Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BASILEA = 1 – 2

Un finale terribile in una serata magica con un Franchi vestito a festa, un tifo incessante, un arbitraggio finalmente all’altezza di una manifestazione internazionale. La Fiorentina gioca una partita più che discreta per 60 minuti ma purtroppo, come avevamo già avuto modo di dire sia in questa rubrica che al Corner Viola, la benzina finisce troppo presto per tenere i pericoli lontani dalla propria area di rigore. Ancora una volta poi, la squadra di Vincenzo Italiano sconta l’errata costruzione di una rosa che non ha la qualità necessaria per ovviare ai cali di forma e di tensione con le doti individuali. Manca infatti un regista in grado di dettare i tempi di gioco, mancano esterni in grado di saltare l’uomo ed inventare la giocata con continuità (Nico dove sei??), manca un portiere che faccia ogni tanto qualche miracolo. Se a tutto ciò aggiungiamo che Bonaventura, sontuoso anche ieri per almeno 55 minuti, ha ormai 34 anni ed è appena rientrato da un infortunio, la prestazione è presto spiegata. In molti adesso hanno rialzato la testa chiedendo perché la squadra non giochi un calcio diverso….vabbè allora cerco di spiegarlo per l’ennesima volta: le squadre che non hanno qualità individuali che possano cambiare le sorti di una partita, devono giocare prevalentemente sul ritmo e sulla perfetta collaborazione tra i reparti. Del resto, nei due mesi in cui i viola hanno dato spettacolo cosa avevano più degli altri? Semplicemente il ritmo, la capacità di tenere la squadra sempre corta e stretta, la fluidità di manovra per mandare a rete quasi tutti i calciatori, tanto che si parlava di un’orchestra perfetta in cui tutti suonavano perfettamente il proprio strumento muovendosi a memoria. Il problema fondamentale è che nelle ultime settimane la Fiorentina interpreta la partita nello stesso modo, ma lo fà ad una velocità minore e con un furore diverso: servirebbero allora le giocate individuali di cui purtroppo non dispone.

Ciò che conta però adesso, è non buttare via tutto senza nemmeno provarci. Non dimentichiamoci che, con i gol in trasferta che non valgono più doppio, la Fiorentina può andare in Svizzera a giocarsela alla pari dovendo tra l’altro fare l’unica che le riesce: cercare di dominare il gioco, di prendere in mano la partita, di azzannare gli avversari. Certamente la spia della riserva è accesa ma stavolta, dove non arriveranno le gambe dovranno arrivare la testa ed il cuore per non avere alcun tipo di rimpianto.

Io ci credo e voi?

IL BUONO

  • Il Franchi: uno stadio bellissimo, colorato e pieno di bambini. Un pubblico che ha cantato per tutta la durata della gara ed ha applaudito la squadra al termine della partita. Dobbiamo ripartire da qui, dall’unione tra città, società e squadra. Solo così possiamo credere nell’impresa.
  • Bonaventura: semplicemente indispensabile. L’unico calciatore in grado di gestire i tempi del gioco viola. La sua grandezza è ancora più importante perché mentre gioca non ruba mai la scena ai compagni ma, appena esce, la squadra si spenge completamente. Per provare a passare, Jack sempre in campo!
  • Cabral: in un modo o nell’altro, il centravanti brasiliano si fa trovare pronto all’appuntamento con il gol anche stavolta. Non gioca una partita indimenticabile, ma timbra di nuovo il cartellino e dimostra quanta differenza ci sia tra lui ed il suo sostituto. Se l’alternativa è Jovic, Cabrallone a vita!

IL BRUTTO

  • Nico Gonzales: un fantasma, come in quasi tutte le gare di questa stagione. Prima i mondiali, poi l’infortunio, Nico quando ti svegli? Avevi promesso di caricarti la squadra sulle spalle prima della partita di Poznan ed in quel caso lo hai fatto….puoi ripeterti per favore? Perché avremmo bisogno dei tuoi dribbling, della tua voglia, del tuo stacco di testa, della tua capacità di guadagnare punizioni. Se poi tu potessi fare il miracolo di svegliare anche il tuo partner di fascia Ikonè, allora magari ti voto pure per le amministrative del 2024. Svegliaaaaaaaaaaaaaa!!!
  • Amrabat: vi ricordate il centrocampista che dominava il mondiale? Quello insuperabile che non faceva arrivare nessuno a ridosso dei propri difensori? Quello che aveva sette polmoni? Sparito, evaporato. Dai Sofy, un ultimo sforzo, poi potrai volare felice in maglia blaugrana!
  • Terracciano: il miglior numero 12 del campionato resta sempre un numero 12. Tra le necessità della squadra in chiave futura, occupa un posto importante anche il portiere. Anche ieri, in occasione del primo gol, non è reattivo né nel tuffo, né soprattutto nell’allungare il braccio sinistro. Un tiro che tocca terra almeno tre volte prima di insaccarsi, diventa un tiro imprendibile. Così no Pietro, proprio no!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

NAPOLI – FIORENTINA = 1 – 0

Una partita degna di un finale di stagione in cui si affrontano due squadre di cui una è già in vacanza e pensa solamente a festeggiare e l’altra ha la testa sulle coppe in cui si gioca la vita nelle prossime settimane. Ecco che ne è uscita una gara in cui la Fiorentina, con un pò di cattiveria in più sotto porta ed una migliore capacità di gestione della palla, avrebbe potuto portare a casa almeno un pareggio tutto sommato meritato per la prestazione del primo tempo. I viola, dimostratisi ancora una volta superiori alla quasi totalità delle altre compagini italiane in fair play grazie al pasillo de honor tributato al Napoli campione d’Italia (Spalletti e Gasperini si sciacquino la bocca prima di parlare di noi please), hanno infatti approcciato molto bene la partita sfruttando un avversario ancora stordito dai festeggiamenti ed avrebbero potuto andare in vantaggio se Jovic avesse avuto un pò di cattiveria in più in area di rigore. Certo i ritmi erano balneari ed il Napoli la copia sbiadita della squadra che ha dominato il torneo in lungo ed in largo, ma il vantaggio sarebbe stato assolutamente meritato. Peccato che poi si sia infortunato Lozano e sia entrato quel furetto di Kvara che ha stravolto letteralmente la partita. Il ritmo del gioco è evidentemente cambiato e, con una Fiorentina che calava, il Napoli è salito di tono con la consueta regia sagace di Lobotka e le scorribande di Di Lorenzo a destra. I due rigori poi, entrambi giusti, hanno decretato una vittoria che ci può stare per il volume di gioco espresso nel secondo tempo.

Alla Fiorentina resta una buonissima prima frazione e la netta sensazione che Italiano ed i suoi ragazzi abbiano voluto gestire le forze per giovedì, altrimenti perché Cabral a casa per una semplice botta ed il cambio Venuti – Dodò? Ed allora pensiamo anche noi a giovedì, a riempire e colorare il Franchi come mai quest’anno, ad aiutare una squadra che purtroppo non sembra più essere quella scintillante di qualche settimana fa, a realizzare un sogno che resterebbe impresso nelle nostre menti e sui libri di storia per gli anni a venire.

Avanti Viola!!

IL BUONO

  • Il primo tempo: come detto anche precedentemente, la Fiorentina dei primi 45 minuti a me è piaciuta. Contro un Napoli sotto ritmo e con la testa annebbiata dai festeggiamenti, i viola hanno gestito bene la gara, hanno avuto un approccio più che positivo ed hanno creato almeno un paio di ottime occasioni per lo spuntato Jovic. Speriamo che giovedì si replichi per 90 minuti.
  • L’assenza di infortuni: considerando la formazione ed i cambi di Vincenzo Italiano, credo che la preoccupazione maggiore in questo momento sia quella di evitare infortuni che potrebbero pregiudicare il finale di stagione. Dodò ci ha fatto correre un brivido freddo ma siamo stati rassicurati… tutti i viola impiegati sono usciti dal campo con minuti sulle gambe godendo di ottima salute. Sotto con il Basilea!
  • Terracciano: dopo alcune prove incolori, torna a sembrare presente tra i pali e reattivo alle conclusioni avversarie. Riscatta l’errore in costruzione che porta al rigore parando il primo penalty di Oshimen anche se poi deve capitolare in occasione della seconda chance offerta al centravanti nigeriano. Per le prossime gare abbiamo bisogno del Pietro di Twente!

IL BRUTTO

  • L’esasperata costruzione dal basso: dopo le amnesie difensive di Salerno, mancava il regalo in costruzione di Napoli!! Perché dobbiamo rischiare sempre? Perché non affidarci ogni tanto al sano lancio lungo da dietro se siamo in difficoltà? Capisco che con Jovic di testa a metà campo non la prendiamo mai, ma almeno perdiamo palla più lontano dalla nostra area! Chissà se prima o poi riusciranno a spiegarmelo…
  • Nico Gonzales: Nico quando non hai voglia per favore ce lo dici prima? Tanto in giornate come ieri meriteresti solamente di tornare a casa a piedi…. Non salta mai l’uomo, commette un fallo da rigore ridicolo e, non contento, fallisce la rete del pareggio a cinque minuti dal termine. Sveglia che giovedì serve il Nico vero!!
  • Il cambio Venuti – Dodò: intendiamoci subito, ieri Lollo ha giocato una partita più che sufficiente cercando di limitare Kvara e creando la chance molto ghiotta di Nico. Anche in occasione del rigore che poi ha deciso la contesa, Venuti era riuscito a non abboccare alla finta ed aveva giustamente portato l’avversario sul raddoppio di Nico….peccato poi la frittata l’abbia fatta l’argentino. Sinceramente però è una sostituzione che dà un messaggio chiaro ai propri calciatori ed agli avversari: quella che conta, è la partita col Basilea! Ed allora, sotto con gli svizzeri!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

SALERNITANA – FIORENTINA = 3 – 3

Una partita pazza, folle, in cui la Fiorentina ha giocato una gara dai due volti: da una parte ha commesso troppi errori gravi per poter raggiungere la vittoria, dall’altra ha comunque lanciato segnali incoraggianti per la capacità di reagire in ogni situazione fino ad ottenere un punto tutto sommato meritato. I ragazzi di Vincenzo Italiano subiscono tre reti in trasferta per la seconda volta consecutiva dopo Monza e, vedendo anche la marcia tornata inarrestabile dell’Inter, dovrebbero iniziare a riflettere seriamente sulla fase difensiva, sugli errori individuali e su quelli del reparto. Contro la Salernitana, i viola hanno subito due gol pressoché identici con il concorso di colpa dei due difensori mancini Igor e Biraghi ed un terzo per l’errato posizionamento della linea associato ad una dormita colossale di un portiere che, una volta di più, ha dimostrato come l’acquisto di un estremo difensore di categoria sia un imperativo primario per il prossimo mercato estivo. Restano però anche i gol dei due esterni Nico Gonzales ed Ikone‘, la punizione perfetta di un capitano come Biraghi che riscatta in questo modo almeno parzialmente la prova difensiva incolore e la voglia di non mollare mai, ingrediente senza il quale sarà impossibile giocare ad alti livelli le ultime partite della stagione dopo una maratona di gare che non accenna a fermarsi. Una giostra impazzita in cui la Fiorentina continua a giocare ogni tre giorni senza quasi allenarsi alternando trasferte, viaggi, gare interne, voli, treni. Ed allora non facciamo drammi per la mancata vittoria, l’ottavo posto (ammesso che serva a qualcosa) è ancora lì ed il Milan e la Roma insegnano che a questo punto del campionato niente è più scontato ed è così facile da ottenere come sembrerebbe sulla carta.

Eppoi parliamoci chiaro, le gare della vita sono quelle tre (speriamo quattro) che si disputeranno nelle prossime settimane. La posizione finale di classifica in campionato speriamo non conti nulla, significherebbe tanto….anzi tantissimo!!

IL BUONO

  • Bonaventura: come dimostrare in appena un quarto d’ora la distanza siderale tra lui e tutti gli altri. Appena entrato, disegna un assist meraviglioso per mandare in porta Ikonè e da lì in poi dà la sensazione di essere il babbo che prende per mano i bambini mentre attraversano la strada. Il Rettore del calcio a Firenze.
  • Dodò: ci stiamo annoiando a forza di fargli i complimenti, ma del resto ha preso talmente tante critiche nei primi mesi fiorentini che se li merita tutti. Ieri ha mostrato qualche pecca in più in fase difensiva ed è calato un pò alla distanza, ma resta lo stesso tra i migliori in assoluto anche grazie allo splendido assist per Nico. Non fermarti più pendolino!
  • Nico Gonzales: non è più quel moto perpetuo del quale ci eravamo innamorati a prima vista, ma resta comunque il fulcro di quasi tutte le azioni pericolose viola, il rifugio dei propri compagni quando sono in difficoltà. Non spacca la partita nel mezzo come ci potremmo augurare, ma è assolutamente imprescindibile. Adelante Nico!
  • Ikonè: lo abbiamo spesso bastonato perché mancava di freddezza, perché non trovava la porta, perché non segnava mai. Ieri invece è stato glaciale davanti ad Ochoa quando, grazie all’assist di Bonaventura, si è permesso anche di saltare il portiere messicano. Meno fronzoli e più reti? Magari!!

IL BRUTTO

  • La fase difensiva: ho paura a dirlo ma ieri, in quel di Salerno, ho rivisto errori che mi hanno riportato indietro all’inizio del campionato. Linea difensiva che non riesce mai a fare movimenti di reparto, difesa altissima, chiamate di fuorigioco su palla scoperta. Insomma, un vero disastro! Una tattica così spregiudicata, che io comunque non condivido perché la giudico eccessiva, può essere adottata quando tutti sono al top della condizione e soprattutto quando hai a disposizione davanti alla difesa sia Mandragora che Amrabat! Nella gara di Salerno, senza il marocchino e con Castrovilli al suo posto, è risultato inopportuno lasciare quelle praterie ad un attaccante veloce come Dia e soprattutto ad una squadra che ti aspettava nella propria metà campo per ripartire in contropiede. Speriamo che gli errori, individuali e di reparto, siano stati concentrati in una sola partita perché altrimenti saranno dolori! Invertire la rotta please!
  • Igor: semplicemente improponibile, imbarazzante! Nel primo gol scappa in avanti senza controllare la posizione del compagno a fianco Biraghi (colpevole quanto lui), e non affronta Dia facendosi bere in area di rigore con una finta scolastica, nella seconda rete commette lo stesso errore e nel terzo è disperso nelle praterie. Da quando ha iniziato a chiedere il rinnovo del contratto con il suo procuratore, sembra avere la testa tra le nuvole. Meno muscoli e più lavoro in campo dai retta!
  • Barak: dovremmo ricordare al biondino ceco che le infradito non sono calzature adatte per andare in campo. Un bellissimo nulla fatto di palloni persi, scatti non fatti, movimenti solo abbozzati. In ritardo di condizione o a disagio nel gioco di Vincenzo Italiano?
  • Terracciano: se Biraghi si salva almeno in parte per la punizione del pareggio e Quarta per la grinta dimostrata (anche se alcuni svarioni sono imbarazzanti), dal buon Pietro dobbiamo pretendere di più. In una squadra in cui la linea difensiva è così alta, sta a Terracciano giocare almeno 5 metri più avanti! Nell’azione del calcio di rigore è in netto ritardo ed esce a catapulta come non si dovrebbe fare mai. Ultimamente non è mai decisivo, non regala mai parate importanti alla squadra, sembra quasi un corpo estraneo. Pietro nel finale di stagione serve il leone di Twente!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SAMPDORIA = 5 – 0

Una vittoria perentoria, da grande squadra che dirada le nubi in merito alla condizione atletica dei ragazzi di Vincenzo Italiano, usciti alla distanza contro una Sampdoria in disarmo. Una prestazione che rende merito anche ad alcuni calciatori che in questa stagione avevano avuto meno spazio: dal debuttante Cerofolini che è riuscito a chiudere la gara con un clean sheet che resterà impresso nella sua mente per sempre, ad uno Jovic che ha giocato tutti i 90 minuti dopo un’era geologica. Abbiamo assistito ad un primo tempo giocato fortemente sotto ritmo e con le idee annebbiate, ma la Fiorentina è cresciuta col passare dei minuti grazie ad una superiorità di gioco e di tecnica in alcuni calciatori talvolta imbarazzante. Fraseggi, tocchi di prima, sovrapposizioni, confronti diretti vinti senza difficoltà, hanno regalato ai viola tre punti che tengono viva la speranza del cammino europeo via campionato e nel contempo rivalutano calciatori che nell’ultimo tempo erano caduti un po’ nel dimenticatoio. Duncan su tutti, ma anche Terzic, Castrovilli e Ranieri hanno dimostrato che possono essere utili nel meccanismo creato da Vincenzo Italiano, la vera risorsa viola. Ormai abbiamo imparato che, se la Fiorentina è in giornata, gli interpreti sono parte di un’orchestra che suona a memoria. Anche nella gara contro la Doria, le rotazioni hanno toccato tutti i reparti ma, nonostante ciò, forse anche per la poca consistenza dell’avversario, ce ne siamo accorti poco o nulla.

Molti diranno che non dobbiamo illuderci per un 5-0 contro l’ultima in classifica e probabilmente hanno ragione, ma a chi dice che abbiamo vinto contro nessuno vorrei porre una domanda: con Beppe Iachini avremmo avuto lo stesso gioco e lo stesso risultato? Avremmo creato le stesse occasioni? Ed allora testa alta e concentrazione in vista della trasferta di Salerno, campo da sempre ostico per i nostri colori e contro una squadra in fiducia dopo il pareggio esterno nel derby contro il Napoli. È vero che per noi contano di più le coppe, ma perché non crederci anche in campionato? 

IL BUONO

  • Dodò: da non credere che un calciatore del genere sia arrivato a Firenze. Dopo diverse partite in cui è sempre stato il migliore in campo, si toglie anche lo sfizio del gol….ed allora corre come un forsennato sotto la Fiesole sfoggiando i suoi capelli viola. Semplicemente IDOLO!!!
  • Castrovilli: diciamo ormai da alcune settimane che Gaetano è in rampa di lancio. Nella prima frazione, quando quasi tutta la squadra dorme, Castrovilli è l’unico ad avere idee, a provare a cambiare passo, a puntare il diretto avversario insieme a Sottil. Quando anche i compagni nella ripresa decidono di cambiare passo, il numero 10 viola sale in cattedra segnando un gran bel gol e disegnando traiettorie deliziose. Arma letale!
  • Duncan: uno dei calciatori che negli ultimi mesi ha trovato meno spazio, si riscatta con una prestazione maiuscola. In fase difensiva è più reattivo anche di Amrabat, mentre in quella offensiva nel secondo tempo mette il turbo. Assalta l’area avversaria come un forsennato finché finalmente non trova il gol che mette i sigilli alla gara. Uno di quei calciatori che vorrei sempre avere in rosa!
  • Biraghi: poche storie, anche oggi un assist delizioso ed un apporto continuo alla fase offensiva viola. Qualcuno inizierà a tacere?
  • Ranieri: una rivincita nei confronti di chi non ci ha mai creduto. Rimasto quasi per caso in maglia viola, quando è stato chiamato in causa ha giocato sempre partite egregie. Sicuri che in Conference, con la squalifica di Milenkovic, debbano giocare gli altri due?

IL BRUTTO

  • Nico Gonzales: sembrerà strano, ma in una giornata del genere, il peggiore in campo è stato decisamente il giocatore di maggior classe della rosa. Probabilmente sapeva che non serviva la sua opera, ma a tratti Nico è stato veramente irritante. Sicuramente si sarà tenuto la prestazione per le gare decisive della stagione!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – CREMONESE = 0 – 0

E’ stato lo 0 – 0 più bello della mia vita!

Una partita sinceramente noiosa, povera di spunti tecnici, senza spunti tattici, con ben poche emozioni si è però trasformata in una festa lunga 90 minuti perché vivere una serata come questa in Curva Fiesole ripaga di tantissime cose. Delle delusioni spesso patite, della sofferenza accusata, delle angherie che troppe volte ci hanno colpito, degli addii di gente senza patria né cuore che adesso vedranno la Fiorentina giocarsi la finale di Coppa Italia dal loro lussuoso divano. Perché dalla coreografia in poi, ieri sera, lo spettacolo si è visto quasi esclusivamente sugli spalti, dove Firenze e la Fiorentina sono tornati ad essere una sola cosa, un solo cuore che batte all’unisono, quel cuore che ha portato i ragazzi con la maglia viola, diretti magistralmente da uno dei migliori allenatori italiani, ad un traguardo che in pochissimi si sarebbero aspettati.

Questa è Firenze!

La partita di per sé ci ha raccontato di una squadra che ha scelto di non rischiare, con Biraghi pressoché bloccato sulla linea dei due centrali difensivi, con un Mandragora sempre attento a dare copertura, ed un ritmo che non è mai stato alzato più per scelta che per incapacità. La Fiorentina, memore dei disastri iniziali con il Lech Poznan ed il Braga, ha gestito gli spazi ed i tempi della gara, dimostrando fin da subito che contro la Cremonese non aveva intenzione di scoprire il fianco al contropiede avversario. La speranza è che quando servirà, i ragazzi di Vincenzo Italiano abbiano ancora in corpo la birra necessaria per ricominciare ad essere quella squadra tambureggiante, spavalda e bellissima che ci ha regalato quella striscia lunghissima di vittorie, risultati positivi e spettacolo. Contro l’Inter, in finale, servirà una di quelle prestazioni ma manca ancora quasi un mese alla finale di Roma e noi, nel frattempo, non siamo stanchi di sognare dato che c’è un’altra meta da raggiungere, quella finale europea che manca da troppi anni a Firenze ed alla Fiorentina. Crediamoci che magari, dopo tutto il veleno che abbiamo dovuto inghiottire, stavolta tocca a noi!  

IL BUONO

  • Dodò: semplicemente un marziano! Un giocatore di un’altra categoria rispetto ai ventuno con i quali ha condiviso il terreno di gioco. Ara la fascia senza soluzione di continuità, salta avversari come birilli, in fase difensiva ha qualche sbavatura che però riesce sempre a risolvere. Ebbene sì, acquisto clamoroso!!!
  • Castrovilli: nel primo tempo sembra essere l’unico calciatore in grado di ribaltare l’azione, di creare gioco con aperture tanto belle quanto intelligenti. Con Mandragora che copre ogni pertugio del centrocampo, prova a buttarsi negli spazi liberi per andare a rete. Cala alla distanza, ma il recupero sembra procedere alla grande! Quanto ci sei mancato!
  • Vincenzo Italiano: il vero artefice di una stagione che sembrava da buttare nel cestino solamente tre mesi fa. Ha dato alla squadra un gioco ed un’anima ma soprattutto ha riacceso Firenze creando un unicum tra gli atleti, la società, i tifosi. Regalaci la ciliegina!
  • La gestione della gara: la lezione avuta nella gara contro il Lech Poznan e contro il Braga sembra finalmente essere servita e la Fiorentina stavolta non rischia nulla. La prova che serviva.
  • La coreografia: credo sia sufficiente la foto pubblicata qui sopra.

IL BRUTTO

  • Nulla: la serata perfetta per il risultato, il passaggio del turno, il tifo, l’atmosfera. Tutto fantastico!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – LECH POZNAN = 2 – 3

Tifare Fiorentina non aiuta certamente il cuore, prova evidente è la partita contro i polacchi del Lech Poznan che ha procurato a me ed a mio figlio diversi scompensi cardiaci. I viola hanno nuovamente commesso gli errori già visti contro il Braga ed hanno addirittura fatto peggio rischiando i tempi supplementari: menomale che Sottil prima e Castrovilli poi hanno rimesso le cose a posto regalando ai viola una semifinale europea che sembrava impensabile all’inizio della stagione. Resta l’amaro in bocca per una serata che poteva servire per rilanciare alcuni calciatori che invece hanno nuovamente evidenziato i propri limiti tecnici e caratteriali e per l’infortunio di Jack Bonaventura che speriamo non sia grave: il Rettore del gioco del calcio è troppo importante per la nostra amata Fiorentina.

Nonostante in conferenza stampa mister Vincenzo Italiano avesse messo in guardia dalla sottovalutazione psicologica dell’avversario come già accaduto con il Braga, i viola hanno avuto un approccio morbido alla gara, con un ritmo compassato ed una serie di errori tecnici evidenti. Ciò ha permesso ai polacchi di metterla sul ritmo, sulla grinta, sull’agonismo senza che la Fiorentina riuscisse a rispondere con le stesse armi. A me non piace parlare di arbitraggi, ma ciò che è successo ieri sera non può passare sotto silenzio: il rigore negato per la gomitata a Nico Gonzales, il secondo giallo non arrivato per il difensore polacco che ha picchiato Sottil senza soluzione di continuità, i cartellini gestiti un pò a casaccio. Io però, non sposo il tema della malafede o del palazzo, quanto quello di una classe arbitrale scarsa come scarso è il livello medio della competizione che stiamo affrontando. Diciamoci la verità, in una manifestazione internazionale è normale arrivare in semifinale dopo aver perso in Turchia e pareggiato in casa col Riga? E’ normale vincere la Conference dopo aver subito 7 gol da una squadra come accaduto alla Roma la scorsa stagione? Se in Champions League ci sono errori marchiani come quelli visti in occasione di Napoli Milan, possono esserci arbitri migliori in Conference League?

Siamo comunque in semifinale e questo è ciò che conta!! Il primo obiettivo del mese di aprile è stato centrato, adesso manca il superamento del turno contro la Cremonese per ottenere la finale di Coppa Italia. Siete pronti? Allenate le coronariche….servirà sicuramente!

IL BUONO

  • Sottil: finalmente, finalmente finalmente!!! Il prodotto del vivaio viola gioca una partita totale, in cui punta continuamente il proprio avversario, lo salta più volte ed arriva anche alla conclusione. Una volta tanto non ha quelle lunghe pause che spesso lo contraddistinguono, ma resta sempre nel vivo del gioco dimostrando personalità. Mette la ciliegina sulla torta con un gol tanto bello, quanto difficile ed importante. Si avvicina il momento del salto di qualità?
  • Castrovilli: per l’importanza ed il peso del risultato finale, oggi voglio premiare i marcatori dei due gol. Lo faccio con ancor più piacere perché Sottil e Castrovilli sono due calciatori che hanno vissuto una stagione molto travagliata tra infortuni, ricadute e speranze tradite. Il numero 10 viola però, dopo la prestazione clamorosa di San Siro, sembra più vicino alla continuità e la rete di ieri sera non può che regalargli ulteriore slancio. Un’altra freccia all’arco di Vincenzo Italiano nel rush finale!
  • La semifinale europea: possiamo parlare di tante cose, ma alla fine contava superare il turno e la Fiorentina ci è riuscita. Soffrendo tanto, anzi troppo, attraversando curve pericolose, ma adesso siamo a tre partite dal sogno e le prossime due le giochiamo col Basilea. Non fermiamoci adesso!

IL BRUTTO

  • Vincenzo Italiano: adoro il mister viola e credo che sia la miglior scelta fatta dalla proprietà da quando hanno messo piede a Firenze ma ieri sera sinceramente non l’ho proprio capito. La squadra non ha avuto l’approccio giusto ed ha ripetuto gli errori visti contro il Braga mentre alcune scelte di formazione sono state assolutamente incomprensibili. In un momento in cui Martinez Quarta è il difensore più in forma della squadra, perché impiegare il diffidato Milenkovic accanto al sempre insicuro Igor? Il rischio purtroppo non ha pagato ed il centrale serbo ha rimediato un’ammonizione che gli costerà l’andata delle semifinali. Il mister ha poi avuto la grande idea di becchettarsi con un tifoso a fine gara rimproverandogli una scarsa lucidità nella lettura delle partite, anche se le parole in sala stampa in cui sottolineava l’importanza del tifo ha rimesso le cose a posto. Vincenzo tranquillo, la città e la società hanno piena fiducia in te!
  • Venuti: semplicemente non ha i mezzi per giocare a questi livelli ed ultimamente è anche sfortunato. Ogni suo errore corrisponde ad un gol avversario e sembra anche aver perso quella voglia e cattiveria che lo aveva contraddistinto nelle scorse stagioni. Un lungo, triste saluto.
  • Jovic: se Venuti non può giocare a questi livelli perché non ha i mezzi tecnici, Jovic semplicemente non deve più giocare. Indolente, senza voglia né grinta, ha anche il coraggio di sbagliare l’ennesimo gol da solo davanti alla porta servito splendidamente da Bonaventura. Mister da qui in avanti solo Cabral!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ATALANTA = 1 – 1

Se l’Atalanta del sempre sportivo Gasperini doveva venire a Firenze a dimostrare la differenza di punti in classifica, mister simpatia dovrà riprovarci l’anno prossimo.

Abbiamo infatti ammirato una bellissima Fiorentina in una partita divertente e ben giocata, di quelle che non ti fanno sentire così inferiore rispetto agli altri campionati europei. I ragazzi di Vincenzo Italiano raggiungono il traguardo di 14 risultati utili consecutivi con 12 vittorie e due pareggi grazie ad un gioco corale in cui tutti si sentono coinvolti e tutti sanno di poter essere importanti, una sinfonia che lascia l’impressione di una squadra che cerca di dominare su tutti i campi, contro ogni avversario. Nella gara contro l’Atalanta ci sono state alcune prestazioni individuali superlative, come nel caso di Dodo‘, ma anche la ricchezza delle alternative: Bonaventura, una volta subentrato a Barak, ha disegnato calcio ed ha dato nuova linfa alle trame offensive mentre Biraghi ha martellato la fascia sinistra in costante proiezione nella metà campo avversaria ed ha nuovamente dimostrato perché lui sia il titolare di quella zona di campo. Resta l’amaro in bocca per una gara che avrebbe potuto vedere la Fiorentina vincere raggiungendo la Juventus in classifica ma purtroppo la disposizione difensiva pressoché perfetta di un’Atalanta venuta a Firenze solamente per difendersi, ha irretito le possibili verticalizzazioni viola e la capacità di arrivare al tiro. La prova ottima ed il dominio continuo del gioco restano la cifra più importante della serata viola: con una squadra che attacca senza soluzione di continuità, che tiene sempre il pallino del gioco e gestisce il ritmo della gara, sarà più semplice affrontare i momenti decisivi della stagione che stanno per arrivare.

Prima tappa sarà la gara di ritorno contro il Lech Poznan da giocarsi giovedì alle 18,45 al Franchi. Il vantaggio guadagnato nella gara di andata è cospicuo ed importante, gettare alle ortiche l’occasione di arrivare in semifinale sarebbe un delitto nei confronti dei tifosi e della città.

Avanti viola!

IL BUONO

  • Dodò: semplicemente un marziano, un extraterrestre arriva dal pianeta Shaktar per far rivivere al tifo viola l’epopea di grandi giocatori passati. Non poteva essere vero quello delle prime 10 giornate di campionato, né quello dei cartellini gialli e rossi di inizio stagione. Svetta in ogni situazione di gioco, sia difensiva che offensiva, sbroglia la matassa più volte, gioca un’infinità di palloni senza risultare mai banale. Do you remember Odriozola?
  • Nico Gonzales: dopo la prova sontuosa di Poznan si ripete anche se gli manca la stoccata decisiva. Sfiora la rete già nel primo tempo, svaria su tutto il fronte d’attacco, salta avversari a ripetizione. Oltre a tutto ciò, si traveste da crocerossino donando prima il rigore a Cabral, poi la punizione al neo entrato Biraghi. Che voglia finalmente diventare un leader?
  • Cabral: oltre alla freddezza glaciale che dimostra in occasione della trasformazione del rigore, Re Artù si costruisce una bella occasione nel primo tempo dal limite e non smette mai di lottare finché resta in campo. Dimostra un cuore grande non solamente fuori dal campo con gesti come quello di fermarsi a giocare con i bambini a San Frediano, ma anche sul rettangolo di gioco lottando su ogni singolo pallone. Un vero Re Artù.
  • Martinez Quarta: si conferma ancora una volta il centrale più sicuro della squadra. E’ ormai diventato il vero leader difensivo sia per la capacità di difendere, sia per la capacità di uscire sempre a testa alta con la palla al piede dalla propria linea di difesa. Ha avuto bisogno di tempo, ma l’attesa è ampiamente ripagata dalle prestazioni.

IL BRUTTO

  • Sottil: in una serata in cui la Fiorentina domina e convince, qualche nota stonata è comunque arrivata. Il prodotto del vivaio viola continua ad essere un bellissimo mezzo giocatore, uno di quelli che ha mezzi tecnici e fisici perfetti per fare questo sport, ma che non riescono mai ad essere decisivi. Anche contro l’Atalanta, è entrato in campo con quella sana sfacciataggine che tutti gli riconoscono, ma ha ancora una volta sbagliato tutte le scelte finali, sia quando ha cercato l’assist che quando invece ha deciso di concludere a rete. Quando cresciamo?
  • Terzic: l’attenuante del mese e mezzo di stop a causa di un infortunio è grande quasi quanto la delusione provocata da una prova ampiamente insufficiente. Quando è entrato Biraghi, la differenza è stata imbarazzante. Forza Aleksa, nel finale di stagione avremo bisogno di tutti!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

LECH POZNAN – FIORENTINA = 1 – 4

Mamma mia!! Che Fiorentina!! Un’altra straordinaria impresa, una roboante affermazione per 4-1 contro i temibili polacchi del Lech Poznan ancora imbattuti in casa, la decima vittoria nelle ultime 11 gare ufficiali, la tredicesima partita senza sconfitte (striscia aperta più lunga d’Europa con il Manchester City di Guardiola ed Haaland). Permettetemi dunque di applaudire la Fiorentina come entità unica e non solo come squadra di calcio: fin dal primo giorno del ritiro di Moena la società ha sempre difeso e coccolato allenatore, staff e calciatori facendo da parafulmine in ogni difficoltà ed oggi tutti, da Commisso in giù, si meritano si essere applauditi. Erano anni che non si vedevano i viola andare su tutti i campi d’Italia e d’Europa a cercare di imporre il proprio gioco senza paura né timore reverenziale. Complimenti….non siamo a nulla ma almeno si gode, si gode tantissimo!

Ancora una volta Vincenzo Italiano, al fischio d’inizio, si diverte a smentire tutti schierando due insospettabili come Ranieri sulla linea difensiva in luogo del balbettante Igor di quest’ultimo periodo e Brekalo anziché Ikone’ nei tre dietro Cabral: tanto per cambiare, anche stavolta, il tecnico siciliano fa bingo. Approccio ottimo, ritmo della gara sempre sotto controllo, occasioni da rete, insomma tutto ciò che volevamo per la trasferta europea dei quarti di finale! La squadra è ormai un monolite che si muove senza paura, tutto insieme, indipendentemente dagli interpreti e questo è il vero segreto di questa Fiorentina in cui tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile. E come abbiamo ottenuto tutto ciò? Attraverso il gioco, la filosofia di voler creare e non rinchiudersi, di volerci provare e non difendere, di voler mostrare le nostre qualità grazie al gioco corale. La miglior fotografia di una società che ha sempre camminato all’unisono. Complimenti! 

Purtroppo però non siamo ancora a nulla e lunedì al Franchi arriva l’Atalanta del simpaticissimo Gasperini. Come ho scritto anche nella rubrica dei pronostici, credo non ci potesse essere avversario peggiore in questo momento ed ho paura che la striscia potrebbe interrompersi ma, se dovesse accadere, niente drammi e testa al ritorno di Conference: c’è un’Europa da conquistare!

IL BUONO

  • Nico Gonzales: lo aveva detto 24 ore prima in conferenza stampa, e stavolta è stato di parola. Nico Gonzales ha azzannato la partita fin da subito propiziando il gol di Cabral e trovando poi la gioia personale grazie ad un bel colpo di testa su assist di Biraghi. Oltre ad essere decisivo nelle prime due reti, Nico ha saltato praticamente sempre il diretto avversario ed ha creato grattacapi a non finire. Questo è il Nico che conosciamo!
  • Cabral: anche stavolta timbra il cartellino con un gol da opportunista ed ancora una volta non è l’unica cosa che offre alla propria squadra. Lotta, sgomita, fa salire i compagni, nel secondo tempo quando serve si inventa anche terzino destro per coprire una ripartenza sulla fascia di Dodò. Convinto e convincente, è ormai una sicurezza. Avanti così.
  • Brekalo: una delle due sorprese della formazione iniziale, risponde presente fin dall’avvio. Gioca una partita intelligente facendo tante piccole cose tutte preziose e colpendo il secondo palo consecutivo dopo quello di sabato contro lo Spezia. Sembra finalmente essere sempre più simile a quello ammirato a Torino, un calciatore in grado di fornire assist ma anche di trovare la porta, uno di quei giocatori che servono come il pane. Può regalarci grandi soddisfazioni da qui a fine stagione.
  • Biraghi: una volta tanto, dopo numerose critiche, voglio premiare il capitano. Non sarà simpatico, non sarà un fenomeno, ma se la Fiorentina negli ultimi due mesi sta volando è grazie all’apporto di tutti, nessuno escluso. Anche ieri sera ha giocato una partita solida, non senza errori marchiani, ma ha subito rimesso la testa giù ed è riuscito a rifarsi con gli interessi. I viola dalla sua parte hanno rischiato pochissimo e Biraghi ha sfornato un altro assist stavolta per Nico. Non sarà simpatico, ma mica è un comico!

IL BRUTTO

  • La prima mezz’ora di Amrabat: in mezzo ai voti altissimi che meriterebbero tutti i viola, c’è un calciatore che secondo me, almeno nel primo tempo, non si dimostra sui soliti livelli. Il centrocampista marocchino parte in sordina, sbaglia molti palloni ed è tra i principali responsabili del gol subito. Ha però il grandissimo merito di non mollare e di tornare a dominare in mezzo al campo nella seconda metà di gara. Prestazione dai due volti.

A voi per i commenti!!