Resta solo l’Atalanta

E’ stata la solita Juve di Champions. Un arbitraggio indecente per una competizione del genere, che nemmeno la tecnologia ha potuto salvare, non può essere una degna scusante anche perché entrambi i rigori assegnati sono stati letteralmente inventati.

La verità è che i nodi sono finalmente venuti al pettine: una gara di andata insufficiente in cui la Juventus è stata surclassata dal Lione per ampi tratti di gara, un ritorno basato più sui nervi e sulla rabbia che non sul gioco e le geometrie. L’assenza di Dybala è stata certamente pesante, ma non era stato preso “il maestro” Sarri proprio per fare un calcio diverso in cui era l’orchestra e non il solista a suonare? Cristiano Ronaldo si è dimostrato ancora una volta un campione assoluto ma la rosa inizia ad avere la sua età e il progetto è rimasto in mezzo al guado… Non sono stati dati a Sarri il tempo sufficiente ed i calciatori necessari per sviluppare il calcio che predilige, ma soprattutto i giocatori non hanno offerto quella disponibilità necessaria ad imparare fino in fondo un altro modo di fare calcio.

Ancora una volta la Juventus vince in Italia (che noia!!!) ma appena prova ad emergere in Europa le viene regolarmente sbattuta la porta in faccia nonostante acquisti monstre quali Ronaldo e De Ligt. L’avventura di Sarri sulla panchina bianconera, l’uomo che faceva dell’opposizione al potere e della gavetta un marchio di fabbrica, è già terminata dopo una sola stagione. Sarri voleva cambiare i bianconeri, la verità è che il mondo Juve ha cambiato lui ed a giudicare dai risultati non ne è valsa nemmeno la pena.

È uscito anche un coriaceo Napoli piegato al Camp Nou per 3 – 1 da un Barcellona troppo superiore nel primo tempo. Nonostante una partenza discreta, la squadra di Gattuso è stata surclassata nel risultato pur non demeritando, ma la serataccia di Koulibaly e Manolas hanno fatto la differenza contro una delle squadre più talentuose del mondo. Insigne in assoluto la nota più lieta della serata: con Ringhio in panchina, il capitano partenopeo sembra aver trovato la strada della definitiva maturazione dopo anni di troppi alti e bassi. L’attacco leggero invece ha dimostrato che nelle partite in cui il Napoli si trova in svantaggio e deve rimontare, fa molta fatica ad impensierire le difese avversarie soprattutto in campo europeo. Il Napoli chiude comunque l’annata con un trofeo ed esce a testa alta dalla Champions: per come era iniziata la stagione, sembra quasi un miracolo!

L’Atalanta resta dunque l’unica rappresentante italiana nella massima competizione europea. Col PSG serve una nuova impresa per continuare a sognare.

6 pensieri su “Resta solo l’Atalanta

  1. La scelta di Sarri è stata scellerata fin dall’inizio e il problema, più che tecnico, era squisitamente antropologico. Lui che qualche anno fa si era eletto a Masaniello contro i poteri forti, dito medio ai tifosi,conferenze stampa “variopinte” ecc.ecc. Impossibile far incontrare due rette parallele giusto così.

    Il Napoli ha sempre avuto sfortuna nei sorteggi da Benitez in poi, e quelle rare volte dove ha superato i gironi ha sempre beccato la corazzata di turno uscendo spesso a testa alta, ma comunque uscendo.

    La partita dell’Atalanta di mercoledì sarà sicuramente avvincente, anche perché il PSG concede tantissimo agli avversari con l’obiettivo di segnare un gol più di loro. Essendo una gara secca può davvero succedere di tutto e sarà un piacere seguirla. Personalmente se dovessi fare un pronostico direi che andrà avanti il PSG al termine di una gara dove la Dea ha dato tutto, come successe con il Malines quando eravamo bambini e l’Atalanta partecipava alla Coppa delle Coppe nonostante giocasse in serie B.

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    • Mamma mia quanti ricordi… Il Malines con la maglia giallo rossa simile alla Cattolica Virtus!!
      Non so se passerà il PSG, quel che so è che sarà una partita simile ad un match di boxe in cui i due pugili se le daranno senza risparmiarsi.

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  2. Come spesso succede, l’errore principale della Juve di Sarri nasce a monte, ovvero da una scelta fondamentale sbagliata: non era lui l’allenatore da prendere, perché incompatibile con l’ambiente; non era lui la prima scelta della Società!
    Il problema del Napoli, poi, così come quello di quasi tutte le squadre italiane (Juve compresa, quindi), è il fatto di non capire (o voler capire) che ciò che funziona in Italia, in fatto di ritmi di gioco, moduli e mentalità non sempre (o quasi mai) va bene a livello europeo: giustissima, in tal senso, la tua puntualizzazione sulla scarsa funzionalità, con il Barcellona, del tanto osannato attacco leggero, che così bene aveva funzionato proprio ai tempi del Sarri partenopeo.
    Proprio in questo senso, credo che l’Atalanta del tanto chiacchierato Gasperini sia la sola delle italiane capace di mettere in campo ritmi competitivi, ed è dunque l’unica che potrebbe divertirsi e fare divertire anche al cospetto di una corazzata quale il PSG!

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    • È vero, Sarri è stato un ripiego visto il diniego di Guardiola, e come tale è stato trattato dal gruppo e dai senatori dello spogliatoio. Effettivamente negli ultimi anni le squadre italiane non vogliono o non riescono più ad anticipare i tempi rispetto all’evoluzione del calcio europeo. Prima eravamo noi a dettare i tempi ed i modi, adesso dobbiamo rincorrere. Forse proprio l’Atalanta può essere la sorpresa della competizione per l’atteggiamento, il ritmo ed il modo di giocare. Nella partita secca poi, può succedere di tutto!

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    • La dipartita della squadra di Sarri è stata solo anticipata rispetto al previsto, non avrebbe comunque avuto chance nel proseguio con il City, il Barcellona o il Bayern. Come ha scritto in maniera sintetica e precisa Simone si tratta di due mondi opposti, di due strade parallele, non avrebbe mai potuto funzionare. Dopo questi anni emergono sempre più le scelte sbagliate in fase di mercato/programmazione di Paratici considerando i risultati mediocri ed i bilanci economici disastrati. Per quanto riguarda Sarri si è trattato di una normale evoluzione delle cose, ha tradito se stesso in tutto e per tutto e queste sono le conseguenze. Il Napoli, al solito in Champions, ha avuto il peggio ed ha venduto cara la pelle ma a questi livelli le differenze tecniche e gli errori individuali pesano come macigni. Rimane l’Atalanta a difendere i colori dell’Italia, la squadra che ha macinato record e gol negli ultimi anni, che puoi giocarsi il tutto per tutto a testa alta sapendo di aver già fatto risultati straordinari e hai visto mai che arriva un’altro miracolo….

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      • Effettivamente Sarri è stata una grande delusione prima di tutta per ciò che rappresentava. Nessuno, tranne forse Paratici, pensava funzionasse e così è stato. Giusto così: quando ci si costruisce un personaggio o lo si interpreta fino in fondo oppure è giusto essere smascherati.

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