BarLungo con Simone – Un giro in Sud America: l’Argentina (1° parte)

Nel nostro podcast il “Barlungo con Simone” ci siamo occupati molte volte di Unione Europea, della nostra amata Italia e perfino degli Stati Uniti, ma fino ad oggi ci siamo fermati al Nordamerica. Così facendo però, abbiamo fatto torto a paesi meravigliosi, culture millenarie e popoli che difficilmente hanno conosciuto lunghi periodi di stabilità politica, monetaria ed economica, cioè ai paesi del Sudamerica. In questo nuovo ciclo di approfondimenti, proveremo ad offrirvi un ritratto di alcuni paesi di quella parte del mondo anche perché spesso hanno anticipato grandi cambiamenti che sono poi arrivati in Europa. Abbiamo deciso di cominciare dall’Argentina: nei nostri programmi scolastici ci siamo sempre fermati alla Seconda Guerra Mondiale ed allora il nostro viaggio comincia proprio da lì, accompagnato come sempre dall’amico e professionista Simone Pesucci.

Buon ascolto!

Timidi segnali di risveglio

Uno dei film che mi ha commosso maggiormente è stato “Risvegli” di cui immagino il nostro caro amico Wwayne potrebbe fare una splendida recensione (a proposito ha un blog pieno di post bellissimi su libri, serie e film)!

Ovviamente non ho iniziato il mio articolo in questo modo per promuovere il blog di Wwayne, ma solamente perché se mi dovessero chiedere un’espressione per raffigurare la partita della Fiorentina di ieri a Marassi, userei la frase “timidi segnali di risveglio”. La truppa dell’esordiente mister Vanoli infatti, ha dato l’impressione di aver iniziato a capire che si trova sul ciglio di un burrone e che è necessario iniziare a risalire tutti insieme, un pezzo per volta, un punticino alla volta. Nelle prime parole regalate al sito della società, il mister ha messo il focus sui risultati, sulla necessità di cambiare una mentalità con la quale si è spesso pensato che se non avessimo vinto quella gara, saremmo stati certamente capaci di vincere la successiva, poi quella dopo ed infine quella dopo ancora, con il risultato che, ad oggi, dopo 11 giornate, i viola devono ancora trovare il primo successo in campionato. Per invertire la tendenza, per provare a risalire la china, era necessario bloccare l’emorragia, portare a casa un risultato positivo perché, come ha detto sempre mister Vanoli, la squadra deve capire che le partite che non possiamo vincere, dobbiamo assolutamente imparare a non perderle.

Ecco a Genova, la Fiorentina sembra aver iniziato a dare qualche segnale di inversione di tendenza grazie soprattutto ad alcune individualità che speriamo possano essere in fase di rilancio. La coppia di attaccanti ad esempio, composta da Piccoli e Gudmundsson, al netto di aver trovato entrambi la rete, è sembrata più dentro al gioco, più viva, più capace di scambiarsi palla e posizione. Oltre alla fase offensiva poi, hanno avuto grande disponibilità nel tornare ad aiutare i centrocampisti ed hanno iniziato a fare movimenti coordinati, a cercarsi per giocare l’uno due, a dialogare come invece non avevamo visto in precedenza. Se davanti la Fiorentina ha fatto cose discrete, in mezzo al campo si è confermata l’assoluta imprescindibilità di Sohm: come a Magonza contro il Mainz, lo svizzero ha fatto vedere buone cose in fase di ripartenza, ha mostrato una cilindrata nel motore che in questo momento non è in dote a nessun altro centrocampista viola, ed ha mostrato anche doti tecniche importanti. L’assist per il gol di Piccoli è stato da leccarsi i baffi ed altre giocate a far correre gli esterni hanno messo in mostra ottime doti. Esterni che anche stavolta hanno alternato buone cose, soprattutto difensivamente, con errori marchiani in fase di ripartenza (l’assist sbagliato da Dodò 3 contro 1 mi ha fatto sanguinare gli occhi).  In attesa di Gosens, e con un Parisi da subentrato, almeno sulle fasce i viola sembrano attrezzati.

Le note liete però finiscono qui. Gli altri centrocampisti sono apparsi ancora in ritardo di condizione ed in confusione nella fase di riproposizione del gioco: Nicolussi Caviglia ha toccato decine di palloni ma ne ha sbagliati la maggioranza, mentre Mandragora è stato piuttosto trasparente. La difesa poi, ha ancora una volta mostrato limiti preoccupanti; per salvarsi infatti, la Fiorentina non può permettersi di continuare a prendere rete ogni domenica e tutti sono chiamati a fare di più. Dal portiere De Gea, protagonista della parata sul calcio di rigore di Colombo, ma sempre indeciso in uscita e ieri anche con i piedi, ai tre difensori sempre traballanti. Ammoniti all’alba della gara, Pongracic e Ranieri hanno ancora una volta mostrato limiti imbarazzanti: non ci dimentichiamo che ieri la Fiorentina giocava contro il peggior attacco del campionato (stando alle statistiche avanzate), un attacco che comunque ha trovato il modo di infilare due volte la palla nel sacco. La grossa differenza è che nella scorsa stagione, con Palladino in panchina, la Fiorentina giocava con un blocco bassissimo che prevedeva perfino Gudmundsson al limite della nostra area e veloci ripartenze con palla lunga su Kean con Mandragora, Gosens e Dodò ad attaccare le seconde palle. In questa stagione invece, non siamo né carne né pesce, non attacchiamo alti (come sembrava voler fare Pioli ad inizio preparazione) e non teniamo il blocco basso, inoltre non abbiamo condizione atletica (sarà per quello che da mercoledì i viola faranno doppia seduta giornaliera?).

Resta comunque un pareggio preziosissimo dal punto di vista psicologico, una squadra che finalmente non ha mollato dopo 70 minuti, un allenatore che ha dispensato consigli e pacche sulle spalle per 95 minuti, una squadra che, almeno a parole, sembra iniziare a capire dove siamo finiti. Ho già sentito diversi osservatori disquisire in merito al mercato di gennaio…. io inviterei tutti a pensare a lavorare sul campo per mettere qualche punto in classifica che altrimenti rischiamo ad arrivare all’apertura del calciomercato in condizioni già disperate!!

Per chi volesse ascoltarlo, vi lascio qui sotto il link alla conferenza stampa di Vanoli di ieri dopo il match: un deciso cambio di paradigma nell’universo viola!!

Ecco Vanoli: da dove ripartire?

Al termine di una settimana tragicomica, con un mister che non si dimette nonostante l’ennesima sconfitta, una società che aspetta due giorni per esonerarlo salvo mandare in panchina in Europa Galloppa dicendoglielo poche ore prima di andare in aeroporto, la Fiorentina si ritrova con un “nuovo” Direttore Sportivo, un nuovo allenatore e, tanto per cambiare, una nuova sconfitta.

Tralasciando l’ennesima promozione interna anziché l’ingresso di nuove figure professionali, credo sia opportuno da qui alla fine pensare solo ed esclusivamente al campo poiché rischiamo di ritrovarci nell’anno del centenario non solo senza aver vinto un trofeo e senza la curva Fiesole pronta, ma anche e soprattutto rischiamo di ritrovarci a giocare in serie B. Questa dovrebbe essere la preoccupazione primaria in questo momento non tanto e non solo nostra, ma soprattutto all’interno del bunker Viola Park, luogo dorato in cui stanno passando le loro giornate i “calciatori” sotto contratto con il silente proprietario statunitense. L’arrivo di Paolo Vanoli credo sinceramente che, considerando il modo in cui viene gestita la Fiorentina dal momento in cui è passata nelle mani di Commisso, sia la soluzione migliore. L’ex giocatore viola è cresciuto ed è stato forgiato alla scuola di Antonio Conte di cui è stato il mister in seconda per alcuni anni. Le parole d’ordine saranno dunque lavoro, serietà, sudore, attenzione ai dettagli, senso di appartenenza. Certo Vanoli non sarà uno che regala slogan o frasi buone per i titoli dei giornali, ma in questo momento a Firenze serve innanzitutto una persona che riesca a rimettere ordine nello spogliatoio, in campo, nella squadra.

Se guardiamo alla prestazione di ieri sera a Magonza infatti, i viola hanno offerto il solito film già visto più volte in questa stagione: se certamente l’approccio alla gara è stato buono e solamente a causa di errori macroscopici (in primis di Piccoli) la squadra non è riuscita ad andare al riposo con almeno due gol di vantaggio, la Fiorentina si è però spenta fisicamente ancora una volta dopo soli 60 minuti. La questione della preparazione atletica completamente sbagliata credo sia ormai sotto gli occhi di tutti, una scarsa preparazione fisica che viene poi amplificata dai limiti strutturali della rosa costruita questa estate.

I viola infatti, hanno grandissima difficoltà ad uscire palla al piede da dietro, fondamentale che anche ieri sera ha dimostrato di avere a sprazzi solamente Sohm. Non solo, ma a differenza della scorsa stagione, i viola non riescono nemmeno ad andare ad attaccare alti le seconde palle sulle spizzate della punta proprio perché arrivano sempre in ritardo su tutti i palloni. Non avendo poi esterni che saltano l’uomo, la manovra risulta sempre lenta, prevedibile, incapace di trovare spazi alle spalle dei centrocampisti avversari per andare a giocare in parità numerica davanti. Oltre a tutto questo poi, esiste anche un problema ormai evidente in fase difensiva: siamo proprio sicuri che i nostri difensori siano così adatti allo schieramento a 3? Questo modo di difendere obbliga i due difensori esterni a coprire tutta la zona di campo tra il compagno centrale e la linea laterale, una porzione evidentemente più grande rispetto a quella che si deve gestire giocando a 4. Considerando il momento psicologico e fisico della squadra, sarebbe forse preferibile giocare con una linea a 4 molto bloccata, dedita solamente alla fase difensiva che eviti svolazzi tipo il tacco di Ranieri ieri sera nell’azione del primo gol, o le dormite come quelle di Pongracic sul pareggio e Comuzzo in marcatura (se così la possiamo chiamare) nel gol decisivo.

Se in difesa siamo messi male, certo a centrocampo non brilliamo. Ad oggi l’unico calciatore di cui credo non si possa fare a meno è proprio Sohm: lo svizzero infatti, riesce ad unire fisicità, strappo, cambio di passo e tiro in porta. Certo non è un regista né un faro per gli altri, ma è l’unico in questo momento che riesca a tramutare l’azione da difensiva in offensiva. Gli altri sono tutti giocatori che hanno un passo solo, pochi tempi di inserimento, pochissime giocate di prima. In questo modo diventa difficile costruire qualcosa per gli attaccanti soprattutto se funzionano poco anche gli esterni: ieri sera Dodò ha dato qualche timido segnale di risveglio, mentre Fortini è ormai una certezza anche se il vero Gosens potrebbe cambiare tante cose. In attacco infine, Piccoli è semplicemente imbarazzante: anche nella trasferta tedesca, si è mangiato due reti piuttosto semplici e non è stato capace di essere il punto di riferimento davanti per la squadra. Kean non è quello della scorsa stagione ma resta un calciatore imprescindibile per questa Fiorentina così malandata.

Il riassunto non solo del momento ma anche di tutta questa prima parte della stagione penso possa essere racchiuso nelle parole di Goretti che, quando gli è stato chiesto cosa servisse a questa squadra ha risposto solamente: “serve allenarsi, allenarsi, allenarsi”. Senza tornare a quel che è stato, a Vanoli chiediamo soltanto questo: lavoro, lavoro, lavoro, allenamento, allenamento, allenamento.

VERGOGNA

Vergogna, come quella che gli zombie scesi in campo ieri pomeriggio dovrebbero provare. Vergogna come quella che invece siamo costretti a provare noi tifosi che stamattina, come ogni maledetto lunedì, dobbiamo tornare al lavoro con il cuore gonfio di rabbia, di dolore e sconcerto per le prestazioni della Fiorentina. Noi che siamo anche costretti ad ascoltare le battutine ed i giusti sfottò di tifosi di squadre che almeno sanno con chi possono prendersela se qualcosa non va: con un allenatore, con la squadra o con la società. Vergogna è quella che invece dovrebbero sentire tutti i componenti dell’ACF FIORENTINA per non aver rispettato il significato che quella maglia ha per noi tifosi, per noi persone che spendiamo soldi, togliamo tempo alla famiglia, prendiamo acqua e vento chiedendo in cambio solamente impegno, sudore e dedizione. Conoscete forse qualcuno che tifi seriamente la Fiorentina per vincere qualcosa? Oppure conoscete gente ubriaca del colore viola solamente perché ama la propria città, perché si è innamorata di un calciatore o semplicemente perché così gli ha insegnato il nonno o perché magari è l’occasione per continuare a frequentare quegli stessi amici di una vita illudendosi così che il tempo non passerà mai?

Vergogna come quella che spero tutta la Fiorentina da Commisso fino ai magazzinieri abbiano provato per la prova indegna che hanno messo in campo ieri: l’ex Direttore Sportivo Pradè aveva presentato la sfida contro il Lecce come la partita della vita o della morte e la risposta è stata quella ammirata ieri al Franchi. Complimenti, avete seppellito la nostra maglia ed i nostri colori sotto un monte di letame, avete offerto la plastica dimostrazione di quanto veramente vi interessa essere degli uomini.

Vergogna dovrebbe provarla un allenatore ormai superato che è stato richiamato dalla prigione d’oro per venire a Firenze a proporre il suo calcio fatto di niente: una preparazione a 40 gradi con il tridente ed i proclami sulla Champions League e poi via verso il nulla cosmico! Pioli ha capito che non era scattata la scintilla con la squadra ma nonostante ciò ha continuato nella sua traversata nel deserto: encefalogramma piatto. Nessuna invenzione, nessun cambio di spartito, nessuna idea da mettere in campo.

Vergogna dovrebbe provare un capitano che avrebbe dovuto seguire le orme di Davide Astori, non quelle di un attore che interpreta Arancia Meccanica. Calciatore sopravvalutato, sempre teatrale, sempre pronto a scaricare le colpe su altri, sempre pronto a fare sceneggiate insopportabili. E con un capitano così, si dovrebbe vergognare anche quella banda di calciatori (non possiamo chiamarla squadra) che ha passeggiato per il campo, senza vincere mai un contrasto, senza mai azzeccare un passaggio, senza mai dare l’idea di voler superare l’avversario. Una sensazione di impotenza contro il Lecce di Di Francesco in una partita che poteva essere tranquillamente giocata in Serie C.

Dovrebbe vergognarsi una società, o quel che ne resta, sempre immobile, con un Direttore Generale che ha candidamente ammesso davanti alle telecamere di non sapere come uscire da questa situazione, un ex Direttore Sportivo che ha continuato a fare mercato solamente con i soliti due procuratori sbagliando tutto il possibile. Una società che però non ha altre figure, non ha uomini di campo, non ha soprattutto gente che conosce Firenze e le sue dinamiche. Dopo la morte di Barone, che faceva e disfaceva a suo piacimento, una società seria sarebbe stata ristrutturata con divisioni di responsabilità alla catena di comando. Qui invece, solamente la redistribuzione di competenze a persone che già erano a Firenze ma che hanno dimostrato fin da subito di non essere all’altezza.

E per ultimo la situazione dovrebbe far vergognare anche Rocco Commisso. Arrivato in Italia promettendo mari e monti ad oggi ha il grandissimo merito di aver costruito il Viola Park ma io sinceramente vado allo stadio per divertirmi con una squadra che tiene alto il nome di Firenze non per andare a mangiare le alette di pollo a Bagno a Ripoli. E’ la quarta volta da quando Commisso ha comprato la Fiorentina che lottiamo per non retrocedere; in questi anni si sono dimessi 3 allenatori, un Direttore Sportivo e Pioli al momento è attaccato alla seggiola ma sarà il prossimo. Quale sarebbe dunque il progetto sportivo di questa società? Non ho detto il progetto immobiliare, ho detto quello sportivo….. Quale sarebbe la visione di calcio che state portando avanti? Oggi in tanti finalmente aprono gli occhi ma fortunatamente su questo blog dico le stesse cose da anni, spesso spernacchiato, altre volte attenzionato. Felice finalmente che qualcuno abbia aperto gli occhi ma mia nonna, in queste occasioni, diceva sempre: “Fresche l’ova!!!”

La gara di ieri è un marchio indelebile nella storia della Fiorentina: ci avete insultato con una prestazione indecente dalla quale non vi riscatterete mai.

Il buono, il brutto, il cattivo

INTER – FIORENTINA = 3 – 0

Toccato il fondo si può solo risalire.

Così pensava chi ha creato e scritto questo aforisma, sono però sicuro che costui o costei non fosse tifoso della Fiorentina. Se lo fosse stato, avrebbe invece pensato che, una volta toccato il fondo, si può sempre continuare a scavare per vedere fin dove si può arrivare. Questo è ciò che hanno fatto ieri sera a San Siro Ferrari, Pradè, Pioli ed i calciatori in maglia viola: si tutti loro assieme, nessuno escluso! Se infatti dopo 9 giornate di campionato la compagine di Rocco Commisso ha guadagnato la miseria di 4 punti in classifica, non ha ancora vinto una partita, ha la peggior difesa del campionato al pari dell’Udinese ed il quarto peggior attacco, la responsabilità deve essere necessariamente collettiva! Certo non sarà stata quella di ieri sera la gara da vincere per i viola (come ha detto Pradè) ma prima o poi dovremo cominciare a fare qualche punto o no? Quella di quest’anno è la peggior partenza della storia della Fiorentina, lo hanno capito quelli che dirigono la società e quelli che vanno in campo o no? La città sta iniziando a vergognarsi della squadra, dei risultati, dei calciatori, della società….. al Viola Park lo hanno capito o no?

Certo contro l’Inter Pioli ed i suoi ragazzi non potevano fare molto di più, ma la prestazione di alcuni e l’interpretazione della gara da parte del mister ha lasciato molti dubbi. La Fiorentina ha giocato i primi 60 minuti da squadra, con i reparti corti, un blocco difensivo molto basso, raddoppi in serie sui centrocampisti di Chivu, letture difensive discrete, parate sicure di De Gea, ma soprattutto fisicità. Le scelte inziali di Pioli infatti, avevano voluto pareggiare o quantomeno limitare i centimetri ed i muscoli di una delle squadre più alte e grosse del campionato. Oltre a Pablo Mari in mezzo alla difesa, ecco Comuzzo e Viti in luogo di Pongracic e Ranieri, Sohm e e Ndour in mezzo al campo al posto di Nicolussi Caviglia e Fagioli. Infine Gudmundsson anziché Fazzini per arginare uno dei migliori registi in Europa, cioè Calhanoglu. La formazione era sembrata azzeccata, i viola erano riusciti a contenere abbastanza le trame offensive nerazzurre, insomma non c’era niente da toccare soprattutto nel reparto che fronteggiava il centrocampo dell’Inter, uno dei migliori della Serie A e non solo. Invece Pioli, non si sa per quale motivo, ha scelto di andare a rivoluzionare proprio il cuore del gioco: via Sohm e Ndour, via Gudmundsson che stava marcando pressoché a uomo Calhanoglu e dentro due fringuellotti come Fazzini e Fagioli. Il risultato? Avete presente Fort Apache? L’Inter ha magicamente guadagnato metri di campo e spazi da attaccare ed ovviamente il regista turco ci ha punito con una delle sue giocate. Da lì in poi è calato il buio sulla Fiorentina ed il risultato avrebbe potuto avere dimensioni ancora più esagerate se solo non avessimo ritrovato, almeno per una sera, un De Gea in grande spolvero.

Se le scelte del mister hanno destato qualche critica, un aspetto che è ormai sotto gli occhi di tutti è la pessima condizione atletica della squadra. Come sottolineato più volte anche dal nostro amico Wwayne nei commenti ai miei articoli, la Fiorentina è una squadra che corre poco e non ha cambio di passo. I viola sembrano arrivare sempre secondi sul pallone, paiono pesanti e senza cambio di passo. E’ mai possibile che un calciatore come Gosens, che fino alla scorsa stagione sembrava avere uno scooter sotto i piedi, adesso sia piantato? E che dopo 60 minuti abbia sempre le mani sui fianchi? Dodò, che senza il cambio di passo diventa un calciatore normale, in questa stagione ha il dinamismo di Carnasciali. Pablo Marì ieri ha avuto i crampi negli ultimi 20 (!!!) minuti di gioco, mentre Comuzzo ha l’esplosività di Sbirulino. Gudmundsson è sempre compassato ma almeno sa giocare a calcio, Mandragora e Sohm se non hanno cambio di passo sapete spiegarmi a cosa servono? Il Viola Park, ubicato a Bagno a Ripoli, dove nei mesi di Luglio ed Agosto si registrano molto spesso temperature sopra i 40 gradi con punte molto alte di umidità, siamo proprio sicuri sia il posto ideale per fare la preparazione precampionato? Ah già ma il Dottor Pengue ha detto che non esiste posto migliore…. una voce libera e disinteressata…..

Restano le parole del DS Pradè scolpite nella pietra: la gara di domenica col Lecce è questione di vita o di morte. Qualcuno capirà la gravità del momento?

IL BUONO

  • I risultati delle altre: Pensate come siamo ridotti……
  • De Gea: abbiamo perso 3 – 0 ed il migliore in campo è stato il portiere. Pensate come siamo ridotti……

IL BRUTTO

  • Commisso, Ferrari, Pradè, Pioli, i calciatori: Quando la barca affonda non si salva nessuno. Che tristezza…..

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 2 – 2  

Dal purgatorio all’inferno andata e ritorno.

Se conoscete qualcuno che vuole avere la definizione di una partita pazza, potete tranquillamente consigliare la visione di Fiorentina Bologna, una gara in cui è successo di tutto e di più. Non solo, ma la partita di ieri ha dimostrato ancora una volta perché il calcio è lo sport più bello del mondo: dallo 0-3 ad opera di Dallinga annullato per fuorigioco alla possibile vittoria viola con il macroscopico errore di Dodò al minuto 96 è successo di tutto ed è successo qualcosa che nessuno poteva minimamente prevedere. Una Fiorentina per l’ennesima volta pietosa, senza idee, senza ritmo, senza voglia, senza nessuno spunto, stava perdendo giustamente contro un Bologna che invece stava disputando una partita ordinata e nulla più. La compagine di mister Italiano infatti, era riuscita a portarsi sopra di due reti senza fare niente di eccezionale: una discreta circolazione della palla, una buona aggressione sulle seconde palle, un briciolo di qualità nella metà campo avversaria.

La Fiorentina invece, una squadra senza grinta, senza gioco, senza un minimo di amor proprio: calciatori che camminano manco fossero sul Ponte Vecchio, automatismi che non sembrano nemmeno essere stati provati, giocatori che vengono tirati fuori dalla naftalina forse per disperazione o più probabilmente per far capire a tutti che più di qualcosa non funziona. Altrimenti perché inserire Sabiri a metà ripresa? E perché Gosens cammina stancamente per 60 minuti facendosi scherzare da tutti gli avversari? E poi perché Comuzzo è un desaparecido mentre Pongracic continua a fare più danni della grandine? L’improvvisazione regna sovrana ed in campo sembra che la squadra giochi completamente a caso. Poi però, succede che il direttore di gara scovi Dallinga in fuorigioco, butti fuori Holm per doppio giallo e conceda due rigori solari alla Fiorentina. Peccato che poi Dodò non riesca nella clamorosa rimonta ma del resto siamo la Fiorentina…. nati per soffrire!

Se in campo ed in panchina sembra regnare l’improvvisazione, non riesco a non parlare della nostra società. Ad un passo dal baratro, ad un passo dalla quarta sconfitta interna in quattro gare, mentre finalmente il tifo organizzato della Ferrovia iniziava timidamente a farsi sentire, alcuni tifosi della Tribuna hanno l’ardire di rivolgere un applauso ironico e qualche parola all’indirizzo del Direttore Generale Ferrari. Invece di fare finta di niente, di voltarsi dall’altra parte o magari di scusarsi per l’indegno spettacolo offerto dalla squadra, Ferrari ha invece la grande idea di reagire verbalmente fino al punto di essere accompagnato via da uno steward. E’ ovvio che la violenza deve essere sempre condannata, ma almeno la libertà di applaudire ironicamente allo stadio possiamo ancora averla? Oppure vogliamo tornare alle liste dei buoni e dei cattivi del povero Joe? Pensiamo davvero che sia accettabile ancora a lungo una squadra che fornisce queste prestazioni e che veleggia quasi all’ultimo posto in classifica?

Certo quest’anno Commisso ha speso, tanto e (molto probabilmente) male, avendo in mente la possibilità di avvicinare la Fiorentina alle parti nobili della classifica ma adesso, dopo queste prime giornate, con queste prestazioni e questa graduatoria, non lo capiamo che è il momento di cambiare fase? Vogliamo mettere la squadra, la dirigenza e la città davanti alla realtà? I tifosi lo hanno già capito ma mi sa che sono gli unici: adesso è il momento di lottare tutti insieme per mantenere la categoria, per non scivolare in quella cadetteria che aprirebbe degli scenari ad oggi imperscrutabili. E sarebbe anche il caso che i dirigenti in primis capissero che la gente che si reca allo stadio in casa ed in trasferta, spende soldi e tempo per stare accanto ad una maglia, a dei colori, ad una città che ama visceralmente. In amore non esiste razionalità, dote che dovrebbero avere invece i dirigenti, possibilmente associata ad esperienza calcistica, dote che purtroppo a Firenze sembra non fare curriculum: per lavorare qui sembra invece essere primaria la fedeltà e l’osservanza alle regole interne…. tutte cose che però non servono in uno spogliatoio di calcio.

Avanti così, verso l’abisso!

IL BUONO

  • Fortini: rispetto a Gosens ha voglia, gamba, sfacciataggine. Conquista l’espulsione di Holm e fa avanti ed indietro sulla fascia tante volte. E’ il momento in cui serve gente che brucia l’erba!
  • Dzeko: non fa niente di trascendentale ma ha grande personalità, dote fondamentale in questi momenti. Anche in occasione del secondo rigore, prende la palla e la mette sul dischetto senza esitazioni più volte. Adesso tocca agli uomini veri.

IL BRUTTO

  • Dodò: dopo aver sbagliato decine di cross, è capace anche di non prendere la porta calciando da poco più di un metro senza nemmeno il portiere. Certamente accelera spesso, ma da un brasiliano ci si attenderebbe anche un minimo di doti tecniche…..
  • Gosens: cammina per il campo, si piega sulle ginocchia già dopo un quarto d’ora, si fa scherzare da Orsolini anche di testa. Che delusione il mio Robin…..
  • Mandragora: che la scorsa stagione sarebbe stata irripetibile lo si sapeva tutti, ma per ora mancano anche corsa e grinta. Ndour almeno ci prova…..

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

MILAN – FIORENTINA = 2 – 1  

Si è toccato il fondo.

Ieri sera la gara di San Siro ha mostrato il significato di questa metafora che rappresenta perfettamente la squadra viola, la società di Commisso, mister Pioli, la classe arbitrale, il calciatore del Milan Gimenez.

La Fiorentina ha giocato l’ennesima partita brutta, scialba e noiosa, con una “qualità” di calcio del tutto scadente, con ritmi compassati, con poche idee molto confuse. Pioli ed i suoi ragazzi hanno scelto di tornare ad essere una compagine molto più simile a quella di Palladino, con un blocco basso che difende nella propria metà campo, tre centrocampisti davanti alla difesa, due esterni che si sganciano a turno ed un attaccante isolato come un’oasi in un deserto. Peccato però che nel frattempo si sia passati ad un fraseggio molto più compassato, con un numero maggiore di passaggi orizzontali nonostante le due mezze ali (Mandragora e Fagioli) siano state schierate a piede invertito proprio per cercare una verticalizzazione più veloce; il problema è poi soprattutto che è cambiata la qualità degli interpreti. Dal capitano della Lazio Cataldi si è passati ad un mediano retrocesso a Venezia, da Adli proveniente dal Milan si è passati a Sohm (pagato 15 milioni!!!!) ex Parma, da Bove che veniva dalla Roma si è passati a Fazzini (anche ieri tra i pochi a salvarsi) retrocesso con l’Empoli. Scelte che in una società normale sarebbero state probabilmente l’origine di un allontanamento del responsabile del comparto sportivo. Già, la società, quella in cui il proprietario non si sente più da mesi (e ci può stare dal momento che succede anche a Roma o a Milano), ma soprattutto quella che non è mai stata strutturata fin dal primo giorno dell’arrivo di Commisso. Una società in cui il Direttore Generale Ferrari non ha mai fatto questo mestiere, il Direttore Sportivo Pradè lavora ormai da anni solamente sul mercato italiano con i soliti procuratori, l’area scout per il mercato internazionale è stata affidata ad un DS, Goretti, proveniente dalla Reggiana con esperienza quasi solo in Serie C. Oltre queste tre figure poi, il nulla, nessun General Manager che vada in campo con la squadra, nessun ex calciatore viola che conosca questo ambiente, niente di niente.

E come vorreste affrontare una crisi del genere?

Ma se la prestazione è stata ancora una volta piena di problemi e la società non sembra assolutamente pronta ad affrontarle, vogliamo parlare della classe arbitrale? Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: sul gol di Leao non c’è assolutamente niente da dire poiché Ranieri (che farebbe meglio a pensare a giocare perché come attore è veramente mediocre) deve rimanere fuori finché il sangue continua ad uscire. Il rigore però è allucinante e lo è per diversi aspetti: innanzitutto il VAR non avrebbe dovuto intervenire poiché Marinelli lascia giocare pur avendo visto il contatto! Non solo, ma una volta richiamato, fa esattamente il contrario di quanto detto da Rizzoli appena due settimane fa: invece di punire la simulazione evidente di Gimenez che sembra essere colpito da un cecchino anziché sfiorato da Parisi, assegna un calcio di rigore che se non fosse tragico potrebbe essere definito comico. Per non parlare poi dei sanitari del Milan che mettono il ghiaccio sulla parte sbagliata del viso: ma davvero non provate un minimo di vergogna per una sceneggiata del genere? E davvero vogliamo premiare un atteggiamento così? Ci lamentiamo ogni weekend del fatto che sui campi dei nostri ragazzi ci sono simulazioni alle quali poi si risponde con insulti, sputi e risse…. ma se in Serie A si concede un rigore del genere, di cosa ci lamentiamo?

Certo una tale ingiustizia non dovrebbe essere stigmatizzata da mister Pioli mentre esce dal campo e solitamente le sparate come quella di Pradè in conferenza stampa non stanno molto simpatiche alla Federazione ed al cosiddetto palazzo. Solitamente serve un lavoro continuo, serve intessere rapporti, serve stare sul pezzo, essere presenti alle riunioni, conoscere le persone, frequentare le Leghe e la Federazione. Tutte cose che ad un dirigente esperto e navigato non servirebbe nemmeno spiegare…. già ad un dirigente esperto e navigato…..tipo chi in Fiorentina?

IL BUONO

  • I tifosi: un grande applauso a quegli innamorati persi, quelle persone che hanno speso soldi e perso ore di sonno per vedere l’ennesimo scempio. Un vero esempio di come si ama il colore viola.

IL BRUTTO

  • La società (sempre che esista): ieri sera abbiamo assistito all’ennesimo teatrino di un DS che va in conferenza stampa a fare da parafulmine, a confermare l’allenatore ed a distribuire colpe all’arbitro ma anche ai lavori al Franchi. Alla prossima sconfitta proviamo ad incolpare il meteo…..
  • Pioli: se doveva essere l’uomo che alzava l’asticella allora mi sa che abbiamo sbagliato persona. Mesto e triste come il calcio che propone la Fiorentina.
  • I calciatori: sarebbe anche l’ora di dare qualche responsabilità a chi va in campo. De Gea ieri sera subisce una rete atroce da Leao, Ranieri continua a sembrare un cantante neomelodico napoletano, Fagioli la controfigura del calciatore che era, Mandragora il cugino di quello della scorsa stagione. Svegliaaaaaaaaaaa!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA = 1 – 2  

Un vero incubo.

La miglior Fiorentina della stagione perde anche contro la Roma e resta ancorata sul fondo della classifica con soli 3 punti in 6 gare disputate. Stavolta però, ai viola si può rimproverare poco almeno dal punto di vista dell’impegno, della voglia, della grinta. Ma come dobbiamo prendere questa nuova sconfitta? Come Moise Kean che rassicura tifosi ed ambiente dichiarando che la squadra si riprenderà la posizione in classifica che il valore della rosa merita oppure come un segnale sinistro?

Contro i giallorossi, una delle capoclassifica, i ragazzi di Pioli hanno messo in mostra una prestazione volitiva, piena di tanti piccoli aspetti positivi, una prestazione che però ha consegnato ai tifosi la terza sconfitta interna consecutiva: con l’1-2 di ieri, l’inizio di stagione si distingue per essere il peggiore dagli anni Trenta a questa parte!!! Ed allora, non è che questa rischia di essere un’annata maledetta in cui girano tutte storte? I viola ieri hanno pagato altri due errori difensivi marchiani; dapprima la dormita difensiva di Ranieri (uno dei peggiori ieri) che ha permesso a Soulè di ricevere palla e di calciare in porta dalla sua posizione preferita, poi l’ennesima disattenzione su palla inattiva. Da quanti anni Cristante segna solamente gol di testa anticipando gli avversari sul primo palo?  E da quanto tempo sappiamo che le squadre di Gasperini sfruttano benissimo i calci d’angolo? Mandragora invece, come tanti suoi compagni nelle gare precedenti, si è reso protagonista di un sonnellino prolungato perdendo l’avversario che non ha fatto nemmeno troppa fatica per insaccare il raddoppio.

Ma quello che più inquieta, è che i viola hanno avuto diverse occasioni per pareggiare la contesa, occasioni che negli anni scorsi avrebbero fatto festeggiare calciatori e tifosi. Il palo interno di Kean, la traversa di Piccoli ed infine l’errore clamoroso di Gosens…..dunque che dite, essere ottimisti per la prestazione o pessimisti per i brutti segnali? Nel frattempo, i tifosi avevano già deciso come e da che parte schierarsi. Sia con i volantini precedenti alla gara, che con il comunicato successivo, i gruppi organizzati della Fiesole hanno deciso che l’unico responsabile di questo brutto inizio di stagione della Fiorentina ed in generale del momento viola è Daniele Pradè. Una presa di posizione dura, netta, che fa seguito a quella della scorsa estate quando il dirigente romano era stato messo nel mirino dalla curva. Lungi da me difendere il Direttore Sportivo che oggettivamente nelle ultime stagioni ne ha azzeccate veramente pochine ma, sinceramente, può davvero essere individuato come l’unico responsabile di questa situazione?

Da che mondo e mondo, una squadra che parte per arrivare nell’Europa che conta ed alla sesta giornata è in zona retrocessione, dovrebbe quantomeno provare a dare delle giustificazioni. E normalmente le spiegazioni sono dovere dei calciatori, dell’allenatore o della società (sempre che esista)? La verità è che Ferrari e Pradè sono campioni mondiali di nascondino, gente che fa capolino solamente in occasione della presentazione dei calciatori; ma adesso non servirebbe qualcuno che comunica con i tifosi, con la città, con la piazza?

Per non parlare poi della proprietà: Commisso doveva tornare a Firenze nel mese di settembre ma purtroppo, per questioni di salute, non ha potuto raggiungere la città. Nei primi anni però, la sua presenza si sentiva anche con conferenze stampa, interviste alla radio ed alla tv, lettere aperte alla città. Ed ora? Veramente l’universo Fiorentina pensa di poter gestire una situazione così complicata in questo modo? Ed i gruppi organizzati della Curva credono che sia tutto demerito del solo Pradè? Oppure fa solamente comodo per non toccare il padrone del vaporetto?     

IL BUONO

  • Kean: sembra tornato finalmente ai livelli della scorsa stagione. Certo ha giocato una partita in solitaria, non servendo mai il compagno anche se si trovava in posizione migliore per battere a rete ma quando lotta come un leone, segna, fa salire la squadra e si porta sulle spalle tutti gli altri, vuoi anche dirgli qualcosa? Il faro della squadra.
  • Fazzini: se Kean ha ritrovato gli spazi e le occasioni molto è merito anche di questo ragazzo che gioca sempre a 100 all’ora e vede il calcio come pochi. Fisicamente non è e non sarà mai dominante, ma la visione di gioco ed il tocco di palla è di categoria alta. Avanti così!!

IL BRUTTO

  • Ranieri: ancora una volta sovrastato fisicamente, stavolta ha anche la grave colpa di addormentarsi contro Soulè. Se cala anche il livello di attenzione non potrebbe rifiatare?
  • Gosens: in debito d’ossigeno già dopo 60 minuti, si macchia dell’errore incredibile sotto porta a fine gara. Oltre a ciò non è nemmeno più quel trascinatore dentro e fuori dal campo che abbiamo conosciuto lo scorso anno. La sosta lo aiuterà?
  • Gudmundsson: la pazienza finisce quando vedi un calciatore che passeggia per il campo e non ci prova nemmeno. Ecco, siamo arrivati esattamente a quel punto. Basta, non lo sopporto più!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SIGMA OLOMUC = 2 – 0  

Stavolta contava davvero solamente vincere.

Dopo un inizio di stagione horror, con statistiche da non dormirci la notte, la Fiorentina aveva il solo obiettivo di tirare un sospiro di sollievo. Se pensiamo che, ad oggi, i viola in Serie A hanno il peggior inizio da quando la vittoria vale tre punti, sono la compagine con il minor numero di tiri in porta del campionato e con il portiere con il maggior numero di parate, è del tutto evidente che più di qualcosa non funziona.

Nelle ultime stagioni la Conference League è spesso servita per far recuperare la migliore condizione ad alcuni calciatori, per sperimentare cose nuove, per dare minuti ai giocatori meno impiegati in rosa. Stavolta invece, la gara disputata contro il Sigma Olomuc, aveva una grande importanza dal punto di vista psicologico: quante volte è bastata ad una squadra una scintilla per riaccendere un fuoco? In quante occasioni abbiamo visto compagini trasformate in poco tempo grazie ad una striscia di risultati?

Sgomberiamo subito il campo dai dubbi: per me la Fiorentina non è in questa condizione! Anche ieri sera, contro un’avversaria modesta, i viola hanno mostrato i soliti problemi di questo avvio di stagione. Manovra lenta, difficoltà nel vincere i confronti individuali, poca personalità, approccio vacanziero (avete visto Gudmundsson?), sbavature difensive incredibili (vero Pongracic e Dzeko?). Nello specifico, Pioli ha riproposto il consueto 3-5-2 all’interno del quale Comuzzo non riesce più a trovare spazio (nemmeno col Sigma?), con Fagioli (molto presunto) faro del centrocampo che però ha nuovamente steccato la prova. Davanti poi, accanto ad un buon Piccoli che ha giocato quasi sempre sulla linea del fuorigioco, ecco un Dzeko che sembra essersi accorto tutto insieme dei suoi quasi 40 anni: spento, senza spunto, senza idee ed anche protagonista di alcuni errori al limite dell’area di rigore viola che potevano costare decisamente caro. Oltre al risultato dunque, anche stavolta c’è ben poco da salvare: oltre al citato centravanti, da sottolineare la prova di Ndour che, dopo un inizio di amichevoli scoppiettante, era stato messo tra gli oggetti smarriti. Gol, assist, presenza fisica, personalità: per domenica contro la Roma ci farei un pensierino!

A proposito, domenica al Franchi alle 15 arriva una squadra col vento in poppa nonostante la sconfitta europea di ieri sera: in testa alla classifica, con un Gasperini che sembra già padrone della situazione, servirà una Fiorentina molto diversa da quella “ammirata” in queste prime 5 giornate di campionato. Senza una netta inversione di marcia, rischiamo seriamente di venire sconfitti sonoramente subito prima di una sosta che diventerebbe l’occasione per un processo senza sconti nei confronti di tutti, nessuno escluso!

IL BUONO

  • Piccoli: finalmente un attaccante che trova il gol. In campionato ancora non ci era riuscito nessuno, stavolta l’ex Cagliari non fallisce un’occasione simile a quelle già capitategli con Torino e Napoli. Gioca una partita in cui attacca quasi sempre la profondità cercando di allungare la squadra. Speriamo da qui inizi una nuova storia.
  • Ndour: l’assist a Piccoli e poi lo splendido gol. Al netto di questo però, la sua prestazione è condita da tante piccole cose positive fatte tutte con personalità, direi quasi sfacciataggine. In una squadra in cui fino ad oggi tutti si sono rivelati dei pulcini bagnati, un pò di personalità è proprio quel che ci vuole. Se poi ci aggiungiamo anche una fisicità che né Fagioli né Fazzini possono dare, perché così tanto tempo fuori dalle rotazioni? Potrebbe essere un perno futuro.
  • Parisi: dopo diverse prove sconcertanti, stavolta l’ex Empoli mi ha convinto. E’ entrato con il piglio giusto, non ha avuto paura di sbagliare, ha vinto diversi duelli diretti. Questo è il calciatore che avevamo acquistato!

IL BRUTTO

  • Dzeko: una prestazione sconcertante che mi colpisce ancora di più perché arrivata dal calciatore con più esperienza di tutti. Dov’è finito il vero Edin?
  • Fagioli: credo si sia vicini ai giudizi definitivi. E non saranno teneri.
  • Condizione atletica: ecco, questa è una cosa che mi preoccupa molto. Al termine della gara, vedere Pongracic sfinito, Ranieri boccheggiare, Piccoli con i crampi mi fa pensare. Siamo sempre sicuri che fare la preparazione ai 42 gradi di Bagno a Ripoli sia una grande idea?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

PISA – FIORENTINA = 0 – 0  

Uno stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come rispondere a quanto le è chiesto; anche uno stato di disagio provocato da un sentimento di timore, di soggezione, di pudore. Questa è la definizione che la Treccani ci offre per il termine IMBARAZZO. Non so cosa ne pensiate voi ma credo che manchi una parte della definizione, cioè quella in cui si definisce imbarazzo come il sentimento che il tifoso della Fiorentina prova in questo momento, un momento in cui la propria squadra, partita con grandi ambizioni, ha raggranellato solamente 3 punti in 5 gare, peggior partenza della storia viola nell’era dei tre punti.

La partita alla quale abbiamo assistito ieri in quel di Pisa, un derby che si tornava a giocare dopo un tempo immemore, è stata a tratti raccapricciante. Una squadra, la Fiorentina, che è stata mangiata viva dal punto di vista dell’aggressività, della voglia, del ritmo. Fino a che i ragazzi di Gilardino hanno avuto gambe e fiato, Ranieri e compagni non sono riusciti a creare nulla ed hanno anzi rischiato di capitolare per mano dell’ex Nzola. L’approccio dei viola è stato diverso, con una difesa più bassa guidata da Pablo Marì ed un centrocampo in cui Nicolussi Caviglia e Mandragora si trovavano di fronte due trequartisti con i quali avrebbero dovuto dialogare per creare qualcosa di interessante. La realtà però è stata disarmante, con il solo Kean a lottare come un leone per inventarsi uno straccio di occasione, ed una squadra senza un barlume di gioco né di idea.

Nella ripresa poi, oltre al palo di Cuadrado (calciatore più vicino ai 40 che ai 30 che ha scherzato più volte il fenomeno Dodò che fa pure le bizze per il rinnovo), sono state le decisioni arbitrali di Manganiello a tenere Pioli ed i suoi a galla: dapprima un gol annullato (secondo me giustamente) per un fallo di mano, poi un rigore non concesso ai nerazzurri per un fallo di mano di Pongracic apparso a me ed a molti altri assolutamente punibile. Al netto delle decisioni arbitrali, credo sia giunto il momento di dire le cose come stanno: certo Pioli non sarà il migliore allenatore del mondo, chiaro che il mercato non avrà centrato tutti i colpi che servivano, ovvio che Commisso sia colpevolmente lontano dalla squadra e dal Viola Park, ma lo scempio al quale stiamo assistendo è del tutto inaccettabile. La Fiorentina ha giocato con una difesa a 3 cercando il duello individuale a uomo in tutte le zone del campo, ha provato con lo schieramento a 4 a zona, poi è tornata ieri ad una difesa più bassa e bloccata con Pablo Marì in mezzo al reparto. A centrocampo si è provato a giocare 3, a 4 ed a 5, davanti abbiamo giocato con le 3 punte fisiche, con i due attaccanti pesanti, con un trequartista più Kean e ieri con 2 trequartisti più Kean. I risultati però, sono sotto gli occhi di tutti e la verità è che i maggiori responsabili sono proprio quelli che a Firenze vogliamo sempre difendere, cioè coloro che indossano la maglia viola. Dov’è il trottolino amoroso Dodò che è talmente innamorato di Firenze da colorarsi i capelli di viola? E Gudmundsson che sembra pensare a tutto tranne che al campo? Qualcuno poi ha notizie di Fagioli o dobbiamo chiamare “Chi l’ha visto?” Se poi sapete che fine hanno fatto Pongracic e Ranieri mi fate un fischio? Alla fine in campo vanno i calciatori e mi sembra che, ad oggi, sia stata la componente meno toccata dalle critiche di tutti gli osservatori, giornalisti, tifosi. Vogliamo cominciare ad individuarne le responsabilità?

IL BUONO

  • Risultato: pensate voi cosa mi tocca scrivere!! Sono costretto a dire che, per il numero di occasioni create, alla Fiorentina è pure andata bene…. Vi immaginate cosa sarebbe successo con una sconfitta? Che tristezza infinita.

IL BRUTTO

  • Dodò: il giocatore a tratti dominante che abbiamo visto nelle scorse stagioni a Firenze è sparito. E non è sparito solamente il giocatore, ma anche (e questo è l’aspetto più grave) il compagno di squadra. Troppe volte in questo inizio di stagione lo abbiamo visto lamentarsi, allargare le braccia, redarguire chi indossa la sua stessa maglia. Abbassiamo la cresta e ricominciamo a giocare per bene, poi semmai si potrà anche parlare.
  • Gudmundsson: la pazienza è veramente agli sgoccioli. Hai voglia? Sennò fuori e dentro Fazzini accanto a Kean che qui non abbiamo bisogno di figurine ma di calciatori in carne ed ossa. The end.
  • Nicolussi Caviglia: il perfetto esempio di come un calciatore che viene da squadre retrocesse non possa invertire da solo la tendenza senza un contesto che lo aiuti. Ma almeno le punizioni possiamo tornare a calciarle come a Venezia?

A voi per i commenti!!