Una sconfitta targata Paratici Grosso

Al netto delle battute sul fatto che “quest’anno gli è cucito!”, ero molto curioso di vedere il nuovo corso della Fiorentina dopo il mercato molto interessante portato avanti da Paratici. Certo non ero tra quelli che pensavano di vedere meccanismi oliati o trame di gioco sfavillanti già alla prima di campionato, ma nemmeno mi aspettavo lo scempio che i giovani virgulti in maglia viola ci hanno offerto all’Olimpico. Ancora una volta il calendario non ci aveva regalato un esordio morbido, ma il dominio assoluto ed incontrastato della Roma di Gasperini è stato a tratti imbarazzante.

Come si evince dal titolo, credo che i due maggiori responsabili della disfatta siano Paratici e Grosso: penso infatti che gran parte delle scelte scellerate di ieri sera siano state del tutto condivise tra il Direttore ed il mister altrimenti non avrebbero una spiegazione logica (ho detto logica non condivisibile!!). Di un Dodò che non ha mai giocato titolare in precampionato e viene impiegato per 90 minuti contro la Roma facendosi maciullare da Malen e non solo, penso che possa essere stato fatto giocare solo per metterlo in mostra (sbagliando) e dimostrare che sta bene fisicamente. Lo stesso discorso potrebbe valere per un Fagioli che ha dimostrato ancora una volta di non avere quel ritmo e quella velocità di pensiero che servono contro squadre che pressano alte e giocano a mille all’ora. Brescianini poi, che sta giocando tantissimi minuti nonostante tutti pensassimo il contrario, avrebbe dovuto dare quella sostanza e quell’equilibrio al centrocampo che invece ha imbarcato acqua per 90 minuti. Infine la gestione di Kean che è stata allucinante. Il calciatore è già stato venduto al Como? Allora non gioca nemmeno un minuto perché devo velocizzare l’inserimento di Pellegrino. L’attaccante della nazionale resta a Firenze? Ed allora gioca finché ha gamba per giocare, attaccare la porta, cercare il gol!

Non voglio infierire poi in merito all’assenza di sostituzioni alla fine del primo tempo, così come alla riproposizione di un centrocampo che lo scorso anno era andato sotto con tutti o l’impiego di Atta sull’esterno sinistro snaturando di fatto il calciatore con la classe più cristallina tra quelli arrivati in sede di mercato. Così come taccio in merito alle dichiarazioni post gara in cui uno spaurito Grosso ha giustificato l’impiego di Dodò “perché voleva dare maggiore sostanza difensiva visto che giocava Mastantuono su quella fascia” oppure sulla mancata titolarità di Valdepenas a vantaggio di Joao Mario perché “avevo bisogno di un calciatore che già conosceva il campionato italiano”.

Giustamente dopo tutta questa pippa il lettore penserà: si ma quindi la logica quale sarebbe? Le possibili spiegazioni sono due ed entrambe hanno bisogno dell’accordo tra mister e società. La prima è che avendo molti giocatori ancora sul mercato (a parte gli invendibili Nzola, Barak e Sottil), la Fiorentina abbia voluto “mettere in mostra” i profili per cui alcune società avrebbero mostrato interesse dimostrando che non sono infortunati o che non hanno mollato fisicamente durante il ritiro. La seconda invece, che spero sia la più plausibile, è che Grosso e Paratici abbiano voluto mettere i calciatori davanti alla realtà, alla loro pochezza. Ha fatto molto più Oulai in un quarto d’ora che Fagioli in tutta la partita, ha saltato più uomini Jimenez in 5 minuti che Dodò in tutto lo scorso campionato, ha mostrato più intraprendenza Kean in venti minuti che tutta la squadra negli altri settanta. Da sabato prossimo dunque, la società potrebbe finalmente sentirsi libera di dare il benservito ai vari Dodò, Fagioli, Brescianini e compagnia cantante dopo aver dimostrato loro che le prestazioni sono scadenti (per non dire di peggio) da ormai un anno e la pazienza è finita. La Fiorentina ha bisogno di linfa vitale e non di encefalogramma piatto: più Oulai meno Fagioli, più Jimenez meno Dodò!!

La gara di ieri sera ci ha però messo in mostra anche due calciatori da cui poter ripartire: Mastantuono ha mostrato di avere l’argento vivo addosso, di possedere talento, garra e voglia di emergere e la bottiglietta scagliata a terra dopo il gol subìto a cui ha assistito dalla panchina mostra quanto tenga a far bene in maglia viola. Dragusin poi, seppur non certo aiutato da una linea difensiva piena di lacune, ha dimostrato di avere presenza, spirito, personalità, cattiveria ed un ottimo colpo di testa, tutte qualità che servono come il pane!

Restano infine sul tappeto anche tante domande e tanti problemi aperti, il più grande dei quali è l’assenza di quegli esterni offensivi che sono il sale del calcio di Grosso. Ad oggi, tolto Mastantuono, a Firenze non sono arrivati calciatori funzionali agli schemi offensivi del mister ed il ritardo è adesso preoccupante. Non solo, ma ci sono tante altre domande alle quali non abbiamo ancora avuto risposte: serve un altro terzino sinistro o basterà adattare uno tra Joao Mario, Ranieri e Viery? Data per assodata la partenza di Kean, nel reparto offensivo siamo in grado di trovare esterni giusti per saltare l’avversario e servire il colpo di testa di Pellegrino? In mezzo al campo infine, abbiamo tanti, troppi giocatori con lo stesso passo e manchiamo di qualità: qui però, io credo, basterà dare le chiavi della squadra ad Oulai e riportare nel suo ruolo Atta ed il lavoro sarà già a buonissimo punto.

Tra Mastantuono e Deportivo

Nel giorno di Mastantuono la Fiorentina scende in campo per un’altra amichevole internazionale, quella contro il Deportivo la Coruna.

L’attenzione però, è rivolta tutto verso il numero 30 argentino atterrato poco prima a Peretola ed accolto come un campione. Un ragazzo di nemmeno 19 anni che accende una città, un calciatore che è già stato paragonato ai più grandi della storia argentina ma che ha deluso lo scorso in maglia Real, un poco più che maggiorenne torna a far sognare un popolo, quello viola, che da troppi anni aspettava un colpo così. In molti hanno storto la bocca perché arriva in prestito secco ma sinceramente a me non interessa nemmeno un po’! Un colpo come Mastantuono rimette Firenze sulla cartina del calcio che conta in una stagione in cui i viola non giocano nemmeno in Europa e dimostra che finalmente la Fiorentina prova a tornare grande, a rinascere dalle ceneri di una gestione societaria quantomeno deficitaria. Adesso possiamo dire che con la maglia viola gioca uno dei più grandi talenti dell’ultima generazione, uno dei calciatori che tutti ci invidieranno, un talento talmente cristallino da essere paragonato a due discreti giocatori che di nome fanno Diego e Lionel. Sono esagerato? Ho perso la testa? Il calcio è innanzitutto passione, sentimento, trasporto, sogno: ed allora almeno stavolta godiamocela fino in fondo anche se durerà una sola stagione! Negli ultimi anni ci siamo sciroppati Sottil, Ikone’, Kouame’ e chi più ne ha ne metta….. Stavolta esultiamo noi!!!

Venendo alla partita dobbiamo dire la verità: i ritmi sono stati balneari e l’intensità non è sembrata quella di una gara di Champions League, ma qualche nota tattica e qualche giudizio sui calciatori si può comunque dare. Mister Grosso, che aveva iniziato la preparazione ed aveva schierato le prime formazioni con il 4-3-3, sembra aver in parte aggiustato il tiro. Probabilmente a causa della penuria di esterni a diposizione, la Fiorentina di ieri ha mutato in parte volto sia nella fase offensiva che in quella difensiva. In possesso palla infatti, Gudmundsson ed Atta hanno giocato nei mezzi spazi tra Kean ed i centrocampisti venendo spesso a lavorare dentro il campo: così facendo, la squadra ha avuto meno ampiezza ma ha aperto praterie per i due terzini, ieri Joao Mario e Valdepenas, che sono stati chiamati ad andare spesso sul fondo a giocarsi l’uno contro uno. Certo è un calcio diverso rispetto al 4-3-3 visto a Sassuolo, ma è sicuramente un modo di giocare più adatto ai calciatori a disposizione ed al neo arrivato Mastantuono. Ieri la manovra è sembrata più compassata, probabilmente per la diversa interpretazione del ruolo tra Fagioli ed Oulai: mentre l’ivoriano è un calciatore che già con il primo controllo di palla si pone faccia alla porta avversaria alla ricerca di una verticalizzazione o di un duello individuale, l’ex Juventus riparte spesso dal portiere o dai difensori e predilige comunque un gioco orizzontale con cui è più difficile guadagnare velocemente spazio in avanti.

Quanto invece alla fase difensiva, la Fiorentina ha adottato in fase di non possesso un 4-4-1-1 con Atta che si allargava a sinistra, Ndour a destra e Gudmundsson in verticale a Moise Kean (ieri apparso un po’ svagato). Oltre alla disposizione degli uomini, i viola hanno cercato più volte una fase di riaggressione più alta per recuperare palla più vicino alla porta avversaria. Certo sono impressioni, ma nelle prime gare i viola si chiudevano in un blocco difensivo più basso con i due esterni offensivi che stringevano verso le mezze ali chiudendo la squadra in un 4-5-1.

Passando alle prestazioni individuali, Joao Mario e Valdepenas hanno offerto buone sensazioni sia in fase difensiva che nella capacità di accompagnare l’azione; lo spagnolo ha avuto solo una piccola sbavatura, ma sembra un profilo ideale per l’idea di gioco di Grosso. Dietro poi, ha impressionato Dragusin: roccioso, attento, sempre attaccato al diretto avversario, dominante di testa sia nella propria area di rigore che in quella avversaria. Se migliora anche in leadership vocale, diventa un acquisto top!! Chiudo con due centrocampisti, Atta e Ndour; quest’ultimo ancora non è pulitissimo tecnicamente e sbaglia qualche cross e passaggio di troppo, ma ha una dote fondamentale, la capacità di trovare la porta tanto che anche ieri ha trovato la rete dopo un bello schema su palla inattiva grazie all’ assist di testa di Dragusin.  Due parole in più le merita un calciatore che si sta rivelando semplicemente sensazionale: Arthur Atta è uno di quei giocatori che negli ultimi anni ho sempre sognato arrivasse a Firenze! Classe, giocate mai banali, conduzione della palla a testa alta, assist sempre in canna, spirito di sacrificio in fase difensiva e poi quel caracollare continuo che mette sempre fuori tempo il diretto avversario: in alcune serpentine in mezzo al campo ieri sera mi ha ricordato un discreto calciatore che ha vinto tutto in carriera, della stessa nazionalità, con due Z nelle iniziali di nome e cognome. Magari ho bestemmiato ma hai visto mai…..