Rabbercio o Innovazione? Vi dico la mia!

Qualcuno di voi penserà: ecco un altro architetto! Vai, mancava lui… il tipico spirito fiorentino che amo alla follia!

In realtà a me non piace parlare a casaccio e dunque a mente fredda, dopo aver raccolto commenti e studiato un po’, cercherò di fare un’analisi che spero arricchirete con idee e considerazioni. Mi muoverò su due piani di analisi, quello del cittadino del Quartiere 2 di Firenze e quello del tifoso della Fiorentina.

Se partiamo dall’aspetto puramente estetico del solo Artemio Franchi, devo dire che la soluzione scelta è una di quelle con meno impatto tra le 8 finaliste. Altre erano certamente più avveniristiche ma credo che sarebbero state anche un cazzotto nell’occhio del quartiere. Penso  invece che il progetto che ha vinto sia quello che si incastra meglio con un quartiere già densamente popolato e pieno di funzioni, di negozi, di verde. Ho inoltre la sensazione che la sola ristrutturazione e non lo stravolgimento del Franchi sia stata un’altra carta vincente del progetto in questione. Tralascerò i discorsi relativi allo skyline protetto e vincolato della città che avrebbe probabilmente mal assorbito ristrutturazioni più futuristiche ed alla perfetta simmetria che la copertura (esteticamente non esaltante) regala alla città. Da cittadino del quartiere sono soddisfatto anche dell’impatto green che avranno tutte le nuove strutture tra pannelli fotovoltaici, recupero delle acque piovane, utilizzo dell’energia solare.

Se invece vedo solamente l’aspetto sportivo allora l’operazione continua a non convincermi. Per la Fiorentina sarebbe stato altamente più remunerativo costruire uno stadio di proprietà (cosa che il Franchi non sarà mai, seppur potrebbe essere dato in concessione per un lungo periodo) con annessi spazi commerciali i cui introiti sarebbero entrati totalmente nelle casse societarie! Inoltre si va a ritoccare un’opera che era rivoluzionaria negli anni ’30 del novecento, mentre quando finirà la ristrutturazione saremo vicini agli anni ’30 del secolo successivo. Le difficoltà di inserire poi le funzioni all’interno e di rendere effettivamente uno stadio moderno il vecchio Franchi restano tutte: dall’impossibilità di ritoccare la tribuna (e probabilmente anche la maratona) per allargare e rendere più comodi i seggiolini, a quella di lasciare uno stacco tra maratona e curve per rendere sempre visibile l’opera del Nervi sono solamente due tra le più clamorose.

Ecco allora che non si può non notare che la decisione di ristrutturare il Franchi con soldi pubblici, anziché lasciare che il privato costruisse un nuovo stadio magari fuori dal comune di Firenze, è una decisione politica, una decisione per me sbagliata. Le incognite poi sono tante ed ancora tutte sul tavolo! Se infatti i progetti relativi al Franchi saranno interamente coperti dai soldi del PNRR, ad oggi non sono stati trovati i fondi per l’area commerciale esterna di 15.000 metri quadri. L’idea geniale (e non sono ironico) di realizzare un tetto verde rialzato con più parco che copre le nuove metrature commerciali che resteranno dunque al di sotto di tale livello, è certamente organica alla ristrutturazione del Franchi ma dovrà essere coperto da un Project financing che spero vedrà la Fiorentina protagonista. Del resto se Commisso decidesse di non entrare nella parte commerciale, a che sarebbe servito tutto ciò? Veramente a riqualificare un quartiere? Perché senza stadio non si poteva fare? Mi sembra sinceramente che il Franchi sia stato usato come volàno di una serie di lavori che però si sarebbero potuti fare anche senza il traino dello stadio. Senza considerare poi che la speranza è che i lavori vengano fatti realmente di pari passo, altrimenti si rischia di avere uno stadio completamente ristrutturato con la parte commerciale da finire. Ed i parcheggi e la tramvia? Insomma un rompicapo che speriamo sia stato seriamente messo in preventivo con cronoprogrammi certi!

Un’ultima considerazione da tifoso provinciale della squadra che gioca nella città più bella del mondo! Conoscendo piuttosto bene lo sport americano e la cultura statunitense in ambito sportivo, invito tutti a fare attenzione a dire che la Fiorentina può andare a giocare anche fuori dal comune! Ricordo a tutti che negli USA quando un investimento in una squadra sportiva non è più remunerativo si arriva a spostare la franchigia, come la chiamano loro, in altre città perché le condizioni economiche sono più favorevoli ad investimenti nelle infrastrutture. Ci sono metropoli statunitensi quali Seattle che, a causa di guerre commerciali tra amministrazione comunale e proprietà, si sono ritrovate in un  paio d’anni senza la propria squadra del cuore. Franchi o non Franchi, commerciale o non commerciale, una cosa deve rimanere chiara:

la Fiorentina è Firenze e Firenze è la Fiorentina!

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