Il buono, il brutto, il cattivo

ISTANBUL BASAKSEHIR – FIORENTINA = 3 – 0

Blackout: oscuramento totale.

Dignità: Rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di sé stesso.

Ho cercato su diversi dizionari il significato delle prime parole che mi sono venute in mente quando ho provato a rivedere nella mia testa, con calma, la gara di ieri sera ed ho deciso di fotografarla partendo da due domande: cosa ha la Fiorentina e cosa manca ai viola in questo momento? Certamente la squadra di Vincenzo Italiano vive in un momento di blackout, di assenza completa di connessione tra il tecnico siciliano ed i calciatori. In questo momento non riesce niente, il gol non arriva, gli errori dei singoli sono macroscopici, la reazione alle avversità è del tutto inesistente. Tutto ciò che nella scorsa stagione funzionava, adesso sembra impossibile: manca voglia di proporre gioco, tutti gli avversari sembrano avere più velocità, ritmo, maggiore aggressività e voglia di lottare. L’imprevedibilità del gioco corale viola è dimenticata e le mosse del mister appaiono sempre le stesse, leggibili e stantie come un libro iniziato tante volte e mai terminato. Insomma un blackout totale!

Tra le tantissime cose che invece mancano alla Fiorentina a tutti i livelli, dalla società fino all’ultimo dei calciatori, al primo posto c’è la dignità. La partita di ieri sera ha denotato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti della città, dei tifosi, della piazza, ma anche nei confronti di loro stessi: non è possibile che nessuno abbia messo la faccia sulla figuraccia della squadra! A parte il capitano Biraghi, Barone lo abbiamo visto prima della gara dire che Italiano ed i ragazzi avevano preparato bene la partita, Pradé probabilmente è ancora a piangere dagli arbitri, Commisso sarà ad aspettare la squadra ai campini, il mister ha ammesso di non avere al momento soluzioni. Se il problema, come molti dicono, è ritrovare l’unità di intenti ed un comune modo di lavorare, un bel ritiro non usa più?

IL BUONO

  • Amrabat: uno dei pochi che corre, lotta e ringhia fino all’ultimo su tutti i palloni. Certo non sarà un palleggiatore fine o un costruttore di gioco, ma su di lui si può sempre contare anche quando gioca fuori ruolo. Schierato in mezzo alla difesa, dimostra di poterci giocare senza troppe ansie, anche se la sua assenza in mezzo al campo fà retrocedere il baricentro viola di almeno 20 metri. Al momento imprescindibile.
  • Biraghi: qui non si giudica la prova in sé ma le dichiarazioni rilasciate a fine gara. L’unico a rendersi conto della situazione, l’unico a rappresentare la vergogna provata dai tifosi e dalla città. Sarà per questo che è il capitano?

IL BRUTTO

  • Ikonè: un uomo in preda ad una crisi di nervi. Non gli riesce più niente, commette errori incredibili sia dal punto di vista tecnico che tattico, cerca di strafare invece di giocare semplice. Dopo lo svantaggio si trasforma in Bruce Lee e si becca il meritato cartellino rosso. Bonus psicologo?
  • Mandragora: se lui è il sostituto di Torreira, io mi candido per la maglia di Maleh. Non imposta il gioco, non viene mai a chiedere la palla, non filtra davanti ai centrali di difesa tanto che talvolta si ritrova addirittura dietro ad Amrabat…. Aridatece quello vero!!!
  • Cabral-Jovic: non so se sia più comico il tiro del serbo del secondo tempo o lo stop in mezzo all’area del brasiliano nel primo. Continuano a deludere non solamente perché non trovano la rete, ma anche per l’atteggiamento con cui stanno in campo. Anche ieri il mago nato in Germania propone la staffetta cosicché quando i viola vanno sotto nel risultato, non è possibile vederli giocare insieme, giusto per togliere loro l’ultimo alibi. Sonno profondo.
  • Gollini: quando è arrivato a Firenze questa estate, mio figlio Niccolò mi ha fatto ascoltare le sue canzoni ed ho pensato…. menomale para meglio di come canta!!! Ecco, dopo ieri sera non ne sono più così convinto. Assenza di reattività sul primo gol, indecenza tecnica mista a supponenza sul secondo, zero esplosività sul terzo. Anche per quest’anno, Terracciano titolare!

A voi per i commenti ed a più tardi per i pronostici!!

Il governo dei migliori (?)

Il Conte 2 è andato in soffitta ed adesso ci apprestiamo ad essere governati dalla squadra scelta da Mario Draghi, il salvatore della Patria. Non starò a scrivere la lista completa dei ministri che potete trovare qui ma mi interessa soffermarmi su alcuni aspetti della compagine.

La caratteristica più dirompente credo sia la connotazione politica apartitica dei ministri che dovranno gestire i soldi del Recovery Fund e dovranno emendare o magari stravolgere il piano che il governo Conte aveva già in gran parte preparato. Se andiamo a vedere le aree più interessate dalla trattativa con l’Unione Europea, scopriamo che i ministri che gestiranno i fondi sono tutti tecnici: Franco, Cingolani, Giovannini, Colao saranno chiamati ad allocare circa il 70% delle risorse del Recovery e sono tutti personaggi fuori dai partiti. Questo è il segno più lampante del fallimento di una classe dirigente che, pur di continuare nelle lotte personalistiche, si è spogliata dei suoi poteri e li ha ceduti ad altri. Un bel risultato per quella forza politica che ha aperto la crisi perché voleva la centralità del Parlamento sulla destinazione dei fondi europei!!

Altro aspetto curioso è il ritorno del manuale Cencelli: tutte le forze politiche che sostengono il governo sono state accontentate con uno strapuntino più o meno grande e chi magari ha qualcosa da recriminare verrà ripagato adesso con il giro dei vice ministri e dei sottosegretari. Il governo Draghi si appresta a riscuotere la più ampia fiducia della storia repubblicana (tutti dentro tranne Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana), ma gli appetiti devono essere saziati ed in questo Draghi è stato un perfetto equilibrista. Certo se questo esecutivo doveva aprire una porta verso il domani, sembra più un bel salto all’indietro che non un passo verso il futuro. Tra l’altro poi trovo assolutamente incredibile che il nuovo Presidente del Consiglio non abbia ancora proferito verbo sul programma: capisco l’importanza dell’unità nazionale nei momenti difficili, ma sentirsi dire che ci stanno tutti senza aver minimamente capito quale sia anche una minima idea di futuro del paese non è molto rassicurante. Ricordo che fino a soli 10 giorni fa, i partiti avevano bisogno della visione del futuro, di sapere quale sarebbe stata l’Italia tra 50 anni, avevano necessità di un cronoprogramma con scadenze prefissate….ed ora col salvatore della patria diamo carta bianca ad un governo i cui tecnici gestiranno quasi tutti i fondi europei?

Devo poi ammettere che alcune scelte all’interno della squadra appaiono sconcertanti. Ad esempio affidare nuovamente la gestione della Pubblica Amministrazione a Brunetta credo sia un errore: il Senatore di Forza Italia aveva già ricoperto l’incarico nel 2008 ed aveva tentato alcune riforme contrastate fortemente dai lavoratori e dai sindacati. Le sue uscite poi, sono spesso risultate eccessive e dunque rimetterlo proprio a capo di quel ministero, seppur senza portafoglio, appare quasi una provocazione. Stesso discorso si può fare per Gelmini che, dopo aver firmato una delle peggiori riforme della scuola dell’era repubblicana ed aver inanellato gaffe quasi come Toninelli, adesso rientra nel governo a gestire gli affari regionali. Viste le difficoltà quasi quotidiane dei rapporti tra stato centrale e governi regionali, una figura più condivisa e conciliante sarebbe stata consigliabile. Torna poi a capo di un ministero anche Erika Stefani della Lega, già impegnata anche nel Conte 1, molto conosciuta per le prese di posizioni molto pesanti contro lo Ius Soli e contro la politica di integrazione in genere. Non si scollano poi dalla poltrona Dario Franceschini, immarcescibile uomo buono per tutte le stagioni del PD e Luigi Di Maio, il barricadero alla camomilla, colui che ha sconfitto la povertà e che con la Lega, il PD o Draghi sempre al governo sta (ed ho fatto pure la rima!). Fa sanguinare il cuore poi la cancellazione del Ministero dello Sport. Già per molti anni questo dicastero non era stato presente all’interno delle compagini governative, ma in un momento così difficile per lo sport di base e per le migliaia di società che quotidianamente sul territorio si adoperano per tenere insieme la nostra società, questa è una coltellata al cuore che denota la completa mancanza di attenzione verso questo mondo.

Detto dei Ministri, credo sia necessario anche fare una rapida analisi politica che sorge dai primissimi giorni del nuovo esecutivo. Certamente si assiste ad un’inversione a U dal punto di vista comunicativo: pochi social, poche dichiarazioni, nessuna passerella. In questo vuoto però, c’è già la corsa a riempire questi spazi cercando di spararla sempre più grossa. Primo esempio è stato fornito dalla gestione delle chiusure degli impianti sciistici sulla cui giustizia e liceità non sto qui a discutere. Ciò che però appare fin da subito chiaro è che la Lega continuerà a bombardare da dentro per paura di perdere voti a destra da Fratelli d’Italia ma senza avere il coraggio di colpire il nuovo Presidente del Consiglio. In tre giorni il partito di Salvini ed il neo ministro Garavaglia hanno chiesto la rimozione del Comitato Tecnico Scientifico, del Commissario Arcuri e di Speranza: non sarebbe male avvertire la Lega che adesso fa parte del governo e dunque la responsabilità decisionale si condivide con gli altri! Senza un chiarimento veloce sarà dura gestire una maggioranza così variegata e lo sarà ancor di più quando si avvicineranno le elezioni del Presidente della Repubblica che potrebbero segnare anche la fine della legislatura.

In bocca al lupo al premier Draghi ed al governo (che doveva essere) dei migliori!

Diario di un cassintegrato – parte decima

Una settimana scoppiettante, tanti avvenimenti, qualche giorno di lavoro in più ed una bella crisi di governo di cui tutti sentivamo la necessità! E per non farci mancare nulla, il consiglio della settimana.

Cerchiamo dunque di fare ordine e di iniziare dalle cose più importanti: grazie all’infaticabile energia di un collega straordinario, stiamo gradualmente iniziando a lavorare con più continuità. Nelle ultime due settimane ho sempre lavorato tre giorni, ed anche la prossima sarò impegnato per lo stesso numero di giornate. Certo, bisogna essere elastici e pronti a reinventarsi! Le incombenze sono le più disparate, ma se la prendiamo nel modo giusto, anche questa è un’occasione di crescita! Lavorando poi, anche l’umore migliora e quell’amaro retrogusto di inutilità che abbiamo avuto in bocca per settimane tende a sparire.

La notizia della settimana però, è sicuramente l’iniziativa del senatore di Rignano sull’Arno che, in mezzo ad una pandemia ed una crisi economica gravissima, ha deciso di ritirare (dopo più di un mese di tira e molla) le proprie ministre dal governo. La decisione francamente, oltreché incomprensibile, è inaccettabile! Poiché non voglio essere frainteso, dico subito che trovo le motivazioni dell’ex Presidente del Consiglio assolutamente pretestuose. A quanto si è capito (o almeno per come ce l’hanno raccontata), la fiducia è venuta meno sulla stesura del Recovery Plan, sulla delega dei servizi segreti e sul modus operandi del capo del governo. Cercando di approfondire tali tematiche, mi sembra che il Recovery sia stato cambiato profondamente grazie al contributo di Italia Viva e non solo e, per stessa ammissione delle ministre dimissionarie, gran parte delle richieste siano state accettate. Quanto alla delega sui servizi segreti, credo che sia condivisibile la richiesta di affidarla ad un professionista come ormai consuetudine consolidata fin dal governo D’Alema: anche questa sollecitazione, condivisa nella maggioranza, era stata accolta da Conte. L’accusa sinceramente più incredibile è però quella sul modus operandi poco democratico del Presidente del Consiglio. Posto che credo effettivamente sia stato eccessivo il ricorso ai DPCM anche quando si sarebbe potuto fare altrimenti, sentire queste accuse da Renzi appare veramente fuori luogo. Mi sbaglio o è lui che, da capo del governo, fece più volte uso del cosiddetto canguro per tagliare i tempi delle discussioni parlamentari? E’ la mia memoria che sbaglia, oppure il governo da lui presieduto arrivò addirittura a mettere la fiducia sulla riforma della legge elettorale? E nella discussione nelle commissioni parlamentari, non fu forse lui, insieme ai suoi sodali, a sostituire i rappresentanti del proprio partito perché critici con la linea portata avanti dalla dirigenza? Potrei andare avanti all’infinito, ma mi fermerò qua. La verità è che Renzi ha aperto la crisi per ritrovare centralità nel sistema politico italiano, tutto qua. Caro ex capo del governo, i veri problemi del paese sono altri!! Le priorità sono solamente due: sconfiggere la pandemia e far ripartire l’economia facendo ricominciare a lavorare tutti i settori, anche quelli che sono ancora fermi come il turismo, lo spettacolo, lo sport, le fiere, i congressi e tutti gli altri! Di questi giochetti siamo stufi, non ci interessano più!!! Vogliamo soluzioni ai problemi quotidiani, non stare dietro alle tattiche parlamentari!!

Mentre seguiremo con interesse l’evoluzione del quadro politico, vi lascio con il mio consiglio settimanale che stavolta ricade su un libro: “La congiura dei peggiori” di Andrea Scanzi. Regalatomi da familiari, sono sinceramente rimasto un po’ deluso da questo volume perché l’ho trovato un po’ troppo simile ai precedenti. Trovo Scanzi uno dei giornalisti più acuti del panorama italiano, uno che dice sempre quello che pensa con una tagliente vena ironica tipica di noi toscani. Questo libro però non mi ha smosso forti emozioni come, ad esempio, aveva fatto “I cazzari del virus”: mi è sembrata una carrellata a tratti divertente di tantissimi personaggi, ma non ho trovato quell’accuratezza né quell’approfondimento che avevo invece notato in precedenza. Il libro mi ha poi confermato l’idea che Scanzi funzioni molto più in video, a teatro o su un quotidiano anziché in un volume. Mi piacerebbe in futuro leggere qualcosa di più strutturato, che abbia un inizio ed una fine e non un semplice affresco di personaggi improbabili! Insomma, per chi non avesse letto i precedenti, consiglio di partire da quelli!

Alla prossima puntata!