Diario di un cassintegrato – parte venticinquesima

A grande richiesta (più o meno) torna la rubrica che ha fatto compagnia a me ed a tutti voi per quasi un anno!

Avevo promesso che sporadicamente avrei continuato a fare alcune riflessioni spero interessanti in modo da confrontarmi e, perché no, crescere grazie anche ai vostri commenti ed alle vostre idee. Nei mesi di pandemia e di sospensione dal lavoro, ho avuto modo di stringere nuove amicizie e coltivarne ulteriormente altre che ancora oggi mi fanno compagnia nella vita di tutti i giorni. La condivisione di quel periodo con persone come Leonardo ed Antonio restano la parte migliore di una parentesi tragica che spero sia chiusa per sempre! Ma proprio perché sono ancora miei compagni di viaggio, ho trovato nei loro racconti perfetta consonanza con ciò che sta accadendo anche a me adesso che sono rientrato nel vortice del lavoro al 100%.  Nei settori nei quali siamo impiegati, loro purtroppo ancora non a tempo pieno, la pausa forzata che abbiamo vissuto non è stata utilizzata come avevamo sperato: nessun aggiornamento, nessuna crescita professionale, nessun rafforzamento dei rapporti interpersonali all’interno dei luoghi di lavoro. Anzi, quando siamo rientrati ad ognuno di noi è stato chiesto qualcosa in più senza che fossimo preparati o fossimo preventivamente formati per svolgere il nuovo incarico.

La componente più difficile però, è stata ed è tuttora quella psicologica: rientrare nel vortice lavorativo dopo essere stati pressoché ignorati e dopo non aver visto i tuoi colleghi quasi continuativamente per un anno non è semplicissimo. Le persone con le quali lavori hanno maturato proprie riflessioni, proprie convinzioni non solamente in campo lavorativo ma anche e soprattutto relativamente a ciò che è successo negli ultimi 18 mesi. Dal green pass obbligatorio alla vaccinazione, dalle decisioni governative a quelle dell’azienda, dalla prevenzione del Covid nei luoghi di lavoro, all’uso della mascherina, ogni argomento è buono per dividersi, per dare una propria visione della problematica, per rimarcare la propria distanza dagli altri.

Ecco, rendersi conto di non essere più una squadra ma una somma di individui è probabilmente stato il pensiero dominante che ho avuto nelle prime settimane in cui sono rientrato al lavoro e non aver dato importanza al peso psicologico che ognuno di noi ha dovuto sopportare, credo sia l’aspetto più deludente e grave della questione.

Può mancare la riorganizzazione, si può rinunciare alla formazione permanente oppure anche alla routine quotidiana del recarsi al lavoro, ma ciò che non può mai mancare in un sano ambiente di lavoro è la cura dei rapporti interpersonali. Se non si ha un lavoro autonomo, dai momenti difficili si esce solamente insieme confrontandosi relativamente alle possibili soluzioni dei problemi. Senza questo, non se ne può uscire migliori, anche se tutti lo abbiamo voluto credere durante la pandemia!

Proprio per riflettere insieme in merito a tematiche sociali, economiche, politiche, per approfondire le decisioni governative o dei nostri amministratori locali, torna nelle prossime settimane il podcast del BarLungo con il nuovo compagno di viaggio Simone Pesucci. La gestazione è lunga, ma speriamo che il risultato non vi deluderà! Sarà un viaggio completamente diverso, un approfondimento su tematiche più o meno serie ma sempre legate all’attualità politica. Entro la fine del mese di ottobre si parte….State in campana!

Alla prossima!!!

Diario di un cassintegrato – parte ventiquattresima

Tranquilli amici! Non mi hanno rimesso in cassa integrazione… almeno non per ora!! 🙂

A parte gli scherzi, avevo promesso che questa rubrica che avete seguito con tanta simpatia e partecipazione emotiva, sarebbe rimasta come uno sguardo sul mondo esterno e sarebbe servita per sottolineare alcuni fatti di attualità per me importanti.

Nella melassa indigeribile che è diventata la politica italiana da quando Draghi è divenuto premier, melassa in cui lo spiccato senso critico dei giornalisti sembra essere scomparso come il refrigerio a Firenze in agosto, ci sono alcune cose che devono essere assolutamente sottolineate. Al netto della polemica a distanza tra Conte e Grillo per la leadership e la riforma del Movimento 5 Stelle, il governo in carica, o forse sarebbe meglio dire una delle tante cabine di regia che sembravano deturpare la democrazia parlamentare quando erano designate dal precedente Presidente del Consiglio, ha messo in campo alcune misure che meritano di essere commentate.

Trovo innanzitutto aberrante la conferma dello sblocco dei licenziamenti a partire dal 1 Luglio. La cosiddetta mediazione trovata dal Ministro Orlando è assolutamente insufficiente poiché blocca la misura per il solo settore tessile e quelli collegati (moda e calzaturiero). Ho sentito il Ministro Brunetta dire che così finalmente “si torna al mercato”: no caro amico mio (si fa per dire), così si finisce nella giungla! In quella giungla in cui già migliaia di partite iva e lavoratori autonomi sono finiti, innescando una potenziale bomba sociale che potrebbe mettere sul lastrico non si sa quante famiglie! In questo modo passa il messaggio che, finita (forse) la pandemia, ognuno si arrangia come può e chi è più forte domina il mercato, chi è più debole soccombe. L’idea di fondo è assolutamente errata soprattutto perché una volta riaperte le attività, non è che riparte l’economia come prima, non è come un interruttore da schiacciare! E poi scusate, ma perché mai questa dinamica la dovrebbero pagare i lavoratori? In Europa le nazioni più evolute hanno un sistema sociale che si chiama welfare state perché lo stato aiuta i propri cittadini nei momenti di difficoltà, non butta via il bambino con l’acqua sporca!!!

Altra decisione che mi lascia molto perplesso è la probabile cancellazione del cosiddetto cashback di stato. Aldilà del rimborso che certamente aiuta in un momento in cui i consumi sono al minimo e tante persone hanno accusato la scure della crisi pandemica, la misura mi sembrava intelligente anche per cercare di arginare l’evasione fiscale, una delle piaghe del nostro paese. Uno studio della BCE ha evidenziato come a fine 2022, cioè al termine del periodo per il quale il governo Conte aveva finanziato il cashback, lo stato italiano avrebbe potuto recuperare circa 8 miliardi di euro di evasione grazie ai pagamenti elettronici. Li ho visti solamente io oppure nell’ultimo anno tantissimi commercianti, le bancarelle dei mercati rionali, i parrucchieri da uomo hanno iniziato ad avere il POS e ad accettare i pagamenti tracciabili? Ecco adesso spiegatemi come mai si cancella questo strumento che permetteva alle persone normali di ottenere un rimborso pari a 150 euro ogni 6 mesi ed alle imprese di fatturare di più e dunque di versare più tasse. Ah già… ma l’evasione non è certo un problema in un paese come il nostro….

Tra i mille bonus che lo scorso anno erano stati messi in campo, alcuni erano sinceramente ridicoli ma uno era invece  sacrosanto e molto intelligente: il bonus vacanze. Nel 2020 infatti, era previsto un bonus da 500 euro spendibile in tutte le strutture ricettive che ha aiutato tanti italiani a trascorrere ferie più dignitose. Nel 2021, il nuovo governo magari avrebbe potuto rimodularlo, legarlo all’ISEE o alla condizione lavorativa, ridurlo, cambiarlo, ma NON cancellarlo! Se qualcuno non se ne fosse accorto, gran parte dei lavoratori che sono stati in cassa integrazione COVID nel 2020, ci sono rimasti anche nel 2021!! Ma nel frattempo gli aiuti si sono ridotti, un po’ come le retribuzioni di quei fortunati che magari hanno ripreso a lavorare a singhiozzo. Considerando che le ferie sono un diritto intoccabile, almeno il bonus vacanze il governo dei migliori non avrebbe potuto lasciarlo? Resto basito dalla totale assenza di critica da parte degli intellettuali, dei giornali, ma anche dei partiti che facevano parte del precedente governo e che adesso accettano qualunque tipo di retromarcia pur di rimanere tra gli scranni del governo!!

Quando troveremo di nuovo qualcuno pronto a difendere anche gli interessi di chi paga sempre le tasse, di chi lavora onestamente, di chi non mette un euro da parte perché tra mutuo, bollette e figli non ha più capacità di risparmio?

Diario di un cassintegrato – parte ventitreesima

Ho quasi paura a dirlo, ad esultare, a gioire: da oggi 3 giugno sono finalmente tornato a lavorare al 100%!

Insomma, sono nuovamente occupato cinque giorni a settimana, ad orario pieno e senza cassa integrazione! Dopo aver già subito lo scotto lo scorso ottobre, quando dopo aver pensato che fosse tutto finito rientrammo dalla sera alla mattina nel tunnel delle infinite giornate senza impegni professionali, adesso non so nemmeno come comportarmi: essere felice, abbandonarmi ad un bel brindisi e cercare di mettermi alle spalle questo periodo allucinante oppure no?

Se c’è una cosa che questo periodo mi lascerà per sempre, è la voglia di sviluppare le proprie idee ed i propri sogni cercando di pensare un po’ più all’oggi ed un po’ meno al domani. Se una cosa mi fa stare bene adesso, significa che è il momento giusto per farlo ed allora mi godo questo momento senza però dimenticare tutto ciò che mi ha aiutato a crescere ed a sopravvivere in questi lunghissimi mesi. La passione per questo blog, la voglia di mettermi continuamente alla prova, l’istinto per il confronto che aiuta a crescere e ad imparare. Ecco allora che non smetterò di impegnarmi nel mantenere un appuntamento fisso con voi attraverso rubriche, video, novità, nuovi ospiti ed amici che mi accompagneranno in questo viaggio. E non smetterò nemmeno di dire la mia sugli accadimenti della scena politica italiana: trovo ad esempio allucinante il dibattito al quale stiamo assistendo sulla questione licenziamenti. Tutti ormai si sono accodati alla decisione presa dal Presidente Draghi ma nessuno vuole dire la verità. Tra il Ministro Orlando che cerca quantomeno di alleviare le conseguenze di un provvedimento per me assolutamente sbagliato, un Salvini che di giorno vota a favore in Consiglio dei Ministri e di notte dice di voler assecondare i tentativi dei sindacati, un Movimento 5 Stelle completamente assorbito dalla vicenda Rousseau, a pagare nuovamente le conseguenze della pandemia saranno quei lavoratori che nel frattempo hanno lavorato a singhiozzo, hanno ricevuto spesso in ritardo la cassa integrazione ed adesso vedono avvicinarsi l’ombra del licenziamento.

Tra i fatti delle ultime settimane, quello che mi ha maggiormente colpito è stato il rilascio del boss della mafia Giovanni Brusca. Dopo 25 anni di carcere, uno dei killer più efferati della storia della malavita mondiale, torna dunque in libertà ed il primo sentimento non può che essere di rabbia e di sgomento poiché in un mondo normale una persona del genere non dovrebbe avere alcun diritto di cittadinanza e la dicitura “fine pena mai” dovrebbe essere tatuata sulla sua pelle per sempre. Poi però subentra  la ragione e la grandezza di uomini come Giovanni Falcone che hanno pensato e voluto proprio quella legge grazie alla quale Brusca è nuovamente in libertà. Lo scambio tra la collaborazione con la giustizia e lo sconto di pena è stato infatti uno dei pilastri grazie ai quali lo Stato negli ultimi decenni ha assestato i colpi più duri alla malavita organizzata. Il perdono, che non potrà mai essere concesso se non dalle famiglie delle vittime, è una cosa, la legge è un’altra. La grandezza di un uomo dello stato come Falcone in fondo sta tutta qua: aver dato ai propri assassini gli strumenti di riacquistare la libertà a patto che aiutassero le istituzioni a combattere la mafia, l’estremo sacrificio della propria vita per la rinascita della propria terra, per il futuro delle nuove generazioni che ancora oggi troppo spesso sono sottomesse a logiche malavitose. Quale miglior esempio? Quale più alto sacrificio?

Tornando poi alle nostre cose, volevo annunciare anche qui, come già fatto in video, la nascita su queste pagine di un podcast! Nelle prossime settimane infatti, coloro che seguono Il Corner del Lungo non avranno più scuse: potranno leggere gli articoli, guardare i video oppure ascoltare il podcast come se avessero acceso una radio. Grazie agli amici Flavio Bardaro e Simone Pesucci, parleremo di sport, di calcio ma anche di attualità. Con Flavio partiremo con una serie di puntate dedicate agli Europei di Calcio che iniziano il prossimo 11 giugno, mentre con Simone approfondiremo innanzitutto il tema informazione, giornalismo ed ordini professionali. Cercheremo insomma di accompagnarvi durante tutta l’estate senza annoiarvi e mantenendo  il più possibile aggiornato il blog.

Mi raccomando, se volete approfondire una tematica, scrivetecelo! Ci impegneremo a studiare l’argomento ed appena pronti vi dedicheremo una puntata!!

Insomma, se la cassa integrazione spero diventi solamente un brutto ricordo, il blog, i video ed il podcast vi accompagneranno ancora per un bel po’ di tempo!!

Diario di un cassintegrato – parte ventiduesima

Mica avrete pensato che sono tornato a lavorare senza dirvelo vero?

Tranquilli! Anche se l’impegno settimanale inizia finalmente ad aumentare (sono infatti passato a due giorni di lavoro anziché uno), la rubrica è ancora ufficialmente in piedi! Come avrà visto chi segue il blog, la mia testa è un vulcano in continua eruzione e dunque, nelle ultime settimane, è nata la nuova creatura “Corner Viola” grazie alla disponibilità ed all’entusiasmo del grande amico Flavio Bardaro.

La pandemia sembra finalmente allentare un po’ la morsa e si torna faticosamente a respirare un po’ di normalità. I ristoranti, i cinema ed i teatri sono riaperti, il coprifuoco probabilmente verrà spostato più avanti di qualche ora ed anche gli sport di contatto sono ripartiti e con essi anche una piccolissima parte del mio lavoro. Come ho sempre sostenuto su questo blog però, far ripartire determinate attività dopo tutto questo tempo non è come accendere una lampadina e gli strascichi economici, organizzativi e relazionali pesano maledettamente. L’importante adesso sarà trovare una vera continuità senza più questi stop and go che non permettono di programmare e soprattutto sarà dovere di tutti guardare a quella flebile luce in fondo al tunnel quale unica stella polare da seguire senza farsi distrarre da polemiche, risentimenti e bagarre inutili tra interessi contrastanti. Tutti insieme per ripartire, per ricostruire, per rilanciarsi.

Se sta tornando il sereno su tutta Italia grazie al colore giallo, è anche perché finalmente le dosi di vaccino arrivano puntualmente. Certamente il meccanismo è ormai oliato almeno nelle regioni virtuose e, indipendentemente dai meriti di Figliuolo o di Arcuri, il numero delle persone vaccinate inizia ad essere importante. Il traguardo delle 500.000 inoculazioni al giorno non sempre viene raggiunto ma ciò che conta è che il numero dei morti inizia finalmente a diminuire e con esso anche quello dei positivi. Se poi pure il meteo desse una mano smettendo di rovesciare acqua e giornate fredde e ci regalasse sole e temperature alte, i giochi sarebbero probabilmente fatti.

Nelle ultime settimane, in una politica afona e senza slanci, una notizia ha squarciato lo scenario e merita di essere accolta con grande entusiasmo: la nomina di Elisabetta Belloni a capo dell’intelligence. Per la prima volta nella storia d’Italia una donna viene scelta come vertice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, insomma diventa il capo dei Servizi Segreti. Proprio questo è ciò che chiedo al Governo Draghi, visto che da tutti è stato presentato come il governo dei migliori: scelte di rottura, epocali, che abbiano un peso non solo politico ma anche culturale nel paese! Una rivoluzione che nasca dalle nomine, dai comportamenti, dalle competenze. Basta con le nomine dettate dalla politica per i soli adepti, largo alla rivoluzione che poggi sul merito, sullo studio, sulle capacità!! Quanti anni sono che ad esempio si invoca una Rai non più lottizzata dai partiti? Da quanto tempo si grida allo scandalo ogni qualvolta escono nomine di solo uomini? Quanti editoriali abbiamo letto che ci raccontano di un’Italia in cui si avanza di carriera solo per appartenenza politica, grazie alle conoscenze o al fatto di essere uomini? Finalmente una ventata d’aria fresca con la speranza che si possa aprire un solco da percorrere continuamente negli anni a venire!

Poteva poi mancare il consiglio del cassintegrato? Stavolta non parlo di libri, film o video ma di un altro modo di informarsi. Certamente per gran parte di voi ciò che sto per dire sarà superfluo o addirittura vecchio, ma negli ultimi mesi ho scoperto un mondo a me precedentemente ignoto: quello dei podcast. Mentre vado a camminare, oppure mentre faccio tragitti in macchina ho iniziato ad ascoltare appunto i podcast, una sorta di trasmissioni radiofoniche in streaming, cioè ascoltabili in ogni momento e con qualunque accessorio multimediale. La bellezza del podcast è esattamente questa: un flusso di informazioni, trasmissioni, approfondimenti, che puoi ascoltare quando vuoi, quante volte vuoi e dove decidi tu. Se dovessi provare a darne una definizione, direi una radio all’ennesima potenza che ha al proprio interno approfondimenti divisi in puntate che puoi ascoltare come e quando vuoi. Entrando dunque in una di queste piattaforme (la più famosa è chiaramente Spotify), la ricerca da effettuare sarà o relativamente ad una tematica che interessa oppure in merito ad un determinato personaggio che ci interessa seguire: una radio costruita con ciò che noi vogliamo ascoltare e con i personaggi che stimiamo e che seguiamo. Vi viene in mente qualcosa?

Alla prossima pagina del mio diario!

Diario di un cassintegrato – parte ventunesima

E come cantava Vasco, seppur con un significato diverso: “Io sono ancora qua….eh già!!”

Io sono ancora in cassa integrazione, uno dei pochissimi settori dove ci sono a giro gli untori visto che ormai quasi tutto è riaperto. Sento da più parti la fervente attesa del 26 Aprile, come se quest’anno la festa della Liberazione fosse stata posticipata di un giorno. Quasi tutta Italia in zona gialla, quasi tutti gli esercizi nuovamente aperti, finalmente i ristoranti che hanno spazi all’aperto in funzione anche a cena…vediamo se almeno così si potrà parlare anche di quei settori che non hanno potuto aprire nemmeno quando, durante la scorsa estate, loro lavoravano a pieno regime. Se poi si può evitare di occupare anche le autostrade, sarebbe cosa gradita!

La ripartenza dunque, il riavvicinamento alla normalità, la socialità che torna a far parte delle nostre vite. Ma esiste qualcuno in questo paese che pensa che le cose non ripartiranno come per magia? Possiamo ad esempio dire che ricominciare dopo tutti questi mesi non sarà facile come accendere un interruttore? Nel frattempo però si tolgono ristori, sussidi, aiuti, ma nessuno dice niente. E’ un insulto dire che prima di tornare alla normalità vera non si possono togliere gli aiuti a quei settori che sono stati chiusi per mesi? I teatri ad esempio non saranno in grado fin da subito di mettere in programma spettacoli perché una rappresentazione non la si inventa dalla sera alla mattina. Una stagione teatrale normalmente la si progetta con almeno 12 mesi di anticipo, non con 12 ore! Nel settore sportivo poi, le iscrizioni per prendere parte ai campionati ci sono tra luglio ed agosto, ma poi l’attività dura da settembre a giugno! Vabbè lasciamo stare, mica serviamo la carbonara noi!

Il decreto sulle riaperture in questione tra l’altro, ha innescato un corto circuito istituzionale che non vedevamo da tempo. Le Regioni contro il Governo, i ministri che non votano il decreto che hanno appena licenziato, i Governatori che accusano il Premier di voler aprire le scuole troppo presto (effettivamente i nostri ragazzi hanno perso pochissimi giorni…..) denunciando la mancanza di un piano di trasporti pubblici quando sono loro stessi ad esserne i gestori! Senza contare poi che, non più tardi di un anno fa, stavamo già parlando del nodo del trasporto pubblico ed anche io su questo blog avevo accusato l’ex Ministro Micheli per le sue mancanze. Avete capito? Sono passati 12 mesi e la questione è sempre sul tavolo! Una crisi istituzionale che sembra di difficile ricomposizione anche per la disomogeneità della compagine governativa in cui la Lega occupa i ministeri ma nel contempo fa anche opposizione.

In mezzo a questo marasma poi, sta per scadere anche il termine per la presentazione del PNRR che disegnerà l’Italia dei prossimi decenni grazie ai miliardi del Recovery Fund. Mentre alcuni paesi europei, come il Portogallo, hanno già presentato a Bruxelles il piano ed altri stanno invece discutendolo in Parlamento, da noi si conoscono solamente le veline passate ai giornali da Draghi and company. La forza politica (si elettori di Italia Viva sto parlando a voi!!) che aveva buttato giù Conte perché il piano non veniva discusso nelle sedi parlamentari è nel frattempo diventata completamente afona: saranno queste temperature invernali in primavera! A meno di una settimana dal termine per la presentazione, il Parlamento non è ancora stato chiamare a discutere il piano, non ha ancora a disposizione il testo e dunque non avrà certamente il tempo necessario e sufficiente per discutere, emendare ed approvare il progetto. Se a ciò si somma che stanno lavorando al piano quasi solamente i ministri tecnici scelti direttamente da Draghi, siamo o no di fronte all’usurpazione della funzione politica e parlamentare dei nostri rappresentanti? Com’era la storiella della necessità che tutti contribuissero alla scrittura del piano perché altrimenti era uno sfregio alla democrazia? Poi magari vi racconterò anche la leggenda dei commissari che verranno messi a capo di ogni singolo progetto…. Scommettiamo che saranno quasi tutti tecnici provenienti da multinazionali che hanno interessi nel settore?

In questi giorni di arrabbiature e scocciature però, ho avuto anche modo di vedere un film che vi consiglio: “Pelé”. La pellicola è troppo breve per raccontare l’avventura di questo fenomeno, è per quasi metà incentrata sui Mondiali di Svezia, ma ne tratteggia molto bene l’adolescenza e sottolinea giustamente l’occasione di riscatto che questo sport meraviglioso offre ed ha offerto a tanti ragazzi che sono partiti dalla strada. Non mi è però piaciuto il racconto della finale di quel campionato del mondo: alcuni fermo immagine dei protagonisti fanno ricordare più Holly e Benji che altro, mentre credo che sarebbe stato di forte impatto emotivo inserire video originali per mostrare ai ragazzi di oggi ciò che Pelé riusciva davvero a fare su di un campo da calcio. Resta comunque un film da vedere e far vedere anche ai bambini per permettere loro di riflettere su quanto lavoro e quanti sacrifici si debbano fare per ottenere risultati importanti e quanta strada sia stata fatta anche solo dal punto di vista tecnologico in 60 anni grazie allo studio ed alla ricerca.

Alla prossima pagina del mio diario!

Diario di un cassintegrato – parte ventesima

Le settimane si susseguono incessantemente. Passano le stagioni, passano le ricorrenze (ho festeggiato il secondo compleanno consecutivo in zona rossa), passano le feste comandate (nuovamente la Pasqua a casa con i bambini che non vedono nonni, zii, cugini se non per rapidissimi scambi di auguri), scorre anche con drammatica costanza il tempo senza avere prospettive di ricominciare a lavorare con continuità.

Anche stavolta infatti, si sono premurati di non farmi stancare troppo facendomi lavorare solamente il mercoledì, in modo da avere anche il tempo per recuperare le energie spese….A parte gli scherzi, la situazione inizia ad essere difficilmente digeribile per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto perché i risultati di queste chiusure sono scarsi e si vedono molto lentamente! Se facciamo sacrifici, chiudiamo e riapriamo a singhiozzo (in realtà nel nostro settore  da ottobre non abbiamo mai nemmeno provato a ricominciare), ma i dati migliorano quasi impercettibilmente significa che c’è qualcosa che non và…o mi sbaglio?

Non voglio dilungarmi ulteriormente sulla campagna vaccinale nazionale in atto di cui ho già scritto qui, ma vorrei spendere una parola su ciò sta avvenendo in Toscana. E’ chiaro che qualcosa non abbia funzionato, perché i numeri sono le uniche cose neutrali che non possono essere interpretate faziosamente. La gestione della vaccinazione agli over 80 è stata letteralmente disastrosa tanto che la nostra regione è la penultima in tutta Italia per numero di immunizzati in questa fascia di età, ma negli settori della popolazione la Toscana è posizionata all’apice della graduatoria. Il problema però è generale ed è molto più grande della gestione Giani, che comunque deve essere assolutamente corretta: sono alcuni giorni ormai che l’Hub più grande della Toscana, quello del Mandela Forum a Firenze, è chiuso perché non ci sono dosi di vaccino da inoculare. Ed allora, caro Generale Figliuolo, abbiamo piani alternativi? Perché giustamente, e ripeto giustamente, non si riapre perché la salute viene prima di tutto, ma intanto la cassa integrazione Covid non la rinnovate, i licenziamenti dal 30 giugno vengono sbloccati (come confermato dal Premier Draghi nell’ultima conferenza stampa)….dunque cosa dovremmo fare noi operatori di quei settori chiusi da più di 1 anno in maniera pressoché continuativa?

Una piccola riflessione poi la merita anche questa benedetta zona rossa…o rossa relativa per scimmiottare il buon Tiziano Ferro. Io francamente tutta questa differenza tra la zona arancione e quella rossa non l’ho notata se non nella chiusura della società sportiva presso la quale accompagnavo mio figlio più grande. Certo, è vero, al mercato (zona all’aperto!!) sono rimasti solamente i banchi alimentari, i barbieri, i parrucchieri ed i centri estetici sono chiusi, ma le persone a giro sono realmente diminuite? E tornando ai bambini, i nostri amministratori dove pensano che vadano dopo aver fatto 8 ore di scuola? Con le società sportive chiuse, con i centri ricreativi chiusi, con le attività collaterali pomeridiane chiuse, forse andranno ai giardini a fare esattamente ciò che farebbero, in sicurezza, nelle strutture che non possono più rimanere aperte? Come mai se i ragazzi vanno in una società sportiva, che magari per riaprire ha investito tanti soldi nel conta-persone, nelle mascherine, nel rilevatore di temperatura etc, devono fare sport individuali a distanza mentre invece ai giardini trovano tutto aperto per fare lo sport in gruppo? Quale sarebbe la logica secondo la quale ai giardini, magari con la mascherina abbassata, a giocare autonomamente a calcio o a basket non ci si infetta ed invece in un gruppo sportivo all’aperto sotto il controllo di un istruttore invece ci si trasmette il virus?

In attesa che qualcuno “voglia trovare un senso anche se un senso non ce l’ha” (citazione dell’eterno ed immenso Vasco Rossi), chiudo con il consiglio della settimana. In un momento così triste, grigio e nebuloso, credo che la miglior terapia sia quella della risata e del buonumore! Ed allora, su Prime Video (canale di Amazon) non potete perdervi “LOL, chi ride è fuori!”. La trasmissione verte su di un cast di 10 comici che devono rimanere per 6 ore chiusi in un ambiente senza poter ridere di fronte ai vari sketch e battute degli avversari. Devo dire che erano mesi che non ridevo così tanto per un programma televisivo o per un film; e ciò è dovuto non solo alle battute ed alle gag dei bravissimi interpreti, da Elio a Frank Matano fino a Lillo, Angelo Pintus e Caterina Guzzanti, ma anche per gli espedienti che gli stessi escogitano per non ridere alle interpretazioni altrui. In un momento come questo, una boccata d’aria assolutamente necessaria!

Alla prossima puntata del diario!  

Diario di un cassintegrato – parte diciannovesima

E’ stata una settimana difficile, psicologicamente una delle più difficili dell’ultimo anno.

La diminuzione dei giorni lavorati dopo i primi timidi segnali di ripartenza, hanno probabilmente risvegliato e riportato in superficie ansie e paure che negli ultimi mesi ero riuscito a governare. La rinnovata dimensione delle giornate vuote ha avuto un effetto da detonatore che sono comunque riuscito a gestire seppur con qualche difficoltà in più. Le lunghe passeggiate, le sedute di jogging stanno ormai diventando anch’esse un’abitudine, sicuramente piacevole, ma comunque ripetitiva e la sempre maggiori difficoltà di trovare qualcuno che condivida la tua situazione non migliora certo la situazione. Fortunatamente la cassa integrazione continua ad arrivare regolarmente e dunque posso ritenermi fortunato, ma l’aspetto psicologico inizia a pesare.

L’avvicinamento poi alla data del 30 giugno, quella in cui il governo Draghi farà decadere il blocco dei licenziamenti, non aiuta certo a rasserenare la situazione, ma alcuni studi usciti questa settimana mi fanno sentire meno solo. Secondo un’indagine del Censis svolta tra i lavoratori dipendenti, 4 milioni e quattrocentomila persone hanno paura di perdere il proprio lavoro e se sommiamo ad essi quelli che invece temono “solamente” di vedere il loro salario ridotto, si arriva all’incredibile cifra di 10 milioni di italiani…ripeto 10 MILIONI!!! Un sesto della popolazione di questo paese vive in preda a questo sentimento e giustamente che si fa? Si apre ai licenziamenti….idea geniale da parte di un governo che sarà certamente illustre, preparato, inattaccabile nei fondamenti, ma quanto ad empatia ed a lettura dei sentimenti del paese è tra i più freddi ed algidi che io abbia mai visto. Rispetto al Premier Draghi ed a Franco (per chi non lo sapesse è il Ministro dell’Economia), anche Mario Monti era un trascinatore di popoli! E poi ci si domanda perché gran parte del Paese ha nostalgia del precedente Presidente del Consiglio? Seppur con tutte le sue inadeguatezze, con tutte le sue esagerazioni comunicative di conferenze stampa che cadevano sempre nell’ora di punta, Conte aveva la capacità di farci sentire comunità, di essere comunque guidati, di essere rassicurati. Tutte cose che per l’attuale premier Draghi sembrano inutili orpelli.

Nonostante qualche brutto pensiero, il lavoro su me stesso va avanti e sono ormai oltre la metà del corso di aggiornamento di Google (cioè questo). In aggiunta poi al lavoro che sto portando avanti sul blog, questa settimana sto partecipando ad una Challenge che si sta rivelando molto interessante. Negli ultimi mesi per svariati motivi, il mio utilizzo di supporti digitali, tra cui smartphone, tablet e PC è cresciuto a dismisura ed ha iniziato ad occupare anche dei momenti della mia giornata che invece dovrei dedicare alle altre persone oppure perché no a me stesso. Ecco allora che mi sono iscritto ad una Challenge (cioè ad una sfida) di Digital Detox, cioè ad una serie di comportamenti grazie ai quali si cerca di disintossicarsi dall’utilizzo ormai quasi compulsivo di questi mezzi digitali. Il semplice cambiamento di alcune abitudini quotidiane può farci riappropriare di momenti che normalmente spendiamo su internet, sui social, sulle chat. Togliere ad esempio tutta una serie di notifiche del telefono, smettere di appoggiarlo sulla tavola quando si pranza o si cena, non utilizzarlo più per leggere la sera prima di addormentarsi, aiuta a migliorare le interazioni con gli altri e la cura di sé stessi. In questi tempi in cui ormai tutto è mediato da un apparecchio, tornare a parlare con le persone senza farsi distrarre in continuazione dalle notifiche delle chat, è una bella boccata d’ossigeno. Vi consiglio di provarci! Vi piacerà!

Alla prossima puntata del diario!

Il diario di un cassintegrato – parte diciottesima

Un’altra settimana da cassintegrato è terminata e la situazione lavorativa, dopo un timido raggio di sole, è tornata ad abbuiarsi.

Nonostante qualche segnale di ripresa delle attività apicali che organizziamo, l’azienda ha prorogato la cassa integrazione e lo ha fatto utilizzando termini e regole ancora più stringenti che in precedenza. Dalla prossima settimana infatti, forse perché ci ha visto stanchi(?!?!), non saremo più chiamati a lavorare due giorni, ma uno solo sui cinque previsti. Tale situazione sembra purtroppo destinata a durare alcune settimane e se sommiamo questa novità con lo sblocco dei licenziamenti nelle aziende più grandi dal primo luglio in poi, certo non si può dire che la condizione dei lavoratori dei settori più colpiti dalla crisi pandemica sia serena. Purtroppo l’idea del governo è che fino al 30 giugno si garantisce il posto di lavoro, poi il mercato farà la propria corsa come se la crisi non fosse dovuta al Covid ma ad una cattiva programmazione o all’incapacità di aziende e lavoratori di svolgere le loro rispettive mansioni.

Nonostante questo, il mio aggiornamento on line continua e con esso anche la mia osservazione in merito al governo Draghi, quello dei cosiddetti migliori. Detto della fine del blocco dei licenziamenti, la notizia che questa settimana mi ha colpito maggiormente è quella relativa all’arrivo della cosiddetta pacificazione fiscale. Normalmente quando si usa un sostantivo davanti alla parola fiscale, dietro si nasconde una fregatura ed infatti….per utilizzare la lingua italiana, nel prossimo “decreto sostegno” si annida un gran bel condono tombale per tutte le cartelle fino a 5.000 euro per coloro i quali abbiano un reddito fino a 30.000. Proprio quello che ci voleva in un momento come questo! Continuiamo a premiare i furbi e poi, mi raccomando, lamentiamoci che mancano i soldi per la sanità, la scuola, le forze dell’ordine etc etc! Senza considerare inoltre il messaggio devastante che si offre al Paese in un momento in cui si avrebbe bisogno di pace sociale, di un fronte comune impegnato per lottare contro il Covid, per fare avanzare la vaccinazione, per far ripartire l’economia. Ed invece mettiamo ancora una volta gli uni contro gli altri, i furbetti contro quelli che hanno sempre pagato, i garantiti contro i precari e chi più ne ha più ne metta. Se un tale condono lo avesse fatto un governo a guida Berlusconi o Conte, avremmo i giornaloni a fare la battaglia a reti unificate per la moralità e la fedeltà fiscale, ma poiché questa idea geniale è partorita dall’esecutivo dell’ex Presidente della BCE tutti zitti ed in coperta. Mamma mia che pena! Quanta disonestà intellettuale, quanto in basso è caduto il giornalismo politico italiano!

La notizia più bella della settimana è la fine della quarantena dei miei bambini!! Il più grande, dopo settimane di didattica a distanza, è stato molto coraggioso nell’affrontare il tampone, il più piccolo è riuscito a sfidare una clausura lunga venti giorni con una serenità che ha dato forza anche a me ed a mia moglie per superare questa nuova prova così dura. La gioia che ho visto nei loro occhi quando abbiamo potuto finalmente tornare ai giardini a giocare con gli amici, mi permette di immaginare ciò che stanno provando tutti i bambini ed i ragazzi in questo periodo così probante. Torno ancora una volta a ribadire che sono convinto si stia sottovalutando l’impatto psicologico che questo stravolgimento sta avendo, ha avuto ed avrà su questi ragazzi nel loro sviluppo psico-fisico.

Chiudo la mia pagina di diario con il consueto consiglio che stavolta interessa un libro ed in questo caso un libro divertente (o che lo dovrebbe e/o vorrebbe essere). Lo scritto in questione si intitola appunto “Libro” ed è di Maccio Capatonda, un volto noto soprattutto per le sue gag esilaranti fatte in video spesso brevi, tipo clip musicali. Il libro è un’autobiografia in cui l’autore racconta la propria vita con diversi particolari mescolando battute, capitoli più seriosi ed episodi curiosi. Il libro scorre via abbastanza velocemente ma sinceramente a me non è piaciuto molto. Probabilmente l’attesa che avevo nei confronti del volume era errata a fronte di ciò che invece Maccio Capatonda voleva comunicare. Mi aspettavo infatti di ridere, di divertirmi, di passare delle belle ore spensierate, mentre in realtà il volume non è poi così divertente. Credo sinceramente che Capatonda sia più bravo nelle produzioni e nelle gag televisive che nella scrittura soprattutto perché il libro non convince né nella pura narrazione, né nell’istinto comico anche se dobbiamo riconoscere che l’idea di chiamare il volume “Libro” e di offrire ai lettori addirittura le istruzioni per aprirlo e leggerlo è un’idea semplicemente geniale.

Alla prossima puntata del diario!

Il diario di un cassintegrato – parte diciassettesima

E’ una settimana decisamente diversa quella che sto vivendo. Finalmente tutti gli sforzi di guardare positivo, la voglia e la disponibilità di reinventarsi, l’aver smesso di piangersi addosso, sembra iniziare a pagare. Sono infatti impegnato quattro giorni al lavoro ed anche se forse sarà solo per questa settimana, è giusto guardare il bicchiere mezzo pieno e prendere il meglio da ciò che accade.

Ecco allora che, insieme a gran parte dei miei colleghi, stiamo investendo il nostro tempo e le nostre energie per organizzare delle spedizioni per le nostre affiliate sperando che sia un segno concreto di ripartenza. Nel frattempo, anche se l’Italia si avvicina a grandi passi verso la zona rossa, una piccolissima parte delle manifestazioni del nostre settore si avviano a ricominciare tra mille difficoltà e dubbi, ma intanto si inizia a rimettere in moto la macchina. Ci vorranno mesi, forse anni, per tornare alla normalità ma ormai non vale più la pena guardare a quando accadrà, ma solamente cercare di creare le condizioni affinché accada.

In mezzo a germogli di speranza, questi ultimi giorni hanno però portato un velo di tristezza sulla mia famiglia. La cara Maia, la cagnolina extraterrestre con uno straordinario attaccamento alla vita ed una forza proveniente da un altro pianeta, ci ha purtroppo lasciati.

Nel frattempo poi, i nostri bambini sono nuovamente chiusi in casa in quarantena e con la variante inglese tra l’altro i protocolli sono cambiati e si sono irrigiditi ulteriormente; saremo dunque in allegra compagnia almeno fino a dopo la metà di marzo… sempre che nel frattempo non decidano, come pare, di chiudere nuovamente tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il danno che i bambini, i giovani ed i ragazzi in genere stanno subendo da questa situazione è inimmaginabile per coloro i quali non siano a contatto con loro quotidianamente. Stanno perdendo socialità, cultura, divertimenti, sport, conoscenza: credo che questo sia il salatissimo prezzo da pagare per le future generazioni.

In questo turbinio di emozioni e riassestamenti, la mia ricerca di aggiornamento e formazione non si ferma ed allora per questa settimana ho deciso di consigliare un corso veramente interessante che ho scoperto grazie al mio amico cassintegrato di lungo corso Leo. Lui proprio come me sta cercando di far fruttare questo periodo di forzato allontanamento dal lavoro per cercare di allargare i propri orizzonti e le proprie conoscenze in modo da restare attivo e sempre alla ricerca di possibili alternative e, proprio per questo, sta seguendo il corso che mi ha consigliato. Il futuro volge sempre più verso la digitalizzazione del lavoro sia per le persone che lavorano nel privato che per quelli che lavorano nel pubblico. Stessa cosa dicasi per titolari di negozi o venditori che grazie al web, ai siti, ai social network, all’e-commerce possono reinventare il proprio modo di lavorare anche e soprattutto in periodi come questo in cui è necessario riorganizzarsi. Poiché come vi ho raccontato non ero mai riuscito a trovare posto nei vari corsi gratuiti a cui mi ero iscritto, devo ringraziare Google perché mette a disposizione di tutti un corso di formazione ed aggiornamento sul web gratuito e che rilascia un’attestazione che può essere anche inserita nel curriculum vitae. Dopo aver iniziato a frequentare a spron battuto, le varie vicissitudini mi hanno un po’ frenato ma sono arrivato a circa un quinto del percorso formativo e dunque credo di poterne parlare a ragion veduta. Il corso è articolato su più lezioni, basta avere un account Gmail e per iscriversi si deve utilizzare questo link https://learndigital.withgoogle.com/digitaltraining/courses

Ogni argomento viene trattato in più lezioni con video di massimo 5 minuti al termine dei quali si affronta un piccolo questionario che deve essere superato per poter proseguire. I temi affrontati variano dalla costruzione di un sito all’utilizzo dei social, dalla presentazione della propria attività all’uso del linguaggio, ma a fare la differenza è il modo in cui tali tematiche vengono proposte. Si utilizzano termini alla portata di tutti spiegando il significato dei tecnicismi o delle parole inglesi. Il fatto poi di avere di fronte video brevi permette di ascoltarli nuovamente in caso di dubbi, ma anche di interrompere in ogni momento. Insomma un ottimo modo per ampliare le conoscenze, rimanere con il cervello allenato ed aggiornare il proprio modo di lavorare e di presentarsi al mondo esterno. In più è gratuito e si può fare da ogni dispositivo con il proprio account Gmail. Che chiedere di più?  

Alla prossima puntata del mio diario!!

Il diario di un cassintegrato – parte sedicesima

I governi cambiano, i sottosegretari anche, ma il nostro settore sportivo resta chiuso a doppia mandata. E dopo la formazione del nuovo governo, rimane anche senza rappresentante governativo e senza l’assegnazione delle deleghe. Insomma, becco e bastonato!

Nel frattempo Draghi e la sua compagine hanno emanato il loro primo DPCM (com’era la storia del vulnus alla democrazia?) che resterà in vigore fino al 6 aprile, dunque avrà effetto anche sulla Pasqua. Al di là di alcuni aggiustamenti, come ad esempio il cambio di colore che scatta il lunedì anziché la domenica, mi sembra di poter dire che il nuovo esecutivo si sta muovendo in sostanziale continuità con il precedente. Mantenuta la divisione del paese in colori, le due settimane necessarie per migliorare la fascia regionale, il coprifuoco alle 22,00 e le limitazioni agli sport, alle fiere, ai congressi, agli avvenimenti che possono scatenare possibili assembramenti. Ciò che invece è cambiato, è il rapporto con la scuola: sia in zona rossa, che in quella arancione rafforzata, tutti gli alunni verranno mandati a casa in didattica a distanza e stavolta, udite udite, non sarà colpa di Azzolina. Stride particolarmente il mantenimento dei centri commerciali aperti e la chiusura delle scuole quando siamo stati mesi a discutere degli effetti nocivi della DAD sui nostri bambini e giovani. Adesso però, come per magia, cambiato il Ministro dell’Istruzione, cambiato il Premier, si può chiudere senza problemi ed è lecito anche iniziare a discutere del possibile prolungamento dell’anno scolastico fino al 30 giugno. In questa settimana poi, c’è anche il Festival di Sanremo ed il turno infrasettimanale della Serie A, quindi si può fare tutto ed il proprio contrario che tanto non se ne accorge nessuno!

Nel frattempo, anche per questa settimana, al lavoro sono impegnato due giorni ma non mancano certo le cose da fare. Il blog mi impegna molto, venerdì sarò nuovamente ospite come opinionista nella trasmissione “Minuti di recupero” su ATSPORT 24  e, nel frattempo, ho appena iniziato un corso di aggiornamento di cui vi parlerò nel prossimo appuntamento.

Adesso invece vorrei parlare di una cosa che reputo gravissima, accaduta in questi giorni davanti al carcere di San Gimignano, la cui notizia trovate qui. Credo sia assolutamente indegno che il capo della prima forza politica italiana (stando ai sondaggi), si lasci andare ad affermazioni tanto gravi quanto inesatte, stando alla sentenza di primo grado del processo a carico di queste guardie carcerarie. Non si dovrebbero mai commentare le sentenze, né parlarne prima del verdetto definitivo, ma non si può nemmeno tacere l’indegna campagna pubblicitaria che Salvini sta ormai conducendo da mesi a favore di rappresentanti dello stato che, a detto del primo verdetto, avrebbero pestato e torturato un detenuto del carcere di San Gimignano. In questo paese si iniziano a conoscere troppi casi del genere: dal povero Stefano Cucchi, la cui eco è arrivata fino al cinema grazie anche alla splendida interpretazione di Alessandro Borghi nei panni della vittima, a quello di Magherini fino al caso Aldrovandi, troppe volte agenti colpevoli hanno trovato connivenze e coperture negli apparati dello stato. Non abbiamo proprio bisogno che ci sia anche un megafono politico che provi ad ostacolare il raggiungimento della verità in questi casi: nessuno chiede vendetta, ma almeno giustizia sì e quella la si può trovare solamente nelle aule dei tribunali e non nelle conferenze stampa di qualcuno che cerca solamente di lucrare elettoralmente su qualunque cosa accada.

Gli impegni sono tanti, i temi da trattare pure, ma l’angolo del consiglio settimanale non può proprio mancare! Ed allora oggi si torna al cinema con un titolo che si può tranquillamente vedere su RaiPlay (dunque senza spendere un centesimo). Il film di cui parlo è “Il primo re”, la rivisitazione in chiave epica del rapporto tra Romolo e Remo fino alla nascita di Roma. E’ un film avvincente, che nonostante le oltre due ore di durata, vola via in un amen tenendovi incollati allo schermo. Per coloro i quali sono soliti impressionarsi per lo spargimento di sangue, non è un film adatto, ma la prova dei due protagonisti Alessandro Borghi e Alessio Lapice è veramente convincente. La pellicola ha bisogno di essere seguita senza distrazioni poiché ha i sottotitoli dal momento che gli attori recitano in latino arcaico, ma l’ambientazione e la storia appassionante ripaga ogni singolo sforzo. Provate a guardarlo e magari ditemi cosa ne pensate!

Alla prossima puntata del diario per parlare del mio nuovo corso di aggiornamento e non solo!