Due vittorie consecutive contro Como e Jagellonia fanno intravedere i primi raggi di sole alla Fiorentina. Il successo netto e senza discussioni che i viola hanno conquistato in terra polacca ha molti significati, tutti positivi.
Innanzitutto devono essere sottolineate le condizioni atmosferiche molto difficili alle quali i calciatori italiani non sono abituati come le temperature polari, ben al di sotto delle zero, che possono provocare problemi ed infortuni. Oltre a ciò, il campo su cui si è giocata la gara, non era certamente ottimale e dunque la squadra tecnicamente più dotata, poteva subirne il contraccolpo. Da ultimo, ma forse l’aspetto più importante e confortante della serata, i viola hanno praticamente passeggiato in Polonia schierando le seconde o addirittura le terze linee in campo, come nel caso del portiere Lezzerini.
Vanoli, che al termine della gara contro il Torino era stato giustamente criticato per la gestione dei cambi e per il messaggio rinunciatario che aveva trasmesso alla propria squadra con le sostituzioni effettuate, stavolta deve essere elogiato per la gestione pressoché perfetta degli uomini e della trasferta. Il mister ha cambiato praticamente tutti gli effettivi rispetto a Como (eccetto per Mandragora squalificato in campionato ed Harrison bisognoso di minutaggio) ma la squadra non ha perso equilibrio, intensità, attenzione. La Fiorentina vista a Como ed in Polonia, è una squadra che sembra trasformata: innanzitutto ha una condizione atletica che permette a tutta la rosa di giocare 90 minuti con la stessa intensità, ma ha anche ritrovato concentrazione ed attenzione ai dettagli. Se da quando l’ex mister del Torino è arrivato a Firenze le occasioni create non sono mai mancate, ciò che sembrava invece assente era la sensazione del pericolo, l’attenzione ai particolari, la concentrazione del singolo e del gruppo. Oltre a ciò, i calciatori sembrano finalmente essere tornati ad aiutarsi in campo (Mandragora ha nuovamente ceduto un calcio di rigore), si evitano le sceneggiate da melodramma (bravo Ranieri!!) e si è tornati a lottare con grinta su ogni pallone. La sensazione, soprattutto nella gara di Como, è che la Fiorentina abbia finalmente capito che per salvarsi serve lottare nel fango, gestire il tempo, rimanere sempre con il cervello acceso, non regalare né palloni né occasioni agli avversari. E questo è il merito più grande di Vanoli che, ovviamente, ha beneficiato della presenza accanto a sé di un uomo di calcio del calibro di Paratici.
Se i viola si stanno lentamente e faticosamente rialzando però, lo dobbiamo anche e soprattutto ai calciatori: ieri sera si è visto finalmente che la rosa è composta da almeno 20 giocatori che possono tornare utili al mister ma soprattutto, sia a Como che in Polonia, si è assistito alla resurrezione della “vecchia guardia”. Gli esempi di Ranieri e Mandragora sono sotto gli occhi di tutti e meritano una riflessione particolare: com’è possibile che i due che erano stati etichettati da gran parte della piazza come i capri espiatori della stagione adesso siano tornati determinanti? Credo innanzitutto che ci sia stata una forte presa di coscienza in merito ai comportamenti esagerati tenuti in campo e non solo. Con le continue lamentele e polemiche di Ranieri e la sceneggiata orrenda di Mandragora e Kean in occasione del rigore di Reggio Emilia, i due calciatori erano stati la perfetta fotografia di una Fiorentina alla deriva, dilaniata dalle polemiche interne, con un gruppo a pezzi. Dopo qualche mese invece, i due sono tornati ad essere centrali nel progetto viola, sono tornati ai loro livelli e soprattutto hanno riconquistato il loro ruolo in campo e fuori. Anche in questo caso, la presenza di un uomo di calcio in grado di gestire certe situazioni, credo sia stata assolutamente determinante.
La gestione degli uomini, la nuova mentalità, la ritrovata compattezza fa ben sperare per la determinante gara di Lunedì contro il Pisa che la Fiorentina deve assolutamente vincere. La cosa da tenere bene in testa però, è che la corsa da fare per la salvezza è ancora lunga e tortuosa, ma la buona notizia è che, con i risultati della scorsa settimana, il numero delle squadre invischiate è aumentato vertiginosamente: dal Parma in giù, nessuno è tranquillo e questa è un’altra ottima notizia!
