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Il buono, il brutto, il cattivo
FIORENTINA – EMPOLI = 1 – 0
La Fiorentina conquista tre punti tanto importanti quanto sofferti contro un Empoli che non ha assolutamente demeritato. Se solo fosse stato convalidato il gol di Di Francesco nel primo tempo probabilmente adesso staremmo parlando di un’altra gara, ma il VAR ha sottolineato il fallo di Pinamonti e dunque i viola sono riusciti a tenere il ritmo della Lazio e della Roma. Abbiamo assistito ad una gara dai due volti con un primo tempo molto equilibrato ed una ripresa che è inevitabilmente svoltata con il rosso a Luperto. Già trovarsi un uomo in più era importante, riuscire addirittura a trovare il vantaggio sulla punizione conseguente è stata la chiave di volta del match. Purtroppo però, i viola non sono riusciti a chiudere i giochi con il raddoppio ed ancora una volta al Franchi è andata in scena la paura soprattutto nei minuti finali quando Terzic è stato più volte messo in difficoltà dai calciatori dell’Empoli: menomale che, a differenza dell’andata, la dea bendata ha dato una mano alla Fiorentina che dunque riesce a rimanere attaccata al gruppone con vista Conference League.
IL BUONO
- Castrovilli: la crescita del numero 10 viola dall’inizio della stagione è sinceramente impressionante. Pur non avendo così tanto campo davanti da cavalcare, si sta trasformando in un calciatore completo: strappa spesso in avanti, danza sul pallone, effettua cambi di campo meravigliosi. Gli manca ancora la sfacciataggine di tirare in porta anche da fuori, ma la maturazione è assolutamente da rimarcare. Da diverse partite sempre tra i migliori in campo, decisivo sia in fase offensiva che difensiva. Ben venga il rinnovo di contratto!
- Nico Gonzalez: aveva giocato un primo tempo confusionario e senza costrutto, pesticciando qua e là senza mai risultare decisivo. Poi però in un minuto decide il match: dapprima costringe Luperto al secondo giallo con l’ennesima serpentina e poi segna il gol vittoria su assist di Biraghi. Imprescindibile lo è sempre stato, se poi inizia anche a fare rete allora…. Indispensabile.
- La coppia Igor-Milenkovic: dopo alcune prove di assestamento, adesso sono la colonna portante della squadra. Uno mancino l’altro destro, uno più rapido l’altro marcatore puro, uno ottimo di testa, l’altro più bravo tecnicamente. Ad inizio anno nessuno avrebbe scommesso né sulla crescita esponenziale del brasiliano, né sulle motivazioni ferree del difensore serbo così amico di quello che adesso indossa la maglia da carcerato. A Napoli per la prova del 9!
IL BRUTTO
- Terracciano: forse ci siamo dimenticati che è un portiere che, passata la trentina, non ha mai fatto il titolare in serie A. Forse ci ha abituato un pò male con prove che nessuno di noi si aspettava o semplicemente ci siamo innamorati della favola di un ragazzo serissimo arrivato quasi per caso alla titolarità. Fatto sta che, con le topiche di oggi, gli errori iniziano ad essere veramente troppi per poter pensare di confermarlo tra i pali nella prossima stagione. Nel primo tempo rischia di farsi rubare la palla dai piedi in fase di rilancio, smanaccia malamente un paio di cross, non dà mai sicurezza al reparto. Grazie di tutto, ma l’anno prossimo per favore restituiamogli il ruolo che ha sempre avuto: il miglior dodicesimo del campionato.
- Terzic: quando qualcuno continua a chiedersi ed a chiedere perché Biraghi gioca sempre senza tirare mai il fiato, per favore riguardi in loop gli ultimi minuti di oggi contro l’Empoli in casa ed in superiorità numerica con il suo sostituto in campo. E poi taccia.
- Corsi: uno dei dirigenti più illuminati del calcio italiano si distingue sempre per simpatia e gioiosità quando incontra la Fiorentina. Ha da ridire su tutto, protesta ad ogni decisione arbitrale, in tribuna regala uno spettacolo teatrale del quale nessuno sentiva la necessità. Ci vediamo alla prossima simpaticone!
A domani con il Corner Viola!
Che si gioca??
La sosta del campionato ha creato ancora più attesa per la pubblicazione della nuova classifica che si rivela sempre più avvincente ed appassionante.
L’inaspettato pareggio del Greuther Furth in Bundesliga fa registrare un weekend col segno meno per il capoclassifica ed i diretti inseguitori ne approfittano arrivandogli ad un’incollatura di distanza. Il Diavolo Rossonero è ormai ad una sola lunghezza, ma anche Joe il Pistoiese, con i quattro punti guadagnati, rimette nel mirino il Lungo. A centro classifica torna a salire il Meneghino di Paderno Dugnano nella speranza di replicare l’incredibile rimonta riuscita nella scorsa stagione e proprio grazie al suo lavoro andiamo a vedere i numeri della classifica aggiornata:
| Lungo 56 |
| Luchino il diavolo rossonero 55 |
| Joe il Pistoiese 54 |
| Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 50 |
| Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 44 |
| Bomber Siiimo 40 |
| Niccolò 31 |
| Francesco il Meneghino Junior 26 |
| Sandrino il Bressesino 18 |
| Salva il Molisano 9 |
| C’era una volta Alan 0 |
Non poteva mancare il derby d’Italia tra le gare da giocare:
La gara più scontata: PORTO – SANTA CLARA = 1
Visto che nell’ultima tornata di pronostici sono caduto sulla Bundesliga, ci riprovo sempre fuori dai confini nazionali ma mi sposto in Primeira Liga. Da quando sono bambino, nel mio immaginario Porto e Benfica sono sempre state le squadre imbattibili in Portogallo e credo che almeno in parte sia ancora vero. Di Santa Clara poi, conosco solamente la città cubana in cui ha sede il mausoleo dell’eroe Che Guevara e siccome non mi sembra fosse un titolare della nazionale argentina allora…. 1 fisso e Porto ancora al comando della classifica!
La partita da NON giocare: ATALANTA – NAPOLI
Credo innanzitutto che sarà una bella partita, anche se questo non aiuta molto nel pronostico. Le compagini dei simpaticissimi Gasp e Spalletti giocano sinceramente un gran bel calcio, hanno ottime individualità ed hanno anche trovato una discreta solidità difensiva che li porterà anche quest’anno in Europa. Mentre a Bergamo per la prima volta dopo alcune stagioni probabilmente resteranno fuori dalla Champions, a Napoli si sogna addirittura lo scudetto. Ed allora questo stimolo sarà gestito al meglio nello spogliatoio della squadra di De Laurentis oppure bloccherà testa e gambe come già successo in quel famoso Fiorentina Napoli? E l’Atalanta crede alla rimonta sulla Juventus oppure proverà a vincere l’Europa League? In attesa di risposte che arriveranno solamente a fine partita, lascio a voi l’ardua sentenza.
La sorpresa della giornata: JUVENTUS – INTER = X (Risultato 1 – 1)
Il derby d’Italia ha sempre un fascino particolare che nessuna Superlega riuscirà mai a cancellare. Il risultato che ho pronosticato sancirebbe probabilmente la vittoria dello scudetto da parte del Milan, compagine che fino ad oggi è riuscita a gestire meglio tutte le difficoltà che ha incontrato durante la stagione e dunque credo sarebbe, almeno fino ad oggi, l’esito più giusto. La gara mette di fronte la squadra che gioca il peggior calcio d’Italia (a parte il Parma di Beppe Iachini) guidata da un allenatore che parla di Guardiola a vanvera ed un’Inter che è nel momento più buio dell’anno. La compagine di Simone Inzaghi ha perso quelle certezze che le avevano permesso di riportarsi in testa alla classifica e soprattutto ha perso brillantezza negli uomini cardine. La Juventus invece, è tornata ad essere una delle migliori difese del campionato ed ora trova il gol con più continuità: una vittoria potrebbe addirittura proiettarla sul podio della Serie A, ma sinceramente non ci voglio nemmeno pensare. Tra i bianconeri mancheranno solamente i lungodegenti Chiesa e Mckennie, mentre l’Inter deve ancora decidere se rischiare De Vrij. Prevedo una partita piuttosto bloccata e con poche occasioni da rete, a meno che non arrivi rapidamente un gol magari con un’azione da palla inattiva. Per me pareggio e Pioli che gongola!
A voi per i pronostici!
Corner Viola 51 puntata La corsa all’Europa riparte con il derby!
BarLungo con Simone: Riarmiamoci e partite!
Mentre la guerra in Ucraina non accenna a fermarsi, anche in Italia si è acceso il dibattito intorno all’aumento delle spese militari fino all’obiettivo del 2% del PIL. Con Simone Pesucci proviamo a capire a cosa possono servire questi soldi, quanto spendiamo già oggi per la nostra difesa nazionale e come massimizzare questo possibile investimento.
Buon ascolto!
Il buono, il brutto, il cattivo in maglia azzurra
TURCHIA – ITALIA = 2 – 3
Una partita del tutto inutile dal punto di vista del risultato lascia comunque alcune indicazioni che meritano di essere raccontate. Come giustamente ha detto il CT Mancini a fine gara, la delusione per la mancata qualificazione ai mondiali del Qatar resterà almeno fino alla fine delle partite che si giocheranno a dicembre, ma adesso è doveroso ripartire con un gruppo nuovo e con le motivazioni giuste per raggiungere i campionati europei prima ed i mondiali del 2026 poi. I vergognosi abbandoni alla nazionale che si sono succeduti nei giorni precedenti alla trasferta in Turchia, simbolo anch’essi della debolezza della FIGC in questo momento, non hanno inficiato sulla prestazione di una squadra che ieri sera ha giocato una partita seria, con l’atteggiamento giusto ed anche finalmente con alcune individualità importanti che stanno via via sbocciando grazie soprattutto a quelle squadre, come il Sassuolo e l’Atalanta, che puntano sul gioco e sui calciatori italiani. La strada è lunghissima e la flebile luce intravista ieri sera in una gara inutile non deve certamente illudere, ma la speranza è che lo schiaffo subìto sia stato così grande da meritare una risposta importante da parte di tutto il movimento, Federazione in testa.
IL BUONO
- Raspadori: ha l’argento vivo addosso, gioca una partita totale rischiando spesso la giocata e vincendo quasi sempre l’uno contro uno. Segna due reti mostrando una freddezza quasi innaturale rispetto alla propria età dimostrando ancora una volta che anche nel calcio italiano i talenti ci sono! Solo che, come tutti i giovani, hanno bisogno di giocare, di essere liberi di sbagliare, necessitano di tempo per imparare a misurarsi con il calcio dei cosiddetti grandi e con le situazioni diverse del calcio professionistico. Quando lo capiranno i club italiani?
- Cristante: il centrocampista che non vedi mai, ma che spesso fa la differenza. Al netto della rete del pareggio, interpreta il ruolo del centrale di centrocampo in modo molto diverso da Jorginho ma è uno dei migliori. Sempre posizionato perfettamente in fase difensiva, sradica diversi palloni ai calciatori avversari cercando di far ripartire l’azione con costrutto. In un centrocampo con meno estro e più muscoli può risultare fondamentale nel nuovo corso azzurro. Perennemente sottovalutato.
- Biraghi: chi mi conosce lo sa, il terzino della Fiorentina non è certamente uno dei miei calciatori preferiti ma stavolta merita un elogio particolare. Grazie all’interpretazione della gara da parte dei compagni di reparto, con un De Sciglio a destra che spesso si ferma a fare il terzo centrale, ha piena libertà di azione e gioca una partita quasi prettamente offensiva nascondendo così i suoi limiti difensivi (vedasi il gol subìto dal proprio lato). Instancabile nelle sovrapposizioni, riesce anche a servire due assist da palla ferma e di testa. Esame superato!
IL BRUTTO
- Zaniolo: il cosiddetto talento della Roma deve decidere cosa vuole fare da grande. Il calciatore, la statua, il modello o cosa? Gioca una partita anonima, non attacca e non difende, sparacchia in modo presuntuoso tiri da 40 metri, non assiste mai i compagni di reparto. Pur avendo colpi eccezionali, come dimostrato in alcune occasioni, sembra entrato in un tunnel in cui rischia di perdersi. Non si capisce quale sia la posizione in cui rende meglio, appare abulico e svogliato. Salvate il soldato Zaniolo!
- Donnarumma: se Zaniolo piange, il portiere non ride. Combina una topica importante in occasione della rete subìta, ma ciò che rischia qualche minuto dopo con i piedi è degno di “Mai dire gol”. Si riscatta parzialmente con alcune ottime parate ed una da fenomeno in chiusura di partita che salva la vittoria azzurra. Dà la netta sensazione di aver perso tranquillità e serenità soprattutto perché continua ad essere fortissimo negli interventi in cui conta l’istinto e la reattività, ma quando serve il cervello tutto cambia. Necessario ritrovarlo il prima possibile!
- I facili entusiasmi: dopo una vittoria assolutamente inutile ed una delusione come quella della scorsa settimana, sentire qualche pifferaio magico che parla già di segnali di resurrezione, non so se mi fa più ridere o arrabbiare. Quel che è certo, è che sarebbe un errore colossale cercare ancora una volta una scorciatoia di fronte ad un problema che ormai si protrae da anni e che non può e non deve essere risolto con la politica dello struzzo. Adesso tanta calma e soprattutto tanto lavoro!!
A domani con il Corner Viola!
Un ritorno a teatro pieno di emozione
Oggi torno a parlare di me, delle mie emozioni, delle mie passioni, delle mie amicizie.
Dopo anni, e purtroppo non è un modo di dire, la scorsa settimana sono finalmente tornato a gustarmi uno spettacolo teatrale in un posto alternativo con un trio di artisti bravissimi e molto simpatici. Per tanti anni abbiamo ascoltato quella stanca litanìa sui posti di Firenze abbandonati, da riqualificare, da tenere aperti tutto l’anno con iniziative ed idee che colmassero vuoti cittadini. Ecco il posto in cui sono stato, con famiglia ed amici, a vedere lo spettacolo di cui parlerò tra poco è esattamente la fotografia di ciò di cui parlavo. Il teatro Instabile ha reso possibile l’utilizzo di uno spazio che negli ultimi anni veniva sfruttato solamente nei mesi più caldi dell’anno con cene, grigliate, musica: insomma la tradizionale e benedetta festa che serviva a tenere in piedi le attività del Circolo ARCI La Loggetta. Attività edificanti rette dai volontari con i quali mi onoro di aver collaborato, fondamentali per il quartiere, ma limitate nel tempo. Con la nuova gestione invernale e primaverile, si tengono invece corsi di circo e teatro per grandi e piccini, yoga ed altre arti che svolgono un ruolo prezioso quale presidio territoriale e culturale.
In questo tendone circense è inoltre stato ricavato un piccolo teatro in cui i bambini possono anche accomodarsi su dei cuscini messi a terra per poter quasi toccare gli artisti. Eh già, perché proprio di artisti si parla quando si nomina il Trio Trioche composto da Franca Pampaloni, Irene Geninatti e Nicanor Cancellieri. La loro particolarità è che fanno uno spettacolo in cui musica, recitazione, comicità e divertimento riescono a mescolarsi con un’armonia disarmante. Tecnicamente bravissimi e sempre in evoluzione (ad esempio Nicanor è migliorato tantissimo nel canto), portano in scena lo spettacolo la cui locandina è diventata la copertina di questo pezzo e che doveva debuttare il 23 febbraio 2020, esattamente pochi giorni prima dello scoppio della pandemia. Non sono un tecnico, né uno studioso musicale, ma la miscela di recitazione (tra l’altro in parte in francese, in parte in spagnolo mescolato ad italiano), musica classica, opera e pezzi addirittura hard rock hanno un effetto esplosivo. Non voglio nemmeno immaginare il lavoro, lo studio e l’impegno che c’è dietro ad uno spettacolo come questo che ti fa volare via un’ora in un minuto. E non solo: la capacità di coinvolgere bambini di nemmeno 6 anni come il mio piccolo Mattia che si è messo spesso a battere le mani a tempo, appassionati di musica come Claudia e la sua amica Valentina e di far divertire gente che solitamente abita gli stadi anziché i teatri come il sottoscritto è veramente stupefacente. Questa penso sia la vittoria più importante dell’arte, del teatro e della musica cioè riuscire a coinvolgere tutto il pubblico senza far sentire nessuno escluso: l’arte come simbolo di fratellanza e di comunità.
Quella stessa fratellanza che esiste tra me e Nicanor da ormai più di 30 anni, quando ci siamo trovati nella stessa classe al Liceo a condividere insufficienze gravi a matematica, occupazioni e manifestazioni di piazza dietro a quell’idea di futuro che ancora oggi rincorriamo senza però averla raggiunta. Forse proprio per questo ancora oggi, nonostante le nostre strade si siano divise abitando addirittura in nazioni diverse, appena c’è l’occasione di rivedersi non esitiamo a riunire le nostre due famiglie come se fossero anche loro studenti della mitica sezione E del Liceo Gramsci!
Il buono, il brutto, il cattivo in maglia azzurra
ITALIA – MACEDONIA DEL NORD = 0 – 1
Nella storia della nazionale azzurra ci sono state vette che sembravano irraggiungibili e cadute talmente rovinose da sembrare irreparabili. In ogni momento più buio è necessario guardare al momento in cui il sole ricomincerà a salire in cielo, ma della possibile rifondazione e rinascita magari ne parleremo in futuro: oggi è il momento delle riflessioni e dell’approfondimento di ciò che è successo ieri sera. La gara in sé conta poco, ciò che conta veramente è prendere coscienza del crepuscolo di un movimento calcistico da rifondare. La vittoria degli europei ha illuso molti dei commentatori e dei tifosi che la crisi fosse superata, che bastasse la bacchetta magica di Mancini per rivitalizzare un movimento che ormai da anni non riesce più a vincere alcuna competizione internazionale di club, non conquista più affermazioni con le nazionali giovanili, non sforna più talenti in grado di guidare la propria squadra di club e la nazionale sulla ribalta internazionale. Un movimento in cui si continuano ad aumentare le partite, le squadre professionistiche, ma anche e soprattutto gli stranieri nei settori giovanili delle società italiane. Senza considerare poi che in Italia si continua a definire giovane un calciatore nato nel 1998 o nel 1999 quando ad esempio nel Barcellona spadroneggiano calciatori del 2001, 2002 o 2003.
A quando le riforme sbandierate ormai da anni? A quando un tetto all’impiego degli stranieri? A quando un rilancio dei settori giovanili grazie alle infrastrutture ed ai tecnici federali?
IL BUONO
- Verratti: in una nazionale che cammina, che non inventa, che gioca ad una velocità da tartarughe, il centrocampista del PSG disegna calcio, dribbling e lanci filtranti. L’unico che resta sul livello degli campionati europei e che ci crede fino all’ultimo. Predica nel deserto, almeno non ha nulla da rimproverarsi. Tra i pochissimi da cui si può ripartire.
- Bastoni: è indubbiamente il futuro della difesa azzurra. Fisicamente pronto, con un piede educato, capace di ottime letture difensive tanto nelle marcature preventive che nelle chiusure degli spazi. Sarà forse anche perché è uno dei pochi giovani italiani che ha avuto fiducia nella squadra di club? E come potrebbero mai fare esperienza i nostri giovani se non giocano mai? Centrale di oggi e di domani.
IL BRUTTO
- Immobile: il solito Ciro in campo internazionale. Ormai anche i sassi hanno capito che Immobile non è lo stesso calciatore nella Serie A e nelle altre competizioni ed anche questo dovrebbe far riflettere. Un attaccante che sa giocare solamente palla in profondità, che spesso ritarda il tiro in porta, che è di una pochezza tecnica disarmante sia nelle sponde che nella copertura della palla. Sicuramente non abbiamo grandissimi attaccanti nel periodo attuale, ma provare uno tra Belotti e Scamacca no? Ah già…erano in tribuna! Lasciatelo nella sua comfort zone!
- Insigne: se Immobile è capace di segnare solamente in Serie A, Insigne invece ha giustamente scelto di andare in Canada che probabilmente è il suo livello attuale. Non salta mai l’uomo, non è più decisivo nemmeno sui calci piazzati, è un’imbarazzante controfigura degli esterni moderni. Ormai prigioniero del suo personaggio, calcia sempre e soltanto a giro di interno destro sul secondo palo. Ridategli Tomovic, magari torna ad essere decisivo!
- Mancini: potrei parlare dei bradipi Jorginho o Donnarumma, come potrei citare Barella, ma quando si sbaglia completamente dapprima un girone intero di qualificazione e poi anche la gara di spareggio, non si può dimenticare il Commissario Tecnico. Sgombriamo il campo subito: Mancini dovrà per sempre essere ringraziato per aver vinto un europeo al quale nessuno credeva ed aver rivitalizzato un gruppo sgonfio e senza grande talento ma stavolta le ha sbagliate veramente tutte! Dal voler per forza naturalizzare calciatori di cui non si sentiva certo il bisogno, a continuare a sbandierare la fiducia e tranquillità quando invece i segnali e gli scricchiolii erano sotto gli occhi di tutti. La scelta poi di giocare contro una squadra chiusa nella propria metà campo con Immobile prima (attaccante che ha bisogno di spazi), Raspadori poi (più adatto al fraseggio che alle sportellate) ed infine Joao Pedro (attaccante che non segna da tempo immemore) è sembrato un perfetto suicidio. C’era da aspettarselo il comportamento attendista della Macedonia, così come era possibile che non la sbloccassimo velocemente: ed allora perché non portare almeno in panchina un attaccante forte fisicamente come Belotti o Scamacca? E perché insistere su un Barella spento fisicamente ed un Jorginho apatico come non mai? Purtroppo nella presentazione di ieri avevamo detto che avevamo tardato nel ricambio generazionale. Adesso il tempo è purtroppo scaduto!!
Menomale che noi abbiamo il nuovo logo viola! 🙂
L’Italia di Mancini a Palermo non può sbagliare!
Nessuno voleva arrivarci, adesso esiste un solo risultato!
L’Italia di Roberto Mancini giocherà stasera, contro la Macedonia del Nord, la semifinale degli spareggi che valgono l’accesso ai prossimi Campionati del Mondo in Qatar. Sarebbe clamoroso mancare nuovamente la qualificazione alla manifestazione calcistica più importante dopo il disastro del 2018. In un girone non certo impossibile, i campioni d’Europa in carica sono arrivati dietro alla Svizzera (non proprio una corrazzata seppur sempre insidiosa) ed adesso si ritrovano a misurarsi, in caso di successo in semifinale, contro una tra Portogallo e Turchia in gara secca in trasferta come da girone e calendario qui sotto:
- ITALIA
- Macedonia del Nord
- Portogallo
- Turchia
Semifinali – Stasera
- Ore 20.45, ITALIA-Macedonia del Nord (E)
- Ore 20.45, Portogallo-Turchia (F)
Finale – Martedì 29 marzo
- Ore 20.45, Vincente E-Vincente F
Prima di pensare all’eventuale finale da giocare martedì, sarà necessario concentrarsi sulla gara di stasera contro una compagine che è arrivata seconda nel girone della Germania lasciandosi alle spalle Romania e Islanda e centrando un risultato storico per un paese di così giovani tradizioni. Il Commissario Tecnico avversario Milevski, che dovrà fare a meno della propria bandiera Goran Pandev infortunato e dell’ottimo centrocampista del Napoli Elmas squalificato, può contare su un paio di calciatori che hanno giocato nel nostro campionato: il difensore esterno Ristovski visto in Italia anche con la maglia del Parma e l’attaccante Trajkovski passato anche da Palermo che guiderà il reparto stasera. Insomma non certo una formazione indimenticabile che però fa dello spirito di squadra e dell’orgoglio il proprio punto di forza per cercare un’altra impresa.
Il Ct campione d’Europa in carica invece, ha risposto con ben 33 convocati:
Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Paris Saint-Germain), Pierluigi Gollini (Tottenham), Salvatore Sirigu (Genoa)
Difensori: Francesco Acerbi (Lazio), Alessandro Bastoni (Inter), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Juventus), Emerson Palmieri (Lione), Alessandro Florenzi (Milan), Luiz Felipe (Lazio), Gianluca Mancini (Roma)
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Jorginho (Chelsea), Manuel Locatelli (Juventus), Lorenzo Pellegrini (Roma), Matteo Pessina (Atalanta), Stefano Sensi (Sampdoria), Sandro Tonali (Milan), Marco Verratti (Paris Saint-Germain)
Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Domenico Berardi (Sassuolo), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Joao Pedro (Cagliari), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Sassuolo), Gianluca Scamacca (Sassuolo) Mattia Zaccagni (Lazio), Nicolò Zaniolo (Roma).
Guardando le gare del girone di qualificazione ed anche queste chiamate, ho la sensazione che si possa correre ancora una volta un rischio già vissuto dalle nostre nazionali in passato. La possibilità cioè che una vittoria che nessuno si aspettava, come ai mondiali del 1982 e del 2006, non permetta quel ricambio generazionale che invece la nostra squadra avrebbe potuto, e forse dovuto, affrontare con maggiore decisione. Vedere una difesa in cui ancora una volta figurano tra i convocati Bonucci, Chiellini e Florenzi, un centrocampo in cui tutto gira ancora attorno a Jorginho, Verratti e Barella ed un attacco che si regge di nuovo su Immobile e Belotti fa pensare… Siamo sicuri che l’Italia non sarebbe arrivata almeno seconda iniziando già a ricreare un ciclo intorno ad un perno difensivo come Bastoni, un centrocampista come Tonali o Pobega ed attaccanti come Scamacca e Raspadori invece di ridursi a chiamare Joao Pedro? Forse adesso avremmo una nazionale più fresca, più pronta, più entusiasmante….
Non è comunque questo il momento dei processi: adesso conta solo vincere!
Ci vediamo domani con il buono, il brutto, il cattivo con la maglia azzurra!
