciatore come Ndour, per il resto tra i peggiori, dannarsi l’anima pur di ribattere e deviare in calcio d’angolo tiri scagliati verso la propria porta. Ecco quello che serve per salvarsi! Ecco ciò che è necessario per portare via un risultato positivo anche quando non ce lo meritiamo! La grinta, la voglia, l’attaccamento alla maglia ed alla propria squadra!
Essere una squadra è dunque la base da cui poter ripartire per centrare una salvezza ancora difficilissima: vedere tutta la squadra (Kean in testa) correre ad abbracciare Gudmundsson dopo il rigore realizzato, fa pensare che qualcosa stia realmente cambiando anche all’interno del gruppo! Tutto questo però non può essere sufficiente a raggiungere la salvezza se mancano le prestazioni dei singoli. De Gea è finalmente tornato in linea con le prove dello scorso anno (le parate su Sanabria domenica e su Gila ieri sera sono da fenomeno assoluto di reattività), Gosens è nuovamente centrale nel gruppo squadra sia mentalmente che tecnicamente e Fagioli da tre o quattro partite è diventato quel faro in mezzo al campo che tutti speravamo potesse essere. L’assist per il gol di Gosens è da leccarsi i baffi ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata la capacità di gestire i tempi ed i modi della partita; ha alzato il piede dall’acceleratore quando la squadra aveva bisogno di rifiatare ed ha invece verticalizzato quando si poteva puntare la porta avversaria.
Aver guadagnato 4 punti in due gare, essere rientrati nel gruppone che lotta per la salvezza, aver ricominciato a lottare su tutti i palloni, non può però coprire i disastri fatti nell’ultimo mercato estivo. Ieri sera, quando Vanoli si è girato verso la panchina per cambiare qualcosa in mezzo al campo, non ha trovato di meglio che inserire Nicolussi Caviglia, calciatore che molto probabilmente partirà non appena arriverà Brescianini. Ma l’esempio più lampante è stato dover vedere con la maglia biancoceleste addosso Danilo Cataldi, il cui riscatto sarebbe costato poco più di 4 milioni di euro, che ha avuto l’unica colpa di essere stato richiesto, cercato e voluto da Palladino!! Ma chissenefrega tanto noi abbiamo preso al suo posto il funambolo Sohm a 16 milioni…….
IL BUONO
- Fagioli: se questo è il vero Fagioli, abbiamo fatto bene ad aspettarlo per dargli le chiavi del centrocampo. Manca ancora un pò di cattiveria nel contrasto, come in occasione della rete di Cataldi, ma per il resto abbiamo finalmente visto un centrocampista vero. Testa alta, visione di gioco, gestione dei tempi. Avanti così ragazzo mio!
- Gosens: altro recupero fondamentale per la Fiorentina. Fisicamente non è ancora al top ed allora centellina le avanzate; in una di queste trova un gol magnifico. Oltre a questo, offre una buona fase difensiva e grande personalità. Quanto ci sei mancato Robin…..
- De Gea: reattivo come una molla, tiene a galla la barca nel complicatissimo primo tempo. Con il De Gea di qualche settimana fa il risultato sarebbe stato ben diverso……
- Gudmundsson: altro giocatore letteralmente trasformato! Corre come un terzino, combatte come un mediano, inventa giocate da numero 10. Quando e se capiremo cosa gli frulla in testa sarà sempre troppo tardi.
IL BRUTTO
- Comuzzo: dopo alcune prestazioni buone stecca di brutto. Conferma che quando non ha un punto di riferimento da marcare diventa un calciatore mediocre. C’è da crescere ma lo aspettiamo volentieri!
- Piccoli: prestazione a dir poco trasparente. Ok Gila è un ottimo difensore, ma nemmeno lottare….. Moise riprenditi il posto!
- Sohm: si lo so che non ha giocato ma non ho ancora digerito l’atteggiamento con cui è entrato in campo a Parma. Eppoi il confronto con Cataldi…..
A voi per i commenti!!

Errata corrige: al suo POSTO non arriverà uno più forte.
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2 anni fa difendesti Nzola dicendo: non è un cattivo giocatore, sono i suoi compagni che lo servono male. Io invece ti dissi: guarda Lungo che Nzola gioca male perché ha dei difetti che sono proprio insiti nel calciatore, e non dipendono da come viene servito dai suoi compagni. Qua puoi trovare questo nostro vecchio scambio di battute: https://ilcornerdellungo.com/2023/11/10/il-buono-il-brutto-il-cattivo-166/.
Adesso si sta ripetendo la stessa situazione con Comuzzo. Tu cerchi di minimizzare dicendo “Non è un calciatore mediocre, è che quando non ha un punto di riferimento da marcare perde un po’ la bussola”. Io ti rispondo: no Lungo, Comuzzo fa delle robe allucinanti che non si vedono neanche in terza categoria, e che non dipendono dal fatto che abbia o meno un punto di riferimento da marcare. Penso ad esempio ad un retropassaggio allucinante che fece contro il Mainz. Chiunque abbia giocato a calcio sa che i retropassaggi li devi fare piano e lontani dalla porta: se invece tiri la palla forte e nello specchio della porta, c’è un rischio enorme di fare autogol. Se Comuzzo dopo 70 partite tra i professionisti non ha ancora imparato questo fondamentale del calcio, allora vuol dire che in mezzo ai professionisti lui è un intruso. Vada a giocare nei dilettanti, oppure in Arabia (che in fondo è un campionato dilettanti con qualche fuoriquota).
Riguardo alla sostituzione di Cataldi con Sohm, mi hai fatto tornare in mente una vecchia dichiarazione di De Laurentiis: “Io sapevo benissimo che Koulibaly, Insigne e Mertens erano fortissimi, ma era un dato di fatto che con loro più del secondo posto non ottenevo. Ergo, per vincere lo scudetto dovevo scaricarli e comprare dei giocatori più forti”. La grande differenza tra lui e Commisso è che De Laurentiis poteva contare su degli osservatori in grado di scovare dei fuoriclasse che nessuno conosceva, come Kim Min – Jae e Kvaratshkelia. Noi invece una struttura di questo tipo non ce l’abbiamo, quindi prima di cedere un giocatore di medio livello dobbiamo pensarci bene, perché probabilmente al suo tipo non arriverà uno più forte, ma uno più debole. Il caso che hai citato tu del cambio tra Cataldi e Sohm è un esempio perfetto, ma se ne potrebbero fare anche altri: ad esempio, con il senno di poi sarebbe stato meglio riscattare Piatek per 15 milioni anziché comprare Piccoli a 25. Il polacco sarebbe costato 10 milioni in meno, e dubito fortemente che sarebbe arrivato a Gennaio con zero gol in campionato.
Riguardo a Gudmundsson, hai fatto bene a elogiarlo per la sua dedizione alla causa viola. Su questa sua qualità non ho mai dubitato, perché non dimentico che l’anno scorso volle tornare in campo ad aiutare la Fiorentina 12 giorni dopo essersi fratturato il coccige: io per una semplice infiammazione al coccige ho sofferto come un cane per mesi, quindi non oso immaginare quanto dev’essere stato doloroso per lui subire una frattura in quel punto e giocarci sopra meno di 2 settimane dopo.
Un altro motivo per cui dobbiamo tenerci stretto Gudmundsson è il fatto che sia uno dei pochi calciatori viola in grado di potersi inventare una giocata. I tifosi lo odiano perché se la inventa una volta ogni mai e tra un colpo di genio e l’altro possono passare anche diverse partite di nulla assoluto, ma devono mettersi in testa che se questo sfornasse gol e assist ad ogni partita giocherebbe a Madrid, non a Firenze. Ringrazino Iddio di avere in rosa un giocatore che li sforna una volta ogni tanto, perché anche questo non è scontato se tifi Fiorentina.
Una nota a margine: ieri sera per sua stessa ammissione De Rossi ha scelto di far tirare il rigore decisivo a Stanciu. Ovvero un calciatore che non giocava da 3 mesi, ed era entrato in campo 7 minuti prima. E’ come se la mia scuola, per tenere un discorso importante davanti al ministro dell’istruzione, scegliesse un professore che è in malattia da 3 mesi e si è svegliato 7 minuti prima di incontrare Valditara. Quest’evidente errore decisionale mi consola, perché mi fa capire che Vanoli non è un fulmine di guerra (BALLARDINI SUBITO!!!), ma anche i nostri diretti concorrenti non hanno in panchina uno stratega di prim’ordine.
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Ciao Wwayne! Su Nzola effettivamente ho preso una cantonata anche se continuo a pensare che il suo problema sia la testa non i piedi o il fisico: anche in questa Serie A ci sono attaccanti che valgono quanto lui o meno (da Piccoli a Stulic fino a Vitinha giusto per dire i primi che mi vengono in mente) ma continuano a giocare nelle rispettive squadre. In merito a Comuzzo invece, il mio discorso è diverso: ci sono tantissimi difensori nella Serie A attuale ed in quelle passate che non hanno i piedi più morbidi e più educati del nostro difensore eppure continuano ad essere titolari e giocano in maniera più che discreta. Questo succede perché sono calciatori che si adattano alle diverse situazioni, ai diversi moduli, ai diversi attaccanti. Comuzzo ad oggi ha invece dimostrato di essere un calciatore monodimensionale: è un ottimo marcatore sull’uomo, ma ha scarsa capacità di lettura del gioco quando deve muoversi in funzione dello spazio anziché dell’avversario. Questo limita molto anche la sua adattabilità alla difesa a 3 proprio perché gli spazi da coprire sono molto più ampi Io resto convinto, e lo ha dimostrato nelle ultime tre giornate precedenti alla Lazio, che sia importante aspettarlo e farlo crescere: del resto è molto giovane ed ha spesso giocato in situazioni emergenziali sia per questioni di mercato che per (ex) allenatori in panchina.
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E’ vero: ad un giovane va data la possibilità di giocare anche dopo uno sbaglio, perché più gioca e meno sbaglia. E’ come quando devi prendere la patente: dopo aver commesso un errore devi guidare di più, non di meno, altrimenti ti scordi anche quel poco che hai imparato. E in effetti, se la Fiorentina fosse decima e facendo giocare Comuzzo rischiasse di arrivare al massimo quindicesima, io sarei ben lieto di dire “Facciamolo giocare ogni partita da qui a fine stagione”. Ma qui ci stiamo giocando la vita Lungo, e ogni singola papera di Comuzzo può fare la differenza tra Inferno e Paradiso. Già adesso la sua oscena partita con la Lazio ci ha impedito di agganciare il Genoa, e soprattutto di centrare la seconda vittoria di fila: pensa quanto sarebbe stato importante a livello psicologico. Ergo, per il bene della squadra il nostro “allenatore” deve mettere da parte Comuzzo e far giocare qualcun altro. Possibilmente un nuovo arrivo, perché qua stiamo a prendere solo giocatori d’attacco, ma forse qualcuno si sta scordando che abbiamo la peggiore difesa della serie A. Peraltro, anche i giocatori d’attacco li stiamo prendendo rigorosamente in prestito, perché è risaputo che i giocatori di passaggio sono molto più motivati di quelli che hanno firmato un contratto pluriennale…
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Si ma al momento chi dovrebbe giocare al posto di Comuzzo? Pablo Mari? Ranieri? Viti? Mah….
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Ranieri si è macchiato di diverse colpe in questo girone d’andata, e parlo di colpe anche morali, non solo di errori tecnici: di conseguenza, non voglio più vederlo neanche in cartolina. Viti è praticamente un giocatore della Sampdoria, quindi è impossibile che prenda il posto di Merluzzo. L’idea di sostituire quest’ultimo con Pablo Marì invece mi stuzzica: ho sempre pensato e scritto che lo spagnolo è il meno peggio tra i nostri difensori, e sono tuttora di quest’avviso. Avevo detto subito che Nzola non era buono, che il Pioli bis sarebbe stato un fallimento e che Gudmundsson era un fenomeno, e il tempo mi ha dato ragione in tutti e 3 i casi (probabilmente anche in altri, ma sul momento mi vengono in mente questi): vedremo se ci ho azzeccato anche con Pablo Marì.
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Pablo Mari può giocare solamente a 3 ed infatti è notizia di questi minuti che andrà da Simone Inzaghi in Arabia. Meglio così.
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