Il buono, il brutto, il cattivo

SPEZIA – FIORENTINA = 2 – 2

Torna la rubrica del dopo partita e, come chiesto da alcuni appassionati del blog, sarà nuovamente testuale per la parte relativa ai giudizi sui calciatori. L’appuntamento per l’analisi tattica della partita è invece rimandata a domani con un video su YouTube dove analizzeremo le scelte operate dal tecnico e le mosse effettuate e/o mancate nei 90 minuti della gara. Certo che purtroppo anche oggi la Fiorentina ha ben poco da festeggiare!

IL BUONO

  • L’approccio alla gara: non so se per caso o se per la voglia di vincere la partita, la squadra viola è entrata in campo con la faccia della tigre. Due gol in 4 minuti ed un risultato in discesa, dominio del gioco, zero occasioni concesse! Troppo bello per essere vero!!
  • Pezzella: il capitano è tornato! Il gol, una presenza importante nella retroguardia viola. Finché German resta in campo, al di là dell’errore di Caceres sul gol che riapre la gara, la Fiorentina non ruba l’occhio ma rischia il giusto. Leader vocale e tecnico della difesa.
  • Biraghi: un gol, un assist, uno dei pochi che gioca discretamente anche in fase difensiva. La squadra si appoggia spesso su di lui in uscita ma non ha grande aiuto dagli attaccanti. Torna comunque sui livelli della gara iniziale col Torino. Ritrovato.
  • Bonaventura: in una Fiorentina così modesta, basta la sua intelligenza e la sua attenzione al particolare per spiccare rispetto alla mediocrità degli altri. Imprescindibile.

IL BRUTTO

  • Caceres: se il calcio dipendesse dalle foto degli addominali postate su Instagram, l’uruguagio sarebbe titolare fisso nel Liverpool. Il problema è che poi si dovrebbe anche giocare al calcio, e nel caso dei difensori, sbagliare il meno possibile, ed allora diventa dura. E’ francamente imbarazzante in diverse situazioni e l’errore sul gol che riapre la partita è da copertina di “Mai dire Gol”. Igor in questo momento è davvero peggiore di lui?
  • Vlahovic: ennesima occasione offerta dal tecnico, ennesima occasione gettata al vento. Gli arrivano pochi palloni giocabili, ma sarebbe carino anche andare a cercarsi qualche occasione. Gioca con una sufficienza irritante, non lotta, non morde, non conclude. Indolente.
  • Ribery: piange il cuore, ma oggi il francese è la brutta copia del calciatore che abbiamo ammirato più volte. La Fiorentina senza gioco della gestione Iachini non può prescindere da lui. Oggi non incide nella fase offensiva, perde troppi palloni, non inventa nulla. Incredibilmente uno dei tanti, ed i viola non se lo possono permettere!!

Ci vediamo domani su YouTube per l’analisi tattica della gara!!

Tra campionato e mercato

Al termine di una settimana in cui si è parlato di tutto tranne che di calcio, tocca di nuovo alla Fiorentina inaugurare la giornata di campionato. Questa sera, in un Artemio Franchi riaperto finalmente a 1.000 spettatori, la squadra viola se la vedrà con la Sampdoria.

Come detto anche da Iachini in conferenza stampa, sarà una gara insidiosa innanzitutto perché in questi giorni le attenzioni sono state rivolte quasi esclusivamente alle possibili partenze di Chiesa, Pezzella e Milenkovic ed ai relativi sostituti che potrebbero arrivare sulle rive dell’Arno. Speriamo che il mister e la società siano stati bravi a tenere a riparo il più possibile la squadra da queste voci perché altrimenti sarà difficilissimo interpretare al meglio la gara di stasera.

Ulteriori difficoltà arrivano poi dalle scorie della serata di Milano. La sconfitta subita in rimonta contro l’Inter è ancora una ferita aperta dal punto di vista psicologico e fisico. Vlahovic, nel mirino di critica e tifosi in questa settimana, è stato al centro delle attenzioni del mister marchigiano che ha cercato di lavorare soprattutto dal punto di vista della fiducia spalleggiato anche dalla società che ha ribadito la propria stima per l’attaccante. Anche dal punto di vista fisico, la Fiorentina si sta ancora leccando le ferite: Ribery, dopo la “carezza” ricevuta da Barella, ha lavorato quasi sempre a parte e resta in dubbio fino all’ultimo tanto che potrebbe essere impiegato anche a gara in corso. Pezzella non ha praticamente mai fatto parte del gruppo e dunque sembra che sarà sostituito per la terza gara consecutiva da Ceccherini al centro della difesa, mentre Chiesa, uscito a Milano a causa di un affaticamento muscolare, sarà quasi certamente sul prato del Franchi per disputare quella che dovrebbe essere l’ultima partita in maglia viola prima di salutare per vestire quella degli odiati rivali bianconeri. Per il resto, a centrocampo si contenderanno una maglia Duncan e Bonaventura: da vedere dunque se Amrabat sarà nuovamente chiamato a fare il centrale di un centrocampo a 3 oppure se verrà spostato nel ruolo di interno di centrocampo con l’inserimento di Duncan quale vertice basso, ruolo già interpretato all’esordio contro i granata.

Resta comunque inteso che la Sampdoria, dopo la sconfitta rocambolesca subita in casa col Benevento, sarà a Firenze con l’unico obiettivo di iniziare a fare punti. Ranieri probabilmente coprirà ulteriormente la squadra affidandosi ad un 4-5-1 abbottonatissimo con Candreva pronto ad innescare l’unica punta Quagliarella. La squadra di Iachini è chiamata dunque a prendere in mano il pallino del gioco come successo alla prima di campionato contro il Torino nella speranza che gli attaccanti, quali essi siano, riescano a centrare la porta con maggiore frequenza rispetto a quanto successo nelle prime due gare.

Conquistare tre punti e poi la chiusura del mercato:

stiamo in contatto….. Ne vedremo delle belle!!!

Verso l’esordio in campionato

Due amichevoli in due giorni per mettere minuti nelle gambe in vista dell’esordio in campionato sabato prossimo con il Torino. Contro Grosseto e Reggiana si sono notati alcuni spunti interessanti ed utili non solamente in vista del debutto, ma anche per il proseguio del mercato e dell’annata.


1. La coppia Vlahovic Cutrone, seppur contro una squadra di Serie C sta provando a diventare tale. Nella gara contro il Grosseto, al di là delle reti a firma dei due attaccanti, i calciatori viola si sono cercati spesso ed hanno mostrato anche alcuni movimenti discretamente coordinati. A differenza della scorsa stagione quando sembravano sempre essere due individui che giocavano con la stessa maglia per caso, adesso si cercano e spesso si trovano. Ancora una volta si è visto che Cutrone (a segno anche da fuori area!!!) ha movimenti tipici della prima punta che attacca sempre la profondità, mentre Vlahovic svaria maggiormente sugli esterni ed ha bisogno di giocare più faccia alla porta, ma i due si sono mossi insieme e questo non è poco.

2. Il 3-5-2 continua ad essere inamovibile ma, almeno contro in queste due uscite, è stato interpretato in senso più offensivo. Si è visto attaccare la palla molto più avanti e, forse anche per merito di Amrabat, la riconquista della sfera è stata spesso effettuata conquistando lo spazio in avanti e non aspettando gli avversari nella propria metà campo. Speriamo sia una scelta filosofica e non estemporanea solamente per queste gare. La speranza nasce anche dalla considerazione che contro la Reggiana, pur avendo Duncan nel ruolo di centrale di centrocampo, lo spartito è stato il solito di quello suonato da Amrabat. Probabilmente alla prima contro il Torino sarà di nuovo l’ex Sassuolo ad essere impegnato in zona centrale: speriamo continui a convincere.

3. Gli sprazzi di Bonaventura: giocatore tecnicamente delizioso, ha già mostrato come si gioca la palla quasi sempre di prima cercando la soluzione migliore per la squadra e non fine a sé stessa. Lanci, aperture, assist, tutto fatto sempre a testa alta. Un’aggiunta qualitativamente eccellente per una squadra come la Fiorentina. Gli errori sottoporta contro la Reggiana sono stati bilanciati dai dialoghi continui con Ribery e con gli altri attaccanti. Appena riacquistata una condizione atletica buona, Bonaventura può diventare un vero valore aggiunto.

4. Il calcio di Ribery: il francese è un autentico fuoriclasse e come tutti i calciatori dotati di questo talento, spesso trasformano in oro tutto ciò che toccano. Kouamè e tutti quelli che giocano con lui beneficiano delle sue invenzioni ed adesso il francese sembra voler diventare maggiormente decisivo anche sotto porta. La coppia titolare per l’inizio di campionato sembra decisa….speriamo Beppe abbia fatto la scelta giusta sull’attaccante da affiancare a Frank.

5. Dragowski: in queste amichevoli estive spesso i portieri sono scarsamente impegnati e rischiano di perdere la concentrazione. Sia con il Grosseto che con la Reggiana, i viola hanno subito rete, ma Drago ha parato un rigore dimostrando di non voler perdere le buone abitudini. Speriamo nel frattempo i difensori tornino ad essere impeccabili come nella parte finale della stagione scorsa: con una squadra votata comunque a difendere molto spesso al limite della propria area di rigore, diventa fondamentale vincere i duelli individuali difensivi.

6. Infortuni: dopo due gare in cui i giocatori viola erano usciti sempre incolumi dal campo, contro la Reggiana Biraghi prima e Pezzella poi hanno accusato problemi fisici. Sembra sia stata solo precauzione e speriamo vivamente sia così, visto che la formazione iniziale utilizzata con la Reggiana sarà molto probabilmente quella che dovrà aprire il campionato di Serie A sabato prossimo. Incrociamo le dita!!

E’ tornato Ribery

La seconda uscita stagionale viola si è conclusa con un perentorio 5-0 contro la Lucchese.

Ma cosa ci hanno raccontato questi 90 minuti?

1. La partita non ha avuto grande significato non tanto per l’avversario, quanto per le molteplici assenze dei calciatori impegnati con le rispettive nazionali. In mezzo ad una gara insipida, come al solito ha giganteggiato Frank Ribery. Autore di una doppietta dopo aver colpito anche un palo, il francese ha dimostrato ancora una volta di essere l’unico fuoriclasse e l’unica fonte di gioco della squadra. Tutto passa dai suoi piedi e dalle sue invenzioni…. Basterà per vivere una stagione diversa rispetto alle ultime?
2. La prova positiva degli esterni Lirola e Venuti: spingono spesso e volentieri ed a volte dialogano tra loro quasi fossero gli esterni dell’Atalanta di Gasperini. Non hanno purtroppo quella qualità e si vede, ma per il resto niente da dire.
3. Kouamè : malissimo nel primo tempo quando si divora incredibilmente due occasioni nitide a tu per tu col portiere, si rifà con una doppietta nella ripresa. Si muove tanto, detta spesso il passaggio, ma sembra non avere il killer instinct del bomber. Una buona seconda punta che però fatica a fare il riferimento solitario. Servirà in un 3-5-2 in cui Ribery interpreta il ruolo di seconda punta?
4. La rete fallita da Eysseric : già il colore bianco non gli dona, vederlo poi sbagliare il gol con un rigore in movimento a 7 metri dalla porta, è una roba da ridolini… Grazie Pantaleo, per lui, Cristoforo, Montiel, Dabo, Zekhnini, Terzic e chi più ne ha più ne metta…

Chiudo poi con una riflessione più generale: anche stavolta, tanto per non sbagliare, abbiamo assistito ad una squadra schierata con un 3-5-2 assolutamente scolastico nelle mani di Ribery. Questo modulo, per essere efficace, ha bisogno di esterni di grande qualità che saltino spesso l’avversario che si trovano di fronte. Siamo proprio sicuri che con Biraghi, Lirola, Venuti, Chiesa fuori ruolo, sia questo il modulo più adatto a questa squadra? La relativa novità della serata, non so quanto dettata dall’avversario e quanto da una precisa volontà tattica, è stata una ripresa del gioco con verticalizzazioni più frequenti dai difensori (soprattutto Caceres) su Ribery scavalcando il centrocampo. Se fosse un’inversione di tendenza, non sarebbe preferibile investire su un difensore che sappia impostare bene dal basso, anziché su un centrocampista, visto che i viola dispongono già di Amrabat, Duncan, Castrovilli e Pulgar? La squadra poi è piena zeppa di seconde punte che sono capaci di sfruttare le seconde palle e di buttarsi negli spazi: Kouamè, Vlahovic, Ribery, Chiesa sono tutti attaccanti esterni o comunque hanno bisogno di un riferimento là davanti. L’unica punta centrale è Cutrone…perché giocare con un 3-5-2 dove Ribery gioca dietro una punta che nemmeno abbiamo? Un’ultima domanda che rimarrà senza risposta, come tutte le altre: che senso ha togliere Igor dopo 55 minuti per mettere Ceccherini e far fare i 90 minuti a due titolari inamovibili come Caceres e Pezzella? Far mettere minuti nelle gambe anche agli altri forse sarebbe preferibile ed aiuterebbe anche a prevenire possibili infortuni.

I voti alla stagione viola

E’ finalmente finito il campionato ed al termine della stagione più anomala di sempre proviamo a stilare un bilancio di ciò che è successo. Innanzitutto speriamo che la società abbia capito che iniziare una stagione definendola di transizione e dichiarando che l’unico obiettivo è fare meglio dell’anno prima è un errore madornale. Nel mondo del professionismo, tutti giocano per qualcosa e demotivare un gruppo non dandogli un obiettivo è uno svarione da non commettere più. Se alla mancanza di obiettivi si lega poi la conferma di un allenatore che non fa del carattere e del gruppo il proprio punto di forza, la frittata è presto fatta. La seconda parte della stagione viola è stata vissuta sul filo della paura e Iachini è stato bravo ad invertire la tendenza negativa portando la squadra alla salvezza con 4 giornate di anticipo e con un filotto di risultati che ha permesso ai viola di chiudere al decimo posto.

STATISTICHE A CONFRONTO CON LA STAGIONE 2018-2019

Posizione finale:  10° (16° nel 2018-2019)

Punti:  49 media punti 1,29 (41 media punti 1,08)

Vittorie: 12 (8)

Pareggi: 13 (17)

Sconfitte:  13 (13)

Gol fatti: 51 (47)              

Gol subiti: 48 (45)

Differenza reti: +3  (+2)

Capocannoniere: Chiesa con 10 reti (Benassi con 7 reti)

Assist man: Chiesa 6 (Biraghi 6)

Miglior gara dell’anno:

l’emozione più grande, il momento in cui la Fiorentina ha dato l’idea di poter uscire dall’anonimato, è stata la partita di Coppa Italia contro l’Atalanta vinto per 2 – 1 (15 gennaio 2020). Di fronte alla miglior squadra italiana della stagione, i viola passati da poco sotto la gestione di Iachini, hanno giocato una partita ai limiti della perfezione e sono riusciti a vincere grazie ad una rete di Lirola al termine di una bellissima azione. Almeno per 90 minuti la mediocrità è stata allontanata dalle teste e dai cuori dei tifosi.

Peggior gara dell’anno:

l’umiliazione patita il 10 novembre del 2019 resterà scolpita nella mente di tutti ancora per un bel po’ di tempo. Cagliari – Fiorentina finì 5 – 2 solamente perché i rossoblu si fermarono ed ebbero pietà di una squadra indecente, sbagliata negli uomini e nell’atteggiamento. Essere sotto 5 – 0 dopo 65 minuti tra gli olè del pubblico rossoblu è una macchia difficilmente cancellabile insieme al gol di tacco del Cholito Simeone, lo stesso che si era permesso di zittire i tifosi della curva Fiesole dopo una rete la stagione passata. Come e perché abbia salvato la panchina Montella quel giorno dopo una figura del genere, è un mistero ancora irrisolto.

Miglior calciatore: Frank Ribery

Campione assoluto, leader tecnico e morale in campo e fuori. Il suo infortunio ha probabilmente tolto alla squadra quelle certezze che avrebbero permesso di fare qualcosa in più come risultati e come gioco. Un professionista esemplare che ha dimostrato ai più giovani come si può arrivare a 37 anni ed essere ancora decisivo in un campionato come quello italiano. Sempre il primo ad arrivare al centro sportivo Astori (celebre il suo post alle 6,55 di mattina in cyclette), è apparso anche nella veste di fido consigliere di Iachini prima (per alcune sostituzioni chiamate) e di Commisso poi (per la conferma del mister viola). Un unico rimpianto: dove sarebbe arrivata la Fiorentina senza l’intervento assassino di Tatchtsidis?

Peggior calciatore : Milan Badelj

Arrivato in pompa magna e presentato dal Direttore Pradè come il miglior acquisto della stagione, non ha certamente ripercorso le orme della prima esperienza in viola. Si ricorda una buona prova a Milano contro il Milan, poi il nulla cosmico. Accoppiato inizialmente da Montella in un centrocampo insieme a Pulgar, ha faticato sia sul piano fisico che su quello del gioco. Non ha mai trovato il ritmo gara né è riuscito a prendere in mano le redini della compagine viola. E’ piano piano sparito dal campo con l’arrivo in panchina di Iachini fino a diventare un ricambio quando a gennaio a Firenze è sbarcato Duncan. Con la fine della stagione e la conseguente risoluzione del prestito, termina definitivamente l’avventura di Badelj con la maglia gigliata.

La sorpresa: Gaetano Castrovilli.

Alzi la mano chi ad inizio anno avrebbe scommesso 1 euro su una stagione così del talento barese. Dopo alcuni anni di prestito, Castrovilli ha finalmente trovato il proprio posto nel mondo e gran parte del merito è da ascriversi a Vincenzo Montella. In sede di preparazione la Fiorentina era alla ricerca di un nuovo centrocampista ma l’Aereoplanino ha fin da subito chiesto alla società di togliere Castrovilli dal mercato ed ha avuto ragione. Fino alla pausa forzata per il Covid il talento viola è stato uno dei migliori centrocampisti del campionato con l’acuto del primo gol a San Siro. Qualità, quantità, spirito di sacrificio, umiltà: se il prossimo anno Castrovilli mette nel mirino anche la porta avversaria, siamo di fronte ad un titolare fisso dei prossimi 10 anni. Anche se “il premio” è già stato assegnato, mi piace menzionare anche Terracciano: più di un secondo portiere, ha mostrato affidabilità, professionalità e ottime doti. Un portiere per certi versi vecchio stampo, non ama la parata per i fotografi ma bada alla sostanza ed è bravissimo in presa alta, dote ormai rara per gli estremi difensori di ultima generazione.

La delusione: Pol Lirola

Arrivato dal Sassuolo per risolvere l’annoso problema del terzino destro, non ha mai trovato quella continuità di rendimento che tutti si aspettavano. Inizialmente con Montella ha avuto problemi tattici poiché la squadra non reggeva una difesa a 4 con Lirola e Dalbert sugli esterni. Una volta portato sulla linea dei centrocampisti ha fatto meglio ed è migliorato ulteriormente con l’avvento di Iachini sulla panchina viola. Le amnesie difensive dell’ultima parte di stagione però, lo hanno fatto ripiombare in un tunnel da cui si spera possa uscire con l’inizio della prossima annata. Arrivato a Firenze tra mille speranze, per adesso non ha mantenuto le attese.

Voto alla stagione viola: 6-

La Fiorentina era partita sulla griglia del campionato subito dietro le grandi grazie all’entusiasmo della nuova proprietà, la conferma di Chiesa e gli acquisti di Ribery, Lirola, Caceres, Badelj, Pedro e Boateng. La stagione però, dopo un inizio appena sufficiente, si è rivelata un supplizio fino all’esonero di Montella (voto 3 per il finale della scorsa stagione e per l’inizio di questa). Con il mercato di gennaio e Beppe Iachini, la squadra ha raggiunto la salvezza con 4 giornate di anticipo badando al sodo e non allo spettacolo. Il mister ha guadagnato la conferma tra lo scetticismo di buona parte dei tifosi viola, tocca a lui ed al mercato estivo dare nuova linfa in vista del prossimo campionato.

Il buono, il brutto, il cattivo

LAZIO – FIORENTINA = 2 – 1

La Fiorentina torna dall’Olimpico con tanta rabbia ed una grande delusione. Avrebbe meritato di più per la prestazione offerta, per come ha giocato e per le occasioni create. Ancora una volta però gli episodi ed alcune decisioni arbitrali infelici hanno sbarrato la strada ai viola. Mercoledì col Sassuolo non si potrà più sbagliare.

IL BUONO

  • Ribery: dura 70 minuti ma quei 70 minuti sono pura poesia. Il gol è simile a quello segnato a Milano, dunque un’opera d’arte
  • Ceccherini : dopo averlo messo dietro la lavagna nella gara contro il Brescia, oggi devo rivalutarlo. Attento, preciso, pulito. Sorpresa
  • Ghezzal: stavolta Iachini ci ha visto giusto. Nel ruolo di interno di centrocampo, come contro la Juve, gioca una partita convincente sfiorando anche la rete del 2-0. Risorsa sorprendente
  • Atteggiamento della squadra : i viola hanno sempre provato a ripartire nonostante la Lazio abbia avuto spesso il predominio territoriale ed il possesso palla. Ancora una volta la Fiorentina ha dimostrato di giocare meglio se deve aspettare e ripartire. A quando una squadra che impone il proprio gioco?

IL BRUTTO

  • Vlahovic : oltre all’ingenuita’ colossale della gomitata che lo porta all’espulsione, non regge un pallone nella metà campo avversaria e fa indietreggiare la squadra di almeno 20 metri. Sembra ancora acerbo per certe partite
  • Badelj: al termine di una gara sufficiente, commette l’errore che costa il raddoppio. Non spende il fallo su Luis Alberto che si invola verso l’area viola fino a segnare il gol della vittoria. Ingenuo
  • Caicedo: sarà che sono un romantico e credo ancora in uno sport pulito in cui vince il più forte e non il più furbo, ma mi ha ricordato il Lulu’ Oliveira contro Toldo di tanti anni fa a Cagliari. Antisportivo. Cattivo esempio
  • Fabbri: manca il rosso a Bastos, il secondo giallo a Parolo, il rosso diretto a Radu ed il rigore è una barzelletta. Può bastare?
  • Mazzoleni al VAR: ci si accorge di lui solamente per il rosso a Vlahovic. Prima probabilmente faceva un pisolino.

Una partita difficilissima

Dopo la cocente delusione derivante dal pareggio interno contro il Brescia, la Fiorentina è chiamata a cercare un’impresa in trasferta. Contro una Lazio ferita dalla rimonta subita a Bergamo per mano dell’Atalanta, i viola affronteranno una compagine che non può più sbagliare se vuole continuare a sognare lo scudetto.

Sulla carta la gara si presenta quasi proibitiva, ma la squadra di Iachini potrebbe sfruttare degli oggettivi vantaggi derivanti dal calendario e non solo. I viola infatti hanno nelle gambe oltre 48 ore di riposo in più rispetto agli uomini di Inzaghi avendo giocato di Lunedì anziché di Mercoledì. Non dobbiamo poi dimenticare che la Fiorentina predilige giocare gare di rimessa contro le squadre che palleggiano molto e questo, unito alla maggiore freschezza, potrebbe essere la chiave di volta. I viola, con i propri attaccanti, potrebbe sfruttare gli errori biancocelesti in fase di impostazione per ripartire con veloci contropiede come già successo a Milano col Milan, a Parma con l’Atalanta o a Napoli. Perché ciò avvenga, sarà però necessaria una maggiore attenzione difensiva ed una migliore occupazione degli spazi in fase di non possesso rispetto alla gara interna contro il Brescia. I centrocampisti della Lazio sono mortiferi quando trovano gli spazi per verticalizzare: sarà necessario dare meno profondità possibile ai biancocelesti per lasciare poche occasioni da rete.

Ancora una volta Iachini si affiderà al 3-5-2 con i rientri di Milenkovic e Lirola al posto degli squalificati Caceres e Chiesa. Probabilmente Igor rimpiazzerà Ceccherini, mentre a centrocampo sembrano in ballottaggio per una maglia i redivivi Badelj e Benassi. Davanti probabilmente ancora spazio alla coppia Vlahovic – Ribery con la speranza che i 5 cambi a disposizione del mister gigliato siano sfruttati meglio e prima rispetto all’ultima occasione. La Lazio invece, fa la conta dei superstiti ma, seppur con le molte assenze, è in grado di mettere in campo una formazione meglio assortita e più forte tecnicamente dei viola. Basti pensare che la coppia Immobile – Caicedo ha fatto da sola più gol di tutta la Fiorentina (35 contro 33) e la qualità di Luis Alberto e Milinkovic Savic vale il prezzo del biglietto. I viola dovranno dunque cercare di tenere i ritmi alti e sfruttare l’oggettiva lentezza della retroguardia di Simone Inzaghi, pecca che è stata messa a nudo anche dagli attaccanti atalantini nella gara di Mercoledì.

Servirà una Fiorentina guerriera, con il coltello tra i denti e la bava alla bocca. Esattamente ciò che Beppe Iachini è sempre riuscito a trasmettere alle proprie squadre. Se poi anche la fortuna arridesse ai viola, si potrebbe davvero tentare l’impresa.

Dove eravamo rimasti

Da sabato 20 Giugno, dopo la conclusione della Coppa Italia, torna finalmente la Serie A con la Fiorentina che sarà impegnata Lunedì 22 in casa contro il Brescia. Sembra passato un secolo ed allora riportiamo indietro le lancette dell’orologio.

Domenica 8 Marzo, nell’ultima giornata di campionato, la Fiorentina aveva guadagnato un punto importante sul campo di Udine in una partita difficilmente commentabile. Senza pubblico, senza pathos, con poche occasioni in un clima grigio, opaco, triste. Quello, per un innamorato del pallone e dell’ambiente che questo meraviglioso sport crea, non è calcio.

Nelle due gare giocate precedentemente, la squadra di Iachini aveva guadagnato 4 punti grazie alla squillante vittoria di Genova contro la Sampdoria ed al pareggio interno contro il Milan. In una delle mie collaborazioni, ho redatto le pagelle di quelle partite….rileggiamole per rituffarci nel clima del campionato:

Tra pochi giorni dunque si ricomincia… Sarà un’altra storia, un altro campionato e la Fiorentina ha l’obbligo di partire forte per evitare di essere risucchiata nella lotta per la salvezza. Ad oggi i viola hanno solamente 5 lunghezze di vantaggio su Lecce e Genoa….

Una vittoria contro il Brescia sarebbe il miglior modo per lasciarsi alle spalle questo triste momento e per guardare al futuro con un po’ di ottimismo ed entusiasmo….. Con un Ribery in più nel motore tutto è possibile!