Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 2 – 1

La Fiorentina è ufficialmente tornata! Dopo un inizio di stagione in cui la squadra di scioglieva alla prima difficoltà e non riusciva mai a concretizzare il volume di gioco espresso, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno cambiato marcia. I passi in avanti sono chiari ed hanno due protagonisti ben chiari: Giacomo Bonaventura e Vincenzo Italiano. Lo abbiamo invocato tante volte nelle prime settimane di stagione ma sembrava non riuscire più ad esprimere quel calcio, quella qualità, quella continuità che lo avevano eretto all’insostituibile perno del centrocampo viola. Dopo che la squadra ha finalmente cambiato modulo, o meglio l’interpretazione di alcune situazioni di gioco, Jack è rifiorito ed è tornato decisivo! Ma se alcuni calciatori, e non solo Bonaventura, sembrano adesso rinati, il merito è di colui che aveva iniziato la stagione pensando che, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non sarebbe cambiato. Nell’evoluzione del suo calcio, nella ricerca della soluzione dei problemi attraverso il lavoro sul campo, sta la grandezza del lavoro di Vincenzo Italiano. Quanti altri allenatori si sono persi perché non hanno avuto l’elasticità di voler cambiare? Da Montella a Di Francesco, da Giampaolo a Paulo Sousa, ne potremmo ricordare tantissimi. Ecco il mister siciliano ha scelto di non finire nel dimenticatoio e di andare oltre sé stesso con il proprio lavoro e con la disponibilità totale della squadra. Grazie anche ad una società che non lo ha MAI messo in discussione nonostante i risultati scadenti, Italiano ha smesso di chiedere il fraseggio in mezzo per andare maggiormente in verticale, ha abiurato l’idea di un turnover folle, ha dato più equilibrio alla squadra con più muscoli in mezzo al campo ed ha liberato la fantasia e la qualità di Bonaventura ed Ikone’. La trasformazione ha richiesto tempo, lavoro, sudore, ma del resto quale risultato non lo richiede?

Adesso andiamo a San Siro per continuare nel filotto e, se non dovesse riuscire l’impresa, arriveremo comunque alla sosta con la consapevolezza di aver ritrovato la squadra, il mister e la società che remano tutti nella stessa direzione!

IL BUONO

  • Bonaventura: il calciatore più decisivo della rosa per qualità, tempi di gioco, personalità. Interpreta in modo magistrale il ruolo di mezzala, quello di trequartista, quello di bomber. Cosa aspettano a rinnovargli il contratto?
  • Ikonè: come detto nell’analisi iniziale, se Bonaventura è il cervello ed il cuore pulsante della squadra, il francese è l’estro, la fantasia, la magia. Finalmente libero di testa e servito con la faccia alla porta, riesce a saltare avversari come birilli ed a sfornare assist a volontà. Fare rete non rientra nelle proprie prerogative psicologiche, ma questo Ikone’ è già decisivo così. Non si risparmia nemmeno in fase difensiva con alcuni palloni importanti recuperati. Questo è il calciatore che ci aspettavamo!
  • Jovic: turiamoci il naso e giudichiamo solamente il calciatore. Come detto fin da inizio anno, è forse l’unico vero talento che abbiamo in squadra. Al netto della voglia e della professionalità, ieri ha deciso il match in un amen grazie ad un poetico filtrante di Saponara. Una volta che l’arbitro ha assegnato la rete, è corso sotto la Fiesole ad esultare con i tifosi insieme a Ricky: vero coinvolgimento o paraculismo? Contano i 3 punti, stavolta me ne importa il giusto!
  • Terzic: in un quarto d’ora ha fatto tutto ciò che si richiede ad un esterno basso di una difesa a 4. Aggredire l’avversario quando è spalle alla porta per recuperare la palla, offrire sempre l’appoggio alla catena di competenza, ripartire velocemente con le sovrapposizioni e soprattutto cercare il fondo per crossare in mezzo palloni invitanti per gli attaccanti. La titolarità, l’intoccabilità e la fascia di Biraghi sono tra i misteri irrisolti della storia italiana.

IL BRUTTO

  • Kouamè: mi piange il cuore inserirlo tra i peggiori, ma se vogliamo dire le cose come stanno, stavolta l’esterno viola risulta abulico ed inconcludente. Probabilmente spompato da tutte le gare consecutive giocate finora, Kouamè non riesce praticamente mai a ribaltare l’azione né a ripartire in contropiede con le sue solite falcate. Ciò che poi certifica la giornataccia è anche l’assenza di duelli vinti di testa. Succede, ci vediamo a San Siro!
  • Cabral: nella giornata in cui il suo concorrente Jovic decide la gara, Re Artù stecca sotto ogni punto di vista. Non riesce ad addomesticare i pochi palloni che arrivano nonostante la voglia e l’impegno, fallisce una ghiotta occasione nel primo tempo per permettere ai viola di andare sul riposo più tranquillamente. Resta quel tipo di attaccante che non segnerà mai valanghe di reti nel calcio italiano, ma che è comunque un calciatore utile alla squadra. Stavolta però, l’impegno non basta.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

SAMPDORIA – FIORENTINA = 0 – 2

Finalmente la continuità! Dopo un inizio di stagione condito da troppi bassi ed alcuni alti, la Fiorentina sembra aver trovato la propria squadra. Grazie ad alcuni aggiustamenti tattici, la crescita di condizione generale della rosa ed una maggiore attenzione in fase difensiva, i viola hanno inanellato la quarta vittoria consecutiva, tra Europa e campionato. La strada per la risalita in graduatoria è ancora lunghissima, ma finalmente si intravede una luce in fondo ad un tunnel che ha fatto perdere troppi punti ad inizio stagione.

La gara di Genova si è rivelata meno ostica del previsto innanzitutto per la caratura tecnica dell’avversario, ma soprattutto perché i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno trovato la rete alla prima occasione con il redivivo Jack Bonaventura. L’azione è stata magnifica, ha coinvolto diversi giocatori, ed ha aiutato i viola a mettere subito la macchina sulla strada giusta. Nonostante la consueta incapacità di chiudere le gare il prima possibile, la Fiorentina ha finalmente gestito la contesa senza rischiare di buttarla nonostante alcune decisioni arbitrali a dir poco controverse. La crescita di una squadra passa anche dalla gestione dei vantaggi, dall’attenzione con cui si alza o abbassa il ritmo del gioco, dalla capacità di trovare i calciatori in grado di mantenere il possesso palla (Ikoné su tutti) nel momento in cui si devono spengere gli ardori avversari. Mercoledì al Franchi arriva una Salernitana capace di tutto, di vincere fuori casa contro la Lazio e farsi raggiungere dalla Cremonese in casa: tocca alla Fiorentina dimostrare che il percorso di crescita non accenna a fermarsi.

IL BUONO

  • Bonaventura: bentornato Jack!! Il rettore del centrocampo ha finalmente giocato una partita sui propri livelli. Quantità, qualità, capacità tecniche, leadership. Con questo Bonaventura la Fiorentina è tutta un’altra squadra: acquisisce imprevedibilità, capacità di inserimento, cattiveria sottoporta. Quanto ci sei mancato!
  • Milenkovic: se Bonaventura è stato il grande assente del centrocampo, Nikola lo è stato della retroguardia. Il centrale serbo fino ad oggi non era riuscito a trovare grande continuità a causa di acciacchi, infortuni, squalifiche. Adesso che è tornato in pianta stabile in mezzo alla difesa, come per magia i viola subiscono meno reti e sembrano anche meno frenetici nella protezione degli spazi. Sicuramente qualche aggiustamento c’è stato, ma la presenza di Milenkovic è il primo ingrediente: nonostante il mondiale poi, Nikola non tira indietro la gamba e non si risparmia mai. Ha ricominciato anche a segnare: il nostro vero capitano!
  • Ikonè: finalmente dentro al gioco viola, finalmente protagonista. Riesce a dare continuità alle ultime prestazioni e, nonostante l’ennesima incertezza davanti al portiere avversario, è interprete di una prova convincente non solo nel saltare l’uomo, ma anche nella gestione della palla. Nel secondo tempo, quando la Fiorentina ha bisogno di nascondere il pallone agli avversari, si appoggia spesso all’esterno francese che sbaglia poco o nulla. Jonathan stavolta mi hai proprio convinto!
  • Difesa imbattuta: in una domenica finalmente serena, ho notato un paio di cose che mi sono veramente piaciute. Innanzitutto l’azione del primo gol che coinvolge tantissimi calciatori viola che riescono a fare la cosa giusta: da Ikoné a Dodò che arriva sul fondo fino a Bonaventura che si inserisce e calcia di prima, la Fiorentina ha segnato proprio un bel gol, probabilmente il più bello di questa stagione finora. E poi la difesa imbattuta: con un Terracciano che regala tranquillità, ed una coppia di centrali concentrata e sportivamente cattiva, i viola hanno ritrovato delle certezze che ad inizio anno sembravano svanite. Avanti così ragazzi!

IL BRUTTO

  • Jovic: continua a giocare come se ci facesse un piacere. Italiano nel post match cerca di giustificarlo dicendo che ha giocato con un dolorino, Flavio, il mio socio al Corner Viola, dice che viene servito male. Io so solamente che Cabral, nella seconda frazione di gioco, viene servito nello stesso modo ma gioca molti più palloni, si rende pericoloso e soprattutto esce con la maglia sudata. Tra i due serbi poi, se riuscite, trovate la differenza!
  • Rigore tolto al VAR: una volta tanto che un Direttore di Gara si era preso la responsabilità di fischiare un rigore senza prima andare alla TV, la chiamata viene cancellata proprio dalla tecnologia. Detto che il rigore era evidente, trovo la giustificazione al cambio di decisione ancora più grave della topica: il VAR ha tolto il rigore perché Marinelli aveva visto il fallo di Audero, mentre invece la spinta era di Villar. Quindi, siccome il fischio aveva punito un calciatore che in realtà non aveva commesso l’infrazione, il fallo successivo di Villar non poteva essere punito perché Marinelli lo aveva visto ma non lo aveva sanzionato. Siamo oltre la soglia del ridicolo.

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Il buono, il brutto, il cattivo

SPEZIA – FIORENTINA = 1 – 2

Arriva finalmente la vittoria anche in campionato! Un successo che mancava da troppo tempo e che, nonostante la classifica sia ancora deficitaria, potrebbe regalare quella tranquillità e quella fiducia che è mancata in troppe occasioni in questo inizio di stagione. La Fiorentina è stata più volte sovrastata nel primo tempo quando uno Spezia feroce sia nel pressing che nelle marcature preventive, ha più volte rubato la scena ai calciatori di Vincenzo Italiano. Solamente un Terracciano in formato deluxe ha permesso ai viola di andare al riposo ancora in partita, anche se Milenkovic, autore prima del gol di alcuni strafalcioni incredibili, aveva addirittura regalato il vantaggio ai suoi. Il calcio è talmente strano che con Jovic, che ha colpito il palo anziché raddoppiare, la Fiorentina avrebbe addirittura potuto segnare il secondo gol, ma i ragazzi di Gotti hanno giustamente raggiunto il pareggio. Nella ripresa poi, uno Spezia che non poteva reggere quel ritmo per 90 minuti, ha ceduto campo e possesso palla ai viola e la Fiorentina ha sbloccato la gara con Cabral che, dopo aver guadagnato il rosso di Nikolau, ha anche chiuso il match. Un giusto riconoscimento per un calciatore che non sarà un fenomeno, ma sta al suo posto senza polemiche e si danna l’anima anche se gli vengono concessi pochi minuti.

Antenne dritte adesso in vista della trasferta di giovedì a Riga dove i viola sperano di superare l’Istanbul Basaksehir e di guadagnare la testa della classifica per accedere direttamente agli ottavi. In campionato intanto la classifica è più serena, speriamo di completare l’opera anche in Conference League. Italiano sembra aver definitivamente scelto un sistema di gioco più adatto ai calciatori che ha a disposizione, il 4-2-3-1 con il doppio mediano, ma appare ancora scoperta la posizione del trequartista oggi interpretata in modo insufficiente da Bonaventura. Merito comunque al mister che sta smentendo tutti quelli che lo reputavano un integralista che non voleva modificare il proprio sistema di gioco (ad esempio me!).

IL BUONO

  • Terracciano: se i viola tornano da Spezia con 3 punti è soprattutto merito di questo portierone che, arrivato in sordina a Firenze, ha scalzato tutti i propri competitori meritandosi i galloni del titolare. Compie almeno quattro interventi degni di nota sia da distanza ravvicinata che da lontano: si dimostra anche attentissimo nelle uscite basse ed alte. Man of the match.
  • Quarta: nella prima frazione, quando Milenkovic ha l’unico merito della rete, tiene su la baracca difensiva insieme a Terracciano. Gioca una gara solida, senza paura, pronto a guerreggiare in marcatura ed a far ripartire l’azione. Sempre concentrato, mai incerto, è ormai il titolare del ruolo. Colonna portante.
  • Cabral: ancora una volta scartato come possibile centravanti titolare, gioca una gara di grande sostanza. Ha il merito di entrare fin da subito bene nella contesa nonostante il suo ingresso in campo sia ritardato. Bravissimo a guadagnare il rosso di Nikolau che attenta alla sua gamba con un intervento da killer, decide il match con freddezza da bomber. Speriamo sia la svolta! Professionista che si merita la rete.
  • Jovic: non è un mago della simpatia, ma quando calcia in porta è sempre pericoloso e questa è la cosa più importante. Anche contro lo Spezia non ruba l’occhio ma, seppur con pochi rifornimenti, sfiora più volte la rete. Colpisce un palo nel primo tempo e manca per poco il gol del vantaggio un paio di volte nella ripresa. E’ tra i primi ad andare ad abbracciare Cabral dopo il gol e saluta i tifosi viola sia prima che dopo la partita. Se diventa un perno del gruppo, può cambiare la stagione viola.
  • Ikoné: in netta crescita anche sbaglia troppo in fase conclusiva, è comunque l’unico esterno offensivo impiegato capace di saltare il diretto avversario e puntare la porta. Gioca una gara solida, senza troppi fronzoli, completa. Ecco il Jonathan che vogliamo!

IL BRUTTO

  • Bonaventura: chi mi segue su questo blog e non solo, conosce perfettamente la stima che io provo per questo calciatore magnifico. Purtroppo questa non è la sua miglior stagione e la gara contro lo Spezia lo conferma. Stavolta Italiano, che non rinuncia mai all’ex Milan, lo impiega da trequartista, ma la resa è sempre la stessa: lento, compassato, senza estro, con poca fantasia e poca qualità. Jack torna in te, sei fondamentale per questa squadra!
  • Dodò: ho aspettato molto prima di inserire il terzino brasiliano tra i peggiori ma adesso, per onestà intellettuale, devo assolutamente farlo. Anche al Picco, Dodò non attacca e non difende, offre poca ampiezza al gioco viola e sbaglia troppe volte sia in fase offensiva che difensiva. Certo che alla sola idea di poter impiegare Venuti da quella parte, mi tengo stretto Dodò ma da lui mi attendo molto di più! Peccato perché prima dell’infortunio sembrava il giocatore giusto per occupare la fascia destra viola per anni. Speriamo sia solo questione di condizione atletica.
  • Mandragora – Amrabat : se nella prima frazione di gioco i viola sono in netta difficoltà, è anche perché i due mediani non propongono gioco, non fanno filtro, vanno spesso in apnea. All’inizio della stagione credevo sinceramente che questa fosse una coppia che potesse funzionare ma, arrivati a questo punto della stagione, tanti dubbi mi assalgono. La seconda frazione giocata da Duncan è stata solida, convincente dal punto di vista dell’intensità e della grinta, certamente superiore. Che debba essere l’ex Sassuolo il titolare?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA = 2 – 0

Dopo tre sconfitte consecutive, la Fiorentina è tornata alla vittoria nel miglior modo possibile! E’ stata la serata perfetta: ritmo, gran calcio, due reti segnate velocemente, gestione della gara. Siamo insomma tornati ad ammirare quella squadra grazie alla quale abbiamo ricominciato a sognare e che ha riconnesso la città alla propria amata Fiorentina. Contro una Roma certamente stanca per la semifinale europea giocata giovedì, era fondamentale tenere i ritmi altissimi fin da subito ed aggredire i giallorossi senza farli ragionare costringendoli a correre dietro palla ed avversari. Vincenzo Italiano ha dimostrato nuovamente che quando ha una settimana per preparare la gara insieme ai propri ragazzi difficilmente sbaglia! Se il sogno diventerà realtà sarà però assolutamente necessario migliorare la lettura delle gare anche quando si gioca più spesso e soprattutto la società dovrà innalzare la qualità media della rosa. Nelle giornate in cui non è possibile andare a 100 all’ora per novanta minuti, diventa imprescindibile poter contare su calciatori di talento che possono decidere la partita con una giocata, cosa che oggi appartiene saltuariamente solo a pochissimi. Per questa stagione potrebbe bastare, per la prossima non credo proprio!

IL BUONO

  • Nico Gonzalez: conquista e realizza un rigore di un’importanza smisurata per la Fiorentina e per tutta la città. E’ una spina nel fianco dei difensori avversari, li salta ripetutamente e finalmente è anche deciso nel puntare la porta avversaria. Come spesso ha detto mister Italiano, se si convince di poter vedere la porta con continuità, diventa un calciatore di livello assoluto in campo europeo. Dai Nico, un ultimo sforzo!!
  • Amrabat: dalla gara di La Spezia in poi, il marocchino è decisamente un altro calciatore. Molto diverso da quello che offriva solamente quantità in quel di Verona, più completo, più concentrato, più pronto a far ripartire l’azione anche senza dover toccare la palla 8 volte. Gioca una partita di grandissimo furore agonistico, ma anche di grande intelligenza grazie alla quale sovrasta Pellegrini e tutti i centrocampisti che si inseriscono in zona centrale. Da non sottovalutare poi che gioca quasi tutta la gara con un’ammonizione addosso che avrebbe potuto condizionarlo. Bentornato!
  • Bonaventura: quanto ci sono mancate le giocate del Professore di tecnica calcistica! Vedete quanto conta la qualità? Tornando finalmente a giocare con un centrocampista tecnico di piede destro, la circolazione della palla torna fluida ed anche a destra la Fiorentina riesce ad attaccare con continuità. Impreziosisce la sua prova con una rete di sinistro da leccarsi i baffi. Adesso gli ultimi 180 minuti a tutto gas!
  • Igor – Milenkovic: contro uno degli attaccanti più in forma del campionato dotato delle qualità più difficili da marcare per una coppia come quella viola, il difensore serbo e quello brasiliano tirano fuori un’altra ottima prestazione. Si coprono le spalle a vicenda, hanno ormai meccanismi oliati, sbagliano pochissimo. Un clean sheet che offre speranze in vista della volata finale.
  • La gestione del secondo tempo: se i viola hanno spesso avuto un limite in questa stagione, è stato quello di dissipare i vantaggi costruiti o le prestazioni offerte per l’incapacità di gestire i ritmi della gara soprattutto nella seconda frazione e nei minuti finali. Ieri sera invece, Amrabat e compagni hanno dato l’impressione di sapere sempre cosa fare e come farlo senza perdere mai di vista l’obiettivo. Finalmente maturi?

IL BRUTTO

  • Assolutamente nulla: potrei parlare delle sbavature di Venuti come dell’inconsistenza in fase offensiva di Cabral oppure magari dell’incapacità realizzativa di Ikonè, ma la verità è che ieri sera la Fiorentina ha giocato da SQUADRA dominando la finalista di Conference League. In realtà l’unico cruccio è il passaggio a vuoto che la squadra ha avuto tra la gara di Salerno e la sconfitta in casa contro l’Udinese, quel recupero che tutti aspettavamo proprio per non dover vivere con le palpitazioni le ultime due giornate di campionato. Ma sinceramente, senza soffrire, che gusto ci sarebbe?

A domani con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

SASSUOLO – FIORENTINA = 2 – 1

E’ stata una partita bellissima, divertente, con tantissime occasioni e cambi di fronte, con giocate tecniche degne di nota. Peccato che il risultato non abbia arriso alla Fiorentina che si sarebbe ampiamente meritata almeno il pareggio. Nel primo tempo i viola hanno giocato almeno alla pari, ma nella seconda frazione i ragazzi di Italiano hanno dominato giocando praticamente ad una porta ed avendo diverse occasioni da rete. Peccato aver abbassato il ritmo e diminuito la concentrazione dopo la rete di Cabral: tale mancanza è costata una sconfitta sanguinosa che blocca la corsa della Fiorentina verso l’Europa. La svolta della gara è stata determinata prima dall’espulsione di Bonaventura avvenuta dopo un’ammonizione assolutamente esagerata, poi dalla dormita colossale di Martinez Quarta sulla rete che ha deciso la partita. Resta comunque da salvare la prestazione di una squadra che ha giocato meglio del Sassuolo, ha avuto un numero maggiore di occasioni, ha dimostrato di avere la gara sotto controllo per almeno due terzi di gara sia in parità numerica che in inferiorità. Sarà fondamentale non abbattersi per la sconfitta perché la prestazione è stata assolutamente all’altezza e mercoledì, a differenza di quel che dice il simpaticone serbo, non sarà una partita come tutte le altre!

IL BUONO

  • Castrovilli : tra le tante amarezze della serata, finalmente un raggio di sole. Gaetano certamente non è ancora quel talento del quale ci siamo innamorati, ma inizia ad assomigliargli. E’ chiaro che il calcio di Italiano non lo aiuta perché lui è un calciatore che ha bisogno di campo aperto davanti, di correre in contropiede, di spazi non occupati davanti, ma il tirocinio inizia a sortire i propri effetti. Il 2022 sembra essersi aperto in modo diverso ed il numero 10 viola anche stasera sfodera una prestazione più che discreta. Arriva al tiro, viene coinvolto, salta spesso l’avversario. Che possa essere l’arma segreta per l’Europa?
  • Dragowski: dopo un periodo in cui è rimasto a guardare torna protagonista per due gare consecutive e non sbaglia nulla. Incolpevole sui gol subiti, soprattutto nel primo tempo salva la porta viola sia tra i pali che in uscita. Sembra finalmente calato nell’interpretazione del ruolo richiesta da mister Italiano. Con i piedi deve ancora migliorare, ma la strada imboccata sembra quella giusta!
  • Ikonè : certo fare rete non è il suo mestiere, ma di mancini così educati ne ho visti pochi a Firenze. Rifinitore delizioso, dotato di fantasia e tecnica sopraffina, quando entra dentro il campo disegna calcio. Certo se riuscisse anche a segnare non farebbe schifo, ma probabilmente non giocherebbe a Firenze. Maritozzo alla panna.

IL BRUTTO

  • Odriozola : questa è una di quelle partite che mi fanno pensare che se dobbiamo spendere più di 10 milioni per il riscatto dello splendido terzino basco, allora meglio lasciarlo andare. Proprio perché è un terzino, in quel ruolo bisognerebbe anche saper difendere! Nel primo tempo viene scherzato troppe volte da Traoré che gli fa addirittura il tunnel prima del gol del vantaggio. Dimostra ancora una volta che, finché la Fiorentina attacca, non teme rivali, ma quando si deve difendere….. Mamma mia!!!
  • Martinez Quarta : commette l’errore fatale al 93′ in marcatura su Defrel. Un difensore argentino, che è conosciuto per la garra, per la dedizione, per l’attenzione, non può commettere l’errore che costa la partita alla Fiorentina. Dimostra ancora una volta che in un calcio organizzato fa veramente fatica, si perde, non è probabilmente all’altezza. Nel momento in cui la squadra ha bisogno di una lettura difensiva, Quarta sbaglia. Coppia Igor Milenkovic mercoledì, grazie.
  • Maleh : semplicemente imbarazzante. Gioca la prima partita decisamente insufficiente della stagione. Succede ma si farà!
  • Prontera – Bonaventura: l’arbitro di stasera ne azzecca veramente poche e, fin da subito, si mostra piuttosto casalingo. Nell’occasione incriminata il giallo è assolutamente esagerato ma la reazione di Bonaventura è assurda. Sotto di un gol in una partita in cui la Fiorentina comanda il gioco, entrato da un quarto d’ora, combini una sciocchezza del genere? Cartellino rosso per entrambi!
  • Gestione della gara: trovo inspiegabile il modo in cui la Fiorentina si sia seduta dopo il gol del pareggio di Cabral. E’ vero che aveva speso tanto per raggiungere la rete, ma abbassare il ritmo, l’intensità e calare l’attenzione non è possibile contro squadre di serie A. La speranza è che Biraghi e compagni imparino in fretta la lezione. Mercoledì sarà inammissibile!

Ci vediamo al Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SASSUOLO = 2 – 2

È stata una partita bellissima, ci siamo divertiti, sono mancati solamente i tre punti. Dopo un primo tempo in cui i viola sono andati a riposo sotto di due reti per l’incapacità di ottimizzare la mole di gioco creata, nella ripresa i ragazzi di Italiano, dopo il pareggio, sono stati frenati da un’espulsione molto dubbia. Peccato perché sembrava che la birra nelle gambe fosse sufficiente per portare a casa altri tre punti. Adesso a Verona mercoledì sarà importante conquistare la vittoria per arrivare alla sosta tra le prime del campionato. Poi vedremo se Commisso e Barone sono dei chiacchieroni oppure veramente puntano all’Europa. Il termometro della società sarà il mercato di gennaio : vivacchiare o rilanciare?

IL BUONO

  • Torreira : se Prade’ è accusabile di tantissime scelte tra cui Kokorin, il corteggiamento che ha portato al centrocampista uruguaiano è da Oscar. Giocatore totale che cura fase difensiva ed offensiva nella stessa maniera, oggi segna anche il gol del pareggio. Capitano senza fascia!
  • Primi 20 minuti del secondo tempo : erano anni che non vedevo una squadra che attaccava gli avversari con questo ritmo e questa qualità di manovra. Finita la prima frazione sotto di due reti, i viola potevano mollare ed invece hanno reagito con voglia e raziocinio. La Fiorentina lotta, emoziona, inorgoglisce. Il Parterre ringrazia!
  • Bonaventura : probabilmente molti non saranno d’accordo per il gol fallito nel primo tempo, ma Jack disegna calcio senza soluzione di continuità. Finché resta in campo non si tira mai indietro e nel primo tempo è tra i pochi che risponde al Sassuolo colpo su colpo. Cala nella ripresa e viene giustamente sostituito ma è uno dei leaders della squadra. Professore universitario!

IL BRUTTO

  • Callejon : dopo alcune prove più che sufficienti, lo spagnolo torna ad essere un buco nero. Probabilmente per il ritmo troppo alto della gara, l’ex Napoli oggi non incide in fase offensiva e spesso soffre in quella difensiva. È un peccato perché avrebbe di fronte il difensore più debole del Sassuolo ma non è sufficiente. A Verona, magari mettiamo Sottil!
  • Occasioni da rete: soprattutto nel primo tempo, la compagine di Italiano crea tanto ma non riesce a concretizzare. Le statistiche sono impietose, ma Biraghi e compagni vanno al riposo sotto di due reti. Quando Vlahovic (tra l’altro molto discutibile il suo comportamento dopo il cambio ed a fine partita) non riesce a buttarla dentro, i viola fanno troppa fatica a segnare. Urge migliorare!

Ci vediamo presto al Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 4 – 0

Era un esame di maturità per una squadra che negli ultimi anni ha sempre deluso. Quante volte la Fiorentina ha sbagliato la partita che sembrava scontata? Quanti weekend ci siamo guastati per la sconfitta inaspettata della nostra amata viola? Ecco, stavolta invece è andato tutto secondo i piani. Nonostante un primo tempo giocato sotto ritmo ed una Salernitana guidata da un Ribery che ha fatto di tutto per farsi rimpiangere, la compagine di Vincenzo Italiano ha fatto probabilmente un altro passo in avanti del processo di maturazione necessario per diventare una grande squadra. Tre punti, quattro reti, porta inviolata: cosa chiedere di più? La continuità!!! Adesso abbiamo un impegno importante mercoledì in Coppa Italia contro una delle migliori squadre della Serie B, il Benevento e poi domenica alle 12,30 il Sassuolo nuovamente in casa. A prescindere dai prossimi risultati, la società ha il dovere di aiutare il mister e la squadra per provare ad andare in Europa!! Questo gruppo se lo merita in tutto e per tutto.

IL BUONO

  • Terracciano : lo so, avete ragione, la Fiorentina ha vinto 4-0 ed io premio il portiere? Ebbene si, premio Terracciano perché nel primo tempo e non solo, con la partita ancora in bilico, ha effettuato delle parate importanti per dare fiducia e sicurezza ai propri compagni. Professionista esemplare!
  • Italiano : il vero artefice di tutto questo, delle emozioni che stiamo vivendo, del calcio che stiamo vedendo. Arrivato come ripiego di Gattuso, è ormai il sole intorno al quale gira l’universo Fiorentina. La squadra vince e convince ed adesso tutti iniziano a credere all’obiettivo Europa. Ha gestito il caso Vlahovic in modo magistrale, ha restituito fiducia ad un ambiente depresso, ha rivalutato calciatori ormai dimenticati. L’esultanza sotto la curva ha ricordato tempi passati gloriosi. Chapeau, Firenze ha trovato la sua nuova guida.
  • Vlahovic : dopo una prima frazione sottotono, segna due reti nel secondo tempo e guida la Fiorentina in un porto sicuro. 15 gol in campionato, 32 nell’anno solare. Quanto è forte questo ragazzo? Bomber di razza come pochi, peccato solamente che pensi più al portafoglio che al cuore.
  • Bonaventura : che giocatore abbiamo ritrovato! Un calciatore che non si capisce perché non sia preso in considerazione dal CT Mancini guida ancora una volta, insieme a Torreira, la squadra alla vittoria. Torna al gol dopo troppo tempo e le reti dei centrocampisti potrebbero essere la chiave di volta per il raggiungimento di traguardi importanti. Se la Fiorentina riesce a non dipendere da un solo giocatore diventa la scheggia impazzita della Serie A. Proviamoci!

IL BRUTTO

  • Troppe occasioni concesse : se Terracciano è stato uno dei migliori, è anche perché ancora una volta la Fiorentina ha concesso troppe chance agli avversari. Se l’obiettivo è quello di tornare grandi, dovremo imparare a gestire meglio la gara!

Ci vediamo presto al Corner Viola!!