Come troppo spesso ormai accade con la nostra amata Fiorentina, anche in questo weekend prima di scrivere sul mio blog ho avuto bisogno di riflettere e di ritrovare lucidità e serenità. Quando mi sembrava di essere pronto però, i viola hanno voluto esagerare decidendo di esonerare “il solo ed unico candidato preso in considerazione per il ruolo di mister” Fabio Grosso per richiamare Paolo Vanoli, il vero artefice della miracolosa salvezza della scorsa stagione. In questo eterno rincorrersi di eventi sempre uguali a sé stessi, dopo la sconfitta contro il Torino ci siamo ritrovati, esattamente dopo 12 mesi, nella medesima situazione terribile. È cambiato il direttore sportivo, è cambiato l’allenatore, è cambiata la quasi totalità dei calciatori che indossano la maglia viola ma la Fiorentina è nuovamente una squadra senza identità, senz’anima, senza né capo né coda e, fortunatamente con più tempo a disposizione, è stato richiamato Vanoli, l’unico che era riuscito a mettere ordine nello spogliatoio viola e dare un senso logico alla squadra in campo.
Certo adesso si deve ricominciare daccapo perché, come cercherò di descrivere, abbiamo problemi in ogni zona del campo ed in ogni situazione si possa presentare nei 90 minuti. Fabio Grosso, che alcuni commentatori difendono (vedasi Sky) perché avrebbe avuto poco tempo per lavorare con la rosa a disposizione, ha due responsabilità evidentissime: la tenuta difensiva e la condizione atletica della squadra. Il reparto arretrato ed il centrocampo infatti, sono stati messi a disposizione del mister fin dalla fine del mese di luglio ma il lavoro non ha dato i frutti sperati. Partendo dalla difesa, Grosso nelle tre gare di campionato ha sempre cambiato gli interpreti ma gli errori si sono ripetuti con continuità: la Fiorentina ha dimostrato di non sapere e di non riuscire a difendere di reparto, evidenziando che la squadra non marca a uomo, non difende a zona, ma soprattutto non si muove mai insieme. Non solo, ma se guardiamo all’atteggiamento dell’intera squadra in queste gare non abbiamo capito quale fosse l’idea di calcio: la linea dei difensori non era alta come con Italiano, né bassa come con Palladino, i centrocampisti non riuscivano mai a stringere verso il centro per compattarsi e fare filtro davanti alla difesa, gli attaccanti provavano a pressare gli avversari singolarmente ed ognuno a modo suo. Inoltre siamo stati capaci di prendere gol di testa e di piede, da fuori e da dentro l’area piccola, in ripartenza ed a difesa schierata, insomma un disastro!!
La fase offensiva è stata indubbiamente condizionata dal ritardo con cui sono arrivati gli esterni, tra l’altro calciatori che giocano a piede invertito, cosa questa che non aiuta il centravanti. Pellegrino infatti, primo erede designato di Kean, è fortissimo di testa ma con gli esterni a piede invertito, se non si manda sul fondo i terzini o si cerca il terzo uomo con l’inserimento del centrocampista, riceve ben pochi palloni utili. Non parliamo poi delle palle inattive: sudiamo freddo ogni volta che gli avversari calciano corner o punizioni, noi invece non siamo mai stati pericolosi nonostante nella squadra siano stati inseriti centimetri in tutte le zone del campo.
Chiudiamo poi con quella che a Firenze sembra diventata una barzelletta, cioè la condizione atletica della squadra. Così come con Pioli lo scorso anno, anche con Grosso la Fiorentina arriva sempre seconda sulla palla, sembra avere meno resistenza degli altri, appare spenta e senza brillantezza. Una coincidenza incredibile che inizia ad essere una cosa ricorrente.
Si chiude dunque in fretta la parentesi Grosso a Firenze, una parentesi talmente breve da fare invidia a Gattuso e Vierchowood, una parentesi che ha però anche un altro padre, cioè Fabio Paratici. Il Direttore della Fiorentina infatti, dopo aver iniziato la campagna acquisti in modo fulmineo, si è oggettivamente incartato su Kean ed ha colpevolmente ritardato l’arrivo dei calciatori più importanti per il gioco di Grosso, cioè gli esterni offensivi. E’ chiaro che da qui si è incrinato qualcosa nel rapporto tra i due e ne è dimostrazione anche il glaciale comunicato stampa con cui è stata ufficializzata la separazione. Il mercato ha comunque disegnato una Fiorentina incompleta, con l’assenza di almeno un centrocampista che faccia filtro davanti alla difesa, una retroguardia con innesti molto giovani o reduci da gravi infortuni ai quali manca una guida: credo infatti che la più grave mancanza, già denotata nella scorsa stagione, sia quella di leaders riconoscibili in campo e nello spogliatoio, di gente che si carichi sulle spalle la squadra nei momenti di difficoltà, che sappia trasmettere tranquillità, forza ed entusiasmo. E se non abbiamo calciatori che lo sanno fare, allora seve un mister con queste caratteristiche: in questo senso credo che Paolo Vanoli sia la scelta migliore in questo momento.
A voi per i commenti!
