Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – MONZA = 1 – 1

Se la Fiorentina dopo la sosta doveva ripartire a razzo per accorciare sulle posizioni di classifica che consentono di accedere alle manifestazioni europee della prossima stagione, la prima prova è stata fallita. La delusione per la mancata vittoria proviene da molteplici fattori: la squadra è sembrata stanca già dopo poco più di 50 minuti, ha nuovamente mostrato limiti evidenti di costruzione del gioco, ha rischiato troppo in fase difensiva e soprattutto non ha avuto alcuna reazione (né in campo né tantomeno in panchina) alle mosse del Monza che nella ripresa ha messo in evidente difficoltà i viola. L’occasione del doppio impegno casalingo alla ripresa del campionato doveva essere assolutamente sfruttata, tenendo conto anche dei passi falsi delle dirette concorrenti, Atalanta e Lazio su tutte. Se l’obiettivo, come dichiarato dal mister e dalla società, è riuscire a centrare nuovamente l’ingresso in Europa, la strada è decisamente in salita.

Alla prova collettiva certamente insufficiente, si aggiungono poi alcune prestazioni individuali che lasciano tanti dubbi sulla reale qualità di una rosa che sembra dipendere da alcuni calciatori senza i quali il gioco sgorga troppo lentamente per essere efficace. Bonaventura ad esempio appare ancora imprescindibile, così come gli strappi in avanti di Amrabat, la personalità di Milenkovic e la qualità del desaparecido Nico Gonzalez. Resta un sorriso però, quello che ci ha regalato il ritorno in campo di Gaetano Castrovilli, ragazzo educato, talento sfortunato: che possa essere lui l’arma in più del girone di ritorno?

IL BUONO

  • Bianco: al netto dell’errore in occasione della rete di Carlo Augusto quando non accorcia sul calciatore del Monza, gioca una partita di sostanza, grinta e costrutto. Recupera tantissimi palloni, sprizza energia da tutti i pori, rincorre ogni singolo avversario. Nella ripresa poi, cala insieme a tutta la squadra e denota quei limiti fisici di cui abbiamo parlato spesso anche al Corner Viola. Resto convinto che sia un profilo che può stare ampiamente nella rosa della Fiorentina, ma che abbia bisogno di irrobustirsi per diventare protagonista in maglia viola. Ad oggi è certamente più adatto per un ecntrocampo a 3 oppure per essere il centrocampista accanto ad Amrabat, ma la prova resta convincente. Una bella pianticella da annaffiare facendola giocare.
  • Cabral: se non fosse per l’entusiasmo regalatomi dal vedere un prodotto del settore giovanile viola all’esordio da titolare, oggi la copertina sarebbe tutta sua. Segna una rete di una bellezza abbacinante, tanto da farci tornare alla mente un numero 9 che ha fatto la storia a Firenze e non solo. La prestazione dell’ex Basilea però, non si ferma al 18° minuto del primo tempo perché è fatta di movimenti giusti, di palloni difesi finalmente in modo accurato, di tanta generosità. La scarsa vena di Barak e Saponara però, limitano ancora una volta i rifornimenti tanto che l’assist per il gol è del difensore Quarta. Che possa essere la svolta?
  • Martinez Quarta: in una difesa che nel secondo tempo si fa trovare troppe volte impreparata, resta il baluardo più sicuro. Arricchisce poi la sua prestazione con l’assist per il gol e due conclusioni in area avversaria che avrebbero potuto regalare la vittoria ai viola. Titolare inamovibile!
  • Primo tempo: dopo 52 giorni di sosta, la prima frazione dei viola ha sinceramente illuso un pò tutti. La squadra di Vincenzo Italiano ha corso, lottato, fatto vedere belle trame di gioco, ha mostrato qualità e quantità quasi che la partita di San Siro contro il Milan non fosse mai finita! Purtroppo però, come troppo spesso è capitato da gennaio 2022 in poi, la Fiorentina non è stata capace di concretizzare la mole di gioco espressa e non ha avuto la capacità di tenere il minimo vantaggio fino alla fine. Ennesima occasione sprecata!

IL BRUTTO

  • Igor: in una Fiorentina in cui manca completamente la leadership in campo, il difensore brasiliano si dimostra ancora una volta l’anello debole della difesa. La compagine viola, senza Amrabat e Milenkovic, appare senza una guida sicura nei momenti di difficoltà, senza un condottiero che prenda per mano i compagni in difficoltà per tirarli fuori dalle secche. L’ex Spal, sempre il primo a mostrare i muscoli sui social network, dovrebbe essere così solerte a farlo anche durante le partite! Combina diversi pasticci in fase difensiva ma soprattutto non offre mai la sensazione di calma e tranquillità, cosa di cui la squadra avrebbe estremamente bisogno. Nikola dove sei?
  • Barak: se nella gara di San Siro, ultima prima della sosta, e nelle amichevoli era sembrato in netta crescita di condizione, ieri sera è stato di gran lunga il peggiore in campo. Lento, mai capace di un guizzo né di trovare libertà tra le linee, gioca inspiegabilmente troppi minuti. Proprio quando sembrava essere vicino a tornare il calciatore ammirato a Verona, torna nel tunnel in cui passeggia da inizio stagione. Con il probabile rinnovo di Bonaventura ed il rientro di Castrovilli, siamo proprio sicuri di riscattarlo?
  • Italiano: è vero, la rosa non ha quella profondità e quella qualità che spesso servono per cambiare le gare in corsa ma restare completamente imbambolato a subire le mosse del tecnico avversario ed ammirare la propria squadra affondare non è degno di un tecnico della sua bravura. Che la Fiorentina avesse ricominciato il secondo tempo con due marce in meno del primo credo lo avessero visto tutti e magari era anche nel piano gara, ma non aver reagito alle sostituzioni di Palladino mi ha sorpreso. E’ assolutamente plausibile che la Fiorentina, dopo una sosta così lunga, non fosse in grado di tenere il ritmo dei primi 45 minuti, ma l’insistenza su alcuni calciatori è stata incredibile: perché tenere in campo Saponara e Barak? Perché non provare a rinforzare il centrocampo quando Bianco è andato in apnea? A che servono due cambi al minuto 89? Forza mister, stupiscici ancora una volta che questa squadra ha bisogno di te!

A voi per i commenti!!

Che si gioca?

Dopo la sosta per i mondiali, siamo nuovamente qua con un nuovo battistrada ma soprattutto con un campione del mondo tra le nostre fila! Vediamo se avrà smaltito la sbornia dei festeggiamenti post Qatar.

I pronostici che ci hanno accompagnato durante il mondiale, hanno modificato sostanzialmente la classifica ed adesso Salva non guarda più tutti dall’alto verso il basso. E’ stato infatti scalzato da Sandrino il Bressesino che si deve guardare le spalle da inseguitori vicinissimi. Prima di ripartire con le gare da giocare allora, torniamo a vedere la classifica aggiornata dal mitico Meneghino di Paderno Dugnano:

Sandrino il Bressesino 46
Lungo 45
Salva il Molisano e il Pappagallone Reale 43
Francesco il Meneghino Junior 40
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 39
Joe il Pistoiese 37
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 33
Bomber Siiimo 31
Il Crociato Gialloblù 28
Niccolò e Andrea 25
Luchino il diavolo rossonero 19

Ed ecco qui le partite che ho scelto per ricominciare a divertirci:

La gara più scontata: LECCE – LAZIO = 2

Dopo questa lunga ed inedita pausa, azzeccare i segni delle partite non sarà certo una passeggiata ma ci provo lo stesso. Il Lecce, dopo alcuni risultati positivi, è in una situazione di classifica relativamente tranquilla ed il buon Pantaleo ha già messo a segno il primo colpo col centrocampista Maleh. La Lazio ha lavorato molto durante la sosta ed ha un tasso tecnico certamente superiore; il recupero di Immobile poi, permetterà ai ragazzi di Sarri di giocare il calcio che prediligono fatto di fraseggi di prima e verticalizzazioni improvvise. Biancoazzurri corsari e 2 fisso.

La sorpresa della giornata: CHELSEA – MANCHESTER CITY = 2 (Risultato 1 – 2)

Il neo campione del mondo pensava che avrei fatto giocare Inter Napoli ed invece nisba!!! La gara del giovedì sera della Premier League la vedo piena di tantissime incognite. Si scontrano due squadre che erano partite per provare a vincere in campionato ed in Europa. Il Chelsea ha già cambiato allenatore dopo qualche tonfo di troppo, il City è distante 7 lunghezze dalla capolista: lo scontro diretto che vi chiedo di pronosticare, potrebbe essere l’ultima occasione per Guardiola ed i suoi di rimanere attaccato al treno Premier, così come per i londinesi lo è per continuare a credere ad una qualificazione in Champions League per la prossima stagione. Vengono entrambe da un pareggio deludente sia per il risultato che per il modo in cui è arrivato: chi la spunterà? Io continuo a pensare che il City abbia la miglior rosa in Inghilterra e probabilmente in Europa e che il Chelsea di ora non sia nel momento giusto per bloccare Haaland e soci. City corsaro e Chelsea in crisi!

A voi per i pronostici!

La filastrocca del 2023

Prima di mettermi a tavola per il cenone

devo rinnovare la nostra tradizione

scrivere una filastrocca per il nuovo anno 

come ormai troppi pochi fanno.

Gioie e delusioni si sono alternati

come accaduto negli anni passati

ma nel 2022 abbiamo sentito forte il terrore

per colpa della guerra scatenata da un coglione.

L’idea avuta in testa da Putin il conquistatore

mi pare simile a quella di qualche dittatore 

è riuscito a riportare indietro le lancette dell’orologio

e ci ha costretti a leggere ogni giorno il necrologio.

Nell’anno in cui si è riaffacciata una superpotenza

perdiamo un grandissimo uomo di scienza

Piero Angela divulgatore in grado di raggiungere tutti

dai Professori universitari fino ai farabutti.

In quest’anno se n’è andata una figura che mi accompagnava da quando sono nato

la regina Elisabetta che gli eventi più importanti aveva attraversato

chissà se Carlo dopo tutti questi anni di attesa

riuscirà a tenere la corona dagli scandali difesa.

Nella nostra Italia che il cinema ama

una lunga malattia ha spento una meravigliosa madama

la bravissima Monica Vitti ci ha dovuti lasciare

ma la bandiera della sua arte non si potrà ammainare.

Mentre questi personaggi il 2022 salutava

il costo della vita intanto volava

con il prezzo del gas che si issava beffardo

quasi come se fosse un lucente smeraldo.

Draghi con il governo dei migliori ha provato a tenere su la baracca

ma Berlusconi Salvini e Conte erano intenti a cambiare casacca

facendo cadere all’improvviso l’esecutivo

portando il paese ad un voto insolitamente estivo.

Giorgia Meloni ha condotto per la prima volta la destra alla guida del paese

speriamo che le tante promesse non siano adesso disattese

all’opposizione bastava dire “no!” per avere ragione

ora servono politiche che aiutino le persone

per uscire da un periodo buio come la notte

senza ritrovarsi tutte le ossa rotte.

Per il 2023 vorrei che la nostra nazione

prendesse dal Marocco dei mondiali una bella lezione

lottare tutti insieme per un unico obiettivo

aiuta anche il mediocre ad essere superlativo.

Buon 2023 a tutti!!

BarLungo con Simone – Bilancio di Natale

Sembra finalmente giunta quasi al capolinea la discussione relativa alla nuova Legge di Bilancio, la prima del Governo a guida Meloni. Tante idee, alcuni dietrofront oggettivamente clamorosi, pochissime risorse da spendere. Una manovra fatta in fretta e furia anche per la ristrettezza dei tempi a disposizione dell’esecutivo insediatosi poche settimane fa. Con Simone Pesucci vediamo quali sono le misure più importanti della nuova finanziaria.

Buon ascolto!

Riflessioni a mente fredda su Qatar 2022

Con la bellissima finale tra Argentina e Francia, si è chiusa una delle edizioni più controverse, chiacchierate, criticate della storia della manifestazione. Da un’assegnazione da parte della FIFA a dir poco opaca, fino allo sgarbo della vestizione di Messi con il blisht prima di poter finalmente alzare quella coppa che inseguiva da sempre, il campionato del mondo 2022 verrà ricordato anche per la battaglia sui diritti civili negati in Qatar, per le morti sul lavoro, per le troppe limitazioni democratiche di un paese che probabilmente non avrebbe meriato questa vetrina.

In questa sede però, preferisco parlare di calcio giocato, dei migliori talenti visti, delle novità tattiche, delle sorprese e delle delusioni. Insomma di ciò che è successo su quel rettangolo di gioco che ci regala emozioni immortali che resteranno per sempre con noi: dallo strapotere fisico di Mbappè, alle carezze alla palla di Leo Messi, dalla leggendaria cavalcata del Marocco, alla ridicola apparizione del Qatar. Pronti? Via!

RIFLESSIONI TECNICHE

L’ultimo decennio è stato indubbiamente dominato dalla coppia Messi Cristiano Ronaldo: un funambolo della tecnica che danza sul pallone, che bacia il cuoio con i piedi ogni volta che l’accarezza, contro una macchina fisicamente perfetta fatta di potenza e di continui miglioramenti tecnici grazie all’etica del lavoro. Messi baciato dal Dio del calcio che gli ha regalato un talento fuori dal comune, Ronaldo (non quello vero) nato con mezzi fisici impressionanti grazie ai quali è riuscito a chiedere a sé stesso più di chiunque altro per poter provare a reggere il confronto fino a quando Lionel ha coronato il sogno di una vita mentre CR7 si schiantava fragorosamente al suolo, finito su una panchina a guardare i propri compagni giocare. Ma se Messi ha raggiunto l’immortalità calcistica, un nuovo fenomeno ha confermato che la prossima decade, a meno di sfortunati infortuni, sarà tutta sua: Kylian Mbappè ha strabiliato in finale con una rete che resterà nella storia di questo meraviglioso sport ma soprattutto ha dimostrato ancora una volta di essere la cosa più vicina a Ronaldo (quello vero) che si sia mai vista in campo. Ed ha anche dimostrato di essere, seppur con alcune differenze, l’evoluzione della diatriba tra Messi e Ronaldo. Mbappè infatti, unisce una tecnica sopraffina ad una forza fisica, un allungo ed una velocità quasi sovrumana. E’ il prototipo perfetto del nuovo fenomeno del calcio mondiale fatto di tecnica, forza fisica, velocità, freddezza, capacità balistiche: serve altro?

RIFLESSIONI TATTICHE

Dal punto di vista tattico non è stato certamente un mondiale rivoluzionario: si sono rafforzate alcune tendenze che già si erano affermate nelle ultime stagioni e possiamo finalmente dare una grande notizia al mondo del calcio…. il tiki taka, per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni, è morto! Il possesso palla orizzontale, quello in cui si continua a girare palla all’infinito alla ricerca di uno spazio in avanti per guadagnare metri soprattutto in ampiezza, ha fatto il suo tempo e si è tornati ad attaccare maggiormente la verticalità. Si punta inoltre nuovamente sulla qualità del gesto del calciatore e non sulla tattica di squadra soprattutto perché, e questa è la più grande novità, si è tornati a scommettere sul duello individuale uomo contro uomo. Già nelle ultime stagioni avevamo più volte sottolineato, anche su questo blog, come il gioco stava cambiando perché ci si muoveva in avanti per difendere, attaccando fin da subito l’avversario in ogni zona del campo, cercando di ripartire in velocità buttandosi sulle seconde palle. Tutto questo abbiamo visto in Qatar e tutto questo spiega perfettamente perché l’Italia è in così netta difficoltà in campo internazionale. Negli ultimi anni purtroppo, nei settori giovanili italiani, si è puntato troppo sulla tattica e poco sulla tecnica, troppo sulla difesa di squadra e poco sull’uno contro uno, troppo sul possesso palla e poco sulla verticalizzazione. L’Italia, spesso all’avanguardia, è adesso in netto ritardo su tutto ciò che è determinante nel gioco del calcio attuale. Per concludere, se a qualcuno piacciono i numeri, possiamo affermare che i moduli tattici hanno avuto ben poco peso in questa edizione dei mondiali: se guardiamo anche solo alle due finaliste, è difficile poter dire se la Francia giocasse con una difesa a 4 o a 3 o l’Argentina con il centrocampo a 3 o a 4 dal momento che le posizioni di Theo Hernandez e Di Maria non erano inseribili dentro un solo reparto. E’ sempre più importante il concetto di flessibilità tattica, la capacità di leggere le situazioni che gli avversari presentano, le mosse per bloccare le migliori qualità dei calciatori che si affrontano.

LA SQUADRA SORPRESA DEL MONDIALE

Molte volte, durante manifestazioni come il mondiale, è difficile essere tutti d’accordo sui giudizi da dare alle squadre, ma credo che si possa tranquillamente sfatare questo tabù: il Marocco è la più grande sorpresa di Qatar 2022. Prima nazionale africana ad arrivare in semifinale nella storia, rimasta ai piedi del podio solo per la sconfitta contro la Croazia, la nazionale marocchina ha stupito tutti ed è diventata velocemente la squadra simpatia del torneo. Differentemente da quasi tutte le altre squadre però, la compagine di Regragui ha puntato tutto sulle letture difensive giocando un calcio collettivo in cui la linea di centrocampo e quella di difesa si schierava quasi al limite dell’area in modo molto compatto. Difesa bassa, con un mediano pronto a schiacciarsi in mezzo ai due difensori centrali, per dare ai due terzini, Hakimi e Mazraoui calciatori tra i più talentuosi in rosa, la possibilità di ripartire velocemente in contropiede. Al netto di Ziyech ed Amrabat, già conosciuti, si sono fatti apprezzare interpreti fino ad oggi nell’ombra come Boufal, Ounahi o il portiere Bounou.

LA SQUADRA DELUSIONE DEL MONDIALE

Se il Marocco ha fatto sognare, ci sono due squadre europee che si contendono la palma della squadra delusione: Germania e Belgio. C’è però una netta differenza tra le due, poiché la Germania è in un momento di passaggio tra una generazione ormai al tramonto ed un ricambio che sta avvenendo ma non è ancora giunto a compimento. I diavoli rossi invece, erano di fronte all’ultima opportunità per quella che era stata definita una generazione di fenomeni che però, anche stavolta, sono tornati a casa con un pugno di mosche in mano. Uno spogliatoio spaccato, una squadra in cui i tanti piedi buoni non sono sembrati pronti a sacrificarsi per il bene comune, un attacco in cui Lukaku è stato addirittura dannoso. In mezzo a questo deserto, l’unico che ancora una volta ha dimostrato di poter stare nell’Olimpo degli interpreti del proprio ruolo è stato Courtois, mentre gli altri, da De Bruyne a Hazard, da Carrasco a Meunier, non sono stati all’altezza di una manifestazione in cui in poco più di venti giorni ci si gioca tutto. Peccato, ancora una volta la scuola belga spreca una generazione di fenomeni senza riuscire a portare a casa nemmeno un trofeo.

E voi che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

Che si gioca??

E’ stata la finale dei mondiali più bella, avvincente, appassionante e palpitante della storia ed ha ingannato tutti tranne il nuovo battistrada, Sandrino il Bressesino, che si issa al vertice della graduatoria per la prima volta.

Le finali appena trascorse hanno lasciato pressoché invariata la classifica vista la morìa di segni giusti: Sandrino ha azzeccato il pareggio della finale guadagnandosi il +3, mentre il Crociato Gialloblù ha voluto esagerare, centrando addirittura il risultato esatto di Croazia Marocco e con il +5 si è avvicinato alla pancia della graduatoria. A tutti gli altri non è rimasto altro che ammirare una partita che è già nella storia di questo sport e l’incoronazione di due calciatori che sono e resteranno per sempre negli annali del calcio. Con gli occhi ancora pieni di ammirazione, andiamo a vedere la classifica aggiornata dal mitico Meneghino di Paderno Dugnano:

Sandrino il Bressesino 46
Lungo 45
Salva il Molisano e il Pappagallone Reale 43
Francesco il Meneghino Junior 40
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 39
Joe il Pistoiese 37
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 33
Bomber Siiimo 31
Il Crociato Gialloblù 28
Niccolò e Andrea 25
Luchino il diavolo rossonero 19

Adesso ci riposiamo per le feste e poi ci ritroviamo per la nuova giocata ad inizio anno nuovo!

A presto!

Che si gioca??

Dopo tempo immemore, Salva il Molisano è costretto a cedere la vetta a vantaggio del Lungo che, grazie al risultato esatto della Francia, scappa davanti a tutti.

C’è ben poco da festeggiare visto che a soli due punti, insegue una triade molto agguerrita: oltre a Salva, il Pappagallone che azzecca entrambi i pronostici ma non i risultati e Sandrino che invece registra un bel +5. Nella pancia della classifica, sembra arrancare Joe, il mago del Bottegone, che però sono certo tornerà presto a ruggire. Vediamo adesso la classifica aggiornata dal mitico Meneghino di Paderno Dugnano:

Lungo 45
Salva il Molisano, Sandrino il Bressesino e il Pappagallone Reale 43
Francesco il Meneghino Junior 40
Carlo il Meneghino di Paderno Dugnano 39
Joe il Pistoiese 37
Argentino Fiorentino ormai quasi Parigino 33
Bomber Siiimo 31
Niccolò e Andrea 25
Il Crociato Gialloblù 23
Luchino il diavolo rossonero 19

Andiamo adesso a pronosticare le finali prima di rilassarci un pò durante le vacanze. Ricordo che si pronostica il risultato al novantesimo minuto:

GARA 1 : MAROCCO – CROAZIA

La finale per il terzo e quarto si gioca domani, sabato, alle ore 16,00.

GARA 2: FRANCIA – ARGENTINA

La finale che decreterà la squadra campione del mondo si disputa invece domenica, sempre alle ore 16,00.

Sotto con i pronostici!