Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – INTER = 0 – 2

Ha vinto la squadra più forte, quella che io ritengo la migliore in Italia ma la Fiorentina ha dato l’impressione di crederci davvero solamente a sprazzi. Dopo il secondo gol firmato da Perisic, i viola sono completamente usciti dal campo ed hanno dimostrato la povertà qualitativa della rosa di Prandelli, povertà acuita dalle assenze di Ribery, Castrovilli e Milenkovic. Prandelli ancora una volta ha preferito Eysseric a Pulgar schierandolo nei tre di centrocampo con Borja Valero a fare da raccordo con Vlahovic, ma la mossa si è rivelata azzeccata solo parzialmente. A parte l’azione conclusasi con la traversa di Bonaventura ed il tiro di Biraghi, i viola non hanno mai impensierito De Vrij e compagni ed il risultato finale è assolutamente giusto. In attesa dei risultati delle altre, sarà importante innanzitutto recuperare tutti gli assenti in vista della trasferta di Genova contro la Sampdoria.

IL BUONO

  • Dragowski: tra i pali è ancora una volta un portento. A parte un’uscita sbagliata, riesce a limitare il passivo in più occasioni con una parata fenomenale su Barella dopo appena 5 minuti ed altri ottimi interventi. Incolpevole sulle due reti subite, si riconferma ancora una volta un punto di forza. Certezza.
  • Martinez Quarta: pur trovandosi di fronte alla squadra più forte del campionato non trema mai. Gioca sempre d’anticipo ed è pronto anche a riproporre l’azione offensiva. Nasce da un suo tunnel l’occasione della traversa di Bonaventura: assolutamente da confermare.
  • Bonaventura: si conferma uno dei pochi in grado di accendere la luce in questa squadra. Soprattutto oggi, in concomitanza con le assenze di Castrovilli e Ribery, si carica la squadra sulle spalle finché può cercando a volte l’assist, altre volte il tiro in porta seppur senza fortuna. Al momento insostituibile.
  • Barella: quando penso ad un calciatore moderno, ad un centrocampista completo non posso non pensare a lui. Qualità, quantità, grinta e tecnica a cui in queste ultime stagioni ha abbinato anche un bel tiro da fuori: per non parlare poi dei meravigliosi tempi di inserimento. Se riesce a limitare i cartellini gialli, entra nell’Olimpo.

IL BRUTTO

  • Igor: è vero, è una serata difficile per i difensori, ma fare peggio di Igor stasera è veramente dura. Non vede praticamente mai Alexis Sanchez che imperversa liberamente nella metà campo viola nel primo tempo, viene scherzato da Hakimi in occasione della seconda rete nerazzurra e, quelle volte che deve far ripartire l’azione, regala palla agli avversari. Credo che stasera abbia toccato il record per il numero di palle perse o di passaggi non andati a buon fine della sua carriera. Ho paura che ancora non sia al livello giusto per giocare queste partite.
  • Kouamé: tecnicamente imbarazzante, per trovare un attaccante con questi limiti tecnici dobbiamo tornare al Tanque Silva o al Gatto di Marmo Bonazzoli. Se davvero la Fiorentina, e dunque Pradè, ha rifiutato 16 milioni di euro per lui, credo sia necessario farsi domande importanti e, nel caso, darsi anche delle risposte veloci. Inadatto.
  • La Fiorentina dopo lo 0-2: è vero che i viola giocavano contro l’Inter ed avevano tantissime assenze (ben quattro!), ma dal gol di Perisic in poi la squadra è virtualmente uscita dal campo tranne Amrabat, Dragowski e poco altro. Spero che almeno abbia già iniziato a pensare alla trasferta di Genova contro la Sampdoria quando la truppa di Prandelli dovrà tornare assolutamente a fare punti per non ripiombare nella zona rossa della classifica. Riattaccare velocemente la spina please!!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico con Portobello !!!

Che si gioca??

Sorpassi e controsorpassi sono all’ordine del giorno ed allora anche questa settimana cambia la guida al vertice. Il Meneghino Junior riconquista lo scettro grazie all’en-plein delle giocate, mentre i campionati esteri fanno mettere il piede in fallo a tutti, tranne il Bomber Siiimo. Il Paris Saint Germain ed il Real Madrid fanno saltare il banco e nel contempo permettono di accorciare la graduatoria verso l’alto. Grazie al consueto lavoro del mitico Carlo, andiamo a vedere la felice ammucchiata:

Francesco (Meneghino Junior) 14
Bomber Siiimo e Argentino Fiorentino 12
Joe il Pistoiese e Carlo ( il Meneghino di Paderno Dugnano) 11
Lungo 10
Niccolò 9
Luchino (il diavolo rossonero) 8
Juri (Alan Bencio ) 7

A Milano hanno dunque fiutato il colpaccio della Lazio a Bergamo ma questa settimana è tutta un’altra storia ed allora via con i pronostici:

La gara più scontata: MILAN – CROTONE = 1

La prima contro l’ultima, con la capoclassifica che gioca in casa ed i calabresi che si presentano senza il loro miglior giocatore, Messias squalificato. Pioli ritrova Calhanoglu pronto a lanciare Ibra, Bennacer in mezzo al campo e magari un calcio di rigore potrebbe pure capitare ogni tanto ai rossoneri. Il Crotone invece, che sul mercato di gennaio si è rafforzato con Ounas e Di Carmine, proverà certamente a giocarsela anche perché Stroppa non conosce il calcio tutti chiusi dietro e ripartenze in contropiede. Le differenze tecniche, di organico e di momento stagionale però fanno presupporre che il pronostico sia chiuso: 1 fisso!

La partita da NON giocare: BENEVENTO – SAMPDORIA

La squadra di Ranieri non si batte mai da sola, regala poco, bada al sodo. Il Benevento inizia a non trovare più quella continuità di risultati che lo avevano eletto come una delle più belle sorprese del campionato. La vittoria manca da alcune settimane e gli attaccanti fanno fatica a trovare la via della rete. Se dovessi azzardare un pronostico, giocherei X o Under, ma non riesco proprio a leggere la gara. Sono curioso di vedere, se verrà impiegato, il nuovo attaccante sannita Gaich di cui si parla un gran bene, una punta che il Benevento rincorreva già da questa estate. Lascio volentieri agli altri il pronostico.

La sorpresa della giornata: PARMA – BOLOGNA = X (Risultato 1 – 1)

Un derby emiliano che sinceramente non stuzzica molto dal punto di vista dello spettacolo. Il Bologna continua nelle proprie stagioni piuttosto tranquille ma anonime, il Parma ha investito tanto sul mercato di riparazione nella speranza di salvarsi ed aprire un nuovo ciclo. La squadra di Mihajlovic non può permettersi di perdere perché altrimenti verrebbe risucchiata nella zona rossa, mentre i gialloblu devono provarci in tutti i modi. Due compagini che fanno tantissima fatica a buttare la palla in porta, e che hanno anche difese non imperforabili. Il Parma si presenterà probabilmente con i nuovi acquisti Conti, Bani e Man in campo dall’inizio, mentre il Bologna sarà in formazione tipo, tranne l’assenza di Medel. Credo che sarà un partita dura, spigolosa, con poco spettacolo ed alla fine potrebbe prevalere la paura di perdere sulla voglia di vincere. Un punto a testa terrebbe in vita il Parma e potrebbe bastare al Bologna per non essere risucchiato nella mischia.

A voi per i pronostici!

Diario di un cassintegrato – parte tredicesima

Eccoci ad un’altra settimana in cui mi vedo impegnato lavorativamente per due giorni. La cosa, seppur positiva rispetto al passato, inizia a farmi sorgere alcuni dubbi. Nel fine settimana scorso, sabato per la precisione, ho effettuato una visita guidata nel centro di Firenze con i bambini e Claudia, mia moglie. Facevamo parte di un gruppo organizzato egregiamente dall’associazione Artemide, tutti distanziati, con mascherina, con la passeggiata effettuata tutta rigorosamente all’aperto. Camminando per il centro storico però, ho notato una cosa curiosa: davanti a tutti i negozi (da Zara a Disney fino alla Rinascente) erano presenti file di persone non certo distanziate che aspettavano di poter entrare nell’esercizio commerciale al chiuso. Lungi da me contestare tale cosa, ma vorrei sinceramente capire la ratio per la quale i negozi aperti e con la fila fuori si, le partite di calcio dilettantistico all’aperto con pochissimi spettatori sulle tribune no, perché le chiese aperte si, i teatri, i cinema, i congressi e le fiere no. Sorvolo poi sulle accuse che sono state rivolte alle persone che hanno avuto il piacere di passeggiare nelle giornate dello scorso fine settimana. Se la mia regione è gialla, ho tutto il diritto di andare a fare due passi in centro con i miei bambini seppur nell’assoluto rispetto delle regole sanitarie che ci siamo dati. Sono stufo di essere sulla bocca di chi mi dice che posso fare una cosa e poi se la faccio mi accusa apostrofandomi come irresponsabile. Ricordo tra l’altro che se la Toscana è rimasta gialla in queste settimane è proprio grazie all’atteggiamento irreprensibile dei propri cittadini, non certo per la misericordia Divina.

Questi ultimi giorni poi, mi hanno finalmente dato una certezza: se prima era un sospetto, adesso non più. Nei cosiddetti palazzi della politica vivono in uno spazio ed in un tempo che non è quello delle persone normali. Il teatrino lunare che tutti i nostri politici hanno messo in scena nei giorni delle consultazioni dei Presidenti Mattarella e Fico, giocando a chi lo aveva più lungo, è stato sinceramente abominevole. Con la crisi di governo ed il conseguente blocco dell’approvazione del cosiddetto “decreto ristori 5”, al momento è stato cancellato il rifinanziamento della cassa integrazione e nel contempo il 31 marzo scade anche la moratoria relativa ai licenziamenti. A coloro i quali negli ultimi giorni hanno giocato a Risiko con le nostre vite interessa qualcosa? Ai giornalisti che parlano di tutto tranne che della vita reale riesce ogni tanto fare qualche domanda che esuli dalle solite alchimie politiche? Ai sindacati che dovrebbero aiutare la gente in difficoltà e negli ultimi 12 mesi sono stati capaci di far scioperare solamente i dipendenti pubblici (e non credo sia necessario aggiungere altro) fischiano mica le orecchie?

Quando nel vostro pianeta lontano avrete finito di giocare a poker con le sorti del paese, magari chiedeteci di tornare al voto…..se saremo ancora in piedi magari vi rispondiamo!

Chiudo la pagina del mio diario con il consueto consiglio ed anche stavolta ho scelto un film, “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”. Un film spassosissimo basato sulla storia vera della lucida follia, dell’incredibile sogno che l’Ingegnere Giorgio Rosa mise in pratica nel 1968. Costruì una piattaforma al di fuori delle acque territoriali italiane e ne dichiarò l’indipendenza in base al diritto internazionale. Il solito Elio Germano rende il protagonista irresistibile, ma è la storia a farci sentire un irrefrenabile desiderio di libertà, di indipendenza, di autonomia. Divertente, ben costruito, con altri attori di livello come Luca Zingaretti e Fabrizio Bentivoglio, il film mette al centro del mondo l’utopia quale stella polare della propria vita e svela la sclerotizzazione di un potere politico che non ha il vocabolario per comprendere le ragioni del cambiamento. Insomma, se non lo aveste capito, lo consiglio assolutamente!

Alla prossima puntata!

Il talento – parte tredicesima

Dopo aver esaminato i cambiamenti organizzativi dei campionati del settore giovanile, ed in particolare il salto repentino al di fuori della scuola calcio, in questa nuova puntata della rubrica cercheremo di sottolineare anche gli effetti causati da questi cambiamenti nei confronti delle società più piccole.

Come già accennato nel capitolo relativo alle società professionistiche che prendono parte ai campionati dei bambini, il prezzo più alto viene pagato dalle società di quartiere. La volontà da parte di tutti di partecipare ai campionati migliori, quelli di élite, spinge le società più in vista a rastrellare i bambini più bravi per portarli a giocare tutti insieme. Il concetto di campionati regionali con retrocessioni e promozioni e di campionati provinciali con promozioni a quelli regionali, credo sia assolutamente giusto e necessario. C’è un momento nella vita in cui quelli che si meritano di più, è giusto vengano ricompensati, ma il problema nasce quando le società che hanno permesso a quei bambini di migliorare e crescere, vengono depredate di squadre intere senza alcun indennizzo. Fermo restando la discussione sul cosiddetto vincolo sportivo che approfondiremo nella prossima puntata, ciò che invece voglio sottolineare è il sottobosco che esiste ed è sempre esistito tra le società dilettantistiche. I direttori sportivi cercano di invogliare i bambini delle società concorrenti per farli andare a giocare nella propria squadra, spesso promettendo chissà cosa: non soldi, ci mancherebbe! Ma molti scommettono sull’arrivismo dei genitori raccontando di conoscere osservatori che magari potrebbero mettere nel mirino il figlio giocando in un società più importante o più in vista. Quanti genitori o bambini ci sono cascati? Quanti hanno fatto decine di chilometri più volte alla settimana nella speranza che quel fantomatico osservatore o intermediario vedesse il proprio figlioletto?

Ricordiamoci poi che la distinzione tra campionati regionali e provinciali già tende ad una progressiva selezione all’interno dei campionati e delle rispettive squadre. Allora mi chiedo… ma c’era proprio bisogno di inserire nei campionati regionali anche i girone di élite? Si perché, come se non bastasse la distinzione tra provinciali e regionali, negli ultimi anni abbiamo anche inventato i gironi di élite dei campionati superiori, quasi come se fossero una via di mezzo tra il professionismo ed il dilettantismo, una sorta di Serie D giovanile. Io penso sinceramente che tale campionato abbia un senso (anche se tutto da dimostrare) nella categoria Allievi (14-16 anni) poiché una volta usciti da lì, i ragazzi più pronti potrebbero già essere inseriti nel giro della prima squadra. Ecco allora che un ragazzo che nell’anno successivo potrebbe doversi confrontare in un campionato di Promozione o Eccellenza, è certamente più pronto se ha già fatto un campionato di élite in cui si è confrontato con tutti i ragazzi più bravi della propria regione. Ma nel campionato Giovanissimi (12-14 anni) non ne vedo proprio la necessità. Tanto più che alcuni ragazzi che magari escono dal campionato di élite, saranno “costretti” a cambiare società se vorranno continuare a giocare allo stesso livello perché la propria squadra non ha quella categoria nell’anno successivo. Anche perché altro frutto malato di questo meccanismo è che tende fortemente all’autoconservazione: le squadre che giocano il girone di élite sono sostanzialmente quasi sempre le solite poiché inizialmente hanno attirato i ragazzi più bravi grazie alla propria affiliazione con società professionistiche. Grazie a ciò hanno vinto i campionati nelle stagioni passate ed adesso, in forza di quel titolo, riescono a strappare gli adolescenti più bravi alle altre società di vicinato. Insomma un cane che si morde la coda a tutto svantaggio dei più piccoli.

Ma almeno le società di quartiere vengono ricompensate in qualche modo? Lo vedremo nella prossima puntata!

Finalmente si è chiuso il mercato!

E’ suonato definitivamente il gong! Per quest’anno, fino alla chiusura del campionato, si spera sia possibile parlare solamente delle partite giocate, dei moduli usati, delle prestazioni dei calciatori, della classifica della serie A. Non so a voi, ma a me questo calciomercato sempre aperto ha decisamente stufato, mi sembra non ci sia mai una stabilità e soprattutto pare che le trattative siano diventate quasi sempre più importanti dei gesti tecnici da ammirare sul rettangolo verde. Credo sia giusto ripercorrere i movimenti della Fiorentina e non solo per avere un quadro chiaro di ciò che è successo.

IL MERCATO DELLA FIORENTINA

Prima di questa sessione, Prandelli aveva confessato che l’obiettivo primario viola sarebbe stato quello di sfoltire la rosa e così, anche se in parte, è stato. Sono partiti Duncan, Lirola, Cutrone e Saponara (ma Montiel è rimasto a Firenze) mentre in entrata sono arrivati Malcuit, Kokorin e Rosati per fare il terzo portiere. Se devo guardare all’oggi, la sessione purtroppo è insufficiente: il laterale destro proveniente dal Napoli, abituato solitamente a giocare in una difesa a quattro, è reduce da un brutto infortunio ed è praticamente fermo da un anno. Può contare sulla fiducia e sulle referenze di Ancelotti, ma a Napoli si è visto poco. Quanto a Kokorin, credo che a Firenze servisse un giocatore pronto, che conoscesse il calcio italiano oltre che la lingua e che potesse essere impiegato fin da subito. Se però dovessi guardare ai risvolti futuri, devo dire che il mercato potrebbe leggersi in altro modo. Forse la proprietà è convinta (giustamente) che la rosa attuale sia più che sufficiente per centrare la salvezza e dunque la programmazione per la prossima stagione verrà fatta tra un paio di mesi con un nuovo Direttore Sportivo ed un nuovo tecnico. Ad oggi comunque, il voto è 5,5.

LA REGINA DEL MERCATO

Se dovessimo guardare al numero di operazioni in entrata, dovremmo certamente dire il Parma, ma se invece puntiamo alla velocità di mettere a disposizione del tecnico i rinforzi ed alla completezza dei colpi in entrata, credo che il Milan sia la regina del mercato. Tomori in difesa è un calciatore rapido e forte fisicamente, con buona esperienza nonostante la giovane età, già abituato a determinati palcoscenici. Meitè è il rinforzo su cui ho più dubbi soprattutto per il modulo con cui gioca Pioli: nel 4-2-3-1 non lo vedo molto a suo agio, ma certamente è un giocatore che conosce il calcio italiano e può dare un mano nei ritagli di spazio che saprà conquistarsi. Per Mandzukic l’unico dubbio è la condizione atletica perché oltre ad essere un vincente è uno di quei calciatori che tutti gli allenatori vorrebbero avere: sempre a disposizione, sempre pronti al sacrificio, sempre in prima linea a combattere a fianco dei compagni. Massara e Maldini sono i migliori di questo mercato di Gennaio!

MENZIONE D’ONORE DEL MERCATO

Una società che ha operato perfettamente per il proprio allenatore è il Torino. Due soli colpi, ma due calciatori che mister Nicola conosce perfettamente per averli già avuti rispettivamente a Crotone e Genova sponda rossoblù. Sanabria è un attaccante che può giocare da prima o da seconda punta, ha movimenti intelligenti in funzione dei propri compagni e spesso colpisce in modo fulmineo in area di rigore. Mandragora non è ancora esploso definitivamente ma è stato protagonista del miracolo calabrese insieme a Nicola. Il Toro, se Belotti pensa di più al campo e meno al cinema, potrebbe essersi messo a posto per la salvezza!

DELUSIONE DEL MERCATO

Se l’Inter aveva dichiarato fin da subito che non avrebbe operato in entrata, la Juventus ha provato fino all’ultimo a prendere un attaccante per completare lo scarno reparto offensivo. I bianconeri però, non sono riusciti a portare a casa Scamacca ed addirittura ad un certo punto sembravano sulle tracce di Cerri. Vedere i bianconeri costretti ancora una volta a fare un artificio contabile come quello operato su Rovella (che si sarebbe svincolato a 0 al termine del mercato ma pagato 18 milioni di euro più bonus in cambio di Petrelli e Portanova) fa sinceramente pensare. Anche perché poi la stessa operazione è stata replicata con l’Olimpique Marsiglia…..è questo il calciomercato?

IL COLPO PIU’ SOPRAVVALUTATO ED IL PIU’ SOTTOVALUTATO

E’ stato il primo colpo del calciomercato invernale ma finora non ha sortito pressoché alcun effetto: Radja Nainggolan è tornato in quel di Cagliari per elevare i rossoblù in classifica, ma al momento nonostante il rendimento più che sufficiente, i problemi non sono stati risolti. La vittoria tarda ad arrivare ed il Ninja sembra il lontano parente del gladiatore che tutti si ricordavano in terra sarda. Per dargli manforte Giulini non ha badato a spese ed ha portato alla corte di Di Francesco anche Duncan, Asamoah, Calabresi, Deiola e per ultimo Rugani. Basterà per la salvezza? Chi invece è arrivato a riflettori spenti ma credo diverrà presto, a meno di infortuni, un baluardo insostituibile, è Musacchio alla Lazio. Difensore solido, senza tanti fronzoli, cattivo il giusto, credo possa diventare il fido scudiero di Acerbi contribuendo a quella risalita che le aquile stanno già intraprendendo da alcune settimane.

E voi che ne pensate?