La storia dei grandi portieri viola (parte VI)

Dopo un mostro sacro come Giovanni Galli, la porta viola ha dovuto aspettare alcuni anni prima di trovare un nuovo interprete all’altezza dei predecessori. La società viola vive anche anni burrascosi, tra la cessione di Roberto Baggio alla Juventus ed il passaggio di mano tra la gestione Pontello e quella Cecchi Gori. Le basi per un nuovo ciclo vincente, culminato con Coppe Italia e Supercoppa Italiana, vengono anche dalla scelta di un portiere di poche parole, ma di doti eccezionali. Stiamo parlando di uno dei miei portieri preferiti in assoluto, cioè

FRANCESCO TOLDO

Arrivato a Firenze dal Ravenna nella stagione 1993-1994 (quella delle serie B dopo l’incredibile retrocessione dovuta principalmente all’errata decisione di Vittorio Cecchi Gori di esonerare Radice), per giocarsi la maglia da titolare con la promessa Scalabrelli, Toldo interpreterà il ruolo di portiere viola fino a quella 2000-2001, quando una società già sull’orlo della bancarotta dovette vendere tutti i pezzi pregiati per provare a salvarsi dal fallimento. Fisico imponente, alto e prestante, Toldo non regalava mai nulla allo spettacolo, preferendo sempre badare al sodo. Elastico tra i pali, aveva anche una discreta capacità a far ripartire l’azione con i piedi anche se ancora gli estremi difensori non venivano coinvolti come oggi. Resta impressa nella memoria dei tifosi viola la parata incredibile che il portiere di Padova effettuò sul tiro di Kanu nella gara di Coppa Campioni contro l’Arsenal. Passando ai numeri, Toldo nelle 8 stagioni disputate in maglia viola ha giocato 338 partite rimanendo imbattuto per 121 volte, ossia nel 35,8% delle occasioni. Nelle 338 prestazioni, il portiere della Fiorentina e della nazionale italiana ha subito 374 reti totali, con una media di 1,14 gol al passivo. Pur avendo numeri meno altisonanti di altri, Toldo resta uno dei perni fondamentali della rinascita viola affidata a Claudio Ranieri in panchina: famosissimo il cosiddetto CIRIBE’, come lo volle chiamare il compianto tifoso Mario Ciuffi, cioè quella specie di schema per cui dal rinvio di Toldo la palla arrivava direttamente a Batistuta che poi si occupava di scaraventarla nella porta avversaria.

2 pensieri su “La storia dei grandi portieri viola (parte VI)

  1. A differenza tua, non sono mai stato “innamorato” di Toldone, in quanto, nella mia scarsa “visione d’insieme” del tempo, principalmente dovuta alla giovane età (e alla limitata esperienza), ero maggiormente rapito da altri protagonisti dell’epoca (Bati, Rui e Spadino in primis).. Devo però riconoscergli, al netto di qualche cronica difficoltà sui calci da fermo (sia diretti che indiretti), la grande qualità di essere molto cresciuto nel corso degli anni, di migliorarsi costantemente! Senza contare che è da considerarsi uno dei portieri più vincenti della nostra storia!

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    • Effettivamente nella mia carrellata ho cercato di parlare quasi esclusivamente nei pregi, ma Toldo sui calci piazzati non è mai stato un fenomeno. Ciò che però dobbiamo assolutamente riconoscere, è la crescita costante nella sua carriera, segno di grandissima professionalità. Un vero numero 1 in tutti i sensi!

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