BarLungo con Simone: cosa cambia dopo le elezioni amministrative?

Siamo di nuovo on air!!

Insieme al grande amico Simone Pesucci si parla delle elezioni amministrative che hanno visto trionfare il centrosinistra in quasi tutte le città. Che effetto avrà il risultato sullo scacchiere politico? E sul governo Draghi? Ma soprattutto, come recuperare l’astensione?

Aspettiamo i vostri commenti e magari lanciateci un tema da approfondire nelle prossime puntate!!

Buon ascolto!

Il governo dei migliori (?)

Il Conte 2 è andato in soffitta ed adesso ci apprestiamo ad essere governati dalla squadra scelta da Mario Draghi, il salvatore della Patria. Non starò a scrivere la lista completa dei ministri che potete trovare qui ma mi interessa soffermarmi su alcuni aspetti della compagine.

La caratteristica più dirompente credo sia la connotazione politica apartitica dei ministri che dovranno gestire i soldi del Recovery Fund e dovranno emendare o magari stravolgere il piano che il governo Conte aveva già in gran parte preparato. Se andiamo a vedere le aree più interessate dalla trattativa con l’Unione Europea, scopriamo che i ministri che gestiranno i fondi sono tutti tecnici: Franco, Cingolani, Giovannini, Colao saranno chiamati ad allocare circa il 70% delle risorse del Recovery e sono tutti personaggi fuori dai partiti. Questo è il segno più lampante del fallimento di una classe dirigente che, pur di continuare nelle lotte personalistiche, si è spogliata dei suoi poteri e li ha ceduti ad altri. Un bel risultato per quella forza politica che ha aperto la crisi perché voleva la centralità del Parlamento sulla destinazione dei fondi europei!!

Altro aspetto curioso è il ritorno del manuale Cencelli: tutte le forze politiche che sostengono il governo sono state accontentate con uno strapuntino più o meno grande e chi magari ha qualcosa da recriminare verrà ripagato adesso con il giro dei vice ministri e dei sottosegretari. Il governo Draghi si appresta a riscuotere la più ampia fiducia della storia repubblicana (tutti dentro tranne Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana), ma gli appetiti devono essere saziati ed in questo Draghi è stato un perfetto equilibrista. Certo se questo esecutivo doveva aprire una porta verso il domani, sembra più un bel salto all’indietro che non un passo verso il futuro. Tra l’altro poi trovo assolutamente incredibile che il nuovo Presidente del Consiglio non abbia ancora proferito verbo sul programma: capisco l’importanza dell’unità nazionale nei momenti difficili, ma sentirsi dire che ci stanno tutti senza aver minimamente capito quale sia anche una minima idea di futuro del paese non è molto rassicurante. Ricordo che fino a soli 10 giorni fa, i partiti avevano bisogno della visione del futuro, di sapere quale sarebbe stata l’Italia tra 50 anni, avevano necessità di un cronoprogramma con scadenze prefissate….ed ora col salvatore della patria diamo carta bianca ad un governo i cui tecnici gestiranno quasi tutti i fondi europei?

Devo poi ammettere che alcune scelte all’interno della squadra appaiono sconcertanti. Ad esempio affidare nuovamente la gestione della Pubblica Amministrazione a Brunetta credo sia un errore: il Senatore di Forza Italia aveva già ricoperto l’incarico nel 2008 ed aveva tentato alcune riforme contrastate fortemente dai lavoratori e dai sindacati. Le sue uscite poi, sono spesso risultate eccessive e dunque rimetterlo proprio a capo di quel ministero, seppur senza portafoglio, appare quasi una provocazione. Stesso discorso si può fare per Gelmini che, dopo aver firmato una delle peggiori riforme della scuola dell’era repubblicana ed aver inanellato gaffe quasi come Toninelli, adesso rientra nel governo a gestire gli affari regionali. Viste le difficoltà quasi quotidiane dei rapporti tra stato centrale e governi regionali, una figura più condivisa e conciliante sarebbe stata consigliabile. Torna poi a capo di un ministero anche Erika Stefani della Lega, già impegnata anche nel Conte 1, molto conosciuta per le prese di posizioni molto pesanti contro lo Ius Soli e contro la politica di integrazione in genere. Non si scollano poi dalla poltrona Dario Franceschini, immarcescibile uomo buono per tutte le stagioni del PD e Luigi Di Maio, il barricadero alla camomilla, colui che ha sconfitto la povertà e che con la Lega, il PD o Draghi sempre al governo sta (ed ho fatto pure la rima!). Fa sanguinare il cuore poi la cancellazione del Ministero dello Sport. Già per molti anni questo dicastero non era stato presente all’interno delle compagini governative, ma in un momento così difficile per lo sport di base e per le migliaia di società che quotidianamente sul territorio si adoperano per tenere insieme la nostra società, questa è una coltellata al cuore che denota la completa mancanza di attenzione verso questo mondo.

Detto dei Ministri, credo sia necessario anche fare una rapida analisi politica che sorge dai primissimi giorni del nuovo esecutivo. Certamente si assiste ad un’inversione a U dal punto di vista comunicativo: pochi social, poche dichiarazioni, nessuna passerella. In questo vuoto però, c’è già la corsa a riempire questi spazi cercando di spararla sempre più grossa. Primo esempio è stato fornito dalla gestione delle chiusure degli impianti sciistici sulla cui giustizia e liceità non sto qui a discutere. Ciò che però appare fin da subito chiaro è che la Lega continuerà a bombardare da dentro per paura di perdere voti a destra da Fratelli d’Italia ma senza avere il coraggio di colpire il nuovo Presidente del Consiglio. In tre giorni il partito di Salvini ed il neo ministro Garavaglia hanno chiesto la rimozione del Comitato Tecnico Scientifico, del Commissario Arcuri e di Speranza: non sarebbe male avvertire la Lega che adesso fa parte del governo e dunque la responsabilità decisionale si condivide con gli altri! Senza un chiarimento veloce sarà dura gestire una maggioranza così variegata e lo sarà ancor di più quando si avvicineranno le elezioni del Presidente della Repubblica che potrebbero segnare anche la fine della legislatura.

In bocca al lupo al premier Draghi ed al governo (che doveva essere) dei migliori!

Draghi e pecorelle

Sembrano passati anni ed invece è solamente poco più di una settimana. Ricordate? Sembrava una crisi di governo irrisolvibile, il mandato esplorativo al Presidente della Camera Fico, il giro di consultazioni, il tavolo programmatico, i veti incrociati insuperabili. Poi la mossa del Presidente Mattarella ed il nome di Draghi, più volte evocato negli ultimi anni come spauracchio, finalmente a prendersi la scena!

E tutto quello che sembrava insuperabile come per magia non esiste più. Non ci sono più le divergenze tra europeisti e sovranisti, non c’è più la diatriba tra quelli del “Sussidistan” e quelli della flat tax, tra chi pensa che Conte sia un vulnus democratico e chi viola la democrazia diretta….

Puff…Magia!

Dal momento che il programma di governo è ancora nebuloso, e la squadra di Ministri non c’è, mi sembra però opportuno ricordare le varie piroette alle quali stiamo assistendo: Nadia Comaneci al cospetto arrossirà!

  • Lega (forse di nuovo Nord): chi non si ricorda i proclami a tutta pagina, a tutto social del Capitano e dei suoi sodali? No all’Euro, Italexit, i migranti devono essere lasciati in mezzo al mare perché l’Europa non ci aiuta, il Recovery Fund è una trappola e dunque prendiamo solamente i soldi a fondo perduto! Folgorati sulla via di Draghi, abbiamo invece scoperto un Salvini che accetta i valori di riferimento dell’Europa, riconosce la valenza dei regolamenti europei di politica migratoria, addirittura arriva a votare, in dissenso col proprio gruppo in Europa, il Recovery Plan! Che lo zoccolo duro della Lega, fatto da Giorgetti, Zaia e la borghesia del Nord Italia gli abbia fatto suonare la campanella di fine ricreazione?
  • Italia Viva (nel paese non lo so, ma al Senato sicuramente si!): il MES è assolutamente necessario per poter vaccinare le persone e la nostra fiducia nel governo Conte dipende innanzitutto dalla richiesta di attivarlo, no ai tecnici che usurpano le prerogative del Parlamento nella progettazione e gestione dei soldi del Recovery! Una delle poche cose trapelate sul nuovo programma di governo è che non verranno richiesti i fondi del MES, e mi sa che Draghi non è più nemmeno un tecnico!
  • Partito Democratico (anche se la base poi se la sono dimenticata da un pezzo): non ci sono alternative al governo politico guidato da Conte, l’unica altra opzione è il voto! Vabbè dai, Draghi lo accettiamo ma saremo l’argine alle forze sovraniste con cui non entreremo mai al governo! Ah già ma Salvini adesso è diventato il mago di Ventotene!
  • Movimento 5 Stelle (forse anche meno di 5): da noi 1 vale 1, anche se forse poi Grillo e Di Maio valgono un pochino di più, mai con i banchieri che hanno salvato MPS e non solo, mai con le lobby, ma con i poteri forti….o forse qualche volta, si ma per poco tempo…. E poi se si arrabbia Di Battista magari facciamo votare su Rousseau…. Solo però quando siamo sicuri che vinca la linea di Grillo e Di Maio e nel frattempo mandiamo l’orsacchiotto pacioccone Crimi a prendere schiaffi.

Questa è solamente una piccola parte delle esternazioni incredibili che tutti i partiti dell’arco costituzionale, tranne al momento Fratelli d’Italia anche se con alcune sollecitazioni interne, si sono rimangiate nel breve volgere di una settimana. Credo che Draghi sia una grandissima personalità, incredibilmente competente e fortemente rispettata in tutto il mondo. Nonostante ciò, anche il Professore si dovrà confrontare con un sistema parlamentare all’interno del quale le pulsioni dei partiti torneranno fuori non appena ci si avvicinerà alle prossime elezioni politiche. La speranza è dunque che Draghi riesca a fare bene ed a farlo presto perché nel frattempo ci saranno anche le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica. Chi fa però parallelismi tra la situazione attuale e quella che dovette affrontare Monti, fa un grande errore di valutazione poiché non contestualizza gli esecutivi all’interno del relativo momento storico. Il governo Monti dovette fronteggiare una tempesta sui mercati ed una grande crisi economica cercando di tagliare e recuperare soldi. Draghi ha invece come obiettivo primario quello di spendere e spendere bene gli oltre 200 miliardi di Euro che arriveranno dall’Europa, non proprio la stessa cosa.

Non so come andranno a finire le consultazioni, quale governo nascerà, né con quali forze politiche all’interno. Ciò che so però, è che il paese è allo stremo sia dal punto di vista economico che dal punto di vista psicologico ed allora voglio rivolgere un appello a quelle forze politiche che ci hanno trascinato nella crisi più assurda della storia e nelle consultazioni più farlocche del mondo:

tacete, finitela di starnazzare, il volante non è più nelle vostre mani e non spetta più a voi guidare. Se volete e ci riuscite, magari iniziate a pedalare, sennò almeno non mettete i piedi a terra, non frenate, almeno quello credo ce lo dobbiate!