Un turno di campionato perfetto per la Fiorentina che guadagna 3 punti su tutte le dirette concorrenti e si porta a 5 punti da Cremonese e Lecce che occupano l’ultima posizione che significa serie B.
Certo quella di Verona non è stata una partita ben giocata, una gara spumeggiante, elettrizzante o piena di occasioni, anzi! De Gea è stato il migliore in campo ed i viola hanno tirato verso la porta del Verona solamente due volte, entrambe con Fagioli, colpendo una traversa e trovando poi il gol della vittoria. Ho sentito diversi commenti schizzinosi ai 3 punti di sabato, giornalisti ed opinionisti che si sono dilettati a parlare di anticalcio, di prestazione indecorosa o imbarazzante, di vittoria immeritata: posto che sono argomentazioni condivisibili se si guarda al solo gioco espresso, vorrei però porre a lorsignori un paio di domande. Quante sconfitte o pareggi immeritati abbiamo subìto noi? Quante volte abbiamo sbattuto il naso contro squadre che hanno fatto solamente barricate ed hanno poi portato via un risultato positivo per i nostri errori individuali e di reparto?
La verità è che la Fiorentina sta compiendo, pur con tutte le sue difficoltà ed incertezze, una piccola impresa sportiva e basta prendere la classifica dopo la sconfitta contro l’Hellas nella gara di andata e confrontarla con quella di oggi per capirlo. I viola hanno recuperato punti su tutti e, se andrà come speriamo, la Fiorentina sarà la prima squadra a salvarsi dopo aver aspettato la sedicesima giornata di campionato per poter festeggiare la prima vittoria in campionato! E la quota salvezza, fidatevi, non sarà tanto più bassa di quella necessaria nelle ultime stagioni: già oggi possiamo dire che probabilmente serviranno almeno 35 o 36 punti per evitare la Serie B, dunque in linea con gli ultimi anni.
Nella stagione che stiamo vivendo fino ad oggi credo sinceramente che di protagonisti ne abbiamo avuti diversi, alcune negativi come Moise Kean, altri positivi come Nicolò Fagioli, altri in saliscendi continui come David De Gea, ma se c’è qualcuno che è sempre stato sul pezzo e non ha mai mollato nemmeno nei momenti più difficili, quello è certamente Paolo Vanoli. Chiamato da una società disperata che in quel momento era guidata da un ex addetto stampa e da un Direttore Sportivo alla prima esperienza in Serie A, Vanoli si è trovato completamente solo in mezzo alla tempesta ma passo dopo passo, mattone dopo mattone, ha ricostruito dalle macerie senza mai darsi per vinto. Dapprima ha cercato di scuotere il gruppo da punto mentale e credo ci sia riuscito, soprattutto da quando gli è stato finalmente affiancato un uomo di calcio come Paratici: altrimenti come spiegare la dichiarazione di De Gea “eravamo morti, Vanoli ci ha riportato in vita”?
Non solo, ma ha anche ricostruito la squadra dal punto di vista fisico: sotto la gestione Pioli avevamo 11 zombie che in campo provavano a correre per circa 50 minuti dopo di che iniziavano a camminare senza meta. Vanoli ed il suo staff hanno ricominciato daccapo, fatto doppie sedute in mezzo alla stagione, rimesso a posto gli infortunati. Non solo, ma una volta che la squadra iniziava ad avere un po’ di benzina nelle gambe, è (finalmente) tornato alla difesa a 4 ed ha infine fatto un altro step, il cambio del capitano della squadra. Non pago, visto che i risultati arrivavano col contagocce, ha avuto alcune ottime intuizioni:
- Dare le chiavi della squadra all’unico vero giocatore di calcio in rosa, quel Nicolò Fagioli che con Pioli non aveva accettato quello stesso ruolo che invece Vanoli gli ha cucito addosso con i suoi pregi ed i suoi difetti;
- L’intuizione di Parisi alto a piede invertito è stata poi una mossa geniale. Sempre impiegato, anche in casa Empoli, come esterno basso a 4 o a tutta fascia come quinto, Vanoli ha visto in lui doti di assist man e di calciatore capace di creare superiorità numerica e di puntare l’avversario che nessun altro aveva visto. Chapeau;
- Il recupero di Ranieri che ha dato quella tranquillità e serenità al reparto difensivo che prima non c’era. Non ci dimentichiamo che Vanoli è stato capace dapprima di togliere la fascia al prodotto del settore giovanile viola, poi di metterlo in panchina, infine di rimetterlo in campo alla guida di una difesa a 4 riuscendo anche a limitarlo nelle sceneggiate e nelle proteste: chi lo avrebbe mai detto?
Se davvero riusciremo a salvarci insomma, dovremo dire un immenso grazie a Paolo Vanoli che ha dimostrato capacità, grinta, abnegazione ma nel contempo credo anche non sia l’allenatore adatto per la Fiorentina del futuro. Questa stagione è stata talmente travagliata che è come se Vanoli fosse sulla nostra panchina da almeno due anni: abbiamo già capito doti, pregi, difetti e limiti. In tutta sincerità, per far tornare Firenze un fattore, credo sia necessario che il mister della prossima stagione sia una figura capace di riaccendere quell’entusiasmo ormai sopito, un nome che possa far viaggiare di fantasia il tifo viola! Purtroppo penso che questo personaggio non sia Paolo Vanoli.
Per fare nomi, ritratti e descrizioni ci sarà tempo, intanto andiamo a Londra giovedì con la testa più leggera ed un sogno da rincorrere perché nonostante tutto c’è sempre un trofeo ancora in ballo…..
