Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – FROSINONE = 5 – 1

Qual è il significato dell’espressione congiunzione astrale? Semplificando è quel momento in cui due pianeti, visti dal centro della Terra, hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta.

L’espressione è però diventata di uso comune come quel momento o quella situazione in cui si verificano coincidenze favorevoli e per niente prevedibili. C’è chi le chiama coincidenze, chi destino o chi fato, nel nostro caso lo si può chiamare semplicemente gioco del calcio. In un momento in cui una squadra si trova in crisi di gioco, di risultato e fiducia, quale miglior cosa può accadere rispetto a quella di trovarsi di fronte alla squadra che difende peggio in Italia (e non solo)? E quale miglior cosa può registrarsi se non quella di avere un portiere, Terracciano, che la salva dopo un errore clamoroso del proprio difensore centrale (Quarta) e, dopo pochissimi minuti, andare in vantaggio con un gol del proprio attaccante appena arrivato dal (misero) mercato di riparazione?

Alla fine, se vogliamo essere onesti, la vittoria che la Fiorentina ha conquista contro il Frosinone è tutta qua. Una squadra timorosa, impaurita, a tratti in difficoltà come quella viola che incontra una compagine che ultimamente regala occasioni e punti a tutti. Trovo sinceramente imbarazzante la fase difensiva della squadra di Di Francesco: dopo un inizio di torneo incoraggiante, con gare disputate in modo intelligente, talvolta addirittura accorto, il Frosinone sembra adesso una squadra composta da calciatori improvvisati per la massima serie. Se a Firenze ci sono tifosi e giornalisti che, in parte giustamente, criticano la fase difensiva viola, ieri hanno assistito ad uno scempio tattico: i ciociari hanno un reparto difensivo che sembra quasi giocare a caso, con calciatori che non seguono i tagli degli attaccanti avversari, fanno movimenti al contrario, non danno mai l’impressione di essere coordinati. E che dalla metà campo in avanti, i calciatori di Di Francesco dispongono di ottime qualità individuali, costruiscono trame interessanti e pericolose, riempiono bene l’area di rigore avversaria. Prendere tutte queste reti però, rischia di far ricadere il Frosinone nella zona più calda della classifica……

A volte però, un pò per congiunzione astrale oppure forse solo per fortuna, può anche capitare di trovare la persona giusta, quella che in un momento ti svolta la giornata, il periodo, il lavoro. Tutto questo per la Fiorentina è sembrato essere Andrea Belotti, un attaccante pronto, italiano, uno che fino a pochi anni fa aveva una clausola da 100 milioni di euro, ma che nelle ultime stagioni sembrava ormai essere diventato un ferro arrugginito. Uno di quei calciatori che, speriamo troppo presto, sono stati dipinti come in una fase discendente inarrestabile. Con un’operazione chiaramente in prestito secco, la Fiorentina ha portato a casa un calciatore che già si era presentato con la testa giusta a Lecce, dove aveva colpito una traversa subito dopo essere entrato in campo. Ieri però, in poco più di un quarto d’ora ha dato l’impressione di essere proprio quel centravanti che alla Fiorentina manca dal momento della cessione di Vlahovic (fatte ovviamente le debite proporzioni): forte fisicamente, pronto a fare a sportellate con tutti, capace di fare reparto da solo, cattivo sotto porta, generoso con la squadra. Anche se non è più quel centravanti da 20 gol a campionato, è un calciatore che mancava allo scacchiere viola anche perché aiuta la Fiorentina ad avere più modi di giocare: se con Beltran davanti era imprescindibile il palleggio ed il possesso palla rasoterra, con Belotti si può decidere anche di andare in verticale più velocemente, con palla alta che salti il centrocampo avversario. Non solo, ma la presenza di un centravanti del genere, permette alla Fiorentina di sostenere meglio l’assenza (o la presenza invisibile fate voi) di Arthur e Lopez, i due architetti del centrocampo viola.

Urge la riprova nella difficilissima ed importantissima gara di Bologna: contro una diretta concorrente per l’Europa, la Fiorentina è chiamata a confermare i progressi in fase offensiva, ma anche a correggere gli errori difensivi che Zirkzee, Ferguson ed Orsolini potrebbero punire severamente!

IL BUONO

  • L’atteggiamento della Curva Fiesole: dopo averla bacchettata più volte, stavolta devo dire che mi è proprio piaciuta. Uno striscione ironico di contestazione alla società, un coro convinto per mister Italiano, 90 minuti di supporto per la squadra. Che finalmente abbiano capito da che parte stare?
  • Belotti: la dimostrazione più lampante del motivo per cui spesso si dice “giocare con l’attaccante aiuta”. Lotta, sgomita, non si dà mai per vinto, la butta dentro. Che finalmente si sia trovato un attaccante di riferimento? Aspettiamo a festeggiare ma….
  • Ikonè: bravo e fortunato in occasione del gol, una volta tanto però a convincere è l’atteggiamento. Finalmente intraprendente, coraggioso nell’uno contro uno, voglioso di superare l’avversario. Ormai alla trasformazione di questo talento francese non ci credo più. Prendiamo quel che viene…..
  • Terracciano: mai sotto i riflettori, mai sulle prime pagine dei vari siti, ma anche ieri decisivo in almeno due occasioni. Se lo strafalcione di Martinez Quarta non fosse stato cancellato dal portierone viola, chissà di cosa staremmo parlando adesso….Si conferma una delle certezze di questa stagione!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: ok il gol del 3 – 0 ed altre buone chiusure a partita ormai quasi finita, ma le due disattenzioni potevano costarci carissime, soprattutto la prima in avvio di gara. Io capisco cercare sempre di giocare palla, ma non era proprio il momento più adatto per rischiare così tanto. Kaio Jorge poi lo mette in difficoltà più volte sgusciandogli alle spalle. Il turno di riposo causa squalifica potrebbe essere arrivato al momento giusto.
  • Le condizioni di Arthur: l’incantesimo sembra svanito, il centrocampista brasiliano non si allena con continuità in gruppo ormai da settimane, ma del resto la sua carriera parlava chiaro. Adesso con Belotti probabilmente la Fiorentina potrebbe sentirne meno l’assenza soprattutto se Duncan tornasse quello di inizio stagione, ma i dubbi di questa estate tornano ad affiorare pesantemente. Ennesima scommessa persa?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 0 – 1

Una sconfitta che mette sotto i riflettori ancora una volta tutti i limiti della Fiorentina.

Peccato perché una volta tanto, considerando gli ultimi mesi, la squadra di Vincenzo Italiano aveva approcciato perfettamente la gara dimostrando ancora una volta quanto sia importante per lo staff tecnico avere il tempo necessario per preparare al meglio le gare. Il primo quarto d’ora, considerando le forze in campo, è stato pressoché perfetto con ottime letture difensive, buone trame guidate come al solito da Arthur (festeggerò quando finalmente tornerà a giocare 90 minuti), ritmo alto. Come spesso accade però, una volta andati sotto con il gol di Lautaro Martinez (assolutamente regolare), la Fiorentina non è riuscita a portare a casa quel punto che avrebbe sinceramente meritato. Ancora una volta è stato un  rigore a condannare i viola alla sconfitta, un rigore che tra l’altro mi lascia il dubbio che sia stato decretato per compensazione visto che l’intervento da punire era quello nel primo tempo di Bastoni su Ranieri anziché quello di Sommer su Nzola.

Resta la sensazione che la squadra di Simone Inzaghi abbia gestito senza troppa difficoltà una partita che avrebbe potuto chiudere in ogni momento e che probabilmente avrebbe vinto anche se Nico Gonzalez avesse regalato ai viola il pareggio. E resta soprattutto, ancora una volta, quella sensazione di incompiutezza che ormai la Fiorentina si porta dietro dal mese di dicembre: la squadra di Italiano ha raschiato il fondo del barile delle energie ed avrebbe (avuto) bisogno di un aiuto dal mercato non tanto per rimanere in zona Champions League, traguardo del tutto irrealistico, ma anche solo per competere in Supercoppa e per continuare a lottare su tre fronti. La risposta di Vincenzo Italiano in sala stampa in merito a cosa si aspetti dal mercato è quanto di più chiaro e cristallino rispetto al lavoro di una società alla quale sembra interessare sempre meno il rettangolo di gioco e l’aspetto tecnico sportivo. Se solo si avesse un minimo di amor proprio, si dovrebbe provare imbarazzo a vedere che il tuo tecnico è addirittura costretto ad inserire Milenkovic da secondo attaccante nell’arrembaggio finale: un segno di disperazione che suonerebbe in ogni società calcistica come un campanello d’allarme ma che da noi probabilmente passerà come un tentativo di imitare quel Mourinho che spesso nei minuti finali lancia tutti i propri calciatori all’arrembaggio. Peccato, l’ennesima occasione sprecata nella storia di questa società: da Ficini a Benalouane fino a chissà quale colpo di mercato centrato nelle ultime ore di questo triste gennaio 2024, il passo è veramente breve……

IL BUONO

  • Ranieri: nella difesa composta dalla banda bassotti, è ancora una volta il più attento e pronto a reggere l’urto di attaccanti sulla carta molto più forti. Guadagnerebbe anche un rigore che solamente Aureliano non vede, prova fino all’ultimo secondo a dare coraggio e forza di volontà a tutti i propri compagni. Capitano senza fascia.
  • Faraoni: dopo il debutto con assist, ieri riesce a tenere botta contro un brutto cliente come Carlos Augusto. Se la Fiorentina riesce a contenere l’Inter sulla propria fascia, il merito è soprattutto di questo esterno arrivato dal Verona che sbaglia poco sia in fase difensiva che di impostazione. Altra prova assolutamente convincente!
  • La prestazione: la sconfitta è arrivata, ma ancora una volta la Fiorentina ha dimostrato di non mollare mai. Contro una squadra che sostituisce gli assenti a centrocampo con Asslani e Frattesi (costati più di 40 milioni in due) e Dimarco con il miglior esterno a tutta fascia del campionato scorso, i viola sono costretti a schierare Milenkovic centravanti per disperazione, sostituire per l’ennesima volta il metronomo bianconero in mezzo al campo con un altro prestito ed impiegare un calciatore di 35 anni sulla fascia per mancanza di esterni. Di che si parla?

IL BRUTTO

  • Calci di rigore: ormai la situazione sta diventando paradossale. Una volta tanto che calcia finalmente il rigorista della squadra (finora 10 su 10 dal dischetto), ne esce un’esecuzione quasi comica. Già non segniamo mai su azione in movimento, se la macchina si inceppa anche da palla ferma allora diventa impossibile. Maledizione.
  • Duncan: ancora una volta dimostra che quando non è fisicamente al top, giocare contro una squadra tra le prime in Italia diventa un supplizio. Nonostante ciò, salvate il soldato Alfred che quando esce ci tocca vedere Mandragora!!! Non mollare amico mio!!
  • Gli esterni: la tragicità della situazione in casa viola è perfettamente fotografata dalla differenza di prestazione tra Bonaventura, centrocampista offensivo di 35 anni e Ikoné, esterno di ruolo più giovane di 10 anni. L’ex Milan adattato sulla fascia, appare più brillante, più tonico, più deciso non solo nel calciare verso la porta avversaria. Mi sembra una grande scelta di calcio quella di rischiare di non accordargli il rinnovo: geniale!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

NAPOLI – FIORENTINA = 3 – 0

Una serata che potrebbe servire da lezione per tanti.

Innanzitutto per il calcio italiano che ha voluto cercare di esportare il proprio prodotto (perché ormai da anni di questo si tratta) o il proprio brand per prendere spunto dalle parole del Direttore Generale Barone in un paese come l’Arabia Saudita dal quale avremmo ben poco da imparare, nonostante il rinascimento sbandierato da un ex premier italiano. Un paese che non ha alcuna storia né cultura sportiva e che ha dimostrato in modo lampante che non è interessato al gioco del calcio ma solamente al nome delle squadre in campo. Vedere gli spalti desolatamente vuoti, con soli 9.762 spettatori paganti, in un appuntamento che in Italia avrebbe riempito gli stadi dovrebbe servire da lezione a coloro i quali stanno svendendo anche l’anima di quel poco che è rimasto del gioco più bello del mondo.

Lezione che dovrebbe iniziare ad imparare anche Vincenzo Italiano. Il mister grazie al quale siamo arrivati a questa Supercoppa italiana, che sta crescendo in modo eccezionale anche nella gestione delle partite riuscendo a mettere da parte il proprio integralismo tattico, ma che deve ancora migliorare in diversi aspetti del gioco che ieri sera sono clamorosamente saliti alla ribalta. Non hanno convinto le scelte iniziali di formazione, con un ritorno al 4-2-3-1 che, vista la prestazione oscena dei due esterni alti e dei due esterni bassi non ha pagato dividendi. Non ha convinto l’aver subìto l’ennesimo gol fotocopia in una fase in cui, con un lancio leggibilissimo di un avversario, la difesa si è aperta come una mela (guardate la rabbia di Milenkovic nel momento in cui parte il passaggio di Juan Jesus). Ma soprattutto Italiano deve iniziare ad imporsi in determinate situazioni: ciò che è successo in occasione del calcio di rigore e le dichiarazioni in sala stampa sono assolutamente inaccettabili! Cosa vuol dire che Ikoné in allenamento calcia bene i rigori? Mi sbaglio o il francese è un calciatore che in partita rende meno della metà di quel che rende al Viola Park? Mi sbaglio o nelle ultime gare casalinghe è anche stato fischiato ed i compagni hanno detto che in quel modo i tifosi non lo aiutavano? Ma un calciatore che già non vive un periodo sereno, che non ha mai tirato un rigore da quando è a Firenze, lo fai presentare sul dischetto in una gara decisiva per la stagione? Eppoi che spiegazione è “i rigoristi hanno acconsentito affinché lui tirasse?” Io credo che, per come è arrivata la Fiorentina a questo appuntamento, la partita l’avrebbe comunque vinta il Napoli, ma sprecare un’occasione del genere è delittuoso!! Mi taccio invece in merito all’impiego di Biraghi, gravemente colpevole in occasione del gol di Simeone, visto che il buon Parisi si è fatto uccellare nello stesso modo da Zerbin sul gol del raddoppio azzurro …..

Ma la lezione più grande dovrebbe averla capita la società che ha obbligato la Fiorentina a presentarsi in queste condizioni ad un appuntamento comunque storico. Una squadra ormai in riserva da più di un mese, con calciatori come Kayode, Bonaventura e Duncan spremuti fino all’ultima goccia di sudore, con due esterni come Nico e Sottil infortunati, non ha ricevuto uno straccio di aiuto da Commisso e Barone che continuano a sbandierare i risultati della Fiorentina come fosse solamente merito loro ma hanno regalato ad Italiano in venti giorni di mercato solamente un terzino di 31 anni in prestito. Il succo della storia sta tutto qua: manca un progetto che veda come obiettivo la crescita della squadra ed il risultato sportivo in sé. Qui si continua ad andare avanti con improvvisazione, a cercare solamente occasioni proposte da intermediari e procuratori senza mai programmare un piano di rafforzamento reale. Da quando questa proprietà è a Firenze abbiamo visto vendere i migliori calciatori alla Juventus, non riscattare calciatori che avevano dato l’anima per la squadra, non accontentare mai al 100% un tecnico grazie al quale la Fiorentina è tornata in Europa dopo troppo tempo.

Sembra che finalmente anche qualcuno che scrive su giornali, siti e testate stia iniziando ad aprire gli occhi sui reali intendimenti di questa proprietà…. speriamo che anche allo stadio qualcuno si ricordi della nostra storia e torni a pensare ai risultati sportivi di una Fiorentina che, se non verrà adeguatamente rinforzata, rischia seriamente di venire risucchiata velocemente in classifica scivolando in quella mediocrità che a Firenze tanto detestiamo.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

ROMA – FIORENTINA = 1 – 1

Dopo aver visto la Juventus a Firenze credevo di aver ammirato la squadra che giocava il peggior calcio in Europa ma mi sbagliavo. Ieri sera all’Olimpico, la compagine con il terzo monte ingaggi del campionato, con l’allenatore più strombazzato del mondo, con uno tra i pubblici più caldi d’Italia, ha mostrato al mondo perché il calcio italiano non è più tra i migliori. Un calcio fatto di squadre che speculano sul gol del vantaggio, perdono tempo, vivono di espedienti, protestano continuamente, insultano gli arbitri. Un calcio che vive di pause anziché di ritmo, di catenaccio difensivo anziché di calcio offensivo, di difesa e contropiede anziché di controllo del gioco e ricerca del gol. Detto della Roma, possiamo affermare senza paura di smentita che invece la Fiorentina ha fatto la partita che doveva fare: dopo un inizio horror con un gol evitabilissimo subito per le dormite di Biraghi e Kayode, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno preso in mano la partita ed avrebbero già potuto pareggiare se solo Nzola (buona la sua prova da centravanti boa, trasparente quella da goleador) avesse calciato meglio sull’invito geniale di Bonaventura. La ricerca del gol però, divenuta pressante nella ripresa, anche nel primo tempo non si è affievolita nonostante un Ikonè ancora una volta inconcludente ed egoista ed un Jack non nella miglior serata sotto porta. Finalmente però i viola sono riusciti a rimontare una gara in cui erano andati in svantaggio grazie al solito gioco fatto di fraseggi che nella ripresa ha cercato finalmente anche lo sbocco dei palloni alti. Scelta giustissima tanto da giustificare la presenza di un calciatore come Nzola, importante nonostante non abbia segnato, tanto da ammirare il pareggio di Martinez Quarta (alla quinta gioia personale), il bellissimo colpo di testa di Nico, ma anche il mancato ingresso di Beltran. Se dovessi pensare la partita meno adatta per un calciatore come il numero 9 argentino, penserei esattamente alla ripresa di ieri: un avversario arroccato nella propria area di rigore, una squadra che attacca solamente per vie orizzontali o con cross provenienti dalla tre quarti campo: che ci avrebbe fatto in campo? Stavolta la penso come Italiano, meglio tenerlo per la gara di giovedì in cui dovremo mantenere la testa del girone per evitare il turno di spareggio.

Resta dunque l’amaro in bocca per l’occasione del doppio vantaggio numerico non sfruttato (anche se dall’espulsione di Lukaku in poi non si è praticamente mai giocato), ma resta anche il pareggio contro una diretta concorrente per le posizioni europee. Peccato però che la Roma sicuramente arriverà davanti ai viola non perché abbia un tecnico migliore, non perché giochi meglio, non perché sia più organizzata, ma semplicemente perché ha calciatori con una qualità maggiore in fase offensiva che determinano e decidono le partite con un colpo. Ma quei calciatori costano e vogliono un progetto fatto di titoli e non di infrastrutture ed allora credo che anche al termine di questa stagione vivremo di quel che poteva essere se solo avessimo voluto investire di più nel settore calcio; un peccato enorme perché anche ieri sera la Fiorentina ha dimostrato di essere un grande gruppo, fatto di calciatori che remano tutti nella stessa direzione e credono fermamente in ciò che fanno.

Ed ora testa alla Conference League per una partita che non può e non dev’essere sbagliata per non complicarsi la vita anche nel cammino europeo!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: la quinta rete del suo campionato regala alla Fiorentina un pareggio tanto importante quanto meritato. Sfiora la doppietta ancora di testa e regge bene l’urto di un bestione come Lukaku. In fase di impostazione accompagna meno il gioco, ma rimane comunque una pedina fondamentale per i viola. Pensate dove saremmo se avessero ceduto il Chino!
  • Ranieri: semplicemente enorme. Gioca una gara pressoché perfetta in fase difensiva anticipando continuamente tutti i giallorossi che provano ad entrare nella sua zona. Sempre attento, ha un’intensità a tratti debordante. Non ha paura di nessuno, si azzuffa con Mancini prima e con Paredes poi dimostrando di tenerci come un matto. E se avessimo trovato una bandiera?
  • Arthur: se la Fiorentina martella per tutta la ripresa senza mai dare pace ai giallorossi, il merito è soprattutto del brasiliano. Gioca un’infinità di palloni, cuce sempre il gioco, recupera diverse situazioni difficili con la massima tranquillità. Finalmente capisce che ogni tanto serve anche la palla lunga per sfruttare la fisicità di Nzola e Kouamè. Metronomo.

IL BRUTTO

  • Ikonè: la sua inutilità è purtroppo ormai conclamata, però se adesso ci mette anche l’egoismo non se ne esce più. Nel primo tempo la Fiorentina riparte in contropiede in superiorità numerica e, nonostante ci sia Bonaventura tutto solo in attesa del pallone, il francese non lo serve in profondità rimediando solamente una punizione ed un cartellino giallo dell’avversario. Dopo poco Jack, che si è evidentemente legato al dito l’episodio, arriva alla conclusione anziché servire Jorko. Asilo Mariuccia.
  • Kayode: dopo un inizio di stagione scintillante, il giovane terzino sembra non aver ancora recuperato del tutto dall’infortunio. Si addormenta in occasione del primo gol quando tiene tutti in gioco, spinge poco, difende in modo meno preciso del solito. Si riscatta parzialmente guadagnando il secondo giallo di Zalewski. Succede, nessun problema.
  • Biraghi: il cartellino giallo che riesce a prendere nel momento in cui la Fiorentina spinge in modo forsennato alla ricerca dei tre punti è la fotografia di un calciatore mediocre. Non parlo poi, per paura della censura, della punizione dal limite dell’area che vuole per forza battere. E’ tornato quello solito.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – CUCARICKI = 6 – 0

E’ stata poco più che un’amichevole ma qualche segnale la Fiorentina l’ha comunque lanciato. Innanzitutto la voglia di riscatto palesata da un approccio totalmente diverso rispetto alla gara interna con l’Empoli e poi le prove dei singoli con alcuni interpreti che avevano deluso finalmente sugli scudi.

Delle doti tecniche dei vari Beltran, Maxime Lopez o Ikonè nessuno che fosse in buona fede aveva mai dubitato, ma quella con il Cucaricki potrebbe rappresentare la scintilla che accende una fiamma finalmente calda e potente. Il numero 9 argentino, dopo una prima rete favorita da un improvviso “svenimento” del difensore avversario, ha inventato un gol da fuoriclasse con un pallonetto al volo di rara bellezza. Lopez invece, al netto del destro a giro che ha chiuso i giochi, è finalmente sembrato più dentro al gioco della Fiorentina disegnando traiettorie interessanti e mostrando quella capacità di farsi trovare sempre smarcato in appoggio che tanto avevamo ammirato a Sassuolo. Ikonè infine, che speriamo sia definitivamente recuperato, ha trovato la gioia personale al termine di un’azione personale che denota una fiducia nei propri mezzi ed una cattiveria che nelle scorse stagioni sembravano ormai perse. Certo il test non era dei più probanti ma aver vinto in goleada issandosi al primo posto nel girone (seppur solamente per il maggior numero di gol fatti), aver trovato la doppietta di Beltran, aver visto l’esordio internazionale di due prodotti del settore giovanile come Pierozzi e Comuzzo ed aver risparmiato tanti calciatori in vista del doppio impegno con Lazio e Juventus è un insieme di buone notizie che non può che farci sorridere.

IL BUONO

  • Beltran: gli avversari non saranno stati dei fenomeni ma il secondo gol è una chicca assoluta. Continuo ad essere perplesso sul fatto che contro difese fisiche possa fare l’attaccante centrale, ma le sue qualità non possono certamente essere messe da parte. Non fermarti più Lucas!
  • Maxime Lopez: oltre alla rete spettacolare, inizia ad assomigliare al giocatore che avevamo visto ed ammirato a Sassuolo. Nel secondo tempo entra definitivamente nel cuore del gioco e si impadronisce della squadra. Non credo sia possibile farlo convivere con Arthur, ma già solo pensare di avere un’alternativa del genere mi fa dormire sonni più tranquilli. In netta crescita.
  • Ikonè: il gol è una perla rara figlia anche di una maggiore fiducia in sé stesso. In settimana Italiano ha detto che ha Jorko deve convincersi di poter giocare a sinistra per completare il tridente con Nico a destra….sarebbe da leccarsi i baffi!
  • Martinez Quarta: a parte l’ennesimo gol stagionale, la fascia da capitano sembra averlo responsabilizzato e convinto ulteriormente. Dopo aver timbrato la rete, corre a recuperare la palla nella porta avversaria per non perdere tempo. Avessimo trovato un leader in campo?
  • I giovani in prima squadra: dopo anni in cui il settore giovanile viola non riusciva a far esordire nemmeno un ragazzo nei professionisti, finalmente abbiamo un allenatore che li lancia e buone pianticelle su cui poter scommettere. Certo è che spesso il caso aiuta: dapprima Kayode che si prende la scena al posto di Dodò, adesso Pierozzi e Comuzzo che debuttano in Europa proprio per l’assenza del giovane compagno. Come dice il saggio Flavio Bardaro, l’allenatore se sono buoni li lancia ed allora…..Che sia solo l’inizio!!

IL BRUTTO

  • L’infortunio di Kayode: questa proprio non ci voleva! Dopo il crociato di Dodò, adesso la caviglia del giovane terzino fresco di rinnovo in prossimità della doppia sfida con Lazio e Juventus. Certo che quest’anno su quella fascia siamo proprio sfortunati!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

NAPOLI – FIORENTINA = 1 – 3

Una Fiorentina semplicemente immensa domina i campioni d’Italia a domicilio!

Una gioia incredibile, una partita perfetta, una lezione di calcio che proietta i viola al terzo posto in classifica in compagnia dei calciatori senza colori. I ragazzi di Vincenzo Italiano hanno giocato una gara tatticamente perfetta, con un centrocampo che ha asfissiato il Napoli, con una difesa che ha accettato molto spesso l’uno contro uno ben sapendo che Kayode e Parisi sono in uno stato di grazia e Milenkovic ha tutto il mestiere necessario per non fare partire in progressione un attaccante di nome Oshimen. A loro poi, si è sommato un Martinez Quarta che ormai ha libera interpretazione del ruolo e della porzione di campo da occupare. Ma come sarebbe stato possibile tutto ciò senza un direttore d’orchestra tra i migliori in Italia e due centrocampisti che sembrano nati per stare insieme? Duncan è rinato e domina sia in fase difensiva che offensiva ed Arthur è un professore del centrocampo che però sa anche qual è il momento di andare a pressare alto per non fare ripartire l’azione avversaria. Tutto ciò è fattibile solo se hai due esterni pronti a difendere prima che attaccare: se da Brekalo ce lo potevamo aspettare, la sorpresa invece viene dall’abnegazione di un Ikone’ che sembra trasformato nella testa più che nel gioco. E chi fa a sportellate con tutti se non Nzola? Si, proprio lui, l’attaccante preso per fare rete, si mette la tuta da operaio e sporca ogni ripartenza avversaria cercando di rendersi utile in ogni modo. Sopra tutti, a guardare dall’alto poi, il rettore del centrocampo, il giocatore più sottovalutato degli ultimi 15 anni in Italia, quel Giacomo Bonaventura che senza tatuaggi, orecchini, codini, atteggiamenti da star, insegna come si gioca al calcio e come lo si fa da professionisti a 34 anni riuscendo a risultare ancora determinante. Dalla panchina poi, a chiudere i giochi, quel Nico Gonzalez che ha tirato la carretta fino ad oggi, conosce i propri limiti e si prende il meritato premio del gol della staffa.

IL BUONO

  • Vincenzo Italiano: il vero artefice del Rinascimento Viola! Un allenatore che non si ferma ai giocatori a disposizione ma è capace di cucire la squadra in base alle loro caratteristiche. Trasforma il ruolo di Martinez Quarta, la capacità difensiva di Ikonè, rende immortale il talento di Bonaventura. Dopo aver dato lo scacco matto a Gasperini si ripete con Garcia: in mezzo al campo decide di mandare Arthur ad attaccare altissimo Lobotka, di aggiungere Quarta a Duncan in mezzo al campo e di accettare il 3 contro 3 nella zona difensiva. Gli riesce tutto al meglio nonostante i due giorni in meno del Napoli per preparare la partita. Non solo, ma a pochi minuti dal termine cambia tutta la linea mediana ed inserisce il terzo difensore centrale facendo esordire al Maradona il giovane Comuzzo. Game, set and match!
  • Brekalo – Ikonè: una volta tanto voglio premiare la coppia di esterni perché nella serata di Napoli riescono in ciò che normalmente non funziona. Il croato segna il primo gol in maglia viola alla prima occasione, il francese si mostra finalmente pratico, disciplinato e cattivo in fase difensiva. Prova totale!
  • Parisi – Kayode: se i due esterni alti hanno fatto tutto bene, i due terzini sono accomunati da ingenuità colossali che avrebbero potuto riaprire il match. Entrambi però, una volta chiesto scusa ai compagni, ricominciano a giocare sfiorando la perfezione come se non fosse successo nulla. Difendono, attaccano, tirano in porta, sfornano assist. Che coppia meravigliosa!
  • Arthur e Bonaventura: quando il mare si fa tempestoso è fondamentale avere capitani ai quali potersi aggrappare senza dubbi. Jack ed Arthur interpretano perfettamente il calcio moderno: gestiscono i ritmi, sanno giocare in orizzontale ed in verticale, puntano la porta quando serve senza mai lasciare scoperta la squadra. Che la salute li assista!

IL BRUTTO

  • Gli errori gratuiti: una partita come questa è rimasta in bilico fino alla fine solamente per i regali che alcuni nostri calciatori hanno confezionato al Napoli. Certamente sono errori che costruiscono un bagaglio di esperienza importante, ma per restare lassù in classifica, dovremo cercare di evitarli il più possibile. Proviamo a non smettere di sognare!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – FERENCVAROS = 2 – 2

Una gara dai due volti come spesso accaduto alla Fiorentina in questa stagione. Se però i viola ci avevano abituato ad approcciare bene le partite per poi gestire o crollare nella ripresa, contro il Ferencvaros è successo esattamente l’opposto. Dopo 60 minuti horror, da incubo, i ragazzi di Vincenzo Italiano, una volta schierati i migliori, hanno recuperato i due gol di svantaggio ed hanno anche sfiorato ripetutamente la vittoria con un’ultima mezz’ora da urlo.

Diciamolo subito, questa Fiorentina così com’è stata costruita dalla società in estate non sembra avere una rosa abbastanza competitiva per giocare al massimo le quattro manifestazioni che dovrà affrontare. Il giusto turnover che Vincenzo Italiano ha dovuto effettuare ieri in vista della trasferta di Napoli, ha messo ancora una volta in luce tutti i limiti di una squadra che ha gli uomini contati in difesa, manca di fisicità nel mezzo, dipende follemente da Nico Gonzalez davanti. Certo è che la squadra deve anche cambiare atteggiamento in Europa: se davvero vogliamo arrivare nuovamente in fondo, non possiamo dimenticare che dopo la finale dello scorso anno gli avversari ci guardano con occhio diverso schierando sempre i migliori undici perché conoscono la forza della Fiorentina. Ecco che anche l’approccio alla manifestazione dei viola deve essere sempre massimale altrimenti si rischiano brutte figure! Non è possibile mettere in campo giocatori che non camminano per un infortunio non ancora smaltito (Biraghi) soprattutto se nella propria zona di campo schieriamo il peggior esterno della rosa (Sottil) ed il centrocampista più sopravvalutato a Firenze e non solo (Mandragora). La catena di sinistra schierata da Vincenzo Italiano per l’intero primo tempo era da vietare ai minori di 18 anni perché oscena! Ed in Europa non si può nemmeno pensare di giocare con una formazione che ricordava più la banda bassotti che una squadra di atleti: abbiamo tolto contemporaneamente i centimetri di Milenkovic, i muscoli di Duncan e gli alettoni di Nzola, un pò troppo per pensare di non andare sotto in ogni scontro fisico. Tutto ciò è poi svanito quando finalmente sono entrati in campo i calciatori che ad oggi sono imprescindibili: il motorino sempre acceso di Parisi, le geometrie di Arthur, l’argento vivo di Kouamè, la freddezza sotto porta di Barak. Da quel momento in poi, gli ungheresi non sono più esistiti e, se solo fosse stato valido il gol di Nico al 78°, probabilmente adesso staremmo parlando della rimonta perfetta!

Resta il punto interrogativo che campeggia sulla testa di Beltran: ieri sera non l’ha mai toccata, è sembrato nuovamente avulso dalla manovra. Anche se giocare con la squadra del primo tempo era oggettivamente quasi impossibile, anche nella ripresa è rimasto inerte e senza lampi e questo non ce lo possiamo permettere. Adesso andiamo a Napoli nella speranza che i partenopei siano più brutti di quelli visti in Champions contro il Real ed i viola migliori di quelli incitati fino al novantesimo ieri sera.

IL BUONO

  • Parisi: sarà stato certamente anche per l’infortunio non del tutto smaltito da Biraghi, ma la differenza di prestazione è stata imbarazzante. L’ex Empoli, che secondo me dovrebbe già essere nel giro della nazionale, oltre a servire l’assist per Barak, gioca decine di palloni quasi mai banali, offre sempre un aiuto ai compagni in possesso di palla, è veloce di testa a leggere le situazioni. Al momento il titolare della fascia sinistra deve essere lui!
  • Nico Gonzalez: se non fosse stato per il fuorigioco millimetrico di Kouamè, staremmo parlando di un’altra rete segnata. Mostra una continuità di rendimento impressionante, nel primo tempo torna fino a Ranieri pur di giocare una palla poi nell’ultima mezz’ora sfiora la rete almeno tre volte. Totem assoluto.
  • Kayode: se a sinistra Parisi cresce a vista d’occhio, a destra il giovane viola è ormai una certezza assoluta. Se alcuni avevano conosciuto solamente le doti offensive del giovane terzino, anche ieri sera salva un gol nel primo tempo con una chiusura difensiva clamorosa. Box to box!
  • Barak e Ikonè: il loro ingresso imprime la svolta definitiva alla gara. La Fiorentina aveva già guadagnato metri e alzato i ritmi del gioco, ma i centimetri di Barak e le qualità tecniche di Ikonè hanno fatto definitivamente saltare il banco. Il loro recupero permette a Vincenzo Italiano di provare a gestire in maniera diversa anche le forze dei due giocatori più importanti della rosa, Gonzalez e Bonaventura, senza la cui genialità spesso la luce resta spenta. Reti dal peso specifico enorme!

IL BRUTTO

  • Lopez – Mandragora: la coppia di centrocampisti centrali proposta da Vincenzo Italiano non ha funzionato per niente. Il primo ha vagato spaesato per il campo in cerca di una buona idea che però purtroppo non è mai arrivata, il secondo resta per me un enigma. Un giocatore che non solo non eccelle in niente, ma che ultimamente manca anche di corsa, grinta ed inserimenti offensivi. Resto dell’idea che, nella situazione emergenziale che abbiamo in difesa, Mandragora potrebbe essere provato da centrale di sinistra visto che ha fisicità, senso della posizione, discreta capacità di lettura ed un sinistro piuttosto educato. E voi che ne pensate?
  • Biraghi: schierato non si sa bene perché in condizioni fisiche precarie, viene scherzato in occasione del primo gol e non solo. Non si sovrappone quasi mai, non tiene la marcatura, non contrasta. Vincenzo che ti è venuto in mente?
  • Sottil: poiché cerco sempre di non essere prevenuto nei confronti dei calciatori, ieri ho fatto un piccolo sondaggio nel parterre di Fiesole e su 9 intervistati, nessuno ha più fiducia nell’esterno viola. Quanto a me, cito Luciano Ligabue: Ho perso le parole!

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Il punto sul mercato della Fiorentina: conosciamo i nuovi!

La Fiorentina nell’ultima settimana di mercato sembra aver messo il turbo chiudendo due colpi di mercato in entrata. A dimostrazione che molto spesso i nomi che vengono fatti in giro su giornali, tv e web sono solamente specchietti per le allodole, la società di Rocco Commisso ha acquistato due calciatori i cui nomi non erano mai usciti nelle rubriche di calciomercato. Ecco perché, avendo avuto meno tempo di presentarli, cercheremo di conoscerli meglio per caratteristiche fisiche, tecniche e di possibile adattamento al calcio di Vincenzo Italiano.

Il primo arrivo è stato quello di Gino Infantino, centrocampista argentino che è stato prelevato da una delle società più gloriose del mondo calcisticamente parlando, il Rosario Central. Il giovanissimo centrocampista, classe 2003, gioca quasi esclusivamente con il piede mancino (effettivamente ne avevamo pochi in rosa), può interpretare sia il ruolo di mezzala che quello di trequartista ed ha già una discreta esperienza nella massima serie argentina. Capitano della nazionale Under 20, predilige la ricerca dell’assist anziché quella della porta avversaria ed ha certamente doti tecniche ben sopra la media. I dubbi sul suo acquisto però permangono tutti: innanzitutto il fisico (1 metro e 78 per poco più di 70 kg) ancora da rinforzare nella parte alta e poi il ruolo. Infantino ha ricoperto tutti i ruoli del centrocampo ed è stato impiegato anche come attaccante esterno, ma sembra un profilo più che altro propenso a svariare in tutte le zone del campo con l’idea di avere le redini del gioco in mano e la palla spesso tra i piedi. Saprà adattarsi al calcio europeo? Saprà specializzarsi in un ruolo per poter tornare utile alla causa viola? E’ un calciatore che certamente alza la qualità media della rosa come chiesto da Italiano, ma in quanto tempo riuscirà ad aiutare la Fiorentina? L’arrivo di Infantino infine, sembra aprire definitivamente le porte alla cessione di Castrovilli, al quale la società ha offerto un rinnovo di contratto al ribasso, mentre il numero 10 viola si attendeva un aumento dell’ingaggio. Chiaro che se poi arrivasse in mezzo al campo anche Pereyra ex Udinese allora, oltre a Castrovilli potrebbero partire anche Duncan ed Amrabat.

Se a centrocampo Infantino porterà qualità, alla difesa Yerri Mina offrirà soprattutto fisicità: il difensore della nazionale colombiana arriva svincolato dopo due stagioni tragiche all’Everton in cui ha giocato solamente 22 volte in 24 mesi. Martoriato da tantissimi infortuni, il suo acquisto rischia di essere un vero e proprio mistero. Partito Igor, difensore mancino spesso disattento ma certamente roccioso, rapido e scattante, Pradè e Barone hanno deciso di portare a Firenze un calciatore la cui parte migliore della carriera sembra essere già alle spalle. Mina poi, oltre ai problemi fisici di cui abbiamo parlato, non appare come il profilo più adatto al calcio di Vincenzo Italiano: lento, falloso, non certamente un falco nelle marcature preventive e nelle letture difensive, rischia di obbligare la squadra a difendere molto più bassa lasciando troppo campo da coprire ai nostri centrocampisti. Certamente più simile a Milenkovic che ad Igor, ha però una caratteristica di cui la Fiorentina aveva assolutamente bisogno: trova spesso la via della rete su azione di calcio d’angolo. Per una squadra che ha così tanta difficoltà a trovare il gol, una vera manna dal cielo! Certo è che, nel momento in cui un calciatore importante come Sutalo sembra sempre più vicino ad altre squadre, l’arrivo di Mina non migliora una rosa che ha bisogno ancora di innesti importanti.

Tra questi certamente il portiere: il nuovo numero 1 non è ancora arrivato (sempre che non si resti con Terracciano), ma tra i due nomi che stanno circolando con insistenza non avrei il minimo dubbio su chi scegliere. Grabara è un portiere che ci farebbe migliorare: conosce il calcio europeo, ha giocato più volte in Champions, è nazionale polacco. Non è un estremo difensore bello da vedere, ma è sicuro e dotato di grande personalità. Al suo cospetto, il brasiliano Lucas Perri non regge il confronto: già passato in Inghilterra senza lasciare traccia, alterna grandissime parate a topiche importanti e la continuità di rendimento non è certamente il suo forte. Resto convinto che il profilo del nuovo numero 1 viola dovesse essere diverso, ma tra i due voto senza dubbio Grabara!

Adesso che, oltre all’accesso in Conference League, abbiamo la certezza anche di essere teste di serie, l’imperativo è cercare di ripetere il cammino della scorsa stagione senza però lasciare troppi punti in campionato. Per riuscirci, Vincenzo Italiano ha bisogno di una rosa con maggiori qualità in tutti i reparti: riusciranno i nostri eroi a costruirla?

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Il buono, il brutto, il cattivo

MILAN – FIORENTINA = 2 – 1

Dopo la vittoria del Napoli contro l’Udinese, il campionato doveva restare aperto e così è stato. Il rigore clamoroso negato per il fallo di Tomori su Ikonè, il fallo su Duncan in occasione del secondo gol del Milan probabilmente viziato anche da una carica su Terracciano, fanno contenti sia la Lega Serie A che la FIGC. Il sistema calcistico italiano non poteva permettersi un campionato finito ancora prima del mondiale e Sozza ha interpretato in modo magistrale il suo ruolo. Ci ha però dovuto mettere tutto sé stesso per fermare una Fiorentina bellissima che, nonostante il forfait di Bonaventura nel riscaldamento e quello di Dodo’ dopo nemmeno un quarto d’ora, ha giocato alla pari ed a tratti meglio dei campioni d’Italia. Seppur andati in svantaggio dopo appena 90 secondi, i ragazzi di Vincenzo Italiano non hanno perso il filo del discorso ed hanno iniziato a macinare gioco e trame anche apprezzabili. Con un Barak finalmente dentro al gioco ed un Ikone’ a tratti imprendibile, come spesso accade è mancato solamente il gol. Una volta raggiunto il pari, il canovaccio della gara non è cambiato ed i viola avrebbero meritato ampiamente il pareggio se non di più. Poi la manina è arrivata, il fischietto ha indirizzato palesemente la gara e la Fiorentina ha subito la sconfitta.

Dispiace perdere una gara del genere prima della sosta senza avere l’opportunità di scaricare tutta la propria rabbia contro gli avversari, ma la Fiorentina dell’ultimo mese merita fiducia ed applausi. Speriamo che a gennaio, quando questa assurda stagione ripartirà, i viola riescano ad accendere subito l’interruttore perché giocando così la rimonta in classifica è possibile e la cavalcata europea può dare grandi soddisfazioni.

IL BUONO

  • Amrabat: una prova assolutamente dominante di un calciatore che arriva ai mondiali con una fiducia ed una condizione atletica straripante. Gioca una partita completa in cui non si limita a recuperare palloni, ma spesso imposta l’azione offensiva con intelligenza e raziocinio. L’unico modo per fermarlo è stenderlo ed accade almeno in un paio di occasioni: l’unico che non si accorge dei fallI è Sozza….strano! I viola non possono fare a meno di lui!
  • Barak: l’assenza di Bonaventura poteva essere devastante per una Fiorentina che sembrava dipendere dal buon Jack, ma stavolta Barak non lo ha fatto assolutamente rimpiangere. Seppur con la sua andatura caracollante, il calciatore ex Verona gioca una partita totale: è il primo a pressare i centrocampisti rossoneri per evitare le verticalizzazioni avversarie, ma è anche il primo a buttarsi negli spazi offensivi per far ripartire l’azione. Segna il gol del momentaneo pareggio ed è un pericolo costante per Tomori e compagni. Dopo la sosta deve necessariamente ripartire dalla prestazione di San Siro!
  • Ikone’ e Saponara: dopo tanto tempo, Vincenzo Italiano decide di fare a meno di Kouame’ nella formazione titolare e la scelta appare assolutamente azzeccata. I due esterni cuciono il gioco e riescono anche a tenere bassi i due terzini milanisti, spesso fonte inesauribile di gioco e cross per i propri attaccanti. Saponara è protagonista di una gara dal grande sacrificio nobilitata da alcune giocate superbe, Ikone’ si conferma in un grandissimo momento di forma. Salta a ripetizione Theo Hernandez, sfiora diverse volte il gol, ma soprattutto si conquista un rigore solare che solamente il buon Sozza non vede. Peccato per il salvataggio sulla linea a Tatarusanu battuto, ma purtroppo il gol non vuole proprio arrivare. Una gran bella coppia!

IL BRUTTO

  • Cabral: in una Fiorentina che gioca un buon calcio ed ha due esterni che finalmente funzionano, l’attaccante non può essere così invisibile come Re Artù. Non riesce mai ad essere coinvolto, né a vincere i duelli con i difensori milanisti. Se quello del gol resta un problema per i viola, la responsabilità è innanzitutto degli attaccanti.
  • Mandragora: vederlo accanto ad Amrabat fa veramente tenerezza. Non scherma la difesa, non è incisivo nel giro palla, non trova mai la porta quando calcia verso Tatarusanu. Se non fosse stato acquistato a titolo definitivo, avrei chiesto di rispedirlo al mittente il prima possibile!
  • Terracciano: se il gol decisivo è da annullare, ciò è dovuto soprattutto al fallo clamoroso ad inizio azione su Duncan. Anche Rebic va a disturbare il portiere viola in uscita, ma Pietrone è in netto ritardo e sbaglia il tempo dell’intervento. Comunque gol viziato in partenza.
  • Sozza: se l’obiettivo era quello di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo, allora il fischietto è il migliore in campo per distacco. Tutte le chiamate dubbie vanno in una direzione e, nonostante nonostante gli episodi siano abbastanza evidenti, non molla di un centimetro. Complimenti, si merita di diventare un fischietto internazionale!

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SALERNITANA = 2 – 1

La Fiorentina è ufficialmente tornata! Dopo un inizio di stagione in cui la squadra di scioglieva alla prima difficoltà e non riusciva mai a concretizzare il volume di gioco espresso, i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno cambiato marcia. I passi in avanti sono chiari ed hanno due protagonisti ben chiari: Giacomo Bonaventura e Vincenzo Italiano. Lo abbiamo invocato tante volte nelle prime settimane di stagione ma sembrava non riuscire più ad esprimere quel calcio, quella qualità, quella continuità che lo avevano eretto all’insostituibile perno del centrocampo viola. Dopo che la squadra ha finalmente cambiato modulo, o meglio l’interpretazione di alcune situazioni di gioco, Jack è rifiorito ed è tornato decisivo! Ma se alcuni calciatori, e non solo Bonaventura, sembrano adesso rinati, il merito è di colui che aveva iniziato la stagione pensando che, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non sarebbe cambiato. Nell’evoluzione del suo calcio, nella ricerca della soluzione dei problemi attraverso il lavoro sul campo, sta la grandezza del lavoro di Vincenzo Italiano. Quanti altri allenatori si sono persi perché non hanno avuto l’elasticità di voler cambiare? Da Montella a Di Francesco, da Giampaolo a Paulo Sousa, ne potremmo ricordare tantissimi. Ecco il mister siciliano ha scelto di non finire nel dimenticatoio e di andare oltre sé stesso con il proprio lavoro e con la disponibilità totale della squadra. Grazie anche ad una società che non lo ha MAI messo in discussione nonostante i risultati scadenti, Italiano ha smesso di chiedere il fraseggio in mezzo per andare maggiormente in verticale, ha abiurato l’idea di un turnover folle, ha dato più equilibrio alla squadra con più muscoli in mezzo al campo ed ha liberato la fantasia e la qualità di Bonaventura ed Ikone’. La trasformazione ha richiesto tempo, lavoro, sudore, ma del resto quale risultato non lo richiede?

Adesso andiamo a San Siro per continuare nel filotto e, se non dovesse riuscire l’impresa, arriveremo comunque alla sosta con la consapevolezza di aver ritrovato la squadra, il mister e la società che remano tutti nella stessa direzione!

IL BUONO

  • Bonaventura: il calciatore più decisivo della rosa per qualità, tempi di gioco, personalità. Interpreta in modo magistrale il ruolo di mezzala, quello di trequartista, quello di bomber. Cosa aspettano a rinnovargli il contratto?
  • Ikonè: come detto nell’analisi iniziale, se Bonaventura è il cervello ed il cuore pulsante della squadra, il francese è l’estro, la fantasia, la magia. Finalmente libero di testa e servito con la faccia alla porta, riesce a saltare avversari come birilli ed a sfornare assist a volontà. Fare rete non rientra nelle proprie prerogative psicologiche, ma questo Ikone’ è già decisivo così. Non si risparmia nemmeno in fase difensiva con alcuni palloni importanti recuperati. Questo è il calciatore che ci aspettavamo!
  • Jovic: turiamoci il naso e giudichiamo solamente il calciatore. Come detto fin da inizio anno, è forse l’unico vero talento che abbiamo in squadra. Al netto della voglia e della professionalità, ieri ha deciso il match in un amen grazie ad un poetico filtrante di Saponara. Una volta che l’arbitro ha assegnato la rete, è corso sotto la Fiesole ad esultare con i tifosi insieme a Ricky: vero coinvolgimento o paraculismo? Contano i 3 punti, stavolta me ne importa il giusto!
  • Terzic: in un quarto d’ora ha fatto tutto ciò che si richiede ad un esterno basso di una difesa a 4. Aggredire l’avversario quando è spalle alla porta per recuperare la palla, offrire sempre l’appoggio alla catena di competenza, ripartire velocemente con le sovrapposizioni e soprattutto cercare il fondo per crossare in mezzo palloni invitanti per gli attaccanti. La titolarità, l’intoccabilità e la fascia di Biraghi sono tra i misteri irrisolti della storia italiana.

IL BRUTTO

  • Kouamè: mi piange il cuore inserirlo tra i peggiori, ma se vogliamo dire le cose come stanno, stavolta l’esterno viola risulta abulico ed inconcludente. Probabilmente spompato da tutte le gare consecutive giocate finora, Kouamè non riesce praticamente mai a ribaltare l’azione né a ripartire in contropiede con le sue solite falcate. Ciò che poi certifica la giornataccia è anche l’assenza di duelli vinti di testa. Succede, ci vediamo a San Siro!
  • Cabral: nella giornata in cui il suo concorrente Jovic decide la gara, Re Artù stecca sotto ogni punto di vista. Non riesce ad addomesticare i pochi palloni che arrivano nonostante la voglia e l’impegno, fallisce una ghiotta occasione nel primo tempo per permettere ai viola di andare sul riposo più tranquillamente. Resta quel tipo di attaccante che non segnerà mai valanghe di reti nel calcio italiano, ma che è comunque un calciatore utile alla squadra. Stavolta però, l’impegno non basta.

A voi per i commenti!!