Il buono, il brutto, il cattivo

HELLAS VERONA – FIORENTINA = 1 – 1

Se dovessimo guardare alla sola partita di stasera non potremmo non essere delusi. Dopo un girone di andata in cui la Fiorentina ha spesso deliziato il palato dei tifosi con prove entusiasmanti, la gara di Verona non può non non essere giudicata come insufficiente. Prove incolori di diversi interpreti, più di sessanta minuti incolori. Se però la consideriamo come l’ultima tappa di un girone di andata splendido, allora tutto cambia. La squadra viola gira a 32 punti in piena lotta per l’Europa…. cosa chiedere di più?

IL BUONO

  • Girone di andata : prestazioni, risultati, gol. La Fiorentina, che partiva dalla gestione Iachini e prima da quella Della Valle, dimostra di poter stare nella zona sinistra della classifica. Grazie ad un mercato azzeccato ed un allenatore pronto, veleggia nelle zone importanti della classifica dispensando anche bel calcio. Che abbia finito nel tempo la benzina? Se anche fosse, promossi a pieni voti!
  • Castrovilli : a parte il gol del pareggio, dimostra fin da subito di avere quella voglia che sembrava smarrita nelle ultime settimane. Finalmente ritrova il gol, un cenno di vita da un calciatore su cui tutta Firenze punta. Bentornato!
  • Il risultato: nonostante la squadra non abbia giocato una partita all’altezza, ha portato via un pareggio d’oro. Speriamo conti alla fine della stagione!

IL BRUTTO

  • Igor : semplicemente imbarazzante. Sbaglia sul gol di Lasagna e non solo. Spesso fuori posizione in fase difensiva, aiuta poco anche in fase di impostazione del gioco. Completamente fuori gara.
  • Terracciano: in occasione del palo di Faraoni non copre bene il primo palo (vedasi il gol di Cuadrado a Torino contro la Juventus), poi ripete l’errore anche nel gol di Lasagna. Con i piedi non si discute, ma per il resto...
  • Formazione iniziale : Igor centrale, Terzic a sinistra, i due esterni iper offensivi…mah! La Fiorentina soffre per un tempo e mezzo e trova il pareggio solo grazie ad una delle poche occasioni create. Due punti persi?

Ci vediamo presto al Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – MILAN = 2 – 3

Se non fossimo tifosi, potremmo dire che è stata una partita divertente, aperta ad ogni risultato, piena di ribaltamenti di fronte. Essendo però parte in causa di una squadra che continua a lottare per la salvezza, dobbiamo dire che usciamo da questa partita con una grande delusione addosso. Delusione non certo per la prestazione quanto per il risultato e per l’andamento delle occasioni e delle reti. La Fiorentina è purtroppo sparita dopo il gol del 2 – 1 ed ancora una volta ha dimostrato di non avere leaders riconoscibili che possano aiutare la squadra nei momenti di difficoltà, nelle occasioni in cui è necessario avere un condottiero che prenda per mano i compagni e li conduca ad un porto sicuro. E’ stata la sfida tra due tecnici, due uomini che erano, sono e resteranno sempre nel cuore di una città che li ha apprezzati innanzitutto per le doti umane e morali, e poi per quelle tecnico-tattiche.

Non troverete il mister Prandelli in nessuna delle due categorie poiché credo che la Fiorentina abbia giocato per 60 minuti una delle partite più convincenti della stagione grazie ad una disposizione ottimale e grazie alla qualità che è stata messa in campo. Credo però che alcuni cambi siano stati francamente discutibili (ad esempio aver rinunciato ad Amrabat anche nel momento di difficoltà quando Pioli ha messo in campo Bennacer) ma comunque il coraggio e la predisposizione al gioco mi sono piaciuti. Resta purtroppo l’amaro in bocca per la sconfitta finale che lascia invariato il vantaggio sulla terzultima: un pareggio non avrebbe scavato un solco fondamentale nei confronti del Cagliari, ma avrebbe dato una spinta psicologica notevole. Dopo la sosta dedicata alle nazionali, sarà necessario non sbagliare la trasferta di Genova contro i rossoblù per non ripiombare nelle sabbie mobili della lotta per la salvezza.

IL BUONO

  • La formazione iniziale: se Cesare Prandelli voleva dare un messaggio alla squadra, lo ha fatto con le scelte inziali. Una Fiorentina piena zeppa di qualità a costo anche di sbilanciarsi contro la seconda in classifica. Un solo centrocampista capace di fare filtro, Pulgar, e poi tutti insieme Castrovilli, Eysseric, Bonaventura, Ribery e Vlahovic. Insomma una rivoluzione copernicana se si pensa al 3-5-2 con Venuti e Caceres sugli esterni di centrocampo! Un chiaro messaggio che la squadra ha recepito giocando una partita gagliarda in cui la Fiorentina è stata sempre dentro la gara creando, segnando, certamente anche subendo, ma comunque dando dimostrazione di poterci provare in ogni momento. A tratti sembrava la Fiorentina del primo Cesare!
  • Pulgar: la punizione del primo gol è degna del centrocampista che giocava nel Bologna e che raramente abbiamo visto a Firenze. A parte la rete, offre una prestazione di sostanza in cui riesce, nonostante la forzata solitudine in mezzo al campo, a dare un equilibrio più che sufficiente alla squadra finché anche i compagni ci provano. Cala poi insieme a tutta la squadra, ma è uno degli ultimi ad arrendersi. Che si sia finalmente capito che è meglio quando gioca a due e non ha compiti di playmaker?
  • Eysseric: è vero, è in marcatura su Diaz nel gol del pareggio rossonero e perde la palla che dà l’inizio all’azione del 3 – 2 rossonero, ma vogliamo dimenticarci tutto ciò che il francese fa prima di questi episodi? Gioca una partita a tutto campo, limita per quanto è possibile Theo Hernandez, recupera tantissimi palloni e spesso li rigioca in modo intelligente. Tecnicamente ha un piede educato e fisicamente si danna l’anima fino al 90° anche da centrocampista centrale. Ritrovato, uomo in più per il finale di campionato!
  • Vlahovic: non segna, non ruba l’occhio, ma è protagonista di un nuovo passo in avanti nel proprio processo di maturazione. Contro una delle potenze del campionato, gioca una partita di sostanza lottando su tutti i palloni e propiziando anche il primo gol al Franchi di Ribery. Riesce finalmente a coprire il pallone come fanno i grandi attaccanti e, così facendo, scala altre posizioni nella top ten del calcio italiano. Da blindare.

IL BRUTTO

  • Letture della difesa viola: ci tornerò nel video di domani, ma i movimenti difensivi della coppia Milenkovic – Pezzella, uniti ad un Quarta difensore esterno, sono semplicemente da brividi. Nel primo tempo, il Milan riesce a trovare Ibrahimovic due volte alle spalle della difesa viola con palloni verticali di semplicissima lettura: lo svedese riesce a fare un gol ed a colpire una traversa con il minimo sforzo proprio per il cattivo posizionamento della retroguardia di Prandelli. Lavorarci a fondo è fondamentale!!
  • Martinez Quarta: nelle ultime settimane è stato spesso tra i migliori in campo, ma in questo caso lo dobbiamo mettere dietro la lavagna. Si dimentica di tenere la linea difensiva alta in occasione del primo gol ed in altre occasioni risulta svagato e disattento. Non riesce poi ad aiutare la squadra in fase offensiva come invece aveva fatto nelle ultime prestazioni, lasciando anzi spesso sguarnita la propria zona di competenza. Da rivedere.
  • Bonaventura: schierato da centrale in un centrocampo a 4, fatica tantissimo ad entrare nel vivo del gioco. Non riesce a fare filtro come dovrebbe e spesso tende a strafare cercando la soluzione personale dal limite dell’area. Patisce probabilmente la gara da ex col dente avvelenato, ma anche la posizione in campo non è probabilmente la più congeniale. Forza Jack, la salvezza passa anche dai tuoi piedi!

Ci vediamo domani su YouTube per l’approfondimento tattico…chissà se ci sarà Portobello!?!?!?