Il buono, il brutto, il cattivo

TORINO – FIORENTINA = 0 – 0

Una partita orrenda, povera di gesti tecnicamente interessanti, senza alcuna novità tattica, allenata male e giocata peggio agli ordini di un direttore di gara che non ha fatto eccezione. La Fiorentina di Vincenzo Italiano si è presentata a questo match importante in chiave Europa con la stessa formazione con cui aveva vinto dominando contro la Lazio ma il risultato in termini di gioco, intensità ed atteggiamento è stato opposto. Arthur in mezzo al campo è tornato a trotterellare lentamente senza un’idea degna di nota, Beltran è stato ingabbiato da un Torino molto aggressivo e Bonaventura è rimasto a predicare in solitario cercando vanamente un aiuto in un Nico molto opaco, in un inutile Sottil, in un Belotti dominato da Buongiorno. Con i due terzini obbligati ad aspettare nella propria zona di riferimento l’ottimo Bellanova e l’eterno Rodriguez, i viola non sono mai riusciti a rendersi pericolosi fino all’espulsione di Ricci.

Come voi sapete bene, su questo blog difficilmente commento le prestazioni arbitrali ma visto che il Torino si è sentito defraudato, provo a dire come la penso. Marchetti, il fischietto della gara, ha certamente fatto male, ma la decisione più importante, cioè l’annullamento del gol di Zapata, è del tutto corretta. L’attaccante colombiano, prima di calciare in porta, si disinteressa del pallone e va direttamente su Milenkovic spostandolo con una spinta a due mani: di che si parla? Quanto poi all’espulsione di Ricci, la colpa principale dell’atteggiamento del calciatore è del figlioccio di Gasperini e del simil Silvio Berlusconi. Con l’allenatore che inizia ad inveire contro l’arbitro fin dal primo fischio ed il numero uno della società granata (editore de La Gazzetta dello Sport) che ormai da settimane piange come nemmeno Mazzarri, come volete che si comportino i propri calciatori? Tutti a riempirsi la bocca di fair play e di rispetto nei confronti degli altri e poi, durante una partita tra squadre gemellate, arrivano le minacce in stile gangster gridate da Juric ad Italiano…. L’ennesima dimostrazione di un allenatore mediocre, di un uomo non all’altezza del compito che ricopre: resta sempre un Beppe Iachini che ce l’ha fatta!

Il pareggio di Torino ci lascia la prestazione di una brutta Fiorentina che è tornata ad essere quella insipida ed inconcludente di qualche settimana fa, senz’anima e senza ritmo, con calciatori mediocri che sembrano avere anche una condizione atletica non certo ottimale. Con il mese di marzo torna anche la Conference League e sarà necessario ritrovare rapidamente gambe, idee, condizione per provare a ripercorrere con gioia la strada europea.

Giovedì i viola saranno di scena a Budapest contro il Maccabi Haifa: una gara abbordabile per ritrovare vittoria, gol e fiducia!

IL BUONO

  • Bonaventura: nel deserto viola, uno dei pochi a dimostrare di avere qualche idea interessante. Soprattutto nella ripresa, con i viola in superiorità numerica, Jack riesce a muoversi bene tra le linee trovando anche il tiro in porta. Perché esce proprio lui? Insostituibile.
  • Milenkovic: dimostra ancora una volta che quando trova attaccanti forti fisicamente è ancora una gran bel mastino. Zapata prova in tutti i modi a metterlo in difficoltà ma stavolta Nikola sembra essere quello vero. Speriamo si sia finalmente ritrovato.
  • Mandragora: sono immensamente felice perché dico ormai da più di un anno che quello di difensore centrale potrebbe essere il suo nuovo ruolo e vedere Italiano darmi ragione aumenta fortemente la mia autostima 😂😂. A parte gli scherzi, gioca una partita precisa, intelligente, sportivamente cattiva. Sorvolo sul mercato invernale al termine del quale l’uomo dal frigo pieno ci aveva raccontato che Mina non era stato sostituito perché Italiano si fida ciecamente di Comuzzo. Lasciamo perdere….. Nuova carriera per l’ex di turno?

IL BRUTTO

  • Ranieri: una serataccia per il nostro idolo. Prende un giallo evitabilissimo all’alba della gara ed è protagonista di diverse sbavature. Non appare mai sicuro né in grado di far ripartire l’azione. Siamo sicuri che sia solo una parentesi.
  • Barak: vive ancora di rendita per il gol segnato lo scorso anno in semifinale di Conference. Anche contro il Torino gioca una partita trasparente: mai decisivo, mai vicino al gol, mai dentro al gioco. Antonino dove sei finito?
  • Belotti: se contro la Lazio aveva dominato la gara, contro la sua ex squadra non è mai entrato in partita finendo letteralmente sovrastato dall’ottimo Buongiorno. Speriamo sia sola una brutta parentesi!

A voi per i commenti!!

BarLungo con Simone – La vergogna della donna oggetto (1 parte)

Dopo aver vivisezionato la fine del mercato tutelato dell’energia, è ora di puntare la nostra attenzione su una vergogna contemporanea per troppi anni sottovalutata: la violenza sulle donne. E’ incredibile come ormai non passi settimana senza una notizia tragica, un omicidio, una violenza. Ne parliamo con l’amico e professionista Simone Pesucci partendo dalla definizione di una parola terribile, femminicidio.

Buon ascolto!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – LAZIO = 2 – 1

E poi all’improvviso….arrivi tu!!

Nel periodo più buio, quello più brutto, quello in cui gli altri ti iniziano a scherzare ricordandoti che Sassuolo e Lecce negli ultimi mesi hanno vinto solamente con te, la Fiorentina decide invece di rinascere! E lo fa nell’unico modo in cui è possibile, cioè lavorando intensamente a testa bassa sui propri errori e sperimentando una nuova strada, fino ad oggi non percorsa, che sorprende e mette in crisi una bestia nera come la Lazio ed un tecnico tanto strombazzato come Sarri che, a differenza di Italiano, sono ormai anni che non sperimenta più e non propone più niente di nuovo. Vincenzo Italiano dimostra un’altra volta che, quando ha una settimana di tempo per preparare la gara, studiare gli avversari, decidere le contromosse, è uno dei migliori allenatori dell’ultima generazione.

Con una formazione che stupisce anche Maurizio Sarri, il mister viola vara una Fiorentina in cui la qualità tecnica è la spina dorsale della squadra, una qualità grazie alla quale Jack e soci rubano l’idea alla Lazio, dominano il gioco, cercano finalmente la giocata per le punte. Tutto questo è possibile non solo grazie alla contemporanea presenza in mezzo al campo di Arthur e Bonaventura, ma anche ad una pressione sulla palla in fase di non possesso tornata finalmente a livelli ottimali: ciò è stato reso possibile da due attaccanti che non sono riusciti a segnare ma hanno fatto un lavoro massacrante in entrambe le fasi del gioco. Belotti, sfortunatissimo in occasione del palo, e Beltran sono i primi calciatori ad andare a pressare alto le fonti di gioco laziali ed i primi a cercare di ribaltare l’azione ognuno con le proprie caratteristiche. L’argentino cuce il gioco con la propria tecnica e nel contempo copre le scorribande di Bonaventura e Nico aiutando Arthur nella fase di recupero della palla, Belotti fa a sportellate con chiunque, controlla anche i palloni più infidi, svaria su tutto il fronte d’attacco arrivando addirittura a ricoprire il ruolo di ala per servire l’assist per Kayode.

E’ una Fiorentina finalmente viva, bella, rapida di testa, convinta di ciò che fa; è una Fiorentina che finalmente non molla alla prima difficoltà, che si ribella ai pali ed alle traverse, non accetta il gol subito alla prima disattenzione, cerca una soluzione a tutte le difficoltà. Come per magia, sembra essere tornata la viola della scorsa stagione, quella mai doma che prova a dominare ogni fase del gioco in casa ed in trasferta, quella che vuole andare i propri limiti.

La miglior Fiorentina dell’anno fa rimpiangere amaramente i punti gettati al vento in questo ultimo mese e mezzo, il periodo in cui probabilmente tutti, mister in testa, sono rimasti scottati da un mercato di gennaio risibile, fallimentare. Anche stavolta però, Vincenzo Italiano ed i suoi ragazzi, hanno dimostrato di essere un gruppo sano, un insieme di persone su cui si può contare, un gruppo che tiene alla maglia ed al proprio lavoro. Di questo dovremo sempre ringraziare questa Fiorentina, nella speranza che la voglia di andare oltre i propri limiti non manchi più fino al termine della stagione perché ai tifosi questa voglia di sognare non manca mai come ha dimostrato anche ieri sera il mio grande amico di Sunderland Steven che prima della gara, quando in pochissimi ci credevano, mi ha detto: “Tonight we win and the season is not over!”

Anche stavolta avevi ragione te amico mio ma occorre non fermarsi più!

IL BUONO

  • Kayode: l’unico della linea difensiva che non ha responsabilità sul gol subìto da Luis Alberto, gioca una gara quasi perfetta. Dopo un periodo di grave flessione, sembra finalmente tornato il calciatore di cui ci eravamo tutti innamorati. La rete del pareggio poi, è la ciliegina su una torta deliziosa. Bentornato cucciolo!
  • Bonaventura: non c’è niente da fare, se Jack torna quello vero la Fiorentina è decisamente un’altra squadra! Impiegato in un ruolo diverso dal solito, disegna calcio e, nel contempo, non fa mai mancare l’aiuto alla fase difensiva. Oltre al gol della vittoria (hai detto poco….), confeziona tantissime altre cose belle e preziose. Il rettore del calcio a Firenze.
  • Belotti: se anche Guardiola si è accorto che il centravanti è importante, lo possiamo fare anche a Firenze! L’ex capitano del Torino gioca una partita totale: sfiora il gol con un gran colpo di testa, è sempre il primo a far partire la pressione sul gioco laziale, sforna l’assist per il gol di Kayode. Peccato sia in prestito secco….
  • Beltran: si è preso la Fiorentina costringendo addirittura Italiano a cambiare modo di giocare pur di non metterlo in panchina. Talento, intelligenza, dedizione alla causa, tiro in porta, cattiveria. Non sarà un bomber, ma un giocatore così fa comunque la differenza!
  • La qualità: quante volte su queste pagine abbiamo chiesto che la società investisse sulla qualità dei calciatori? Come per magia appena Arthur torna ad essere quello di inizio stagione, Jack disegna di nuovo calcio e Nico ricomincia a saltare gli avversari a ripetizione, torna la vera Fiorentina. Quanto sarebbe bello avere un pò di competenza in più sul mercato!

IL BRUTTO

  • Nulla: almeno per una sera godiamo e basta!!

A voi per i commenti!!

Appunti sparsi dal mondo della scuola (parte 8)

Dopo un inizio di 2024 alla massima velocità segnato da una riunione di consiglio di istituto ed una giunta esecutiva ravvicinatissime, siamo tornati alla normalità.

L’impegno tenutosi pochi giorni fa ha avuto come tema centrale proprio l’approvazione di quel Programma Annuale del 2024 che era stato controllato, discusso ed in parte rivisto in occasione della giunta esecutiva. In consiglio poi, è stato importante rimarcare alcuni aspetti che hanno attirato l’attenzione, ed in parte la preoccupazione, della giunta in sede di esame del Programma. La questione relativa alle insegnanti di sostegno è purtroppo un problema tanto importante quanto difficilmente risolvibile con i mezzi che abbiamo a nostra disposizione. Studiando l’organico dei docenti e del personale ATA infatti, è stato facilmente rilevabile l’alto tasso di precarietà degli insegnanti di sostegno. Nel nostro istituto comprensivo infatti, più del 50% sono lavoratori precari che hanno dunque un tasso di turnover così alto da pregiudicare potenzialmente il lavoro sulle nostre alunne ed alunni: sappiamo perfettamente quanto sia importante costruire un rapporto di fiducia tra insegnante e ragazzo e la mancanza di continuità rischia di pregiudicare la crescita degli studenti con problematiche. Passando poi ai più freddi dati numerici, è stato riconosciuto da tutto il consiglio che nell’ultimo anno il nostro istituto ha finalmente ridotto l’avanzo non vincolato: probabilmente anche grazie al nostro continuo stimolo (o almeno lo spero), i plessi hanno cominciato a programmare con maggiore efficacia la spesa per l’arricchimento dell’offerta formativa con l’ausilio anche di operatori esterni che hanno individuato, insieme ai nostri docenti, le aree di intervento più interessanti per le alunne e gli alunni. Insomma finalmente i contributi versati “volontariamente” dai genitori non finiscono solamente nel pur utilissimo materiale di consumo o informatico, ma anche in progetti culturali.

Una volta tanto le varie ed eventuali hanno poi portato in consiglio problemi importanti che hanno fatto nascere una bella discussione. La componente che rappresenta il personale ATA infatti, ha nuovamente messo in luce tutte le difficoltà del ruolo del collaboratore scolastico che negli ultimi anni ha visto aumentare non tanto le competenze quanto le responsabilità. L’assegnazione dei collaboratori ai vari plessi infatti, viene guidata solamente dal criterio relativo al rapporto tra il numero degli alunni e gli addetti senza considerare ad esempio la conformazione dei plessi o le oggettive difficoltà di gestione dei bambini non certificati con problematiche caratteriali. Se ad esempio una scuola ha le classi dislocate su due piani, e dunque avrebbe bisogno di una persona in più per una migliore sorveglianza, la richiesta sarà respinta per il solo criterio numerico. Purtroppo come consiglio d’istituto non abbiamo gli strumenti per poter cambiare le cose e tutto ciò che potevamo fare (purtroppo senza alcun risultato) lo abbiamo già fatto in passato. Ecco allora che, dal momento che è una problematica sentita da un numero sempre maggiore di scuole, abbiamo deciso di provare a fare rete per cercare di portare avanti l’istanza del sottodimensionamento dei collaboratori scolastici non individualmente ma insieme ad altre realtà scolastiche fiorentine prima e toscane poi. Speriamo che una campagna di informazione capillare possa portare ad una sana mobilitazione che raggiunga l’obiettivo di rendere le nostre scuole più accoglienti e sicure.   

Nell’ultima parte della nostra riunione, il Dirigente ci ha illustrato i primissimi numeri relativi alle iscrizioni del prossimo anno e, seppur con qualche criticità, possiamo ritenerci soddisfatti: purtroppo la crisi demografica colpisce tutto il nostro paese e non potevamo certamente esserne immuni. L’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dal Dirigente e da tutto il gruppo docente però, ci permette di avere una sostanziale tenuta anche in previsione del prossimo anno scolastico.

Alla prossima!

Il buono, il brutto, il cattivo

EMPOLI – FIORENTINA = 1 – 1

Una noia mortale. Lo possiamo dire?

Magari qualcuno se la prenderà a male… forse quelli che “si ma noi abbiamo il Viola Park”, oppure quelli che “ma i nostri bilanci sono in ordine!!”, o magari perché no quelli che “è la miglior partenza da quando è cambiata la società!!”. Sinceramente non me ne importa nulla perché la verità è che qui nessuno è innocente tranne i 4.000 che sono andati ad Empoli e tutti noi che continuiamo a dedicare (o forse sprecare) il nostro tempo dietro ad una maglia che ultimamente è bistrattata da tutti quelli che invece la dovrebbero onorare. Innanzitutto da una proprietà che è venuta in Italia probabilmente solo per costruire infrastrutture, centro sportivo e stadio senza però ricordarsi che quello che muove la passione dei tifosi (pardon clienti come li considerano loro) è ciò che accade durante i 90 minuti che si giocano sul rettangolo verde. E lì conta avere giocatori buoni, che magari non costano nemmeno uno sproposito, ma che lameno sono adatti alle idee di gioco che vuole mettere in pratica il tecnico che la proprietà sceglie. Ma come si trovano i calciatori buoni anche senza spendere una fortuna visto che, come sempre ci ricordano Rocco e Joe, la Fiorentina non può spendere quanto le altre grandi? Con la COMPETENZA, quella di un direttore generale o di un direttore sportivo che abbia esperienza non nei Cosmos (tra l’altro fatti fallire), ma nel calcio italiano e perché no europeo. E non voglio parlare di quelli che già in questo momento lavorano in altre società ma ci sarebbero fior di professionisti che in questo momento sono a spasso….ne cito solamente alcuni dei migliori per non annoiarvi: Petrachi, Tare, Massara. Ma cosa hanno in comune tutti questi dirigenti? Che vogliono un budget operativo e l’autonomia decisionale per fare la squadra che ritengono migliore. Possibilità che ciò accada con questa proprietà? Credo prossime allo zero!! Se poi non si vuole affidare la direzione sportiva della società ad un solo uomo, ci sarebbe un’altra via, quella dello scouting in tutto il mondo. Ad Udine ad esempio, credo che nessuno sappia chi è il Direttore Sportivo eppure ogni anno arrivano giocatori sconosciuti da tutto il mondo che permettono ad una piazza come quella di stare nella massima serie con relativa facilità per decenni sfornando talenti a ripetizione e, nelle ultime stagioni, anche calciatori più maturi (vedi Deulofeu e Thauvin)! Ah già ma loro hanno lo stadio di proprietà…. Sorvolo poi sul mercato di gennaio perché ne ho già parlato anche troppe volte.

Dobbiamo anche dire però, che mister Vincenzo Italiano, che è stato il vero fuoriclasse per due stagioni in cui ha sbagliato quasi nulla, ultimamente ne sta invece combinando diverse. Al netto dell’errata scelta del centravanti da acquistare, ciò che preoccupa di più è che la squadra da dicembre in avanti è chiaramente involuta dal punto di vista del gioco e non solo. Chi non guarda le partite con i paraocchi, dovrà ammettere che già i risultati che ci avevano lanciato al quarto posto in classifica erano stati spesso figli del caso, della fortuna, delle combinazioni. Più volte i viola erano stati messi sotto dal punto di vista del gioco ed avevano risolto le partite con colpi dei singoli oppure grazie ad errori clamorosi degli avversari. Purtroppo in quel momento forse anche Italiano si è illuso che alla società interessasse il risultato sportivo e che avrebbe investito sul mercato per provare a restare lassù, così ha cercato di sfruttare solamente l’onda lunga dei risultati. La verità è che la Fiorentina dall’inizio di dicembre corre meno degli avversari, non ha brillantezza nell’uno contro uno, arriva sempre seconda sulla palla, non riesce a controllare il gioco sia perché alcuni singoli stanno indubbiamente mancando, ma anche perché il calcio dei viola viene ormai letto da tutti come un libro aperto ed Italiano non è ancora riuscito a trovare un’alternativa. Resta poi un mistero come dopo due anni e mezzo di continuità con lo stesso tecnico, i viola siano capaci di prendere sempre le stesse ripartenze quando sono in possesso di palla. Come a Lecce così ad Empoli, giusto per ricordare solamente le ultime due occasioni, la Fiorentina è riuscita a prendere gol o rigore contro con un’azione partita da un calcio d’angolo a favore. Saranno anche sempre e solo errori individuali come dice il Pappagallone Reale, ma tempo per correggerli mi sembra ce ne sia stato abbastanza…..

E veniamo da ultimo a quelli che sono stati trattati fino ad oggi con i guanti bianchi e cioè i calciatori. Certamente possono essere considerati i meno colpevoli di questa situazione perché sono stati catapultati ad un livello di attenzione e soprattutto di aspettative che non sono capaci di raggiungere. Questa squadra non è da Champions League e forse nemmeno da Europa League ma le prestazioni e gli errori commessi nelle ultime settimane sono stati indecenti ed inaccettabili. La sconfitta di Lecce, il contropiede di oggi che ha portato al rigore, per non parlare degli errori di Quarta contro il Frosinone che fortunatamente non ci sono costati la partita sono figli di errori individuali che non possono essere più tollerati. Proprio perché la Fiorentina è una squadra con poca qualità, la soglia di attenzione dev’essere sempre massimale e nelle ultime settimane così non è stato. Non solo, ma anche dal punto di vista dell’aggressività Bologna, Empoli e Lecce ci hanno mangiato vivi in tutte le zone del campo e questa non può essere colpa né di Italiano né della società. Insomma anche i calciatori devono assumersi le proprie responsabilità anziché scaricarle sugli altri (vero Biraghi??).

Solamente se queste tre componenti ricominceranno a viaggiare insieme sarà possibile salvare una stagione che sta velocemente scivolando verso la mediocrità.

IL BUONO

  • Beltran: segna un gol di una difficoltà eccezionale con una tecnica meravigliosa. Lotta, si sbatte, sgomita, non molla mai. Finalmente impiegato nell’unico ruolo che può ricoprire nel nostro calcio, cioè quello della seconda punta, sembra pronto a tenersi la maglia da titolare. Giocatore vero.
  • Martinez Quarta: oltre alle consuete sortite offensive rimedia anche ad alcuni strafalcioni del compagni di reparto Milenkovic. Sempre sveglio, puntuale, pronto ad anticipare l’attaccante avversario per far ripartire l’azione. Dovrebbe essere sempre questo.

IL BRUTTO

  • Milenkovic: se Quarta regala tranquillità e solidità, Nikola sembra non riuscire più a ritrovare la condizione che lo aveva contraddistinto nelle scorse stagioni. Tornerà più quello vero?
  • Sottil: ed ha anche il coraggio di dire qualcosa mentre esce…..Crescerà mai?
  • Biraghi: solamente una parola…..BASTA!!!!
  • Faraoni: commette un fallo da rigore che è roba da scuola calcio. Del resto se non giocava nemmeno a Verona ci sarà stato un motivo…..

A voi per i commenti!!

BarLungo con Simone – Fine del mercato tutelato dell’energia: e ora? (3 parte)

Nella seconda parte del nostro approfondimento, abbiamo parlato delle liberalizzazioni in campo europeo ma purtroppo è arrivato il momento di parlare di ciò che non vorremmo accadesse mai: quando riceviamo la bolletta! A parte gli scherzi, sappiamo veramente cosa si paga e perché? Simone Pesucci ci guida alla lettura della fattura spiegandoci le varie voci di costo.

Buon ascolto!

Il buono, il brutto, il cattivo

BOLOGNA – FIORENTINA = 2 – 0

Una spensierata lezione di calcio.

Questo è ciò che è successo ieri sera al Dall’Ara dove abbiamo visto la netta differenza tra una squadra in salute, che gioca spensierata, che è costruita con i calciatori giusti per il gioco del proprio tecnico, che ha tutta la città dalla propria parte contrapposta ad una che continua a caracollare cercando soluzioni estemporanee, che non ha più entusiasmo né condizione psicologica per superare le difficoltà, che è figlia di acquisti frettolosi, al risparmio e spesso errati. Non so se chi mi legge ha avuto la mia stessa impressione, ma il Bologna di Thiago Motta mi è sembrato la fotocopia della Fiorentina dello scorso anno (non parlo dell’aspetto tattico ma dell’ambiente e delle motivazioni) mentre i ragazzi di Vincenzo Italiano mi sono sembrati un insieme di persone che cercano di salvare le cose più care prima che passi il tornado o magari dei piccoli artigiani che cercano di rimettere insieme un’opera ormai compromessa.

I viola in realtà non erano nemmeno partiti così male con due conclusioni verso la porta di Nico (ancora incredibilmente schierato a sinistra) ed Ikoné (tornato ad essere fumoso come al solito….il confronto con Orsolini è stato a tratti imbarazzante): l’impressione però è fin da subito stata di una squadra che soffriva tremendamente ogni volta che il Bologna ripartiva con verticalizzazioni (conosci questo termine Arthur??? In portoghese si dice verticalizar) precise e movimenti coordinati tra Zirkzee ed i centrocampisti alle spalle. E’ stata lampante la differenza di atteggiamento delle squadre ma purtroppo ieri è stata clamorosa anche la differenza di gestione da parte dei due allenatori. Vincenzo Italiano, al netto delle scelte di formazione iniziale, ha comunque deciso di giocare un partita posizionale in cui in difesa ed a centrocampo si accettava di giocare uomo contro uomo singolarmente seguendo i movimenti degli avversari: la scelta però si è rivelata del tutto errata per più motivi. Innanzitutto quando la squadra avversaria corre molto più di te, ha la capacità di giocare la palla di prima ed è in fiducia, giocare sempre uomo contro uomo è un grandissimo rischio. Soprattutto però l’errore è stato quello di giocare contro il Bologna come se non lo si conoscesse: con Zirkzee e Saelemaekers che tornavano sempre sulla linea dei centrocampisti a prendere palla e Milenkovic e Kayode che uscivano per seguirli, la Fiorentina si è ritrovata spesso a dover difendere con Arthur difensore centrale (che scalava al posto di Milenkovic o Ranieri) e Biraghi strettissimo dentro al campo. In questo modo si creavano praterie per gli inserimenti di Orsolini, Ferguson e talvolta Aebischer che ci hanno fatto letteralmente a fette. Il problema è che il Bologna non ha iniziato ieri a giocare così ed allora delle due l’una: o abbiamo sottovalutato l’avversario pensando di contenere lo scontro diretto oppure il nostro piano di gioco è stato sbagliato.

Non credo sinceramente che l’aspetto tattico sia l’unica cosa che conta in una partita di calcio perché poi conta anche la qualità degli interpreti ed anche ieri sera abbiamo dimostrato di avere un capitano che probabilmente non dovrebbe nemmeno scendere in campo, un Milenkovic in una crisi che sembra irreversibile, un Arthur che sta tornando ad essere quello che in squadre titolate non giocava mai, un Nico Gonzalez che ha sempre militato in compagini europee di media classifica. Se la magia è finita, la squadra torna ad essere mediocre grazie a scelte societarie per le quali facciamo gestire il mercato a Joe Barone invece di affidarci a managers come Sartori, Giuntoli, Petrachi, Sabatini, D’Amico….. Resta la sensazione che la discesa sia solamente all’inizio e che non sia sufficiente recriminare per un rigore solare non dato se poi si viene dominati in lungo ed in largo da una diretta concorrente che non ha né lo stadio di proprietà né il centro sportivo più bello d’Europa.

Adesso i viola sono attesi ad Empoli da una squadra in salute che Nicola sembra aver rigenerato e che considera il derby come la partita dell’anno: sarà rinascita o crisi conclamata?

IL BUONO

  • Belotti: il meno colpevole non solamente perché è l’ultimo arrivato, ma soprattutto perché lotta, sgomita e si impegna per 90 minuti. Probabilmente l’apatia che attanaglia il gruppo viola non lo ha ancora contagiato…..speriamo non succeda mai!

IL BRUTTO

  • Commisso-Barone-Italiano: la proprietà ha deciso di navigare a vista nel più completo autofinanziamento nonostante la stagione scorsa sia stata da record per i ricavi (e questa è diretta conseguenza dei risultati sportivi), il Direttore Generale continua a magnificare le sorti di un gruppo che è stato depauperato ogni anno di più, il tecnico ha sempre accettato tutto riuscendo ad invertire la rotta ma adesso sembra aver perso la bacchetta magica. Occhio al dirupo in cui potrebbe scivolare la squadra!
  • Arthur: imbarazzante, lento, bolso, incapace di creare gioco. Inutile.
  • Biraghi: solamente una parola…..BASTA!!!!
  • Beltran: se Bonaventura ha giocato l’ennesima gara trasparente, l’attaccante argentino è riuscito a fare addirittura peggio. Non era semplice.
  • Milenkovic: provo sincero imbarazzo nel vederlo in queste condizioni dopo averlo ammirato per anni non certo come il miglior centrale d’Europa, ma almeno come un combattente. Nikola dove sei finito?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – FROSINONE = 5 – 1

Qual è il significato dell’espressione congiunzione astrale? Semplificando è quel momento in cui due pianeti, visti dal centro della Terra, hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta.

L’espressione è però diventata di uso comune come quel momento o quella situazione in cui si verificano coincidenze favorevoli e per niente prevedibili. C’è chi le chiama coincidenze, chi destino o chi fato, nel nostro caso lo si può chiamare semplicemente gioco del calcio. In un momento in cui una squadra si trova in crisi di gioco, di risultato e fiducia, quale miglior cosa può accadere rispetto a quella di trovarsi di fronte alla squadra che difende peggio in Italia (e non solo)? E quale miglior cosa può registrarsi se non quella di avere un portiere, Terracciano, che la salva dopo un errore clamoroso del proprio difensore centrale (Quarta) e, dopo pochissimi minuti, andare in vantaggio con un gol del proprio attaccante appena arrivato dal (misero) mercato di riparazione?

Alla fine, se vogliamo essere onesti, la vittoria che la Fiorentina ha conquista contro il Frosinone è tutta qua. Una squadra timorosa, impaurita, a tratti in difficoltà come quella viola che incontra una compagine che ultimamente regala occasioni e punti a tutti. Trovo sinceramente imbarazzante la fase difensiva della squadra di Di Francesco: dopo un inizio di torneo incoraggiante, con gare disputate in modo intelligente, talvolta addirittura accorto, il Frosinone sembra adesso una squadra composta da calciatori improvvisati per la massima serie. Se a Firenze ci sono tifosi e giornalisti che, in parte giustamente, criticano la fase difensiva viola, ieri hanno assistito ad uno scempio tattico: i ciociari hanno un reparto difensivo che sembra quasi giocare a caso, con calciatori che non seguono i tagli degli attaccanti avversari, fanno movimenti al contrario, non danno mai l’impressione di essere coordinati. E che dalla metà campo in avanti, i calciatori di Di Francesco dispongono di ottime qualità individuali, costruiscono trame interessanti e pericolose, riempiono bene l’area di rigore avversaria. Prendere tutte queste reti però, rischia di far ricadere il Frosinone nella zona più calda della classifica……

A volte però, un pò per congiunzione astrale oppure forse solo per fortuna, può anche capitare di trovare la persona giusta, quella che in un momento ti svolta la giornata, il periodo, il lavoro. Tutto questo per la Fiorentina è sembrato essere Andrea Belotti, un attaccante pronto, italiano, uno che fino a pochi anni fa aveva una clausola da 100 milioni di euro, ma che nelle ultime stagioni sembrava ormai essere diventato un ferro arrugginito. Uno di quei calciatori che, speriamo troppo presto, sono stati dipinti come in una fase discendente inarrestabile. Con un’operazione chiaramente in prestito secco, la Fiorentina ha portato a casa un calciatore che già si era presentato con la testa giusta a Lecce, dove aveva colpito una traversa subito dopo essere entrato in campo. Ieri però, in poco più di un quarto d’ora ha dato l’impressione di essere proprio quel centravanti che alla Fiorentina manca dal momento della cessione di Vlahovic (fatte ovviamente le debite proporzioni): forte fisicamente, pronto a fare a sportellate con tutti, capace di fare reparto da solo, cattivo sotto porta, generoso con la squadra. Anche se non è più quel centravanti da 20 gol a campionato, è un calciatore che mancava allo scacchiere viola anche perché aiuta la Fiorentina ad avere più modi di giocare: se con Beltran davanti era imprescindibile il palleggio ed il possesso palla rasoterra, con Belotti si può decidere anche di andare in verticale più velocemente, con palla alta che salti il centrocampo avversario. Non solo, ma la presenza di un centravanti del genere, permette alla Fiorentina di sostenere meglio l’assenza (o la presenza invisibile fate voi) di Arthur e Lopez, i due architetti del centrocampo viola.

Urge la riprova nella difficilissima ed importantissima gara di Bologna: contro una diretta concorrente per l’Europa, la Fiorentina è chiamata a confermare i progressi in fase offensiva, ma anche a correggere gli errori difensivi che Zirkzee, Ferguson ed Orsolini potrebbero punire severamente!

IL BUONO

  • L’atteggiamento della Curva Fiesole: dopo averla bacchettata più volte, stavolta devo dire che mi è proprio piaciuta. Uno striscione ironico di contestazione alla società, un coro convinto per mister Italiano, 90 minuti di supporto per la squadra. Che finalmente abbiano capito da che parte stare?
  • Belotti: la dimostrazione più lampante del motivo per cui spesso si dice “giocare con l’attaccante aiuta”. Lotta, sgomita, non si dà mai per vinto, la butta dentro. Che finalmente si sia trovato un attaccante di riferimento? Aspettiamo a festeggiare ma….
  • Ikonè: bravo e fortunato in occasione del gol, una volta tanto però a convincere è l’atteggiamento. Finalmente intraprendente, coraggioso nell’uno contro uno, voglioso di superare l’avversario. Ormai alla trasformazione di questo talento francese non ci credo più. Prendiamo quel che viene…..
  • Terracciano: mai sotto i riflettori, mai sulle prime pagine dei vari siti, ma anche ieri decisivo in almeno due occasioni. Se lo strafalcione di Martinez Quarta non fosse stato cancellato dal portierone viola, chissà di cosa staremmo parlando adesso….Si conferma una delle certezze di questa stagione!

IL BRUTTO

  • Martinez Quarta: ok il gol del 3 – 0 ed altre buone chiusure a partita ormai quasi finita, ma le due disattenzioni potevano costarci carissime, soprattutto la prima in avvio di gara. Io capisco cercare sempre di giocare palla, ma non era proprio il momento più adatto per rischiare così tanto. Kaio Jorge poi lo mette in difficoltà più volte sgusciandogli alle spalle. Il turno di riposo causa squalifica potrebbe essere arrivato al momento giusto.
  • Le condizioni di Arthur: l’incantesimo sembra svanito, il centrocampista brasiliano non si allena con continuità in gruppo ormai da settimane, ma del resto la sua carriera parlava chiaro. Adesso con Belotti probabilmente la Fiorentina potrebbe sentirne meno l’assenza soprattutto se Duncan tornasse quello di inizio stagione, ma i dubbi di questa estate tornano ad affiorare pesantemente. Ennesima scommessa persa?

A voi per i commenti!!

BarLungo con Simone – Fine del mercato tutelato dell’energia: e ora? (2 parte)

Dopo aver cercato di delineare il quadro normativo italiano relativo alla fine del mercato tutelato ed aver conosciuto quali sono gli attori in campo, diamo un’occhiata fuori dai nostri confini nazionali. Grazie al prezioso aiuto dell’amico Simone Pesucci, vediamo come sono state recepite le direttive europee in tema di liberalizzazioni in casa dei nostri due partner strategici, Francia e Germania.

Buon ascolto!