Una sconfitta meritata che poteva essere evitata

La Fiorentina torna da San Siro a mani vuote al termine di una partita che avrebbe potuto regalare ai ragazzi di Vanoli punti importanti in chiave salvezza.

I viola si erano trovati in vantaggio grazie ad un gol meraviglioso di Jimenez e stavano beneficiando anche di decisioni arbitrali a proprio favore come il mancato rigore per l’Inter in occasione del netto fallo di Viery su Thuram. I viola erano riusciti ad imbavagliare i campioni d’Italia con un primo tempo ordinato ed intelligente all’interno del quale la squadra riusciva sporadicamente a ripartire con le sgroppate di Jimenez e Mastantuono sulla fascia destra e con gli inserimenti di Ndour a sinistra sulle sponde di Pellegrino. Certo lo 0-0 reggeva anche grazie ad un De Gea tornato in formato campione, cosa che si ripeteva anche ad inizio ripresa quando l’Inter alzava i giri del motore. Il calcio però talvolta è strano e lo splendido gol di Jimenez portava inaspettatamente in vantaggio la Fiorentina; bel caratterino il terzino spagnolo, uno di quei calciatori che detesti quando ci giochi contro, ma che adori quando indossano i tuoi colori.

Da lì in poi, i nerazzurri aumentavano ulteriormente il ritmo, tanto da stringere la Fiorentina nella propria metà campo con trame che però sbattevano su una difesa molto attenta ed una bella dose di fortuna, come in occasione delle due traverse. La compagine di Vanoli, fino a questo punto, aveva dimostrato anche di saper ripartire, qualità che però verrà spenta dalle scelte tecniche degli ultimi minuti.  Se già l’ingresso di Gnonto e Dodò aveva destato alcuni dubbi, quello di Beto e Joao Mario è da psicanalisi: i viola sono una squadra con poca leadership e pochi calciatori in grado di prendersi le responsabilità. In mezzo a questi però, due che provano sempre a ripartire ed a saltare l’uomo ci sono, cioè Mastantuono e Jimenez. Dalla parte opposta invece, sia Valdepenas che Njie avevano fatto il loro consueto compitino, con una prestazione fatta della loro consueta mediocrità.

Allora mi spiegate perché se voglio cambiare i due interpreti di una fascia vado a togliere proprio gli unici che riescono ogni tanto a farci ripartire ribaltando l’azione? E non solo, ma gli unici due che erano arrivati al tiro o comunque erano riusciti ad arrivare sul fondo…. Come chi mi segue su questo blog sa, ho sempre cercato di difendere l’operato della persona che reputo essere il fautore principale della salvezza della scorsa stagione, ma le sostituzioni ed il conseguente cambio di modulo che Vanoli ha pensato per portare a casa il risultato a Milano sono da censurare. Dopo aver tolto Jimenez e Mastantuono, unici a fronteggiare a testa alta i campioni d’Italia in uno stadio come San Siro, la panchina viola si è superata: cambio di modulo con Valdepenas accentrato a fare il terzo di difesa, Joao Mario a fare il quinto a sinistra, Beto al posto di Pellegrino e la frittata è presto fatta. Il centravanti argentino aveva giocato l’ennesima partita di sacrificio, una gara passata a fare a sportellate con chiunque cercando di tenere alta la squadra e far ripartire gli esterni; Beto ha perso tutti gli scontri diretti ed anche il sanguinoso pallone da cui è partita l’azione del gol nerazzurro. Valdepenas si è dimostrato acerbo ed ingenuo nella trattenuta ad un Thuram indemoniato che già si era meritato un rigore non fischiato; con Pongracic e Ranieri fuori, Viery in nettissima difficoltà fin dall’ingresso in campo ed un centrocampo che non ripartiva più, era proprio necessario chiudersi in area di rigore?

E poi basta con la retorica del bicchiere mezzo pieno e dei miglioramenti settimanali: all’ottava giornata di campionato abbiamo 4 punti, frutto di 1 vittoria, 1 pareggio, 6 sconfitte. Serve altro??

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