Referendum: un flop annunciato, cercato e voluto!

Una batosta colossale per i Radicali, la Lega di Salvini, Italia Viva di Renzi e tutti coloro che hanno voluto portare gli italiani ad esprimersi sui 5 quesiti meno votati della storia referendaria del nostro paese.

Appena un italiano su cinque ha sentito la voglia, l’esigenza o soprattutto il dovere morale (come nel mio caso) di recarsi al seggio per esercitare il diritto politico per antonomasia, il voto. Diciamoci la verità, anche tantissimi di quei pochi che hanno votato non hanno capito fino in fondo i quesiti referendari e soprattutto le possibili conseguenze dell’abrogazione delle leggi su cui si chiedeva un parere: questioni troppo tecniche, difficili anche per addetti ai lavori, figuriamoci per persone normali come me che cercano di approfondire, studiare ma non sono del mestiere. Cerco sempre di evitare facili populismi o scorciatoie rispetto a problemi più complessi, ma in questo caso non possiamo non notare come almeno su queste tematiche dovrebbero essere i parlamentari a decidere per nostro conto visto che hanno tutti gli strumenti per capire, approfondire, decidere: altrimenti mi spiegate che ci stanno a fare?

Al tecnicisimo dei quesiti si è poi aggiunta una (non) campagna referendaria! Sono felice di essere stato tra i pochi a fare un pò di informazione con i nostri Podcast “BarLungo con Simone” nei quali abbiamo dedicato due puntate al referendum, ma è stato chiaramente una goccia nell’oceano del silenzio. I principali mass media hanno pressoché ignorato l’appuntamento ed anche i partiti hanno fatto a gara a non pronunciarsi in merito. Solo alcuni, tra cui i partiti dei due Matteo, hanno provato a raggranellare un pò di visibilità grazie ai quesiti ma, mentre la Lega ha poi gridato al complotto per la scarsissima partecipazione al voto, Italia Viva si è liquefatta in un silenzio che probabilmente fotografa al meglio la posizione del partito del Rinascimento Arabo: il nulla.

Se da un lato la difficile comprensione della materia referendaria non ha aiutato, dobbiamo però dire che lo scarso appeal è dovuto anche alla siderale distanza che i quesiti avevano rispetto alla vita quotidiana delle persone. I rincari stanno mangiando gran parte dei salari, il potere d’acquisto è in perenne discesa da anni, la guerra tra Russia ed Ucraina non sembra offrire alcuno sbocco di pace, il lavoro è sempre più malpagato e veniamo chiamati a votare sul modo in cui si eleggono i membri togati del CSM? Oppure sulla Legge Severino? Ma con tutti i problemi che la gente quotidianamente affronta, a metà giugno secondo voi i cittadini fanno le corse ai seggi per questi quesiti? Ed intanto le persone continuano a non poter decidere cosa fare della propria vita perché i quesiti che veramente potrebbero interessare, come l’eutanasia o la cannabis terapeutica, sono stati bocciati! Che paese è quello in cui si continua a non voler aiutare le persone ad avere una morte dignitosa ma nel contempo diamo la possibilità della sedazione profonda?

La verità è che negli ultimi anni la classe politica sta facendo di tutto per uccidere uno dei pochi istituti di democrazia diretta che ha regalato a questo paese scatti decisivi verso una vita più dignitosa in materia di diritti civili. Io non so quali possano essere le riforme che tengano in vita ed anzi rafforzino l’istituto referendario: alcuni parlano di circoscrivere l’area di intervento del referendum, altri di aumentare i requisiti necessari all’ammissibilità, quel che so è che il potere dei cittadini di intervenire direttamente in politica non deve essere diminuito, ma solamente disciplinato in modo che si allarghi la partecipazione anziché restringerla perché come cantava Giorgio Gaber

La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche il volo di un moscone

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione

Diario di un cassintegrato – parte ventitreesima

Ho quasi paura a dirlo, ad esultare, a gioire: da oggi 3 giugno sono finalmente tornato a lavorare al 100%!

Insomma, sono nuovamente occupato cinque giorni a settimana, ad orario pieno e senza cassa integrazione! Dopo aver già subito lo scotto lo scorso ottobre, quando dopo aver pensato che fosse tutto finito rientrammo dalla sera alla mattina nel tunnel delle infinite giornate senza impegni professionali, adesso non so nemmeno come comportarmi: essere felice, abbandonarmi ad un bel brindisi e cercare di mettermi alle spalle questo periodo allucinante oppure no?

Se c’è una cosa che questo periodo mi lascerà per sempre, è la voglia di sviluppare le proprie idee ed i propri sogni cercando di pensare un po’ più all’oggi ed un po’ meno al domani. Se una cosa mi fa stare bene adesso, significa che è il momento giusto per farlo ed allora mi godo questo momento senza però dimenticare tutto ciò che mi ha aiutato a crescere ed a sopravvivere in questi lunghissimi mesi. La passione per questo blog, la voglia di mettermi continuamente alla prova, l’istinto per il confronto che aiuta a crescere e ad imparare. Ecco allora che non smetterò di impegnarmi nel mantenere un appuntamento fisso con voi attraverso rubriche, video, novità, nuovi ospiti ed amici che mi accompagneranno in questo viaggio. E non smetterò nemmeno di dire la mia sugli accadimenti della scena politica italiana: trovo ad esempio allucinante il dibattito al quale stiamo assistendo sulla questione licenziamenti. Tutti ormai si sono accodati alla decisione presa dal Presidente Draghi ma nessuno vuole dire la verità. Tra il Ministro Orlando che cerca quantomeno di alleviare le conseguenze di un provvedimento per me assolutamente sbagliato, un Salvini che di giorno vota a favore in Consiglio dei Ministri e di notte dice di voler assecondare i tentativi dei sindacati, un Movimento 5 Stelle completamente assorbito dalla vicenda Rousseau, a pagare nuovamente le conseguenze della pandemia saranno quei lavoratori che nel frattempo hanno lavorato a singhiozzo, hanno ricevuto spesso in ritardo la cassa integrazione ed adesso vedono avvicinarsi l’ombra del licenziamento.

Tra i fatti delle ultime settimane, quello che mi ha maggiormente colpito è stato il rilascio del boss della mafia Giovanni Brusca. Dopo 25 anni di carcere, uno dei killer più efferati della storia della malavita mondiale, torna dunque in libertà ed il primo sentimento non può che essere di rabbia e di sgomento poiché in un mondo normale una persona del genere non dovrebbe avere alcun diritto di cittadinanza e la dicitura “fine pena mai” dovrebbe essere tatuata sulla sua pelle per sempre. Poi però subentra  la ragione e la grandezza di uomini come Giovanni Falcone che hanno pensato e voluto proprio quella legge grazie alla quale Brusca è nuovamente in libertà. Lo scambio tra la collaborazione con la giustizia e lo sconto di pena è stato infatti uno dei pilastri grazie ai quali lo Stato negli ultimi decenni ha assestato i colpi più duri alla malavita organizzata. Il perdono, che non potrà mai essere concesso se non dalle famiglie delle vittime, è una cosa, la legge è un’altra. La grandezza di un uomo dello stato come Falcone in fondo sta tutta qua: aver dato ai propri assassini gli strumenti di riacquistare la libertà a patto che aiutassero le istituzioni a combattere la mafia, l’estremo sacrificio della propria vita per la rinascita della propria terra, per il futuro delle nuove generazioni che ancora oggi troppo spesso sono sottomesse a logiche malavitose. Quale miglior esempio? Quale più alto sacrificio?

Tornando poi alle nostre cose, volevo annunciare anche qui, come già fatto in video, la nascita su queste pagine di un podcast! Nelle prossime settimane infatti, coloro che seguono Il Corner del Lungo non avranno più scuse: potranno leggere gli articoli, guardare i video oppure ascoltare il podcast come se avessero acceso una radio. Grazie agli amici Flavio Bardaro e Simone Pesucci, parleremo di sport, di calcio ma anche di attualità. Con Flavio partiremo con una serie di puntate dedicate agli Europei di Calcio che iniziano il prossimo 11 giugno, mentre con Simone approfondiremo innanzitutto il tema informazione, giornalismo ed ordini professionali. Cercheremo insomma di accompagnarvi durante tutta l’estate senza annoiarvi e mantenendo  il più possibile aggiornato il blog.

Mi raccomando, se volete approfondire una tematica, scrivetecelo! Ci impegneremo a studiare l’argomento ed appena pronti vi dedicheremo una puntata!!

Insomma, se la cassa integrazione spero diventi solamente un brutto ricordo, il blog, i video ed il podcast vi accompagneranno ancora per un bel po’ di tempo!!