Altri tre punti di platino

Una vittoria che vale 9 punti!

La Fiorentina, come troppo spesso, gioca una partita dai due volti e dopo un primo tempo bello, convincente, con ritmo alto e diverse occasioni da gol, nella seconda frazione inizia piano piano ad indietreggiare e, non avendo chiuso la gara, soffre terribilmente nell’ultimo quarto d’ora. Nonostante il rischio d’infarto però, i viola dopo un tempo infinito rientrano finalmente in gruppo ed oggi, guardando alla sola differenza reti, hanno quattro squadre alle spalle; ciò permette di iniziare a guardare al futuro con un minimo di ottimismo in più. Se guardiamo al resto però, ci sono notizie anche migliori: tre vittorie consecutive tra campionato e Conference, due clean sheet consecutivi con portiere ed interpreti completamente diversi, uno spirito di squadra che sembra finalmente quello giusto.

Come dicevo, anche stavolta i viola sì sono ritirati troppo nella propria metà ed i cambi (tardivi) di Vanoli non hanno purtroppo convinto: dapprima il marcatore Comuzzo al posto di Dodo’ ha tolto alla squadra capacità di ripartire, poi l’uscita di Fagioli ha tolto geometrie e costrutto e si è avuta ancora una volta l’impressione che la Fiorentina abbia avuto timore degli avversari trasmettendo ansia e preoccupazione a tutto lo stadio. Credo però che il problema non stia solamente negli uomini ma anche e soprattutto nell’interpretazione della gara: Vanoli ieri sera ha spiegato in conferenza stampa che talvolta si deve essere in grado di difendere anche con la palla ed io la penso esattamente come lui. In partite in cui si gioca 60 minuti a 100 all’ora senza riuscire a chiudere il discorso con il raddoppio, spesso poi non si ha gamba per continuare a tenere squadra alta e palla nella metà campo avversaria ed allora in quelle situazioni si deve essere capaci di giocare in un altro modo. Si deve cioè essere capaci di far girare palla, di sapere gestire i tempi della gara, il ritmo di gioco, lo spicchio di campo in cui si vuole giocare. Per fare questo servono le doti tecniche dei calciatori, ma servono anche giocatori che abbiano leadership, dote che purtroppo in questa rosa sembra mancare clamorosamente.

Le notizie positive sono però tante: oltre al risultato ed alla continuità realizzativa ritrovata da Moise Kean, è doveroso sottolineare anche la composizione della squadra viola, fatta per oltre la metà da calciatori italiani. In un momento in cui tantissimi operatori del settore si riempiono la bocca con la crisi del calcio del nostro paese, la Fiorentina rappresenta un’entità in controtendenza e questo è un aspetto importante non tanto per la nazionale, quanto per la crescita dei nostri giovani talenti. Oltre a ciò, finalmente Firenze ha ritrovato uno stadio che canta, sostiene, partecipa per quasi tutti i 90 minuti e lo fa con cori, sfottò e coreografia: il sale del calcio!!

Venendo infine ai singoli, oltre al redivivo Kean, è giusto sottolineare la prova in mezzo al campo di Ndour che quando non deve inventare gioco si rivela sempre un calciatore prezioso, quella della coppia difensiva Ranieri Pongracic che al momento è certamente la meglio assortita e quella di Parisi che, tornato al ruolo di esterno basso, è quasi sempre il migliore in campo. Gli esterni alti poi sono perfettamente complementari con Solomon funambolico nel saltare l’avversario ed Harrison bravo a dare equilibrio alla squadra con ripiegamenti profondi. Anche dalla panchina infine, Piccoli è sembrato ancora una volta pronto a guerreggiare con chiunque e Fazzini si è rivelato spumeggiante anche se purtroppo impreciso al tiro.

Resta la paura, l’ansia provata negli ultimi minuti contro un avversario oggettivamente molto modesto che, nonostante una Fiorentina impaurita, non è quasi mai riuscito a calciare nello specchio. I viola se vorranno scalare altre posizioni in classifica avranno bisogno di una maggior precisione e di una maggiore personalità nella gestione del gioco, dei tempi e degli spazi; qualità che speriamo possano arrivare con una maggiore tranquillità di classifica.

Abbiamo davanti un’altra settimana segnata dal doppio impegno con la gara di Conference da affrontare possibilmente senza soffrire e senza infortuni e la delicata trasferta di Udine utile per tenere viva questa striscia di risultati che sta finalmente facendo vedere la luce in fondo al tunnel a Vanoli ed i suoi ragazzi.

8 pensieri su “Altri tre punti di platino

  1. Ormai dopo 26 giornate possiamo dirlo: i nostri titolari valgono quanto gli sconosciuti di un Lecce qualsiasi. Alla luce di questo, è perfettamente normale che i cambi di Vanoli non ti convincano: se i nostri titolari sono così scarsi, figuriamoci le nostre riserve. Forse l’unica riserva che è sprecata per la nostra panchina è Gosens, ma con un Parisi così in forma penso che nessun allenatore al mondo lo metterebbe titolare.
    Riguardo a Fazzini, se ti ricordi era uno dei pochi a giocare bene nella tremenda parentesi del Pioli bis, e infatti io arrivai a prevedere che avrebbe scalzato il mio pupillo Gudmundsson. Così non è stato, perché l’islandese è stato effettivamente scalzato, ma da Solomon.
    Riguardo alla gara di Conference, uno dei motivi per cui detesto queste coppette è proprio il fatto che rischiano di far infortunare dei giocatori che in campionato servono come il pane. Un esempio su tutti è quello dell’Inter, che perse per sempre la sua stella Milito quando si ruppe il crociato in un’inutilissima gara di Europa League contro il Cluj. I nerazzurri impararono la lezione, infatti 4 anni dopo si tolsero dalle palle l’Europa League già ai gironi perdendo apposta contro l’Hapoel Be’er Sheva. Noi viola purtroppo non siamo stati altrettanto intelligenti. In questo noi ci metto anche i tifosi, perché sulle pagine Instagram collegate alla Fiorentina leggo tanti commenti in cui si scrive che la vittoria della Conference salverebbe la stagione. Evidentemente questi tifosi non si rendono conto che la retrocessione è tutt’altro che scongiurata, e che sarebbe un 17mo posto a salvare la stagione, non la vittoria di una mezza coppetta che non merita neanche di essere disputata (figuriamoci festeggiata). E infatti Lotito ha già detto che se arriva settimo non la disputa: un motivo ci sarà.

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    • Diciamo che Lotito ultimamente ne azzecca poche poche e credo che anche questa sia una scelta sbagliata. So perfettamente che siamo assolutamente in disaccordo su questo ed io spero tanto di andare a Lipsia e di vincere un trofeo che, al netto di quel che dici, ci darebbe lustro e ci farebbe entrare in Europa League. Quanto poi alla tua idea di questa rosa, faccio solamente notare che da quando la squadra ha fatto finalmente una preparazione atletica degna di questo nome e la società finalmente ha preso un uomo di calcio, abbiamo perso solamente a Napoli e siamo in striscia positiva. Non solo, ma dopo la sconfitta interna col Verona eravamo ultimi in classifica a 8 punti dalla salvezza. Credo davvero che se fossimo così scarsi avremmo recuperato questi punti di svantaggio? Io sinceramente no. Credo sia una rosa costruita male, alla quale manca almeno un difensore centrale ed un centrocampista entrambi dotati di leadership ma non è assolutamente una squadra che debba lottare per non retrocedere. Nonostante ciò siamo a rotolarci nel fango e dobbiamo assolutamente uscirne!

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      • Se guardo alla rosa della Fiorentina, di giocatori che non c’entrano nulla con la lotta per non retrocedere ne trovo veramente pochi. In pratica i 4 che ho citato nel mio commento precedente (Gosens, Parisi, Solomon e Gudmundsson) più Kean. E anche Kean lo salvo fino a un certo punto, perché ha fatto benissimo nella sua prima stagione in maglia viola e nelle ultime 3 partite, ma nel mezzo c’è stata una lunga fase di prestazioni negative e di comportamenti discutibili (basti pensare a cosa successe a Reggio Emilia).
        I numeri mi danno ragione, per questo la prima cosa che ho scritto è stata “dopo 26 giornate”: la nostra classifica avrebbe potuto essere falsa dopo 5 giornate, al limite dopo 10, ma dopo 26 ormai la classifica è veritiera.
        Hai perfettamente ragione invece quando scrivi che si tratta di una rosa costruita male. Ad esempio, nota bene che i 4 giocatori migliori della Fiorentina (Gosens, Parisi, Solomon e Gudmundsson) giocano tutti sulla fascia sinistra: a destra invece abbiamo visto imperversare i vari Kouamé e Lamptey. Ma le colpe di questo cattivo assemblaggio ricadono su una persona che non è più alla Fiorentina: il nostro attuale uomo mercato invece è partito con il piede giusto, e io lo ringrazio comunque vada a finire la stagione, perché ha fatto un ottimo lavoro. Come lo hanno fatto Vanoli e il suo preparatore atletico. Sono tutti degli splendidi professionisti, e se retrocederemo non sarà stata assolutamente colpa loro.

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        • Scusa Wwayne ma quindi De Gea, Dodo’, Fagioli, Mandragora (e mi fermo ad alcuni calciatori che sono a Firenze da inizio stagione) sono calciatori da retrocessione? Via su… campisco cercare di portare avanti la propria tesi ma questa regge il giusto….Sono invece assolutamente d’accordo su alcuni comportamenti e sulle responsabilità della vecchia dirigenza che in parte purtroppo è ancora al Viola Park. Penso infine anche io che Paratici Vanoli ed il suo staff siano stati una benedizione per la Fiorentina! Se avessimo sbagliato quelle scelte avremmo i punti del Verona (forse)….

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          • Per De Gea vale lo stesso discorso di Kean: dipende di quale De Gea stiamo parlando. Quello della scorsa stagione era da Champions’ League, quello attuale è molto peggiore.
            Dodò come sai non mi è mai piaciuto. Difensivamente non offre una grande copertura; in fase offensiva gli riconosco una grande capacità di corsa con la palla al piede, ma poi quando si arriva al sodo (ovvero al fare il cross per la punta) la palla va a sbattere quasi sempre sull’avversario.
            Riguardo a Fagioli e Mandragora, per salvarsi bisogna essere grandi uomini prima ancora che grandi calciatori. Ergo, loro non ci servono, perché Mandragora era coinvolto nella rissa avvenuta nello spogliatoio di Reggio Emilia, e Fagioli non voglio neanche scriverlo che cosa ha fatto, perché altrimenti mi viene il disgusto.
            Capisco che al tifoso viola brillino gli occhi nel vedere i lanci di Fagioli e i gol di Mandragora, ma nel costruire una squadra di calcio bisogna guardare tutto l’insieme, non solo le doti tecniche. Altrimenti va a finire che perdi uno scudetto perché uno dei tuoi giocatori tecnicamente più forti preferisce andare al Carnevale di Rio anziché rimanere a lottare con i suoi compagni, come fece Edmundo nell’anno di Trapattoni. Spero che Paratici abbia questa capacità di valutazione a tutto tondo.

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            • Anche il De Gea di questa stagione é migliore di tutti i portieri dal tredicesimo posto in giù senza contare l’esperienza e la freddezza che sta dimostrando anche nelle ultime settimane. Dodo’ ha giocato in Champions e certamente dal punto di vista difensivo non è Torricelli ma quando parte e ribalta l’azione é uno dei migliori della Serie A (anche a me non piace ma cerco di essere obiettivo rispetto ai calciatori con cui ci stiamo confrontando nella lotta per non retrocedere). Mandragora e Fagioli possono anche non essere grandi uomini ma uno è già andato in doppia cifra lo scorso anno e probabilmente ci tornerà in questa, l’altro disegna calcio come pochissimi in Italia. Il resto lo deve mettere a posto la società ed infatti da quando è arrivato Paratici tutto va per il meglio. Che sia solo un caso?

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            • Su Mandragora ci sono andato giù troppo duro: che lui, Ranieri e Kean abbiano fatto una rissa nello spogliatoio di Reggio Emilia è un pettegolezzo riportato da Massimo Orlando, non abbiamo un video dell’accaduto, quindi essendo un garantista gli do il beneficio del dubbio. Ti ringrazio per la chiacchierata, stimolante anche nei punti in cui non siamo d’accordo (anzi soprattutto in quelli).

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