E’ tornato Iachini. Viva Beppe!

Chi segue il blog lo sa: non sono mai stato un fan dello Iachini allenatore, nemmeno quando nella scorsa stagione, dopo il blocco del campionato dovuto al Covid, la Fiorentina aveva inanellato vittorie importanti per la salvezza finale. Io non lo avrei mai confermato, ma adesso tutto questo non conta più: l’unica cosa che ha importanza è la classifica ed i risultati, ed allora Iachini è tutto sommato una risposta logica.

L’ultima settimana è stata la fotografia perfetta della gestione statunitense della Fiorentina: l’allenatore più amato della storia dà le dimissioni (già ventilate da più spiragli dopo la gara di Benevento) due giorni dopo la sconfitta contro il Milan, una partita anche ben giocata dalla squadra e la società non proferisce parola. Quella stessa società che fino a qualche settimana fa parlava a reti unificate per polemizzare con il Governo nazionale, con quello regionale, con il sindaco, con la Lega Calcio, in uno dei momenti più critici della storia viola non trova il modo ed il tempo per parlare con la piazza. Quella stessa società che alla piazza parlava attraverso radio, televisioni, giornalisti, social networks e qualunque mezzo di comunicazione. Nel silenzio generale se ne va dunque Cesare Prandelli che lascia l’incarico con la consueta signorilità, con il consueto rispetto, con quel modo di fare inattaccabile che ha fatto innamorare intere generazioni di fiorentini. Un tecnico che aveva perso serenità, che ha trovato in questa nuova esperienza viola maggiori difficoltà rispetto a quelle che si aspettava ma che nessuno si deve permettere di mettere in discussione come UOMO. Tutti ci aspettavamo di più da questa esperienza, tutti abbiamo il diritto di criticare e di dire la nostra in merito alle sue scelte tecnico tattiche, ma nessuno ha il diritto di criticare l’uomo, i suoi sentimenti, i motivi per cui se n’è andato. In un mondo in cui nessuno mai si prende le proprie responsabilità ed ha il coraggio di dimettersi, Cesare si dimostra ancora una volta una mosca bianca.  Grazie comunque mister Prandelli, ti auguro di ritrovare quella serenità necessaria ad affrontare la vita!

Parlando del rettangolo di gioco, ammetto di essere rimasto molto deluso dall’atteggiamento dei calciatori viola che, a parte Vlahovic, non hanno nemmeno salutato il mister appena dimesso. Mi è parsa una gravissima mancanza di rispetto che non fa altro che confermare quanto sia necessaria una rivoluzione estiva. Con Iachini chiaramente si tornerà a vedere un film che sappiamo perfettamente come comincia, come si sviluppa e come finisce. Una squadra accorta, che giocherà con il 3-5-2 che anche i calciatori sembrano prediligere, un calcio fatto di marcature ferree, di tanta corsa e grinta, di poca tecnica e spettacolo. Si tornerà dunque a badare al sodo, a cercare solamente il risultato nella speranza che alcuni dei calciatori che sono sbocciati con Prandelli non vengano ricacciati nel dimenticatoio. Vorrei infatti ricordare che Vlahovic con Iachini spesso faceva la panchina per far giocare Kouamè o Cutrone, Eysseric spesso non si allenava nemmeno con la squadra e Martinez Quarta non vedeva il campo praticamente mai così come Pulgar era sempre a sedere accanto al mister. Speriamo che il lavoro di Prandelli, per quanto certamente non spumeggiante, non venga disperso perché questo non è il momento di tentare nuovi esperimenti. Il calendario mette già sabato la Fiorentina di fronte ad uno scontro diretto contro il Genoa, e visto che i viola adesso hanno 7 punti di vantaggio sulla terz’ultima sarebbe fondamentale non inciampare. Ricordiamo che Iachini era stato esonerato alla settima di campionato con soli 3 punti margine, dunque speriamo che il cambio di manico abbia lo stesso effetto della scorsa stagione. Siamo certi che il cuore viola di Beppe porterà ancora una volta la nave in salvo grazie al lavoro, all’entusiasmo, allo spirito che ha sempre contraddistinto la sua opera.

La speranza è che nel frattempo la società Fiorentina impieghi questo tempo per la programmazione innanzitutto dei quadri tecnici e dirigenziali. Queste prime due stagioni dell’era Commisso sono pressoché fallimentari non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche dell’appeal societario. La squadra viola lotta nuovamente per non retrocedere, i calciatori arrivati nelle sessioni di mercato di Pradè sono quasi tutti svalutati o già ripartiti, la guida tecnica non ha mai trovato continuità. Gli allenatori frullano come trottole, i calciatori non riescono ad avere un minimo di continuità….può bastare per ripensare determinate scelte?

Fino al termine della stagione tutti uniti come un sol uomo per raggiungere di nuovo la salvezza, poi però sarà necessario tirare le somme e ricominciare da capo!

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