Il buono, il brutto, il cattivo

SAMPDORIA – FIORENTINA = 0 – 2

Finalmente la continuità! Dopo un inizio di stagione condito da troppi bassi ed alcuni alti, la Fiorentina sembra aver trovato la propria squadra. Grazie ad alcuni aggiustamenti tattici, la crescita di condizione generale della rosa ed una maggiore attenzione in fase difensiva, i viola hanno inanellato la quarta vittoria consecutiva, tra Europa e campionato. La strada per la risalita in graduatoria è ancora lunghissima, ma finalmente si intravede una luce in fondo ad un tunnel che ha fatto perdere troppi punti ad inizio stagione.

La gara di Genova si è rivelata meno ostica del previsto innanzitutto per la caratura tecnica dell’avversario, ma soprattutto perché i ragazzi di Vincenzo Italiano hanno trovato la rete alla prima occasione con il redivivo Jack Bonaventura. L’azione è stata magnifica, ha coinvolto diversi giocatori, ed ha aiutato i viola a mettere subito la macchina sulla strada giusta. Nonostante la consueta incapacità di chiudere le gare il prima possibile, la Fiorentina ha finalmente gestito la contesa senza rischiare di buttarla nonostante alcune decisioni arbitrali a dir poco controverse. La crescita di una squadra passa anche dalla gestione dei vantaggi, dall’attenzione con cui si alza o abbassa il ritmo del gioco, dalla capacità di trovare i calciatori in grado di mantenere il possesso palla (Ikoné su tutti) nel momento in cui si devono spengere gli ardori avversari. Mercoledì al Franchi arriva una Salernitana capace di tutto, di vincere fuori casa contro la Lazio e farsi raggiungere dalla Cremonese in casa: tocca alla Fiorentina dimostrare che il percorso di crescita non accenna a fermarsi.

IL BUONO

  • Bonaventura: bentornato Jack!! Il rettore del centrocampo ha finalmente giocato una partita sui propri livelli. Quantità, qualità, capacità tecniche, leadership. Con questo Bonaventura la Fiorentina è tutta un’altra squadra: acquisisce imprevedibilità, capacità di inserimento, cattiveria sottoporta. Quanto ci sei mancato!
  • Milenkovic: se Bonaventura è stato il grande assente del centrocampo, Nikola lo è stato della retroguardia. Il centrale serbo fino ad oggi non era riuscito a trovare grande continuità a causa di acciacchi, infortuni, squalifiche. Adesso che è tornato in pianta stabile in mezzo alla difesa, come per magia i viola subiscono meno reti e sembrano anche meno frenetici nella protezione degli spazi. Sicuramente qualche aggiustamento c’è stato, ma la presenza di Milenkovic è il primo ingrediente: nonostante il mondiale poi, Nikola non tira indietro la gamba e non si risparmia mai. Ha ricominciato anche a segnare: il nostro vero capitano!
  • Ikonè: finalmente dentro al gioco viola, finalmente protagonista. Riesce a dare continuità alle ultime prestazioni e, nonostante l’ennesima incertezza davanti al portiere avversario, è interprete di una prova convincente non solo nel saltare l’uomo, ma anche nella gestione della palla. Nel secondo tempo, quando la Fiorentina ha bisogno di nascondere il pallone agli avversari, si appoggia spesso all’esterno francese che sbaglia poco o nulla. Jonathan stavolta mi hai proprio convinto!
  • Difesa imbattuta: in una domenica finalmente serena, ho notato un paio di cose che mi sono veramente piaciute. Innanzitutto l’azione del primo gol che coinvolge tantissimi calciatori viola che riescono a fare la cosa giusta: da Ikoné a Dodò che arriva sul fondo fino a Bonaventura che si inserisce e calcia di prima, la Fiorentina ha segnato proprio un bel gol, probabilmente il più bello di questa stagione finora. E poi la difesa imbattuta: con un Terracciano che regala tranquillità, ed una coppia di centrali concentrata e sportivamente cattiva, i viola hanno ritrovato delle certezze che ad inizio anno sembravano svanite. Avanti così ragazzi!

IL BRUTTO

  • Jovic: continua a giocare come se ci facesse un piacere. Italiano nel post match cerca di giustificarlo dicendo che ha giocato con un dolorino, Flavio, il mio socio al Corner Viola, dice che viene servito male. Io so solamente che Cabral, nella seconda frazione di gioco, viene servito nello stesso modo ma gioca molti più palloni, si rende pericoloso e soprattutto esce con la maglia sudata. Tra i due serbi poi, se riuscite, trovate la differenza!
  • Rigore tolto al VAR: una volta tanto che un Direttore di Gara si era preso la responsabilità di fischiare un rigore senza prima andare alla TV, la chiamata viene cancellata proprio dalla tecnologia. Detto che il rigore era evidente, trovo la giustificazione al cambio di decisione ancora più grave della topica: il VAR ha tolto il rigore perché Marinelli aveva visto il fallo di Audero, mentre invece la spinta era di Villar. Quindi, siccome il fischio aveva punito un calciatore che in realtà non aveva commesso l’infrazione, il fallo successivo di Villar non poteva essere punito perché Marinelli lo aveva visto ma non lo aveva sanzionato. Siamo oltre la soglia del ridicolo.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

RFS RIGA – FIORENTINA = 0 – 3

Se dovessi descrivere la partita della Fiorentina in Lettonia attraverso un sentimento, questo sarebbe certamente il rimpianto. Pensare di aver gettato al vento l’occasione di passare per primi in un girone morbido come quello capitato in questa Conference League a causa del pareggio interno nella gara di andata contro il Riga può veramente turbare il sonno. Una squadra di onesti mestieranti che in Italia farebbe probabilmente fatica a militare nella serie cadetta ha però sottolineato la maggior lacuna della Fiorentina della primissima parte di stagione, cioè l’incapacità di trovare la via della rete. La partita di ritorno invece, ha rimesso a posto le cose mostrando a tutti la reale differenza tra le due compagini: la contesa non è praticamente nemmeno iniziata visto che al termine dei primi 45 minuti i viola avevano già tre reti di vantaggio senza nemmeno spingere più di tanto il piede sull’acceleratore. Certo è che comunque anche in terra lettone, il brivido non poteva mancare tanto che, quando ancora i viola erano avanti di una sola rete, il centravanti Ilic, già a segno all’andata, ha accarezzato la parte alta della traversa grazie ad una bella dormita della difesa viola (dormita che si è poi ripetuta nella ripresa quando Terracciano ha fatto due parate mostruose). Finalmente poi, un pò di gioventù in campo! Detto che Venuti capitano è assolutamente inaccettabile dopo tutto ciò che ha combinato in maglia viola, vedere Bianco, Di Stefano e perché no Zurkowski in campo per una bella fetta di gara è stato veramente interessante anche se, sinceramente, Bianco poteva partire dall’inizio.

Adesso pensiamo alla fondamentale trasferta di Genova contro la Sampdoria: se i viola non vogliono vanificare il successo di Spezia, devono assolutamente dare continuità per iniziare una difficilissima rimonta in classifica. 4-2-3-1 come le ultime giornate di campionato o 4-3-3 come a Riga conta poco, serve fare altri 3 punti e basta.

IL BUONO

  • Le reti: è vero, l’avversario era quel che era, ma anche all’andata le squadre erano le stesse e la Fiorentina non riuscì a vincere la partita proprio per la sterilità offensiva. I tre gol viola, diversi per autori e per sviluppo, dimostrano che la squadra di Vincenzo Italiano ha finalmente cambiato marcia. Dal colpo di testa di Barak che batte un portiere imbarazzante quanto i cross di Venuti, al gol di Cabral che segna sull’unica palla giocabile ricevuta, fino alla pennellata deliziosa di Saponara, la Fiorentina finalmente mette la palla in porta, e questo è quel che interessa. Adesso non fermiamoci più.
  • Mandragora: in una partita in cui non si viene praticamente mai pressati, fare il vertice basso in un centrocampo a tre è certamente più facile. Riesce a far girare il pallone e la squadra intorno a sé grazie ad alcuni lanci illuminanti a tagliare il campo soprattutto per accendere Ikonè: il piede è educato ed alcune giocate sono veramente da leccarsi i baffi. Siamo pronti per partite più serie?
  • Terracciano: nel secondo tempo, quando la Fiorentina smette di giocare e mette in campo una formazione infarcita di giovani e rincalzi, conferma il suo momento d’oro. Sfodera un paio di parate clamorose e dimostra ancora una volta chi sia il portiere titolare della Fiorentina. Al momento, tra lui e Gollini non c’é proprio partita. Certezza assoluta.
  • Ilic: cerchiamo un attaccante giovane che possa ancora crescere e segnare con continuità? Ecco, lui è tutto questo e forse anche qualcosa in più. Ennesimo talento uscito dal settore giovanile del Partizan Belgrado, è stato compagno di squadra di un certo Dusan ma questo non significherebbe nulla se non avesse quel fiuto del gol che ha dimostrato sia all’andata che al ritorno. Ha una grande scelta di tempo per colpire di testa, copre bene la palla, tecnicamente discreto. Un classe 2000 che quindi permetterebbe anche una potenziale plusvalenza. Se ci provassimo? Semmai si rivende al triplo!

IL BRUTTO

  • Venuti: la fascia è un insulto a tutti quelli che tifano Fiorentina, ma quella non è colpa sua. La sua colpa è non azzeccare mai un cross, non fare mai una sovrapposizione, non giocare mai una palla in avanti, guadagnarsi un cartellino giallo da principiante anche in questa gara. Provo sincero imbarazzo per lui.
  • Il pareggio di Firenze: è inutile girarci intorno, la qualificazione diretta agli ottavi l’abbiamo gettata via proprio in casa contro i lettoni e questo è un rimpianto colossale. Soprattutto dopo averli visti nella gara di ritorno, non essere riusciti a segnare più di un gol in casa, è una colpa molto grave. Speriamo di non doverci pentire troppo!

A voi per i commenti!!

Che si gioca??

E’ stato un weekend stranissimo quello appena passato. Nonostante le posizioni di testa siano invariate, tantissimi dei giocatori hanno accumulato un saldo negativo ed anche il battistrada, Salva il Molisano, registra un -1.

Tra il Real Madrid che non supera il Girona e la Lazio che viene rimontata e superata dalla Salernitana, la gara scontata punisce la stragrande maggioranza della compagnia, ed anche Bomber Siiimo scivola sul Porto contro il Santa Clara. Nella gara sorpresa di giornata, solamente il Meneghino di Paderno Dugnano centra la vittoria granata nei confronti dei campioni d’Italia e riesce a mangiare punti a tutti ed a scavalcare alcuni di noi. Ecco dunque qui di seguito la classifica aggiornata con la consueta dovizia proprio da Carlo, il nostro factotum!

Salva il Molisano 20
Sandrino il Bressesino e Joe il Pistoiese 14
Il Pappagallone Reale 13
Lungo 12
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 10
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino e Francesco il Meneghino Junior 9
Luchino il diavolo rossonero 6
Bomber Siiimo 4
Niccolò 3
il Crociato Gialloblù 2

Ed ecco qui le partite che ho scelto per continuare la rincorsa a Salva:

La gara più scontata: BARCELLONA – ALMERIA = 1

Dopo la delusione della scorsa settimana targata Real Madrid, torno in Spagna per giocare la vittoria della rivale storica, il Barcellona di Xavi. L’eliminazione in Champions League sembra ormai archiviata ed adesso c’è da pensare ad una Liga che per Lewandoski e compagni potrebbe essere il trampolino di lancio in vista di un grande ritorno sulla scena internazionale. L’Almeria non sembra un muro invalicabile anche se la continuità non è certamente il marchio di fabbrica blaugrana. Vado con il segno 1 fisso.

La sorpresa della giornata: ROMA – LAZIO = X (Risultato 1 – 1)

Avrei potuto scegliere Atalanta Napoli, ma si gioca di sabato e dunque avremmo avuto meno tempo per giocare, oppure il derby d’Italia ma avrei messo in imbarazzo i tifosi nerazzurri, ed allora vado con il derby di Roma. Una gara tra due opposte filosofie di gioco, che però vede la Lazio senza Immobile e Milinkovic Savic (ammonizione ridicola la sua contro la Salernitana). Anche la Roma, oltre Dybala, dovrà fare a meno di Spinazzola, non nuovo a problemi muscolari, ma ha un’ossatura più completa. Dal punto di vista del gioco, non c’è assolutamente gara visto che la Lazio, a parte la parentesi negativa con la Salernitana, ultimamente sta andando benissimo, mentre la Roma gioca male, ha Abraham in crisi e manca di fantasia. Potrebbe alla fine davvero essere un derby in cui le due squadre si accontentano di non perdere per restare attaccate alla parte alta della classifica. Un punto per uno e polemiche rimandate.

A voi per i pronostici!

Il buono, il brutto, il cattivo

SPEZIA – FIORENTINA = 1 – 2

Arriva finalmente la vittoria anche in campionato! Un successo che mancava da troppo tempo e che, nonostante la classifica sia ancora deficitaria, potrebbe regalare quella tranquillità e quella fiducia che è mancata in troppe occasioni in questo inizio di stagione. La Fiorentina è stata più volte sovrastata nel primo tempo quando uno Spezia feroce sia nel pressing che nelle marcature preventive, ha più volte rubato la scena ai calciatori di Vincenzo Italiano. Solamente un Terracciano in formato deluxe ha permesso ai viola di andare al riposo ancora in partita, anche se Milenkovic, autore prima del gol di alcuni strafalcioni incredibili, aveva addirittura regalato il vantaggio ai suoi. Il calcio è talmente strano che con Jovic, che ha colpito il palo anziché raddoppiare, la Fiorentina avrebbe addirittura potuto segnare il secondo gol, ma i ragazzi di Gotti hanno giustamente raggiunto il pareggio. Nella ripresa poi, uno Spezia che non poteva reggere quel ritmo per 90 minuti, ha ceduto campo e possesso palla ai viola e la Fiorentina ha sbloccato la gara con Cabral che, dopo aver guadagnato il rosso di Nikolau, ha anche chiuso il match. Un giusto riconoscimento per un calciatore che non sarà un fenomeno, ma sta al suo posto senza polemiche e si danna l’anima anche se gli vengono concessi pochi minuti.

Antenne dritte adesso in vista della trasferta di giovedì a Riga dove i viola sperano di superare l’Istanbul Basaksehir e di guadagnare la testa della classifica per accedere direttamente agli ottavi. In campionato intanto la classifica è più serena, speriamo di completare l’opera anche in Conference League. Italiano sembra aver definitivamente scelto un sistema di gioco più adatto ai calciatori che ha a disposizione, il 4-2-3-1 con il doppio mediano, ma appare ancora scoperta la posizione del trequartista oggi interpretata in modo insufficiente da Bonaventura. Merito comunque al mister che sta smentendo tutti quelli che lo reputavano un integralista che non voleva modificare il proprio sistema di gioco (ad esempio me!).

IL BUONO

  • Terracciano: se i viola tornano da Spezia con 3 punti è soprattutto merito di questo portierone che, arrivato in sordina a Firenze, ha scalzato tutti i propri competitori meritandosi i galloni del titolare. Compie almeno quattro interventi degni di nota sia da distanza ravvicinata che da lontano: si dimostra anche attentissimo nelle uscite basse ed alte. Man of the match.
  • Quarta: nella prima frazione, quando Milenkovic ha l’unico merito della rete, tiene su la baracca difensiva insieme a Terracciano. Gioca una gara solida, senza paura, pronto a guerreggiare in marcatura ed a far ripartire l’azione. Sempre concentrato, mai incerto, è ormai il titolare del ruolo. Colonna portante.
  • Cabral: ancora una volta scartato come possibile centravanti titolare, gioca una gara di grande sostanza. Ha il merito di entrare fin da subito bene nella contesa nonostante il suo ingresso in campo sia ritardato. Bravissimo a guadagnare il rosso di Nikolau che attenta alla sua gamba con un intervento da killer, decide il match con freddezza da bomber. Speriamo sia la svolta! Professionista che si merita la rete.
  • Jovic: non è un mago della simpatia, ma quando calcia in porta è sempre pericoloso e questa è la cosa più importante. Anche contro lo Spezia non ruba l’occhio ma, seppur con pochi rifornimenti, sfiora più volte la rete. Colpisce un palo nel primo tempo e manca per poco il gol del vantaggio un paio di volte nella ripresa. E’ tra i primi ad andare ad abbracciare Cabral dopo il gol e saluta i tifosi viola sia prima che dopo la partita. Se diventa un perno del gruppo, può cambiare la stagione viola.
  • Ikoné: in netta crescita anche sbaglia troppo in fase conclusiva, è comunque l’unico esterno offensivo impiegato capace di saltare il diretto avversario e puntare la porta. Gioca una gara solida, senza troppi fronzoli, completa. Ecco il Jonathan che vogliamo!

IL BRUTTO

  • Bonaventura: chi mi segue su questo blog e non solo, conosce perfettamente la stima che io provo per questo calciatore magnifico. Purtroppo questa non è la sua miglior stagione e la gara contro lo Spezia lo conferma. Stavolta Italiano, che non rinuncia mai all’ex Milan, lo impiega da trequartista, ma la resa è sempre la stessa: lento, compassato, senza estro, con poca fantasia e poca qualità. Jack torna in te, sei fondamentale per questa squadra!
  • Dodò: ho aspettato molto prima di inserire il terzino brasiliano tra i peggiori ma adesso, per onestà intellettuale, devo assolutamente farlo. Anche al Picco, Dodò non attacca e non difende, offre poca ampiezza al gioco viola e sbaglia troppe volte sia in fase offensiva che difensiva. Certo che alla sola idea di poter impiegare Venuti da quella parte, mi tengo stretto Dodò ma da lui mi attendo molto di più! Peccato perché prima dell’infortunio sembrava il giocatore giusto per occupare la fascia destra viola per anni. Speriamo sia solo questione di condizione atletica.
  • Mandragora – Amrabat : se nella prima frazione di gioco i viola sono in netta difficoltà, è anche perché i due mediani non propongono gioco, non fanno filtro, vanno spesso in apnea. All’inizio della stagione credevo sinceramente che questa fosse una coppia che potesse funzionare ma, arrivati a questo punto della stagione, tanti dubbi mi assalgono. La seconda frazione giocata da Duncan è stata solida, convincente dal punto di vista dell’intensità e della grinta, certamente superiore. Che debba essere l’ex Sassuolo il titolare?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ISTANBUL BASAKSEHIR = 2 – 1

Contava centrare l’obiettivo minimo e la Fiorentina, almeno stavolta, non ha sbagliato. Contro i turchi che all’andata avevano sculacciato la squadra di Vincenzo Italiano, i ragazzi viola hanno dato alcuni segnali certamente incoraggianti. Schierati stavolta fin dall’inizio con un riconoscibile 4-2-3-1, sono stati innanzitutto capaci di reagire allo svantaggio, hanno creato tante occasioni da rete ed hanno portato a casa i tre punti che servivano. Ciò che ancora purtroppo non funziona sono i troppi errori individuali, sia in fase difensiva che offensiva. La rete subita ieri sera entra direttamente nella galleria delle cose orribili che siamo costretti a vedere in questa stagione, ma anche la rete sbagliata da Ikonè resterà negli occhi di tanti di noi per un bel pò di tempo. L’esterno offensivo francese resta un rebus irrisolvibile: come può lo stesso calciatore che ha segnato un gol meraviglioso con l’Inter, sbagliare la rete del 3-1 di ieri sera? Mah! Salviamo comunque il buono, un attacco che finalmente segna, una vittoria che finalmente arriva: resta da vedere se, con l’obbligatoria vittoria da conseguire nell’ultimo turno in Lettonia, i viola accederanno direttamente agli ottavi oppure sarà necessario giocare il turno in più spareggiando con una delle terze classificate nei gironi di Europa League. Adesso però testa al campionato ed alla trasferta di La Spezia perché in caso di sconfitta, la Fiorentina si ritroverebbe direttamente in lotta per non retrocedere!

IL BUONO

  • Kouamè: sta diventando inquilino fisso della rubrica e si merita tutto quel che gli sta succedendo. Anche nella gara di ieri sera ha corso, lottato, ma soprattutto sfornato assist e sfiorato la rete. Se penso solamente a che tipo di giocatore era fino a due anni fa, i miglioramenti sono esaltanti. Certamente merito della società che lo ha trattenuto, di Vincenzo Italiano che lo ha finalmente messo a giocare faccia alla porta, ma soprattutto del calciatore che, a differenza di tanti colleghi, ha voluto dimostrare a tutti che in questa squadra ci poteva stare. E’ migliorato tecnicamente, ha imparato a giocare in un ruolo diverso, si è messo a disposizione della squadra con sacrifici importanti anche nei ripiegamenti difensivi. Con tutto il talento che ha, se quello che ha sempre le mani sulle orecchie avesse un quinto della voglia di Kouamé, sarebbe ancora al Real. Continua così Christian!
  • Jovic: siamo stati tre mesi a dire che mancava chi la buttava dentro e dunque adesso è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. L’attaccante serbo è il calciatore di Serie A che ha segnato di più nel mese di ottobre ed anche ieri sera ha svolto in pieno il proprio compito. Peccato che avrebbe potuto segnarne almeno un altro ma per stavolta accontentiamoci. Si conferma un calciatore che non aiuta tantissimo lo sviluppo del gioco quando deve fare il riferimento unico davanti, ma si conferma anche che, quando viene accompagnato maggiormente e non deve fare a sportellate da solo, è un altro giocatore. Continua così ragazzo, fortunatamente non devo tifare in base alla simpatia!
  • Reazione della squadra: diciamoci la verità, dopo il gol assurdo preso dopo pochi minuti, potevamo anche mollare e sbracare definitivamente. Invece ancora una volta la Fiorentina, così come già successo contro l’Inter, ha dimostrato di voler ribaltare la situazione e ci è riuscita. Magari gli avversari non erano un granché, ma qualche settimana fa ci hanno sommerso di reti e di vergogna. La squadra ha dimostrato di stare con Vincenzo Italiano e credo sia merito anche del lavoro che il tecnico sta facendo per risolvere i problemi iniziando anche ad ammorbidire alcune sue convinzioni. Mi hanno convinto le sue parole di ieri quando ha candidamente ammesso che abbiamo cambiato modo di giocare con gli esterni di attacco ai quali viene chiesto di giocare più dentro il campo avvicinandosi alla punta e gli esterni bassi che invece giocano in ampiezza. Poi manca chi serve per bene questi movimenti, ma questa è un’altra storia. Se la squadra ci crede, avrà sempre Firenze dalla propria parte.

IL BRUTTO

  • Gollini-Mandragora: la Fiorentina anche ieri ha subito una rete da “oggi le comiche”. E’ vero che Igor esce troppo sull’attaccante avversario e che Milenkovic è troppo largo, ma mi spiegate cosa fanno quei due? Mandragora lascia l’uomo come se non toccasse a lui, Gollini esce ma non abbastanza per arrivare primo sul pallone e resta nella terra di nessuno. Ma perché non aspettare in area di rigore l’avversario per provare almeno la parata? E menomale che abbiamo cambiato il preparatore dei portieri, sennò chissà cosa combinava….Ma se l’estremo difensore non ha poi altre occasioni per rimediare, Mandragora le avrebbe pure, ma gioca la consueta partita insufficiente di fase di palleggio e di riproposizione del gioco e non riesce nemmeno ad essere una diga sicura davanti alla difesa. Pradè, Barone, Commisso, sono questi i rinforzi del mercato vero?
  • Errori individuali: certamente Vincenzo Italiano ha tante responsabilità nell’avvio stagionale insufficiente della Fiorentina, ma chi non vede gli errori individuali dei calciatori è in malafede. Dopo la pepita di Venuti contro l’Inter, ieri il gol subito a freddo e tutti i gol sbagliati: è anche questo colpa del mister? Il problema di questa squadra è che, al netto della qualità non eccelsa degli interpreti, abbiamo anche dei cali di concentrazione clamorosi che si ripercuotono sul risultato. La fortuna vuole che si inizi a segnare qualche rete, altrimenti sarebbe veramente dura. Non avremo però sempre i turchi davanti, sveglia!
  • Jovic: lo ammetto, io sono uno di quelli che ha fischiato sonoramente l’attaccante al momento della sostituzione. E non l’ho fatto per il gesto delle mani alle orecchie che può anche essere un’esultanza (antipatica, ma ci può stare). L’ho fatto per il gesto che ha rivolto alla Curva Fiesole in occasione della gara contro l’Inter quando ci ha mimato che chiacchieravamo troppo. Sinceramente una cosa insopportabile: Jovic fà parte di una compagine che occupa il 14° posto in classifica, ha perso contro un Bologna senza allenatore, ha preso due volte consecutive 4 gol in casa, ha pareggiato in casa contro il Riga, ha perso 3-0 in Turchia. Nonostante questo, lo stadio Artemio Franchi è al top in Italia come indice di riempimento per le gare interne (comprese le 36.000 persone accorse a vedere quella partita nonostante la classifica, il mercato, le polemiche, l’assenza di obiettivi di questa stagione) e non ha mai fischiato la squadra durante i 90 minuti anche se tante volte ne avrebbe avuto tutto il diritto. Ascolta Luka, pensa a segnare…. dai retta ad un bischero!

A voi per i commenti!!

Che si gioca??

Le posizioni di testa iniziano a delinearsi e quest’anno sembra esserci un solo padrone della rubrica, Salva il Molisano. Nello scorso weekend infatti, i suoi pronostici gli hanno permesso di allungare ulteriormente arrivando addirittura a +7!

Oltre a Salva però, spicca la prestazione del Pappagallone Reale che, zitto zitto, si issa subito dietro in classifica grazie alla seconda domenica in cui azzecca la sorpresa di giornata. Insomma, forze nuove alla conquista della classifica! Lascia finalmente lo 0 in graduatoria l’altro debuttante, il Crociato Gialloblu, che centra almeno il pronostico della scontata. Ecco qui sotto la classifica aggiornata con la consueta dovizia dal Meneghino di Paderno Dugnano!

Salva il Molisano 21
Il Pappagallone Reale 14
Sandrino il Bressesino, Joe il Pistoiese e Lungo 13
Francesco il Meneghino Junior 10
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 8
Luchino il diavolo rossonero 7
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 6
Bomber Siiimo 5
Niccolò 2
il Crociato Gialloblù 1

Qui le partite che ho scelto per questo weekend:

La gara più scontata: REAL MADRID – GIRONA = 1

La prestazione in Champions League dei ragazzi di Ancelotti non è stata certamente indimenticabile, ma la classifica permetteva un passo falso senza compromettere né il passaggio né il primo posto finale nel girone. Il Real di quest’anno sembra sapere esattamente dove vuole arrivare e quante forze sono necessarie per raggiungere determinati obiettivi. Ecco perché credo che nel weekend il Girona non avrà scampo al Bernabeu. 1 fisso e Real col vento in poppa in Liga.

La sorpresa della giornata: TORINO – MILAN = 2 (Risultato 0 – 2)

In un weekend in cui, a giro per l’Europa, non ci sono grandissimi big match resto in Italia. Considerato che le altre (cosiddette) grandi hanno tutte un turno agevole, andiamo a pronosticare la compagine campione d’Italia che nelle ultime settimane sembra abbia trovato quella continuità necessaria a tenere il passo del Napoli. Dopo l’affermazione in Champions il Milan gioca contro il Toro che, con Juric in panchina, non regala mai niente a nessuno. Nonostante la difficoltà, credo che i rossoneri riusciranno a spuntarla soprattutto perché le assenze del Milan sono concentrate nel reparto difensivo ma il Toro, se ha una deficienza, è certamente dalla metà campo in avanti. L’ex Pellegri si è finalmente sbloccato ma resta un giovane discontinuo mentre il Milan ha diverse frecce al proprio arco: da Leao a Giroud, da Messias a Rebic, fino agli inserimenti di Theo. Insomma, magari non sarà semplice, ma credo proprio che il Milan la spunterà. Vittoria in trasferta e Milan in scia del Napoli.

A voi per i pronostici!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 3 – 4

Una partita folle, emozionante, piena di distrazioni ed errori tecnici individuali che condanna la Fiorentina all’ennesima sconfitta interna e spenge le residue speranze di guardare ad un campionato diverso dal vivacchiare. Non si può dire che la squadra di Vincenzo Italiano non ci abbia provato dopo aver riaperto una gara che sembrava senza speranze già dopo 20 minuti, ma Valeri da una parte e Venuti dall’altra hanno tarpato le ali ad una rimonta che aveva fatto volare i cuori viola in Paradiso. A niente sono valsi i gol degli attaccanti, stavolta schierati insieme (sarà un caso?), ma sapere di poter fare male agli avversari aiuta sia dal punto di vista psicologico che tattico, come andremo a spiegare qui sotto. Resta comunque ancora una volta un migliore in campo indiscusso: l’Artemio Franchi pieno di amore ed orgoglio che, guidato da una splendida Curva Fiesole, meriterebbe molto di più da una proprietà che sembra pensare solamente agli utili, alle infrastrutture, alle polemiche con i giornalisti, di calciatori che sanno solo polemizzare per i (troppi) pochi fischi riversati sulla squadra dopo alcune prove oscene, di un allenatore che ha la rapidità di un bradipo nel leggere le partite e provare qualcosa di diverso.  

IL BUONO

  • Kouamè: lotta, si sbatte, salta più volte un difensore del rango di Skriniar. Ancora una volta si sfianca in un doppio, triplo lavoro diviso tra la fase offensiva e quella difensiva. Non riesce a pungere come nelle ultime occasioni, ma resta un perno della squadra. Non possiamo più farne a meno.
  • Cabral: dopo i primi cenni di risveglio visti a Lecce, anche contro l’Inter gioca un’onesta partita per il calciatore che è. Lotta, sgomita, offre sponde, apre spazi: insomma tutto l’armamentario di un centravanti che però non è probabilmente ai livelli del calcio italiano. Almeno non si lascia andare a esultanze sguaiate o gesti antipatici e segna con grande freddezza il rigore che riapre il match. Professionista vero.
  • Ikonè: si conferma un calciatore che rende al meglio quando trova campo davanti per attaccare gli spazi liberi. Il gol è un gioiello grezzo in una serpentina in cui, come al solito, prima aveva incespicato sulla palla. Enigma irrisolto.
  • ltaliano: se la squadra riapre la partita con il cambio modulo e con una prova furente ed aggressiva, è anche perché, volenti o nolenti, il mister siciliano è entrato sottopelle ai calciatori e riesce ad infondere loro quella voglia di non mollare mai che è ormai una bella compagna di viaggio della squadra da quando è sbarcato a Firenze. Di tutto il resto ne parliamo tra poco.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: una partita costellata di errori sia nei confronti di Correa che di Dzeko. Troppo dolce, molto spesso distratto, il lontano parente del condottiero di cui la squadra avrebbe bisogno. Un passaggio a vuoto glielo possiamo concedere.
  • Venuti: BASTA….BASTA….BASTAAAAAA (non Dusan). Non ne possiamo più!!! Dopo Udine, Bologna, Istanbul, ancora lui a regalare la partita agli avversari. E lui è quello che prima di una delle ultime partite di Conference League si è lamentato delle polemiche del pubblico? Lollo a te non dovrebbe essere permesso nemmeno di cambiarti davanti ad uno stadio come quello di ieri sera. Sei un miracolato e come tale dovresti ringraziare ogni giorno della situazione in cui ti trovi. Adesso però, fai un gesto da tifoso vero, chiamati fuori: non è la tua dimensione!
  • Jovic: ecco un altro fenomeno che a Lecce sembrava si fosse rotto tutto! Uno che, dopo aver segnato la rete contro l’Inter (il gol mancava dalla prima di campionato contro la Cremonese), si è permesso di esultare in modo polemico. Uno degli ultimi a permettersi una cosa del genere, il Cholito Simeone, da lì in poi fu subissato di fischi: spero faccia la stessa fine!
  • Valeri: l’insopportabile profumo del potere. Deve averlo sentito anche il fischietto romano ieri sera…. il rosso che manca a Di Marco in occasione del rigore viola credo entri direttamente nella saga degli orrori arbitrali della stagione 2022/2023. Sul gol del 3-4 poi, l’azione è viziata da un fallo di Dzeko su Milenkovic. Ma tanto che importa, domenica di nuovo ad arbitrare questo circo! Rien ne va plus!
  • Italiano: ieri sera, quando è entrato Jovic al posto di un centrocampista con oltre mezz’ora da giocare, con la squadra che passava finalmente ad un vero e proprio 4-2-3-1, ho avuto paura iniziasse a nevicare. Il mister viola ci ha messo più di 3 mesi a capire che, per come è costruita questa squadra, non può giocare con il modulo da lui prescelto. Chiaro che ieri sera la squadra ha preso anche alcune imbarcate quando ha giocato con Jovic, Cabral, Kouamè ed Ikoné, ma dobbiamo anche dire che, essendo sotto nel risultato, i due centrocampisti centrali sono sempre stati di costruzione e non di filtro. Con la coppia Mandragora-Amrabat, sono convinto che la Fiorentina possa trovare quegli equilibri necessari per non dover sempre viaggiare sulle montagne russe come ieri sera. Incredibile poi che, quando i calciatori sono stati messi nel loro ruolo, abbiano segnato: qualcuno (Flavio) dirà che i gol sono stati segnati su palla inattiva ma se hai più calciatori offensivi in campo, anche le squadre avversarie dovranno coprirsi in maniera diversa e magari tirarsi indietro. Senza contare poi che, giocando contro l’Inter disposta a 3 dietro, la contemporanea presenza di quattro calciatori offensivi li obbliga a cambiare atteggiamento. Speriamo che l’inversione sia definitiva: anche perché in questo modulo possono trovare spazio nei 3 dietro la punta anche calciatori come Saponara, ultimamente spaesato e Bonaventura, che in mezzo al campo offre qualità ma non quel filtro necessario ad una difesa ballerina. La più grave colpa però, è quella dell’inserimento di Venuti: con Dodò che ha chiesto il cambio ci sono tantissime soluzioni per NON vedere Venuti in campo. Innanzitutto Terzic a destra (visto che Biraghi continuava a fare la sua mediocre figura come sempre), oppure l’inserimento di Igor con lo scivolamento di Quarta o Milenkovic a destra, o perché no l’impiego di Bianco che a Moena ha interpretato quel ruolo per tutto il ritiro. Quando si ha bisogno di portare via almeno un punto (e dovrebbe saperlo anche lui quanto bisogno avevamo), ci si può sempre inventare qualcosa. Ma forse aver già dovuto mettere nel cassetto il 4-3-3 ha tolto lucidità.

A voi per i commenti!!

Che si gioca??

E’ stato un fine settimana piuttosto lineare, con Salva il Molisano che rafforza la propria leadership ed adesso ha 5 punti di vantaggio.

L’exploit di giornata è stavolta di una coppia, quella composta da Joe il Pistoiese e da Bomber Siiimo, che azzeccano la vittoria del Liverpool, con il Bomber che finalmente lascia il fondo della classifica. Chi invece è sempre coerente è il Crociato Gialloblu che, dopo aver impallinato l’Ajax, stavolta riesce a sbagliare anche il Valencia: del resto è una persona seria… ed ora a chi toccherà? Ecco dunque la classifica aggiornata con la consueta dovizia dal Meneghino di Paderno Dugnano!

Salva il Molisano 17
Sandrino il Bressesino, Joe il Pistoiese e Lungo 12
Il Pappagallone Reale 10
Francesco il Meneghino Junior 8
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino e Luchino il diavolo rossonero 6
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 5
Bomber Siiimo 4
Niccolò 3
il Crociato Gialloblù 0

Ecco invece le partite che ho scelto per questo weekend:

La gara più scontata: AJACCIO – PSG = 2

Questa settimana mi trasferisco a casa dell’Argentino e pronostico la vittoria esterna dei simpaticoni. Fermo restando che amo la Corsica, terra meravigliosa in cui si mescolano perfettamente il mare e la montagna, purtroppo calcisticamente parlando la sproporzione di forze in campo è troppo ampia. Certamente Galtier, il tecnico parigino, guarderà anche alla Champions League con un turnover ragionato, ma la profondità della rosa parigina non teme nemmeno questo. 2 fisso e PSG ancora in testa.

La sorpresa della giornata: ROMA – NAPOLI = X (Risultato 1 – 1)

Se c’è un allenatore che ha la capacità di fermare le squadre avversarie con alchimie tattiche sorprendenti, questo è certamente José Mourinho. Quello delle sue squadre non è proprio un calcio spettacolare, ma sicuramente è redditizio e, nella singola partita, quando il portoghese la può preparare con tutta la settimana a disposizione, ha pochi eguali. Il Napoli gioca un calcio fantastico, è fisicamente scoppiettante e gli riesce praticamente tutto: quel che mi chiedo però è….può durare? Quanto ancora può giocare a questi ritmi, con questo livello di qualità? Se c’è una squadra che può fermare il Napoli in questo momento, forse è proprio la Roma. Fisicamente potente, rapida in contropiede, capace di raddoppiare in tutte le zone del campo, forte sulle palle inattive. Banco di prova importante per Spalletti ed i suoi, un punto per uno e tutti contenti.

A voi per i pronostici!

Il buono, il brutto, il cattivo

LECCE – FIORENTINA= 1 – 1

Siamo condannati ad un lunghissimo nulla? Sarà un campionato tristemente anonimo come ci aveva abituato la gestione Iachini? Se dovessimo guardare al primo tempo di ieri sera, propenderei per una risposta ancora peggiore, cioè per una Fiorentina in lotta per non retrocedere. I viola dei primi 45 minuti infatti, sono stati tra i più brutti della gestione Italiano: lenti, impacciati, senza fuoco dentro, capaci solamente di lasciare praterie agli avversari senza costruire praticamente nulla. Se invece vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, la Fiorentina della ripresa è apparsa una squadra in grado di reagire, che ci crede ancora, che vuole provare a rimettere in sesto la stagione, che non si è arresa all’idea di perdere la gara. Insomma una compagine che ha ancora qualcosa da dire e da dimostrare, non poco rispetto alla prima frazione!

Resta la pochezza tecnica disarmante non solo della Fiorentina, ma della gara in generale: tanti errori tecnici evidenti, tante disattenzioni dei singoli, poche variazioni tattiche nell’ambito dei 90 minuti. Sconcertanti poi le prove di quasi tutti i nuovi acquisti viola, di cui parleremo in modo più approfondito in seguito. Da un Mandragora incapace di leggere la partita, di interpretare il ruolo di regista e senza quella personalità necessaria per essere il nuovo Torreira, a Barak che continua a giocare perennemente sotto ritmo e senza spunti interessanti, fino ad uno Jovic con talmente tanta voglia di rilanciarsi da fermarsi al primo dolorino, per finire ad un Dodò che, almeno ieri sera, ha dimostrato di avere da mangiare ancora diverse pagnotte difensivamente parlando. Sorvolando sull’ingente spesa per l’acquisto di questi calciatori, tanto i soldi non sono un problema, sarebbe l’ora di aprire finalmente una riflessione seria sull’operato societario in sede di mercato. Italiano è certamente testardo e restìo ai cambiamenti, ha chiaramente dei limiti nella lettura delle gare, ma i calciatori arrivati a Firenze questa estate hanno oggettivamente impoverito un progetto tecnico (sempre che ci sia) che ha dei precisi responsabili: Daniele Pradè e Joe Barone. Purtroppo il mister ha accettato passivamente lo scempio, e questa resta la sua più grande colpa!

IL BUONO

  • Kouamè: ancora una volta si conferma per distacco il migliore in campo. Segna un bellissimo gol di testa, anche grazie ad un grande assist di Cabral, ed è protagonista di alcuni recuperi difensivi che dimostrano quanto il lavoro, l’applicazione, la voglia, possa aiutare un calciatore a raggiungere livelli impensabili fino a poco tempo fa. Il gol è da attaccante, i recuperi da difensore: serve altro?
  • Martinez Quarta: è ancora una volta il difensore più affidabile della squadra viola anche nel primo tempo quando la barca di Vincenzo Italiano rischia di affondare. Accanto ad un derelitto Igor, svetta più volte e mette pezze in ogni angolo di campo. Nella ripresa poi, con Milenkovic a fianco accompagna anche maggiormente l’azione e sfiora il gol con un tiro meraviglioso che chiama Falcone ad un grande intervento. Perno assoluto.
  • ll secondo tempo: dopo una prima frazione disarmante, la squadra ha giocato un secondo tempo migliore, fatto di aggressività, ritmo ma anche di tantissimi errori individuali. Al netto della pochezza tecnica di cui abbiamo già parlato, la Fiorentina ha però mostrato di essere ancora dalla parte del proprio allenatore, vedasi anche in occasione dell’abbraccio di Dodò ad Italiano dopo il gol del pareggio. Certo non può bastare per risalire la classifica e pensare ad un futuro lontano dall’anonimato, ma già il fatto che si cerchi di remare tutti dalla stessa parte ci fà sperare che non si venga trascinati nella lotta in zona retrocessione. E’ già qualcosa, anche se non abbastanza.

IL BRUTTO

  • Il mercato: ieri sera il primo tempo ha offerto la rappresentazione platica di una sessione di mercato da buttare! Jovic, detto i’bua dagli amici, che dopo 7 minuti abbandona la nave senza nemmeno provarci probabilmente per paura di perdere un mondiale dove certamente farà la comparsa; Mandragora che viene colpevolmente schierato ancora una volta in un ruolo che non ha mai ricoperto e che non può interpretare (ma Bianco proprio mai?). L’ex Torino gioca con un piede solo, non vede quasi mai la verticalizzazione possibile, ma soprattutto non ha quella personalità che serve per guidare una squadra, per chiedere la palla nei momenti di difficoltà, per prendere sulle proprie spalle i compagni sia in fase di impostazione che in fase di pressione della palla. Barak sembra sempre abbia il freno a mano inserito, non cambia mai passo, non ha mai la capacità né di accendere la luce, né di liberarsi per il tiro in porta. Dodò, il meno colpevole solamente perché non è ancora riuscito a trovare un minimo di continuità e perché cresce con il passare dei minuti, viene scherzato da un calciatore che è costato un ventesimo di lui in occasione della rete subita. Io farei fuori qualcun altro, prima del mister!
  • Igor: consiglierei vivamente all’Hulk dei poveri di tornare sulla terra. Sta giocando una stagione agghiacciante in cui è sempre coinvolto nei gol subiti dalla propria squadra: prima di pensare a faraonici rinnovi di contratto, torni il calciatore concentrato, duro e tignoso della scorsa stagione! Non essendo un fenomeno, appena cala di concentrazione e di atteggiamento, diventa un giocatore da Spal. Tra lui e Milenkovic ci passa come tra Benzema e Jovic!

A voi per i commenti!!