Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ATALANTA = 2 – 3

Una partita incredibile, con dentro tante storie, tanti episodi, tanti errori. La Fiorentina perde nuovamente al Franchi e, solamente grazie alla contemporanea caduta del Cagliari, resta a +8 sulla zona salvezza. La compagine di Iachini ha giocato un primo tempo imbarazzante: squadra lunga, lenta, sempre battuta negli scontri diretti, mai reattiva, che è riuscita ad andare al riposo sotto di due gol solo alla grande prestazione di Dragowski. Nel secondo tempo poi, un pò per il calo bergamasco, un pò per il talento assoluto di Vlahovic, la Fiorentina ha rimesso in piedi la gara ma non è bastato. Ancora una volta, nel momento del bisogno, la squadra di Iachini ha dimostrato assenza di leadership e soprattutto prestazioni individuali imbarazzanti, primo tra tutti Amrabat. La strada per la salvezza è in salita ma fortunatamente il vantaggio è rimasto lo stesso ed adesso manca una partita in meno alla fine di questo scempio. Sabato alle 18,00 contro il Sassuolo occorrerà almeno non perdere per tenere a debita distanza il Cagliari.

IL BUONO

  • Vlahovic: mi vengono i brividi ad immaginare la stagione viola senza Dusan davanti. Il centravanti serbo segna altre due reti, tiene in vita la Fiorentina e dimostra ancora una volta la grandezza del regalo di Cesare Prandelli a Firenze. Se solo penso che fino a pochi mesi fa doveva lottare per giocare al posto del suo collega di reparto di stasera, mi viene da ridere per non piangere. Oltre ai gol poi, lotta come un leone, si scambia calcioni con Romero, inizia ad essere pericoloso anche col piede destro e di testa. Resta un mistero perché l’ultima punizione venga calciata da Biraghi anziché da lui, ma dopo aver visto Bonaventura marcare Zapata su calcio d’angolo allora vale tutto. Una pepita d’oro in una valle di lacrime.
  • Dragowski: se la Fiorentina resta in partita fino in fondo è soprattutto grazie alle parate del polacco che finalmente torna sicuro e convincente. Continuo a pensare che non si possa vivere di sola reattività e che non si possa essere decisivi solo nella partite in cui si viene bombardati continuamente. I grandi portieri sono quelli che restano sempre dentro al match e che comandano la difesa dominando l’area, ma Dragowski è ancora giovane e dunque ha tutto il tempo per crescere ancora. Ci vorrà anche il miglior Drago per ottenere i punti che mancano alla salvezza.
  • Caceres: in una partita molto complicata riesce ad essere utile soprattutto in fase offensiva. Nel primo tempo ha una buona occasione di testa, poi nella ripresa confeziona l’assist per il gol di Vlahovic che riapre il match. Rispetto a Biraghi sull’altro fronte è più vivo e dimostra di ricordarsi anche come si difende quando nell’ultimo spicchio di gara torna nei tre dietro. Con il Martinez Quarta di queste ultime settimane, diventa insostituibile.

IL BRUTTO

  • Amrabat: il pupillo del Presidente gioca l’ennesima partita imbarazzante. Iachini gli affida le chiavi del centrocampo e la consegna della marcatura a uomo di Pasalic: risulta insufficiente in entrambi i compiti mancando anche di quella corsa, grinta e cattiveria agonistica imprescindibili per un calciatore come lui. Se oltre a ciò perde anche i contrasti, mi spiegate a che serve?
  • Bonaventura: la marcatura di Zapata sul gol che apre la gara spettava a lui (e sinceramente vorrei sapere perché), ma non è l’unico errore della sua partita. Da Bonaventura ci si aspetta non solo quantità ma soprattutto qualità e personalità: il buon Jack è arrivato a Firenze per essere uno dei leaders in campo, per prendere in mano la squadra e gestire i vari aspetti del gioco. Contro l’Atalanta niente di tutto questo.
  • Martinez Quarta: al netto del fallo di mano da cui arriva il rigore decisivo, dimostra ancora una volta di aver smarrito quelle certezze di alcune settimane fa. Soffre di tantissime pause che contro squadre tecniche e rapide come l’Atalanta non sono ammissibili. Cerca spesso la sortita in avanti, ma anche gli anticipi ed i lanci in verticale non riescono praticamente mai. C’è bisogno di crescere velocemente!
  • L’approccio alla partita: la Fiorentina è entrata in campo passeggiando, con un atteggiamento timido, quasi arrendevole. In più ha cercato di sfidare l’Atalanta con le sue stesse armi, marcature a uomo in tutte le zone del campo e lancio lungo sull’attaccante. Il problema è che i viola non hanno mai vinto nessun confronto diretto, non hanno mai attaccato le seconde palle, non sono mai riusciti a leggere i tagli degli attaccanti bergamaschi. Il risultato è stato una sorta di allenamento del giovedì in cui i ragazzi di Gasperini si sono divertiti ed hanno preso a sculaccioni la banda di Iachini che non ha mai dato l’impressione di poter entrare in partita. Quarantacinque minuti vergognosi che, se replicati, potrebbero far rischiare alla Fiorentina la serie B.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico!!

Diario di un cassintegrato – parte ventesima

Le settimane si susseguono incessantemente. Passano le stagioni, passano le ricorrenze (ho festeggiato il secondo compleanno consecutivo in zona rossa), passano le feste comandate (nuovamente la Pasqua a casa con i bambini che non vedono nonni, zii, cugini se non per rapidissimi scambi di auguri), scorre anche con drammatica costanza il tempo senza avere prospettive di ricominciare a lavorare con continuità.

Anche stavolta infatti, si sono premurati di non farmi stancare troppo facendomi lavorare solamente il mercoledì, in modo da avere anche il tempo per recuperare le energie spese….A parte gli scherzi, la situazione inizia ad essere difficilmente digeribile per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto perché i risultati di queste chiusure sono scarsi e si vedono molto lentamente! Se facciamo sacrifici, chiudiamo e riapriamo a singhiozzo (in realtà nel nostro settore  da ottobre non abbiamo mai nemmeno provato a ricominciare), ma i dati migliorano quasi impercettibilmente significa che c’è qualcosa che non và…o mi sbaglio?

Non voglio dilungarmi ulteriormente sulla campagna vaccinale nazionale in atto di cui ho già scritto qui, ma vorrei spendere una parola su ciò sta avvenendo in Toscana. E’ chiaro che qualcosa non abbia funzionato, perché i numeri sono le uniche cose neutrali che non possono essere interpretate faziosamente. La gestione della vaccinazione agli over 80 è stata letteralmente disastrosa tanto che la nostra regione è la penultima in tutta Italia per numero di immunizzati in questa fascia di età, ma negli settori della popolazione la Toscana è posizionata all’apice della graduatoria. Il problema però è generale ed è molto più grande della gestione Giani, che comunque deve essere assolutamente corretta: sono alcuni giorni ormai che l’Hub più grande della Toscana, quello del Mandela Forum a Firenze, è chiuso perché non ci sono dosi di vaccino da inoculare. Ed allora, caro Generale Figliuolo, abbiamo piani alternativi? Perché giustamente, e ripeto giustamente, non si riapre perché la salute viene prima di tutto, ma intanto la cassa integrazione Covid non la rinnovate, i licenziamenti dal 30 giugno vengono sbloccati (come confermato dal Premier Draghi nell’ultima conferenza stampa)….dunque cosa dovremmo fare noi operatori di quei settori chiusi da più di 1 anno in maniera pressoché continuativa?

Una piccola riflessione poi la merita anche questa benedetta zona rossa…o rossa relativa per scimmiottare il buon Tiziano Ferro. Io francamente tutta questa differenza tra la zona arancione e quella rossa non l’ho notata se non nella chiusura della società sportiva presso la quale accompagnavo mio figlio più grande. Certo, è vero, al mercato (zona all’aperto!!) sono rimasti solamente i banchi alimentari, i barbieri, i parrucchieri ed i centri estetici sono chiusi, ma le persone a giro sono realmente diminuite? E tornando ai bambini, i nostri amministratori dove pensano che vadano dopo aver fatto 8 ore di scuola? Con le società sportive chiuse, con i centri ricreativi chiusi, con le attività collaterali pomeridiane chiuse, forse andranno ai giardini a fare esattamente ciò che farebbero, in sicurezza, nelle strutture che non possono più rimanere aperte? Come mai se i ragazzi vanno in una società sportiva, che magari per riaprire ha investito tanti soldi nel conta-persone, nelle mascherine, nel rilevatore di temperatura etc, devono fare sport individuali a distanza mentre invece ai giardini trovano tutto aperto per fare lo sport in gruppo? Quale sarebbe la logica secondo la quale ai giardini, magari con la mascherina abbassata, a giocare autonomamente a calcio o a basket non ci si infetta ed invece in un gruppo sportivo all’aperto sotto il controllo di un istruttore invece ci si trasmette il virus?

In attesa che qualcuno “voglia trovare un senso anche se un senso non ce l’ha” (citazione dell’eterno ed immenso Vasco Rossi), chiudo con il consiglio della settimana. In un momento così triste, grigio e nebuloso, credo che la miglior terapia sia quella della risata e del buonumore! Ed allora, su Prime Video (canale di Amazon) non potete perdervi “LOL, chi ride è fuori!”. La trasmissione verte su di un cast di 10 comici che devono rimanere per 6 ore chiusi in un ambiente senza poter ridere di fronte ai vari sketch e battute degli avversari. Devo dire che erano mesi che non ridevo così tanto per un programma televisivo o per un film; e ciò è dovuto non solo alle battute ed alle gag dei bravissimi interpreti, da Elio a Frank Matano fino a Lillo, Angelo Pintus e Caterina Guzzanti, ma anche per gli espedienti che gli stessi escogitano per non ridere alle interpretazioni altrui. In un momento come questo, una boccata d’aria assolutamente necessaria!

Alla prossima puntata del diario!  

Che si gioca??

La Pasqua cambia nuovamente gli equilibri in testa alla classifica e Pistoia torna a comandare! Joe azzecca entrambi i risultati centrando il risultato esatto di Benevento Parma e dando addirittura il primo marcatore per cui meriterebbe un bonus ulteriore. Anche a Paderno e Firenze però non si dorme con Francesco che scavalca due avversari centrando anch’egli il +6 di giornata e con Bomber Siiimo che cerca di rientrare in scia grazie anche all’inciampo del Milan in casa contro la Sampdoria che fa abboccare alcuni giocatori. Grazie al consueto meticoloso lavoro settimanale del mitico Carlo, diamo un’occhiata alla classifica aggiornata:

Joe il Pistoiese 45
Francesco il Meneghino Junior 42
Niccolò 41
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 40
Lungo 34
Salva il Molisano e Bomber Siiimo 29
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 28
Luchino il diavolo rossonero 22
Juri detto Alan Bencio 2

Dopo i recuperi infrasettimanali e le coppe europee, torna dunque il campionato e con esso i miei pronostici di giornata:

La gara più scontata: INTER – CAGLIARI = 1

A Paderno Dugnano faranno tutti gli scongiuri conosciuti, ma la gara interna contro la truppa di Semplici appare poco più che una formalità. L’Inter ha ormai acquisito una sicurezza granitica ed oltre a segnare a ripetizione con la coppia Lukaku Martinez, ha ormai trovato un’ottima solidità difensiva che vedrà il ritorno anche di Bastoni nel terzetto davanti ad Handanovic. Il recupero contro il Sassuolo poi, ha mostrato che la contizzazione dei nerazzurri è ormai compiuta: solamente il 32% di possesso palla, poche occasioni, percentuale spaventosa di realizzazione sotto-porta. Di fronte si troverà un Cagliari che, dopo l’iniziale risveglio con il nuovo allenatore, sembra tornato alle vecchie difficoltà. Difesa colabrodo nonostante l’ottimo Cragno, centrocampo di portatori di palla, attacco in cui segnare è tornato ad essere un enigma (Cholito docet). Poi ci può anche scappare la sorpresa, ma la logica e non solo fanno pensare ad altri 3 punti nerazzurri. 1 fisso.

La partita da NON giocare: VERONA – LAZIO

E’ la seconda settimana consecutiva che designo la gara della banda di Juric ma francamente l’Hellas è così sorprendente che non so proprio più cosa aspettarmi. Nonostante non abbia più nulla da chiedere al campionato, il Verona ha sculacciato a domicilio il Cagliari settimana scorsa e sembra non volersi fermare. La Lazio intanto, con mister Inzaghi in isolamento per la positività al Covid, non può più permettersi di sbagliare considerando il momentaccio della Roma. E’ il momento di aumentare i giri per tornare in Europa, ma la stentata vittoria contro lo Spezia ha dimostrato che Immobile e compagni non stanno certamente vivendo un momento eccelso di forma. Inoltre la squalifica di Lazzari priva i biancocelesti di uno dei titolari fissi e sugli esterni di solito il Verona fa tanto male. Godiamocela sul divano vai!

La sorpresa della giornata: SAMPDORIA – NAPOLI = 2 (Risultato 1 – 3)

Dopo aver chiesto a tutti voi di pronosticare la lotta salvezza per due settimane di fila, proviamo adesso a guardare alla lotta Champions League. La Sampdoria ha messo enormemente in difficoltà il Milan a San Siro, ha ritrovato un buon Gabbiadini e continua a poter contare sulla sagacia tattica di Ranieri in panchina e sulle reti di Quagliarella in campo. Dovrà però fare a meno del faro di centrocampo Silva espulso nel sabato di Pasqua e dietro non dà sempre quelle garanzie necessarie a fronteggiare le grandi. Il Napoli è tecnicamente superiore ai blucerchiati, dispone di un Insigne mai visto con questa continuità a certi livelli ed ha recuperato Mertens e Ruiz in forma smagliante. Viene però da un recupero infrasettimanale contro la Juve e dietro continua a ballare più di Leroy Johnson in “Saranno Famosi”: subire due gol con i bianconeri ci può stare, ma tre reti in casa dal Crotone fa scattare il campanello d’allarme. Voglio comunque premiare la qualità, la tecnica ed anche il gioco espresso dai ragazzi di quel Ringhio Gattuso che non vedrei per niente male sulla panchina viola. E poi il Napoli è in corsa per la Champions!

A voi per i pronostici!

La porta dei sogni

Tranquilli! Non vi tedierò scrivendo del programma televisivo di Mara Venier, di cui nemmeno conoscevo l’esistenza, né della non indimenticabile canzone di Luciano Ligabue che potete ascoltare qui, ma di ciò che sta succedendo in questo paese nell’ultimo mese e mezzo e dei preoccupanti accadimenti delle ultime ore in alcune città italiane.

Con il giuramento del governo di Mario Draghi, l’Italia ha varcato la soglia della porta dei sogni, quella che doveva condurci in un periodo diverso, più fecondo, più tranquillo, più organizzato. Grazie alla sapiente opera dell’ex Governatore della BCE infatti, l’Italia avrebbe dovuto risolvere brillantemente tutti i problemi che attanagliavano l’esecutivo Conte 2 e, soprattutto secondo la grande stampa italiana che lo ha disegnato come Mago Merlino, avrebbe dovuto imboccare la strada giusta nei numerosi bivi che doveva affrontare.

Una delle prime decisioni in controtendenza rispetto al governo precedente, è stata quella di togliere alcune deleghe fondamentali al Commissario Straordinario Domenico Arcuri, figura centrale della prima fase della pandemia. Per la gestione del piano vaccinale nazionale è stato infatti scelto il Generale Figliuolo, un militare che ha più medaglie alla giacca di quanti capelli io abbia in testa, che lo ha riscritto interamente con l’intenzione fin da subito di porsi obiettivi ben precisi. Figliuolo ha dichiarato che l’obiettivo è immunizzare l’80 per cento della popolazione entro settembre 2021 ed arrivare a somministrare 500.000 dosi al giorno contro le circa 170.000 che vengono inoculate ogni giorno nelle ultime settimane. Tralasciando il fatto che nel giorno di Pasqua sono state vaccinate meno di 100.000 persone, gli obiettivi sembrano quantomeno ottimistici: non bastano i giornali che quotidianamente scrivono che il governo accelera per aumentare il numero dei vaccinati! Le Regioni che stanno lavorando a ritmi più alti, come il Lazio ed il Veneto, stanno già invocando nuove dosi perché altrimenti dovranno bloccare le prenotazioni, la Toscana si è già fermata perché sprovvista di Pfizer e Moderna!! Al netto delle difficoltà riscontrate con AstraZeneca, la  verità è semplicemente che se i vaccini arrivano, gran parte delle Regioni riescono a somministrare quasi tutte le dosi in loro possesso anche con il vecchio piano vaccinale….ma se le case farmaceutiche non consegnano il pattuito, la macchina si ferma! Figliuolo o Arcuri non cambia nulla!

Qualcuno potrebbe obiettare che Draghi è un mago in campo economico e dunque soprattutto su quello deve essere giudicato. Le prime misure adottate sono contraddistinte dalla continuità: il decreto Sostegni (che prima si chiamava Ristori) ha avuto lo stesso ammontare di 32 miliardi di Euro che aveva stanziato il precedente Governo Conte con la differenza però che gli importi messi a disposizione dei singoli beneficiari si sono rivelati più bassi. Molti ristoratori ad esempio, hanno lamentato la diminuzione dei sostegni, mentre alcune categorie hanno ricevuto con netto ritardo ciò che già spettava loro precedentemente. Il Recovery però, direte voi, adesso è centrato perfettamente sulle reali necessità del paese! Volete una riprova? Lo Stadio Artemio Franchi di Firenze sarà ristrutturato con fondi provenienti quasi interamente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ed una parte dei fondi Europei, secondo la riscrittura del Governo Draghi, saranno destinati anche alle spese militari! A proposito, per mettere a punto i progetti poi, sono state chiamate Agenzie internazionali di consulenza vicine a Draghi: insomma come voleva Italia Viva, no alla supplenza dei tecnici! La politica deve decidere, non i tecnici! Si come no….

Nel frattempo il Paese reale è allo stremo ed in parte allo sbando. Seppur con tutti i suoi limiti, con tutte le sue difficoltà ed i suoi errori, il Premier Conte dava l’idea di essere presente, vicino, interessato alle sorti delle persone. Era probabilmente, come molti dicono, il prodotto di uno spin doctor oppure di un’agenzia di comunicazione, ma il paese si sentiva considerato, coccolato, accarezzato. Con Draghi invece, il governo è quanto di più algido si possa trovare. Non è possibile guidare un momento storico come questo con la freddezza di un computer, con il distacco di un giudice in un’aula di tribunale! Questo è il momento di accompagnare le persone che non ce la fanno, le categorie che non sanno ciò che sarà di loro, i lavoratori che non trovano più un impiego dignitoso.

E’ il momento di alzarsi in piedi, caro Presidente Draghi, e camminare verso le persone senza avere sempre lezioni da impartire o verbi da correggere. E’ il momento del calore umano e non della bacchettata, della pacca sulla spalla e non dello sculaccione, della carezza e non dello schiaffo.

Se la strada da percorrere sarà ancora lunga, ce lo dica chiaramente e dia l’idea di percorrerla con noi altrimenti vincerà la piazza violenta e tutte quelle persone che soffiano sul fuoco della protesta.

Il buono, il brutto, il cattivo

GENOA – FIORENTINA = 1 – 1

E’ stata una Fiorentina operaia, una squadra che ha badato al sodo, che ha reagito senza paura alle difficoltà. Prima il gol subito dopo un quarto d’ora di nulla, poi lo scellerato intervento di Ribery che ha costretto la squadra a giocare in inferiorità numerica per 40 minuti. Nonostante ciò, è arrivato un pareggio d’oro considerando la contemporanea sconfitta interna del Cagliari ed il pareggio tra Benevento e Parma che permette di guardare ai prossimi difficilissimi impegni con maggiore serenità. Iachini ha cercato di mettere la squadra nella migliore condizione possibile giocando con un 3-5-2 molto abbottonato in cui gli esterni di centrocampo erano due terzini come Caceres e Venuti, ma ha dato prova di intelligenza sfruttando quei calciatori che sono stati rivitalizzati da Prandelli e che con lui venivano impiegati col contagocce: Vlahovic e Quarta nella formazione iniziale, Eysseric come sostituto in mezzo al campo quando Bonaventura ha finito la benzina. Insomma un mix di passato e presente per guardare con maggiore tranquillità al futuro prossimo grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti.

IL BUONO

  • Vlahovic: è il vero baluardo viola. Il calciatore imprescindibile, l’ultimo regalo di Cesare Prandelli alla sua amata Fiorentina. In una partita dura, sporca, difficile, Dusan dimostra ancora una volta quanto sia maturato negli ultimi 6 mesi. Difende palla spalle alla porta, lotta su tutti i palloni, allarga i gomiti se necessario, ma soprattutto è letale nei sedici metri. Sull’assist di Castrovilli, non si lascia pregare ed incrocia una gran bel sinistro che regala alla squadra una ritrovata tranquillità ed un altro punto in classifica. Rocco, blindalo appena torni dagli States!!!!
  • Castrovilli: dopo un lungo periodo di appannamento, finalmente sprazzi del vero Castrovilli. Con Ribery in ombra già prima del folle intervento che gli costa il rosso, spetta al numero 10 inventarsi qualche giocata e creare la superiorità numerica in mezzo al campo. Ancora non riesce a ritrovare pericolosità verso la porta avversaria, ma stavolta attacca continuamente lo spazio libero e recupera tanti palloni trasformando l’azione da difensiva in offensiva. Avesse fatto gol in rovesciata allo spirare dei primi 45 minuti di gioco, l’anno prossimo lo avremmo ammirato sulla copertina dell’album Panini! Se ricomincia a girare lui, possiamo tornare a divertirci.
  • Pezzella: come trasformarsi da Comunardo Niccolai in Franz Beckenbauer in due settimane. Da difensore timoroso e svagato a condottiero che rimedia anche agli errori di Milenkovic ed in parte Martinez Quarta. Contro il Genoa non cade mai, temporeggia, svetta di testa. Chissà che pozione magica avrà trovato?!?!?!?

IL BRUTTO

  • Caceres – Milenkovic: una vera e propria banda del buco. In apnea per tutta la partita contro Zappacosta, non contro Cafù o Serginho….con tutto il rispetto dovuto. Il serbo conferma il suo momentaccio evidenziato anche nelle gare in nazionale, mentre l’uruguagio appare fin da subito un pesce fuor d’acqua. Non attacca, ma soprattutto non difende, viene sempre preso alle spalle dai lanci rossoblù, non sembra mai in grado di limitare la corsa dell’ex Chelsea da cui nascono tutti i pericoli per la retroguardia viola. Continuo a pensare che Caceres non sia assolutamente adatto ad interpretare un ruolo in cui quasi mai serve il corpo a corpo, quasi sempre la falcata di almeno 30 metri. Speriamo Beppe trovi la soluzione.
  • Ribery: una partita disastrosa. Già prima del cartellino rosso, il francese non era mai riuscito a saltare il diretto avversario, era sembrato sempre fuori dal gioco, mai decisivo né per far ripartire l’azione andando a prendere la palla sui difensori, né trovando la giocata decisiva o l’assist per il compagno. Nella ripresa poi, la sciocchezza che avrebbe potuto costare la sconfitta viola. Un’entrata scellerata, senza senso, direttamente sull’uomo simile a quella di Cuadrado su Castrovilli a Torino in Juventus Fiorentina. Fortunatamente i compagni di squadra riescono a stringere le maglie difensive e portano comunque a casa un punto fondamentale in ottica salvezza. Da un calciatore della sua tecnica, della sua esperienza, non si possono accettare questi errori. Qualche settimana per riflettere caro Frank sono assolutamente necessarie.
  • Pulgar: dopo alcune prove ampiamente sufficienti, oggi si è rivisto il calciatore timoroso, lento e falloso che aveva iniziato la stagione. Nel primo tempo perde tantissimi palloni in uscita permettendo ai grifoni di ripartire in contropiede, anche se il filtro davanti alla difesa è comunque più che sufficiente considerando anche che Castrovilli e Bonaventura ai lati lo aiutano a fasi alterne. Nel secondo tempo, costretto ad abbassarsi ulteriormente sui difensori centrali, migliora il proprio rendimento ma il cartellino giallo finale che gli costa la squalifica, conferma che non è proprio la sua giornata. Urge recuperare il centrocampista mortifero sui calci piazzati.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico…e ci sarà anche Portobello!!!

Che si gioca??

La sosta dedicata alle nazionali ha portato dei cambiamenti anche alla nostra classifica. Tutti abbiamo azzeccato l’en plein della truppa di Mancini contro squadre piuttosto abbordabili, ma c’è chi ha voluto esagerare! Joe il Pistoiese infatti, ha azzeccato ben due risultati esatti e, grazie ai bonus guadagnati, aggancia la testa della graduatoria in compagnia di altri due giocatori. Grazie al meticoloso lavoro del mitico Carlo, diamo dunque un’occhiata alla classifica aggiornata:

Niccolò, Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano e Joe il Pistoiese 39
Francesco il Meneghino Junior 36
Lungo 33
Salva il Molisano 30
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 29
Bomber Siiimo 25
Luchino il diavolo rossonero 21
Juri detto Alan Bencio 3

Con il ritorno del campionato, vediamo se la graduatoria continuerà ad essere così corta oppure qualcuno riuscirà a piazzare una piccola fuga. Ecco i miei pronostici per le gare del fine settimana:

La gara più scontata: ATALANTA – UDINESE = 1

La truppa di Gasperini anche quest’anno è pronta a lottare fino al termine per un posto nell’Europa che conta ed ora, senza più impegni a distrarla, credo abbia buone chances di centrare il risultato. L’Udinese intanto, è praticamente salva e gioca con i nervi distesi e con la possibilità anche di sbagliare. La differenza di qualità poi, è notevole e se la coppia Muriel e Zapata continua a girare come si deve, i tre punti sono pressoché in cassaforte. L’unico dubbio può essere dettato dai tanti nazionali tornati in ritardo dagli impegni in giro per il mondo, ma il turno casalingo non può essere fallito. 1 fisso.

La partita da NON giocare: CAGLIARI – VERONA

Se dovessi guardare alle motivazioni, direi Cagliari sicuramente, ma Juric solitamente non permette ai propri calciatori di rilassarsi facilmente. Se invece dovessi guardare alla forza dei nervi distesi ed alla conoscenza reciproca tra tecnico e giocatori, direi che il Verona ha le carte in regola per far male ai sardi. I gialloblu tra l’altro sono bravissimi a chiudersi e ripartire in contropiede e una squadra che ha difensori legnosi come Godin potrebbe essere la vittima giusta. Certo è che il Cagliari può contare su delle individualità che possono risolvere la partita in ogni momento ed in ogni situazione, a palla in movimento o da fermo. Troppe variabili per i miei gusti!

La sorpresa della giornata: BENEVENTO – PARMA = 2 (Risultato 1 – 2)

I ragazzi di Inzaghi vengono dall’impresa di Torino, il Parma nelle ultime gare ha sempre fatto buone prestazioni anche se non ha portato a casa i punti che avrebbe meritato. Per D’Aversa e soci è veramente l’ultima occasione per rientrare in corsa, per il Benevento invece è il primo match point per far fuori una diretta concorrente. Per vincere queste partite ci vuole tanta esperienza oltre che qualità tecnica e fortuna. Ai sanniti potrebbe insomma venire il braccino del tennista e non vedo calciatori in grado di gestire determinate pressioni. Il Parma invece, potrebbe giocare con la testa libera, senza grandi preoccupazioni, sulle ali della spensieratezza e del contropiede. La partita perfetta per gli attaccanti veloci che D’Aversa ha in rosa. Vuoi vedere che i ducali tornano in corsa?

A voi per i pronostici!

L’Italia Under 21 è ai quarti di finale!

Obiettivo raggiunto, pronostico rispettato!

Gli azzurrini di Nicolato concludono il girone della fase finale degli Europei Under 21 al secondo posto dietro la Spagna e si qualificano per i quarti di finale che si disputeranno il 31 maggio ancora in Slovenia, grazie a una vittoria e due pareggi (per il programma ufficiale leggi il link di seguito https://it.uefa.com/under21/news/0257-0df1d43707bf-42ff05fccd11-1000–il-calendario-della-fase-finale-di-euro-u21-del-2021/).

La qualificazione al turno successivo non è però l’unica buona notizia per l’Italia che ha dimostrato di poter contare su ottime individualità e su di uno spirito di gruppo che ha permesso di superare le avversità che gli azzurrini si sono trovati di fronte. Già al momento del sorteggio, la sfortuna di dover affrontare la Spagna campione uscente della manifestazione e dominatrice del calcio giovanile europeo nell’ultimo decennio aveva fatto storcere la bocca a diversi osservatori. A ciò poi, si aggiungeva il fatto di dover giocare anche contro una delle nazioni organizzatrici, la Slovenia che poi alla riprova dei fatti si è invece rivelata la compagine più debole del gruppo.

Al termine del girone, possiamo dunque analizzare i PIU’ ed i MENO degli azzurrini:

I PIU’

  • Carnesecchi: devo ammettere che conoscevo poco questo estremo difensore prodotto del vivaio dell’Atalanta che milita in Serie B nelle fila della Cremonese. Se l’Italia è ai quarti di finale, buona parte del merito è di questo ragazzo esplosivo tra i pali e sicuro in uscita. Sia nella prima gara contro la Repubblica Ceca, probabilmente la più difficile ed  importante dal punto di vista psicologico, sia in quella contro la Spagna Carnesecchi ha permesso alla propria squadra di portare via un risultato positivo nonostante le difficoltà e l’inferiorità numerica. Se pensiamo che a questi Europei sarebbe stato ancora in quota anche Donnarumma, possiamo dire che la scuola dei portieri italiani è tornata viva e vegeta!
  • La rosa azzurra: un po’ per scelta, molto per le squalifiche, Nicolato ha dovuto cambiare tantissimi uomini nelle tre partite che hanno visto impegnata l’Italia. In difesa quelli che sembravano essere dei rincalzi, Lovato e Ranieri, hanno svolto egregiamente il compito ed hanno dimostrato di essere dei titolari in più. In mezzo al campo poi, dove Tonali doveva essere il faro, la qualità e la varietà dello scacchiere azzurro ha fatto la differenza. La grinta di Frattesi, il senso del gol di Maggiore, le geometrie di Pobega, la corsa di Rovella: un reparto ben assortito anche  senza il gioiello tanto atteso. Davanti poi tra i titolari Scamacca e Cutrone, abbiamo scoperto il senso del gol di Raspadori e la sagacia tattica di Colombo. Insomma il gruppo, con la G maiuscola, con tante alternative pronte in ogni momento a dare una mano!
  • Nicolato: il Commissario Tecnico ha inciso tantissimo sia nel girone di qualificazione che in questa settimana complicatissima. Si è presentato con una squadra molto giovane, che può contare su di un numero minimo di calciatori nati nel 1998 (Cutrone su tutti), che ha visto alcuni calciatori traslocare in Nazionale A da Mancini (Kean, Locatelli, Bastoni oltre Donnarumma), che ha dovuto rinunciare all’ultimo momento per infortunio a Ricci oltre che a Sottil. Nonostante tutto questo, è riuscito a portare avanti un progetto che era nato nelle nazionali giovanili, tra tutte l’Under 20 che aveva ben figurato agli ultimi Mondiali di categoria, ed ha confezionato l’abito giusto alle caratteristiche dei calciatori. Nicolato porta avanti la grande tradizione dei tecnici federali italiani dei Maldini, Gentile, Rocca… speriamo che i risultati diano il giusto merito al lavoro tanto silenzioso quanto prezioso del CT veneto.

I MENO

  • I cartellini rossi: ancora una volta è stata lampante la desuetudine dei calciatori italiani rispetto agli standard arbitrali europei. Per quanto alcune decisioni siano apparse assolutamente esagerate, come il secondo cartellino giallo comminato a Marchizza nella gara contro la Slovenia, non è possibile non riuscire a concludere nemmeno una gara su tre senza subire espulsioni. Oltre alle oggettive difficoltà che ciò ha comportato per la squadra, resta anche la brutta immagine che gli azzurrini hanno dato del calcio italiano in Europa. In vista dei quarti di finale, non sarà ammissibile continuare a commettere certi errori.
  • Tonali: doveva essere la guida, la stella, il metronomo. Il suo girone finale è durato 82 minuti, probabilmente i peggiori della nostra Under 21 in queste tre gare. Chiaramente non si possono addossare a lui le colpe per la brutta prestazione nella partita iniziale, ma il fallo che ha portato alla sua espulsione è assolutamente da condannare e le tre giornate di squalifica ne sono state la naturale conseguenza. Da da quel momento in poi però, gli azzurrini hanno preso fiducia tanto da creare tre nitide occasioni da rete contro la Repubblica Ceca in poco più di 10 minuti, oltre che uscire poi imbattuti contro la Spagna grazie ad una prestazione autorevole, ed infine a sbarazzarsi in poco più di mezz’ora della Slovenia mettendo in cassaforte risultato e qualificazione. Quale futuro dunque per Tonali? Nicolato lo porterà comunque alle finali considerando che ha ancora da scontare un turno di squalifica? Certo è che l’impatto con le responsabilità sia in maglia rossonera che con quella azzurra, si sta rivelando più ostico del previsto per l’ex calciatore del Brescia!

Ci sentiamo il 31 maggio per tifare azzurrini nella gara secca dei quarti di finale!

Diario di un cassintegrato – parte diciannovesima

E’ stata una settimana difficile, psicologicamente una delle più difficili dell’ultimo anno.

La diminuzione dei giorni lavorati dopo i primi timidi segnali di ripartenza, hanno probabilmente risvegliato e riportato in superficie ansie e paure che negli ultimi mesi ero riuscito a governare. La rinnovata dimensione delle giornate vuote ha avuto un effetto da detonatore che sono comunque riuscito a gestire seppur con qualche difficoltà in più. Le lunghe passeggiate, le sedute di jogging stanno ormai diventando anch’esse un’abitudine, sicuramente piacevole, ma comunque ripetitiva e la sempre maggiori difficoltà di trovare qualcuno che condivida la tua situazione non migliora certo la situazione. Fortunatamente la cassa integrazione continua ad arrivare regolarmente e dunque posso ritenermi fortunato, ma l’aspetto psicologico inizia a pesare.

L’avvicinamento poi alla data del 30 giugno, quella in cui il governo Draghi farà decadere il blocco dei licenziamenti, non aiuta certo a rasserenare la situazione, ma alcuni studi usciti questa settimana mi fanno sentire meno solo. Secondo un’indagine del Censis svolta tra i lavoratori dipendenti, 4 milioni e quattrocentomila persone hanno paura di perdere il proprio lavoro e se sommiamo ad essi quelli che invece temono “solamente” di vedere il loro salario ridotto, si arriva all’incredibile cifra di 10 milioni di italiani…ripeto 10 MILIONI!!! Un sesto della popolazione di questo paese vive in preda a questo sentimento e giustamente che si fa? Si apre ai licenziamenti….idea geniale da parte di un governo che sarà certamente illustre, preparato, inattaccabile nei fondamenti, ma quanto ad empatia ed a lettura dei sentimenti del paese è tra i più freddi ed algidi che io abbia mai visto. Rispetto al Premier Draghi ed a Franco (per chi non lo sapesse è il Ministro dell’Economia), anche Mario Monti era un trascinatore di popoli! E poi ci si domanda perché gran parte del Paese ha nostalgia del precedente Presidente del Consiglio? Seppur con tutte le sue inadeguatezze, con tutte le sue esagerazioni comunicative di conferenze stampa che cadevano sempre nell’ora di punta, Conte aveva la capacità di farci sentire comunità, di essere comunque guidati, di essere rassicurati. Tutte cose che per l’attuale premier Draghi sembrano inutili orpelli.

Nonostante qualche brutto pensiero, il lavoro su me stesso va avanti e sono ormai oltre la metà del corso di aggiornamento di Google (cioè questo). In aggiunta poi al lavoro che sto portando avanti sul blog, questa settimana sto partecipando ad una Challenge che si sta rivelando molto interessante. Negli ultimi mesi per svariati motivi, il mio utilizzo di supporti digitali, tra cui smartphone, tablet e PC è cresciuto a dismisura ed ha iniziato ad occupare anche dei momenti della mia giornata che invece dovrei dedicare alle altre persone oppure perché no a me stesso. Ecco allora che mi sono iscritto ad una Challenge (cioè ad una sfida) di Digital Detox, cioè ad una serie di comportamenti grazie ai quali si cerca di disintossicarsi dall’utilizzo ormai quasi compulsivo di questi mezzi digitali. Il semplice cambiamento di alcune abitudini quotidiane può farci riappropriare di momenti che normalmente spendiamo su internet, sui social, sulle chat. Togliere ad esempio tutta una serie di notifiche del telefono, smettere di appoggiarlo sulla tavola quando si pranza o si cena, non utilizzarlo più per leggere la sera prima di addormentarsi, aiuta a migliorare le interazioni con gli altri e la cura di sé stessi. In questi tempi in cui ormai tutto è mediato da un apparecchio, tornare a parlare con le persone senza farsi distrarre in continuazione dalle notifiche delle chat, è una bella boccata d’ossigeno. Vi consiglio di provarci! Vi piacerà!

Alla prossima puntata del diario!