Il buono, il brutto, il cattivo

VIKTORIA PLZEN – FIORENTINA = 0 – 0

Una noia mortale come poche altre volte!

Una partita indecente per qualità di giocate, ritmo, occasioni da gol, gesti tecnici. Se fossi capitato per caso su Viktoria Plzen Fiorentina avrei pensato di assistere ad un’amichevole del giovedì o magari ad una partita di amatori non certamente degna di un palcoscenico europeo. Ieri sera si sono affrontate una squadra decimata dagli infortuni, quella ceca, che contava sette assenze di cui almeno tre titolari, ed una del tutto apatica, senza guizzi né capacità di andare in verticale verso la porta avversaria. Certamente poi, l’atteggiamento dei  padroni di casa non ha aiutato lo spettacolo né il bel gioco…. Undici calciatori sotto palla ad aspettare che la Fiorentina sbagliasse con difensori che picchiavano come fabbri non appena qualche viola saltava l’avversario. Ma del resto, il Viktoria Plzen ha raggiunto lo storico traguardo dei quarti di finale di una coppa europea giocando così anche al completo, perché avrebbe dovuto cambiare atteggiamento contro la Fiorentina? Soprattutto contro una Fiorentina alla quale sembra essersi spenta la luce anche nei suoi uomini migliori: Nico che ormai è da mesi l’ombra del calciatore ammirato in passato, Arthur che non gioca più a due tocchi come inizio anno ed è diventato un calciatore scolastico e scontato, Belotti che non stoppa un pallone nemmeno per sbaglio e non trova più nemmeno la posizione in area di rigore, i subentrati come Barak e Nzola che hanno la stessa voglia che ho io di recarmi in ufficio il lunedì mattina dopo un posticipo vissuto al Franchi.

Resta comunque la pochezza di una rosa che è stata impoverita progressivamente dalla proprietà con scelte finanziarie anziché calcistiche, ma resta anche un impianto di gioco che non sembra ormai essere condiviso nemmeno dai calciatori che non vanno mai oltre il compitino, il passaggio scontato, la circolazione della palla in orizzontale. La furia agonistica, la voglia di azzannare la partita, sembra essere finita con il triplice fischio al termine della gara con l’Atalanta. Da lì in poi il nulla cosmico, il piattume inguardabile, la noia mortale. Dispiace vedere un ciclo finire come una fiamma che si spenge sempre più lentamente, dispiace soprattutto perché rischia di far dimenticare tutto il buono che è stato fatto nei due anni e mezzo precedenti. Mi sarei però aspettato sinceramente qualche cambio di spartito, una ricerca di qualcosa di diverso che potesse far riattaccare la spina ai calciatori ed invece no…. anche ieri sera le stesse sostituzioni ruolo su ruolo, solito modulo utilizzato dall’inizio alla fine, stesso copione ormai recitato a memoria non per convinzione ma per abitudine. Mi sarei aspettato qualcosa di diverso soprattutto nelle gare di campionato che, diciamocelo sinceramente, ormai non contano assolutamente più nulla! Ed allora perché non utilizzarle proprio per provare qualcuno o qualcosa di diverso? A parte Biraghi che resta un mistero della fede, Nico in queste condizioni ad esempio cosa serve? Ed Arthur invece? Che fine ha fatto Duncan che è stato il miglior centrocampista viola per più di mezza stagione? E non solo: considerando che i nostri esterni non sono mai stati decisivi e l’unico, cioè il 10 argentino, non lo è più da mesi, non potremmo pensare ad un cambio di modulo mettendo due punte una accanto all’altra? Oppure a riportare Beltran più vicino alla porta?

Domande che resteranno certamente senza risposta, quella che adesso deve assolutamente dare giovedì prossimo la squadra per riuscire a centrare un’altra semifinale europea a distanza di 12 mesi.

IL BUONO

  • Dodò: impiegato per la prima volta per gli interi 90 minuti dopo l’infortunio, gioca una partita saggia anche se talvolta confusionaria. Ha la voglia ed il ritmo che tanti altri compagni non hanno e sembra tra i pochi volenterosi anche nella fase offensiva. Deve ancora oliare qualche meccanismo, ma sembra sulla strada giusta. Un innesto importante per il finale di stagione.
  • Il risultato: probabilmente spingendo un pò di più i viola avrebbero potuto anche rischiare di vincere, ma nell’ottica dei 180 minuti alla fine può andare bene anche così. Al ritorno servirà però una maggiore pericolosità, soluzioni offensive diverse e maggiore qualità nell’esecuzione. La qualificazione è alla portata!

IL BRUTTO

  • Tutto il resto: manovra lenta ed involuta, errori individuali allucinanti, poca cattiveria in campo, assenza di occasioni. Serve altro?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

JUVENTUS – FIORENTINA = 1 – 0

Un campionato anonimo che rischia di cancellare tutto il resto.

Questo è ciò che sta accadendo alla Fiorentina di Vincenzo Italiano che è ormai in caduta libera, con solo due vittorie nelle ultime 12 gare di campionato, quintultima nel girone di ritorno. Che potesse esserci un calo fisiologico vista anche la contemporanea presenza su tre fronti potevamo aspettarcelo, ma questo calo così verticale è assolutamente inaccettabile. Tanto più perché l’approccio alla gara di ieri sera è stato inguardabile: una squadra sotto ritmo, con calciatori che passeggiavano per il campo, zero contrasti vinti, nessuna idea di gioco né avversario superato nemmeno dai calciatori dai quali sarebbe doveroso aspettarsi di più, Nico su tutti. Se questo è il modo ci chiudere un ciclo a Firenze, Italiano ed i suoi ragazzi hanno scelto quello peggiore snobbando quella che per Firenze non è e non sarà mai una partita come le altre. Se Biraghi, il mister, Nico e tutta la truppa ancora non l’hanno capito, allora si possono tranquillamente accomodare su altre panchine o vestirsi con altre maglie. Lo avrei potuto capire contro altri, ma con la Juve no, quella Juve che faceva sfoggio della coppia di attaccanti che gli abbiamo gentilmente donato incassando quasi 120 milioni, quella Juve che non vinceva da 42 giorni ed era in evidente crisi di gioco, condizione e risultati. E la Fiorentina come ha deciso di giocare la partita? Invece di azzannarla senza tregua, un po’ come aveva fatto in Coppa Italia contro l’Atalanta, i viola hanno fatto la figura di quelli che disputano la partita tra scapoli ed ammogliati, in ciabatte e con qualche Peroni di troppo sullo stomaco, di quelli che sbuffano dopo il pranzo di Natale o di Pasqua. Tolti Ranieri, Kayode ed in parte Bonaventura, il primo tempo è stato imbarazzante per qualità di (non) gioco, per atteggiamento, voglia ed intensità. Che io sappia, non ci dovrebbero essere i mondiali in Qatar, quindi potreste dire a Nico che non ha più scuse? Ed a Kouamè potremmo chiedere di azzeccare uno stop prima di fine stagione?

Detto della pochezza tecnica di una squadra che è stata indebolita anziché rinforzata dalla nostra amata società, anche il mister stavolta non mi ha assolutamente convinto. Innanzitutto nell’atteggiamento di una squadra che non si è minimamente capito che razza di partita volesse fare e poi nella gestione degli uomini. La formazione iniziale è stata un ibrido difficilmente comprensibile: volevamo fare turnover oppure no? Volevamo provare a giocarla oppure no? Ci interessa il campionato oppure no? Se, come credo io, la priorità è data alle coppe, allora che ci faceva Kayode in campo? E Bonaventura, Nico, Mandragora e Belotti? Non solo…. ma alcuni di questi giocatori sono stati tolti dopo 45 minuti probabilmente per preservarli per giovedì ed allora non aveva più senso, nel caso, farli subentrare dopo? Non solo ma se vuoi far giocare Barak (che è uscito dal campo nemmeno sudato), mi spieghi a cosa serve fare un continuo possesso palla orizzontale? Il ceco, si dovrebbe ormai averlo capito, ha bisogno di giocare sulle seconde palle, sulle spizzate, sull’attacco dello spazio creato dalla prima punta: giocando come nel primo tempo di ieri ha senso schierarlo? Eppoi credo e spero che, a questo punto della stagione, si sia ormai capito che la Fiorentina non può fare a meno delle giocate, dell’elettricità, dell’intraprendenza di Lucas Beltran. Anche ieri sera, nella ripresa, è stato l’unico in grado di accendere la luce in una serata bruttissima, l’unico ad avere voglia di saltare l’uomo, l’unico a provare fino in fondo la giocata.

Resta l’amarezza per una sconfitta contro una squadra che gioca il calcio dei tempi di Marco Columbro. Non solo in bianco e nero la maglia, ma anche la TV che trasmette la partita direttamente dal paleozoico. Una squadra che, pur avendo qualità, gioca il peggior calcio d’Italia in rapporto ai calciatori che ha, che però ha battuto la Fiorentina per 1-0 sia all’andata che al ritorno. A questo giochino conta chi fa rete e noi…. lasciamo perdere. Ora testa al Viktoria Plzen nella speranza che i viola siano quelli visti contro l’Atalanta, altrimenti  la strada potrebbe farsi impervia.

IL BUONO

  • Beltran: come già detto, la Fiorentina non può più fare a meno di lui. Appena entra in campo, il gioco viola nella metà campo avversaria trova fluidità, profondità e genialità. Un calciatore del genere in una sfida di coppa può essere decisivo.
  • Sottil: ebbene sì, proprio lui, l’uomo più pettinato dopo Mandragora stavolta mi ha convinto. Entra con quella sana strafottenza che spesso me lo fa odiare, ma stavolta la usa nel modo giusto. Punta sempre l’avversario, spesso lo salta, fa anche ammonire Cambiaso. Nel deserto viola, sembra quasi un funambolo.
  • Maxime Lopez: in una partita dai ritmi messicani, sembra una piovra in mezzo al campo. Gioca e distribuisce decine di palloni in modo saggio, facendo guadagnare alla propria squadra un netto predominio territoriale. Peccato che manchi sempre la giocata geniale che potrebbe imbucare l’attaccante. Resta un mezzo giocatore che spero venga sostituito nella prossima stagione.

IL BRUTTO

  • Nico Gonzalez: se volete farvi ammaliare dal tiro che Szczesny devia miracolosamente sulla traversa fate pure, ma la prestazione è largamente insufficiente. Non vince mai un confronto diretto con il proprio difensore e, nell’unica occasione in cui ci riesce, mette un cross direttamente fuori dallo stadio. Nico sveglia che per le coppe serve quello vero!!
  • Barak: Tonino stai tranquillo che il ciuffo era perfetto e ti hanno fatto un sacco di primi piani dove risaltava bene l’abbronzatura. Lo vedrei meglio in Via Montenapoleone.
  • Il primo tempo: assolutamente inaccettabile!!!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ATALANTA = 1 – 0

Una Fiorentina da stropicciarsi gli occhi!

Come avevamo anticipato su questo blog, la Fiorentina doveva assolutamente cambiare pelle ed interpreti per essere all’altezza di una semifinale di Coppa Italia, e così è stato. Resta anzi il rimpianto per una vittoria che poteva essere molto più rotonda se solo non avessimo trovato sulla strada il portiere italiano più promettente dell’ultima generazione, quel Marco Carnesecchi di cui invocavo l’acquisto al “Corner Viola” già due stagioni fa quando aveva appena conquistato la promozione con la Cremonese. Allora costava circa 12 milioni, l’Atalanta faceva giocare Musso e, un po’ come Vicario, si doveva avere solamente fiducia nella crescita di un giovane azzardando un po’: purtroppo però, la nostra società è questa e noi ancora oggi abbiamo un discreto portiere, che faceva la riserva ad Empoli, a difendere i nostri pali.

Tornando a ieri sera, contro i bergamaschi i viola sono tornati ad essere una squadra compatta, feroce, gestita alla grande da un allenatore che, pur facendo giocare Bonaventura nei due di centrocampo più Beltran, Kouamè, Nico e Belotti, è riuscito a tenere a bada l’Atalanta sapete in che modo? Eh si… proprio con quella difesa alta, quella squadra corta e stretta che secondo tanti esperti sarebbe il male assoluto di questa Fiorentina. La verità è che quando Milenkovic tiene la spina attaccata, quando finalmente gioca Parisi (questa la pecca più grande del mister), quando Nico e Jack tornano ad essere importanti qualitativamente e quando hai due attaccanti come Belotti e Kouamé che tengono la squadra alta e sporcano tutte le linee di passaggio avversarie, allora la Fiorentina torna ad essere quella squadra rognosa che in questi anni ci ha fatto tanto divertire ed è arrivata in fondo a quasi tutte le manifestazioni.  L’Atalanta nel primo tempo è stata annichilita proprio in quelle cose che normalmente la fanno stare al top del calcio italiano: il ritmo, l’aggressività, le marcature preventive, la capacità di interdire e ripartire. In tutto questo stavolta la Fiorentina è stata perfetta e se solo avessimo a disposizione attaccanti più precisi sotto porta ed esterni più decisivi, il risultato sarebbe stato certamente più rotondo.

Resta la netta sensazione che la squadra e Vincenzo Italiano abbiano ben in mente quale siano le manifestazioni da privilegiare in questo finale di stagione. Troppo differenza, seppur con interpreti diversi, c’è stata, in termini di gioco ed applicazione, tra la prova contro il Milan e quella con l’Atalanta. E rimane anche una grande amarezza per un punteggio che poteva essere ben più rotondo per le occasioni avute ed il volume di gioco sviluppato in 90 minuti belli, tirati, intensi ed appassionati. La gara di ritorno sarà una battaglia sportiva che dovrà essere interpretata esattamente come ieri sera ricordando sempre che la rosa dei bergamaschi, già più ricca di quella viola nella gara di ieri sera, potrà annoverare anche Zappacosta e De Ketelaere che non hanno partecipato alla gara. La Fiorentina invece, potrà contare sulle stesse forze sperando in un Nico Gonzalez finalmente più vicino al top della condizione e nell’assenza di problemi fisici da qui al 24 aprile.

Intanto domenica sera la Fiorentina è attesa alla trasferta di Torino contro la Juve: a parte la rivalità, il risultato conta ancora qualcosa per il nostro percorso?

IL BUONO

  • Mandragora: le sue prestazioni sono in netta risalita e finalmente sembrano dare un senso ad uno degli acquisti da me più contestati degli ultimi anni. Gioca una partita di grande sostanza, rincorre tutti, ed è capace anche di far ripartire l’azione con saggezza. Certamente avere accanto un giocatore dell’intelligenza e dell’esperienza di Bonaventura aiuta, ma stavolta la farina del suo sacco è assolutamente ottima. Il gol poi è una perla da riguardare in loop!
  • Parisi: schierato finalmente da titolare nel suo ruolo, gioca una partita diligente senza strafalcioni e con alcune sortite offensive interessanti. Una gara normale, considerando il titolare del ruolo, sembra una gara da fenomeno. La sua mancata titolarità resta l’errore più grande della gestione Italiano.
  • Linea difensiva: dopo i due gol tragicomici subìti dal Milan, Milenkovic e soci tornano attenti, cattivi, compatti. Ranieri in mezzo resta un valore aggiunto, ma stavolta è proprio la chimica di reparto a funzionare (e giocavamo alti anche ieri sera!). Speriamo sia un’inversione di tendenza.
  • Il lavoro sporco degli attaccanti: posto che per me la punta deve fare gol, ieri sera mentre guardavo la Fiorentina mi chiedevo quanto diavolo corrono i nostri attaccanti…. anche contro l’Atalanta i viola hanno giocato con Bonaventura più quattro giocatori che sono attaccanti o esterni offensivi. Come fare a tenere gli equilibri di squadra? Semplice (sulla carta): stando compatti, corti e soprattutto ritardando la riproposizione del gioco avversario con una pressione feroce e sporcando le linee di passaggio. In questo Bellotti, Beltran, Nico e Kouamè sono stati commoventi. Per il gol si prega di ripassare…..  
  • Carnesecchi: solitamente non parlo mai dei giocatori avversari, ma ho da sempre un debole per questo portiere che non concede nulla ai fotografi, è giovane, ha personalità e tecnica di parata. E noi facciamo sempre le nozze coi fichi secchi…..

IL BRUTTO

  • Risultato finale: se guardiamo alla prestazione della squadra ed alle occasioni avute, la sola rete di vantaggio è troppo stretta. Un peccato soprattutto in vista della gara di ritorno quando l’Atalanta davanti al proprio pubblico sarà probabilmente diversa. Servirà una Fiorentina nuovamente perfetta per passare il turno!

A voi per i commenti!!

Tra Milan ed Atalanta cambierà qualcosa?

Se la gara di sabato contro il Milan doveva darci la misura di quel che sarà il finale di stagione viola, allora le previsioni virano al peggio. Ancora una volta infatti, la Fiorentina ha giocato una partita in cui, dopo le difficoltà iniziali, è riuscita a creare occasioni da rete ed a macinare calcio nonostante il centrocampo muscolare schierato e composto da Duncan e Mandragora: anche stavolta però, abbiamo assistito ad un film che ormai conosciamo a memoria….. dormita difensiva, errori degli attaccanti ed i viola che escono tra gli applausi ma senza punti in classifica.

Certo che il minuto di silenzio, l’atmosfera, il pathos che abbiamo vissuto allo stadio Franchi sabato sera non è stato nemmeno minimamente paragonabile rispetto a quello per Davide Astori. E non solamente per un trasporto ed una commozione minore o comunque differente rispetto a quella di Fiorentina Benevento, ma anche per la reazione della squadra che è stata al di sotto delle aspettative, o almeno al di sotto di ciò che mi aspettavo. I ragazzi di Vincenzo Italiano hanno giocato certamente una gara importante, ma senza quel sacro fuoco, quella determinazione feroce che avrebbe potuto permettere ai viola di colmare l’evidente gap contro un Milan che, senza Theo Hernandez, si è comunque potuto permettere di lasciare fuori anche Pulisic.  La sconfitta contro i rossoneri credo che metta definitivamente in soffitta l’idea perorata da alcuni ma non da me (vedi il mio intervento nella trasmissione radiofonica del Benzivendolo che mi ospitato insieme a Bomber Simo) che questa Fiorentina, costruita in questo modo dai dirigenti viola, possa reggere la corsa su tre fronti. Giudico personalmente un miracolo che all’inizio di aprile la squadra guidata da Vincenzo Italiano sia ancora in corsa in semifinale di Coppa Italia, ai quarti di Conference League ed in scia per un piazzamento in Europa, ma da ora in poi dobbiamo assolutamente fare una scelta. Credo tra l’altro di non essere l’unico a pensarla così, vista anche la formazione schierata contro i rossoneri di Pioli! Al netto della squalifica di Bonaventura, affrontare il Milan senza il difensore più attento ed arcigno che abbiamo (Ranieri), senza uno dei pochissimi calciatori di rango internazionale a disposizione del mister (Nico Gonzalez) e con un centrocampo privo del cervello della squadra (Arthur), denoti un’idea bizzarra di voler fare a tutti i costi risultato contro il Milan. Anche l’applicazione con cui sono stati curati i dettagli non è stata quella necessaria a fare punti contro una compagine che resta comunque saldamente ancorata alla zona Champions League.

Adesso poi, come se non bastasse, nel giro di 4 giorni Atalanta e Juventus si stagliano all’orizzonte per dare altre due sentenze importanti. Se con una sconfitta a Torino il discorso campionato sarebbe praticamente chiuso, adesso non può e non deve mancare la prestazione contro la squadra guidata dall’allenatore più diversamente simpatico d’Italia. Certo è che la partita sarà completamente diversa, visto che i bergamaschi sono una compagine abituata ad andare sempre a 100 all’ora, una squadra che attacca con tantissimi uomini ma, proprio per questo, concede spesso spazio alle spalle dei propri difensori. La Fiorentina dovrà giocare la partita praticamente perfetta: marcature preventive precise, riconquista della palla nella metà campo avversaria, ripartenze rapide ed in verticale, gestione dei ritmi della partita. Sarà importantissimo non farsi portare ad andare a tutto gas per tutta la gara vista la differenza clamorosa di qualità della rosa e dei calciatori pronti a subentrare. L’Atalanta infatti è una di quelle società che, a differenza della Fiorentina, ha reinvestito completamente ciò che ha incassato da una cessione quale quella del proprio capocannoniere dello scorso anno, e lo ha fatto in modo scientifico: solo giocatori adatti al gioco del proprio allenatore, solo giocatori che fossero pronti fin da subito e capaci di far parte dell’ingranaggio nerazzurro grazie all’esperienza internazionale. Il pronostico insomma è dalla parte bergamasca, ma Vincenzo Italiano ci ha mostrato in questi anni che nelle sfide di Coppa difficilmente sbaglia: e se riuscissimo di nuovo nel miracolo?

Chi è stato Joe Barone per Firenze?

Per scrivere di Joe Barone ho pensato fosse opportuno attendere la fine delle esequie e dei saluti di chi gli ha voluto bene. Un segno di rispetto, ma anche di libertà ed autonomia per non cadere nella celebrazione di un uomo che, come tutti noi, aveva pregi e difetti: di questo voglio parlare, del Joe Barone che ha gestito in lungo ed in largo la Fiorentina dal momento in cui Commisso ha acquistato la nostra amata società fino alla sua tragica scomparsa. Così facendo, sarà possibile approfondire non solamente i meriti ma anche gli errori di un infaticabile lavoratore.

Questa tradizione tutta italiana di santificare la persona appena deceduta non consente praticamente mai di analizzare lucidamente e serenamente il suo operato, cosa che proverò a fare. Innanzitutto dobbiamo fin da subito separare il lato umano di Joe Barone da quello professionale. Il Direttore Generale viola ha sempre mostrato con la squadra, gli allenatori ed i tifosi un’empatia ormai rara nel mondo del calcio. L’estremo saluto che gli è stato regalato anche da calciatori ormai ceduti o svincolati come Benassi e Venuti, dimostra la qualità dei rapporti che Joe riusciva comunque ad instaurare con quasi tutte le persone in maglia viola. Stessa cosa la si può dire degli allenatori: questa società ha avuto ed ha ancora grandissime responsabilità e colpe, ma ha sempre difeso a spada tratta il proprio tecnico fino all’inverosimile. Tolte le stagioni di Vincenzo Italiano, che comunque ha sentito più volte Commisso e Barone spendersi per proteggerlo, le annate precedenti, connotate da risultati deludenti, avevano visto alternarsi tecnici che spesso sono stati messi in discussione dalla piazza. Dalla società però, sono sempre arrivate solamente parole di stima, conforto, fiducia.

Mi ha stupito molto che giornalisti come Luca Calamai, persona che stimo, abbia affermato di non aver capito quanto l’uomo Barone fosse disponibile con famiglie e bambini. Purtroppo se qualche volta si uscisse dalle sala stampa, dalle tribune e si andasse in mezzo alla gente, forse si capirebbero meglio tantissime dinamiche. Io stesso, quando sono salito a Moena per due anni di fila con mio figlio di nemmeno 10 anni, ho trovato Barone e mi ricordo l’abbraccio con Niccolò e le foto che ci siamo fatti insieme. Non solo, ma basterebbe ricordarsi che in ritiro Joe vedeva gli allenamenti e le partite in tribuna in mezzo alla gente, ai bambini, ai tifosi. E credete che la gente queste cose se le dimentichi? Anche al Viola Park, quell’infrastruttura trattata come una figlia, Barone era il cicerone di tutti, sempre pronto a spiegare ed intrattenere invitati, scuole, tifosi. Ecco perché mi aspettavo la reazione della squadra, della tifoseria ed anche delle persone comuni.

Se dunque dal punto di vista personale Barone resterà sempre nel cuore di Firenze per l’empatia e la sua disponibilità a lavorare h24 per la Fiorentina, il giudizio cambia radicalmente se guardiamo a come ha cercato di gestire le battaglie politiche. Partito come l’uomo nuovo del calcio italiano, Barone si era candidato a rappresentante in Lega Serie A raggranellando solamente due voti: il campanello d’allarme sarebbe dovuto suonare, un campanello che dovrebbe aver avvisato che il consenso in un organo politico lo si guadagna con le relazioni, i rapporti, le conoscenze regolamentari. Purtroppo per Joe ed anche per Commisso, questa che altro non è se non politica, è sempre stata vista come burocrazia, come volontà di mettere i bastoni tra le ruote. E nello stesso modo si è cercato di gestire, o sarebbe meglio dire imporre, le strategia relative alle infrastrutture. Se con il Viola Park è filato tutto liscio (forse semplicemente perché secondo la legge italiana era tutto in regola?), per lo stadio si è cercato un continuo gioco al rialzo che non ha prodotto risultati per la Fiorentina. Chiusasi la possibilità, mai nemmeno ventilata visto il vincolo sul Franchi, della ristrutturazione pressoché totale dello stadio a Campo di Marte, ci si è mossi come un elefante in una cristalleria. Dapprima l’opzione Campi Bisenzio, tra l’altro esattamente sui terreni che sono andati sott’acqua giusto pochi mesi fa, opzione per la quale in realtà non è mai stato presentato nemmeno il progetto preliminare, poi il diniego a qualunque possibilità, perfino quella di avere un Franchi completamente ristrutturato a spese di altri. Una presa di posizione molto netta che si è scoperto essere prettamente politica quando il nostro Joe si è fatto ritrarre con alcuni tifosi al Viola Park mentre li invitava a votare per candidati alternativi agli attuali governanti.

Sono da sempre uno strenuo difensore dell’autonomia dello sport dalla politica e questo penso sia il punto più basso toccato nei rapporti istituzionali, punto purtroppo condiviso dalla tifoseria che in occasione di una delle ultime gare interne si è messa ad insultare Sindaco e Presidente della Regione come mai era accaduto in Curva Fiesole negli anni. Credo sinceramente che Joe Barone sia stato un lavoratore infaticabile ed un direttore geniale nei lavori del Viola Park, un’opera che resterà per sempre alla società Fiorentina,  ma nessuno è bravo a recitare tutte le parti in commedia. Il lavoro del DG è stato a 360 gradi ed ha oscurato o impedito l’opera di persone che forse avrebbero avuto maggiori competenze in determinati settori: Pradè ad esempio è stato messo da una parte sia nei rapporti con le altre società in Lega, sia nelle trattative di mercato! Ma l’aspetto peggiore che purtroppo adesso tutti fingono di dimenticare sono le liste di proscrizione che sono state messe in atto all’ingresso del centro sportivo: Babbi Natale lasciati fuori, professionisti considerati non graditi ed addirittura giornalisti rispediti in redazione con un foglio da 50 euro in tasca. Questa è la colpa maggiore ed indelebile che non dobbiamo dimenticare non per ritorsione, ma per un problema di libertà che deve essere assolutamente preservata. Sarebbe stata bella una presa di posizione unitaria dei giornalisti sportivi ma purtroppo tengono famiglia……

Ma veniamo all’aspetto che a noi tifosi interessa di più, quello sportivo. E’ indubbio che la Fiorentina, dopo due stagioni tragiche sia tornata in Europa, cioè dove per storia, blasone ed anche fatturato dovrebbe stare. Questo è certamente il più grande merito di questa proprietà anche se le scelte che hanno portato a questi risultati sono state spesso controverse: dalla scelta di un tecnico, Gattuso, che è durato a Firenze meno di 20 giorni a quella di Vincenzo Italiano (unico fuoriclasse di questa rosa) che invece è stato preso, per stessa ammissione di Commisso, da Daniele Pradè. Non solo, ma quello che ha più ferito, anche se al momento sembra nessuno lo ricordi, è stata la cessione di tutti i migliori calciatori proprio quando si poteva provare a spiccare il volo. Se per Odriozola i viola non potevano fare nulla in quanto in prestito secco, la mancata conferma di un leader tecnico, tattico e spirituale come Torreira grida ancora vendetta: mercanteggiare cercando di modificare in corsa accordi che te hai liberamente firmato con calciatore ed Arsenal è stata una buona scelta per la Fiorentina? Non solo, ma cedere oltre a Chiesa anche Vlahovic all’odiata Juventus proprio in un campionato in cui si lottava per la Champions League ha realmente portato vantaggio alla squadra, al comparto sportivo che è quello che ci deve interessare in quanto tifosi, oppure no? Per non parlare poi della scelta dei vari attaccanti che non hanno mai colmato la lacuna davanti….

La ciliegina però è stato il mercato di questo gennaio quando tutti, tranne Barone e Commisso, sapevano che il piazzamento in zona Champions doveva essere puntellato con determinati investimenti per provare a rimanerci. E la società cosa ha fatto? Ha preso due ultra tentenni in prestito raccontandoci la favola che i nuovi acquisti saranno Dodò (il cui posto nel frattempo è stato occupato proprio da uno dei acquisti, Faraoni) e Castrovilli, al quale non è stato rinnovato il contratto. Al momento della tragedia, non si era ancora capito quale fosse l’obiettivo sportivo di questa società e dal momento che io pago ogni settimana (tv o stadio) per assistere ad una partita di calcio, a me questo interessa: vincere il più possibile.

Resta adesso da gestire l’assenza di un personaggio che era la Fiorentina negli ultimi anni, che aveva accentrato praticamente tutto su di sé. Un lavoratore infaticabile, spesso divisivo, che però è riuscito ad unire Firenze nel momento della sua morte. La speranza è che l’unione di intenti vada avanti e che si riesca finalmente a far capire a questa proprietà americana che il calcio è più di un gioco e di un bilancio da raccontare e da far quadrare.

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – MACCABI HAIFA = 1 – 1

Ed anche quest’anno siamo ai quarti di finale!!!

C’è chi dice che la Conference League sia una manifestazione inutile, c’è chi invece dice che è solo uno specchietto per le allodole per coprire una proprietà che vuole solo vivacchiare, io invece dico che giocare in una competizione europea è sempre bello, anzi bellissimo! Con i miei compagni di stadio non manchiamo mai, nemmeno quando affrontiamo compagini di posti sperduti perché abbiamo mangiato talmente tanto letame nelle ultime stagioni che affacciarci nuovamente ad un tabellone europeo ad eliminazione diretta regala sempre una forte adrenalina.

La gara di ieri sera però, ha dato ragione a coloro i quali paragonano la Conference ad un torneo di amatori: ritmi bassi, giocate elementari, errori evidenti, intensità da lunedì mattina in ufficio. Se a questo poi aggiungiamo l’ennesima titolarità di Cristiano Biraghi, il quadro è completo. Nonostante tutto questo però, la cosa più triste della serata è stato l’ambiente e l’atmosfera respirata a Firenze, ed in particolare nel quartiere di Campo di Marte, fin da mercoledì mattina. Strade chiuse, camionette ad ogni angolo, agenti in tenuta antisommossa: scene incredibili che ci devono fare ricordare sempre di quanto sia preziosa la pace e la collaborazione tra i popoli e di quanto siamo stati fortunati a vivere in un così lungo periodo di pace… altro che storie!! La pace è il bene più prezioso e la sempre maggior integrazione tra i popoli è la base fondamentale per riuscire a mantenerla.

Un raggio di luce però è arrivato in curva Fiesole quando il nostro fratello Simo ci ha messo finalmente di nuovo piede. Il suo ritorno, dopo un bruttissimo “incidente”, gli ha permesso di tornare a ridere, scherzare, cantare e tifare con noi in parterre…. decisamente il regalo migliore e la notizia più bella di questo giovedì!!

Resta adesso da conoscere la prossima avversaria mentre già si comincia a pensare alla difficilissima trasferta di domenica a Bergamo contro l’Atalanta. Una sconfitta potrebbe allontanare definitivamente la Fiorentina dalla zona Europa.

IL BUONO

  • Il ritorno di Simo in parterre: so che ho già scritto sopra dell’emozione che abbiamo provato, ma mio figlio Niccolò mi ha detto che questo doveva essere il primo punto perché ha rappresentato la nota più bella della serata ed allora non resta che obbedire…..Bentornato fratello!
  • Barak: l’Avvocato Agnelli aveva definito Boniek “il bello di notte” poiché nelle gare europee dava sempre il meglio di sé stesso. Il nostro Antonino sembra voler ripercorrere le sue orme visto che in Conference League è assolutamente letale, sempre decisivo, pronto a sfruttare ogni singola occasione. Tra l’altro nel gol del vantaggio l’Hellas Verona è azionista di maggioranza visto il cioccolatino servito da Faraoni sulla testa del ceco. Se Barak torna quello vero, allora ci divertiamo!
  • Dodò: quello del mio amico Simo non è stato l’unico rientro ieri sera. Abbiamo finalmente potuto abbracciare nuovamente anche il terzino brasiliano che tanto ci è mancato in questa stagione soprattutto dal punto di vista caratteriale. Un calciatore esplosivo, sempre sorridente, mai domo, che non molla mai fino al novantesimo. Non è certamente pronto per tornare a competere subito ad alti livelli, ma il solo rientro in gruppo potrebbe rappresentare una scintilla fondamentale. Vai Dodò, torna a sorridere ed a volare in maglia viola!!!

IL BRUTTO

  • Terracciano: ricordate quando in uno dei miei ultimi pezzi avevo detto che il buon Pietro mi sembrava appannato? Ecco ieri sera ne abbiamo avuto conferma…. la rete che subisce sotto le gambe è quasi fantozziana e denota scarsa reattività alla conclusione dell’avversario. Probabilmente essere rimasto pressoché inoperoso per tutta la gara non lo ha aiutato, ma ai grandi portieri spesso basta un solo intervento per decidere la partita. Dai Pietro che entriamo nel momento caldo della stagione!!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA = 2 – 2

Una grandissima delusione al termine di un’ottima prestazione.

Quando le cose devono girare male purtroppo la dea bendata non guarda mai nella tua direzione e la gara di ieri sera ne è stata l’ennesima dimostrazione. Contro la squadra più in forma del campionato, se si eccettua l’Inter degli extraterrestri, la Fiorentina ha disputato una delle prove più convincenti dell’anno. Squadra sempre dentro la partita, molto attenta ai particolari (a parte i soliti di cui parleremo in seguito), con alcune mosse studiate che hanno fatto male alla Roma. I ragazzi di Vincenzo Italiano stavolta hanno interpretato la gara diversamente dal solito sia dal punto di vista tattico che da quello del gioco: la disposizione con cui la Fiorentina ha imbavagliato le fonti del gioco romaniste è stato un 4-3-3 con una fase difensiva che non ha previsto uscite altissime da parte dei centrali Ranieri e Milenkovic, ma un’attesa più bassa. In mezzo al campo poi, Lopez a uomo su Cristante, Mandragora a pressare chiunque e Bonaventura libero di trovare lo spazio tra le linee, hanno messo in grave difficoltà la compagine di De Rossi grazie anche ad alcune giocate finalmente in verticale che hanno trovato un Belotti in grado di fare reparto da solo ed un Sottil sempre pronto a saltare l’uomo ed a convergere per tirare in porta.

L’interpretazione pressoché perfetta dello spartito ha permesso alla Fiorentina di giocare uno dei migliori primi tempi della stagione, una frazione in cui alla Roma non è rimasto che difendersi con le unghie, i denti, le strattonate ed i calci. Se solo Massa, incerto arbitro di una bella partita, avesse distribuito i cartellini gialli come doveva, probabilmente racconteremmo un’altra storia, una storia in cui la Fiorentina avrebbe giocato due terzi di gara in superiorità numerica. Nonostante ciò, i viola erano riusciti a costruire una prestazione eccelsa considerando il valore dell’avversario, ma le consuete distrazioni dei singoli hanno ancora una volta condannato i ragazzi di Italiano a perdere punti a tempo scaduto. La maledizione dei calci di rigore, con il quinto errore consecutivo dal dischetto commesso da quattro calciatori diversi, segna una stagione in cui molto, se non tutto, gira storto… se solo pensiamo a quanti episodi favorevoli avevamo avuto fino a natale, pare che il destino ce le voglia far pagare tutte! Dobbiamo però essere onesti e dire che non è solamente colpa dei calci di rigore se non portiamo a casa partite come quella di ieri sera: la disattenzione sui due gol subiti, in entrambe le occasioni da parte di Biraghi, è una colpa troppo grande per essere taciuta. Le grandi squadre sono quelle che piegano gli episodi a proprio favore grazie alla scaltrezza, l’intelligenza, l’applicazione feroce, doti che purtroppo scarseggiano nella Fiorentina di oggi. Tutto si potrà imputare ad Italiano, che anche ieri sera ha incartato il tanto strombazzato De Rossi, ma non l’incapacità di questa squadra di gestire i momenti topici delle gare. In quei frangenti servono i campioni, i grandi calciatori o i leaders: noi, nella fase difensiva, non abbiamo nessuno che rientri in questa categoria. A qualcuno fischieranno le orecchie?

Cosa resta dunque di una serata così? Certamente una prestazione simile a quella vista contro la Lazio, ma anche la dimostrazione che la squadra crede ancora alla rimonta in campionato. Da ultimo anche la sensazione che il momento peggiore, almeno dal punto di vista atletico, potrebbe essere alle spalle. La conferma si spera possa arrivare giovedì contro il Maccabi Haifa e poi domenica  nella difficile trasferta di Bergamo in cui i viola dovranno fare a meno di Bonaventura squalificato.

IL BUONO

  • Ranieri: dopo due prestazioni disastrose, torna il piccolo gladiatore viola! Finalmente sui livelli ai quali ci aveva abituato, trova anche tranquillità in un Milenkovic che ancora una volta dimostra che contro i calciatori forti fisicamente è quasi una certezza. Meno polemiche con i compagni e più concentrazione….così si fa!
  • Belotti: quanto conta avere un attaccante in grado di duellare con tutti!! Gioca spalle alla porta, rimedia punizioni, sfiora il gol, serve i compagni. Oltre a tutto questo, è autore di un assist e del rigore procurato che Biraghi fallisce. Viene sostituito solamente perché morso più volte dai crampi. Esempio.
  • Sottil: sembra incredibile ma per me è il migliore in campo nel primo tempo. Finalmente trova il coraggio di puntare l’avversario saltandolo ogni volta, arriva al tiro in porta pericolosamente, non molla mai di un centimetro. Avanti così!!!
  • Il tredicesimo minuto: dopo tanto, troppo tempo, la Curva Fiesole dedica applausi e cori al suo capitano eterno regalando brividi che si amplificano con la risposta dei tifosi giallorossi che, subito dopo, intonano lo stesso coro. Un momento indimenticabile.

IL BRUTTO

  • Biraghi: il rigore fallito è solamente la punta dell’iceberg. Il gol di Ranieri viene al primo calcio d’angolo non battuto dal capitano, mentre in entrambe le reti giallorosse c’è lo zampino del terzino viola che non segue mai l’avversario. Sparacchia palloni a caso senza senso e dà sempre l’impressione di incolpare gli altri per i propri errori. Certo che Parisi deve averla combinata veramente grossa…..
  • Nico Gonzalez: la condizione atletica non era al top ma manca anche nelle piccole cose. Incredibilmente avulso dal gioco, prova a salvare la prestazione con la spizzicata di testa in occasione del gol di Ranieri. Quanto manca il vero Nico alla Fiorentina!!
  • Massa: direzione arbitrale assolutamente insufficiente. Manca il secondo giallo a Mancini dopo poco più di 20 minuti (chissà come mai viene sostituito ancor prima dell’intervallo), e manca anche la stessa sanzione a Paredes in occasione del calcio di rigore per la Fiorentina; penalty che tra l’altro sembra oggettivamente generoso. Perché non avere il coraggio di espellere un calciatore?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

MACCABI HAIFA – FIORENTINA = 3 – 4

Una partita d’altri tempi per condizioni metereologiche e del campo.

Dopo il pareggio a reti bianche di Torino, un’altra gara povera tecnicamente, piena di orrori più che di errori, giocata da calciatori immersi in una mediocrità che sembra ormai essere il tratto distintivo di questo scorcio di stagione. Il campo molto pesante e la pioggia incessante certamente non hanno aiutato gli interpreti, ma con tutta sincerità si sono viste cose sia dal punto di vista tattico che da quello tecnico piuttosto gravi. La Fiorentina però, almeno caratterialmente, sembra tornata quella della scorsa Conference League, una compagine che sbaglia, viene messa sotto per errori individuali grossolani, non ha una condizione atletica brillante, però non molla di un centimetro e pensa sempre ad offendere ed a fare rete. Ciò che inquieta semmai, è la facilità disarmante con cui i viola concedono occasioni (a differenza di ciò che dice Italiano anche ieri sera hanno regalato troppo) che spesso si tramutano in gol sia per le condizioni in cui versa la coppia horror di difensori centrali Ranieri – Milenkovic, sia per un Terracciano che in questo momento sembra piuttosto appannato. Resta però la vittoria, un episodio che potrebbe dare fiducia e coraggio alla Fiorentina, resta il recupero di alcuni calciatori che sembrano finalmente in crescita fisica come Barak e Bonaventura, resta la prova stavolta più che sufficiente dei mancini Biraghi, Nzola e Mandragora ma soprattutto resta stagliata sopra tutti la classe di un calciatore come Lucas Beltran che, oltre ad essere finalmente impiegato nel proprio ruolo, mostra di poter diventare un calciatore totale che segna, sforna assist, recupera palloni in mezzo al campo: un potenziale leader di cui la Fiorentina ha disperatamente bisogno!

Ma se in campo la squadra dimostra quantomeno di mettercela sempre tutta per trainare la città dietro di sé provando ad inseguire nuovamente il sogno di un trofeo, la società sembra ormai entrata in un vicolo cieco dal quale non vuole uscire né tornare indietro. Scusate ma qualcuno di voi ha mai visto o sentito il direttore generale di una squadra di calcio impegnata in una gara di ottavi di finale di una coppa europea parlare di introiti, stadio, infrastrutture, politica? Avete mai avuto il piacere di ascoltare un’intervista in cui si parla di qualunque cosa tranne che di ciò che sta per succedere in campo? Cioè di calcio, di partite, di obiettivi sportivi, insomma di ciò che smuove la passione di gente come noi o come quei  400 tifosi che sono arrivati fino a Budapest non per il restyling del Franchi ma per ammirare Beltran, Nico, Bonaventura e per cantare per la propria città ed i propri colori? E poi, al netto di come uno la possa pensare politicamente, accusare gli altri aver trasformato lo stadio di Firenze in un giocattolo della politica dopo che si è invitato il Ministro per le Infrastrutture al Viola Park e dopo che ci si è fatti ritrarre in un video invitando i tifosi viola a cambiare il governo della città e della regione non è fare politica? Buttiamola sul ridere vai…. consiglierei Barone di non parlare né di elettrodomestici, né di giochi di palazzo perché non mi sembra la specialità della casa!!

Tornando al calcio, domenica sera al Franchi arriva una Roma scintillante, in forma splendida con una striscia aperta di risultati e tanta fiducia. Lukaku, Dybala, Pellegrini e soci hanno ridicolizzato il tanto celebrato Brighton di De Zerbi…. servirà la miglior Fiorentina per provare a fare risultato e restare in corsa per la zona  europea.

IL BUONO

  • La bellezza dei quattro gol: in una gara di rara bruttezza e piena di errori, dobbiamo sottolineare le azioni dalle quali nascono tre dei quattro gol con l’apoteosi del 3 – 3 in cui si sommano un cross perfetto di Biraghi ed una rete di destro di Mandragora (siamo vicini alla fine del calcio?). In mezzo a tutta questa bellezza corale, la puntata geniale di Beltran che dimostra ancora una volta di stare una spanna sopra gli altri. Sogno o son desto?
  • Beltran: oltre alla dimensione tecnica innegabile del calciatore, mi piace sottolineare la leadership, la capacità di mettersi al servizio della squadra, la voglia non mollare mai anche in fase di recupero della palla. E se avessimo finalmente trovato un leader?
  • Voglia di vittoria: se fino a qualche settimana fa iniziavo a dubitare del gruppo e della sua compattezza, ieri sera i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno nuovamente dato una gran bella risposta. La squadra, trovatasi sotto per gran parte della gara, non ha mai mollato ed ha sempre trovato la forza e l’energia per provare a ribaltare la gara. Anche i cambi stavolta si sono rivelati importanti ed hanno dato una svolta importante. Avanti così che con la Roma servirà di più!

IL BRUTTO

  • Ranieri: per la seconda volta consecutiva risulta il peggiore in campo e questa è una notizia. Purtroppo però, la sua prestazione non è la cosa più brutta della serata, perché la sceneggiata ai danni di Bonaventura è sinceramente uno schifo. Tra compagni di squadra queste cose non si dovrebbero mai vedere, se poi lo si fa nei confronti di uno dei senatori che in quel momento stava ribaltando la partita…. senza poi contare che hai da poco fatto prendere un gol ai tuoi compagni che sarebbe ridicolo perfino in un campo di provincia!! Ricominciamo a pedalare per favore!!
  • Milenkovic: il gol che subiamo per sua precisa responsabilità su calcio d’angolo è involontariamente ridicolo. A parte quell’episodio, il buon Nikola viene sovrastato per tutta la partita fino a guadagnarsi l’ammonizione che lo vedrà squalificato nella gara di ritorno. Altra serata da dimenticare.
  • La fase difensiva: la serataccia dei due difensori centrali non aiuta, ma i compagni che li dovrebbero tutelare, fanno altrettanto male. Pur avendo un centrocampo muscolare, le verticalizzazioni avversarie trovano comunque autostrade per raggiungere la nostra area di rigore ed i raddoppi sugli esterni non arrivano mai. Giocando così, domenica sera ci fanno a fette!!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

TORINO – FIORENTINA = 0 – 0

Una partita orrenda, povera di gesti tecnicamente interessanti, senza alcuna novità tattica, allenata male e giocata peggio agli ordini di un direttore di gara che non ha fatto eccezione. La Fiorentina di Vincenzo Italiano si è presentata a questo match importante in chiave Europa con la stessa formazione con cui aveva vinto dominando contro la Lazio ma il risultato in termini di gioco, intensità ed atteggiamento è stato opposto. Arthur in mezzo al campo è tornato a trotterellare lentamente senza un’idea degna di nota, Beltran è stato ingabbiato da un Torino molto aggressivo e Bonaventura è rimasto a predicare in solitario cercando vanamente un aiuto in un Nico molto opaco, in un inutile Sottil, in un Belotti dominato da Buongiorno. Con i due terzini obbligati ad aspettare nella propria zona di riferimento l’ottimo Bellanova e l’eterno Rodriguez, i viola non sono mai riusciti a rendersi pericolosi fino all’espulsione di Ricci.

Come voi sapete bene, su questo blog difficilmente commento le prestazioni arbitrali ma visto che il Torino si è sentito defraudato, provo a dire come la penso. Marchetti, il fischietto della gara, ha certamente fatto male, ma la decisione più importante, cioè l’annullamento del gol di Zapata, è del tutto corretta. L’attaccante colombiano, prima di calciare in porta, si disinteressa del pallone e va direttamente su Milenkovic spostandolo con una spinta a due mani: di che si parla? Quanto poi all’espulsione di Ricci, la colpa principale dell’atteggiamento del calciatore è del figlioccio di Gasperini e del simil Silvio Berlusconi. Con l’allenatore che inizia ad inveire contro l’arbitro fin dal primo fischio ed il numero uno della società granata (editore de La Gazzetta dello Sport) che ormai da settimane piange come nemmeno Mazzarri, come volete che si comportino i propri calciatori? Tutti a riempirsi la bocca di fair play e di rispetto nei confronti degli altri e poi, durante una partita tra squadre gemellate, arrivano le minacce in stile gangster gridate da Juric ad Italiano…. L’ennesima dimostrazione di un allenatore mediocre, di un uomo non all’altezza del compito che ricopre: resta sempre un Beppe Iachini che ce l’ha fatta!

Il pareggio di Torino ci lascia la prestazione di una brutta Fiorentina che è tornata ad essere quella insipida ed inconcludente di qualche settimana fa, senz’anima e senza ritmo, con calciatori mediocri che sembrano avere anche una condizione atletica non certo ottimale. Con il mese di marzo torna anche la Conference League e sarà necessario ritrovare rapidamente gambe, idee, condizione per provare a ripercorrere con gioia la strada europea.

Giovedì i viola saranno di scena a Budapest contro il Maccabi Haifa: una gara abbordabile per ritrovare vittoria, gol e fiducia!

IL BUONO

  • Bonaventura: nel deserto viola, uno dei pochi a dimostrare di avere qualche idea interessante. Soprattutto nella ripresa, con i viola in superiorità numerica, Jack riesce a muoversi bene tra le linee trovando anche il tiro in porta. Perché esce proprio lui? Insostituibile.
  • Milenkovic: dimostra ancora una volta che quando trova attaccanti forti fisicamente è ancora una gran bel mastino. Zapata prova in tutti i modi a metterlo in difficoltà ma stavolta Nikola sembra essere quello vero. Speriamo si sia finalmente ritrovato.
  • Mandragora: sono immensamente felice perché dico ormai da più di un anno che quello di difensore centrale potrebbe essere il suo nuovo ruolo e vedere Italiano darmi ragione aumenta fortemente la mia autostima 😂😂. A parte gli scherzi, gioca una partita precisa, intelligente, sportivamente cattiva. Sorvolo sul mercato invernale al termine del quale l’uomo dal frigo pieno ci aveva raccontato che Mina non era stato sostituito perché Italiano si fida ciecamente di Comuzzo. Lasciamo perdere….. Nuova carriera per l’ex di turno?

IL BRUTTO

  • Ranieri: una serataccia per il nostro idolo. Prende un giallo evitabilissimo all’alba della gara ed è protagonista di diverse sbavature. Non appare mai sicuro né in grado di far ripartire l’azione. Siamo sicuri che sia solo una parentesi.
  • Barak: vive ancora di rendita per il gol segnato lo scorso anno in semifinale di Conference. Anche contro il Torino gioca una partita trasparente: mai decisivo, mai vicino al gol, mai dentro al gioco. Antonino dove sei finito?
  • Belotti: se contro la Lazio aveva dominato la gara, contro la sua ex squadra non è mai entrato in partita finendo letteralmente sovrastato dall’ottimo Buongiorno. Speriamo sia sola una brutta parentesi!

A voi per i commenti!!