Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – UDINESE = 0 – 4

Ho aspettato qualche ora per scrivere la mia consueta rubrica, ma la rabbia non passa ed anzi addirittura cresce dopo il risultato della gara serale tra Atalanta e Torino. Ed allora che la squadra è stata indifendibile posso dirlo? Oppure preferite il termine indecorosa? Rocco si offende se lo dico e magari mi chiama pappagallo? Magari così poi magari guarda qualche puntata del Corner Viola in cui, insieme al mio grande amico Flavio Bardaro, spiego cosa vuol dire essere tifoso della Fiorentina!

E’ stata una delle poche occasioni in cui sono uscito dallo stadio anzitempo poiché ero imbarazzato dal non sapere come comportarmi: fischiare per la prova indecente alla quale avevo appena assistito oppure applaudire per la stagione che resta comunque positiva e divertente? Ho preferito non dover decidere dopo una così cocente delusione ma è chiaro che alcune cose sono fin da ora ben chiare e le elencherò qui sotto. Intanto mi sento di dire che la prestazione è stata assolutamente inaccettabile e le giravolte di mister Italiano tra la trasferta di Salerno e la gara casalinga contro l’Udinese hanno mostrato a tutti che il mercato di gennaio non ha certo rinforzato la squadra ed i panini che il mister siciliano deve ancora mangiare per diventare un allenatore di livello assoluto sono ancora molti: impari da Poldo a mangiarne tanti in un sol boccone….magari siamo ancora in tempo ad arrivare in Europa!

IL BUONO

  • La classifica: sembra incredibile dirlo dopo aver preso quattro gol in casa ma la Fiorentina, se finisse il campionato stasera, sarebbe chiamata a giocare la Conference League nella prossima stagione! Come dite? E’ l’ennesima riprova della mediocrità del calcio italiano? Certamente ma mica sarà colpa nostra pure questo…. Tanto dura poco….

IL BRUTTO

  • La sfortuna: diciamo subito che accusare contemporaneamente gli infortuni di Odriozola, Bonaventura, Castrovilli e Torreira nel momento decisivo della stagione non può certo ascriversi a qualcuno. Italiano, dopo averli preservati tutti in quel di Salerno con i risultati che abbiamo visto, nella gara con l’Udinese sceglie di fare esattamente il contrario buttandoli nella mischia ma i risultati sono praticamente uguali. Jack è in netta difficoltà, Torreira cerca di amministrarsi, Odriozola dura poco. Mancano i perni della squadra proprio nel momento cruciale della stagione!!
  • Italiano: sembra aver completamente smarrito la bussola. La squadra non ha più quella sfrontatezza e quella facilità di proporre calcio che l’ha contraddistinta fino a poche settimane fa. La condizione atletica è svanita e psicologicamente i ragazzi sembrano fragilissimi, quasi che la sconfitta di Torino non fosse ancora assorbita. A ciò si aggiungono delle scelte quantomeno azzardate: perché continuare con Ikonè in mezzo al campo? Per non parlare poi della riproposizione di Callejon, ormai ex giocatore dal portafoglio dorato. E non voglio infierire sull’incapacità ormai manifesta di cambiare modulo a gara in corso. E’ vero che tale rivoluzione potrebbe minare le certezze ed i meccanismi della squadra, ma c’è qualcuno che li abbia visti nelle ultime tre gare? Sotto 2 – 0 in casa con l’Udinese, è proprio impensabile proporre Piatek insieme a Cabral anziché un esterno in mezzo al campo? Per non parlare poi del frullatore all’interno del quale sono finiti i centrali difensivi. Vincenzo torna in te!!!
  • La società: non so se alla fine la Fiorentina riuscirà o meno ad andare in Europa, ciò che so è che l’ACF Fiorentina (che vi piaccia o no si chiama ancora così) non ha fatto tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo. Al mercato di gennaio è successo ciò che tutti sappiamo e che avrà una logica risposta solamente a fine torneo, ma gli spifferi delle ultime settimane sono stati gestiti nel peggiore dei modi. Non bastano le telefonate del buon Rocco ai calciatori per congratularsi o rincuorare, qui ci vogliono parole chiare nei confronti di posizioni di allenatori e calciatori che andrebbero chiarite il prima possibile. Siamo passati da un Commisso che parlava anche al Corriere dei Piccoli, ad una proprietà che si fà sentire il meno possibile e quando lo fà parla solo di infrastrutture. Vorrei dare una notizia a Rocco, Joe e Joseph: questo giochino ci piace perché c’è un pallone che ruzzola (come si dice a Firenze), non perché ci fate un bel centro sportivo. Questo era l’anno buono per andare in Europa e, se non ci riusciremo, sarete chiamati alle vostre responsabilità…. che vi piaccia o no. Mancano 4 gare e poi tireremo le somme….intanto….

Sempre Forza Viola!!

La “nuova” Fiorentina

Il calciomercato è quasi completamente fermo e quello viola non fa eccezione. Al netto degli acquisti di Maleh (già annunciato la scorsa stagione) e di Nico Gonzales, la rosa della Fiorentina è quasi uguale a quella dello scorso anno ma cambiando l’allenatore andrà a variare il sistema di gioco con il ritorno finalmente alla difesa a 4. Vediamo di analizzare ruolo per ruolo le alternative ad oggi a disposizione di mister Vincenzo Italiano.

PORTIERI: DRAGOWSKI, TERRACCIANO, ROSATI

Il reparto è completo ed affidabile. Nella scorsa stagione Dragowski si è distinto come uno dei portieri maggiormente migliorati rispetto all’anno precedente anche se manca ancora più di qualcosa per entrare nell’olimpo dei migliori interpreti del ruolo. Ricordiamo però che ha solo 23 anni ed ottimi margini di crescita grazie anche al nuovo preparatore dei portieri che potrebbe offrirgli stimoli diversi. Certamente l’obiettivo primario sarà quello di migliorare nel gioco con i piedi che al momento resta un bel punto interrogativo. Dietro di lui, Terracciano è uno dei n. 12 più affidabili della serie A, un estremo difensore che probabilmente in altre piazze giocherebbe titolare, mentre Rosati aiuterà con la sua esperienza la crescita del titolare Dragowski.

DIFENSORE ESTERNO DESTRO: LIROLA, VENUTI

Se non dovessero esserci uscite il ruolo appare ampiamente coperto. Il Lollo viola è un calciatore che grazie all’applicazione ed alla grinta porta sempre a casa la pagnotta e partendo da più dietro, anziché dalla metà campo, potrà sfruttare meglio la sua ottima progressione. Quanto a Lirola poi, sono un grande estimatore del terzino spagnolo: tornando alla difesa a 4 credo che anche le sue prestazioni potranno nuovamente avvicinarsi a quelle ammirate a Sassuolo. Certo sarà fondamentale la convinzione con cui affronterà la nuova stagione. Se davvero vuole Marsiglia, vada pure! Giocatori scontenti negli ultimi anni ne abbiamo visti fin troppi!

DIFENSORI CENTRALI: PEZZELLA, MILENKOVIC, QUARTA, IGOR, DALLE MURA, RANIERI

È difficilissimo fare una disamina del reparto poiché i due difensori più rappresentativi sono sul mercato. Poiché credo che Pezzella e Milenkovic non faranno più parte della rosa a fine mercato (e francamente lo spero poiché sono ancora dell’idea che un bel repulisti sarebbe stata la miglior strada da imboccare), vediamo di concentrarci su chi rimarrà. Martinez Quarta ed Igor sono sue giocatori perfetti per l’idea di calcio di Italiano: rapidi, svelti nell’anticipo, pronti al fallo se serve, tecnicamente bravi nel far ripartire l’azione. Oltre a ciò sono calciatori che quando recuperano palla sono sempre pronti a guardare la porta avversaria con la giocata in verticale. Attenzione, non sto dicendo di partire con questa coppia titolare, ma che almeno loro sono calciatori che hanno tutte le caratteristiche per interpretare al meglio l’idea di calcio che stiamo portando avanti. Quanto a Dalle Mura e Ranieri credo proprio che rimarrà solamente uno dei due. Entrambi mancini, spero almeno che chi partirà vada in una squadra con un allenatore che veda il calcio in modo similare ad Italiano, in modo da tornare pronto a giocarsi un posto per la nuova stagione.

DIFENSORE ESTERNO SINISTRO: BIRAGHI, TERZIC

Chi mi conosce e chi legge questo blog sa quanto non creda in Biraghi quale titolare della fascia mancina viola. Nello stesso tempo però penso anche che i calciatori che hanno lacune conclamate possano cercare di limitarle grazie all’organizzazione di squadra ed all’aiuto dei compagni di reparto. Sia per Biraghi che per Terzic dunque, credo che sarà fondamentale l’applicazione individuale e di reparto per cercare di difendere da squadra. Considerando poi il rischio dei contropiede avversari nel calcio di Italiano, sono sicuro che entrambi abbiano la gamba e la progressione per difendere bene sia sull’uomo che sul lato debole di difesa. Aspettiamo dunque di vedere una crescita innanzitutto tattica grazie al lavoro ed alla concentrazione. Per calciatori come loro o come lo stesso Quarta che spesso ha cali di concentrazione sarà indispensabile trovare continuità in tutti i 90 minuti.

CENTROCAMPISTA DI CENTRODESTRA: CASTROVILLI, BENASSI

Ciò che certamente servirà nella prossima stagione saranno i gol dei centrocampisti. Non sarà più possibile vivere solamente sulle spalle di Vlahovic visto che l’effetto sorpresa è ormai evaporato. Dalla coppia sopra menzionata mi aspetto gol, assist, inserimenti: Castrovilli deve tornare quello di due stagioni fa ed il calcio di Italiano potrebbe aiutarlo per la volontà di giocare quasi sempre palla in verticale nello spazio libero. Stesso dicasi per Benassi, che io confermerei senza nemmeno pensarci. Se riesce a stare lontano dagli infortuni, Benassi può essere la carta a sorpresa da giocarci contro determinati avversari che magari si chiudono a riccio. Uno dei calciatori italiani più bravi a trovare il pertugio in cui infilarsi per battere il portiere avversario. Chiaro però che il titolare deve essere il neo campione europeo: i suoi strappi, le sue serpentine sono linfa vitale per una squadra con poca qualità come la Fiorentina di oggi.

CENTROCAMPISTA CENTRALE: PULGAR, AMRABAT, BIANCO

Qui ad oggi troviamo il buco nero della rosa viola. Durante il ritiro di Moena la sorpresa Bianco e Krastev si sono divisi il compito di guidare la squadra ma è chiaro che non è assolutamente sufficiente! Soprattutto se si conosce il calcio di Italiano, è anche troppo semplice capire quanto importante sia il ruolo del regista e la sua interpretazione. Ecco allora che, ringraziati i due giovani, si deve pensare ad altro: la dirigenza viola, economicamente parlando, spera che al mister basti il ritorno di Pulgar ma io sono di avviso differente. Credo che sia necessario un innesto di qualità, un calciatore più rapido di Pulgar e più geometrico nel gioco. Il cileno, assolutamente da confermare, ha più doti da incontrista e dunque lo vedrei meglio nelle gare di maggior contenimento o accanto ad un centrocampista di qualità. Mi sfugge invece quale possa essere il ruolo di Amrabat in una squadra di Italiano: con questo mister si gioca a due tocchi (do you know?), ci si butta negli spazi, si cerca la verticalizzazione. Insomma, il contrario di ciò che ci ha mostrato il marocchino nella sua prima deludente stagione in viola. Secondo alcuni il mister è convinto di recuperarlo: impresa ardua, ma tentar non nuoce!

CENTROCAMPISTA DI CENTROSINISTRA: BONAVENTURA, DUNCAN, MALEH

Posto che per Duncan la penso esattamente come per Amrabat (se fosse vero che il Verona lo cerca glielo darei con soldi per Zaccagni o per Faraoni in caso di uscita di Lirola), vorrei sospendere il giudizio su Maleh. Il suo ritiro a Moena non mi ha entusiasmato ma potrebbe essere anche per il carico di aspettative che ho nei confronti di questo ragazzo: l’ho seguito spesso nella scorsa stagione dopo il reintegro in rosa a Venezia e devo dire che mi aveva stupito. Calciatore in grado di interpretare più ruoli, molto più maturo della sua età, con visione di gioco e capacità di calciare a rete. A Moena molto di tutto questo non si è visto, ma probabilmente la giovane età associata alla stagione massacrante di Serie B ha avuto un peso. Lo terrei comunque in rosa dietro al professor Bonaventura! Un’enciclopedia del gioco del calcio, un professionista che non sbaglia mai un atteggiamento, una giocata, una dichiarazione. Credo che, in coppia con Castrovilli dall’altra parte, possa farci divertire e possa anche sfiorare la doppia cifra in gol. Uno dei migliori acquisti della fallimentare gestione Prade’. In un calcio fatto di tecnica, giocate a due tocchi, verticalizzazioni, Jack può tornare quello di Bergamo.

ATTACCANTE ESTERNO: CALLEJON, GONZALES, SOTTIL, SAPONARA

L’unico accenno relativo alle necessità della rosa della Fiorentina fatto da Italiano è stato quello relativo ai 5 esterni che dovrebbero essere presenti ai nastri di partenza. Se gli attuali venissero tutti confermati sarebbe certamente necessario un esterno con qualche gol nelle proprie corde: l’ex allenatore dello Spezia gioca spesso con gli esterni a piedi invertiti e dunque potrebbe essere preferibile prendere un esterno di piede destro anche per non dover giocare con tre mancini davanti (Vlahovic e Gonzales gli altri due). Sperando nella rinascita di Callejon, con un giocatore di spessore il reparto sarebbe completo di assist (appunto l’ex Napoli), fantasia (Saponara), brillantezza anche a gara in corso (Sottil), garra argentina e sfrontatezza (Gonzales). Speriamo che Pradè e Barone non sbaglino il colpo.

CENTRAVANTI: VLAHOVIC, KOKORIN, KOUAME’

Finalmente dopo anni in cui la classifica marcatori vedeva tra i migliori cannonieri viola solamente centrocampisti, abbiamo trovato il bomber, el nueve, la punta….chiamatela come volete: Dusan Vlahovic. Nella speranza che almeno stavolta la società viola riesca a rinnovare il calciatore più rappresentativo (dopo i casi Chiesa, Pezzella, Milenkovic direi che la lezione dovrebbe essere stata recepita), credo però che non ci si possa attendere che la media gol di Dusan resti sui livelli del girone di ritorno della scorsa stagione. Ecco perché sarà fondamentale trovare reti da centrocampisti ed esterni ed avere un’alternativa di livello. Sarebbe perfetto trovare un calciatore che possa giocare al posto di Vlahovic ma anche insieme a lui, insomma Caicedo! Quanto alle alternative Kouamé e Kokorin li cederei molto volentieri: il calciatore russo di cui nessuno ha capito il motivo dell’arrivo, non può certamente interpretare il ruolo di prima punta. Potrebbe essere utilizzato a gara in corso come seconda punta in quelle partite che non si sbloccano, ma un giocatore con quell’ingaggio e quella storia può essere utilizzato in questo modo? Colui che doveva essere pronto al momento dell’arrivo, sembra ancora spaesato dopo diversi mesi…un autentico mistero. Accanto a lui si contenderà un pò di minuti Kouamé: calciatore fisicamente esuberante, per poter essere inquadrato in un 4-3-3 andrebbe reimpostato tatticamente poiché ad oggi non è né carne né pesce. Avrà il tempo necessario a diventare una prima punta o un attaccante esterno? E soprattutto avrà voglia di migliorare anche tecnicamente? In Serie A non si vive di solo fisico e l’attaccante ex Genoa lo scorso anno ha mostrato lacune troppo importanti per essere taciute.

In conclusione, la Fiorentina di oggi è una squadra che può tranquillamente salvarsi senza patemi ma che ha troppe lacune per poter chiedere qualcosa di più che un campionato anonimo. E’ inoltre necessario sbrogliare il prima possibile tutti quei dilemmi che la società si porta dietro da troppo tempo: Pezzella, Milenkovic, il rinnovo di Vlahovic. Sarà poi necessario intervenire bene nei ruoli scoperti partendo innanzitutto da un regista che sposi l’idea di calcio di Italiano. Dalle soluzioni che la società troverà a questi problemi, capiremo che tipo di stagione vivremo.

Il buono, il brutto, il cattivo

CAGLIARI – FIORENTINA = 0 – 0

Come poteva finire se non così? Due squadre che fanno possesso palla orizzontale, che non vanno mai in verticale, che non tirano in porta come pensavano di fare gol? I risultati delle gare domenicali sono state decisive per l’approccio alla gara e per i calcoli effettuati prima e durante la partita. Cagliari e Fiorentina hanno deciso che un pareggio poteva stare benissimo ad entrambi e si sono comportate di conseguenza. La successiva sconfitta del Benevento a Bergamo contro l’Atalanta, ha dato loro ragione regalando la salvezza matematica alla Fiorentina ed un +5 al Cagliari sui sanniti che sa di miracoloso solo rileggendo la classifica al termine del girone di andata.

IL BUONO

  • La salvezza: ad inizio stagione l’obiettivo non era certo quello di raggiungere la tranquillità a 180 minuti dal termine del campionato, ma per come si erano messe le cose anche solo cinque gare fa, il traguardo deve essere salutato con soddisfazione. 9 punti negli ultimi 5 turni hanno permesso a Iachini e soci di staccare il biglietto per la prossima massima serie riuscendo anche a conseguire risultati prestigiosi contro avversarie del calibro di Juventus e Lazio. Tutto bene, speriamo solamente sia l’ultimo anno in cui dobbiamo stare a gufare gli altri per non retrocedere!!
  • Iachini: indubbiamente Beppe ha nuovamente lasciato il segno. Il vecchio cuore viola è capace di incidere nel gruppo, nella testa dei calciatori, nel piano tattico di squadra. Dopo aver preso il posto di Prandelli, non è riuscito fin da subito a ribaltare le sorti della squadra, ma nel medio e lungo periodo ha invece fatto ciò che gli era stato chiesto. Squadra più attenta, più cattiva, maggiormente capace di ottenere quei punti che servivano per salvare la pelle. Grazie grande cuore viola.
  • Prandelli: anche se tra i tre tecnici della gestione Commisso (Montella, Iachini e Cesare) è quello che ha la media punti più bassa, ha il merito innegabile ed eterno di aver capito fin da subito che Vlahovic doveva essere l’attaccante titolare di questa squadra. Se solo penso che fino al suo arrivo si discuteva dell’alternanza tra Kouamè, Cutrone ed il numero 9, mi vengono i brividi. Cesare si è fidato ciecamente di Dusan: il classe 2000 ha ripagato i viola con 21 reti. Tutto il resto è noia (cit.)

IL BRUTTO

  • La stagione viola: anche se avremo tutto il tempo per parlarne, la Fiorentina ha vissuto la terza anonima stagione consecutiva. Un cammino mediocre, a tratti pessimo, che rischia di compromettere l’entusiasmo con cui era stata accolta la nuova proprietà. Se la prima stagione poteva essere stata interlocutoria per colpa della compravendita fatta a giugno inoltrato, e la seconda è stata segnata dal Covid, per la prossima non ci sono più scuse. I bonus sono finiti, vivacchiare non è più concesso.
  • Pradè: dopo 4 mercati pressoché fallimentari, è giunta l’ora di tirare le somme. In questa stagione è saltata agli occhi di tutti l’incapacità dapprima di programmare la cessione del miglior calciatore della rosa sostituito con un elemento assolutamente inadatto per il 3-5-2 (Callejon) e poi l’inadeguatezza del cosiddetto mercato di riparazione (Kokorin e Malcuit chi?). Mi impegno poi a non parlare di Kouamè che è stato prima comprato a peso d’oro e poi sembra non sia stato ceduto addirittura a prezzo superiore. Fosse vero, sarebbe da chiedergli i danni morali e materiali. Se proprio deve essere confermato, che gli venga tolta la delega al mercato!
  • Iachini e la sua conferma: la madre di tutti i problemi, la conferma di Beppe. Un allenatore che ancora una volta si è dimostrato un maestro nella gestione delle emergenze, ma che non doveva essere colui che iniziava la stagione. Non dimentichiamo adesso le prime 7 gare del tecnico marchigiano condite da 8 punti e da partite francamente inguardabili del tutto simili a quella giocata a Cagliari. Ancora una volta dobbiamo essere consapevoli che ognuno ha il proprio mestiere e quello di Beppe non è far divertire il pubblico crescendo i giovani e cercando di stare nella parte sinistra della classifica. La colpa non è sua, ma la Fiorentina di inizio stagione è stata spesso uguale a quella di Cagliari!

Ci vediamo domani con la 4′ puntata del Corner Viola! Inviateci le vostre domande!!

E’ tornato Iachini. Viva Beppe!

Chi segue il blog lo sa: non sono mai stato un fan dello Iachini allenatore, nemmeno quando nella scorsa stagione, dopo il blocco del campionato dovuto al Covid, la Fiorentina aveva inanellato vittorie importanti per la salvezza finale. Io non lo avrei mai confermato, ma adesso tutto questo non conta più: l’unica cosa che ha importanza è la classifica ed i risultati, ed allora Iachini è tutto sommato una risposta logica.

L’ultima settimana è stata la fotografia perfetta della gestione statunitense della Fiorentina: l’allenatore più amato della storia dà le dimissioni (già ventilate da più spiragli dopo la gara di Benevento) due giorni dopo la sconfitta contro il Milan, una partita anche ben giocata dalla squadra e la società non proferisce parola. Quella stessa società che fino a qualche settimana fa parlava a reti unificate per polemizzare con il Governo nazionale, con quello regionale, con il sindaco, con la Lega Calcio, in uno dei momenti più critici della storia viola non trova il modo ed il tempo per parlare con la piazza. Quella stessa società che alla piazza parlava attraverso radio, televisioni, giornalisti, social networks e qualunque mezzo di comunicazione. Nel silenzio generale se ne va dunque Cesare Prandelli che lascia l’incarico con la consueta signorilità, con il consueto rispetto, con quel modo di fare inattaccabile che ha fatto innamorare intere generazioni di fiorentini. Un tecnico che aveva perso serenità, che ha trovato in questa nuova esperienza viola maggiori difficoltà rispetto a quelle che si aspettava ma che nessuno si deve permettere di mettere in discussione come UOMO. Tutti ci aspettavamo di più da questa esperienza, tutti abbiamo il diritto di criticare e di dire la nostra in merito alle sue scelte tecnico tattiche, ma nessuno ha il diritto di criticare l’uomo, i suoi sentimenti, i motivi per cui se n’è andato. In un mondo in cui nessuno mai si prende le proprie responsabilità ed ha il coraggio di dimettersi, Cesare si dimostra ancora una volta una mosca bianca.  Grazie comunque mister Prandelli, ti auguro di ritrovare quella serenità necessaria ad affrontare la vita!

Parlando del rettangolo di gioco, ammetto di essere rimasto molto deluso dall’atteggiamento dei calciatori viola che, a parte Vlahovic, non hanno nemmeno salutato il mister appena dimesso. Mi è parsa una gravissima mancanza di rispetto che non fa altro che confermare quanto sia necessaria una rivoluzione estiva. Con Iachini chiaramente si tornerà a vedere un film che sappiamo perfettamente come comincia, come si sviluppa e come finisce. Una squadra accorta, che giocherà con il 3-5-2 che anche i calciatori sembrano prediligere, un calcio fatto di marcature ferree, di tanta corsa e grinta, di poca tecnica e spettacolo. Si tornerà dunque a badare al sodo, a cercare solamente il risultato nella speranza che alcuni dei calciatori che sono sbocciati con Prandelli non vengano ricacciati nel dimenticatoio. Vorrei infatti ricordare che Vlahovic con Iachini spesso faceva la panchina per far giocare Kouamè o Cutrone, Eysseric spesso non si allenava nemmeno con la squadra e Martinez Quarta non vedeva il campo praticamente mai così come Pulgar era sempre a sedere accanto al mister. Speriamo che il lavoro di Prandelli, per quanto certamente non spumeggiante, non venga disperso perché questo non è il momento di tentare nuovi esperimenti. Il calendario mette già sabato la Fiorentina di fronte ad uno scontro diretto contro il Genoa, e visto che i viola adesso hanno 7 punti di vantaggio sulla terz’ultima sarebbe fondamentale non inciampare. Ricordiamo che Iachini era stato esonerato alla settima di campionato con soli 3 punti margine, dunque speriamo che il cambio di manico abbia lo stesso effetto della scorsa stagione. Siamo certi che il cuore viola di Beppe porterà ancora una volta la nave in salvo grazie al lavoro, all’entusiasmo, allo spirito che ha sempre contraddistinto la sua opera.

La speranza è che nel frattempo la società Fiorentina impieghi questo tempo per la programmazione innanzitutto dei quadri tecnici e dirigenziali. Queste prime due stagioni dell’era Commisso sono pressoché fallimentari non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche dell’appeal societario. La squadra viola lotta nuovamente per non retrocedere, i calciatori arrivati nelle sessioni di mercato di Pradè sono quasi tutti svalutati o già ripartiti, la guida tecnica non ha mai trovato continuità. Gli allenatori frullano come trottole, i calciatori non riescono ad avere un minimo di continuità….può bastare per ripensare determinate scelte?

Fino al termine della stagione tutti uniti come un sol uomo per raggiungere di nuovo la salvezza, poi però sarà necessario tirare le somme e ricominciare da capo!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA= 1 -2

Un’altra sconfitta, un’altra beffa atroce arrivata negli ultimi minuti, un’altra disattenzione clamorosa di Milenkovic quando si intravedeva lo striscione del traguardo. Anche stavolta la Fiorentina non riesce a guadagnare punti ed adesso la classifica si fa drammatica. Diventa fondamentale, se non decisivo, la scontro diretto contro il Parma di domenica: vincere per continuare a lottare fino alla fine. A differenza della prestazione di Udine, stavolta la squadra del presidente Commisso ci ha provato, ha lottato, si è impegnata ma tutto ciò non è stato comunque sufficiente. Fanno ancora una volta discutere sia la formazione iniziale che i cambi di Cesare Prandelli ma l’unica certezza è che i viola hanno nuovamente perso ed adesso sentono il fiato sul collo delle squadre che rincorrono, prima tra tutte il Cagliari del subentrato Leonardo Semplici che ha rosicchiato 6 punti in 3 giorni. Insomma, se avessimo una società direi che ci sarebbe da prendere provvedimenti o da fare comunque qualcosa oltre alle solite dichiarazioni post partita in cui diciamo quanto siamo stati sfortunati e quanto ci teniamo alla maglia viola!

IL BUONO

  • Il 13° minuto: se avessimo affollato, come al nostro solito, il parterre di Fiesole i brividi si sarebbero probabilmente mescolati alle lacrime per il nostro capitano. In un mondo in cui tutto si dimentica in fretta, tutto viene derubricato a colpi di tweet, il ricordo di Davide Astori resta indelebile a tre anni dalla scomparsa: il giusto premio ad una persona onesta, disponibile, sensibile. Un bellissimo momento per una splendida persona.
  • Igor: è protagonista di una prestazione importante finché un contrasto con Bruno Peres non lo toglie dalla contesa. L’intuizione di Prandelli è giusta ed il brasiliano si contraddistingue sia per l’attenzione difensiva, che per la capacità di far ripartire l’azione nei contropiede viola. Peccato per l’infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
  • Ribery: tiene troppo il pallone, ritarda spesso la giocata, non tira quasi mai in porta. E’ tutto vero, tutto documentabile, ma resta il fatto che quando Ribery esce la luce si spegne miseramente e, dopo Iachini, anche Prandelli spreca punti preziosissimi sbagliando il cambio decisivo. Era stanco, ammaccato, correva poco….ma considerando che domenica contro il Parma sarà squalificato e che è l’unico calciatore di cui la Fiorentina dispone che attira il raddoppio di marcatura, lo vogliamo capire o no che non possiamo permetterci di sostituirlo? Oggi poi appariva anche ispirato: speriamo che la sua assenza contro il Parma non pesi troppo.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: per la seconda domenica consecutiva una sua colossale disattenzione costa la sconfitta ai viola. Non è più attento come prima, non è più efficace né brillante fisicamente. Lo ha scritto nel contratto (che non rinnova) che deve giocare sempre e per forza? Un periodo di appannamento ci può pure stare, a patto che non mi costi la serie B! Uno o più turni di riposo sono necessari!
  • Dragowski: se Milenkovic ci costa il gol decisivo, il portiere polacco riesce nell’impresa di prendere il gol del vantaggio di Spinazzola sul suo palo senza quasi provare l’intervento. Nelle ultime gare sembra diventato goffo, lento, insicuro. A ciò si aggiungono poi i difetti storici di Drago, quali le uscite (da brivido il contrasto testa contro testa con Igor) e l’uso dei piedi nel far ripartire l’azione. A mali estremi, estremi rimedi….Terracciano no?!?!
  • Venuti: il confronto diretto con Spinazzola suscita in me profonda tenerezza. Non è possibile non vedere la differenza atletica, tecnica e tattica tra i due esterni contrapposti delle squadre. Solamente Prandelli decide di farsi fustigare per tutta la partita da quella parte senza mai provare a cambiare qualcosa e puntualmente da quella parte si vedono tunnel, gol, cross a ripetizione, sovrapposizioni. Mi spiace Jorgensen de noattri, ma credo non fosse proprio la tua partita.
  • Kokorin: se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere. Gioca praticamente un tempo di gara riuscendo nell’impresa di restare pressoché invisibile agli occhi di tutti. Gioca in una posizione ibrida, non tocca praticamente mai la palla, non contribuisce mai alle azioni viola né in fase offensiva né in fase difensiva, non viene nemmeno mai inquadrato dalle telecamere poiché non risulta mai presente nella porzione di campo in cui si sviluppa il gioco. Ricordo ancora una volta che in panchina continua a marcire un calciatore del calibro di Callejon, che anche su una gamba sola, vale almeno tre volte il Kokorin attuale. La prestazione drammatica del russo dovrebbe mettere la parola fine all’esperienza del direttore sportivo a Firenze.
  • Prandelli: disegna una squadra che ancora una volta manda un messaggio chiaro, tutti dietro e speriamo di prendere un punto. Una volta che la Fiorentina riesce a riacciuffare la partita grazie ad una clamorosa autorete di Spinazzola, i viola sembrano coprire abbastanza bene gli spazi di campo riuscendo anche a costruire qualche contropiede interessante con Ribery. Poi però il fattaccio: non contenti di aver già visto la squadra viola perdere metri di campo e punti in classifica sia nella gestione Montella che in quella Iachini, Cesare decide di togliere Ribery anziché il fantasma russo e la squadra come per magia indietreggia di almeno 20 metri, non riparte più, non riesce più a rendersi pericolosa. Ancora una volta lo stesso messaggio sbagliato dalla panchina: accontentiamoci e portiamo via un punto. Ma come ad Udine, un errore clamoroso di Milenkovic toglie punti, risultato e serenità. Domenica contro il Parma questo cambio non potrà essere sbagliato, Ribery è squalificato.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello (forse) !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

UDINESE – FIORENTINA = 1 – 0

Una partita che non sarà mai uguale a tutte le altre, la gara di Davide Astori, il capitano per sempre, regala una sconfitta ampiamente evitabile. Una prestazione disarmante, priva di lampi e di qualità macchiata da una colossale disattenzione di Milenkovic nei minuti finali. La partita era incanalata fin dai primi minuti sui binari di un pareggio che avrebbe accontentato tutti, ma l’Udinese ha almeno dimostrato di aver voglia di provarci fino alla fine, cosa che i viola non hanno praticamente mai fatto. Nelle retrovie il Cagliari espugna Crotone ed adesso Prandelli ed i suoi ragazzi hanno 7 lunghezze di vantaggio sulla salvezza in attesa della difficilissima gara casalinga contro la Roma. Insomma, tanto per cambiare, è necessario soffrire ancora e giocare così non so se sarà sufficiente.

IL BUONO

  • Martinez Quarta: uno dei pochissimi a salvarsi sempre. Un vero gringo argentino con la grinta e la voglia che Firenze tanto ama. E’ ormai un titolare inamovibile in una difesa che invece non riesce più a dare quella certezza necessaria a giocare con tranquillità. Anticipa, lotta, imposta, calcia in porta: in una parola ha leadership, personalità, quella che manca a Pezzella e Milenkovic. Se continua così, DEVE essere il prossimo capitano della Fiorentina!
  • Dragowski: se non fosse per la sua parata a metà primo tempo su Stryger Larsen, i viola sarebbero costretti già a rincorrere. Nel prosieguo della gara, in uscita e con i piedi, dimostra di non essere ancora tornato ai livelli di inizio stagione, ma è comunque positivo. Speriamo abbia continuità, ne avremo certamente bisogno!
  • Malcuit: in una squadra prigioniera di Ribery che gioca prevalentemente a sinistra e catalizza tutti i palloni offensivi, riesce comunque a farsi notare quando viene servito. Conquista qualche calcio d’angolo, mette in mezzo alcuni buoni palloni soprattutto nella ripresa. In fase difensiva soffre un pò, ma gioca una partita ampiamente sufficiente. Il recupero sembra procedere bene.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: principale responsabile della sconfitta viola, commette un errore da principiante in marcatura su Nestorovski. In un periodo non brillante né fisicamente né tatticamente (vedi la punizione regalata nel primo tempo dopo l’incredibile svarione di Pezzella), oggi è del tutto fuori fase. Considerando che già il capitano non sta certo vivendo la sua migliore stagione, la Fiorentina non si può permettere di regalare anche Milenkovic agli avversari. Necessario ritrovarsi subito!
  • Ribery: uno splendido campione sul viale del tramonto non può tenere in ostaggio una squadra. Al rientro dopo tre gare di stop, trotterella nella solita porzione di campo cercando di saltare il diretto avversario in 1 contro 1 riuscendoci praticamente mai. Serve a Vlahovic una palla invitante ma è l’unica giocata decente della sua partita. Se già nel primo tempo non sprintava, nel secondo diventa una zavorra fino alla sostituzione. Se avessimo un’alternativa, l’ex Bayern dovrebbe entrare a gara in corso.
  • Gestione delle palle inattive: non è possibile che in Serie A si abbia una percentuale così bassa tra punizioni e corner battuti ed occasioni da rete create. Nel primo tempo la Fiorentina calcia una decina di volte con Biraghi e Pulgar ma non trova mai il modo di rendersi pericolosa. Considerando l’atavica difficoltà a fare rete, non si potrebbe studiare qualcosa di meglio?
  • La coppia Pradè – Prandelli: una squadra sbagliata, costruita male e corretta peggio. Anche oggi si sono denotate tutte le difficoltà in fase di costruzione e di realizzazione che conosciamo da inizio stagione. Purtroppo però, la società ed il suo Direttore Sportivo non hanno avuto idee di come correggerla nel mercato di gennaio. La Fiorentina resta aggrappata ad un ex campione di 38 anni che ormai gioca 1 partita ogni 4 e la sua riserva anche oggi ha dimostrato di essere lontanissimo da una condizione accettabile. Intanto la classifica piange e qui si continua a parlare di stadio e centro sportivo. Nel frattempo Prandelli, che certamente avrà compattato il gruppo e lo avrà reso migliore, anche oggi ha fatto dei cambi che non hanno contribuito a migliorare la squadra, anzi. Nel momento di massimo sforzo, inserire Amrabat e Caceres per Malcuit e Castrovilli ha spento completamente la vena offensiva della squadra ed ha fatto perdere metri di campo e distanze tra reparti. Adesso pensiamo alla salvezza, ma prima o poi dovremo fare i conti!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!