La porta dei sogni

Tranquilli! Non vi tedierò scrivendo del programma televisivo di Mara Venier, di cui nemmeno conoscevo l’esistenza, né della non indimenticabile canzone di Luciano Ligabue che potete ascoltare qui, ma di ciò che sta succedendo in questo paese nell’ultimo mese e mezzo e dei preoccupanti accadimenti delle ultime ore in alcune città italiane.

Con il giuramento del governo di Mario Draghi, l’Italia ha varcato la soglia della porta dei sogni, quella che doveva condurci in un periodo diverso, più fecondo, più tranquillo, più organizzato. Grazie alla sapiente opera dell’ex Governatore della BCE infatti, l’Italia avrebbe dovuto risolvere brillantemente tutti i problemi che attanagliavano l’esecutivo Conte 2 e, soprattutto secondo la grande stampa italiana che lo ha disegnato come Mago Merlino, avrebbe dovuto imboccare la strada giusta nei numerosi bivi che doveva affrontare.

Una delle prime decisioni in controtendenza rispetto al governo precedente, è stata quella di togliere alcune deleghe fondamentali al Commissario Straordinario Domenico Arcuri, figura centrale della prima fase della pandemia. Per la gestione del piano vaccinale nazionale è stato infatti scelto il Generale Figliuolo, un militare che ha più medaglie alla giacca di quanti capelli io abbia in testa, che lo ha riscritto interamente con l’intenzione fin da subito di porsi obiettivi ben precisi. Figliuolo ha dichiarato che l’obiettivo è immunizzare l’80 per cento della popolazione entro settembre 2021 ed arrivare a somministrare 500.000 dosi al giorno contro le circa 170.000 che vengono inoculate ogni giorno nelle ultime settimane. Tralasciando il fatto che nel giorno di Pasqua sono state vaccinate meno di 100.000 persone, gli obiettivi sembrano quantomeno ottimistici: non bastano i giornali che quotidianamente scrivono che il governo accelera per aumentare il numero dei vaccinati! Le Regioni che stanno lavorando a ritmi più alti, come il Lazio ed il Veneto, stanno già invocando nuove dosi perché altrimenti dovranno bloccare le prenotazioni, la Toscana si è già fermata perché sprovvista di Pfizer e Moderna!! Al netto delle difficoltà riscontrate con AstraZeneca, la  verità è semplicemente che se i vaccini arrivano, gran parte delle Regioni riescono a somministrare quasi tutte le dosi in loro possesso anche con il vecchio piano vaccinale….ma se le case farmaceutiche non consegnano il pattuito, la macchina si ferma! Figliuolo o Arcuri non cambia nulla!

Qualcuno potrebbe obiettare che Draghi è un mago in campo economico e dunque soprattutto su quello deve essere giudicato. Le prime misure adottate sono contraddistinte dalla continuità: il decreto Sostegni (che prima si chiamava Ristori) ha avuto lo stesso ammontare di 32 miliardi di Euro che aveva stanziato il precedente Governo Conte con la differenza però che gli importi messi a disposizione dei singoli beneficiari si sono rivelati più bassi. Molti ristoratori ad esempio, hanno lamentato la diminuzione dei sostegni, mentre alcune categorie hanno ricevuto con netto ritardo ciò che già spettava loro precedentemente. Il Recovery però, direte voi, adesso è centrato perfettamente sulle reali necessità del paese! Volete una riprova? Lo Stadio Artemio Franchi di Firenze sarà ristrutturato con fondi provenienti quasi interamente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ed una parte dei fondi Europei, secondo la riscrittura del Governo Draghi, saranno destinati anche alle spese militari! A proposito, per mettere a punto i progetti poi, sono state chiamate Agenzie internazionali di consulenza vicine a Draghi: insomma come voleva Italia Viva, no alla supplenza dei tecnici! La politica deve decidere, non i tecnici! Si come no….

Nel frattempo il Paese reale è allo stremo ed in parte allo sbando. Seppur con tutti i suoi limiti, con tutte le sue difficoltà ed i suoi errori, il Premier Conte dava l’idea di essere presente, vicino, interessato alle sorti delle persone. Era probabilmente, come molti dicono, il prodotto di uno spin doctor oppure di un’agenzia di comunicazione, ma il paese si sentiva considerato, coccolato, accarezzato. Con Draghi invece, il governo è quanto di più algido si possa trovare. Non è possibile guidare un momento storico come questo con la freddezza di un computer, con il distacco di un giudice in un’aula di tribunale! Questo è il momento di accompagnare le persone che non ce la fanno, le categorie che non sanno ciò che sarà di loro, i lavoratori che non trovano più un impiego dignitoso.

E’ il momento di alzarsi in piedi, caro Presidente Draghi, e camminare verso le persone senza avere sempre lezioni da impartire o verbi da correggere. E’ il momento del calore umano e non della bacchettata, della pacca sulla spalla e non dello sculaccione, della carezza e non dello schiaffo.

Se la strada da percorrere sarà ancora lunga, ce lo dica chiaramente e dia l’idea di percorrerla con noi altrimenti vincerà la piazza violenta e tutte quelle persone che soffiano sul fuoco della protesta.

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