Il Corner del Lungo si rinnova!!

Alzi la mano chi vuole una novità sul blog!

 Si prenotino quelli che vogliono approfondimenti più puntuali sulla Fiorentina e sulla Serie A in generale!

Faccia un passo avanti chi vuole intervenire non solo commentando gli articoli!!

La lettura tattica del post Bologna Fiorentina vi stupirà…. è in rampa di lancio un nuovo format!

Martedì buttate un occhio, non ve ne pentirete!!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – JUVENTUS = 1 – 1

Una Fiorentina operaia, sporca, che lotta per tutta la gara e riesce a dominare il primo tempo ma paga l’unica disattenzione difensiva della gara. Davanti a sé si ritrova una Juventus certamente diversa rispetto a quella che ha vinto scudetti a raffica, ma il merito deve essere ascritto anche alla squadra viola ed al proprio allenatore che ha preparato la partita al meglio. Resto dubbioso sul cambio effettuato al termine del primo tempo e ne parlerò diffusamente nel prosieguo della rubrica, ma l’intensità della prima frazione, con un gol segnato ed un palo colpito da Pulgar, resta una medaglia da attaccare alla giacca della squadra viola. Indipendentemente dai risultati delle avversarie, una Fiorentina come quella del primo tempo contro la Juventus riuscirà a salvarsi senza troppi patemi d’animo. Avere poi un centravanti con la freddezza di Vlahovic mette la strada leggermente più in discesa!

IL BUONO

  • Amrabat: una volta tanto ho il piacere di inserire il marocchino tra i migliori. Seppur debilitato dal Ramadan, l’ex Verona è finalmente decisivo nel centrocampo viola. Liberato dai compiti di regista affidati al più adatto Pulgar, corre, sgomita, lotta, recupera palloni su palloni e qualche volta riesce anche a far ripartire l’azione. Spesso nel secondo tempo incrocia la strada di Cristiano Ronaldo e non piega mai la testa né depone le armi. Finalmente il condottiero che aspettavamo.
  • Vlahovic: rigore calciato con lo scavetto contro la Juventus. Ripeto, rigore calciato con lo scavetto contro la Juventus. E’ un attaccante nato nel 2000. Basta ed avanza.
  • Igor: schierato largo a sinistra al posto di Biraghi per contenere le scorribande di Cuadrado, non sbaglia praticamente nulla. Un altro che non ha paura di niente e dispone anche di un piede educato quando viene chiamato a crossare. Interpreta in maniera egregia sia la fase difensiva che quella offensiva. Una risorsa fondamentale nella lotta salvezza.
  • Ribery: nelle gare contro le grandi si esalta e torna ad essere il faro della squadra. Seppur non lucidissimo nell’ultimo passaggio, probabilmente anche a causa della terza partita in una settimana in concomitanza con il Ramadan, delizia la platea televisiva con giocate di alta scuola e dribbling in salsa bavarese. Consuma ogni energia per tenere la palla più lontana possibile dall’area viola. La cassaforte di Beppe.
  • Iachini: prepara magistralmente la gara e la squadra risponde con un primo tempo veramente pregevole. La Fiorentina si chiude benissimo e riparte anche con geometrie che regalano occasioni oltre al gol su rigore di Vlahovic. Beppe ancora una volta dimostra che quando c’è da bloccare le squadre avversarie è un maestro; restano grossi dubbi sul cambio effettuato alla fine del primo tempo. Posto che Quarta per Venuti ci può stare, mi chiedo perché andare a toccare l’equilibrio costruito dai tre marcatori: normalmente se la difesa funziona non si tocca mai!! Sarebbe bastato mettere Quarta a fare l’esterno e lasciare Caceres in posizione centrale…ma magari il gol sarebbe venuto lo stesso. Resta il risultato di platino che tutti avremmo firmato prima della gara!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: va bene la garra, va bene essere argentino, ma qui i passaggi a vuoto iniziano ad essere un pò troppi. La capacità di adattamento al calcio italiano è stata piuttosto rapida, ma adesso deve aumentare la soglia di attenzione all’interno della stessa partita. Il difensore argentino continua ad avere delle pause mostruose che a volte lo portano anche a lasciare sguarnita la retroguardia per la voglia di accompagnare la fase offensiva della squadra. Per quest’anno qui ci dobbiamo salvare e la difesa deve badare a non subire reti!
  • Dragowski: che il taglio della barba gli abbia fatto perdere la forza? A parte gli scherzi, anche oggi ampiamente sotto la sufficienza sia nelle uscite che con i piedi. Continua a non trasmettere sicurezza ai compagni, a sbagliare ogni singola giocata con i piedi quando la squadra decide di ripartire dal basso, a stare bloccato sulla linea di porta sui cross delle squadre avversarie. Sicuri basti la reattività tra i pali?
  • Kouamè: ormai sembra una crociata, ma sarei il primo ad essere felice se un attaccante della Fiorentina cresciuto in una società dilettantistica della provincia fosse importante per i nostri colori. La verità è che anche oggi nei 20 minuti di impiego non compiccia nulla di utile regalando metri e palloni agli avversari senza nemmeno la scusa del Ramadan. Spalluto della Primavera è peggio?

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento!!

Il buono, il brutto, il cattivo

HELLAS VERONA – FIORENTINA = 1 – 2

Una Fiorentina brutta, sporca e cattiva! Insomma la squadra che tutti i tifosi avevano chiesto dopo la vergognosa sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo e che serviva per guadagnare finalmente 3 punti che fanno tirare un sospiro di sollievo. Intendiamoci bene, se qualcuno voleva vedere una bella partita di calcio spero non fosse sintonizzato sulle frequenze televisive di Sky Calcio perché avrebbe visto una squadra che non ha più niente da chiedere al campionato che ha giocato con una logica contro una compagine impaurita, direi quasi terrorizzata che sperava solamente in un episodio a proprio favore. Iachini ed i suoi hanno interpretato una gara prettamente difensiva in cui si doveva aspettare per ripartire sperando di non subire rete e così è stato. Non finiremo mai di ringraziare abbastanza Cesare Prandelli che ci ha donato un centravanti di livello internazionale che sgomita, lotta, calcia in porta, colpisce di testa, segna rigori decisivi. Altri poi meritano una menzione e li citeremo finalmente con piacere nella nostra rubrica!

IL BUONO

  • Vlahovic: non mi nascondo, io ero tra quelli che ad inizio anno pensavo fosse meglio per lui andare a giocare dal momento che Iachini lo vedeva poco. Fortunatamente Pradè ha azzeccato almeno questa e Prandelli ha allenato la Viola per 6 mesi durante i quali ha fatto sbocciare un attaccante eccezionale. Continua a migliorare senza soluzione di continuità: anche se ancora a volte scopre la palla, è diventato cattivo non solamente nei confronti della porta avversaria ma anche nei contrasti con i difensori, ha iniziato a colpire pericolosamente di testa e si batte come un leone su ogni pallone. Oltre a tutto ciò tira senza difficoltà un calcio di rigore che pesa un quintale ed a fine gara, in contropiede, si dimostra anche altruista. Resta con noi vero?
  • Venuti: in questa rubrica sono stato spesso duro con il Lollo viola, ma stasera mi ripaga di tutte le delusioni che ho patito in questa stagione. Salva sulla linea il possibile gol dello svantaggio e poi avvia l’azione del rigore di Bonaventura con una giocata da esterno puro. Oltre a ciò non appena Iachini, con colpevole ritardo gli posiziona Amrabat accanto, blocca le sortite offensive di Di Marco che fino ad allora lo aveva messo in croce. Anche nel secondo tempo resta sempre concentrato e gioca una partita di spessore. Ma quanto è bello omaggiare un vero cuore viola!
  • Bonaventura: chissà perché, ma quando abbiamo bisogno di giocate di qualità, di giocate intelligenti, dobbiamo sempre affidarci a Jack. Dopo il gol contro il Sassuolo, Bonaventura si guadagna il rigore che spacca la partita con un taglio da scienziato alle spalle dei marcatori del Verona. Ancora una volta dimostra un’intelligenza calcistica ed una capacità di leggere le situazioni enormemente superiore rispetto ai suoi compagni. Oltre a ciò fa tantissime cose utili che magari si notano meno, ma che fanno la differenza; peccato solamente per il giallo che lo costringerà a saltare la gara di domenica contro la Juventus. Nella Fiorentina attuale è una fuoriserie.
  • Caceres: con lui la difesa a tre acquisisce una maggiore sicurezza e quando le partite contano davvero difficilmente sbaglia. Al secondo gol stagionale, dopo il primo contro la Juventus, dimostra ancora una volta di essere uno di quei calciatori su cui si può sempre contare quando la palla scotta. Io ripartirei anche da lui.

IL BRUTTO

  • Biraghi: sta diventando quasi una gag dover parlare sempre dell’ex terzino dell’Inter, ma anche stasera è uno dei pochi che riesce a stare sotto la sufficienza. Faraoni lo asfalta ogni volta che vuole ed è colpevole anche sul gol di Salcedo quando proprio l’esterno del Verona gli vola in testa per confezionare l’assist. Non riparte mai e difende spesso male. Considerando che tanto deve fare il difensore, con la Juve perché non Igor?
  • La gestione del vantaggio: capisco la paura, capisco la posizione di classifica. Ma considerando che hai la fortuna sfacciata di andare in vantaggio al riposo grazie ad un rigore realizzato proprio all’ultimo secondo di una frazione giocata in un modo non certo indimenticabile, non potevi ripartire un pò meglio? La Fiorentina esce dallo spogliatoio timorosa, senza furore agonistico, tutta rintanata negli ultimi 35 metri di campo. Sicuri sia l’atteggiamento giusto? Non è bastato il Sassuolo?
  • Kouamè: come mi ha detto l’amico di questo blog Bomber Siiimo “Kouamé che inciampa controllando una palla datagli da un metro di distanza rasoterra è puro futurismo”. L’ennesimo cartellino giallo guadagnato senza nemmeno toccare palla invece è impressionismo. 18 milioni di scapaccioni!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento!!

Il buono, il brutto, il cattivo

SASSUOLO – FIORENTINA = 3 – 1

Una partita dai due volti, con una Fiorentina che ha gestito bene il primo tempo chiuso con un gol di vantaggio. Poi il patatrac: una seconda frazione imbarazzante di cui la squadra dovrebbe vergognarsi e che ha portato la società a decretare l’immediato silenzio stampa ed il conseguente ritiro. Ormai le scuse sono finite: sono cambiati allenatori, moduli difensivi ed offensivi, calciatori impiegati e tenuti in panchina ma la nave sta imbarcando acqua ormai da troppo tempo ed adesso rischia di affondare. Ci sono dirigenti in società capaci di ribaltare la situazione? C’è qualcuno che ha finalmente voglia e coraggio di chiamare le cose con il proprio nome? Il tempo è scaduto e continuando così la Serie B diventerà una tristissima attualità. Solo per rispetto del blog, di chi mi segue e della rubrica, proverò a citare i migliori ed i peggiori di un pomeriggio da dimenticare.

IL BUONO

  • Il primo tempo: nella prima frazione la squadra ha fatto esattamente la gara che doveva. Si è chiusa con ordine, ha tenuto centrocampo e difesa vicinissime, è riuscita ad occupare tutte le diagonali di passaggio non permettendo al Sassuolo di verticalizzare. La compagine di Iachini ha avuto anche la capacità di creare alcune occasioni in attacco grazie a ripartenze veloci e cambi di passo importanti di Bonaventura e Castrovilli. Poi il buio.
  • Castrovilli e Bonaventura: se la Fiorentina nel primo tempo ha chiuso in vantaggio ed è riuscita più volte a creare occasioni, è soprattutto grazie alla qualità di questi due centrocampisti. Jack è sembrato finalmente il calciatore che avevamo salutato con entusiasmo al suo arrivo, mentre il numero 10 ha regalato nuovamente accelerazioni eccezionali. Il problema è che tutto ciò è durato solamente un tempo.
  • Ordine difensivo: nell’approfondimento tattico parleremo anche di questo. Di una squadra che ha avuto una logica per 45 minuti forse perché con Caceres nei 3 dietro al posto di Quarta si riesce a coprire meglio gli spazi senza un difensore che vaga per il campo, o forse perché il Sassuolo giocava con la squadra B. Una volta entrati Berardi e Defrel infatti, è calato il buio e non ci abbiamo capito più nulla. Chissà dove sta la verità.

IL BRUTTO

  • Pezzella: E’ ORA DI DIRE BASTA! Basta con la fascia, basta soprattutto vederlo in campo. Gioca con una superficialità imbarazzante, sembra quasi ci faccia un piacere e la fascia di Astori sul suo braccio è un brutto segnale per tutti i tifosi. Non è mai in grado di far ripartire l’azione già nel primo tempo, mentre nella ripresa ne combina una dietro l’altra: sul primo rigore si addormenta e tiene in gioco Berardi sul taglio alle sue spalle, sul secondo gol commette un fallo da principiante su Raspadori che non sarebbe mai riuscito a tirare in porta. Oltre a tutto questo, non si fa mai sentire, non guida la difesa, non mostra mai un minimo di leadership. Se questo è il momento degli uomini, passi la fascia ad altri.
  • Venuti e Biraghi: quando si gioca con il modulo 3-5-2, la base è data da un difensore centrale che comanda i movimenti dei due difensori accanto, da un organizzatore di gioco e da due esterni che siano capaci di giocare a tutta fascia. Di Pezzella abbiamo detto, Pulgar fa quel che può, ma anche giocare con Venuti e Biraghi sugli esterni non è semplicissimo. Difendono con volontà e poco più, non vincono mai l’uno contro uno, non arrivano mai sul fondo per il cross. Sono calciatori mediocri che probabilmente potrebbero essere migliori se fossero inseriti in un contesto di calcio organizzato e non in una squadra che gioca a caso. Quanto ancora dobbiamo ingoiare?
  • Le sostituzioni: cerco sempre di non dare alibi ai calciatori, ma che senso ha inserire Callejon e Eysseric al posto di Castrovilli e Bonaventura senza cambiare modulo di gioco? Come è mai possibile continuare ad impiegare calciatori fuori ruolo considerando anche che i risultati non arrivano? Io capirei se giocare così portasse ad avere una difesa imperforabile e risultati a ripetizione, ma qui si continua a subire reti ed a perdere su ogni campo. Non era meglio passare a 4 dietro togliendo uno dei due esterni e provare a giocare 4-2-3-1? Tanto non è che con le sostituzioni effettuate abbiamo smesso di faticare…. Al peggio non c’è mai fine!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento arrabbiato!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ATALANTA = 2 – 3

Una partita incredibile, con dentro tante storie, tanti episodi, tanti errori. La Fiorentina perde nuovamente al Franchi e, solamente grazie alla contemporanea caduta del Cagliari, resta a +8 sulla zona salvezza. La compagine di Iachini ha giocato un primo tempo imbarazzante: squadra lunga, lenta, sempre battuta negli scontri diretti, mai reattiva, che è riuscita ad andare al riposo sotto di due gol solo alla grande prestazione di Dragowski. Nel secondo tempo poi, un pò per il calo bergamasco, un pò per il talento assoluto di Vlahovic, la Fiorentina ha rimesso in piedi la gara ma non è bastato. Ancora una volta, nel momento del bisogno, la squadra di Iachini ha dimostrato assenza di leadership e soprattutto prestazioni individuali imbarazzanti, primo tra tutti Amrabat. La strada per la salvezza è in salita ma fortunatamente il vantaggio è rimasto lo stesso ed adesso manca una partita in meno alla fine di questo scempio. Sabato alle 18,00 contro il Sassuolo occorrerà almeno non perdere per tenere a debita distanza il Cagliari.

IL BUONO

  • Vlahovic: mi vengono i brividi ad immaginare la stagione viola senza Dusan davanti. Il centravanti serbo segna altre due reti, tiene in vita la Fiorentina e dimostra ancora una volta la grandezza del regalo di Cesare Prandelli a Firenze. Se solo penso che fino a pochi mesi fa doveva lottare per giocare al posto del suo collega di reparto di stasera, mi viene da ridere per non piangere. Oltre ai gol poi, lotta come un leone, si scambia calcioni con Romero, inizia ad essere pericoloso anche col piede destro e di testa. Resta un mistero perché l’ultima punizione venga calciata da Biraghi anziché da lui, ma dopo aver visto Bonaventura marcare Zapata su calcio d’angolo allora vale tutto. Una pepita d’oro in una valle di lacrime.
  • Dragowski: se la Fiorentina resta in partita fino in fondo è soprattutto grazie alle parate del polacco che finalmente torna sicuro e convincente. Continuo a pensare che non si possa vivere di sola reattività e che non si possa essere decisivi solo nella partite in cui si viene bombardati continuamente. I grandi portieri sono quelli che restano sempre dentro al match e che comandano la difesa dominando l’area, ma Dragowski è ancora giovane e dunque ha tutto il tempo per crescere ancora. Ci vorrà anche il miglior Drago per ottenere i punti che mancano alla salvezza.
  • Caceres: in una partita molto complicata riesce ad essere utile soprattutto in fase offensiva. Nel primo tempo ha una buona occasione di testa, poi nella ripresa confeziona l’assist per il gol di Vlahovic che riapre il match. Rispetto a Biraghi sull’altro fronte è più vivo e dimostra di ricordarsi anche come si difende quando nell’ultimo spicchio di gara torna nei tre dietro. Con il Martinez Quarta di queste ultime settimane, diventa insostituibile.

IL BRUTTO

  • Amrabat: il pupillo del Presidente gioca l’ennesima partita imbarazzante. Iachini gli affida le chiavi del centrocampo e la consegna della marcatura a uomo di Pasalic: risulta insufficiente in entrambi i compiti mancando anche di quella corsa, grinta e cattiveria agonistica imprescindibili per un calciatore come lui. Se oltre a ciò perde anche i contrasti, mi spiegate a che serve?
  • Bonaventura: la marcatura di Zapata sul gol che apre la gara spettava a lui (e sinceramente vorrei sapere perché), ma non è l’unico errore della sua partita. Da Bonaventura ci si aspetta non solo quantità ma soprattutto qualità e personalità: il buon Jack è arrivato a Firenze per essere uno dei leaders in campo, per prendere in mano la squadra e gestire i vari aspetti del gioco. Contro l’Atalanta niente di tutto questo.
  • Martinez Quarta: al netto del fallo di mano da cui arriva il rigore decisivo, dimostra ancora una volta di aver smarrito quelle certezze di alcune settimane fa. Soffre di tantissime pause che contro squadre tecniche e rapide come l’Atalanta non sono ammissibili. Cerca spesso la sortita in avanti, ma anche gli anticipi ed i lanci in verticale non riescono praticamente mai. C’è bisogno di crescere velocemente!
  • L’approccio alla partita: la Fiorentina è entrata in campo passeggiando, con un atteggiamento timido, quasi arrendevole. In più ha cercato di sfidare l’Atalanta con le sue stesse armi, marcature a uomo in tutte le zone del campo e lancio lungo sull’attaccante. Il problema è che i viola non hanno mai vinto nessun confronto diretto, non hanno mai attaccato le seconde palle, non sono mai riusciti a leggere i tagli degli attaccanti bergamaschi. Il risultato è stato una sorta di allenamento del giovedì in cui i ragazzi di Gasperini si sono divertiti ed hanno preso a sculaccioni la banda di Iachini che non ha mai dato l’impressione di poter entrare in partita. Quarantacinque minuti vergognosi che, se replicati, potrebbero far rischiare alla Fiorentina la serie B.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico!!

Il buono, il brutto, il cattivo

GENOA – FIORENTINA = 1 – 1

E’ stata una Fiorentina operaia, una squadra che ha badato al sodo, che ha reagito senza paura alle difficoltà. Prima il gol subito dopo un quarto d’ora di nulla, poi lo scellerato intervento di Ribery che ha costretto la squadra a giocare in inferiorità numerica per 40 minuti. Nonostante ciò, è arrivato un pareggio d’oro considerando la contemporanea sconfitta interna del Cagliari ed il pareggio tra Benevento e Parma che permette di guardare ai prossimi difficilissimi impegni con maggiore serenità. Iachini ha cercato di mettere la squadra nella migliore condizione possibile giocando con un 3-5-2 molto abbottonato in cui gli esterni di centrocampo erano due terzini come Caceres e Venuti, ma ha dato prova di intelligenza sfruttando quei calciatori che sono stati rivitalizzati da Prandelli e che con lui venivano impiegati col contagocce: Vlahovic e Quarta nella formazione iniziale, Eysseric come sostituto in mezzo al campo quando Bonaventura ha finito la benzina. Insomma un mix di passato e presente per guardare con maggiore tranquillità al futuro prossimo grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti.

IL BUONO

  • Vlahovic: è il vero baluardo viola. Il calciatore imprescindibile, l’ultimo regalo di Cesare Prandelli alla sua amata Fiorentina. In una partita dura, sporca, difficile, Dusan dimostra ancora una volta quanto sia maturato negli ultimi 6 mesi. Difende palla spalle alla porta, lotta su tutti i palloni, allarga i gomiti se necessario, ma soprattutto è letale nei sedici metri. Sull’assist di Castrovilli, non si lascia pregare ed incrocia una gran bel sinistro che regala alla squadra una ritrovata tranquillità ed un altro punto in classifica. Rocco, blindalo appena torni dagli States!!!!
  • Castrovilli: dopo un lungo periodo di appannamento, finalmente sprazzi del vero Castrovilli. Con Ribery in ombra già prima del folle intervento che gli costa il rosso, spetta al numero 10 inventarsi qualche giocata e creare la superiorità numerica in mezzo al campo. Ancora non riesce a ritrovare pericolosità verso la porta avversaria, ma stavolta attacca continuamente lo spazio libero e recupera tanti palloni trasformando l’azione da difensiva in offensiva. Avesse fatto gol in rovesciata allo spirare dei primi 45 minuti di gioco, l’anno prossimo lo avremmo ammirato sulla copertina dell’album Panini! Se ricomincia a girare lui, possiamo tornare a divertirci.
  • Pezzella: come trasformarsi da Comunardo Niccolai in Franz Beckenbauer in due settimane. Da difensore timoroso e svagato a condottiero che rimedia anche agli errori di Milenkovic ed in parte Martinez Quarta. Contro il Genoa non cade mai, temporeggia, svetta di testa. Chissà che pozione magica avrà trovato?!?!?!?

IL BRUTTO

  • Caceres – Milenkovic: una vera e propria banda del buco. In apnea per tutta la partita contro Zappacosta, non contro Cafù o Serginho….con tutto il rispetto dovuto. Il serbo conferma il suo momentaccio evidenziato anche nelle gare in nazionale, mentre l’uruguagio appare fin da subito un pesce fuor d’acqua. Non attacca, ma soprattutto non difende, viene sempre preso alle spalle dai lanci rossoblù, non sembra mai in grado di limitare la corsa dell’ex Chelsea da cui nascono tutti i pericoli per la retroguardia viola. Continuo a pensare che Caceres non sia assolutamente adatto ad interpretare un ruolo in cui quasi mai serve il corpo a corpo, quasi sempre la falcata di almeno 30 metri. Speriamo Beppe trovi la soluzione.
  • Ribery: una partita disastrosa. Già prima del cartellino rosso, il francese non era mai riuscito a saltare il diretto avversario, era sembrato sempre fuori dal gioco, mai decisivo né per far ripartire l’azione andando a prendere la palla sui difensori, né trovando la giocata decisiva o l’assist per il compagno. Nella ripresa poi, la sciocchezza che avrebbe potuto costare la sconfitta viola. Un’entrata scellerata, senza senso, direttamente sull’uomo simile a quella di Cuadrado su Castrovilli a Torino in Juventus Fiorentina. Fortunatamente i compagni di squadra riescono a stringere le maglie difensive e portano comunque a casa un punto fondamentale in ottica salvezza. Da un calciatore della sua tecnica, della sua esperienza, non si possono accettare questi errori. Qualche settimana per riflettere caro Frank sono assolutamente necessarie.
  • Pulgar: dopo alcune prove ampiamente sufficienti, oggi si è rivisto il calciatore timoroso, lento e falloso che aveva iniziato la stagione. Nel primo tempo perde tantissimi palloni in uscita permettendo ai grifoni di ripartire in contropiede, anche se il filtro davanti alla difesa è comunque più che sufficiente considerando anche che Castrovilli e Bonaventura ai lati lo aiutano a fasi alterne. Nel secondo tempo, costretto ad abbassarsi ulteriormente sui difensori centrali, migliora il proprio rendimento ma il cartellino giallo finale che gli costa la squalifica, conferma che non è proprio la sua giornata. Urge recuperare il centrocampista mortifero sui calci piazzati.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico…e ci sarà anche Portobello!!!

E’ tornato Iachini. Viva Beppe!

Chi segue il blog lo sa: non sono mai stato un fan dello Iachini allenatore, nemmeno quando nella scorsa stagione, dopo il blocco del campionato dovuto al Covid, la Fiorentina aveva inanellato vittorie importanti per la salvezza finale. Io non lo avrei mai confermato, ma adesso tutto questo non conta più: l’unica cosa che ha importanza è la classifica ed i risultati, ed allora Iachini è tutto sommato una risposta logica.

L’ultima settimana è stata la fotografia perfetta della gestione statunitense della Fiorentina: l’allenatore più amato della storia dà le dimissioni (già ventilate da più spiragli dopo la gara di Benevento) due giorni dopo la sconfitta contro il Milan, una partita anche ben giocata dalla squadra e la società non proferisce parola. Quella stessa società che fino a qualche settimana fa parlava a reti unificate per polemizzare con il Governo nazionale, con quello regionale, con il sindaco, con la Lega Calcio, in uno dei momenti più critici della storia viola non trova il modo ed il tempo per parlare con la piazza. Quella stessa società che alla piazza parlava attraverso radio, televisioni, giornalisti, social networks e qualunque mezzo di comunicazione. Nel silenzio generale se ne va dunque Cesare Prandelli che lascia l’incarico con la consueta signorilità, con il consueto rispetto, con quel modo di fare inattaccabile che ha fatto innamorare intere generazioni di fiorentini. Un tecnico che aveva perso serenità, che ha trovato in questa nuova esperienza viola maggiori difficoltà rispetto a quelle che si aspettava ma che nessuno si deve permettere di mettere in discussione come UOMO. Tutti ci aspettavamo di più da questa esperienza, tutti abbiamo il diritto di criticare e di dire la nostra in merito alle sue scelte tecnico tattiche, ma nessuno ha il diritto di criticare l’uomo, i suoi sentimenti, i motivi per cui se n’è andato. In un mondo in cui nessuno mai si prende le proprie responsabilità ed ha il coraggio di dimettersi, Cesare si dimostra ancora una volta una mosca bianca.  Grazie comunque mister Prandelli, ti auguro di ritrovare quella serenità necessaria ad affrontare la vita!

Parlando del rettangolo di gioco, ammetto di essere rimasto molto deluso dall’atteggiamento dei calciatori viola che, a parte Vlahovic, non hanno nemmeno salutato il mister appena dimesso. Mi è parsa una gravissima mancanza di rispetto che non fa altro che confermare quanto sia necessaria una rivoluzione estiva. Con Iachini chiaramente si tornerà a vedere un film che sappiamo perfettamente come comincia, come si sviluppa e come finisce. Una squadra accorta, che giocherà con il 3-5-2 che anche i calciatori sembrano prediligere, un calcio fatto di marcature ferree, di tanta corsa e grinta, di poca tecnica e spettacolo. Si tornerà dunque a badare al sodo, a cercare solamente il risultato nella speranza che alcuni dei calciatori che sono sbocciati con Prandelli non vengano ricacciati nel dimenticatoio. Vorrei infatti ricordare che Vlahovic con Iachini spesso faceva la panchina per far giocare Kouamè o Cutrone, Eysseric spesso non si allenava nemmeno con la squadra e Martinez Quarta non vedeva il campo praticamente mai così come Pulgar era sempre a sedere accanto al mister. Speriamo che il lavoro di Prandelli, per quanto certamente non spumeggiante, non venga disperso perché questo non è il momento di tentare nuovi esperimenti. Il calendario mette già sabato la Fiorentina di fronte ad uno scontro diretto contro il Genoa, e visto che i viola adesso hanno 7 punti di vantaggio sulla terz’ultima sarebbe fondamentale non inciampare. Ricordiamo che Iachini era stato esonerato alla settima di campionato con soli 3 punti margine, dunque speriamo che il cambio di manico abbia lo stesso effetto della scorsa stagione. Siamo certi che il cuore viola di Beppe porterà ancora una volta la nave in salvo grazie al lavoro, all’entusiasmo, allo spirito che ha sempre contraddistinto la sua opera.

La speranza è che nel frattempo la società Fiorentina impieghi questo tempo per la programmazione innanzitutto dei quadri tecnici e dirigenziali. Queste prime due stagioni dell’era Commisso sono pressoché fallimentari non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche dell’appeal societario. La squadra viola lotta nuovamente per non retrocedere, i calciatori arrivati nelle sessioni di mercato di Pradè sono quasi tutti svalutati o già ripartiti, la guida tecnica non ha mai trovato continuità. Gli allenatori frullano come trottole, i calciatori non riescono ad avere un minimo di continuità….può bastare per ripensare determinate scelte?

Fino al termine della stagione tutti uniti come un sol uomo per raggiungere di nuovo la salvezza, poi però sarà necessario tirare le somme e ricominciare da capo!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – MILAN = 2 – 3

Se non fossimo tifosi, potremmo dire che è stata una partita divertente, aperta ad ogni risultato, piena di ribaltamenti di fronte. Essendo però parte in causa di una squadra che continua a lottare per la salvezza, dobbiamo dire che usciamo da questa partita con una grande delusione addosso. Delusione non certo per la prestazione quanto per il risultato e per l’andamento delle occasioni e delle reti. La Fiorentina è purtroppo sparita dopo il gol del 2 – 1 ed ancora una volta ha dimostrato di non avere leaders riconoscibili che possano aiutare la squadra nei momenti di difficoltà, nelle occasioni in cui è necessario avere un condottiero che prenda per mano i compagni e li conduca ad un porto sicuro. E’ stata la sfida tra due tecnici, due uomini che erano, sono e resteranno sempre nel cuore di una città che li ha apprezzati innanzitutto per le doti umane e morali, e poi per quelle tecnico-tattiche.

Non troverete il mister Prandelli in nessuna delle due categorie poiché credo che la Fiorentina abbia giocato per 60 minuti una delle partite più convincenti della stagione grazie ad una disposizione ottimale e grazie alla qualità che è stata messa in campo. Credo però che alcuni cambi siano stati francamente discutibili (ad esempio aver rinunciato ad Amrabat anche nel momento di difficoltà quando Pioli ha messo in campo Bennacer) ma comunque il coraggio e la predisposizione al gioco mi sono piaciuti. Resta purtroppo l’amaro in bocca per la sconfitta finale che lascia invariato il vantaggio sulla terzultima: un pareggio non avrebbe scavato un solco fondamentale nei confronti del Cagliari, ma avrebbe dato una spinta psicologica notevole. Dopo la sosta dedicata alle nazionali, sarà necessario non sbagliare la trasferta di Genova contro i rossoblù per non ripiombare nelle sabbie mobili della lotta per la salvezza.

IL BUONO

  • La formazione iniziale: se Cesare Prandelli voleva dare un messaggio alla squadra, lo ha fatto con le scelte inziali. Una Fiorentina piena zeppa di qualità a costo anche di sbilanciarsi contro la seconda in classifica. Un solo centrocampista capace di fare filtro, Pulgar, e poi tutti insieme Castrovilli, Eysseric, Bonaventura, Ribery e Vlahovic. Insomma una rivoluzione copernicana se si pensa al 3-5-2 con Venuti e Caceres sugli esterni di centrocampo! Un chiaro messaggio che la squadra ha recepito giocando una partita gagliarda in cui la Fiorentina è stata sempre dentro la gara creando, segnando, certamente anche subendo, ma comunque dando dimostrazione di poterci provare in ogni momento. A tratti sembrava la Fiorentina del primo Cesare!
  • Pulgar: la punizione del primo gol è degna del centrocampista che giocava nel Bologna e che raramente abbiamo visto a Firenze. A parte la rete, offre una prestazione di sostanza in cui riesce, nonostante la forzata solitudine in mezzo al campo, a dare un equilibrio più che sufficiente alla squadra finché anche i compagni ci provano. Cala poi insieme a tutta la squadra, ma è uno degli ultimi ad arrendersi. Che si sia finalmente capito che è meglio quando gioca a due e non ha compiti di playmaker?
  • Eysseric: è vero, è in marcatura su Diaz nel gol del pareggio rossonero e perde la palla che dà l’inizio all’azione del 3 – 2 rossonero, ma vogliamo dimenticarci tutto ciò che il francese fa prima di questi episodi? Gioca una partita a tutto campo, limita per quanto è possibile Theo Hernandez, recupera tantissimi palloni e spesso li rigioca in modo intelligente. Tecnicamente ha un piede educato e fisicamente si danna l’anima fino al 90° anche da centrocampista centrale. Ritrovato, uomo in più per il finale di campionato!
  • Vlahovic: non segna, non ruba l’occhio, ma è protagonista di un nuovo passo in avanti nel proprio processo di maturazione. Contro una delle potenze del campionato, gioca una partita di sostanza lottando su tutti i palloni e propiziando anche il primo gol al Franchi di Ribery. Riesce finalmente a coprire il pallone come fanno i grandi attaccanti e, così facendo, scala altre posizioni nella top ten del calcio italiano. Da blindare.

IL BRUTTO

  • Letture della difesa viola: ci tornerò nel video di domani, ma i movimenti difensivi della coppia Milenkovic – Pezzella, uniti ad un Quarta difensore esterno, sono semplicemente da brividi. Nel primo tempo, il Milan riesce a trovare Ibrahimovic due volte alle spalle della difesa viola con palloni verticali di semplicissima lettura: lo svedese riesce a fare un gol ed a colpire una traversa con il minimo sforzo proprio per il cattivo posizionamento della retroguardia di Prandelli. Lavorarci a fondo è fondamentale!!
  • Martinez Quarta: nelle ultime settimane è stato spesso tra i migliori in campo, ma in questo caso lo dobbiamo mettere dietro la lavagna. Si dimentica di tenere la linea difensiva alta in occasione del primo gol ed in altre occasioni risulta svagato e disattento. Non riesce poi ad aiutare la squadra in fase offensiva come invece aveva fatto nelle ultime prestazioni, lasciando anzi spesso sguarnita la propria zona di competenza. Da rivedere.
  • Bonaventura: schierato da centrale in un centrocampo a 4, fatica tantissimo ad entrare nel vivo del gioco. Non riesce a fare filtro come dovrebbe e spesso tende a strafare cercando la soluzione personale dal limite dell’area. Patisce probabilmente la gara da ex col dente avvelenato, ma anche la posizione in campo non è probabilmente la più congeniale. Forza Jack, la salvezza passa anche dai tuoi piedi!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico…chissà se ci sarà Portobello!?!?!?