Il buono, il brutto, il cattivo

LAZIO – FIORENTINA = 2 – 2

Non saremo ancora guariti, ma le ultime due prestazioni della squadra viola fanno almeno ben sperare.

Dopo la vittoria ottenuta al Franchi a tempo scaduto contro la Cremonese, la Fiorentina era chiamata a dare continuità di risultato e prestazione contro una Lazio incerottata che ha però nel suo stile di gioco e nella qualità di alcuni singoli la propria forza. I viola hanno avuto un inizio terrificante con un approccio alla gara in Pioli Style ma proprio in quei primi 25 minuti si è potuta notare ed apprezzare una differenza evidentissima rispetto ad un mese fa. In quei minuti di sofferenza la squadra non si è disunita, non si è data per vinta, non ha mai chinato la testa; in quello spezzone di gara Gosens e compagni hanno probabilmente fatto più scivolate, più tackle, più contrasti che nelle 18 precedenti partite di campionato. Abbiamo visto un calciatore come Ndour, per il resto tra i peggiori, dannarsi l’anima pur di ribattere e deviare in calcio d’angolo tiri scagliati verso la propria porta. Ecco quello che serve per salvarsi! Ecco ciò che è necessario per portare via un risultato positivo anche quando non ce lo meritiamo! La grinta, la voglia, l’attaccamento alla maglia ed alla propria squadra!

Essere una squadra è dunque la base da cui poter ripartire per centrare una salvezza ancora difficilissima: vedere tutta la squadra (Kean in testa) correre ad abbracciare Gudmundsson dopo il rigore realizzato, fa pensare che qualcosa stia realmente cambiando anche all’interno del gruppo! Tutto questo però non può essere sufficiente a raggiungere la salvezza se mancano le prestazioni dei singoli. De Gea è finalmente tornato in linea con le prove dello scorso anno (le parate su Sanabria domenica e su Gila ieri sera sono da fenomeno assoluto di reattività), Gosens è nuovamente centrale nel gruppo squadra sia mentalmente che tecnicamente e Fagioli da tre o quattro partite è diventato quel faro in mezzo al campo che tutti speravamo potesse essere. L’assist per il gol di Gosens è da leccarsi i baffi ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata la capacità di gestire i tempi ed i modi della partita; ha alzato il piede dall’acceleratore quando la squadra aveva bisogno di rifiatare ed ha invece verticalizzato quando si poteva puntare la porta avversaria.

Aver guadagnato 4 punti in due gare, essere rientrati nel gruppone che lotta per la salvezza, aver ricominciato a lottare su tutti i palloni, non può però coprire i disastri fatti nell’ultimo mercato estivo. Ieri sera, quando Vanoli si è girato verso la panchina per cambiare qualcosa in mezzo al campo, non ha trovato di meglio che inserire Nicolussi Caviglia, calciatore che molto probabilmente partirà non appena arriverà Brescianini. Ma l’esempio più lampante è stato dover vedere con la maglia biancoceleste addosso Danilo Cataldi, il cui riscatto sarebbe costato poco più di 4 milioni di euro, che ha avuto l’unica colpa di essere stato richiesto, cercato e voluto da Palladino!! Ma chissenefrega tanto noi abbiamo preso al suo posto il funambolo Sohm a 16 milioni…….

IL BUONO

  • Fagioli: se questo è il vero Fagioli, abbiamo fatto bene ad aspettarlo per dargli le chiavi del centrocampo. Manca ancora un pò di cattiveria nel contrasto, come in occasione della rete di Cataldi, ma per il resto abbiamo finalmente visto un centrocampista vero. Testa alta, visione di gioco, gestione dei tempi. Avanti così ragazzo mio!
  • Gosens: altro recupero fondamentale per la Fiorentina. Fisicamente non è ancora al top ed allora centellina le avanzate; in una di queste trova un gol magnifico. Oltre a questo, offre una buona fase difensiva e grande personalità. Quanto ci sei mancato Robin…..
  • De Gea: reattivo come una molla, tiene a galla la barca nel complicatissimo primo tempo. Con il De Gea di qualche settimana fa il risultato sarebbe stato ben diverso……
  • Gudmundsson: altro giocatore letteralmente trasformato! Corre come un terzino, combatte come un mediano, inventa giocate da numero 10. Quando e se capiremo cosa gli frulla in testa sarà sempre troppo tardi.

IL BRUTTO

  • Comuzzo: dopo alcune prestazioni buone stecca di brutto. Conferma che quando non ha un punto di riferimento da marcare diventa un calciatore mediocre. C’è da crescere ma lo aspettiamo volentieri!
  • Piccoli: prestazione a dir poco trasparente. Ok Gila è un ottimo difensore, ma nemmeno lottare….. Moise riprenditi il posto!
  • Sohm: si lo so che non ha giocato ma non ho ancora digerito l’atteggiamento con cui è entrato in campo a Parma. Eppoi il confronto con Cataldi…..

A voi per i commenti!!

Una stagione estenuante

Vi ricordate il famoso “Ore decisive per Longo”?

Per chi non lo sapesse, Longo era un calciatore del Torino che la Fiorentina dei Della Valle inseguì per un’estate intera fino ad arrivare all’acquisto dopo giornate interminabili in cui i giornalisti ed esperti di mercato continuavano a dire che la firma era ormai imminente. Se all’epoca la situazione in cui eravamo ci faceva sorridere, in questi mesi invece, non ne abbiamo alcun motivo. Se infatti qualcuno di noi è così masochista da riavvolgere il nastro degli ultimi 6 mesi, ci accorgeremo che facciamo ormai una cosa sola, ASPETTARE!

Davvero pensateci!! Non facciamo altro che aspettare….. Dal momento in cui il Presidente Commisso dal metaverso del New Jersey definì Palladino come suo figlio e, dopo nemmeno 24 ore, il figlio si dimise, siamo entrati in un universo parallelo in cui tra le decisioni prese e la messa in pratica delle stesse sono sempre passate settimane se non mesi!

Dopo l’uscita di scena dell’attuale tecnico dell’Atalanta infatti, la società viola ebbe bisogno di qualche giorno per incassare il colpo e virare sul nuovo tecnico, quello Stefano Pioli che però doveva liberarsi da un dorato contratto. Ecco dunque che fu necessario aspettare fino al 10 luglio circa per accogliere finalmente Pioli e tutto il suo staff. Dopo un ritiro estivo con più proclami che gol segnati, i tifosi della Fiorentina hanno atteso (invano) di vedere qualcosa di decente dalla tanto strombazzata squadra.

Non contenti giustamente delle prestazioni e dei risultati della squadra, la Curva Fiesole inizia una serrata contestazione nei confronti del DS Prade’ reo di tutti i problemi viola (Commisso ancora ovviamente non viene menzionato) e, nei giorni e nelle settimane successive, si parla più volte di dimissioni minacciate, poi presentate e respinte ed infine consegnate direttamente al Presidente. Nel frattempo però ci sarebbe un campionato da onorare e, complici i risultati della squadra, sulla graticola finisce a quel punto Pioli la cui posizione resta appesa ad un filo (ricordate?) per settimane fino a che non viene finalmente presa la decisione di esonerarlo.

Finita qui?? Macché!!! Il tecnico emiliano è titolare di un contratto triennale che la Fiorentina vorrebbe cancellare mentre il tecnico si oppone alla rescissione. Morale della favola? E’ necessario ancora una volta attendere svariati giorni in cui si cerca una via d’uscita. Non trovandola, si passa la patata bollente al mister della primavera Galloppa che siede sulla panchina viola solamente per una trasferta di Conference prima che arrivi Vanoli (scelto nel frattempo con molta calma perché la piazza non voleva il mister in pectore D’Aversa).

Nel frattempo però incredibilmente ci si accorge che per andare avanti servirebbe anche un direttore sportivo…. una cosa incredibile! Ma siccome i dirigenti viola, che negli ultimi anni hanno conseguito successi a giro per l’Europa, sono i migliori del mondo ed anche dell’Universo, dopo averci riflettuto per giorni interi, ecco la promozione di Roberto Goretti!

Finita qua? Ma certo che no!! Dopo alcune settimane tragicomiche in cui direttore generale, direttore sportivo e mister azzeccano meno dichiarazioni che formazioni, si decide finalmente il silenzio stampa e, con esso, si decide soprattutto l’arrivo del tanto invocato dirigente calcistico di spessore, cioè Fabio Paratici (ovviamente un ex Juve come l’altro candidato Giuntoli). Quindi via con il nuovo corso a tutta velocità che non c’è tempo da perdere giusto? Eh no…. perché adesso la Fiorentina deve aspettare che il nuovo Head of Football (sia mai che si usi la lingua italiana) si liberi dal Tottenham!

Firenze è complice

La sconfitta di Reggio Emilia e quella casalinga di ieri contro il Verona, sono sconfitte, anzi umiliazioni che partono da lontano, molto lontano.

Una società di calcio, come una democrazia, funziona solo ed esclusivamente se esistono al proprio interno persone capaci di interpretare il ruolo per competenza o esperienza passata, fedeltà alla causa e voglia di fare bene. Tutto ciò però non basta se all’esterno non ci sono pesi e contrappesi, non c’è qualcuno che controlla, fa le pulci, fa sentire la propria voce avendo la libertà di dissentire e di esprimere le proprie idee senza aver paura di essere messo a tacere.

A Firenze invece, fin dal 6 giugno del 2019, data di acquisizione della società viola da parte di Rocco Commisso, stiamo vivendo una lunga parentesi all’interno della quale il pensiero unico l’ha fatta da padrone. Oltre 20.000 persone accorse allo stadio a salutare il neo proprietario come fosse il liberatore ed il Messia, una lunghissima ed inspiegabile luna di miele che è andata avanti nonostante risultati mediocri in campionato. Anche se ormai tutti se ne sono dimenticati, la Fiorentina è una delle realtà storiche della nostra serie A ed ha veleggiato nella propria storia in media tra 5^ ed il 6^ posto in classifica (posizione praticamente mai raggiunta dall’attuale proprietà).

Non solo, ma da allora abbiamo assistito ad un continuo e prolungato conflitto in cui la società viola, con Joe Barone in testa, ha sfidato tutte le istituzioni cittadine e regionali per riuscire a centrare quello che probabilmente era l’unico e vero obiettivo di questa proprietà: il Viola Park da una parte, lo stadio dall’altra. Contemporaneamente, il risultato in campo ha acquisito sempre meno importanza, una piazza calda, focosa, irriverente, si è messa a tifare per le infrastrutture anziché per i calciatori, si è ubriacata di livore nei confronti della Sovrintendenza, del Sindaco, del Presidente della Regione, invece di rivoltarsi per la cessione (ad esempio) del capocannoniere del campionato alla Juventus mentre la squadra era in lotta per la Champions League. Una curva che era conosciuta da tutti per essere la più brontolona d’Italia, trasformata come per magia in un cane addomesticato, ammansito da un Direttore Generale che andava alla festa della curva cantando le canzoni del tifo e saltando al coro contro la Juventus. Una trasformazione incredibile direi quasi senza senso, senza alcuna spiegazione logica. O forse magari una spiegazione magari c’è, chissà!

Per non parlare poi della stampa che ha sempre commentato acriticamente l’operato della società facendo da cassa di risonanza anziché da guardiano o da coscienza critica. Dopo la parentesi vissuta con la Fiorentina sempre in lotta per la salvezza, allenatori come Italiano e Palladino, hanno risollevato le sorti della squadra e della città. Peccato però che entrambi siano scappati a gambe levate non appena possibile ed ancora una volta la colpa sia ricaduta sulla piazza, sui tifosi, sulle istituzioni che non permettevano di fare lo stadio nuovo etc…etc…etc… l’importante è sempre stato non disturbare il manovratore, non far ricadere mai le responsabilità su Commisso ed i suoi collaboratori. Non solo, ma abbiamo anche assistito alle offese, alle prese in giro ed addirittura alla defenestrazione di quelle poche voci libere che hanno provato ad insinuare qualche dubbio sul progetto societario, che hanno cercato di fare domande, hanno cercato di capire qualcosa in più. Pochissimi giornalisti, bloggers, tifosi si sono ritrovati fuori dal Viola Park con un cartellino rosso sventolato in faccia o addirittura una banconota messa nel taschino per dimostrare chi comandava in società e, purtroppo, anche in città. Solidarietà tra colleghi? Nessuna! Denuncia della concreta cancellazione del dissenso? Figuriamoci! E poi devo sentire Trevisani dire che la colpa è dei tifosi, è di chi vorrebbe una Fiorentina diversa!!

La gente di Firenze però, stavolta si merita questo scempio perché si è fatta abbindolare e si è dimenticata ciò che Firenze realmente è (anzi era): Firenze è orgoglio e bellezza, visione e splendore, insomma tutto il contrario di ciò che vediamo dal 6 giugno 2019.

Il mese della verità

La Fiorentina torna da Bergamo con una nuova sconfitta per 2 – 0, una sconfitta che però può essere letta in modi diversi. Possiamo scegliere e decidere di piangerci addosso, di ricordare i record negativi, la nuova gara senza reti, i due gol incassati, la classifica, oppure possiamo cercare di scrollarci di dosso la negatività affrontando le sfide del prossimo mese di dicembre a testa alta e petto in fuori.

E’ chiaro che la squadra ha grosse difficoltà sia dal punto di vista del gioco che da quello emotivo, mentre fisicamente è in evidente crescita ma credo non sia questo il momento in cui pensare alle prestazioni individuali, ai moduli di gioco, alla classifica. Anche ieri la Fiorentina ha giocato con un 352 molto leggibile (le due punte fisiche vicine e quasi piatte hanno funzionato poco anche stavolta), Fagioli ha giostrato molto più indietro, cioè in mezzo tra Pongracic e Pablo Mari per avere più libertà d’azione e far ripartire con più facilità i due esterni di centrocampo. Potremmo poi parlare delle due occasioni che si è mangiato anche ieri Piccoli, di cui la prima dopo nemmeno due minuti è stata incredibile: questo dovrebbe essere il momento di azzannare il pallone, spaccare la porta, avere la bava alla bocca. Ma a cosa servirebbe continuare a fare notare le difficoltà di questo gruppo?

L’impresa della salvezza è possibile solo ed esclusivamente se proviamo a guardare un bicchiere che inizia piano piano a riempirsi dei piccoli passi in avanti che la Fiorentina sta iniziando a fare…. si ma quali? Innanzitutto i viola sono stati capaci di non uscire mai dalla gara. Soprattutto dopo il secondo gol, i ragazzi di Vanoli avrebbero potuto abbandonare la contesa rischiando la goleada, avrebbe potuto farsi piccini piccini senza nemmeno provarci. Invece Ranieri e compagni hanno continuato a giocare la partita, hanno creato nuovamente occasioni, hanno colpito un palo con Kean, hanno battuto diversi corner. Non solo, ma uno dopo l’altro stanno rientrando tutti gli infortunati (a Sassuolo speriamo anche Gosens), la condizione atletica sta crescendo e tutti stiamo iniziando a prendere coscienza della situazione in cui siamo. L’ambiente si sta ricompattando, i calciatori guidati da Dzeko e lo stesso Vanoli, ieri a fine gara hanno finalmente avuto uno scambio vero di idee con i tifosi, hanno chiesto il loro aiuto ed hanno finalmente promesso di dare tutto, tutti insieme! Poco, probabilmente si, ma se non ripartiamo da remare tutti nella stessa direzione come possiamo pensare di fare questa impresa?

Non solo, ma Vanoli e Goretti hanno già indicato la strada del mercato di gennaio, quello in cui la Fiorentina dovrà dotarsi di calciatori che possano permettere alla squadra di cambiare modo di giocare: esterni offensivi ed un centrocampista di spessore mancano come il pane, ma prima serve invertire la tendenza. Dopo due partite quasi proibitive con Juventus ed Atalanta, adesso il calendario mette sulla strada viola squadre che possono essere alla nostra portata. Sassuolo, Verona, Udinese, Parma e Cremonese sono 5 gare in cui la Fiorentina deve fare almeno 9 punti per restare in vita. E’ vero, ad oggi gli episodi girano tutti male: un gol subìto con un cross, l’ennesimo palo di Kean, mai un rimpallo a nostro favore ma cosa possiamo fare, piangerci addosso? Oppure pensare che non può piovere per sempre?

Da qualche parte, non so dove, ci dev’essere quella scintilla che può permetterci di ripartire, di mantenere viva quella fiammella che ad oggi sembra del tutto spenta. Dobbiamo cercarla e trovarla tutti insieme, calciatori, allenatori, società, tifosi, città. Mettiamo in moto un esodo vero e proprio verso Reggio Emilia, facciamo vedere ancora una volta cos’è Firenze e cosa la Fiorentina, andiamo al Mapei Stadium e poi dopo al Franchi per la partita col Verona in massa, mettiamo in campo un tifo incessante, un amore incondizionato. E poi facciamolo di nuovo con l’Udinese, a Parma, con la Cremonese e poi ogni domenica finché la salvezza non sarà raggiunta! Solo così, tutti insieme, come un solo uomo, possiamo pensare di uscire da questo incubo.

Mai nessuno nella storia è riuscito a salvarsi senza nemmeno una vittoria dopo le prime 13 gare di campionato giusto? I record però sono fatti solamente per essere superati. Tutta Firenze, tutta insieme, ce la può fare partendo da Reggio Emilia.

Un bicchiere mezzo pieno

Il post Fiorentina Juventus è trascorso con le solite polemiche arbitrali, gli attacchi alla tifoseria viola da parte di ogni mezzo di comunicazione e la diaspora tra chi pensa che il pareggio sia una mezza sconfitta e chi invece crede sia un deciso passo in avanti: cerchiamo di approfondire tutte le questioni in attesa dei vostri commenti.

Quanto alle disquisizioni in merito alle decisioni del Direttore di Gara, come sapete su questo blog non ne parlo praticamente mai ma stavolta qualcosa lo voglio dire. Al netto dell’errore da principiante (non l’unico) di Pablo Marì che si fa sfuggire Vlahovic, la trattenuta dell’attaccante serbo sul difensore viola è clamorosa, trattenuta che serve a prendere quel vantaggio di spazio e posizione che poi Vlahovic sfrutta per entrare in area di rigore dove Marì lo trattiene platealmente. Il primo contatto però è decisivo per guadagnare quella posizione che poi viene sfruttata per entrare in area e dunque mi sembra giusto che il rigore venga cancellato. Nel mondo al contrario del pallone italiano però, si pende ancora dalle labbra dell’ex arbitro Marelli (una carriera mediocre quasi quanto il suo ruolo a Dazn) per capire il corretto uso del VAR, tecnologia il cui utilizzo sembra ormai essere sfuggito di mano.

Quanto invece agli insulti che la Curva Ferrovia e non solo ha rivolto a Vlahovic, credo ci sia ben poco da dire. Sappiamo tutti, anche quei mezzi di comunicazione che ci massacrano da giorni, che quel coro non è rivolto al calciatore in quanto appartenente ad una specifica etnia o nazione ma solamente perché è un ex viola non amato per le sue prese di posizioni ed atteggiamenti. Certamente il coro è da condannare, ma come mai nessuno dice che lo stesso Vlahovic ha indicato i suoi genitali in segno di sfida sia alla curva che alla tribuna? Voglio inoltre far presente che non accetto lezioni di morale da una tifoseria che ad ogni derby riceve alcuni DASPO perché mima l’aereo di Superga o da un allenatore come Spalletti che, ai tempi del Napoli, cercò di aggredire fisicamente i tifosi del parterre di tribuna. Quanto poi alla testata Tuttosport che ancora oggi crede all’innocenza della dirigenza juventina sia per Calciopoli che per le plusvalenze (due processi in cui la Juventus ha patteggiato) preferirei tacere…..

Venendo finalmente al calcio, la Fiorentina ha fatto un deciso passo in avanti per moltissimi motivi. Innanzitutto è sembrata finalmente una squadra, un blocco con calciatori che hanno pensato ad aiutarsi, a collaborare, ad essere NOI anziché IO. Non solo, ma si è iniziato a vedere uno straccio di gioco, certo imperfetto, certo qualitativamente non eccelso (e lì molto dipende dagli interpreti a disposizione) ma finalmente si è tornati a mettere nelle migliori condizioni i propri giocatori più forti: Kean a fare la lotta da solo contro tutta la difesa avversaria servito palla addosso e Mandragora libero di inserirsi. La squadra inoltre sembra atleticamente molto più in palla, con qualche cambio di passo e senza andare sotto fisicamente per almeno 80 minuti. Il gruppo poi, sembra aver ricominciato a remare nella stessa direzione, sembra credere alle parole di mister Vanoli che è stato addirittura abbracciato da Mandragora dopo il gol…con Pioli non sarebbe mai successo!

Pensiamo poi che alcuni giocatori si sono fatti trovare pronti nonostante lo scarso utilizzo delle ultime settimane: Parisi è stato tra i migliori in campo, attento in fase difensiva e coraggioso in fase offensiva, Fagioli senza illuminare ha giocato comunque una gara intelligente di grande sacrificio, Kouadio è entrato con grande attenzione sbagliando poco e rischiando nulla.

Per non parlare poi della capacità di restare dentro la gara per 90 minuti e di quella di reagire alle avversità. Dopo un primo tempo piuttosto equilibrato, i viola hanno subìto la rete di Kostic pochi secondi prima di andare al riposo, ma l’inizio del secondo tempo è stato comunque il miglior momento della Fiorentina: lo splendido pareggio di Mandragora, la pressione in varie zone del campo, tanti confronti diretti vinti pur senza avere grandi occasioni da rete. Questa intensità, questa reazione è la miglior notizia in vista di una possibile risalita che sarà lunga e difficile, ma che dopo questa prestazione sembra non più impossibile.

Se il bicchiere è mezzo pieno però, è perché ci sono ancora tantissime cose da correggere; offensivamente la Fiorentina attacca con pochi uomini, riempie poco l’area e non riesce ad arrivare in fondo con gli esterni. Nella fase difensiva poi, i ragazzi di Vanoli devono trovare una quadratura migliore: la prova di Pablo Marì sabato è stata disastrosa, mentre si sono disimpegnati meglio sia Pongracic che Ranieri. Oltre ai difensori però, anche i centrocampisti devono essere capaci di offrire un maggiore filtro per negare le verticalizzazioni avversarie. Certo il lavoro del nuovo mister è solamente all’inizio, ma i miglioramenti ci sono ed allora dobbiamo attendere con fiducia.

Adesso, dopo la Conference di giovedì contro l’AEK Atene, una trasferta molto dura a Bergamo contro l’Atalanta dell’ex Palladino: dare continuità di risultati permetterebbe di prepararsi al meglio ad un ciclo di partite più abbordabili fondamentale per rilanciarsi.

Timidi segnali di risveglio

Uno dei film che mi ha commosso maggiormente è stato “Risvegli” di cui immagino il nostro caro amico Wwayne potrebbe fare una splendida recensione (a proposito ha un blog pieno di post bellissimi su libri, serie e film)!

Ovviamente non ho iniziato il mio articolo in questo modo per promuovere il blog di Wwayne, ma solamente perché se mi dovessero chiedere un’espressione per raffigurare la partita della Fiorentina di ieri a Marassi, userei la frase “timidi segnali di risveglio”. La truppa dell’esordiente mister Vanoli infatti, ha dato l’impressione di aver iniziato a capire che si trova sul ciglio di un burrone e che è necessario iniziare a risalire tutti insieme, un pezzo per volta, un punticino alla volta. Nelle prime parole regalate al sito della società, il mister ha messo il focus sui risultati, sulla necessità di cambiare una mentalità con la quale si è spesso pensato che se non avessimo vinto quella gara, saremmo stati certamente capaci di vincere la successiva, poi quella dopo ed infine quella dopo ancora, con il risultato che, ad oggi, dopo 11 giornate, i viola devono ancora trovare il primo successo in campionato. Per invertire la tendenza, per provare a risalire la china, era necessario bloccare l’emorragia, portare a casa un risultato positivo perché, come ha detto sempre mister Vanoli, la squadra deve capire che le partite che non possiamo vincere, dobbiamo assolutamente imparare a non perderle.

Ecco a Genova, la Fiorentina sembra aver iniziato a dare qualche segnale di inversione di tendenza grazie soprattutto ad alcune individualità che speriamo possano essere in fase di rilancio. La coppia di attaccanti ad esempio, composta da Piccoli e Gudmundsson, al netto di aver trovato entrambi la rete, è sembrata più dentro al gioco, più viva, più capace di scambiarsi palla e posizione. Oltre alla fase offensiva poi, hanno avuto grande disponibilità nel tornare ad aiutare i centrocampisti ed hanno iniziato a fare movimenti coordinati, a cercarsi per giocare l’uno due, a dialogare come invece non avevamo visto in precedenza. Se davanti la Fiorentina ha fatto cose discrete, in mezzo al campo si è confermata l’assoluta imprescindibilità di Sohm: come a Magonza contro il Mainz, lo svizzero ha fatto vedere buone cose in fase di ripartenza, ha mostrato una cilindrata nel motore che in questo momento non è in dote a nessun altro centrocampista viola, ed ha mostrato anche doti tecniche importanti. L’assist per il gol di Piccoli è stato da leccarsi i baffi ed altre giocate a far correre gli esterni hanno messo in mostra ottime doti. Esterni che anche stavolta hanno alternato buone cose, soprattutto difensivamente, con errori marchiani in fase di ripartenza (l’assist sbagliato da Dodò 3 contro 1 mi ha fatto sanguinare gli occhi).  In attesa di Gosens, e con un Parisi da subentrato, almeno sulle fasce i viola sembrano attrezzati.

Le note liete però finiscono qui. Gli altri centrocampisti sono apparsi ancora in ritardo di condizione ed in confusione nella fase di riproposizione del gioco: Nicolussi Caviglia ha toccato decine di palloni ma ne ha sbagliati la maggioranza, mentre Mandragora è stato piuttosto trasparente. La difesa poi, ha ancora una volta mostrato limiti preoccupanti; per salvarsi infatti, la Fiorentina non può permettersi di continuare a prendere rete ogni domenica e tutti sono chiamati a fare di più. Dal portiere De Gea, protagonista della parata sul calcio di rigore di Colombo, ma sempre indeciso in uscita e ieri anche con i piedi, ai tre difensori sempre traballanti. Ammoniti all’alba della gara, Pongracic e Ranieri hanno ancora una volta mostrato limiti imbarazzanti: non ci dimentichiamo che ieri la Fiorentina giocava contro il peggior attacco del campionato (stando alle statistiche avanzate), un attacco che comunque ha trovato il modo di infilare due volte la palla nel sacco. La grossa differenza è che nella scorsa stagione, con Palladino in panchina, la Fiorentina giocava con un blocco bassissimo che prevedeva perfino Gudmundsson al limite della nostra area e veloci ripartenze con palla lunga su Kean con Mandragora, Gosens e Dodò ad attaccare le seconde palle. In questa stagione invece, non siamo né carne né pesce, non attacchiamo alti (come sembrava voler fare Pioli ad inizio preparazione) e non teniamo il blocco basso, inoltre non abbiamo condizione atletica (sarà per quello che da mercoledì i viola faranno doppia seduta giornaliera?).

Resta comunque un pareggio preziosissimo dal punto di vista psicologico, una squadra che finalmente non ha mollato dopo 70 minuti, un allenatore che ha dispensato consigli e pacche sulle spalle per 95 minuti, una squadra che, almeno a parole, sembra iniziare a capire dove siamo finiti. Ho già sentito diversi osservatori disquisire in merito al mercato di gennaio…. io inviterei tutti a pensare a lavorare sul campo per mettere qualche punto in classifica che altrimenti rischiamo ad arrivare all’apertura del calciomercato in condizioni già disperate!!

Per chi volesse ascoltarlo, vi lascio qui sotto il link alla conferenza stampa di Vanoli di ieri dopo il match: un deciso cambio di paradigma nell’universo viola!!

Ecco Vanoli: da dove ripartire?

Al termine di una settimana tragicomica, con un mister che non si dimette nonostante l’ennesima sconfitta, una società che aspetta due giorni per esonerarlo salvo mandare in panchina in Europa Galloppa dicendoglielo poche ore prima di andare in aeroporto, la Fiorentina si ritrova con un “nuovo” Direttore Sportivo, un nuovo allenatore e, tanto per cambiare, una nuova sconfitta.

Tralasciando l’ennesima promozione interna anziché l’ingresso di nuove figure professionali, credo sia opportuno da qui alla fine pensare solo ed esclusivamente al campo poiché rischiamo di ritrovarci nell’anno del centenario non solo senza aver vinto un trofeo e senza la curva Fiesole pronta, ma anche e soprattutto rischiamo di ritrovarci a giocare in serie B. Questa dovrebbe essere la preoccupazione primaria in questo momento non tanto e non solo nostra, ma soprattutto all’interno del bunker Viola Park, luogo dorato in cui stanno passando le loro giornate i “calciatori” sotto contratto con il silente proprietario statunitense. L’arrivo di Paolo Vanoli credo sinceramente che, considerando il modo in cui viene gestita la Fiorentina dal momento in cui è passata nelle mani di Commisso, sia la soluzione migliore. L’ex giocatore viola è cresciuto ed è stato forgiato alla scuola di Antonio Conte di cui è stato il mister in seconda per alcuni anni. Le parole d’ordine saranno dunque lavoro, serietà, sudore, attenzione ai dettagli, senso di appartenenza. Certo Vanoli non sarà uno che regala slogan o frasi buone per i titoli dei giornali, ma in questo momento a Firenze serve innanzitutto una persona che riesca a rimettere ordine nello spogliatoio, in campo, nella squadra.

Se guardiamo alla prestazione di ieri sera a Magonza infatti, i viola hanno offerto il solito film già visto più volte in questa stagione: se certamente l’approccio alla gara è stato buono e solamente a causa di errori macroscopici (in primis di Piccoli) la squadra non è riuscita ad andare al riposo con almeno due gol di vantaggio, la Fiorentina si è però spenta fisicamente ancora una volta dopo soli 60 minuti. La questione della preparazione atletica completamente sbagliata credo sia ormai sotto gli occhi di tutti, una scarsa preparazione fisica che viene poi amplificata dai limiti strutturali della rosa costruita questa estate.

I viola infatti, hanno grandissima difficoltà ad uscire palla al piede da dietro, fondamentale che anche ieri sera ha dimostrato di avere a sprazzi solamente Sohm. Non solo, ma a differenza della scorsa stagione, i viola non riescono nemmeno ad andare ad attaccare alti le seconde palle sulle spizzate della punta proprio perché arrivano sempre in ritardo su tutti i palloni. Non avendo poi esterni che saltano l’uomo, la manovra risulta sempre lenta, prevedibile, incapace di trovare spazi alle spalle dei centrocampisti avversari per andare a giocare in parità numerica davanti. Oltre a tutto questo poi, esiste anche un problema ormai evidente in fase difensiva: siamo proprio sicuri che i nostri difensori siano così adatti allo schieramento a 3? Questo modo di difendere obbliga i due difensori esterni a coprire tutta la zona di campo tra il compagno centrale e la linea laterale, una porzione evidentemente più grande rispetto a quella che si deve gestire giocando a 4. Considerando il momento psicologico e fisico della squadra, sarebbe forse preferibile giocare con una linea a 4 molto bloccata, dedita solamente alla fase difensiva che eviti svolazzi tipo il tacco di Ranieri ieri sera nell’azione del primo gol, o le dormite come quelle di Pongracic sul pareggio e Comuzzo in marcatura (se così la possiamo chiamare) nel gol decisivo.

Se in difesa siamo messi male, certo a centrocampo non brilliamo. Ad oggi l’unico calciatore di cui credo non si possa fare a meno è proprio Sohm: lo svizzero infatti, riesce ad unire fisicità, strappo, cambio di passo e tiro in porta. Certo non è un regista né un faro per gli altri, ma è l’unico in questo momento che riesca a tramutare l’azione da difensiva in offensiva. Gli altri sono tutti giocatori che hanno un passo solo, pochi tempi di inserimento, pochissime giocate di prima. In questo modo diventa difficile costruire qualcosa per gli attaccanti soprattutto se funzionano poco anche gli esterni: ieri sera Dodò ha dato qualche timido segnale di risveglio, mentre Fortini è ormai una certezza anche se il vero Gosens potrebbe cambiare tante cose. In attacco infine, Piccoli è semplicemente imbarazzante: anche nella trasferta tedesca, si è mangiato due reti piuttosto semplici e non è stato capace di essere il punto di riferimento davanti per la squadra. Kean non è quello della scorsa stagione ma resta un calciatore imprescindibile per questa Fiorentina così malandata.

Il riassunto non solo del momento ma anche di tutta questa prima parte della stagione penso possa essere racchiuso nelle parole di Goretti che, quando gli è stato chiesto cosa servisse a questa squadra ha risposto solamente: “serve allenarsi, allenarsi, allenarsi”. Senza tornare a quel che è stato, a Vanoli chiediamo soltanto questo: lavoro, lavoro, lavoro, allenamento, allenamento, allenamento.

VERGOGNA

Vergogna, come quella che gli zombie scesi in campo ieri pomeriggio dovrebbero provare. Vergogna come quella che invece siamo costretti a provare noi tifosi che stamattina, come ogni maledetto lunedì, dobbiamo tornare al lavoro con il cuore gonfio di rabbia, di dolore e sconcerto per le prestazioni della Fiorentina. Noi che siamo anche costretti ad ascoltare le battutine ed i giusti sfottò di tifosi di squadre che almeno sanno con chi possono prendersela se qualcosa non va: con un allenatore, con la squadra o con la società. Vergogna è quella che invece dovrebbero sentire tutti i componenti dell’ACF FIORENTINA per non aver rispettato il significato che quella maglia ha per noi tifosi, per noi persone che spendiamo soldi, togliamo tempo alla famiglia, prendiamo acqua e vento chiedendo in cambio solamente impegno, sudore e dedizione. Conoscete forse qualcuno che tifi seriamente la Fiorentina per vincere qualcosa? Oppure conoscete gente ubriaca del colore viola solamente perché ama la propria città, perché si è innamorata di un calciatore o semplicemente perché così gli ha insegnato il nonno o perché magari è l’occasione per continuare a frequentare quegli stessi amici di una vita illudendosi così che il tempo non passerà mai?

Vergogna come quella che spero tutta la Fiorentina da Commisso fino ai magazzinieri abbiano provato per la prova indegna che hanno messo in campo ieri: l’ex Direttore Sportivo Pradè aveva presentato la sfida contro il Lecce come la partita della vita o della morte e la risposta è stata quella ammirata ieri al Franchi. Complimenti, avete seppellito la nostra maglia ed i nostri colori sotto un monte di letame, avete offerto la plastica dimostrazione di quanto veramente vi interessa essere degli uomini.

Vergogna dovrebbe provarla un allenatore ormai superato che è stato richiamato dalla prigione d’oro per venire a Firenze a proporre il suo calcio fatto di niente: una preparazione a 40 gradi con il tridente ed i proclami sulla Champions League e poi via verso il nulla cosmico! Pioli ha capito che non era scattata la scintilla con la squadra ma nonostante ciò ha continuato nella sua traversata nel deserto: encefalogramma piatto. Nessuna invenzione, nessun cambio di spartito, nessuna idea da mettere in campo.

Vergogna dovrebbe provare un capitano che avrebbe dovuto seguire le orme di Davide Astori, non quelle di un attore che interpreta Arancia Meccanica. Calciatore sopravvalutato, sempre teatrale, sempre pronto a scaricare le colpe su altri, sempre pronto a fare sceneggiate insopportabili. E con un capitano così, si dovrebbe vergognare anche quella banda di calciatori (non possiamo chiamarla squadra) che ha passeggiato per il campo, senza vincere mai un contrasto, senza mai azzeccare un passaggio, senza mai dare l’idea di voler superare l’avversario. Una sensazione di impotenza contro il Lecce di Di Francesco in una partita che poteva essere tranquillamente giocata in Serie C.

Dovrebbe vergognarsi una società, o quel che ne resta, sempre immobile, con un Direttore Generale che ha candidamente ammesso davanti alle telecamere di non sapere come uscire da questa situazione, un ex Direttore Sportivo che ha continuato a fare mercato solamente con i soliti due procuratori sbagliando tutto il possibile. Una società che però non ha altre figure, non ha uomini di campo, non ha soprattutto gente che conosce Firenze e le sue dinamiche. Dopo la morte di Barone, che faceva e disfaceva a suo piacimento, una società seria sarebbe stata ristrutturata con divisioni di responsabilità alla catena di comando. Qui invece, solamente la redistribuzione di competenze a persone che già erano a Firenze ma che hanno dimostrato fin da subito di non essere all’altezza.

E per ultimo la situazione dovrebbe far vergognare anche Rocco Commisso. Arrivato in Italia promettendo mari e monti ad oggi ha il grandissimo merito di aver costruito il Viola Park ma io sinceramente vado allo stadio per divertirmi con una squadra che tiene alto il nome di Firenze non per andare a mangiare le alette di pollo a Bagno a Ripoli. E’ la quarta volta da quando Commisso ha comprato la Fiorentina che lottiamo per non retrocedere; in questi anni si sono dimessi 3 allenatori, un Direttore Sportivo e Pioli al momento è attaccato alla seggiola ma sarà il prossimo. Quale sarebbe dunque il progetto sportivo di questa società? Non ho detto il progetto immobiliare, ho detto quello sportivo….. Quale sarebbe la visione di calcio che state portando avanti? Oggi in tanti finalmente aprono gli occhi ma fortunatamente su questo blog dico le stesse cose da anni, spesso spernacchiato, altre volte attenzionato. Felice finalmente che qualcuno abbia aperto gli occhi ma mia nonna, in queste occasioni, diceva sempre: “Fresche l’ova!!!”

La gara di ieri è un marchio indelebile nella storia della Fiorentina: ci avete insultato con una prestazione indecente dalla quale non vi riscatterete mai.

Il buono, il brutto, il cattivo

INTER – FIORENTINA = 3 – 0

Toccato il fondo si può solo risalire.

Così pensava chi ha creato e scritto questo aforisma, sono però sicuro che costui o costei non fosse tifoso della Fiorentina. Se lo fosse stato, avrebbe invece pensato che, una volta toccato il fondo, si può sempre continuare a scavare per vedere fin dove si può arrivare. Questo è ciò che hanno fatto ieri sera a San Siro Ferrari, Pradè, Pioli ed i calciatori in maglia viola: si tutti loro assieme, nessuno escluso! Se infatti dopo 9 giornate di campionato la compagine di Rocco Commisso ha guadagnato la miseria di 4 punti in classifica, non ha ancora vinto una partita, ha la peggior difesa del campionato al pari dell’Udinese ed il quarto peggior attacco, la responsabilità deve essere necessariamente collettiva! Certo non sarà stata quella di ieri sera la gara da vincere per i viola (come ha detto Pradè) ma prima o poi dovremo cominciare a fare qualche punto o no? Quella di quest’anno è la peggior partenza della storia della Fiorentina, lo hanno capito quelli che dirigono la società e quelli che vanno in campo o no? La città sta iniziando a vergognarsi della squadra, dei risultati, dei calciatori, della società….. al Viola Park lo hanno capito o no?

Certo contro l’Inter Pioli ed i suoi ragazzi non potevano fare molto di più, ma la prestazione di alcuni e l’interpretazione della gara da parte del mister ha lasciato molti dubbi. La Fiorentina ha giocato i primi 60 minuti da squadra, con i reparti corti, un blocco difensivo molto basso, raddoppi in serie sui centrocampisti di Chivu, letture difensive discrete, parate sicure di De Gea, ma soprattutto fisicità. Le scelte inziali di Pioli infatti, avevano voluto pareggiare o quantomeno limitare i centimetri ed i muscoli di una delle squadre più alte e grosse del campionato. Oltre a Pablo Mari in mezzo alla difesa, ecco Comuzzo e Viti in luogo di Pongracic e Ranieri, Sohm e e Ndour in mezzo al campo al posto di Nicolussi Caviglia e Fagioli. Infine Gudmundsson anziché Fazzini per arginare uno dei migliori registi in Europa, cioè Calhanoglu. La formazione era sembrata azzeccata, i viola erano riusciti a contenere abbastanza le trame offensive nerazzurre, insomma non c’era niente da toccare soprattutto nel reparto che fronteggiava il centrocampo dell’Inter, uno dei migliori della Serie A e non solo. Invece Pioli, non si sa per quale motivo, ha scelto di andare a rivoluzionare proprio il cuore del gioco: via Sohm e Ndour, via Gudmundsson che stava marcando pressoché a uomo Calhanoglu e dentro due fringuellotti come Fazzini e Fagioli. Il risultato? Avete presente Fort Apache? L’Inter ha magicamente guadagnato metri di campo e spazi da attaccare ed ovviamente il regista turco ci ha punito con una delle sue giocate. Da lì in poi è calato il buio sulla Fiorentina ed il risultato avrebbe potuto avere dimensioni ancora più esagerate se solo non avessimo ritrovato, almeno per una sera, un De Gea in grande spolvero.

Se le scelte del mister hanno destato qualche critica, un aspetto che è ormai sotto gli occhi di tutti è la pessima condizione atletica della squadra. Come sottolineato più volte anche dal nostro amico Wwayne nei commenti ai miei articoli, la Fiorentina è una squadra che corre poco e non ha cambio di passo. I viola sembrano arrivare sempre secondi sul pallone, paiono pesanti e senza cambio di passo. E’ mai possibile che un calciatore come Gosens, che fino alla scorsa stagione sembrava avere uno scooter sotto i piedi, adesso sia piantato? E che dopo 60 minuti abbia sempre le mani sui fianchi? Dodò, che senza il cambio di passo diventa un calciatore normale, in questa stagione ha il dinamismo di Carnasciali. Pablo Marì ieri ha avuto i crampi negli ultimi 20 (!!!) minuti di gioco, mentre Comuzzo ha l’esplosività di Sbirulino. Gudmundsson è sempre compassato ma almeno sa giocare a calcio, Mandragora e Sohm se non hanno cambio di passo sapete spiegarmi a cosa servono? Il Viola Park, ubicato a Bagno a Ripoli, dove nei mesi di Luglio ed Agosto si registrano molto spesso temperature sopra i 40 gradi con punte molto alte di umidità, siamo proprio sicuri sia il posto ideale per fare la preparazione precampionato? Ah già ma il Dottor Pengue ha detto che non esiste posto migliore…. una voce libera e disinteressata…..

Restano le parole del DS Pradè scolpite nella pietra: la gara di domenica col Lecce è questione di vita o di morte. Qualcuno capirà la gravità del momento?

IL BUONO

  • I risultati delle altre: Pensate come siamo ridotti……
  • De Gea: abbiamo perso 3 – 0 ed il migliore in campo è stato il portiere. Pensate come siamo ridotti……

IL BRUTTO

  • Commisso, Ferrari, Pradè, Pioli, i calciatori: Quando la barca affonda non si salva nessuno. Che tristezza…..

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 2 – 2  

Dal purgatorio all’inferno andata e ritorno.

Se conoscete qualcuno che vuole avere la definizione di una partita pazza, potete tranquillamente consigliare la visione di Fiorentina Bologna, una gara in cui è successo di tutto e di più. Non solo, ma la partita di ieri ha dimostrato ancora una volta perché il calcio è lo sport più bello del mondo: dallo 0-3 ad opera di Dallinga annullato per fuorigioco alla possibile vittoria viola con il macroscopico errore di Dodò al minuto 96 è successo di tutto ed è successo qualcosa che nessuno poteva minimamente prevedere. Una Fiorentina per l’ennesima volta pietosa, senza idee, senza ritmo, senza voglia, senza nessuno spunto, stava perdendo giustamente contro un Bologna che invece stava disputando una partita ordinata e nulla più. La compagine di mister Italiano infatti, era riuscita a portarsi sopra di due reti senza fare niente di eccezionale: una discreta circolazione della palla, una buona aggressione sulle seconde palle, un briciolo di qualità nella metà campo avversaria.

La Fiorentina invece, una squadra senza grinta, senza gioco, senza un minimo di amor proprio: calciatori che camminano manco fossero sul Ponte Vecchio, automatismi che non sembrano nemmeno essere stati provati, giocatori che vengono tirati fuori dalla naftalina forse per disperazione o più probabilmente per far capire a tutti che più di qualcosa non funziona. Altrimenti perché inserire Sabiri a metà ripresa? E perché Gosens cammina stancamente per 60 minuti facendosi scherzare da tutti gli avversari? E poi perché Comuzzo è un desaparecido mentre Pongracic continua a fare più danni della grandine? L’improvvisazione regna sovrana ed in campo sembra che la squadra giochi completamente a caso. Poi però, succede che il direttore di gara scovi Dallinga in fuorigioco, butti fuori Holm per doppio giallo e conceda due rigori solari alla Fiorentina. Peccato che poi Dodò non riesca nella clamorosa rimonta ma del resto siamo la Fiorentina…. nati per soffrire!

Se in campo ed in panchina sembra regnare l’improvvisazione, non riesco a non parlare della nostra società. Ad un passo dal baratro, ad un passo dalla quarta sconfitta interna in quattro gare, mentre finalmente il tifo organizzato della Ferrovia iniziava timidamente a farsi sentire, alcuni tifosi della Tribuna hanno l’ardire di rivolgere un applauso ironico e qualche parola all’indirizzo del Direttore Generale Ferrari. Invece di fare finta di niente, di voltarsi dall’altra parte o magari di scusarsi per l’indegno spettacolo offerto dalla squadra, Ferrari ha invece la grande idea di reagire verbalmente fino al punto di essere accompagnato via da uno steward. E’ ovvio che la violenza deve essere sempre condannata, ma almeno la libertà di applaudire ironicamente allo stadio possiamo ancora averla? Oppure vogliamo tornare alle liste dei buoni e dei cattivi del povero Joe? Pensiamo davvero che sia accettabile ancora a lungo una squadra che fornisce queste prestazioni e che veleggia quasi all’ultimo posto in classifica?

Certo quest’anno Commisso ha speso, tanto e (molto probabilmente) male, avendo in mente la possibilità di avvicinare la Fiorentina alle parti nobili della classifica ma adesso, dopo queste prime giornate, con queste prestazioni e questa graduatoria, non lo capiamo che è il momento di cambiare fase? Vogliamo mettere la squadra, la dirigenza e la città davanti alla realtà? I tifosi lo hanno già capito ma mi sa che sono gli unici: adesso è il momento di lottare tutti insieme per mantenere la categoria, per non scivolare in quella cadetteria che aprirebbe degli scenari ad oggi imperscrutabili. E sarebbe anche il caso che i dirigenti in primis capissero che la gente che si reca allo stadio in casa ed in trasferta, spende soldi e tempo per stare accanto ad una maglia, a dei colori, ad una città che ama visceralmente. In amore non esiste razionalità, dote che dovrebbero avere invece i dirigenti, possibilmente associata ad esperienza calcistica, dote che purtroppo a Firenze sembra non fare curriculum: per lavorare qui sembra invece essere primaria la fedeltà e l’osservanza alle regole interne…. tutte cose che però non servono in uno spogliatoio di calcio.

Avanti così, verso l’abisso!

IL BUONO

  • Fortini: rispetto a Gosens ha voglia, gamba, sfacciataggine. Conquista l’espulsione di Holm e fa avanti ed indietro sulla fascia tante volte. E’ il momento in cui serve gente che brucia l’erba!
  • Dzeko: non fa niente di trascendentale ma ha grande personalità, dote fondamentale in questi momenti. Anche in occasione del secondo rigore, prende la palla e la mette sul dischetto senza esitazioni più volte. Adesso tocca agli uomini veri.

IL BRUTTO

  • Dodò: dopo aver sbagliato decine di cross, è capace anche di non prendere la porta calciando da poco più di un metro senza nemmeno il portiere. Certamente accelera spesso, ma da un brasiliano ci si attenderebbe anche un minimo di doti tecniche…..
  • Gosens: cammina per il campo, si piega sulle ginocchia già dopo un quarto d’ora, si fa scherzare da Orsolini anche di testa. Che delusione il mio Robin…..
  • Mandragora: che la scorsa stagione sarebbe stata irripetibile lo si sapeva tutti, ma per ora mancano anche corsa e grinta. Ndour almeno ci prova…..

A voi per i commenti!!