Tre punti di platino!

Tre punti di platino che non cancellano tutta la melma che questa squadra, i due allenatori e la società con i propri dirigenti ci hanno fatto mangiare e ci continuano a servire in questa maledetta stagione.

La Fiorentina vince largheggiando in quel di Cremona contro una squadra che sembra ormai allo sbando, scarsa tecnicamente nei singoli, senza un briciolo di gioco, senza ardore e con poca cattiveria: i grigiorossi di inizio stagione sono ormai un lontano ricordo ma, nonostante la cattiva impressione ricevuta ieri sera, non sono ancora morti. E non lo sono non tanto per la propria forza, quanto per la rallentata ed accidentata corsa delle dirette concorrenti, dal Lecce di Di Francesco, al Cagliari di Pisacane fino ovviamente alla nostra Fiorentina.

I viola dopo un inizio non molto convincente, con l’occasione sventata da De Gea al terzo minuto di gioco, hanno preso il comando della gara cercando di trovare i varchi liberi necessari per il gol. Il risultato finale premia la squadra che ha giocato meglio, ma che soprattutto è sembrata vivere un momento migliore di forma fisica e psicologica. Nonostante ciò, la fotografia che mi porto via da Cremona, è quella dei 4 marcatori viola che sono, ognuno per la propria parte, lo specchio di quello che la squadra ci ha offerto dall’inizio di stagione. La prima rete è stata siglata da quella che è stata la miglior intuizione di Vanoli durante la sua gestione sulla panchina della Fiorentina: Fabiano Parisi. Utilizzato sempre esterno basso a sinistra o a destra (con Italiano) di una difesa a 4 o esterno a tutta fascia del centrocampo a 5, Vanoli lo ha invece impiegato spessissimo come esterno alto a piede invertito nel suo 4-1-4-1 (4-3-3). In questo ruolo, Parisi ha potuto utilizzare la sua miglior dote, cioè quella di rubare sempre il tempo al difensore avversario: se lo guardate bene, l’esterno ex Empoli non è eccezionale tecnicamente, non è rapidissimo nello stretto, non è fisicamente dominante, non ha una falcata imponente, però ha una dote che gli permette di uccellare molto spesso i difensori, quella di spostare sempre la palla un attimo prima che intervenga il marcatore prendendolo praticamente sempre controtempo. Questo gli permette di saltare spesso l’uomo e di dare quella profondità che alla squadra viola è sempre mancata come l’aria, soprattutto per la folle idea di iniziare la stagione senza esterni alti di ruolo. Chapeau a mister Vanoli per l’intuizione, complimenti veri a Fabiano Parisi che ha dato la svolta alla propria stagione mettendosi sempre a disposizione della squadra.

La seconda gioia di serata è stata invece regalata da uno degli acquisti più discussi dell’estate, quel Roberto Piccoli arrivato a Firenze per una cifra attorno ai 25 milioni. Posto che io non faccio mai il commercialista quando parlo di Fiorentina, ho voluto ricordare la spesa perché credo sia il macigno più grosso che l’attaccante viola ha dovuto sopportare e sta ancora sopportando da quando è sbarcato in riva all’Arno. Piccoli non è mai stato un bomber (sarebbe bastato leggere le statistiche realizzative in carriera per scoprirlo) ma un calciatore di squadra, uno dei tipici centravanti di manovra (come si diceva un tempo), cioè bravo a giocare spalle alla porta, a difendere il pallone, a mettersi al servizio della squadra. In questo lavoro sinceramente, non ha mai lesinato energie ma gli errori di mira, in campionato come in Conference, sono stati decisamente troppi. La speranza è che una maggiore tranquillità e serenità in classifica ed una maggiore continuità di impiego per il problema di Kean, possa aiutare Piccoli a segnare con più continuità: sarà però fondamentale smettere di trattare l’ex Cagliari come se fosse un calciatore che non è mai stato, cioè un bomber, perché questo dice la sua storia!

Il terzo gol poi, è stato segnato da uno dei giocatori che è mancato di più come rendimento e come atteggiamento in questa stagione, il terzino Dodò. Se nella prima parte di stagione era parzialmente scusabile perché impiegato in un ruolo in cui fa molta fatica, cioè il quinto di centrocampo, dal cambio di modulo in poi non ci sono state più giustificazioni. Dodò è sempre stato il motore della squadra viola, quello che, partendo dalla linea difensiva, grazie allo spunto ed all’allungo, faceva guadagnare in un baleno 40 metri di campo alla squadra, quello che si dannava l’anima per 90 minuti, quello con i capelli viola. Forse per il contratto, forse per altro, quel calciatore è letteralmente sparito fino alla fuga di ieri sera, quella corsa veloce e tecnicamente sublime grazie alla quale ha segnato un gol così bello da poter entrare nella storia recente viola. Speriamo sia solo il primo passo verso la resurrezione (visto che siamo vicini a Pasqua), perché il Dodò di questa stagione è un calciatore a tratti inutile, a tratti dannoso.

Se però parliamo di delusioni, il principe biondo col 10 sulle spalle di nome Gudmundsson supera tutti. Riscattato dal Genoa dopo una trattativa infinita, doveva essere la sua stagione, quella della definitiva consacrazione a Firenze. Invece abbiamo dovuto assistere a partite in cui ha trotterellato in maniera insignificante in tutte le zone del campo, ha perso decine di palloni senza nemmeno rincorrere l’avversario, non ha superato l’uomo nemmeno chiedendoglielo per favore. Poi ieri sera, come in alcune altre sparute occasioni in maglia viola, è parso risvegliarsi da un lungo sonno e ricordarsi come sia facile per uno con i piedi fatati come lui, calciare in porta imparabilmente. Dopo il doppio tacco di Brescianini e Piccoli (sembra quasi una bestemmia), Gudmundsson ha calciato di interno destro disegnando una traiettoria perfetta che si è spenta sotto l’incrocio dei pali: ma quanto sarebbe forte se solo avesse voglia?

12 pensieri su “Tre punti di platino!

  1. Vanoli sta firmando una delle rimonte più strepitose nella storia del calcio. Ha recuperato 6 punti al Lecce, 11 al Verona, 12 al Pisa e 14 alla Cremonese (fonte: https://www.instagram.com/p/DV-1SA_DCAw/?img_index=1). Dei numeri così è difficile macinarli anche in serie B (dove la classifica è cortissima e ti ritrovi in un attimo dalla zona playout alla zona playoff), figuriamoci in serie A. Non ho problemi ad ammettere che sbagliavo a invocare una sua sostituzione con Ballardini.
    Tu dici che affrontavamo una squadra scarsa nei singoli. In realtà a mio giudizio la Cremonese è scarsa solo a centrocampo, perché le manca un regista: per il resto in difesa ha un ottimo portiere e 2 ottimi difensori (Baschirotto e Luperto), e anche in attacco può sfoderare un parco centravanti con Vardy, Bonazzoli e il mio mito Sanabria. Proprio per questo, ritengo che schiantarla per 4 – 1 in casa sua sia stata una grande impresa, molto più delle presunte imprese che abbiamo fatto in questi anni di Conference. E’ una competizione così ridicola che lì perfino Ndour riesce a giganteggiare, e ho detto tutto.
    Tu dici che Dodò ha il contratto in scadenza nel 2027. A questo proposito faccio presente che la sua riserva Fortini è nella stessa situazione: ergo, chiunque giochi come terzino destro lo fa con scarse motivazioni, perché sa già che al massimo l’anno prossimo sarà a giocare altrove. Questa situazione va risolta il prima possibile, come va comprato il prima possibile almeno un difensore di altissimo livello: infatti il suo terrificante esordio con la maglia viola ha chiarito che quel difensore non può essere Rugani. Ecco, uno così forse non riuscirebbe a giganteggiare neanche in Conference, perché lui ormai è entrato nel gruppo dei vari Gollini, Nzola, Ikoné e Kouamé: il gruppo di coloro che li guardi giocare e ti chiedi come abbiano fatto non a militare nella Fiorentina, ma a diventare dei calciatori professionisti.
    Su Gudmundsson ripeto ciò che ho già detto in passato: è proprio perché si accende una volta ogni tanto che gioca nella Fiorentina. Se si accendesse tutte le Domeniche ce lo porterebbero via subito, come è successo con i vari Cuadrado e Jovetic. Peraltro stiamo parlando non di un titolare, ma di uno che sta sostituendo provvisoriamente Solomon: di norma le riserve della Fiorentina non sanno neanche giocare a calcio, quindi per una squadra come la nostra avere una riserva che sa giocare benissimo come lui è un gran lusso. 
    P.S.: Se riscattiamo Solomon, dall’anno prossimo potremmo sfoderare un attacco atomico composto da lui a sinistra, Parisi a destra e Kean al centro. Più Gudmundsson pronto a subentrare. Mi brillano gli occhi al solo pensiero.

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    • Ciao Wwayne stavolta, almeno sull’allenatore, ci avevo azzeccato! Te pensa alla situazione di partenza con una società assente, uno spogliatoio dilaniato dalle liti interne ed una preparazione atletica assente…. Sta facendo anche troppo! Quanto alla Cremonese non scherziamo: ha un portiere bollito, gioca con Folino e Ceccherini titolari e mi fermo qui per non scendere nel trito…. Quanto al paragone tra Dodo e Fortini mi sembra un po’ ingeneroso: Fortini se anche avesse il contratto in scadenza 2030 non potrebbe mai offrire le prestazioni di Dodo che è nettamente superiore. Ecco perché il brasiliano, che pascola per il campo da ormai più di un anno, dovrebbe firmare subito e chiedere pure scusa per lo scempio che ci ha fatto vedere! Infine su Gudmundsson io sono sinceramente stanco di aspettarlo. Alla fine si parla di un bel calciatore che ha giocato bene una stagione intera in carriera: il resto solo sprazzi di classe ma sempre sprazzi. Anche basta!

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      • Oggi Nicola ha diretto regolarmente l’allenamento della Cremonese: questo significa che probabilmente non verrà esonerato. La ritengo una scelta corretta, perché se la Cremonese ha fatto così tanti punti nel girone di andata è stato anche merito suo. Poi ha avuto una netta flessione nel girone di ritorno e adesso la situazione è disperata, ma questo è un motivo in più per tenere Nicola, perché la sua storia rivela che nessuno è bravo come lui a uscire dalle situazioni disperate.
        Ritengo che noi dovremmo seguire il buon esempio della Cremonese, e confermare Vanoli per il prossim’anno anziché cominciare già adesso a favoleggiare sul suo sostituto. Ad esempio, in questo momento sull’homepage di Violanews c’è un articolo di Bucchioni intitolato “Stanno già cercando un grande allenatore”, ed è un titolo inopportuno per mille motivi: perché arriva neanche 24 ore dopo una grande partita e con una salvezza ancora non sicura (quindi con la tempistica più sbagliata possibile), perché rivela ingratitudine nei confronti di ciò che Vanoli ha fatto per Firenze, e soprattutto perché dire “Stanno già cercando un grande allenatore” significa dire implicitamente che Vanoli non lo è. Secondo me invece i grandi allenatori sono proprio quelli che firmano delle rimonte clamorose con una squadra debole, non quelli che vincono gli scudetti e le Champions’ League con una squadra forte. Ci provi Bucchioni a salvarsi con Comuzzo e Rugani in difesa, Ndour a centrocampo e Piccoli in attacco, se ne è capace. Io dico che esistono soltanto 3 allenatori in grado di riuscirci: uno allena la Cremonese, un altro allena l’Avellino, il terzo per fortuna ce l’abbiamo noi.

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        • Ciao Wwayne stavolta mi dispiace ma non sono d’accordo. Nicola per me è un ottimo allenatore quando entra in corsa perché ha una capacità enorme di elettroshock su squadra ed ambiente con pochi pari. La sua storia purtroppo dimostra che se invece inizia la stagione spesso non riesce a mantenere la squadra in pugno per un anno e retrocede o viene esonerato. Quanto a Vanoli credo che abbia fatto un grande lavoro ma sinceramente io non lo confermerei per diversi motivi: il primo è quello comunicativo, campo nel quale ne ha pestate talmente tante che non sto ad enumerarle. Poi per l’incredibile testardaggine iniziale che ha fatto sì che la squadra continuasse a giocare con la difesa a 3 pur avendo chiesto il passaggio a 4. Inoltre perché Vanoli purtroppo ha dimostrato di sbagliare spesso nella lettura dell’avversario (Udine su tutte). Ciò detto questa è una decisione di cui non si dovrebbe parlare finché la stagione non finisce sia per rispetto verso un mister che comunque sta facendo un gran lavoro, sia per non dare alibi ai calciatori. Chiudo dicendo che sarò per sempre grato a Vanoli per il suo lavoro e farò sempre il tifo per lui perché dopo la Coppa Italia da calciatore, potrebbe condurci ad una grande salvezza. Se vuoi ripartire però, il nuovo DS deve scegliere il suo allenatore e Vanoli non è un uomo di Paratici.

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          • Dopo la sconfitta di Udine un giornalista ha chiesto a Vanoli perché fosse tornato alla difesa a 3, nonostante la squadra avesse già mostrato chiaramente di non rendere con quel modulo. Vanoli rispose che aveva preso quella decisione d’accordo con la società. Anche ponendo che sia vero, dirlo è stato un errore per 2 motivi: perché ha dato l’impressione di voler scaricare sulla società la colpa di quella sconfitta (e gettare merda sul proprio datore di lavoro non è mai una buona idea), e anche perché implicitamente ha detto che si fa dettare la linea dalla società. Questo un allenatore non dovrebbe mai farlo. Ce lo vedi Guardiola che si fa dire dal presidente del Manchester City con che modulo deve giocare la sua squadra? Un allenatore al limite può spiegare le sue scelte al presidente, ma non deve mettersi a fare una trattativa con lui su delle questioni come il modulo o i giocatori da impiegare, perché significa accettare un’intromissione in un ambito che deve rimanere di sua esclusiva competenza.
            Che io ricordi, questo è stato l’unico errore comunicativo di Vanoli. Ma devi tenere di conto che non guardo quasi mai né le conferenze stampa pre – partita né le interviste post – partita, quindi può darsi che mi sia perso qualche altra gaffe.

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            • Sempre dopo Udine ha anche detto che la responsabilità era dei calciatori e che non ci dovevamo fossilizzare sui moduli. Non solo, ma quante volte ha detto che era la partita della vita? Resto comunque dell’idea che, oltre a tutto quel che abbiamo detto, la difficoltà sia anche di una società che deve ridare entusiasmo alla piazza: puoi davvero ripartire con Vanoli?

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            • Anche se un tifoso non ha mai frequentato la scuola per allenatori di Coverciano, è perfettamente in grado di accorgersi quando una squadra gioca a casaccio, oppure se un singolo calciatore non è all’altezza della serie A. Di conseguenza, quando i tifosi esprimono delle opinioni sul calcio giocato a mio parere un presidente deve ascoltarli. Soprattutto se sono tutti d’accordo, perché è difficile che siano tutti scemi e lui l’unico intelligente.
              Il discorso cambia quando si parla non di calcio giocato, ma di scelte relative all’allenatore e alla costruzione della rosa. Per azzeccare quelle scelte ci vuole una competenza superiore rispetto a quella del tifoso medio, quindi in quel caso i tifosi non vanno ascoltati. Per farti un esempio, se ti ricordi la scorsa Estate io fui uno dei pochissimi a dire che Chivu avrebbe fatto bene; i tifosi interisti erano al contrario disperati nel vedere che la loro società aveva sostituito un allenatore reduce da 2 finali di Champions’ con un altro che aveva nel curriculum solo 13 panchine con il Parma. L’Inter ha deciso di fregarsene delle perplessità dei suoi tifosi, e adesso sta per vincere lo scudetto.
              Per farti un esempio ancora più clamoroso: tutti dettero del pazzo a Berlusconi quando ingaggiò Arrigo Sacchi, perché aveva allenato al massimo in serie B, e anche lì non aveva ottenuto grossi risultati (col Parma era arrivato settimo). Anche qui Berlusconi se ne infischiò delle critiche dei tifosi, e in cambio ricevette da Sacchi uno scudetto, 2 Champions’ League, un 5 – 0 al Real Madrid e un gioco di una bellezza indimenticabile.
              Tutto questo per dirti che per me Vanoli non va cacciato, ma se succederà spero che succeda a seguito di una scelta strategica e ponderata, non perché i tifosi vogliono un nome più blasonato.

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            • Sono totalmente d’accordo, e infatti mi aspetto che la prossima Estate Paratici faccia un mercato completamente diverso. A Gennaio ha comprato un “difensore” come Rugani all’ultimo giorno, quest’Estate mi aspetto che ne compri almeno 2 e con ampio anticipo sulla fine del mercato (perché a fine Agosto trovi solo gli scarti). Possibilmente ci vorrebbe anche un regista di riserva che possa sostituire Fagioli in caso di bisogno, ma in merito a questo non mi faccio illusioni: il regista di riserva non ce l’aveva neanche il Milan (ti ricordi di quanti anni Galliani ha passato a cercare invano il vice – Pirlo?), figuriamoci se può avercelo la Fiorentina.
              Comunque l’articolo che ti ho linkato mi ha fatto spanciare dalle risate, perché descrive un Paratici supplichevole che implora in ginocchio Maresca di prendere almeno in considerazione la panchina della Fiorentina. Casomai è Maresca che dovrebbe supplicare Paratici di dargli lavoro, e Paratici se è furbo gli dovrebbe rispondere di no! 🙂

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            • Tra l’altro l’articolo prima lancia la notizia nel titolo e poi racconta che è impossibile che Maresca arrivi a Firenze…. Alto giornalismo! 😁😁

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Scrivi una risposta a lungo76 Cancella risposta