Sorry!!!

Vi chiedo scusa se avete ricevuto una mail che aveva come titolo “Prova”.

Tale articolo in realtà non doveva essere pubblicato, ma doveva rimanere tra me ed un amico che mi sta aiutando per la prossima uscita del Podcast! Vi chiedo dunque di cestinarla, anche perché non più presente sul blog.

Ci vediamo domani con “Che si gioca?”….per il podcast vi chiedo ancora un pò di pazienza!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – NAPOLI = 0 – 2

Una discreta Fiorentina lotta finché può contro un Napoli superiore dal punto di vista tecnico, tattico e fisico. La squadra di Iachini ha cercato di vendere cara la pelle per cercare di riscattare il cappotto della gara di andata ma dopo il gol del vantaggio di Insigne, non ha più avuto la forza ed il cuore di rendersi pericolosa. Resta da sottolineare quanto sia diversa questa Fiorentina, ormai salva, da quella timorosa ed impaurita che non riusciva a fare tre passaggi di fila. Nonostante la sconfitta, stavolta Ribery e compagni se la sono giocata per un tempo contro la compagine più in forma del torneo ed hanno dimostrato che avrebbero potuto e dovuto disputare una stagione diversa, che magari non avrebbe portato Firenze in Europa, ma nemmeno a soffrire fino a 180 minuti dal termine del campionato.

Ricordo che se avete domande, dubbi o curiosità, scrivete nei commenti che vi rispondiamo domani nel “Corner Viola”!

IL BUONO

  • Terracciano: il numero 12 perfetto. Dopo aver fatto qualche prestazione non proprio indimenticabile, stavolta risponde presente. Già nel primo tempo è chiamato alla doppia parata dopo poco più di dieci minuti, poi si ripete ad inizio ripresa. Riesce anche a respingere il rigore di Insigne, che è però il più lesto a ribattere in rete. È protagonista anche di un paio di uscite sicure e non sfigura nemmeno con i piedi. Non so se Dragowki sia in partenza, ma comunque a Crotone possiamo stare tranquilli con Pietrone tra i pali!
  • Ribery: non c’è niente da fare, quando sente profumo di grandi sfide si esalta ed offre il meglio di sé stesso. Delizia la platea televisiva con giocate di altissima qualità saltando avversari come birilli e mettendo la palla in cassaforte. Cerca anche di concludere verso la porta avversaria ma come sempre il meglio lo dà nell’opera di raccordo tra centrocampo ed attacco. Cosa darei per togliergli cinque anni….
  • Pulgar: se la Fiorentina delle ultime settimane e quella del primo tempo inizia ad assomigliare ad una squadra in cui i reparti sono maggiormente legati assieme è sopratutto grazie al centrocampista cileno. Anche oggi, anche se quasi esclusivamente nel primo tempo, riesce a intasare le diagonali di passaggio avversarie ed a far ripartire l’azione viola con alcuni cambi di campo notevoli. Finalmente assomiglia a quello di Bologna.
  • L’atteggiamento della squadra: in un calcio in cui i biscotti sono sempre all’ordine del giorno, la grinta con cui la Fiorentina ha lottato per 90 minuti rappresenta la fotografia di ciò che dovrebbe sempre succedere anche nelle ultime giornate di campionato. Bravi ragazzi.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: il fallo da rigore che commette è tanto plateale quanto stupido. Dimostra ancora una volta di avere pause preoccupanti per un calciatore che sembra ambire ad altri palcoscenici. Anche se è il più evidente, non è certo l’unico strafalcione di giornata. Ennesima prova horror di una stagione da buttare.
  • Dragowski: se non voleva giocare l’ultima a Crotone bastava lo dicesse a Beppe senza dover cercare giustizia sommaria dal momento del rigore in poi. Immagino che bruciassero ancora i 6 gol presi all’andata, ma allora avrebbe dovuto menare anche il compagno Callejon che ebbe la brillante idea di fare anche qualche foto sorridente nello spogliatoio avversario alla fine della partita. Se il giudice sportivo non sarà clemente, rischia di saltare almeno la prima gara del prossimo campionato!
  • La Fiorentina dopo il gol subito: la squadra si è ritratta tutta dentro la propria tre quarti campo e non è più uscita. I soliti difetti strutturali e di gioco di cui abbiamo ripetutamente parlato. Speriamo che il nuovo corso sia diverso, pieno di gioco, divertimento e magari se possibile anche di risultati positivi.

Ci vediamo domani con la 5′ puntata del Corner Viola! Parleremo della conferenza stampa di Commisso e risponderemo alle vostre domande!!

Il buono, il brutto, il cattivo

CAGLIARI – FIORENTINA = 0 – 0

Come poteva finire se non così? Due squadre che fanno possesso palla orizzontale, che non vanno mai in verticale, che non tirano in porta come pensavano di fare gol? I risultati delle gare domenicali sono state decisive per l’approccio alla gara e per i calcoli effettuati prima e durante la partita. Cagliari e Fiorentina hanno deciso che un pareggio poteva stare benissimo ad entrambi e si sono comportate di conseguenza. La successiva sconfitta del Benevento a Bergamo contro l’Atalanta, ha dato loro ragione regalando la salvezza matematica alla Fiorentina ed un +5 al Cagliari sui sanniti che sa di miracoloso solo rileggendo la classifica al termine del girone di andata.

IL BUONO

  • La salvezza: ad inizio stagione l’obiettivo non era certo quello di raggiungere la tranquillità a 180 minuti dal termine del campionato, ma per come si erano messe le cose anche solo cinque gare fa, il traguardo deve essere salutato con soddisfazione. 9 punti negli ultimi 5 turni hanno permesso a Iachini e soci di staccare il biglietto per la prossima massima serie riuscendo anche a conseguire risultati prestigiosi contro avversarie del calibro di Juventus e Lazio. Tutto bene, speriamo solamente sia l’ultimo anno in cui dobbiamo stare a gufare gli altri per non retrocedere!!
  • Iachini: indubbiamente Beppe ha nuovamente lasciato il segno. Il vecchio cuore viola è capace di incidere nel gruppo, nella testa dei calciatori, nel piano tattico di squadra. Dopo aver preso il posto di Prandelli, non è riuscito fin da subito a ribaltare le sorti della squadra, ma nel medio e lungo periodo ha invece fatto ciò che gli era stato chiesto. Squadra più attenta, più cattiva, maggiormente capace di ottenere quei punti che servivano per salvare la pelle. Grazie grande cuore viola.
  • Prandelli: anche se tra i tre tecnici della gestione Commisso (Montella, Iachini e Cesare) è quello che ha la media punti più bassa, ha il merito innegabile ed eterno di aver capito fin da subito che Vlahovic doveva essere l’attaccante titolare di questa squadra. Se solo penso che fino al suo arrivo si discuteva dell’alternanza tra Kouamè, Cutrone ed il numero 9, mi vengono i brividi. Cesare si è fidato ciecamente di Dusan: il classe 2000 ha ripagato i viola con 21 reti. Tutto il resto è noia (cit.)

IL BRUTTO

  • La stagione viola: anche se avremo tutto il tempo per parlarne, la Fiorentina ha vissuto la terza anonima stagione consecutiva. Un cammino mediocre, a tratti pessimo, che rischia di compromettere l’entusiasmo con cui era stata accolta la nuova proprietà. Se la prima stagione poteva essere stata interlocutoria per colpa della compravendita fatta a giugno inoltrato, e la seconda è stata segnata dal Covid, per la prossima non ci sono più scuse. I bonus sono finiti, vivacchiare non è più concesso.
  • Pradè: dopo 4 mercati pressoché fallimentari, è giunta l’ora di tirare le somme. In questa stagione è saltata agli occhi di tutti l’incapacità dapprima di programmare la cessione del miglior calciatore della rosa sostituito con un elemento assolutamente inadatto per il 3-5-2 (Callejon) e poi l’inadeguatezza del cosiddetto mercato di riparazione (Kokorin e Malcuit chi?). Mi impegno poi a non parlare di Kouamè che è stato prima comprato a peso d’oro e poi sembra non sia stato ceduto addirittura a prezzo superiore. Fosse vero, sarebbe da chiedergli i danni morali e materiali. Se proprio deve essere confermato, che gli venga tolta la delega al mercato!
  • Iachini e la sua conferma: la madre di tutti i problemi, la conferma di Beppe. Un allenatore che ancora una volta si è dimostrato un maestro nella gestione delle emergenze, ma che non doveva essere colui che iniziava la stagione. Non dimentichiamo adesso le prime 7 gare del tecnico marchigiano condite da 8 punti e da partite francamente inguardabili del tutto simili a quella giocata a Cagliari. Ancora una volta dobbiamo essere consapevoli che ognuno ha il proprio mestiere e quello di Beppe non è far divertire il pubblico crescendo i giovani e cercando di stare nella parte sinistra della classifica. La colpa non è sua, ma la Fiorentina di inizio stagione è stata spesso uguale a quella di Cagliari!

Ci vediamo domani con la 4′ puntata del Corner Viola! Inviateci le vostre domande!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA -LAZIO = 2 – 0

Diciamo le cose come stanno: se la Fiorentina avesse giocato almeno metà delle partite con la voglia, la grinta, l’attenzione e l’organizzazione difensiva dimostrata contro la Lazio, staremmo commentando ed ammirando un campionato completamente diverso. I giocatori di calcio sono dei personaggi strani, spesso vivono una realtà parallela e non sono capaci di gestire emozioni, situazioni, difficoltà. Questo gruppo, che tecnicamente può stare nelle prime 12 del campionato, ha probabilmente problemi interni e di leadership che non permettono di ottenere risultati e piazzamenti dignitosi. Nonostante tutto questo, finalmente i ragazzi di Iachini hanno giocato la partita che tutti i tifosi viola sognavano: squadra più alta, sempre pronta a ripartire, attentissima nella fase difensiva, cattiva nel tirare in porta. E poi c’è lui: Dusan Vlahovic. Attaccante del 2000 che con la doppietta contro la Lazio ha raggiunto quota 21 reti, uno dei soli quattro attaccanti stranieri a riuscire a superare la soglia dei venti gol stagionali in maglia viola. Ma oltre alla fase difensiva ed a Vlahovic, stasera contro il centrocampo migliore d’Italia, il trio Pulgar Bonaventura e Castrovilli ha sbagliato niente in fase difensiva risultando attentissimo a non subire verticalizzazioni e ripartenze. Insomma una difesa granitica, un centrocampo pronto a difendere ed a ripartire, un attacco basato sull’esplosivo talento di Vlahovic e sulla grandissima esperienza calcistica di Ribery.

IL BUONO

  • Vlahovic: non ho più parole per descrivere questo attaccante meraviglioso. Ormai ha una sicurezza incredibile, fa reparto da solo, copre la palla e vede sempre la porta. E’ diventato il playmaker della squadra: tutti i compagni si appoggiano su di lui che è capace di giocate intelligenti oltre che bellissime. I tempi di gioco vengono gestiti sempre in base alle sue giocate e lui ripaga di questa fiducia senza sbagliare praticamente mai nei 16 metri. Se a qualcuno è sfuggito, consiglio di vedere come Vlahovic controlla un rinvio di Dragowski al 38′ del primo tempo: giocata di una bellezza abbacinante. Da blindare!!!
  • Dragowski: la parata che compie su Correa dopo appena 11 minuti vale mezza vittoria. Andare sotto di un gol così presto avrebbe costretto la Fiorentina a rincorrere ed a scoprirsi contro una Lazio che in contropiede è tra le squadre più forti d’Europa. Anche successivamente si dimostra sempre sicuro ed è finalmente anche più reattivo sulle palle alte riuscendo anche ad accorciare il campo agli attaccanti avversari. Deve ancora crescere ma la strada sembra finalmente giusta.
  • Ribery: dopo un primo tempo appena sufficiente, nella seconda metà della gara prende in mano le redini del gioco e diventa il factotum viola. Torna dietro a prendere palla, inventa traiettorie interessanti per gli altri, guadagna metri e punizioni in sequenza. Ancora una volta dimostra che, pur non essendo più il funambolo dei tempi del Bayern, è assolutamente imprescindibile per una squadra come la Fiorentina in cui mancano dei veri leaders e manca una trama di gioco ben riconoscibile. Ci mette tutto sé stesso e rischia spesso anche le gambe. Bentornato sui suoi livelli!
  • Pulgar: i tre centrocampisti hanno giocato una partita encomiabile. Tra un Bonaventura che si è dedicato maggiormente alla fase di copertura ed un Castrovilli che ha cocciutamente voluto restare in campo ed ha ispirato il gol del vantaggio, stavolta scelgo di premiare la partita di Pulgar. Non ruba l’occhio, non compie lanci di quaranta metri, non effettua dribbling fulminanti, ma contro il centrocampo più forte d’Italia non subisce mai le famose verticalizzazioni che solitamente fanno della Lazio una squadra immarcabile. Non sbaglia mai il posizionamento, è sempre sulla diagonale di passaggio. Tanto invisibile, quanto finalmente decisivo.
  • La difesa viola: probabilmente il trio difensivo ha guardato la prima puntata del Corner Viola (chi l’ha persa la trova qui) e stasera è sembrato finalmente un reparto organizzato. Si è finalmente vista una difesa che su palla scoperta è riuscita a scappare, posizionamenti del corpo adeguati, marcature asfissianti. Certo che è proprio strano vedere come soprattutto Milenkovic e Pezzella, che contro le squadre meno blasonate faticano a tenere gli occhi aperti dal sonno, riescano invece a somigliare a muri impenetrabili contro squadre come Juventus e Lazio che hanno davanti calciatori del calibro di Ronaldo, Immobile, Morata etc… Non sarà certo perché si vogliono mettere in mostra dai!
  • Iachini: stavolta il mister marchigiano ha preparato bene la partita, la difesa ha letto bene le pieghe della partita ed anche a gara in corso Beppe non ha sbagliato nulla. Ottima l’idea di invertire Bonaventura e Castrovilli, come azzeccatissima la scelta del numero 10 dall’inizio al posto di Amrabat. Finalmente la Fiorentina inizia ad attaccare gli avversari almeno 30 metri più alti e riparte sul corto con Ribery, sulla corsa di Castrovilli e con l’appoggio di un immenso Vlahovic. Anche quest’anno dovremo dire un immenso grazie al mister marchigiano!

IL BRUTTO

  • L’approccio al secondo tempo: se in una serata come questa vogliamo proprio trovare il pelo nell’uovo, allora devo dire che l’atteggiamento così rinunciatario mostrato nel primo quarto d’ora del secondo tempo non mi è piaciuto. La Fiorentina ha ricominciato difendendo bassissima e si è fatta schiacciare nella propria area di rigore anche se occasioni colossali non ci sono state. Resta comunque da sottolineare come, nel momento in cui Pulgar e soci si sono messi a difendere sulla linea dell’area di rigore, è ricominciata la sofferenza. Menomale che stavolta ciò non ha significato subire un gol!

Ci vediamo domani con la 3 puntata del Corner Viola: risponderemo anche alle vostre domande!!