Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – PARMA = 3 – 3

Una partita incredibile, infinita, tanto brutta quanto emozionante che resterà impressa nella mente dei tifosi viola per tanto, troppo tempo. L’attaccamento di questa città, della gente fiorentina non meriterebbe una tale sofferenza ma questo passa il convento e dunque questo dobbiamo commentare. Certo è che anche stavolta è sotto gli occhi di tutti il lavoro della società e di Pradè in particolare che a gennaio ha depauperato una rosa già non ricchissima con le cessioni di Cutrone, Lirola e Duncan. La Fiorentina riesce comunque a conquistare un punto in una domenica in cui il Torino cade a Crotone, Spezia e Benevento decidono di non farsi male ed il Genoa cade in casa della Roma. In una settimana in cui i viola avrebbero dovuto fare almeno 4 punti in 3 partite considerando i due impegni casalinghi, la classifica continua a piangere anche se la lentezza delle altre permette ancora di respirare. Certo è che se ci si attendeva una prova scaccia-crisi, ancora una volta rimaniamo delusi dalla prestazione dei singoli e dal gioco della squadra che è stato nettamente insufficiente. Ci attendono altri sei giorni di passione in attesa dell’altro scontro diretto contro il Benevento (sabato alle 18) quando Prandelli recupererà certamente Ribery e chissà forse Castrovilli. Basterà per provare a soffrire un pò meno?

IL BUONO

  • Il risultato finale: sembra incredibile ma alla fine il pareggio deve essere visto come una mezza vittoria, come un segnale positivo nell’ennesima stagione disgraziata. L’autorete di Iacoponi salva i viola da una sconfitta che avrebbe aperto una crisi senza fine, con una società già incapace di gestire questi momenti, figuriamoci una sconfitta! I viola mantengono il Parma a 10 punti ma il gioco resta una pura utopia ed i rinforzi di gennaio sono peggiori di quelli che già erano a Firenze. Ancora una volta speriamo sia l’ultima stagione che dobbiamo vivere così.
  • Palle inattive: dopo averne ricordato più volte l’importanza nei miei video con Portobello, finalmente gli uomini di Prandelli segnano due gol sullo sviluppo di palle da fermo con due difensori. Certo non si può vivere solo di queste, ma è un importante inizio. Adesso impariamo anche a difendere meglio!
  • Martinez Quarta: oggi in fase difensiva ha qualche incertezza di troppo rispetto al solito, ma è un portento di personalità. Si prende la squadra sulle spalle in ogni momento, ribalta spesso l’azione dalla fase difensiva a quella offensiva e segna anche un gran bel gol. Mi vengono i brividi al solo pensiero di una difesa viola senza di lui!
  • Borja Valero ed Eysseric: non rubano l’occhio, non disegnano certo calcio ma sono tra i pochi che cercano di inventare qualcosa e di accompagnare un Vlahovic solo come un turista a Firenze di questi tempi. La loro presenza è importante soprattutto per ovviare al periodaccio che vive Amrabat. Comunque utili.

IL BRUTTO

  • Dragowski: il portiere viola è ormai un problema importante. Anche oggi non è mai decisivo, non esce mai, non dà mai sicurezza alla difesa. Nonostante si giochi contro una squadra che spesso crossa da tre quarti campo, non aiuta mai la propria difesa pulendo l’area e, a parte la parata su Gervinho, è spettatore non pagante degli avanti emiliani. E se domenica giocasse Terracciano?
  • Amrabat: parlare del centrocampista ex Verona è come sparare sulla croce rossa. Quanto a correre corre ma la cosa fondamentale di questo sport è quell’attrezzo sferico di cuoio. Ecco, nell’uso di quello non eccelle certamente! Perde tantissimi palloni, è sempre impreciso, viene spesso saltato da Kucka e Kurtic. Chiude la gara infortunato, buon motivo in più per farlo riposare!
  • Malcuit: GRAZIE PRADE‘!!! Senza Malcuit non avrei saputo come fare!! Lirola era peggio di questo terzino venuto dal Napoli? Il mercato di gennaio è roba da ridere, se non ci fosse da piangere….E’ fortemente colpevole sul secondo e terzo gol del Parma in cui non effettua la diagonale difensiva ed insieme a Dragowski apre la porta viola agli attaccanti avversari. Anche Prandelli, viste le difficoltà, avrebbe potuto avvicendarlo ma probabilmente ha qualità che noi non riusciamo a vedere. Un bel turno di riposo a Benevento gli farà bene, tanto è in prestito secco!!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento sulle palle inattive!!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA= 1 -2

Un’altra sconfitta, un’altra beffa atroce arrivata negli ultimi minuti, un’altra disattenzione clamorosa di Milenkovic quando si intravedeva lo striscione del traguardo. Anche stavolta la Fiorentina non riesce a guadagnare punti ed adesso la classifica si fa drammatica. Diventa fondamentale, se non decisivo, la scontro diretto contro il Parma di domenica: vincere per continuare a lottare fino alla fine. A differenza della prestazione di Udine, stavolta la squadra del presidente Commisso ci ha provato, ha lottato, si è impegnata ma tutto ciò non è stato comunque sufficiente. Fanno ancora una volta discutere sia la formazione iniziale che i cambi di Cesare Prandelli ma l’unica certezza è che i viola hanno nuovamente perso ed adesso sentono il fiato sul collo delle squadre che rincorrono, prima tra tutte il Cagliari del subentrato Leonardo Semplici che ha rosicchiato 6 punti in 3 giorni. Insomma, se avessimo una società direi che ci sarebbe da prendere provvedimenti o da fare comunque qualcosa oltre alle solite dichiarazioni post partita in cui diciamo quanto siamo stati sfortunati e quanto ci teniamo alla maglia viola!

IL BUONO

  • Il 13° minuto: se avessimo affollato, come al nostro solito, il parterre di Fiesole i brividi si sarebbero probabilmente mescolati alle lacrime per il nostro capitano. In un mondo in cui tutto si dimentica in fretta, tutto viene derubricato a colpi di tweet, il ricordo di Davide Astori resta indelebile a tre anni dalla scomparsa: il giusto premio ad una persona onesta, disponibile, sensibile. Un bellissimo momento per una splendida persona.
  • Igor: è protagonista di una prestazione importante finché un contrasto con Bruno Peres non lo toglie dalla contesa. L’intuizione di Prandelli è giusta ed il brasiliano si contraddistingue sia per l’attenzione difensiva, che per la capacità di far ripartire l’azione nei contropiede viola. Peccato per l’infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
  • Ribery: tiene troppo il pallone, ritarda spesso la giocata, non tira quasi mai in porta. E’ tutto vero, tutto documentabile, ma resta il fatto che quando Ribery esce la luce si spegne miseramente e, dopo Iachini, anche Prandelli spreca punti preziosissimi sbagliando il cambio decisivo. Era stanco, ammaccato, correva poco….ma considerando che domenica contro il Parma sarà squalificato e che è l’unico calciatore di cui la Fiorentina dispone che attira il raddoppio di marcatura, lo vogliamo capire o no che non possiamo permetterci di sostituirlo? Oggi poi appariva anche ispirato: speriamo che la sua assenza contro il Parma non pesi troppo.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: per la seconda domenica consecutiva una sua colossale disattenzione costa la sconfitta ai viola. Non è più attento come prima, non è più efficace né brillante fisicamente. Lo ha scritto nel contratto (che non rinnova) che deve giocare sempre e per forza? Un periodo di appannamento ci può pure stare, a patto che non mi costi la serie B! Uno o più turni di riposo sono necessari!
  • Dragowski: se Milenkovic ci costa il gol decisivo, il portiere polacco riesce nell’impresa di prendere il gol del vantaggio di Spinazzola sul suo palo senza quasi provare l’intervento. Nelle ultime gare sembra diventato goffo, lento, insicuro. A ciò si aggiungono poi i difetti storici di Drago, quali le uscite (da brivido il contrasto testa contro testa con Igor) e l’uso dei piedi nel far ripartire l’azione. A mali estremi, estremi rimedi….Terracciano no?!?!
  • Venuti: il confronto diretto con Spinazzola suscita in me profonda tenerezza. Non è possibile non vedere la differenza atletica, tecnica e tattica tra i due esterni contrapposti delle squadre. Solamente Prandelli decide di farsi fustigare per tutta la partita da quella parte senza mai provare a cambiare qualcosa e puntualmente da quella parte si vedono tunnel, gol, cross a ripetizione, sovrapposizioni. Mi spiace Jorgensen de noattri, ma credo non fosse proprio la tua partita.
  • Kokorin: se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere. Gioca praticamente un tempo di gara riuscendo nell’impresa di restare pressoché invisibile agli occhi di tutti. Gioca in una posizione ibrida, non tocca praticamente mai la palla, non contribuisce mai alle azioni viola né in fase offensiva né in fase difensiva, non viene nemmeno mai inquadrato dalle telecamere poiché non risulta mai presente nella porzione di campo in cui si sviluppa il gioco. Ricordo ancora una volta che in panchina continua a marcire un calciatore del calibro di Callejon, che anche su una gamba sola, vale almeno tre volte il Kokorin attuale. La prestazione drammatica del russo dovrebbe mettere la parola fine all’esperienza del direttore sportivo a Firenze.
  • Prandelli: disegna una squadra che ancora una volta manda un messaggio chiaro, tutti dietro e speriamo di prendere un punto. Una volta che la Fiorentina riesce a riacciuffare la partita grazie ad una clamorosa autorete di Spinazzola, i viola sembrano coprire abbastanza bene gli spazi di campo riuscendo anche a costruire qualche contropiede interessante con Ribery. Poi però il fattaccio: non contenti di aver già visto la squadra viola perdere metri di campo e punti in classifica sia nella gestione Montella che in quella Iachini, Cesare decide di togliere Ribery anziché il fantasma russo e la squadra come per magia indietreggia di almeno 20 metri, non riparte più, non riesce più a rendersi pericolosa. Ancora una volta lo stesso messaggio sbagliato dalla panchina: accontentiamoci e portiamo via un punto. Ma come ad Udine, un errore clamoroso di Milenkovic toglie punti, risultato e serenità. Domenica contro il Parma questo cambio non potrà essere sbagliato, Ribery è squalificato.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello (forse) !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

UDINESE – FIORENTINA = 1 – 0

Una partita che non sarà mai uguale a tutte le altre, la gara di Davide Astori, il capitano per sempre, regala una sconfitta ampiamente evitabile. Una prestazione disarmante, priva di lampi e di qualità macchiata da una colossale disattenzione di Milenkovic nei minuti finali. La partita era incanalata fin dai primi minuti sui binari di un pareggio che avrebbe accontentato tutti, ma l’Udinese ha almeno dimostrato di aver voglia di provarci fino alla fine, cosa che i viola non hanno praticamente mai fatto. Nelle retrovie il Cagliari espugna Crotone ed adesso Prandelli ed i suoi ragazzi hanno 7 lunghezze di vantaggio sulla salvezza in attesa della difficilissima gara casalinga contro la Roma. Insomma, tanto per cambiare, è necessario soffrire ancora e giocare così non so se sarà sufficiente.

IL BUONO

  • Martinez Quarta: uno dei pochissimi a salvarsi sempre. Un vero gringo argentino con la grinta e la voglia che Firenze tanto ama. E’ ormai un titolare inamovibile in una difesa che invece non riesce più a dare quella certezza necessaria a giocare con tranquillità. Anticipa, lotta, imposta, calcia in porta: in una parola ha leadership, personalità, quella che manca a Pezzella e Milenkovic. Se continua così, DEVE essere il prossimo capitano della Fiorentina!
  • Dragowski: se non fosse per la sua parata a metà primo tempo su Stryger Larsen, i viola sarebbero costretti già a rincorrere. Nel prosieguo della gara, in uscita e con i piedi, dimostra di non essere ancora tornato ai livelli di inizio stagione, ma è comunque positivo. Speriamo abbia continuità, ne avremo certamente bisogno!
  • Malcuit: in una squadra prigioniera di Ribery che gioca prevalentemente a sinistra e catalizza tutti i palloni offensivi, riesce comunque a farsi notare quando viene servito. Conquista qualche calcio d’angolo, mette in mezzo alcuni buoni palloni soprattutto nella ripresa. In fase difensiva soffre un pò, ma gioca una partita ampiamente sufficiente. Il recupero sembra procedere bene.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: principale responsabile della sconfitta viola, commette un errore da principiante in marcatura su Nestorovski. In un periodo non brillante né fisicamente né tatticamente (vedi la punizione regalata nel primo tempo dopo l’incredibile svarione di Pezzella), oggi è del tutto fuori fase. Considerando che già il capitano non sta certo vivendo la sua migliore stagione, la Fiorentina non si può permettere di regalare anche Milenkovic agli avversari. Necessario ritrovarsi subito!
  • Ribery: uno splendido campione sul viale del tramonto non può tenere in ostaggio una squadra. Al rientro dopo tre gare di stop, trotterella nella solita porzione di campo cercando di saltare il diretto avversario in 1 contro 1 riuscendoci praticamente mai. Serve a Vlahovic una palla invitante ma è l’unica giocata decente della sua partita. Se già nel primo tempo non sprintava, nel secondo diventa una zavorra fino alla sostituzione. Se avessimo un’alternativa, l’ex Bayern dovrebbe entrare a gara in corso.
  • Gestione delle palle inattive: non è possibile che in Serie A si abbia una percentuale così bassa tra punizioni e corner battuti ed occasioni da rete create. Nel primo tempo la Fiorentina calcia una decina di volte con Biraghi e Pulgar ma non trova mai il modo di rendersi pericolosa. Considerando l’atavica difficoltà a fare rete, non si potrebbe studiare qualcosa di meglio?
  • La coppia Pradè – Prandelli: una squadra sbagliata, costruita male e corretta peggio. Anche oggi si sono denotate tutte le difficoltà in fase di costruzione e di realizzazione che conosciamo da inizio stagione. Purtroppo però, la società ed il suo Direttore Sportivo non hanno avuto idee di come correggerla nel mercato di gennaio. La Fiorentina resta aggrappata ad un ex campione di 38 anni che ormai gioca 1 partita ogni 4 e la sua riserva anche oggi ha dimostrato di essere lontanissimo da una condizione accettabile. Intanto la classifica piange e qui si continua a parlare di stadio e centro sportivo. Nel frattempo Prandelli, che certamente avrà compattato il gruppo e lo avrà reso migliore, anche oggi ha fatto dei cambi che non hanno contribuito a migliorare la squadra, anzi. Nel momento di massimo sforzo, inserire Amrabat e Caceres per Malcuit e Castrovilli ha spento completamente la vena offensiva della squadra ed ha fatto perdere metri di campo e distanze tra reparti. Adesso pensiamo alla salvezza, ma prima o poi dovremo fare i conti!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – SPEZIA = 3 – 0

Dopo un primo tempo disarmante, indecente, tra i più brutti che io ricordi da tanti anni a questa parte, la Fiorentina sblocca la gara grazie a Vlahovic e da lì inizia a dominare senza correre alcun rischio. Ennesima dimostrazione della fragilità psicologica di una squadra che non ha un leader riconoscibile in campo quando manca Ribery e che non riesce ad ovviare a questa mancanza con un’organizzazione di gioco. La Fiorentina di Prandelli resta un malato convalescente che ha però guadagnato tre punti grazie ai quali la salvezza è ormai vicinissima. Adesso urge tirare una riga ad un bilancio fallimentare della gestione Pradè ed iniziare a pensare al futuro con un nuovo progetto che apra finalmente un ciclo che la piazza di Firenze merita.

IL BUONO

  • Castrovilli: dopo diverse partite brutte in cui il numero 10 viola sembrava il lontano parente di quello della scorsa stagione, stasera finalmente si è rivisto il vero Castrovilli. Subentrato all’infortunato Bonaventura, ha deciso la partita con l’assist per Vlahovic ed il gol della sicurezza. Che la panchina sia servita?
  • Vlahovic: è arrivato al gol numero 9 ed ha fatto rimangiare a moltissimi le critiche di inizio stagione (me compreso). Oggi è meno scintillante e coinvolto del solito, ma segna il gol che sblocca la gara mettendola in discesa e poi si dimostra altruista servendo ad Eysseric la palla del 3-0. Se migliora il piede destro ed attacca maggiormente il primo palo per andare a colpire di testa, può essere un attaccante di livello europeo. Vediamo di farlo rinnovare!!
  • Eysseric: insieme a Castrovilli, cambia letteralmente la partita. Certo fare meglio di Kouamè era veramente semplice, ma entra con un piglio che raramente abbiamo visto a lui e non solo. Si mette subito a giocare in verticale con Vlahovic, attacca tutti i palloni e regala qualità alla manovra. Suggella la propria prestazione con un gol semplice ma comunque importante. Professionista esemplare.

IL BRUTTO

  • Kouamè: non trovo sinceramente un solo motivo per il quale la Fiorentina debba aver comprato l’ex Genoa e, nel caso in cui siano arrivate veramente offerte, non sia stato ceduto. Non tiene una palla, è tecnicamente molto indietro, non gioca mai in verticale. Oltre a ciò è anche supponente e senza grinta, sembra quasi che non gli interessi nemmeno. Irritante oltre che inutile. Non se ne può più, basta!
  • Amrabat: se pensiamo al calciatore che abbiamo ammirato a Verona, viene da piangere. Capisco che in un calcio meno organizzato possa trovarsi maggiormente in difficoltà, ma ogni tanto riuscire almeno a fare un passaggio a 3 metri sarebbe carino. Oltre a ciò, viene sempre anticipato da Ricci e Maggiore, prende il consueto cartellino giallo e non ribalta mai l’azione per far ripartire la propria squadra. Stavolta oltre alla qualità, manca anche la quantità.
  • Il primo tempo: se qualcuno vuol vedere cosa significa paura, terrore ed insicurezza nel calcio, basta vedere il primo tempo viola contro lo Spezia. La squadra di Prandelli era completamente bloccata, incapace di fare due passaggi di fila, di sviluppare una qualunque occasione da rete. Una volta sbloccata la gara, è stata tutta un’altra Fiorentina non certo spettacolare né perfetta, ma comunque una squadra che può stare tranquillamente nelle prime 12 posizioni del campionato. Speriamo che la vittoria possa definitivamente tranquillizzare la truppa di Prandelli.

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Desaparecido

Quando i Litfiba nel 1985 scrissero una delle canzoni che hanno segnato la mia adolescenza, non pensavano certo ad un calciatore spagnolo ma a cose ben più serie come le sanguinarie dittature del Sud America.

Nel nostro caso però, parliamo di calcio e nello specifico di uno dei più grandi misteri della stagione viola, Josè Maria Callejon. Se ci voltiamo indietro alle sole stagioni che ha disputato in Italia con la maglia del Napoli, scopriamo che il talentuoso esterno spagnolo ha giocato 349 partite totali contribuendo alla causa partenopea con 82 gol e 78 assist! Insomma numeri ottimi che dimostrano che in una gara su due Callejon è stato capace di segnare in prima persona oppure di mettere il compagno nella condizione di fare rete. Siamo proprio sicuri che in una squadra quintultima in classifica, con il secondo peggiore attacco del campionato, un giocatore del genere non possa trovare spazio se non in piccolissimi ritagli come gli 8 minuti più recupero concessigli nella gara di Genova contro la Sampdoria?

Riavvolgendo il nastro, ricordiamo che Callejon è arrivato a Firenze per sostituire numericamente e non solo Federico Chiesa anche se fin da subito in molti (noi compresi) si sono chiesti se fosse stata la scelta giusta. All’epoca infatti sulla panchina viola sedeva Beppe Iachini, allenatore abbonato ad un 3-5-2 all’interno del quale lo spagnolo aveva una difficile collocazione. Con l’esonero del tecnico marchigiano e l’arrivo di Prandelli, in molti ci saremmo aspettati un impiego più continuo di Callejon, ma in realtà la squadra ha preferito continuare con il medesimo schieramento tattico. Adesso però, credo sia il momento di cambiare. Se i risultati stessero arridendo alla Fiorentina potrei anche capire il mantenimento dell’assetto tattico, ma poiché la squadra continua a trovarsi invischiata nei bassifondi della classifica principalmente per la difficoltà di finalizzare, è arrivato il momento di osare ed è il momento della qualità.

L’ex Napoli ha dimostrato che quando va in campo è ancora in grado, soprattutto con le squadre da metà classifica in giù, di poter regalare qualità alla manovra. Oltre al gol segnato in Coppa Italia al Monza, Callejon è stato decisivo nella vittoria contro il Cagliari servendo l’assist della vittoria ed ha offerto segnali incoraggianti anche negli spiccioli concessi contro la Sampdoria in coppia con Malcuit. Anche la storia della difesa a 3 non regge più e lo dicono i numeri: sono ormai 5 gare consecutive che la Fiorentina prende gol ed in queste partite le reti incassate sono state addirittura 12! Capirei se Dragowski uscisse imbattuto ogni domenica, ma se facciamo fatica a segnare e subiamo sempre rete, come pensiamo di riuscire a fare qualche punto?

Se poi aggiungiamo che nelle ultime gare Pezzella, il calciatore che sembra aver spinto maggiormente per l’assetto a tre dietro, non sembra più affidabile come una volta, perché non affidarsi finalmente ad una difesa a 4 magari con uno dei due terzini bloccati in modo da non sbilanciare la squadra? E’ una bestemmia pensare a giocare con una linea composta da Caceres, Milenkovic, Quarta e Biraghi? Oppure la coppia di terzini Igor a sinistra e Malcuit a destra? Se poi proprio vogliamo “esagerare” si potrebbe anche schierare contemporaneamente Malcuit e Biraghi sfruttando una mediana muscolare composta da Amrabat e Pulgar, ma forse questo è troppo. Comunque sia, anche l’opzione di un solo terzino bloccato, permetterebbe alla squadra di non dipendere sempre e solo dalle sgroppate di Castrovilli e Bonaventura o dalla vena di Vlahovic e riporterebbe Callejon nella sua veste naturale di esterno offensivo. Non è possibile avere uno dei migliori calciatori della rosa fisso in panchina per questione di modulo!! Soprattutto se poi quel modulo non porta risultati….. E non è nemmeno vero che ormai tutti giocano a 3 dietro in Serie A! Giocano con la difesa a 4 compagini che lottano per scudetto o per la Champions come Milan, Juventus e Napoli, altre che mirano ad un campionato tranquillo con il sogno di entrare in Europa League come Sassuolo, Bologna e Sampdoria e squadre che lottano per non retrocedere come Benevento, Spezia e Parma. Non ho capito perché il dogma deve essere immodificabile solamente a Firenze!

La strada della qualità potrebbe portare qualche gol in più e magari qualche risultato. Comunque sia, l’importante adesso è fare punti, altrimenti saremo condannati a soffrire fino al termine della stagione.

Il buono, il brutto, il cattivo

SAMPDORIA – FIORENTINA = 2 – 1

Un altro passo falso, un’altra sconfitta, un’altra prova insufficiente. Contro una Sampdoria brutta e sotto ritmo, la Fiorentina riesce a perdere nonostante la gara fosse ampiamente alla portata. Non hanno convinto né Dragowski, né soprattutto Prandelli che aspetta addirittura 82 minuti per effettuare i primi cambi e dimostrare di volerci provare. Dopo alcune prestazioni in cui i viola sembravano aver imboccato una strada diversa, oggi la delusione è cocente. Menomale che intanto il Cagliari continua a perdere, ma siamo stufi di fare sempre la corsa sugli altri per cercare di evitare la Serie B!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: in una squadra impaurita è uno dei pochi che si assume la responsabilità di fare qualcosa in più del compitino. E’ sempre attento in fase difensiva, è pronto al lancio per far scattare il contropiede, è bravo nell’uno contro uno sia a difendere che ad attaccare. Sfiora addirittura la rete nel secondo tempo quando con un bel colpo di testa colpisce il palo. Unico neo il calcio d’angolo regalato da cui viene il gol di Keita, ma non può fare tutto lui. Imprescindibile.
  • Vlahovic: con quello di oggi siamo a quota 8! Otto reti su 22 complessivi della squadra (penultimo attacco del campionato) mostra quanto sia diventato fondamentale il serbo per la Fiorentina. Si abbassa colpevolmente in occasione del vantaggio di Keita, ma probabilmente viene ingannato dalla chiamata del proprio portiere. A parte ciò, oltre al gol, sta finalmente diventando un attaccante completo: vede la porta, copre benissimo la palla, inizia ad avere ottimi movimenti anche spalle alla porta. E’ chiaro che sta lavorando tantissimo e Prandelli lo sta facendo crescere. Se inizia a saper usare anche il destro, diventa un crack europeo!
  • Bonaventura: quando ad inizio secondo tempo si accende, la Fiorentina domina in lungo ed in largo e potrebbe segnare a più riprese. Se desse maggiore continuità alla sua azione sarebbe il centrocampista titolare della nazionale italiana. Lotta fino alla fine, ci prova e ci riprova ma non è la sua giornata fortunata. Colonna portante.
  • Pulgar: dopo diverse prove incolori, oggi guadagna ampiamente la sufficienza grazie ad una prova in cui unisce quantità, grinta ed alcune giocate apprezzabili come la punizione da cui nasce il pareggio di Vlahovic. Con un Castrovilli in netta flessione di rendimento, contro uno Spezia che và a 100 all’ora, potrebbe essere riproposto accanto ad Amrabat per non prendere infilate pericolose. Speriamo sia la prima prova di una lunga serie.

IL BRUTTO

  • Dragowski: dopo diverse prove da saracinesca, oggi è protagonista di un film horror. Tralasciando il fatto che con i piedi non riesce a tenere praticamente mai la palla in campo, è colpevole sul gol di Keita poiché chiama la palla a Vlahovic inducendolo all’errore. Anche sul raddoppio blucerchiato, il tiro di Quagliarella non sembra irresistibile anche se deviato da Pezzella. Offre l’idea di una partenza ritardata per lui che fà dell’esplosività uno dei marchi di fabbrica. Peccato perché i veri portieri non sbagliano mai le partite decisive, ed oggi era una di quelle. Lo aspettiamo pronto al riscatto contro lo Spezia.
  • Castrovilli: il calciatore ballerino di cui tutti ci siamo innamorati è ormai un lontano ricordo. Certo lo sviluppo di un gioco che non gli regala mai la profondità non aiuta, ma sembra si stia piano piano spengendo anche dal punto di vista caratteriale. Non abbiamo più il tempo di aspettare nessuno!
  • Prandelli: inizia la partita con due attaccanti (ma non si era detto che non si poteva?!?!) e la Fiorentina non demerita assolutamente anche se ancora una volta paga le disattenzioni sulle palle inattive. La cosa grave è però che sembra che Cesare subisca la partita ed i cambi di Ranieri. Decide infatti di non prendere contromisure quando la Samp butta dentro Candreva e Quagliarella e poi aspetta più di 10 minuti per rispondere al gol avversario. I primi due cambi (un terzino ed un esterno di centrocampo) vengono effettuati all’82° e da lì inizia l’assedio. Pensarci prima no?
  • Pradè: la società viola, ed il responsabile tecnico, avevano l’obbligo di portare a casa giocatori pronti ed un sostituto di Ribery, visto che il talento francese appare di cartapesta. Oggi Kokorin non è stato presentato nemmeno per un minuto in una gara che non potevamo perdere. L’altro acquisto è stato un terzino reduce da un intervento al crociato senza dimenticare che il DS ha deciso di sostituire Chiesa con Callejon ben sapendo che la squadra avrebbe giocato con il 3-5-2. Cos’altro deve combinare per essere avvicendato?

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 0 – 2

Ha vinto la squadra più forte, quella che io ritengo la migliore in Italia ma la Fiorentina ha dato l’impressione di crederci davvero solamente a sprazzi. Dopo il secondo gol firmato da Perisic, i viola sono completamente usciti dal campo ed hanno dimostrato la povertà qualitativa della rosa di Prandelli, povertà acuita dalle assenze di Ribery, Castrovilli e Milenkovic. Prandelli ancora una volta ha preferito Eysseric a Pulgar schierandolo nei tre di centrocampo con Borja Valero a fare da raccordo con Vlahovic, ma la mossa si è rivelata azzeccata solo parzialmente. A parte l’azione conclusasi con la traversa di Bonaventura ed il tiro di Biraghi, i viola non hanno mai impensierito De Vrij e compagni ed il risultato finale è assolutamente giusto. In attesa dei risultati delle altre, sarà importante innanzitutto recuperare tutti gli assenti in vista della trasferta di Genova contro la Sampdoria.

IL BUONO

  • Dragowski: tra i pali è ancora una volta un portento. A parte un’uscita sbagliata, riesce a limitare il passivo in più occasioni con una parata fenomenale su Barella dopo appena 5 minuti ed altri ottimi interventi. Incolpevole sulle due reti subite, si riconferma ancora una volta un punto di forza. Certezza.
  • Martinez Quarta: pur trovandosi di fronte alla squadra più forte del campionato non trema mai. Gioca sempre d’anticipo ed è pronto anche a riproporre l’azione offensiva. Nasce da un suo tunnel l’occasione della traversa di Bonaventura: assolutamente da confermare.
  • Bonaventura: si conferma uno dei pochi in grado di accendere la luce in questa squadra. Soprattutto oggi, in concomitanza con le assenze di Castrovilli e Ribery, si carica la squadra sulle spalle finché può cercando a volte l’assist, altre volte il tiro in porta seppur senza fortuna. Al momento insostituibile.
  • Barella: quando penso ad un calciatore moderno, ad un centrocampista completo non posso non pensare a lui. Qualità, quantità, grinta e tecnica a cui in queste ultime stagioni ha abbinato anche un bel tiro da fuori: per non parlare poi dei meravigliosi tempi di inserimento. Se riesce a limitare i cartellini gialli, entra nell’Olimpo.

IL BRUTTO

  • Igor: è vero, è una serata difficile per i difensori, ma fare peggio di Igor stasera è veramente dura. Non vede praticamente mai Alexis Sanchez che imperversa liberamente nella metà campo viola nel primo tempo, viene scherzato da Hakimi in occasione della seconda rete nerazzurra e, quelle volte che deve far ripartire l’azione, regala palla agli avversari. Credo che stasera abbia toccato il record per il numero di palle perse o di passaggi non andati a buon fine della sua carriera. Ho paura che ancora non sia al livello giusto per giocare queste partite.
  • Kouamé: tecnicamente imbarazzante, per trovare un attaccante con questi limiti tecnici dobbiamo tornare al Tanque Silva o al Gatto di Marmo Bonazzoli. Se davvero la Fiorentina, e dunque Pradè, ha rifiutato 16 milioni di euro per lui, credo sia necessario farsi domande importanti e, nel caso, darsi anche delle risposte veloci. Inadatto.
  • La Fiorentina dopo lo 0-2: è vero che i viola giocavano contro l’Inter ed avevano tantissime assenze (ben quattro!), ma dal gol di Perisic in poi la squadra è virtualmente uscita dal campo tranne Amrabat, Dragowski e poco altro. Spero che almeno abbia già iniziato a pensare alla trasferta di Genova contro la Sampdoria quando la truppa di Prandelli dovrà tornare assolutamente a fare punti per non ripiombare nella zona rossa della classifica. Riattaccare velocemente la spina please!!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Finalmente si è chiuso il mercato!

E’ suonato definitivamente il gong! Per quest’anno, fino alla chiusura del campionato, si spera sia possibile parlare solamente delle partite giocate, dei moduli usati, delle prestazioni dei calciatori, della classifica della serie A. Non so a voi, ma a me questo calciomercato sempre aperto ha decisamente stufato, mi sembra non ci sia mai una stabilità e soprattutto pare che le trattative siano diventate quasi sempre più importanti dei gesti tecnici da ammirare sul rettangolo verde. Credo sia giusto ripercorrere i movimenti della Fiorentina e non solo per avere un quadro chiaro di ciò che è successo.

IL MERCATO DELLA FIORENTINA

Prima di questa sessione, Prandelli aveva confessato che l’obiettivo primario viola sarebbe stato quello di sfoltire la rosa e così, anche se in parte, è stato. Sono partiti Duncan, Lirola, Cutrone e Saponara (ma Montiel è rimasto a Firenze) mentre in entrata sono arrivati Malcuit, Kokorin e Rosati per fare il terzo portiere. Se devo guardare all’oggi, la sessione purtroppo è insufficiente: il laterale destro proveniente dal Napoli, abituato solitamente a giocare in una difesa a quattro, è reduce da un brutto infortunio ed è praticamente fermo da un anno. Può contare sulla fiducia e sulle referenze di Ancelotti, ma a Napoli si è visto poco. Quanto a Kokorin, credo che a Firenze servisse un giocatore pronto, che conoscesse il calcio italiano oltre che la lingua e che potesse essere impiegato fin da subito. Se però dovessi guardare ai risvolti futuri, devo dire che il mercato potrebbe leggersi in altro modo. Forse la proprietà è convinta (giustamente) che la rosa attuale sia più che sufficiente per centrare la salvezza e dunque la programmazione per la prossima stagione verrà fatta tra un paio di mesi con un nuovo Direttore Sportivo ed un nuovo tecnico. Ad oggi comunque, il voto è 5,5.

LA REGINA DEL MERCATO

Se dovessimo guardare al numero di operazioni in entrata, dovremmo certamente dire il Parma, ma se invece puntiamo alla velocità di mettere a disposizione del tecnico i rinforzi ed alla completezza dei colpi in entrata, credo che il Milan sia la regina del mercato. Tomori in difesa è un calciatore rapido e forte fisicamente, con buona esperienza nonostante la giovane età, già abituato a determinati palcoscenici. Meitè è il rinforzo su cui ho più dubbi soprattutto per il modulo con cui gioca Pioli: nel 4-2-3-1 non lo vedo molto a suo agio, ma certamente è un giocatore che conosce il calcio italiano e può dare un mano nei ritagli di spazio che saprà conquistarsi. Per Mandzukic l’unico dubbio è la condizione atletica perché oltre ad essere un vincente è uno di quei calciatori che tutti gli allenatori vorrebbero avere: sempre a disposizione, sempre pronti al sacrificio, sempre in prima linea a combattere a fianco dei compagni. Massara e Maldini sono i migliori di questo mercato di Gennaio!

MENZIONE D’ONORE DEL MERCATO

Una società che ha operato perfettamente per il proprio allenatore è il Torino. Due soli colpi, ma due calciatori che mister Nicola conosce perfettamente per averli già avuti rispettivamente a Crotone e Genova sponda rossoblù. Sanabria è un attaccante che può giocare da prima o da seconda punta, ha movimenti intelligenti in funzione dei propri compagni e spesso colpisce in modo fulmineo in area di rigore. Mandragora non è ancora esploso definitivamente ma è stato protagonista del miracolo calabrese insieme a Nicola. Il Toro, se Belotti pensa di più al campo e meno al cinema, potrebbe essersi messo a posto per la salvezza!

DELUSIONE DEL MERCATO

Se l’Inter aveva dichiarato fin da subito che non avrebbe operato in entrata, la Juventus ha provato fino all’ultimo a prendere un attaccante per completare lo scarno reparto offensivo. I bianconeri però, non sono riusciti a portare a casa Scamacca ed addirittura ad un certo punto sembravano sulle tracce di Cerri. Vedere i bianconeri costretti ancora una volta a fare un artificio contabile come quello operato su Rovella (che si sarebbe svincolato a 0 al termine del mercato ma pagato 18 milioni di euro più bonus in cambio di Petrelli e Portanova) fa sinceramente pensare. Anche perché poi la stessa operazione è stata replicata con l’Olimpique Marsiglia…..è questo il calciomercato?

IL COLPO PIU’ SOPRAVVALUTATO ED IL PIU’ SOTTOVALUTATO

E’ stato il primo colpo del calciomercato invernale ma finora non ha sortito pressoché alcun effetto: Radja Nainggolan è tornato in quel di Cagliari per elevare i rossoblù in classifica, ma al momento nonostante il rendimento più che sufficiente, i problemi non sono stati risolti. La vittoria tarda ad arrivare ed il Ninja sembra il lontano parente del gladiatore che tutti si ricordavano in terra sarda. Per dargli manforte Giulini non ha badato a spese ed ha portato alla corte di Di Francesco anche Duncan, Asamoah, Calabresi, Deiola e per ultimo Rugani. Basterà per la salvezza? Chi invece è arrivato a riflettori spenti ma credo diverrà presto, a meno di infortuni, un baluardo insostituibile, è Musacchio alla Lazio. Difensore solido, senza tanti fronzoli, cattivo il giusto, credo possa diventare il fido scudiero di Acerbi contribuendo a quella risalita che le aquile stanno già intraprendendo da alcune settimane.

E voi che ne pensate?