Autore: lungo76
Il buono, il brutto, il cattivo
NAPOLI – FIORENTINA = 2 – 3
E’ la più bella impresa dell’anno! La Fiorentina, contro un Napoli che doveva continuare la corsa per lo scudetto, ha vinto una partita che resterà nella memoria e nei cuori dei tifosi per anni. Senza Torreira, Odriozola e Bonaventura, i ragazzi di Italiano tornano dal Maradona con tre punti fondamentali nella corsa per l’Europa vista anche la contemporanea caduta dell’Atalanta. L’inizio della gara non aveva fatto presagire il meglio, ma l’organizzazione e la personalità dei ragazzi messi in campo da Vincenzo Italiano, hanno dimostrato che a volte non basta aver maggior talento per vincere le partite. Quando all’inizio della ripresa Spalletti ha avuto la possibilità di pescare in panchina Lozano e Mertens, il Napoli avrebbe dovuto soverchiare, anzi spazzare via la squadra viola ed invece no! La Fiorentina ha vinto in trasferta a Napoli grazie al primo gol di Ikonè, alla magia di Cabral, alla sapienza tattica di un preziosissimo Kokorin che negli ultimi 10 minuti è stato scaltro nel tenere palla nella metà campo avversaria. Senza contare la crescita esponenziale non solo di Igor (ormai diventato un muro invalicabile), ma anche di Amrabat e di Maleh. Sarà difficile trovare qualcuno da premiare più di altri, ma ci proviamo:
IL BUONO
- Italiano: chiamatelo mago, chiamatelo profeta, chiamatelo come volete io so solo che è il maggior artefice di questa meravigliosa stagione viola. Se la Fiorentina, dopo tre stagioni indecenti, è tornata sulla cartina del campionato italiano, è grazie al lavoro del tecnico che, in occasione di una delle trasferte più difficili dell’anno, non solo deve fare a meno di tre pedine fondamentali, ma addirittura rispolvera Kokorin! I Viola giocano un calcio bello, ma non fine a sé stesso, creano occasioni, portano a casa tre punti di platino nella corsa per l’Europa. Cosa aspettiamo a rinnovargli il contratto?
- Cabral : per alcuni era grasso, per altri era goffo, adesso spero solamente di ascoltare il loro silenzio. Gioca una partita di grandissimo sacrificio, “pulisce” decine di palloni sparatigli addosso dai difensori viola, lotta senza paura contro Koulibaly, miglior difensore della Serie A. Segna poi un gol fantastico, scherzando la difesa avversaria e trafiggendo Ospina sul palo lontano. Abbiamo notizia di qualcuno dei contestatori?
- Nico Gonzalez: ma che diavolo di giocatore ci hanno comprato? Interpreta una partita perfetta allungando gli spazi, attaccando quando serve, andando al tiro. Arriva addirittura a segnare la seconda rete consecutiva iniziando a migliorare in quello che finora è stato il tallone d’achille, la concretezza. Gioca una partita totale, conduce i viola a rispondere colpo su colpo. Immenso.
- Igor: dopo essersi messo in tasca quasi tutti i migliori attaccanti del campionato, stavolta tocca ad Oshimen. Siccome però il centravanti del Napoli è veramente uno speciale, nonostante la prova sontuosa del brasiliano, dapprima offre l’assist del pareggio a Mertens e poi segna il gol che restituisce speranza a Spalletti e soci grazie anche ai crampi che hanno colpito Igor. Considerando inoltre il piede educato, credo sia necessario costruire la difesa del futuro sulla coppia centrale di oggi. Bellissima conferma.
- La squadra: da Biraghi a Milenkovic, da Amrabat a Maleh, da Ikoné a Venuti fino a Saponara, voglio fare i complimenti a tutti i protagonisti di una domenica da ricordare. Le assenze, i cartellini gialli, i punti di differenza in classifica, non hanno fermato la voglia, l’abnegazione, l’amore che questi ragazzi stanno dimostrando per la nostra maglia, per la nostra città, per il proprio allenatore. Comunque vada, GRAZIE!
IL BRUTTO
- Il primo quarto d’era dei due tempi: se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell’uovo, all’inizio di entrambe le frazioni la Fiorentina ha trovato difficoltà soprattutto nel ripartire. Venuti a destra e Duncan a sinistra sono stati spesso schiacciati dai diretti avversari, Amrabat ha fatto fatica a far sgorgare il gioco, ma poi i viola hanno trovato le giuste contromisure ed hanno portato a casa i tre punti. Ed allora… chi se ne frega!!
A più tardi con il Corner Viola!
Che si gioca??
Il sorpasso in vetta non è arrivato ma la lotta per la leadership è sempre più avvincente con quattro giocatori in tre punti!
Il derby d’Italia è stato azzeccato da pochi di noi ma chi ci è riuscito, come l’Argentino Fiorentino, ha rosicchiato punti ed adesso è salito sul podio a tre lunghezze dal primo posto. Da dietro, zitto zitto, sta rimontando anche il Meneghino di Paderno Dugnano che sogna la zampata finale come già accaduto la scorsa stagione. Riuscirà a replicare l’impresa? Intanto andiamo a vedere la classifica aggiornata grazie al consueto lavoro proprio di Carlo:
| Lungo 57 |
| Joe il Pistoiese 55 |
| Luchino il diavolo rossonero e Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 54 |
| Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 48 |
| Bomber Siiimo 41 |
| Niccolò 32 |
| Francesco il Meneghino Junior 25 |
| Sandrino il Bressesino 17 |
| Salva il Molisano 8 |
| C’era una volta Alan 0 |
Stavolta per la gara da giocare tutti, ci spostiamo in Premier League:
La gara più scontata: ROMA – SALERNITANA = 1
La compagine di Mourinho, prima della sconfitta di ieri sera, veniva da 10 risultati utili consecutivi tra cui un derby stradominato dall’inizio alla fine. Anche nella trasferta norvegese, con un portiere un pò più attento, i giallorossi avrebbero potuto portare a casa almeno un pareggio ma in campionato ultimamente non si sbaglia un colpo. Nonostante l’assenza di Pellegrini, squalificato dopo un giallo ridicolo nell’ultima gara, la Roma è troppo più forte di una Salernitana che sembra ormai aver mollato. Sabatini ha provato ad allestire una compagine degna di questo nome nel mercato di gennaio, ma come al solito la fretta è cattiva consigliera. 1 fisso e Roma ancora in striscia!
La partita da NON giocare: SASSUOLO – ATALANTA
Mi sto accorgendo che spesso metto la squadra di Gasperini in questa sezione della rubrica, ma effettivamente mi sembra la compagine maggiormente soggetta ad alti e bassi anche a causa delle assenze. Di fronte avrà Dionisi ed i suoi che, quanto a continuità, non se la passano molto meglio. A tutto ciò dobbiamo aggiungere la gara di Lipsia giocata ieri ed il mercato già aperto dal DS Carnevali sulle pagine de “La Gazzetta dello Sport” di stamattina. Probabilmente ci divertiremo, sicuramente non la giocherò!
La sorpresa della giornata: MANCHESTER CITY – LIVERPOOL = 2 (Risultato 1 – 2)
Bei tempi quando la Serie A era il campionato più bello del mondo, in cui attiravamo i migliori calciatori! Adesso non è più così e chissà se mai ritorneremo a quei livelli…. mentre pensiamo ai tempi che furono, vi metto alla prova nella competizione più spettacolare e più divertente. Si fronteggiano due dei tecnici migliori al mondo, interpreti però di un calcio piuttosto differente. Pep Guardiola chiede alla squadra un gioco più orizzontale, con un fraseggio più insistito, Klopp invece chiede di lavorare per una veloce riconquista della palla ed una verticalizzazione più rapida. A parte le differenti visioni filosofiche, avremo l’occasione di vedere ancora una volta alcuni campioni che stanno incantando tutte le platee mondiali. Io credo che il Liverpool vincerà perché è in un momento migliore, ha grandissimo entusiasmo e Klopp è uno dei pochissimi tecnici che ha uno score vincente nei confronti di Pep. Inoltre il City sembra in calo, in campionato ha dilapidato un vantaggio consistente ed anche in Champions ha faticato non poco. Reds vittoriosi e sorpasso effettuato!
A voi per i pronostici!
Onestà intellettuale ne abbiamo?
Se c’è una cosa che negli ultimi anni mi sta letteralmente facendo salire il sangue al cervello è la disonestà intellettuale. Ma c’è qualcuno che è riuscito ad andare oltre: accusare gli altri di disonestà intellettuale quando ne è uno degli esempi migliori (si fa per dire).
Tra i tantissimi personaggi che negli ultimi anni hanno sostenuto le ipotesi più disparate senza circostanziare mai le proprie affermazioni, uno si sta sinceramente superando, l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri. Poiché il sottoscritto invece parte sempre dai dati, dallo studio, dall’approfondimento, ripercorrerò l’epopea allegriana delle ultime stagioni attraverso interviste, risposte date o mancate, risultati ottenuti non solamente sul campo ma anche relativamente ai calciatori allenati.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la risposta ai giornalisti in occasione della conferenza stampa tenutasi al termine della gara Juventus-Villareal di Champions League: il mister bianconero, punzecchiato dai giornalisti in merito all’evidente fallimento stagionale, ha accusato loro di essere disonesti intellettualmente poiché la Juve era già uscita altre volte agli ottavi, è ancora in corsa per il quarto posto in campionato ed in semifinale di Coppa Italia. Posto che da tifoso viola, il fatto che la Juve abbiamo come massimo obiettivo l’ultimo strapuntino per la Champions dell’anno successivo e la vittoria della Coppa Italia mi mette di buon umore, tutto ciò è sinceramente inascoltabile. Una proprietà che, nel mercato di gennaio, acquista uno dei migliori prospetti europei in mezzo al campo ed il capocannoniere del campionato italiano, non può certo accontentarsi delle briciole…. considerando poi che questi investimenti sono stati resi possibili da un’extra budget che probabilmente avrà ripercussioni sulla campagna estiva ed ha già portato alla rinuncia a Dybala. Ma che la serenità e l’analisi della gara fosse sfuggita al tecnico livornese, lo avevamo già capito quando aveva giustificato la debacle interna con l’atteggiamento ostruzionistico del Villareal che si era difeso con 10 giocatori sotto palla tutta la partita!! Ma Allegri non era il teorico del “cortomuso” neologismo sbarcato addirittura sulla Treccani? Quindi se lo fai te è un’arma tattica, se lo fanno gli altri è ostruzionismo al gioco?
Se però non vogliamo parlare di tattica e di atteggiamento della squadra, ma vogliamo affrontare la crescita dei calciatori presi singolarmente, mi permetto di riportare le statistiche di un calciatore che a Firenze conosciamo bene, Dusan Vlahovic. L’illuminante articolo che trovate qui è la fotografia non certo di un fallimento, ma quantomeno di una netta involuzione che può essere certamente spiegata in parte dal necessario adattamento alla nuova squadra, ma determinati numeri sono allarmanti (non certo per me). La media gol ad esempio, è passato da 0,83 a 0,41, tira molto meno in porta ed inizia anche a soffrire dei primi acciacchi in carriera. Diversi carichi di lavoro? Marcature più strette? Certamente sarà anche così, ma credo che il maggior problema con il quale il calciatore si scontra sia la povertà di una manovra che si basa quasi esclusivamente sulle scorribande di Cuadrado e sui veli di Morata. Insomma niente di paragonabile rispetto al gioco corale ed organizzato che lo ha certamente aiutato in maglia viola. Siamo soliti pensare che un calciatore, quando arriva in una squadra più forte, dovrebbe essere avvantaggiato dalla maggiore qualità dei propri compagni. La qualità poi, dovrebbe anche aiutare a giocare meglio, ma l’aspetto estetico del gioco del calcio sappiamo non essere in cima ai pensieri di Max. Immagino però che sia un discorso troppo noioso per un allenatore che, appena richiamato sulla panchina della Juve, disse che non si era aggiornato nei due anni senza panchina ed aveva guardato pochissimo calcio.
L’apoteosi però è stata raggiunta la scorsa settimana. Nel corso di un’intervista pubblicata da GQ, il tecnico della Juventus ha definito Pep Guardiola “un furbacchione” poiché tutti lodano la sua costruzione dal basso, ma poi “ha preso un portiere come Ederson che effettua rilanci di 80 metri”. Con una semplicissima ricerca sul web (non importa nemmeno perdere il tempo di guardare le partite!!!) possiamo sapere che il Manchester City è in realtà la squadra che in tutta la Premier League effettua meno lanci lunghi dal portiere. Al netto dell’opinione personale sul calcio espresso dalle squadre di Guardiola, sarebbe quantomeno corretto citare dei dati reali per confutare le tesi degli altri o addirittura per giudicarne il lavoro. Immagino però che anche studiare i numeri, i dati e le altre squadre sia troppo noioso per il nostro maestro di calcio. Ciò che trovo sinceramente sconcertante però, non è solamente la risposta di Allegri, quanto anche l’assoluta mancanza di contestazione di un’affermazione falsa. Un giornalista credo dovrebbe confutare affermazioni false attraverso un lavoro di ricerca, di studio e di approfondimento, proprio quello che stiamo cercando di fare su questo blog da quando è nato.
Sarà per questo che ancora oggi trovo eccezionale il coraggio di Daniele Adani che non le ha mandate a dire ad Allegri invitandolo più volte a spiegare il proprio calcio e le proprie scelte. Adani non è un giornalista ma ha fatto ciò che si dovrebbe sempre fare con gli allenatori come con i politici, con gli ingegneri come con i dottori, chiedere di spiegare perché si fanno certe scelte e cosa c’è dietro. Che male c’è? Forse il problema sta proprio qua: saremmo finalmente consapevoli.
Corner Viola 52 puntata Analisi Fiorentina Empoli e la prova di Cabral
Il buono, il brutto, il cattivo
FIORENTINA – EMPOLI = 1 – 0
La Fiorentina conquista tre punti tanto importanti quanto sofferti contro un Empoli che non ha assolutamente demeritato. Se solo fosse stato convalidato il gol di Di Francesco nel primo tempo probabilmente adesso staremmo parlando di un’altra gara, ma il VAR ha sottolineato il fallo di Pinamonti e dunque i viola sono riusciti a tenere il ritmo della Lazio e della Roma. Abbiamo assistito ad una gara dai due volti con un primo tempo molto equilibrato ed una ripresa che è inevitabilmente svoltata con il rosso a Luperto. Già trovarsi un uomo in più era importante, riuscire addirittura a trovare il vantaggio sulla punizione conseguente è stata la chiave di volta del match. Purtroppo però, i viola non sono riusciti a chiudere i giochi con il raddoppio ed ancora una volta al Franchi è andata in scena la paura soprattutto nei minuti finali quando Terzic è stato più volte messo in difficoltà dai calciatori dell’Empoli: menomale che, a differenza dell’andata, la dea bendata ha dato una mano alla Fiorentina che dunque riesce a rimanere attaccata al gruppone con vista Conference League.
IL BUONO
- Castrovilli: la crescita del numero 10 viola dall’inizio della stagione è sinceramente impressionante. Pur non avendo così tanto campo davanti da cavalcare, si sta trasformando in un calciatore completo: strappa spesso in avanti, danza sul pallone, effettua cambi di campo meravigliosi. Gli manca ancora la sfacciataggine di tirare in porta anche da fuori, ma la maturazione è assolutamente da rimarcare. Da diverse partite sempre tra i migliori in campo, decisivo sia in fase offensiva che difensiva. Ben venga il rinnovo di contratto!
- Nico Gonzalez: aveva giocato un primo tempo confusionario e senza costrutto, pesticciando qua e là senza mai risultare decisivo. Poi però in un minuto decide il match: dapprima costringe Luperto al secondo giallo con l’ennesima serpentina e poi segna il gol vittoria su assist di Biraghi. Imprescindibile lo è sempre stato, se poi inizia anche a fare rete allora…. Indispensabile.
- La coppia Igor-Milenkovic: dopo alcune prove di assestamento, adesso sono la colonna portante della squadra. Uno mancino l’altro destro, uno più rapido l’altro marcatore puro, uno ottimo di testa, l’altro più bravo tecnicamente. Ad inizio anno nessuno avrebbe scommesso né sulla crescita esponenziale del brasiliano, né sulle motivazioni ferree del difensore serbo così amico di quello che adesso indossa la maglia da carcerato. A Napoli per la prova del 9!
IL BRUTTO
- Terracciano: forse ci siamo dimenticati che è un portiere che, passata la trentina, non ha mai fatto il titolare in serie A. Forse ci ha abituato un pò male con prove che nessuno di noi si aspettava o semplicemente ci siamo innamorati della favola di un ragazzo serissimo arrivato quasi per caso alla titolarità. Fatto sta che, con le topiche di oggi, gli errori iniziano ad essere veramente troppi per poter pensare di confermarlo tra i pali nella prossima stagione. Nel primo tempo rischia di farsi rubare la palla dai piedi in fase di rilancio, smanaccia malamente un paio di cross, non dà mai sicurezza al reparto. Grazie di tutto, ma l’anno prossimo per favore restituiamogli il ruolo che ha sempre avuto: il miglior dodicesimo del campionato.
- Terzic: quando qualcuno continua a chiedersi ed a chiedere perché Biraghi gioca sempre senza tirare mai il fiato, per favore riguardi in loop gli ultimi minuti di oggi contro l’Empoli in casa ed in superiorità numerica con il suo sostituto in campo. E poi taccia.
- Corsi: uno dei dirigenti più illuminati del calcio italiano si distingue sempre per simpatia e gioiosità quando incontra la Fiorentina. Ha da ridire su tutto, protesta ad ogni decisione arbitrale, in tribuna regala uno spettacolo teatrale del quale nessuno sentiva la necessità. Ci vediamo alla prossima simpaticone!
A domani con il Corner Viola!
Che si gioca??
La sosta del campionato ha creato ancora più attesa per la pubblicazione della nuova classifica che si rivela sempre più avvincente ed appassionante.
L’inaspettato pareggio del Greuther Furth in Bundesliga fa registrare un weekend col segno meno per il capoclassifica ed i diretti inseguitori ne approfittano arrivandogli ad un’incollatura di distanza. Il Diavolo Rossonero è ormai ad una sola lunghezza, ma anche Joe il Pistoiese, con i quattro punti guadagnati, rimette nel mirino il Lungo. A centro classifica torna a salire il Meneghino di Paderno Dugnano nella speranza di replicare l’incredibile rimonta riuscita nella scorsa stagione e proprio grazie al suo lavoro andiamo a vedere i numeri della classifica aggiornata:
| Lungo 56 |
| Luchino il diavolo rossonero 55 |
| Joe il Pistoiese 54 |
| Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 50 |
| Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 44 |
| Bomber Siiimo 40 |
| Niccolò 31 |
| Francesco il Meneghino Junior 26 |
| Sandrino il Bressesino 18 |
| Salva il Molisano 9 |
| C’era una volta Alan 0 |
Non poteva mancare il derby d’Italia tra le gare da giocare:
La gara più scontata: PORTO – SANTA CLARA = 1
Visto che nell’ultima tornata di pronostici sono caduto sulla Bundesliga, ci riprovo sempre fuori dai confini nazionali ma mi sposto in Primeira Liga. Da quando sono bambino, nel mio immaginario Porto e Benfica sono sempre state le squadre imbattibili in Portogallo e credo che almeno in parte sia ancora vero. Di Santa Clara poi, conosco solamente la città cubana in cui ha sede il mausoleo dell’eroe Che Guevara e siccome non mi sembra fosse un titolare della nazionale argentina allora…. 1 fisso e Porto ancora al comando della classifica!
La partita da NON giocare: ATALANTA – NAPOLI
Credo innanzitutto che sarà una bella partita, anche se questo non aiuta molto nel pronostico. Le compagini dei simpaticissimi Gasp e Spalletti giocano sinceramente un gran bel calcio, hanno ottime individualità ed hanno anche trovato una discreta solidità difensiva che li porterà anche quest’anno in Europa. Mentre a Bergamo per la prima volta dopo alcune stagioni probabilmente resteranno fuori dalla Champions, a Napoli si sogna addirittura lo scudetto. Ed allora questo stimolo sarà gestito al meglio nello spogliatoio della squadra di De Laurentis oppure bloccherà testa e gambe come già successo in quel famoso Fiorentina Napoli? E l’Atalanta crede alla rimonta sulla Juventus oppure proverà a vincere l’Europa League? In attesa di risposte che arriveranno solamente a fine partita, lascio a voi l’ardua sentenza.
La sorpresa della giornata: JUVENTUS – INTER = X (Risultato 1 – 1)
Il derby d’Italia ha sempre un fascino particolare che nessuna Superlega riuscirà mai a cancellare. Il risultato che ho pronosticato sancirebbe probabilmente la vittoria dello scudetto da parte del Milan, compagine che fino ad oggi è riuscita a gestire meglio tutte le difficoltà che ha incontrato durante la stagione e dunque credo sarebbe, almeno fino ad oggi, l’esito più giusto. La gara mette di fronte la squadra che gioca il peggior calcio d’Italia (a parte il Parma di Beppe Iachini) guidata da un allenatore che parla di Guardiola a vanvera ed un’Inter che è nel momento più buio dell’anno. La compagine di Simone Inzaghi ha perso quelle certezze che le avevano permesso di riportarsi in testa alla classifica e soprattutto ha perso brillantezza negli uomini cardine. La Juventus invece, è tornata ad essere una delle migliori difese del campionato ed ora trova il gol con più continuità: una vittoria potrebbe addirittura proiettarla sul podio della Serie A, ma sinceramente non ci voglio nemmeno pensare. Tra i bianconeri mancheranno solamente i lungodegenti Chiesa e Mckennie, mentre l’Inter deve ancora decidere se rischiare De Vrij. Prevedo una partita piuttosto bloccata e con poche occasioni da rete, a meno che non arrivi rapidamente un gol magari con un’azione da palla inattiva. Per me pareggio e Pioli che gongola!
A voi per i pronostici!
Corner Viola 51 puntata La corsa all’Europa riparte con il derby!
BarLungo con Simone: Riarmiamoci e partite!
Mentre la guerra in Ucraina non accenna a fermarsi, anche in Italia si è acceso il dibattito intorno all’aumento delle spese militari fino all’obiettivo del 2% del PIL. Con Simone Pesucci proviamo a capire a cosa possono servire questi soldi, quanto spendiamo già oggi per la nostra difesa nazionale e come massimizzare questo possibile investimento.
Buon ascolto!
Il buono, il brutto, il cattivo in maglia azzurra
TURCHIA – ITALIA = 2 – 3
Una partita del tutto inutile dal punto di vista del risultato lascia comunque alcune indicazioni che meritano di essere raccontate. Come giustamente ha detto il CT Mancini a fine gara, la delusione per la mancata qualificazione ai mondiali del Qatar resterà almeno fino alla fine delle partite che si giocheranno a dicembre, ma adesso è doveroso ripartire con un gruppo nuovo e con le motivazioni giuste per raggiungere i campionati europei prima ed i mondiali del 2026 poi. I vergognosi abbandoni alla nazionale che si sono succeduti nei giorni precedenti alla trasferta in Turchia, simbolo anch’essi della debolezza della FIGC in questo momento, non hanno inficiato sulla prestazione di una squadra che ieri sera ha giocato una partita seria, con l’atteggiamento giusto ed anche finalmente con alcune individualità importanti che stanno via via sbocciando grazie soprattutto a quelle squadre, come il Sassuolo e l’Atalanta, che puntano sul gioco e sui calciatori italiani. La strada è lunghissima e la flebile luce intravista ieri sera in una gara inutile non deve certamente illudere, ma la speranza è che lo schiaffo subìto sia stato così grande da meritare una risposta importante da parte di tutto il movimento, Federazione in testa.
IL BUONO
- Raspadori: ha l’argento vivo addosso, gioca una partita totale rischiando spesso la giocata e vincendo quasi sempre l’uno contro uno. Segna due reti mostrando una freddezza quasi innaturale rispetto alla propria età dimostrando ancora una volta che anche nel calcio italiano i talenti ci sono! Solo che, come tutti i giovani, hanno bisogno di giocare, di essere liberi di sbagliare, necessitano di tempo per imparare a misurarsi con il calcio dei cosiddetti grandi e con le situazioni diverse del calcio professionistico. Quando lo capiranno i club italiani?
- Cristante: il centrocampista che non vedi mai, ma che spesso fa la differenza. Al netto della rete del pareggio, interpreta il ruolo del centrale di centrocampo in modo molto diverso da Jorginho ma è uno dei migliori. Sempre posizionato perfettamente in fase difensiva, sradica diversi palloni ai calciatori avversari cercando di far ripartire l’azione con costrutto. In un centrocampo con meno estro e più muscoli può risultare fondamentale nel nuovo corso azzurro. Perennemente sottovalutato.
- Biraghi: chi mi conosce lo sa, il terzino della Fiorentina non è certamente uno dei miei calciatori preferiti ma stavolta merita un elogio particolare. Grazie all’interpretazione della gara da parte dei compagni di reparto, con un De Sciglio a destra che spesso si ferma a fare il terzo centrale, ha piena libertà di azione e gioca una partita quasi prettamente offensiva nascondendo così i suoi limiti difensivi (vedasi il gol subìto dal proprio lato). Instancabile nelle sovrapposizioni, riesce anche a servire due assist da palla ferma e di testa. Esame superato!
IL BRUTTO
- Zaniolo: il cosiddetto talento della Roma deve decidere cosa vuole fare da grande. Il calciatore, la statua, il modello o cosa? Gioca una partita anonima, non attacca e non difende, sparacchia in modo presuntuoso tiri da 40 metri, non assiste mai i compagni di reparto. Pur avendo colpi eccezionali, come dimostrato in alcune occasioni, sembra entrato in un tunnel in cui rischia di perdersi. Non si capisce quale sia la posizione in cui rende meglio, appare abulico e svogliato. Salvate il soldato Zaniolo!
- Donnarumma: se Zaniolo piange, il portiere non ride. Combina una topica importante in occasione della rete subìta, ma ciò che rischia qualche minuto dopo con i piedi è degno di “Mai dire gol”. Si riscatta parzialmente con alcune ottime parate ed una da fenomeno in chiusura di partita che salva la vittoria azzurra. Dà la netta sensazione di aver perso tranquillità e serenità soprattutto perché continua ad essere fortissimo negli interventi in cui conta l’istinto e la reattività, ma quando serve il cervello tutto cambia. Necessario ritrovarlo il prima possibile!
- I facili entusiasmi: dopo una vittoria assolutamente inutile ed una delusione come quella della scorsa settimana, sentire qualche pifferaio magico che parla già di segnali di resurrezione, non so se mi fa più ridere o arrabbiare. Quel che è certo, è che sarebbe un errore colossale cercare ancora una volta una scorciatoia di fronte ad un problema che ormai si protrae da anni e che non può e non deve essere risolto con la politica dello struzzo. Adesso tanta calma e soprattutto tanto lavoro!!
A domani con il Corner Viola!
