Riflessioni a mente fredda su Qatar 2022

Con la bellissima finale tra Argentina e Francia, si è chiusa una delle edizioni più controverse, chiacchierate, criticate della storia della manifestazione. Da un’assegnazione da parte della FIFA a dir poco opaca, fino allo sgarbo della vestizione di Messi con il blisht prima di poter finalmente alzare quella coppa che inseguiva da sempre, il campionato del mondo 2022 verrà ricordato anche per la battaglia sui diritti civili negati in Qatar, per le morti sul lavoro, per le troppe limitazioni democratiche di un paese che probabilmente non avrebbe meriato questa vetrina.

In questa sede però, preferisco parlare di calcio giocato, dei migliori talenti visti, delle novità tattiche, delle sorprese e delle delusioni. Insomma di ciò che è successo su quel rettangolo di gioco che ci regala emozioni immortali che resteranno per sempre con noi: dallo strapotere fisico di Mbappè, alle carezze alla palla di Leo Messi, dalla leggendaria cavalcata del Marocco, alla ridicola apparizione del Qatar. Pronti? Via!

RIFLESSIONI TECNICHE

L’ultimo decennio è stato indubbiamente dominato dalla coppia Messi Cristiano Ronaldo: un funambolo della tecnica che danza sul pallone, che bacia il cuoio con i piedi ogni volta che l’accarezza, contro una macchina fisicamente perfetta fatta di potenza e di continui miglioramenti tecnici grazie all’etica del lavoro. Messi baciato dal Dio del calcio che gli ha regalato un talento fuori dal comune, Ronaldo (non quello vero) nato con mezzi fisici impressionanti grazie ai quali è riuscito a chiedere a sé stesso più di chiunque altro per poter provare a reggere il confronto fino a quando Lionel ha coronato il sogno di una vita mentre CR7 si schiantava fragorosamente al suolo, finito su una panchina a guardare i propri compagni giocare. Ma se Messi ha raggiunto l’immortalità calcistica, un nuovo fenomeno ha confermato che la prossima decade, a meno di sfortunati infortuni, sarà tutta sua: Kylian Mbappè ha strabiliato in finale con una rete che resterà nella storia di questo meraviglioso sport ma soprattutto ha dimostrato ancora una volta di essere la cosa più vicina a Ronaldo (quello vero) che si sia mai vista in campo. Ed ha anche dimostrato di essere, seppur con alcune differenze, l’evoluzione della diatriba tra Messi e Ronaldo. Mbappè infatti, unisce una tecnica sopraffina ad una forza fisica, un allungo ed una velocità quasi sovrumana. E’ il prototipo perfetto del nuovo fenomeno del calcio mondiale fatto di tecnica, forza fisica, velocità, freddezza, capacità balistiche: serve altro?

RIFLESSIONI TATTICHE

Dal punto di vista tattico non è stato certamente un mondiale rivoluzionario: si sono rafforzate alcune tendenze che già si erano affermate nelle ultime stagioni e possiamo finalmente dare una grande notizia al mondo del calcio…. il tiki taka, per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni, è morto! Il possesso palla orizzontale, quello in cui si continua a girare palla all’infinito alla ricerca di uno spazio in avanti per guadagnare metri soprattutto in ampiezza, ha fatto il suo tempo e si è tornati ad attaccare maggiormente la verticalità. Si punta inoltre nuovamente sulla qualità del gesto del calciatore e non sulla tattica di squadra soprattutto perché, e questa è la più grande novità, si è tornati a scommettere sul duello individuale uomo contro uomo. Già nelle ultime stagioni avevamo più volte sottolineato, anche su questo blog, come il gioco stava cambiando perché ci si muoveva in avanti per difendere, attaccando fin da subito l’avversario in ogni zona del campo, cercando di ripartire in velocità buttandosi sulle seconde palle. Tutto questo abbiamo visto in Qatar e tutto questo spiega perfettamente perché l’Italia è in così netta difficoltà in campo internazionale. Negli ultimi anni purtroppo, nei settori giovanili italiani, si è puntato troppo sulla tattica e poco sulla tecnica, troppo sulla difesa di squadra e poco sull’uno contro uno, troppo sul possesso palla e poco sulla verticalizzazione. L’Italia, spesso all’avanguardia, è adesso in netto ritardo su tutto ciò che è determinante nel gioco del calcio attuale. Per concludere, se a qualcuno piacciono i numeri, possiamo affermare che i moduli tattici hanno avuto ben poco peso in questa edizione dei mondiali: se guardiamo anche solo alle due finaliste, è difficile poter dire se la Francia giocasse con una difesa a 4 o a 3 o l’Argentina con il centrocampo a 3 o a 4 dal momento che le posizioni di Theo Hernandez e Di Maria non erano inseribili dentro un solo reparto. E’ sempre più importante il concetto di flessibilità tattica, la capacità di leggere le situazioni che gli avversari presentano, le mosse per bloccare le migliori qualità dei calciatori che si affrontano.

LA SQUADRA SORPRESA DEL MONDIALE

Molte volte, durante manifestazioni come il mondiale, è difficile essere tutti d’accordo sui giudizi da dare alle squadre, ma credo che si possa tranquillamente sfatare questo tabù: il Marocco è la più grande sorpresa di Qatar 2022. Prima nazionale africana ad arrivare in semifinale nella storia, rimasta ai piedi del podio solo per la sconfitta contro la Croazia, la nazionale marocchina ha stupito tutti ed è diventata velocemente la squadra simpatia del torneo. Differentemente da quasi tutte le altre squadre però, la compagine di Regragui ha puntato tutto sulle letture difensive giocando un calcio collettivo in cui la linea di centrocampo e quella di difesa si schierava quasi al limite dell’area in modo molto compatto. Difesa bassa, con un mediano pronto a schiacciarsi in mezzo ai due difensori centrali, per dare ai due terzini, Hakimi e Mazraoui calciatori tra i più talentuosi in rosa, la possibilità di ripartire velocemente in contropiede. Al netto di Ziyech ed Amrabat, già conosciuti, si sono fatti apprezzare interpreti fino ad oggi nell’ombra come Boufal, Ounahi o il portiere Bounou.

LA SQUADRA DELUSIONE DEL MONDIALE

Se il Marocco ha fatto sognare, ci sono due squadre europee che si contendono la palma della squadra delusione: Germania e Belgio. C’è però una netta differenza tra le due, poiché la Germania è in un momento di passaggio tra una generazione ormai al tramonto ed un ricambio che sta avvenendo ma non è ancora giunto a compimento. I diavoli rossi invece, erano di fronte all’ultima opportunità per quella che era stata definita una generazione di fenomeni che però, anche stavolta, sono tornati a casa con un pugno di mosche in mano. Uno spogliatoio spaccato, una squadra in cui i tanti piedi buoni non sono sembrati pronti a sacrificarsi per il bene comune, un attacco in cui Lukaku è stato addirittura dannoso. In mezzo a questo deserto, l’unico che ancora una volta ha dimostrato di poter stare nell’Olimpo degli interpreti del proprio ruolo è stato Courtois, mentre gli altri, da De Bruyne a Hazard, da Carrasco a Meunier, non sono stati all’altezza di una manifestazione in cui in poco più di venti giorni ci si gioca tutto. Peccato, ancora una volta la scuola belga spreca una generazione di fenomeni senza riuscire a portare a casa nemmeno un trofeo.

E voi che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

10 pensieri su “Riflessioni a mente fredda su Qatar 2022

  1. Poco dopo la finale ho sentito per telefono un mio amico juventino. Lui mi ha detto che ha seguito con particolare attenzione il Mondiale degli ex bianconeri Dybala e Cristiano Ronaldo, e a suo giudizio entrambi hanno raccolto esattamente ciò che hanno seminato: Cristiano Ronaldo quando si è visto retrocesso in panchina anche nel Portogallo ha cominciato a fare i soliti capricci, e quindi è stato punito con l’eliminazione; Dybala invece ha passato in panchina tutto il Mondiale, ma non ha mai fatto nessuna polemica e quindi è stato premiato con la coppa. Tra l’altro è una coppa su cui ha messo la sua firma, perché nei pochi minuti che ha giocato ha sventato il 4 – 3 della Francia con un rientro in difesa e ha segnato uno dei rigori decisivi (e sappiamo bene che di norma quando uno entra solo per battere un rigore poi lo sbaglia).
    Tutto questo per dirti che il calcio è un gioco di squadra, e quindi non premia mai chi mette l’io davanti al noi, neanche quando l’egoista in questione è un fuoriclasse come Cristiano Ronaldo.
    Riguardo alla mantellina indossata da Messi, a mio giudizio la polemica è assolutamente esagerata. Quel soprabito viene dato alle persone illustri, quindi lo sceicco che gliel’ha messa secondo me l’ha fatto come gesto onorifico, non perché volesse mettere il cappello sopra il Mondiale e sottolineare anche visivamente che i qatarioti si sono comprati il pallone. Inoltre, Messi ha fatto benissimo a lasciarsela mettere, perché rifiutarla avrebbe significato offendere lo sceicco, e siccome da quelle parti prendono molto sul serio queste faccende poi Messi rischiava che qualche imam lanciasse su di lui una fatwa e gli rovinasse la vita per sempre. 
    Riguardo ad Amrabat, al Mondiale abbiamo visto confermato ciò che abbiamo sempre saputo, ovvero che rende quando ha un altro playmaker bravo al suo fianco che si prende tutte le responsabilità (nella Fiorentina Torreira, nel Marocco Ounahi). Se invece gli viene chiesto di prendere lui per mano la squadra, allora non è in grado, né come personalità né come ritmi di gioco. E al di là di questo, noi fiorentini sappiamo bene che il vero Amrabat non è assolutamente quello del Mondiale, ma quello che a Firenze gioca una partita bene e 5 male (a esser generosi). Per questo motivo dobbiamo cederlo subito a Gennaio: se aspettiamo anche solo 6 mesi lui tornerà a fare le sue solite partitucce, le società interessate a lui capiranno che è un bluff e quindi la mega plusvalenza sfumerà di sicuro. Non ho dubbi che anche Commisso abbia fatto lo stesso ragionamento.
    Riguardo al tiki taka, a mio giudizio non solo è morto, ma non è neanche mai sbocciato, nel senso che in tanti hanno provato a copiarlo, ma in pochissimi ci sono riusciti. A me vengono in mente solo 3 esempi: uno è il Barcellona di Luis Enrique, e praticamente non conta, perché era la stessa squadra di Guardiola con un allenatore diverso; le altre 2 sono il Catania e la prima Fiorentina di Vincenzo Montella. A Firenze in particolare Vincenzino aveva ricreato ogni singolo dettaglio del tiki taka: non solo il possesso palla esasperato, ma anche i 3 giocatori di qualità a centrocampo (Aquilani – Pizarro – Borja Valero) e il falso centravanti (Jovetic).
    Il fallimento quasi universale del tiki taka si spiega con una motivazione molto semplice: è attuabile solo quando hai dei giocatori favolosi. Se invece hai degli onesti pedatori che a stento riescono a mettere 3 passaggi in fila, come puoi pensare di fare il 70% di possesso palla? E se il tuo trequartista non ha la qualità di Messi o Jovetic, come puoi pensare che mettendolo a fare il falso centravanti segnerà 20 gol? E’ come se io cercassi di copiare la pizza di Sorbillo con una pommarola inacidita, una mozzarella scaduta e un impasto non lievitato: con una materia prima come quella neanche Sorbillo in persona potrebbe fare una buona pizza.
    Comunque la paternità del falso centravanti non è di Guardiola, ma di Spalletti. Nel 2005 – 2006 la Roma aveva entrambe le punte infortunate (Montella e Nonda), e quindi Spalletti per disperazione mise Totti centravanti: l’operazione funzionò talmente bene che alla fine Totti rimase in quel ruolo, Montella diventò la sua riserva e Nonda venne ceduto. Quella stagione fu esaltante anche per la Fiorentina, perché riuscimmo ad arrivare a ridosso della Champions’ nonostante fossimo partiti con 30 (TRENTA!) punti di penalizzazione. Che ricordi, amico mio! 🙂

    "Mi piace"

    • Ciao amico e grazie! Innanzitutto ti faccio i complimenti perché hai un amico gobbo intelligente che ha detto cose assolutamente condivisibili. La vestizione di Messi a me invece non è piaciuta per niente: non si può coprire la maglia della nazionale che ha vinto il mondiale con un abito tradizionale. Se il prossimo mondiale fosse in Austria, Messi lo vestirebbero da tirolese? Quanto ad Amrabat non mi sembra che stia giocando bene una partita ogni sei…quello succedeva lo scorso anno! In merito alla plusvalenza poi, a me interessa la mia squadra del cuore e non il portafoglio di Rocco quindi non lo cederei per due motivi: innanzitutto perché abbiamo dimostrato di non avere una dirigenza capace di spendere bene, poi perché Rocco troverebbe una qualunque scusa per lasciare una fetta degli introiti in società (magari per pagare il Viola Park o una parte delle spese fisse societarie). Da ultimo, sono perfettamente d’accordo con te sull’analisi del Tiki taka: che piaccia o no, è un modo di giocare che funziona solo con tre fenomeni in mezzo al campo ed un attaccante di un livello superiore! In quella Roma che ricordavi, oltre a Totti, fu impiegato come falso nueve anche Rodrigo Taddei….quanti ricordi! Noi fortunatamente partimmo con meno 30 ma poi ci fu ridotta a meno 19 altrimenti non saremmo arrivati nemmeno in Europa!

      "Mi piace"

      • Non ci avevo pensato, ma hai ragione: sarebbe intelligente godere della plusvalenza per Amrabat se i soldi ricavati dalla sua cessione venissero poi reinvestiti su dei buoni giocatori. Ma dato che Commisso li farebbe sparire con qualche pretesto, e anche se li investisse sul mercato poi Pradé li spenderebbe male, allora per noi che Amrabat venga ceduto o meno è abbastanza ininfluente.
        Hai ragione anche quando dici che sentenza dopo sentenza la nostra penalizzazione venne ridotta di molto rispetto ai 30 punti che citavo io. Detto questo, io sarei stato contento anche con 30 punti di penalizzazione, perché per me l’importante era mantenere la serie A: ho sempre considerato la serie B un campionato di una bruttezza avvilente, e inoltre è anche un torneo totalmente diverso dalla serie A, quindi non è affatto detto che chi retrocede poi risalga subito. E infatti le 3 retrocesse dello scorso anno non stanno certo brillando: il Genoa è quarto, il Cagliari è 14mo, il Venezia addirittura è in zona playout. Grazie a te per i complimenti e per la risposta! 🙂

        "Mi piace"

  2. Parto io dicendo la mia, sulla base però di pochissime partite viste per via degli orari impossibili per il lavoratore medio.
    Il miglior giocatore del Mondiale per me è stato Messi, a maggior ragione dopo la prima sconfitta contro l’Arabia Saudita, Mbappè leggermente un gradino sotto semplicemente per la sconfitta in finale e per la non partita giocata contro l’Inghilterra, ma questi sono comunque giocatori che conosceva chiunque.
    Le sorprese per me sono state Ounahi e il musico Fernandez, due giocatori che non conoscevo assolutamente.
    Delusioni assolute Germania e Belgio, l’Inghilterra paga il fatto di non avere un attaccante all’altezza del gioco sugli esterni, deplorevole il Mondiale di Spagna e Qatar, contentissimo per Ronaldo e Neymar (ma questi sono gusti personali).

    Un abbraccio a tutti

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...