Il Veliero è quasi in porto

La Fiorentina sta completando una vera impresa sportiva: i viola infatti hanno cambiato allenatore in un momento in cui avevano solamente 4 punti, hanno vinto la prima partita alla sedicesima giornata, si sono ritrovati staccati ad un certo punto dalla salvezza addirittura 8 lunghezze. Nonostante ciò, i viola hanno avuto la capacità di ribaltare completamente la situazione, di guadagnare 8 punti di vantaggio su Lecce e Cremonese a 6 partite dalla fine, di conquistare 11 punti nelle ultime 5 gare di campionato; questo piccolo miracolo ha innanzitutto una firma con un nome ed un cognome, quella di Paolo Vanoli.

Con la storia che la rosa della Fiorentina non poteva retrocedere per la qualità dei calciatori, in tanti, troppi commentatori, tendono ancora oggi a sottovalutare l’opera del tecnico viola, un’opera di ricostruzione pressoché completa che è partita dallo spogliatoio, è passata dalla condizione atletica e psicologica, è finita con la disposizione tattica. Un’opera a tutto tondo che ha avuto la definitiva consacrazione nella gara di ieri sera contro la Lazio: finalmente i viola hanno fatto esattamente la partita che dovevano fare, si sono chiusi in un blocco basso per poi ripartire, ma soprattutto hanno sofferto tutti insieme per un unico obiettivo, la vittoria che avvicina enormemente la squadra alla salvezza.

Quello che però mi ha convinto maggiormente, è stato l’apporto di quei calciatori che fino ad oggi sono stati impiegati meno. In una serata in cui Vanoli non poteva contare su Kean, Gudmundsson, Brescianini, Parisi, Fortini e Fagioli, con un Solomon che aveva non più di un quarto d’ora nelle gambe e Pongracic a mezzo servizio, la Fiorentina ha tirato fuori una delle migliori prestazioni giocando tra l’altro con un nuovo modulo, il 4-2-3-1, modulo che può essere utilizzato solamente quando i viola fanno a meno di Fagioli. Al netto però dello schieramento, è stato l’atteggiamento, l’attenzione, la dedizione a fare la differenza! Ieri sera infatti, i viola si sono dimostrati una squadra ed alcuni calciatori hanno dimostrato finalmente l’attaccamento ai nostri colori. Da Gosens che, azzoppato da settimane da una tendinite che lo limita, ha segnato un gol bellissimo andando in cielo a colpire di testa e non ha lesinato energie in fase difensiva, ad Harrison che si è confermato pasticcione, lezioso, poco freddo sotto porta ma ha fatto l’assist decisivo ed ha corso per 4. Da Piccoli che continua a mancare di freddezza al tiro ma ha lottato come un leone ed inchiodato la Lazio alla bandierina del calcio d’angolo per quasi tutto il tempo di recupero, a Fazzini che non è stato molto preciso ma si è dannato l’anima correndo e rincorrendo chiunque ed arrivando a raddoppiare su ogni discesa offensiva avversaria. Da Rugani, che ha dato tranquillità difensiva e buone letture, fino al giovane Balbo che è entrato in campo con quella grinta, quella voglia, quell’applicazione che vorremmo vedere in ogni calciatore della Fiorentina.

Fatemi però chiudere questa considerazione con un giocatore che è la fotografia perfetta del calcio italiano odierno. Mentre si continua ad indicare i nomi per la prossima presidenza FIGC, ieri Cher Ndour ha mostrato a tutti cosa veramente serve ai giovani italiani del nostro calcio: GIOCARE, GIOCARE ED ANCORA GIOCARE!!! Un ragazzo del 2004, che ha fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili, ha avuto il coraggio o forse la necessità di andare all’estero per provare a fare nuove esperienze e per avere l’opportunità di misurarsi nel calcio dei grandi. Poi, dopo qualche anno fuori, ha deciso di tornare in Italia, a Firenze. Nella scorsa stagione ed all’inizio di questa, era ancora un oggetto per i più sconosciuti, né carne né pesce poi però, grazie anche agli infortuni degli altri centrocampisti, ha guadagnato minuti e fiducia ed ora, dopo una stagione da protagonista, possiamo tranquillamente dire senza timore di smentita che è diventato un calciatore importante per il presente e per il futuro della Fiorentina. Ma perché è successo tutto questo? Semplice….perché Ndour ha giocato, ha sbagliato, si è migliorato, ha fatto esperienza.

Quanti altri Ndour ci sono a giro per l’Italia o ci sono stati e si sono già persi perché non hanno mai giocato scavalcati dallo straniero di turno?

4 pensieri su “Il Veliero è quasi in porto

  1. Il debutto di Rugani con la maglia della Fiorentina è stato terrificante (non che prima di venire qui avesse fatto molto meglio).
    Colui che l’ha sostituito ieri (Pongracic) ieri sera al primo pallone che ha toccato anziché spazzarlo in avanti ha avuto la geniale idea di passarlo in orizzontale a Dodò, con il rischio che un attaccante laziale si infilasse tra loro 2, arpionasse il pallone e si involasse verso la porta. Anche nel suo caso non è la prima volta: indimenticabile ad esempio la sua prestazione horror contro il Milan a San Siro, quando solo nel primo tempo fece 3 lanci verso il centro del campo anziché verso le fasce: anche in quel caso solo per miracolo quei 3 palloni non finirono sui piedi degli avversari.
    Comuzzo nell’ultima partita di Conference è stato fatto entrare all’82’, nella convinzione che con così pochi minuti a disposizione non avrebbe potuto fare danni. Niente di più sbagliato: poco dopo si è perso un giocatore del Crystal Palace, e ovviamente quest’ultimo ne ha approfittato per fare gol. Anche nel suo caso non era la prima volta: indimenticabile ad esempio un retropassaggio fortissimo e nello specchio della porta che fece contro il Mainz, e che per poco non diventò autogol. Come nel caso delle papere di Pongracic si tratta di errori da principianti, che nessun professionista dovrebbe mai fare.
    Ho fatto questi esempi per farti capire che la storia per cui la rosa della Fiorentina non poteva retrocedere per la qualità dei calciatori è una grossa bufala. Nei miei esempi mi sono limitato al reparto più debole (la difesa), ma se allarghiamo il discorso agli altri reparti il discorso non cambia molto: ad esempio, Piccoli non ha niente in più di uno Stulic qualsiasi. 
    Proprio perché avevamo una rosa molto scarsa, l’unica maniera per salvarci era ingaggiare un grande allenatore, e per fortuna l’abbiamo trovato. Alla luce del miracolo sportivo che ha compiuto, ho trovato molto irrispettosa l’ovazione che lo stadio ha riservato ieri a Sarri, con il chiaro intento di invitarlo a venire da noi il prossim’anno. Potevamo risparmiarci questa leccata di culo anche perché Sarri non verrà mai a Firenze, dato che lui e Paratici si odiano a morte. Tutto è nato all’inizio della stagione in cui lavorarono insieme alla Juve: Sarri aveva deciso di escludere Emre Can dalla lista Champions’, e si aspettava che fosse il nostro attuale ds a comunicarglielo. Paratici invece disse giustamente “No, l’hai escluso te e glielo dici te”, e questo mancato supporto ha creato una frattura tra i 2 che non si è mai ricomposta (fonte: https://www.europacalcio.it/juventus-sarri-paratici-emre-can-214655/).
    Tu dici che Gosens è stato penalizzato da una tendinite. Io invece temo che la realtà sia un’altra: secondo me ha finito il fiato. I giocatori come lui (che difendono e attaccano a tutto campo) si usurano più precocemente rispetto agli altri, e quindi già alla sua età non reggono più i ritmi. Ieri sera si è visto benissimo, perché Cancellieri l’ha fatto a fette (soprattutto ad inizio partita). Se ti ricordi avemmo lo stesso problema anche con Callejon: aveva 33 anni quando venne da noi, ma per un giocatore del suo ruolo erano già troppi. E infatti a Firenze giocava da fermo (cosa che un’ala non può assolutamente fare, perché il suo ruolo presuppone continue sgroppate sulla fascia per poi tentare il cross in area).
    P.S: Quando ho criticato i nostri difensori non ho citato Ranieri, ma questo non significa che voglia continuare a vederlo a Firenze. Al contrario, per me è il primo che deve fare la valigia, perché quest’anno tra simulazioni, reazioni rabbiose dopo la sostituzione e tentativi di abbandonare la nave a Gennaio ha fatto tutto ciò che un capitano non dovrebbe mai fare. Volendo ci potremmo aggiungere anche la rissa con Mandragora e Kean a Reggio Emilia, ma non è mai stata provata, quindi per quella concediamogli il beneficio del dubbio. Comunque, anche senza quella ce n’è abbastanza per dire che l’anno prossimo deve andare altrove. Vada pure alla Lazio, dove sarebbe già andato se non fosse saltato il trasferimento di Romagnoli in Arabia. Voglio proprio vedere come reagiranno i tifosi laziali se dovesse ripetere a Roma ciò che ha fatto a Firenze.

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    • Ciao Wwayne, io invece non vedo perché non si possa salutare con affetto un allenatore che ha sempre professato la fede viola, il cui nonno aveva l’abbonamento in maratona ed abitava in Viale dei Mille. Quanto poi alle storie tra lui e Paratici, le parole di entrambi ascoltate ieri sera mi sembra facciano capire che gran parte di questi problemi siano stati ingigantiti dai media e forse anche già superati. Quanto alla rosa infine, io crede semplicemente che fosse una rosa sopravvalutata ma che valeva ampiamente una posizione tra l’ottava e la decima.
      PS: Il discorso della tendinite è stato svelato direttamente dal calciatore ieri sera che, non appena uscito, ha dovuto mettere la borsa del ghiaccio sul tendine d’achille. Ciò detto, anche secondo me il contachilometri inizia a parlare chiaro……

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      • Una cosa che mi ero scordato di dire: l’unico lato positivo dell’orrenda stagione di Comuzzo è che indirettamente ha favorito l’esplosione di Ndour. Cerco di spiegarmi meglio.
        A inizio stagione la Fiorentina giocava con il 3 – 4 -3: Pongracic, Comuzzo e Ranieri in difesa, Dodò, Fagioli, Mandragora e Gosens a centrocampo, Parisi, Gudmundsson e Kean in attacco. Poi le prestazioni di Comuzzo sono diventate indifendibili, e a quel punto Vanoli ha dovuto ridisegnare la squadra con un modulo che permettesse di fare a meno di lui. E’ quindi passato al 4 – 3 – 3, con Dodò, Pongracic, Ranieri e Gosens in difesa, Fagioli, Mandragora e Ndour a centrocampo, Parisi, Gudmundsson e Kean in attacco. E così Ndour ha trovato una maglia da titolare che con il vecchio modulo sarebbe rimasta per sempre un miraggio. Insomma, non tutto il male viene per nuocere! 🙂

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