BarLungo con Simone – Il referendum costituzionale del 22-23 marzo

Il 22 e 23 marzo si vota un referendum molto importante ma, come spesso succede nel nostro paese, nella campagna elettorale le ragioni del SI e del NO sono scomparse in mezzo agli insulti ed agli slogan. Fortunatamente ci ha pensato ancora una volta il Presidente Mattarella a riportare tutti a più miti consigli e noi, nel nostro piccolo, dedicando al referendum la nuova puntata del nostro podcast il “Barlungo con Simone”, cerchiamo di attenerci ai dettami presidenziali.

Nel nostro approfondimento proviamo a spiegare cosa succede se vince il SI, cioè se la riforma costituzionale verrà confermata dal voto dei cittadini e cosa invece se vincerà il NO ricordando innanzitutto che essendo un referendum costituzionale non servirà il quorum del 50% + 1 dei votanti. Ecco perché con Simone Pesucci invitiamo come sempre tutti ad andare a votare!!

Buon ascolto!

3 pensieri su “BarLungo con Simone – Il referendum costituzionale del 22-23 marzo

  1. In Italia c’è la mentalità cretina per cui ogni appuntamento elettorale viene percepito come un referendum su chi governa, anche quando la faccenda per cui si vota con il governo c’entra come il cavolo a merenda. In questo caso questa percezione è elevata all’ennesima potenza, perché si vota su una materia che interessa pochissimo ai cittadini, e con un quesito che la maggior parte di loro non è in grado di comprendere: di conseguenza è chiaro che andranno a votare non perché li appassiona l’oggetto del referendum o perché hanno riflettuto con cognizione di causa sulla domanda che gli è stata posta, ma solo e unicamente sulla base della loro simpatia o antipatia per Giorgia Meloni. Alla luce di questo, è altrettanto chiaro che se vince il no il governo non arriva a Pasqua.
    Se vuole evitare di andare a casa, consiglio alla Meloni di parlare del referendum il meno possibile (perché se si espone troppo lo personalizza ancora di più), e soprattutto con toni più pacati: infatti se strepita troppo contro i magistrati dà l’impressione di una donna disperata che ha perso il controllo per paura di dover abbandonare la poltrona, e gli italiani i politici troppo attaccati alla poltrona non li hanno mai potuti soffrire.

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    • Ciao Wwayne! Purtroppo la questione relativa alla polarizzazione é ormai insita in ogni discussione perché le ali estreme hanno disarcionato i cosiddetti moderati e dunque si cerca sempre di promettere di più per avere consenso. Io non so se la vittoria del sì o del no cambierà le sorti del governo, quel che abbiamo provato a fare è stato aiutare chi ci ascolta a comprendere su cosa si vota anche perché sono assolutamente convinto che la costituzione possa essere cambiata ma debba essere trattata con cura. Quanto alla poltrona, diciamo che se fosse vero che gli italiani detestano i politici troppi attaccati alla cadrega, Meloni e Salvini non sarebbero al comando della nazione visto che, nonostante ciò che raccontano, sono in politica da sempre ed hanno sempre vissuto di politica. Cosa che ovviamente succede anche sull’altra sponda ma la mia era una risposta al tuo commento.

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      • A mio giudizio anche un semplice consigliere comunale è attaccato alla poltrona, figuriamoci se non lo è un politico di primo piano come Salvini o la Meloni. Ma se lo fai vedere troppo, ad esempio strepitando contro chi potrebbe mandarti a casa o governando con chi fino al giorno prima era un tuo arcinemico (come è successo quando si formò un governo di larghe intese con a capo Letta), allora i cittadini ti prendono in antipatia. Per questo dico che la Meloni nel prossimo mese deve centellinare le sue esternazioni su questo tema, ed evitare del tutto gli attacchi alla magistratura.
        Riguardo alla polarizzazione di cui parli, in effetti un altro difetto della politica italiana è la tendenza a trasformare in un derby tra destra e sinistra anche dei temi sui quali non dovrebbe esserci scontro politico. Indimenticabile ad esempio la diatriba sui vaccini anticovid: dato che i novax erano il 15% della popolazione, Salvini e Meloni si fecero ingolosire dalla prospettiva di mettere le mani su quel 15% di voti, e quindi cominciarono a corteggiarli spudoratamente. Ma così facendo misero a repentaglio la nostra uscita dalla pandemia, e fecero diventare i vaccini anticovid “una cosa di sinistra”, quando invece era necessario che l’intera popolazione si vaccinasse, a prescindere dal proprio orientamento politico. Un comportamento irresponsabile, e lo dico da elettore di lungo corso di Fratelli d’Italia.

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