Il punto sull’Europa League

Mentre la Fiorentina sta trascorrendo le proprie vacanze, la nostra passione per il calcio non smette di attanagliarci e dunque ci troviamo alle prese con le Coppe Europee: ecco un primo sguardo disinteressato all’Europa League, competizione nella quale sono state impegnate Inter e Roma, mentre nei prossimi giorni parleremo di Champions!

Due risultati identici (2-0) opposti però nel significato, nell’atteggiamento delle squadre, nella prestazione. Conte aveva dato una definizione perfetta della partita che attendeva i nerazzurri. Effettivamente contro il Getafe è stata una gara “sporca”, di quelle che si vincono con la mentalità, l’intensità ed in questo caso anche le individualità. La maggiore qualità degli interpreti ha dato la svolta: una parata da campione di Handanovic dopo poco più di 1 minuto ha indirizzato la gara, la mentalità e la concentrazione della difesa nerazzurra ha irretito gli attacchi avversari, la forza esplosiva di Lukaku ha ancora una volta tracciato la strada. Il gol stagionale numero 30 del centravanti belga ha messo la locomotiva sui binari giusti e la dea bendata ha dato una mano alla squadra nerazzurra. Molina ha fallito un rigore calciando a lato, poi Eriksen, entrato da poco (mah!!!) ha chiuso definitivamente la gara. Adesso la squadra di Conte se la dovrà vedere contro il Bayer Leverkusen, probabilmente l’ostacolo più insidioso sulla strada della finale.

Credo che l’Inter possa veramente arrivare in fondo stavolta e l’occasione di giocare tutte partite secche è un vantaggio. La formazione nerazzurra infatti, ha una linea difensiva che difende molto bassa e con molti uomini alla quale si fa difficilmente gol (oltre ad Handanovic e De Vrij anche Godin sta tornando sui suoi livelli), possiede delle armi discrete a centrocampo anche per cambiare la gara in corsa (Eriksen di ieri sera l’esempio più lampante) e davanti dispone di una coppia gol pazzesca con un Sanchez in più sempre pronto ad entrare per spaccare la partita. Se la querelle tra Conte e la società sarà gestita in modo intelligente, stavolta i nerazzurri se la possono giocare con tutti!

Tanto elettrica, viva e cattiva è stata l’Inter, quanto la Roma brutta e senz’anima. Aldilà dell’oggettiva topica di Pau Lopez sulla prima rete avversaria, la squadra giallorossa è apparsa stanca, svuotata e priva di idee. La forzata assenza di Smalling (richiamato dalla società di appartenenza) ha mostrato tutte le crepe di una difesa che in campo internazionale non può essere guidata da Mancini, tra l’altro espulso a gara ampiamente finita per un fallo inutile. La squadra di Fonseca è apparsa in balia degli avversari ed il risultato poteva essere più pesante. Il solo Dzeko non può e non potrà tappare tutte le falle di un organico assemblato male in fase di costruzione della squadra: tanti esterni, trequartisti, fantasisti ma una difesa insufficiente a far strada in Europa ed in Italia. Uno smacco davanti ad un Siviglia che gioca a memoria e sembra avere tutti i pezzi del puzzle a posto grazie all’ex direttore sportivo Monchi.

Finisce dunque l’era Pallotta con una prestazione anonima che è lo specchio di gran parte della gestione statunitense. Adesso spetta a Friedkin dimostrare che la lontananza delle proprietà non sempre è sinonimo di fallimento.

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