Il talento – parte quindicesima

Nell’ultima puntata della rubrica ho cercato di approfondire sinteticamente gli aspetti più importanti relativi al tesseramento dei ragazzi e dei bambini. Ciò che ho scritto potrebbe però essere spazzato via dalla Riforma dello Sport dell’ex Ministro Spadafora. Vediamone i cardini.

Diciamo subito che i tempi per la conversione attraverso le competenti Commissioni sono strettissimi visto che il termine ultimo è il 28 febbraio. Considerando poi che il nuovo governo Draghi non ha nemmeno il Ministero dello Sport risulta difficilissimo che la legge veda la luce, ma ciò che interessa è il dibattito che si è scatenato intorno ad essa.

I tre temi fondamentali della riforma interessavano il professionismo del calcio femminile, l’abolizione del vincolo sportivo ed il riordino delle società e dei relativi collaboratori. Partendo dal primo tema, credo sia giustissima l’equiparazione delle calciatrici ai calciatori in linea teorica. Ciò che però dobbiamo considerare è la sostenibilità di tale opzione: come sappiamo nel calcio maschile da anni si dibatte sulla possibile (per me necessaria) diminuzione delle società professionistiche con l’abbassamento del numero delle squadre che disputano i vari campionati a partire dalla Lega Pro. Questo perché i costi fissi non sono più sostenibili e non lo erano nemmeno in periodo pre-pandemico. Credo dunque che debba essere pensata l’equiparazione non d’imperio, ma con una programmazione pluriennale in cui il professionismo avvenga dopo che saranno aumentati gli introiti attraverso gli sponsor, i diritti televisivi, le politiche commerciali e gli incassi dei botteghini. Fare il passo subito rischia di far collassare i piccoli nel breve volgere di un paio di stagioni. Proporrei dunque di attuare un piano quinquennale di sviluppo al termine del quale introdurre l’equiparazione delle calciatrici professioniste.

Quanto poi al vincolo sportivo, possiamo dire che è una tematica scottante. Dobbiamo renderci conto che il mantenimento del vincolo rappresenta uno dei pochi sostentamenti economici che le società hanno. Toglierlo e liberalizzare tutto significa svantaggiare soprattutto quelle società che curano il settore giovanile ma non hanno le categorie di élite o i campionati regionali di cui abbiamo parlato ultimamente. Credo che sia necessario riconoscere a chi ha seguito, cresciuto e formato il ragazzo, un indennizzo nel momento in cui questo se ne va. Purtroppo però, sappiamo anche che molti dirigenti o squadre utilizzano il vincolo come arma di ricatto nei confronti di famiglie o società avversarie arrivando anche a far smettere ragazzi che vorrebbero continuare solamente a divertirsi. Io ho una proposta che cerco di portare avanti da anni: ogni calciatore deve avere un proprio parametro che la società presso la quale va a giocare deve riconoscere alla società cedente e tale importo deve essere gestito dal Comitato Regionale di competenza. Faccio un esempio: il calciatore Pippo si trasferisce dalla società A alla società B. Nel momento in cui il ragazzo firma il cartellino con la nuova squadra, il Comitato addebita il parametro fisso a B ed esegue l’accredito ad A sul conto federale. Poiché il Comitato Regionale gestisce sia il tesseramento che la contabilità e detiene un conto federale per il tesseramento ed uno per l’attività agonistica, il passaggio di denaro sarebbe alla luce del sole, non ci sarebbero diatribe né trattative strane. In questo modo poi, il ragazzo sarebbe libero di accasarsi dove vuole mentre le società avrebbero l’indennizzo deciso dalla FIGC a seconda della categoria da cui proviene e quella della squadra in cui va a giocare. Mi sembra una soluzione semplice, corretta, veloce e pulita.

Quanto poi alla parte relativa al riordino delle società, credo che questo sia il problema più spinoso della riforma. Con la nuova legge, le società sportive sarebbero equiparate ad alcune forme di imprese con la conseguenza di dover trasformare i collaboratori sportivi in lavoratori dipendenti. Ciò scriverebbe la parola fine alla storia della stragrande maggioranza delle società sportive. Come tutti sappiamo infatti, alcuni tecnici ed allenatori dei nostri bambini hanno un rimborso spese mentre altri prestano la loro opera come volontari. Obbligare questo mondo a regole speculari alle aziende, significa non conoscere la materia di cui si sta parlando. La sempre maggiore professionalizzazione delle società sportive sta già portando molte di esse ad assumere, seppur con forme contrattuali saltuarie, alcuni operatori, ma chiedere di diventare un’azienda dall’oggi al domani rischia di uccidere un settore che già così presenta grandissimi rischi.

La riforma è dunque quantomeno da emendare fortemente, ma il governo Draghi, con la mancata costituzione del Ministero dello Sport, sembra non avere grande urgenza di occuparsene. Ciò che è comunque necessario, è cercare di riformare il mondo dello sport dal di dentro o comunque in collaborazione con esso: le riforme calate dall’alto non hanno mai funzionato.

Alla prossima!

Il governo dei migliori (?)

Il Conte 2 è andato in soffitta ed adesso ci apprestiamo ad essere governati dalla squadra scelta da Mario Draghi, il salvatore della Patria. Non starò a scrivere la lista completa dei ministri che potete trovare qui ma mi interessa soffermarmi su alcuni aspetti della compagine.

La caratteristica più dirompente credo sia la connotazione politica apartitica dei ministri che dovranno gestire i soldi del Recovery Fund e dovranno emendare o magari stravolgere il piano che il governo Conte aveva già in gran parte preparato. Se andiamo a vedere le aree più interessate dalla trattativa con l’Unione Europea, scopriamo che i ministri che gestiranno i fondi sono tutti tecnici: Franco, Cingolani, Giovannini, Colao saranno chiamati ad allocare circa il 70% delle risorse del Recovery e sono tutti personaggi fuori dai partiti. Questo è il segno più lampante del fallimento di una classe dirigente che, pur di continuare nelle lotte personalistiche, si è spogliata dei suoi poteri e li ha ceduti ad altri. Un bel risultato per quella forza politica che ha aperto la crisi perché voleva la centralità del Parlamento sulla destinazione dei fondi europei!!

Altro aspetto curioso è il ritorno del manuale Cencelli: tutte le forze politiche che sostengono il governo sono state accontentate con uno strapuntino più o meno grande e chi magari ha qualcosa da recriminare verrà ripagato adesso con il giro dei vice ministri e dei sottosegretari. Il governo Draghi si appresta a riscuotere la più ampia fiducia della storia repubblicana (tutti dentro tranne Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana), ma gli appetiti devono essere saziati ed in questo Draghi è stato un perfetto equilibrista. Certo se questo esecutivo doveva aprire una porta verso il domani, sembra più un bel salto all’indietro che non un passo verso il futuro. Tra l’altro poi trovo assolutamente incredibile che il nuovo Presidente del Consiglio non abbia ancora proferito verbo sul programma: capisco l’importanza dell’unità nazionale nei momenti difficili, ma sentirsi dire che ci stanno tutti senza aver minimamente capito quale sia anche una minima idea di futuro del paese non è molto rassicurante. Ricordo che fino a soli 10 giorni fa, i partiti avevano bisogno della visione del futuro, di sapere quale sarebbe stata l’Italia tra 50 anni, avevano necessità di un cronoprogramma con scadenze prefissate….ed ora col salvatore della patria diamo carta bianca ad un governo i cui tecnici gestiranno quasi tutti i fondi europei?

Devo poi ammettere che alcune scelte all’interno della squadra appaiono sconcertanti. Ad esempio affidare nuovamente la gestione della Pubblica Amministrazione a Brunetta credo sia un errore: il Senatore di Forza Italia aveva già ricoperto l’incarico nel 2008 ed aveva tentato alcune riforme contrastate fortemente dai lavoratori e dai sindacati. Le sue uscite poi, sono spesso risultate eccessive e dunque rimetterlo proprio a capo di quel ministero, seppur senza portafoglio, appare quasi una provocazione. Stesso discorso si può fare per Gelmini che, dopo aver firmato una delle peggiori riforme della scuola dell’era repubblicana ed aver inanellato gaffe quasi come Toninelli, adesso rientra nel governo a gestire gli affari regionali. Viste le difficoltà quasi quotidiane dei rapporti tra stato centrale e governi regionali, una figura più condivisa e conciliante sarebbe stata consigliabile. Torna poi a capo di un ministero anche Erika Stefani della Lega, già impegnata anche nel Conte 1, molto conosciuta per le prese di posizioni molto pesanti contro lo Ius Soli e contro la politica di integrazione in genere. Non si scollano poi dalla poltrona Dario Franceschini, immarcescibile uomo buono per tutte le stagioni del PD e Luigi Di Maio, il barricadero alla camomilla, colui che ha sconfitto la povertà e che con la Lega, il PD o Draghi sempre al governo sta (ed ho fatto pure la rima!). Fa sanguinare il cuore poi la cancellazione del Ministero dello Sport. Già per molti anni questo dicastero non era stato presente all’interno delle compagini governative, ma in un momento così difficile per lo sport di base e per le migliaia di società che quotidianamente sul territorio si adoperano per tenere insieme la nostra società, questa è una coltellata al cuore che denota la completa mancanza di attenzione verso questo mondo.

Detto dei Ministri, credo sia necessario anche fare una rapida analisi politica che sorge dai primissimi giorni del nuovo esecutivo. Certamente si assiste ad un’inversione a U dal punto di vista comunicativo: pochi social, poche dichiarazioni, nessuna passerella. In questo vuoto però, c’è già la corsa a riempire questi spazi cercando di spararla sempre più grossa. Primo esempio è stato fornito dalla gestione delle chiusure degli impianti sciistici sulla cui giustizia e liceità non sto qui a discutere. Ciò che però appare fin da subito chiaro è che la Lega continuerà a bombardare da dentro per paura di perdere voti a destra da Fratelli d’Italia ma senza avere il coraggio di colpire il nuovo Presidente del Consiglio. In tre giorni il partito di Salvini ed il neo ministro Garavaglia hanno chiesto la rimozione del Comitato Tecnico Scientifico, del Commissario Arcuri e di Speranza: non sarebbe male avvertire la Lega che adesso fa parte del governo e dunque la responsabilità decisionale si condivide con gli altri! Senza un chiarimento veloce sarà dura gestire una maggioranza così variegata e lo sarà ancor di più quando si avvicineranno le elezioni del Presidente della Repubblica che potrebbero segnare anche la fine della legislatura.

In bocca al lupo al premier Draghi ed al governo (che doveva essere) dei migliori!

Il buono, il brutto, il cattivo

SAMPDORIA – FIORENTINA = 2 – 1

Un altro passo falso, un’altra sconfitta, un’altra prova insufficiente. Contro una Sampdoria brutta e sotto ritmo, la Fiorentina riesce a perdere nonostante la gara fosse ampiamente alla portata. Non hanno convinto né Dragowski, né soprattutto Prandelli che aspetta addirittura 82 minuti per effettuare i primi cambi e dimostrare di volerci provare. Dopo alcune prestazioni in cui i viola sembravano aver imboccato una strada diversa, oggi la delusione è cocente. Menomale che intanto il Cagliari continua a perdere, ma siamo stufi di fare sempre la corsa sugli altri per cercare di evitare la Serie B!

IL BUONO

  • Martinez Quarta: in una squadra impaurita è uno dei pochi che si assume la responsabilità di fare qualcosa in più del compitino. E’ sempre attento in fase difensiva, è pronto al lancio per far scattare il contropiede, è bravo nell’uno contro uno sia a difendere che ad attaccare. Sfiora addirittura la rete nel secondo tempo quando con un bel colpo di testa colpisce il palo. Unico neo il calcio d’angolo regalato da cui viene il gol di Keita, ma non può fare tutto lui. Imprescindibile.
  • Vlahovic: con quello di oggi siamo a quota 8! Otto reti su 22 complessivi della squadra (penultimo attacco del campionato) mostra quanto sia diventato fondamentale il serbo per la Fiorentina. Si abbassa colpevolmente in occasione del vantaggio di Keita, ma probabilmente viene ingannato dalla chiamata del proprio portiere. A parte ciò, oltre al gol, sta finalmente diventando un attaccante completo: vede la porta, copre benissimo la palla, inizia ad avere ottimi movimenti anche spalle alla porta. E’ chiaro che sta lavorando tantissimo e Prandelli lo sta facendo crescere. Se inizia a saper usare anche il destro, diventa un crack europeo!
  • Bonaventura: quando ad inizio secondo tempo si accende, la Fiorentina domina in lungo ed in largo e potrebbe segnare a più riprese. Se desse maggiore continuità alla sua azione sarebbe il centrocampista titolare della nazionale italiana. Lotta fino alla fine, ci prova e ci riprova ma non è la sua giornata fortunata. Colonna portante.
  • Pulgar: dopo diverse prove incolori, oggi guadagna ampiamente la sufficienza grazie ad una prova in cui unisce quantità, grinta ed alcune giocate apprezzabili come la punizione da cui nasce il pareggio di Vlahovic. Con un Castrovilli in netta flessione di rendimento, contro uno Spezia che và a 100 all’ora, potrebbe essere riproposto accanto ad Amrabat per non prendere infilate pericolose. Speriamo sia la prima prova di una lunga serie.

IL BRUTTO

  • Dragowski: dopo diverse prove da saracinesca, oggi è protagonista di un film horror. Tralasciando il fatto che con i piedi non riesce a tenere praticamente mai la palla in campo, è colpevole sul gol di Keita poiché chiama la palla a Vlahovic inducendolo all’errore. Anche sul raddoppio blucerchiato, il tiro di Quagliarella non sembra irresistibile anche se deviato da Pezzella. Offre l’idea di una partenza ritardata per lui che fà dell’esplosività uno dei marchi di fabbrica. Peccato perché i veri portieri non sbagliano mai le partite decisive, ed oggi era una di quelle. Lo aspettiamo pronto al riscatto contro lo Spezia.
  • Castrovilli: il calciatore ballerino di cui tutti ci siamo innamorati è ormai un lontano ricordo. Certo lo sviluppo di un gioco che non gli regala mai la profondità non aiuta, ma sembra si stia piano piano spengendo anche dal punto di vista caratteriale. Non abbiamo più il tempo di aspettare nessuno!
  • Prandelli: inizia la partita con due attaccanti (ma non si era detto che non si poteva?!?!) e la Fiorentina non demerita assolutamente anche se ancora una volta paga le disattenzioni sulle palle inattive. La cosa grave è però che sembra che Cesare subisca la partita ed i cambi di Ranieri. Decide infatti di non prendere contromisure quando la Samp butta dentro Candreva e Quagliarella e poi aspetta più di 10 minuti per rispondere al gol avversario. I primi due cambi (un terzino ed un esterno di centrocampo) vengono effettuati all’82° e da lì inizia l’assedio. Pensarci prima no?
  • Pradè: la società viola, ed il responsabile tecnico, avevano l’obbligo di portare a casa giocatori pronti ed un sostituto di Ribery, visto che il talento francese appare di cartapesta. Oggi Kokorin non è stato presentato nemmeno per un minuto in una gara che non potevamo perdere. L’altro acquisto è stato un terzino reduce da un intervento al crociato senza dimenticare che il DS ha deciso di sostituire Chiesa con Callejon ben sapendo che la squadra avrebbe giocato con il 3-5-2. Cos’altro deve combinare per essere avvicendato?

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Diario di un cassintegrato – parte quattordicesima

Eccoci nuovamente al termine di una settimana da cassintegrato. Se vi ricordate, in una delle prime pagine del diario, avevo considerato uno degli effetti più forti ed anche migliori di questo periodo difficilissimo la possibilità e la capacità di adattarsi. Credo infatti che nei momenti difficili, sia fondamentale crearsi nuove opportunità provando a reinventarsi ed io sto facendo proprio questo. Al lavoro da me infatti, sono tornato giovane: come nei primi periodi in cui collaboravo con l’Ente di cui poi sono diventato dipendente, da questa settimana sono nuovamente impegnato in magazzino. Nonostante non sia più il mio ruolo lavorativo ormai fin dal 2008, nei momenti dell’emergenza ogni tipo di lavoro è ben accetto a patto che ci si senta rispettati come persona e come lavoratore. Devo dire sinceramente che aver lavorato tutta la giornata senza mai fermarmi insieme ad uno dei dipendenti che stimo di più, mi ha fatto tornare vivo, mi ha fatto nuovamente sentire utile.

Le buone notizie poi non finiscono qui poiché finalmente il mio settore sta lavorando per ripartire, seppur parzialmente. La novella è comunque da sottolineare perché è sinonimo di voglia e vitalità anche se francamente è in controtendenza con ciò che sta succedendo in Toscana. Da domani infatti, la nostra regione tornerà in zona arancione per il peggioramento dei dati e ci rimarrà per almeno due settimane dopodiché la speranza è che possa tornare nuovamente gialla. Ci eravamo abituati male visto che tra le grandi regioni la nostra è quella che ha retto per più tempo in fascia gialla, ma purtroppo le nuove varianti hanno iniziato a farsi strada anche qui. Diventa a questo punto ancor più importante che la campagna vaccinale proceda spedita in attesa della primavera con la quale magari si riuscirà finalmente a svoltare per tornare quasi alla normalità.

L’altra buona notizia è che nelle prossime ore giurerà il nuovo governo Draghi. Fermo restando l’opinione personale che ho già espresso nell’articolo che vi linko qui, la nascita di un nuovo esecutivo è comunque da apprezzare perché non c’è altro tempo da perdere per il nostro paese. Ancora una volta è stato decisivo il Movimento 5 Stelle (che non ci dimentichiamo alle ultime elezioni politiche aveva preso il 33%) che ha fatto esprimere 70.000 tra i propri iscritti sulla piattaforma Rousseau. Al di là di cosa si possa pensare di questa specie di democrazia diretta, io apprezzo le forze politiche che ascoltano la propria base in qualunque modo lo facciano. Anche stavolta ha prevalso la linea governativa del Movimento ma sembra che il risultato non sarà indolore: Di Battista ha già annunciato l’uscita ed anche alcuni parlamentari sembrano poterlo seguire. Nonostante i travagli che stanno attraversando diversi partiti, il governo Draghi nascerà e tutti ci auguriamo che abbia successo per il bene del nostro Paese, del lavoro e del futuro delle nuove generazioni: gestire bene i soldi del Recovery potrebbe essere la base dello sviluppo dei prossimi 50 anni!

Chiudo con il consueto consiglio che questa settimana è dedicato ad una rivista ed un’associazione: Altroconsumo, una pietra miliare per me e la mia famiglia. La rivista mensile approfondisce tantissime tematiche interessanti e smaschera spesso truffe cercando anche di organizzare le persone grazie alle class actions a difesa dei consumatori raggirati. Oltre a ciò Altroconsumo effettua delle comparazioni molto interessanti su tutta una serie di prodotti quali elettrodomestici, apparecchi tecnologici, filtri per acqua, cibi, bevande e non solo. E’ insomma un’ottima guida all’acquisto poiché è veramente indipendente. Non ci dimentichiamo poi l’Osservatorio sulle banche e sulla relativa stabilità di esse, strumento assolutamente necessario per muoversi nella giungla dei contratti, delle clausole, delle regole del bail-in e non solo. Ultimo servizio da ricordare, tra quelli che ho sperimentato, è lo sportello di consulenza gratuita: in passato, mi sono rivolto a loro per liberarmi di un contratto vessatorio di una compagnia telefonica contro la quale battagliavo da più di 1 anno. Grazie al loro intervento, ho ottenuto il passaggio ad un’altra compagnia con una sola comunicazione in modo completamente gratuito. Insomma, i soldi dell’abbonamento mensile e della tessera di socio, sono decisamente ben spesi!

Alla prossima puntata!

Che si gioca??

Stavolta non cambia la testa della classifica ed il Meneghino junior resta primo grazie al pronostico scontato. La gara sorpresa che ho scelto mette in difficoltà praticamente tutti visto che solo l’Argentino Fiorentino riesce a prevedere il Bologna corsaro a Parma anche se poi sbaglia la gara scontata. Ecco allora che l’ammucchiata nelle posizioni di testa continua ad avanzare felicemente, mentre in coda Luchino inizia a staccarsi tradito dalla banda di Gasperini. Grazie al consueto lavoro del mitico Carlo, qui sotto la classifica aggiornata:

Francesco (Meneghino Junior) 15
Argentino Fiorentino 14
Bomber Siiimo 13
Joe il Pistoiese e Carlo ( il Meneghino di Paderno Dugnano) 12
Lungo 11
Niccolò 10
Luchino (il diavolo rossonero) 7

La scorsa settimana Parma Bologna è stata ostica praticamente per tutti, vediamo come ci comportiamo con i nuovi pronostici:

La gara più scontata: ROMA – UDINESE = 1

La squadra giallorossa viene dalla sconfitta di Torino contro la Juventus ed ha affrontato la prima settimana di convivenza Dzeko-Fonseca dopo la fine del mercato. L’Udinese, che ritrova De Paul dopo la squalifica, è reduce da due vittorie consecutive che gli hanno permesso di iniziare a respirare. Il momento bianconero è certamente migliore, ma la differenza tra le due rose dovrebbe risultare decisiva. Dobbiamo inoltre ricordare che la Roma contro le squadre che lottano per la salvezza non sbaglia mai un colpo né in casa né in trasferta ed inoltre si vedrà per la prima volta nuovamente in maglia giallorossa il Faraone El Sharaawy. Per tutti questi motivi, sommati anche alla volontà di non perdere terreno nei confronti della zona Champions, per me è 1 fisso!

La partita da NON giocare: CAGLIARI – ATALANTA

La squadra di Gasperini viene dalla conquista della finale di Coppa Italia e dunque, alla stanchezza già mostrata nella gara col Torino, se ne aggiungerà altra. Il Cagliari ha assoluto bisogno di punti, non vince da inizio novembre ma il motore sembra essersi inceppato. Anche a Roma contro la Lazio Nainggolan e soci non hanno sfigurato ma non riescono più a fare rete. Contro l’Atalanta sarà fondamentale riuscire ad arginare le scorribande degli esterni e ripartire veloci, ma ci riusciranno? E l’Atalanta sarà quella dei primi 35 minuti contro il Torino o quella dei successivi 55? Troppe domande senza risposte per i miei gusti!

La sorpresa della giornata: INTER – LAZIO = 2 (Risultato 1 – 2)

Ci provo, mi butto…. Carlo e Francesco non mi toglieranno il saluto! La compagine di Conte viene dall’ennesima delusione stagionale e potrebbe risentire dell’impegno infrasettimanale. Lukaku sta iniziando a segnare meno e Lautaro manca di continuità. La Lazio invece viene da 6 vittorie consecutive ed in questo periodo, in cui non ha la Champions, sembra tornata il rullo compressore ante Covid. Con Musacchio poi potrebbe aver messo a posto la difesa ed in mezzo al campo è una delle poche squadre che può lottare ad armi pari con Barella e compagni. Se vogliamo azzardare una chiave di lettura, la partita la potrebbero decidere i due esterni destri di centrocampo, Lazzari ed Hakimi. Chi avrà la meglio? Io provo a puntare sulla Lazio che sembra aver anche trovato la stella della fortuna. Biancocelesti corsari!

A voi per i pronostici!

Il talento – parte quattordicesima

Dopo aver sollevato il problema relativo alle migrazioni in massa di bambini ed adolescenti dalle società di quartiere alle società più blasonate per la volontà di giocare i cosiddetti campionati di élite, passiamo adesso a vedere quali sono le armi di difesa a disposizione dei più deboli.

Voglio essere chiaro fin da subito: le possibilità di difendersi sono molte vicino allo zero fino alla Categoria Allievi! Purtroppo nelle categorie inferiori ci dovrebbe essere un patto tra gentiluomini, un accordo di non belligeranza o meglio di rispetto reciproco per cercare di non “rubarsi” i ragazzi a vicenda contattandoli direttamente o indirettamente. Dovrebbe cioè essere il ragazzo e la sua famiglia a decidere liberamente dove andare a giocare l’anno successivo. In realtà, così non è: spesso le società professionistiche o anche i direttori sportivi ed i responsabili delle scuole calcio dilettantistiche iniziano a chiamare i bambini e le relative famiglie fin da età tenerissime per convincerli ad andare a giocare da loro.

A questo malcostume poi, si aggiunge quello più grave di tutti, cioè quello di alcuni tecnici ed istruttori delle scuole calcio che spostano intere squadre da una società all’altra. Quando in passato ho ricoperto il ruolo di tecnico e di istruttore ed ho cambiato società, ho sempre messo un paletto insuperabile: mi sarei spostato solamente se mi avessero affidato un’annata diversa da quella che allenavo precedentemente. Questo per due motivi fondamentali: il primo era per vedere se alla persona con cui parlavo interessavano le mie qualità o i bambini che allenavo, il secondo era che non volevo essere il passepartout per giochetti che sinceramente trovo inaccettabili. Purtroppo invece, troppo spesso tecnici ed istruttori sono i primi a contattare i ragazzi (direttamente o indirettamente) per portarli nella nuova società. Questo atteggiamento, questo modo di agire si commenta da solo.

Detto del rapporto di rispetto reciproco che ci dovrebbe essere tra le società, passiamo adesso ad analizzare la legislazione del tesseramento calcistico. I bambini che iniziano a giocare a calcio firmano, contestualmente ai genitori, un tesseramento annuale e dunque alla fine di ogni stagione sportiva sono liberi di trasferirsi altrove. Tale vincolo temporale resta immutato fino al compimento del quattordicesimo anno di età quando i ragazzi possono decidere di firmare un vincolo che li lega alla società fino al compimento del venticinquesimo anno. Tale vincolo è opzionale tra il compimento del quattordicesimo anno ed il sedicesimo, mentre diventa obbligatorio quando il ragazzo compie i sedici anni. Il problema dunque è che spesso i bambini entrano in una scuola calcio a sei anni, ci stanno fino ai 12 o 13 e poi si spostano in un’altra società senza alcun indennizzo a favore di chi il bambino lo ha formato, lo ha cresciuto, gli ha fornito servizi.

Per ovviare a questa problematica la FIGC prevede per la società che perde il ragazzo il cosiddetto premio di preparazione che scatta nel momento in cui il ragazzo firma il vincolo. Fino alla stagione 2018/2019, il premio di preparazione veniva suddiviso tra le ultime due società che avevano tesserato il ragazzo nelle ultime tre stagioni: i 2/3 del parametro spettavano all’ultima, mentre 1/3 alla penultima. Il parametro economico da versare alle vecchie società, era ed è tuttora calcolato sulla categoria in cui milita la prima squadra della società che acquisisce il ragazzo: se gioca in Eccellenza il parametro sarà dunque più alto rispetto al caso in cui la prima squadra gioca in Seconda Categoria.

Nella stagione 2019/2020 però, è stata introdotta una riforma che ha lo scopo di premiare un maggior numero di società che hanno concorso alla formazione del ragazzo. In base alla nuova legislazione infatti, il premio di preparazione spetta a tutte le società che abbiano tesserato il ragazzo negli ultimi 5 anni diviso in parti uguali. Dunque il 20% per ognuna moltiplicato per il numero di stagioni in cui il ragazzo è stato da loro cresciuto e formato. Meglio? Peggio? E’ ancora presto per dirlo. Le due stagioni in cui è stata sperimentata la nuova legislazione sono state disgraziate e dunque attendiamo ancora un pò di tempo prima di dare un giudizio.

L’ex Ministro Spadafora però, con la riforma dello sport, sembrava voler cambiare tutto: ne parliamo nella prossima puntata!

Draghi e pecorelle

Sembrano passati anni ed invece è solamente poco più di una settimana. Ricordate? Sembrava una crisi di governo irrisolvibile, il mandato esplorativo al Presidente della Camera Fico, il giro di consultazioni, il tavolo programmatico, i veti incrociati insuperabili. Poi la mossa del Presidente Mattarella ed il nome di Draghi, più volte evocato negli ultimi anni come spauracchio, finalmente a prendersi la scena!

E tutto quello che sembrava insuperabile come per magia non esiste più. Non ci sono più le divergenze tra europeisti e sovranisti, non c’è più la diatriba tra quelli del “Sussidistan” e quelli della flat tax, tra chi pensa che Conte sia un vulnus democratico e chi viola la democrazia diretta….

Puff…Magia!

Dal momento che il programma di governo è ancora nebuloso, e la squadra di Ministri non c’è, mi sembra però opportuno ricordare le varie piroette alle quali stiamo assistendo: Nadia Comaneci al cospetto arrossirà!

  • Lega (forse di nuovo Nord): chi non si ricorda i proclami a tutta pagina, a tutto social del Capitano e dei suoi sodali? No all’Euro, Italexit, i migranti devono essere lasciati in mezzo al mare perché l’Europa non ci aiuta, il Recovery Fund è una trappola e dunque prendiamo solamente i soldi a fondo perduto! Folgorati sulla via di Draghi, abbiamo invece scoperto un Salvini che accetta i valori di riferimento dell’Europa, riconosce la valenza dei regolamenti europei di politica migratoria, addirittura arriva a votare, in dissenso col proprio gruppo in Europa, il Recovery Plan! Che lo zoccolo duro della Lega, fatto da Giorgetti, Zaia e la borghesia del Nord Italia gli abbia fatto suonare la campanella di fine ricreazione?
  • Italia Viva (nel paese non lo so, ma al Senato sicuramente si!): il MES è assolutamente necessario per poter vaccinare le persone e la nostra fiducia nel governo Conte dipende innanzitutto dalla richiesta di attivarlo, no ai tecnici che usurpano le prerogative del Parlamento nella progettazione e gestione dei soldi del Recovery! Una delle poche cose trapelate sul nuovo programma di governo è che non verranno richiesti i fondi del MES, e mi sa che Draghi non è più nemmeno un tecnico!
  • Partito Democratico (anche se la base poi se la sono dimenticata da un pezzo): non ci sono alternative al governo politico guidato da Conte, l’unica altra opzione è il voto! Vabbè dai, Draghi lo accettiamo ma saremo l’argine alle forze sovraniste con cui non entreremo mai al governo! Ah già ma Salvini adesso è diventato il mago di Ventotene!
  • Movimento 5 Stelle (forse anche meno di 5): da noi 1 vale 1, anche se forse poi Grillo e Di Maio valgono un pochino di più, mai con i banchieri che hanno salvato MPS e non solo, mai con le lobby, ma con i poteri forti….o forse qualche volta, si ma per poco tempo…. E poi se si arrabbia Di Battista magari facciamo votare su Rousseau…. Solo però quando siamo sicuri che vinca la linea di Grillo e Di Maio e nel frattempo mandiamo l’orsacchiotto pacioccone Crimi a prendere schiaffi.

Questa è solamente una piccola parte delle esternazioni incredibili che tutti i partiti dell’arco costituzionale, tranne al momento Fratelli d’Italia anche se con alcune sollecitazioni interne, si sono rimangiate nel breve volgere di una settimana. Credo che Draghi sia una grandissima personalità, incredibilmente competente e fortemente rispettata in tutto il mondo. Nonostante ciò, anche il Professore si dovrà confrontare con un sistema parlamentare all’interno del quale le pulsioni dei partiti torneranno fuori non appena ci si avvicinerà alle prossime elezioni politiche. La speranza è dunque che Draghi riesca a fare bene ed a farlo presto perché nel frattempo ci saranno anche le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica. Chi fa però parallelismi tra la situazione attuale e quella che dovette affrontare Monti, fa un grande errore di valutazione poiché non contestualizza gli esecutivi all’interno del relativo momento storico. Il governo Monti dovette fronteggiare una tempesta sui mercati ed una grande crisi economica cercando di tagliare e recuperare soldi. Draghi ha invece come obiettivo primario quello di spendere e spendere bene gli oltre 200 miliardi di Euro che arriveranno dall’Europa, non proprio la stessa cosa.

Non so come andranno a finire le consultazioni, quale governo nascerà, né con quali forze politiche all’interno. Ciò che so però, è che il paese è allo stremo sia dal punto di vista economico che dal punto di vista psicologico ed allora voglio rivolgere un appello a quelle forze politiche che ci hanno trascinato nella crisi più assurda della storia e nelle consultazioni più farlocche del mondo:

tacete, finitela di starnazzare, il volante non è più nelle vostre mani e non spetta più a voi guidare. Se volete e ci riuscite, magari iniziate a pedalare, sennò almeno non mettete i piedi a terra, non frenate, almeno quello credo ce lo dobbiate!