Poteva essere un’annata leggendaria: il bilancio viola

E’ stata la stagione del ritorno in Europa, della consapevolezza di una Fiorentina tornata su determinati livelli, dell’atroce sofferenza per le due finali raggiunte e perse. Non era cominciata nel migliore dei modi, con un mercato ancora una volta deficitario, pieno di scommesse (quasi tutte perse) e di calciatori fondamentali per l’idea di calcio di Vincenzo Italiano mai arrivati. Un inizio di stagione tribolato, con i due mesi iniziali deludenti a causa di una rosa martoriata dagli infortuni, mancante dell’esperienza necessaria per affrontare le tre manifestazioni ed un allenatore troppo testardo per provare a cambiare fin da subito il modo di giocare. Ecco allora un centrocampo a 3 con Amrabat regista e Mandragora mezzala, una (non) prima punta come Jovic lasciato a vegetare senza rifornimenti e senza compagni in appoggio nell’area avversaria, una difesa che imbarcava acqua tra papere di Gollini e topiche difensive che troppo spesso hanno visto protagonisti i difensori viola. Poi però, quando l’aria a Firenze stava per diventare irrespirabile (ricordate la batosta in Turchia?), ecco la svolta: la società che conferma Italiano, il mister che finalmente mette da parte l’ideologia del 4-3-3, gli infortunati che tornano a giocare (Nico no però perché lui doveva vincere il mondiale) e la Fiorentina che torna a somigliare, nei risultati anziché nel gioco, a quella della scorsa stagione. Dopo il Qatar poi, la fioritura definitiva con calciatori che giocano la miglior stagione in carriera (Biraghi), altri che si travestono da Benjamin Button (Bonaventura), altri che si ribellano al ruolo di eterno panchinaro per trasformarsi in gladiatore (Ranieri)! I viola iniziano a volare e, oltre a raggiungere le due maledette finali, tengono un ritmo da Champions League in campionato dove recuperano punti su quasi tutte le altre e mancano la qualificazione in Conference League solo per la contemporanea corsa su tre fronti. Resta poi la delusione tremenda di Roma, dove un’Inter più forte sembra quasi giocare al gatto col topo e segna quando alza il ritmo della contesa grazie soprattutto alla maggior qualità degli interpreti. Di Praga invece, preferisco non parlare perché la ferita è ancora aperta ma la mia rubrica in merito, credo sia esaustiva. Resta dunque una stagione esaltante guastata solamente dalle due finali perse, una stagione che ha però dimostrato che la squadra, il gruppo ed il mister meritano fiducia e soprattutto aiuto: alcuni se ne andranno, altri non saranno confermati ma Vincenzo Italiano e tutta la Fiorentina si sono guadagnati la possibilità di fare uno step ulteriore, quello di lottare ogni anno per l’Europa. Adesso tocca alla società, quella società che in questa stagione ha già dimostrato di essere cresciuta, di aver difeso il proprio allenatore ed i propri calciatori contro tutto e contro tutti: e con una città il cui cuore è tornato a pulsare forte per i propri colori, bastano gli innesti giusti per continuare a sognare!

STATISTICHE A CONFRONTO CON LA STAGIONE 2021-2022

Posizione finale:  8° (7° nel 2021-2022)

Punti:  87 (totali nelle manifestazioni) media punti 1,68 (62 media punti 1,63)

Vittorie: 29 (19)

Pareggi: 14 (5)

Sconfitte:  17 (14)

Gol fatti: 98 (59)              

Gol subiti: 65 (51)

Differenza reti: +33  (-8)

Capocannoniere: Cabral 16 (8 in campionato, 7 in Conference League, 1 in Coppa Italia) (Vlahovic 17 reti)

Assist man: Biraghi 13 (Nico Gonzalez 6)

Miglior gara dell’anno:

Chiaramente in questa sezione non ricorderò la partita giocata meglio o magari la più spettacolare, ma solamente quella che mi ha regalato più gioia e più emozione nella lunghissima stagione appena terminata. Ecco allora che la vittoria di Basilea è per me la fotografia della follia viola: una gara d’andata dominata ma persa per due disattenzioni (tanto per cambiare), un’impresa quasi disperata al ritorno contro una squadra che è nata ed allenata per difendersi e ripartire. In Svizzera però, la Fiorentina ha mostrato il suo lato migliore, quello di una compagine nata per imporre il proprio gioco senza chiedere il permesso a nessuno. Un gruppo granitico che crede nelle idee del proprio allenatore ed è pronto a buttarsi nel fuoco pur di raggiungere l’obiettivo attraverso il gioco. Tutti quelli che criticano l’atteggiamento dei viola in finale a Praga immagino abbiano avuto da ridire anche nella gara di Basilea in cui i viola hanno attaccato senza tregua anche durante i supplementari….immagino siano arrabbiati con Biraghi che ha messo in mezzo centinaia di palloni, con i centrocampisti che nell’azione del gol vittoria hanno affollato l’area avversaria, con il mister che ha chiesto alla squadra di crederci fino all’ultimo secondo! Io invece sono orgoglioso di una Fiorentina che è andata ben oltre i propri limiti grazie all’atteggiamento, alla mentalità, alla voglia di comandare il gioco. Ed il gol di Barak mi ha fatto piangere di gioia come non mi accadeva più da anni. Ecco perché Basilea resterà nel mio cuore per sempre!

Peggior gara dell’anno:

Se la semifinale è stata una gioia indelebile, la finale contro il West Ham ha rappresentato una pugnalata al cuore che ancora sanguina e lo farà chissà per quanto tempo. La Fiorentina ha gettato al vento un’occasione irripetibile chissà per quanti anni e lo ha fatto per un errore individuale che non può essere né compreso, né giustificato, né scusato. Igor, vero responsabile della sconfitta contro gli Hammers insieme a Mandragora (il gol fallito grida vendetta!), ci ha rubato un sogno che cullavamo dalla vergognosa finale di Avellino, quella in cui la Juventus ci prese Coppa e numero 10. La delusione è ancora più grande perché il tragitto della Fiorentina è stato costellato di cadute rovinose (vi ricordate la Turchia?) e rinascite repentine ma ha sempre avuto come stella polare l’impegno di un gruppo che ha lottato per riportare una coppa europea a Firenze dopo troppi anni. Fa ancora tanto male…..

Miglior calciatore: Jack Bonaventura

Il rettore del centrocampo ha ancora una volta dato saggio delle sue qualità tecniche, tattiche ed umane. Non appena Vincenzo Italiano ha finalmente deciso di liberarlo dai compiti di copertura di un centrocampo a 3 e gli ha consegnato le chiavi del gioco viola, la Fiorentina ha decisamente svoltato. Un professionista esemplare che si è dannato l’anima per tutta la stagione nonostante l’età, che si è preso tutte le responsabilità necessarie per la squadra, che ha aiutato ogni compagno, che ha segnato i gol decisivi esibendo tutte le sue doti tecniche. E’ stato il cuore della squadra perché ha legato come nessuno il centrocampo e l’attacco tornando a prendersi i palloni sui piedi degli incontristi e rifornendo stupendamente sia gli esterni di attacco che le punte. Ha fatto la guerra quando serviva, ha giocato in punta di piedi quando la situazione lo richiedeva. Mai una parola fuori posto anche se è stato il primo, nel cupo mese di ottobre, a prendere la parola davanti ai cronisti per dire che ormai la Fiorentina della stagione precedente non esisteva più e si doveva provare a fare qualcosa di diverso. Se Italiano è la mente, Jack è il braccio: clonatelo!

Peggior calciatore : Igor

Se nella scorsa stagione il difensore brasiliano aveva guadagnato la palma di sorpresa, stavolta è nettamente il peggiore calciatore della rosa. Se Venuti sbaglia perché è oggettivamente limitato e la Fiorentina in questo momento è su un livello troppo alto per lui ma non lesina mai impegno e sudore, Igor ha invece dato pessima dimostrazione di sé in più occasioni. Non solo ha giocato una stagione pessima, ma appena finita la finale di Conference non è nemmeno salito sull’aereo della squadra che ha riportato tutti a casa perché aveva fretta di tornare in Brasile. Fammi un favore, restaci!

La sorpresa: Ranieri

Un difensore che non era nemmeno partito per il ritiro estivo di Moena si è guadagnato il posto da titolare nella finale di Conference League! Una favola o un’ennesima dimostrazione di scarsa competenza? A voi la risposta in merito, ma certamente una dimostrazione di grandissima professionalità di un ragazzo prodotto del settore giovanile viola che ha sempre creduto nel lavoro, nella perseveranza, nella voglia di diventare un punto fermo della Fiorentina in cui è cresciuto. Ed anche la riprova del fatto che il lavoro paga sempre, soprattutto con un tecnico come Vincenzo Italiano che offre a tutti la possibilità di rimettersi in gioco: da Ranieri a Kouamè, da Cerofolini a Terzic. Luca si è dimostrato bravissimo ad interpretare il calcio della Fiorentina, ottimo negli anticipi, sempre aggressivo nell’accorciare il campo, attento nelle marcature preventive. Resta il rimpianto dell’aver dovuto chiedere il cambio in finale perché, un pò per la tensione ed un pò per lo scarso impiego stagionale, Ranieri non riusciva più nemmeno a camminare. Un calciatore da cui ripartire!

La delusione: Jovic

Per un attaccante proveniente dal Real Madrid che guadagna quasi quanto gli altri tre migliori calciatori della rosa viola, il bottino stagionale è decisamente magro. Pur avendo avuto diverse chances anche dal primo minuto, Jovic non è riuscito a mantenere le promesse faticando soprattutto in una Serie A con marcature forse troppo fisiche per l’atteggiamento dimostrato dal centravanti serbo. Non hanno poi certamente aiutato gli atteggiamenti dentro (le mani alle orecchie rivolto verso la Fiesole dopo uno dei rari gol in campionato) e fuori dal campo (la polemica sui social contro Italiano per lo scarso impiego), ma le ultime prestazioni stagionali lasciano sperare in qualcosa di migliore per il futuro. Resta un calciatore che potrebbe rendere meglio accanto ad un attaccante che faccia a sportellate al posto suo, ma la Fiorentina vorrà adattarsi per lui? Io sinceramente spero di no!

Voto alla stagione viola: 7,5

Molti obietteranno che la Fiorentina, a meno di giuste sanzioni da parte dell’Uefa, non ha raggiunto l’Europa passando dal campionato anche se la volontà era quella di migliorarsi. Penso però che, al netto delle oggettive responsabilità di Italiano che ha impiegato troppo tempo per cambiare modo di giocare della squadra, le due manifestazioni in cui i viola sono arrivati in finale hanno distratto tantissime energie. Inoltre, come detto fin dalla chiusura del mercato al Corner Viola, la rosa non solo non è stata rinforzata, ma addirittura indebolita visto che l’unico ruolo in cui siamo oggettivamente migliorati è quello del terzino destro con Dodò. Ecco perché mi sembra giusto dare un voto così alto alla squadra, perché oggettivamente il gruppo è andato oltre le proprie possibilità: pensiamo che nella finale di Praga giocavano i 7/11 della formazione di Beppe Iachini! Potevamo vincere almeno una coppa? Certamente! Potevano questi calciatori dare qualcosa di più? No!

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Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – WEST HAM = 1 – 2

La fine più atroce che potevamo subire: prendere un gol al novantesimo al termine di una gara condotta con sicurezza dovrebbe essere vietato per legge! La partita ha avuto lo sviluppo che ci aspettavamo e di cui avevamo parlato anche in sede di presentazione: inglesi che provano a pressare alti con i soli attaccanti e poi, una volta superata la pressione, si rintanano nella propria metà campo ad aspettare solamente l’errore difensivo viola che, ancora una volta, puntualmente arriva. La Fiorentina ha avuto ancora una volta il merito di non snaturarsi, di provare a giocare sempre la palla, di cercare il pertugio in cui inserirsi per far male al West Ham. I ragazzi di Italiano (e l’allenatore con loro) hanno avuto il letale demerito di cadere ancora una volta in disattenzioni ed errori individuali inaccettabili quando si giocano determinate partite. Se a Roma contro l’Inter era stato Milenkovic, in coabitazione con Terracciano e Quarta, ieri è stato il disastroso Igor a mettere la ciliegina sulla torta di una stagione ingiustificabile e vergognosa in cui i cali di concentrazione e gli errori tattici sono stati troppi per essere frutto del caso. Resta il dolore, la delusione, la rabbia per ciò che poteva essere ed ancora una volta non è stato in una serata macchiata dai comportamenti delinquenziali dei tifosi inglesi che hanno aperto la testa a Biraghi, capitano vero, che ha risposto con un applauso ironico agli animali che a casa loro sono agnellini e, come escono dal Regno unito, tornano ad essere quelle bestie che sono sempre state.

Si chiude nel modo peggiore una stagione che poteva essere trionfale e che invece lascia amarezza, rabbia, delusione. Si apre adesso una fase di riflessione che non dovrà nascondere dietro al raggiungimento di due finali le evidenti mancanze di una rosa che è andata ben oltre i propri limiti proprio grazie a quel gioco offensivo che da ieri sera è sul banco degli imputati.

IL BUONO

  • Ranieri: in pochi mesi il mondo si è capovolto. Il difensore che non era stato nemmeno portato in ritiro a Moena, gioca una finale europea con grande sicurezza e disinvoltura senza patire l’impatto della gara. Non ha i 90 minuti nelle gambe, probabilmente perché la tensione ha mangiato i muscoli, chiede il cambio e questo decide la gara. Da confermare subito, ma ricordiamoci che manca un titolare!
  • Milenkovic: un autentico muro! A differenza di Roma, non ha cali di concentrazione e cancella dal campo Antonio, centravanti del West Ham. Prova anche le sortite offensive sulle palle inattive a favore della Fiorentina ma non basta. In difesa ripartiamo da lui!
  • Bonaventura: come in tutte le finali che si rispettino, le reti vengono su palla inattiva, su errori difensivi o su invenzioni del singolo. Jack ancora una volta dimostra di essere un marziano rispetto alla quasi totalità dei suoi compagni: quando conta, lui c’è sempre, quando hai bisogno, lui non manca mai. E’ l’anima, il cuore, il genio della Fiorentina.
  • Amrabat e Biraghi: entrambi non giocano una partita indimenticabile, ma voglio comunque citarli per due motivi diversi. Il marocchino si sfianca in novanta minuti fatti di chilometri, rincorse e palle recuperate senza lesinare mai un briciolo di forza. Il capitano invece, dimostra di essere una persona vera e pulita non amplificando l’effetto di un taglio alla testa che avrebbe potuto mettere in difficoltà arbitro e delegato Uefa. Dimostra ancora una volta di avere valori che vanno oltre il rettangolo verde. Bravi!

IL BRUTTO

  • Igor: ennesimo errore di una stagione da buttare. Il problema è che la scelta che ricade su di lui è completamente sbagliata ed il titolare e responsabile di averlo chiamato in causa è Vincenzo Italiano. Ciò però non può scusare il calciatore che, in occasione della rete che decide la gara, ha una posizione del corpo inaccettabile per un professionista, per di più fresco. Spero che il volo che Igor ha preso direttamente per il Brasile sia di sola andata.
  • Dodò: la sua stagione si chiude con un’evidentissima flessione atletica che toglie tantissime frecce al suo arco. Il terzino brasiliano senza esplosività diventa un calciatore normale con grandi limiti fisici. Resta comunque uno dei pochissimi acquisti top dell’era Commisso.
  • Mandragora: da ieri sera non riesco a togliermi dalla testa la rete fallita, con il suo cosiddetto piede forte, dal centrocampista di Italiano. Che si possa non fare gol lo accetto, che non si prenda nemmeno la porta no. Allucinante.
  • Terracciano: Pietro una parata mai?
  • La sostituzione mortale: ho sempre difeso Italiano e lo reputo il segreto della nostra stagione straordinaria. Prendere però per l’ennesima volta la stessa rete e soprattutto scegliere il peggior difensore della stagione per giocarsi gli ultimi minuti di una finale europea è un atto di presunzione che difficilmente dimenticherò. Se è giusto riconoscere i meriti del mister, stavolta non posso non metterlo dietro la lavagna. Ancora dobbiamo crescere!

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Il buono, il brutto, il cattivo

SASSUOLO – FIORENTINA = 1 – 3

Una vittoria che regala i tre punti decisivi per il conseguimento dell’ottavo posto finale, un traguardo spettacolare se associato alle 60 partite giocate ed alle due finali raggiunte. Il Torino del simpaticissimo Cairo e del sopravvalutato Juric (magari ne parliamo in un’altra sede), non è riuscito a stare davanti ad una Fiorentina che ha investito (non sprecato) quintali di energie in Coppa Italia ed in Conference League e si ritrova alla fine del torneo dietro anche al Bologna. Un ottavo posto quello raggiunto dai ragazzi di Vincenzo Italiano che, se la Uefa farà ciò che la FIGC non ha fatto, potrebbe significare Europa per la seconda stagione consecutiva, uno step fondamentale per una società in costante crescita come quella di Commisso: un nuovo viaggio europeo metterebbe nuovamente la Fiorentina sulla cartina geografica europea dando la possibilità ai viola di attirare calciatori che vogliono una vetrina importante per affermarsi definitivamente. Il bilancio stagionale però, potrà essere fatto solamente dopo la finale di mercoledì quando sapremo se la Fiorentina sarà riuscita a portarsi a casa almeno un trofeo oppure no. Ciò che però possiamo intanto dire, è che la gara di Sassuolo è stato un ottimo allenamento in vista della battaglia contro il West Ham con una squadra che ancora una volta ha dimostrato di saper trovare colpi risolutivi da più calciatori, di riuscire a non perdere la testa quando viene raggiunta, di essere capace di mantenere lo stesso stile interpretativo anche cambiando i protagonisti in campo.

Restano adesso gli ultimi 90 o 120 minuti di una stagione comunque speciale, piena di emozioni, gioie ed orgoglio per quello che la Fiorentina ha saputo fare in Italia ed in Europa. Domani, insieme a Flavio Bardaro, vi guideremo alla finale con un articolo che cercherà di spiegare come i viola dovranno affrontare il West Ham in quella che si presenta come una gara difficilissima tutta da vivere. A domani!

IL BUONO

  • Gol di Saponara: non so se questo è l’ultimo gol di Ricky in maglia viola e se il contratto verrà rinnovato, quel che so è che le perle regalateci da questo calciatore resteranno nella storia della Fiorentina. Uno dei talenti più cristallini degli ultimi 20 anni in Italia associato ad uno dei caratteri più fragili tra i calciatori professionisti: non pensiamo a ciò che poteva essere, ma ammiriamo queste reti meravigliose perché è grazie a questi colpi che ci siamo innamorati del gioco del calcio. Da vedere e rivedere in loop.
  • L’assenza di infortuni: il movimento innaturale del ginocchio sinistro di Castrovilli e la botta tremenda di Nico sul palo in occasione del gol che ha chiuso la gara, mi hanno fatto tremare. Mentre il West Ham si allenava e si preparava in Algarve infatti, la Fiorentina ha vinto contro il Sassuolo preparandosi alla battaglia giocando una partita vera solamente nella ripresa. Ciò che è più importante però, è che i viola sono usciti tutti interi dal Mapei Stadium, pronti per andare a Praga a giocarsi la partita più importante della storia moderna della Fiorentina. Tutti per uno, uno per tutti!
  • Nico Gonzalez: se a Praga entrerà con lo spirito degli ultimi minuti di Sassuolo oppure con quello della finale di Coppa Italia o quello di Poznan, la Fiorentina avrà le chances di poterci almeno provare. Senza Nico invece, troppo spesso cala il buio e l’intensità della Fiorentina, manca imprevedibilità e questo permette alle squadre avversarie di bloccare le azioni offensive con relativa facilità. Nico abbiamo bisogno della tua migliore versione!

IL BRUTTO

  • La gestione dei biglietti e dei posti sui charter per la finale di Conference League: dopo Basilea, trasferta in cui il biglietto è andato anche a persone che in questa stagione non avevano mai visto la Fiorentina se non dal divano, per Praga la vendita dei biglietti è stata gestita con un metodo di prelazione opinabile, ma con regole chiare. Il problema si è avuto successivamente quando, chiusa la fase di prelazione, i codici per l’acquisto sono arrivati solo ad alcuni abbonati ma soprattutto quando si è cercato di assicurarsi un posto sul charter diretto a Praga. Del resto non tutti possono prendere tre giorni di ferie per andare in trasferta ed allora in molti avevano pensato a questa soluzione. Purtroppo però, ancora una volta, dopo Basilea anche a Praga sono rimasti fuori i soliti, quelli che non hanno amicizie, che non hanno santi in paradiso, che non hanno parenti vicini a chi decide. Il tifoso normale, quello che ha comprato l’abbonamento ad inizio anno, che ha sottoscritto il mini abbonamento per la Conference, quello che ha visto ogni singola gara di Coppa Italia, ecco proprio quello non ha diritto a partire sul charter per Praga perché è più giusto ci vadano quelli che al Franchi a prendere l’acqua non si sono mai visti. Complimenti, per le prossime raccolte fondi non contate MAI PIU’ su di me!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA = 2 – 1

Una meritata vittoria in rimonta che restituisce tranquillità e serenità nel momento più importante della stagione. Certo tutti penseranno che, se la rimonta l’avessimo centrata in occasione della finale di Roma, saremmo stati enormemente più felici, ma già il fatto di aver mantenuto la voglia di vincere ed essere riusciti a tenere la spina attaccata è secondo me una gran bella notizia. Ancora una volta infatti, Vincenzo Italiano ed il suo gruppo hanno dimostrato di non accontentarsi mai, di non darsi mai per vinti, di sapere incassare anche i pugni più duri senza mai cadere al tappeto. La gara di sabato poteva essere l’occasione perfetta per mollare gli ormeggi, dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia e la vendemmia del Torino a La Spezia anche l’ottavo posto poteva sembrare irraggiungibile: se poi a ciò aggiungiamo un primo tempo soporifero con una squadra sotto ritmo chiuso con un gol di svantaggio, i viola avrebbero potuto mollare. Ed invece no, ancora una volta la squadra si è voluta ribellare al proprio destino e grazie anche all’apporto fondamentale dei calciatori subentrati (vedasi Kouamè e Terzic), i viola hanno ribaltato il risultato e agguantato nuovamente i granata di Juric. Per l’ottavo posto si deciderà tutto nell’ultimo turno e, successivamente, nella aule dei tribunali italiano ed europee che troppo spesso, negli ultimi mesi, hanno scritto e riscritto la classifica della Serie A. Colpa di chi decide? Certamente la giustizia sportiva è da riformare ma dobbiamo sempre ricordare che, se gli illeciti non fossero stati commessi, oggi non ci sarebbe la necessità dell’intervento di alcuno.

Chiudo con un saluto ad un calciatore che ha realizzato il proprio sogno da bambino, Lorenzo Venuti. Calciatore inadatto alla dimensione attuale della Fiorentina, che però è stato giustamente salutato dalla curva in quanto uomo e tifoso viola. Nella prossima stagione andrà a difendere i colori di un’altra compagine ed allora Lollo ti teniamo in caldo quel posto accanto a noi, in Curva Fiesole, posto più adatto per vivere l’amore viscerale che provi per la nostra splendida maglia viola.

IL BUONO

  • Jovic: le parole al miele di Italiano dopo la partita, certificano l’inversione a U del calciatore serbo relativamente all’atteggiamento verso il gruppo. Più disponibile ad aiutare i compagni, più dialogante con tutti, più coinvolto anche emotivamente. Gli errori contro l’Inter ancora pesano ma la riattivazione dell’ex Real è sicuramente a buon punto. Che torni definitivamente il calciatore che conoscevamo il 7 giugno?
  • Kouamè: due mezzi assist decisivi, ma soprattutto il fuoco dentro una gara che rischiava di restare spenta. Il talento non è quello di Jovic, la sapienza tattica non è quella di Bonaventura, ma quanto a spirito, voglia ed attaccamento Kouamè non è secondo a nessuno. Qualcuno dovrebbe andare a ripetizione da lui!
  • Cerofolini: altro prodotto del settore giovanile che fino ad oggi, nelle poche occasioni avute, non aveva del tutto convinto. Contro la Roma invece tiene su la baracca grazie ad almeno due interventi importanti nel primo tempo e sembra anche più sicuro nel gioco con i piedi. Non credo sarà mai il titolare a Firenze, ma dimostra che come alternativa di un portiere importante potrebbe dire la sua (considerando anche l’età ancora piuttosto giovane). Ottima prova, ma per il prossimo anno serve ancora un portiere titolare!!!

IL BRUTTO

  • Quarta: continua il momento orribile del difensore argentino. Il salvataggio sulla linea che evita il raddoppio di Solbakken non è sufficiente per rimediare a tutti gli errori commessi: posizionamenti errati in marcatura, lanci e ripartenze puntualmente regalate alla squadra avversaria, amnesie a ripetizione. Titolare a Sassuolo e poi una lunga e meritata pausa estiva.
  • Saponara: quando la tecnica non basta più. Il buon Ricky incanta sempre meno con la palla ai piedi perché ha sempre più difficoltà a riceverla, a coprirla, ad accarezzarla. Sembra ormai quasi un ammenicolo come quelli della nonna che non butti via solamente perché ti fanno tornare in mente alcuni piacevoli ricordi. Insieme a Lollo, anche Saponara è al capolinea a Firenze?

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

INTER – FIORENTINA = 2 – 1

Orgoglio, tantissimo orgoglio, smisurato orgoglio. Questo è ciò che porto con me dopo la tanto bella quanto sfortunata finale di Coppa Italia di ieri sera. La Fiorentina ha dato l’anima, il cuore, ha messo tutto ciò che aveva in una gara che avrebbe potuto, forse dovuto, avere un risultato diverso. Ancora una volta gli episodi e soprattutto la differenza di qualità degli interpreti messi in campo dai due allenatori hanno fatto la differenza, ma i viola sono usciti sotto un diluvio di applausi non solamente dei propri tifosi, ma anche di tutto il pubblico presente. Orgoglio dicevo, un sentimento che provo innanzitutto per una tifoseria che anche ieri ha dato dimostrazione a tutti di quanto viscerale sia l’amore che ha nei confronti della propria città e della propria squadra di calcio. Ci siamo inventati una coreografia bellissima e riuscitissima, abbiamo cantato incessantemente per 95 minuti, abbiamo incitato i nostri calciatori con ancora più voce quando ci siamo trovati sotto nel punteggio. Orgoglio per una squadra che, guidata ancora una volta da capitan Biraghi avvolto nella bandiera dei quattro quartieri fiorentini e con indosso la fascia di Davide Astori, ha dimostrato che in questo momento la Fiorentina gioca il miglior calcio d’Italia insieme al Napoli. Attacchi tambureggianti, possesso palla finalmente non più fine a sé stesso, geometrie di gioco variabili che possono contare talvolta sugli inserimenti da dietro dei terzini, altre volte su quelli dei centrocampisti, talvolta sulle verticalizzazioni del trequartista, altre volte sull’impostazione del difensore. Un mix di disciplina e fantasia, ritmo e possesso palla, che anche ieri sera ha messo in difficoltà l’Inter per ampi tratti di gara. Resta però ancora una volta quell’amaro in bocca dettato dagli errori individuali che hanno condannato i colori viola ad una nuova sconfitta in finale: errori difensivi ed offensivi che hanno deciso l’esito finale della gara. Si aggiunge a ciò la differenza incredibile di valori in campo, una differenza siderale fotografata dalla possibilità di Simone Inzaghi di poter impiegare part time un calciatore come Lukaku mentre Italiano deve accontentarsi di Sottil. Così fa male, fa tanto male ma abbiamo la fortuna ed il merito di potercela giocare nuovamente tra due settimane, un’altra finale che speriamo possa essere giocata con un’esperienza ed una testa diversa ma che soprattutto speriamo regali alla città di Firenze qual trofeo che tutti noi ci meritiamo.

Poche ore di sonno, qualche esercitazione di scarico e poi sabato sarà nuovamente campionato per un Fiorentina Roma mai così inutile da decenni: due squadre proiettate sulle rispettive finali europee, che arrivano stanche ed incerottate con poca o nessuna voglia di rischiare le gambe per vincere la partita. Speriamo sia solamente una parentesi utile a far risalire il morale dopo la brutta bastonata avuta in finale di Coppa Italia.

IL BUONO

  • Nico Gonzalez: non c’è niente da fare, quando le partite contano, l’argentino è il calciatore in grado di fare la differenza. Segna la rete del vantaggio regalandoci un’illusione meravigliosa ma non si ferma a quello. E’ un trottolino inesauribile e punta continuamente l’uomo senza risparmiarsi. Aiuta anche in fase difensiva con ripiegamenti intelligenti. Giocatore di spessore internazionale.
  • Bonaventura: con il Rettore dell’Università del calcio rischio di essere ripetitivo. E’ il faro della manovra viola riuscendo a far sgorgare gioco sia in verticale che in orizzontale. Cala un pò alla distanza, ma resta sempre fondamentale per la manovra. Chapeau!
  • Vincenzo Italiano: se riavvolgo il nastro indietro di 24 mesi, torno a pensare alla Fiorentina di Beppe Iachini, una squadra timorosa, che difendeva sempre negli ultimi 25 metri, che cercava di speculare solo sulla squadra avversaria. Dopo due anni, possiamo affermare che la rivoluzione copernicana è avvenuta: oggi, grazie alle idee di uno dei migliori tecnici italiani, abbiamo una squadra che gioca a viso aperto anche contro la finalista di Champions League, che crede alle proprie doti ed al proprio modo di giocare a calcio, che crede fermamente in ciò che fa. Grazie a tutto ciò ogni singolo giocatore è migliorato, ha un proprio ruolo nella squadra, si sente coinvolto nel progetto. Se solo fosse stato aiutato maggiormente dalla società durante il mercato di gennaio……

IL BRUTTO

  • Milenkovic – Quarta: la coppia difensiva viola purtroppo non regge il confronto con un fuoriclasse del calibro di Lautaro. Il serbo si addormenta sul primo gol tenendo in gioco l’argentino, mentre Quarta è corresponsabile del gol del raddoppio con un rilancio troppo timido. Serviva la serata perfetta, o forse un centrale di livello superiore.
  • Terracciano: sul primo gol è esente da colpe ma sul secondo ha, secondo me, le responsabilità maggiori. Dopo il colpo di testa di Dodò ha avuto tutto il tempo per uscire in presa alta sul pallone che ballava in area piccola. Invece è stato ancora una volta troppo timido restando incollato sulla linea di porta. Nel corso della gara poi, non riesce a riscattarsi. Serve un portiere titolare per l’anno prossimo.
  • Sottil: inconcludente, sotto ritmo, inutile. L’unico che ha tradito in tutto e per tutto le aspettative riposte in lui dal mister.

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Il buono, il brutto, il cattivo

TORINO – FIORENTINA = 1 – 1

Dopo le emozioni indescrivibili ed indimenticabili della semifinale di Basilea, ci voleva un qualcosa di più tranquillo per poter riposare le coronariche in vista di mercoledì e la trasferta di Torino non ha deluso queste aspettative. E’ stata la partita perfetta per la finalità che aveva e per gli obiettivi da raggiungere che sono stati chiari fin dalla lettura della formazione. Vincenzo Italiano ha infatti cambiato i dieci undicesimi della compagine che aveva affrontato il Basilea e questo avrebbe potuto destabilizzare l’impianto di gioco della Fiorentina. Invece il gruppo, il gregge, il branco viola ha ancora una volta dimostrato di essere un fantastico blocco unico all’interno del quale chiunque vada in campo conosce perfettamente lo spartito in cui muoversi. Pur essendo, per stessa ammissione del mister, una squadra che non aveva mai giocato insieme nemmeno in allenamento, i viola hanno tenuto testa ad un Torino che, in teoria, doveva fare la partita della vita per provare a raggiungere il Monza all’ottavo posto che molti sperano significhi accesso all’Europa. In realtà è stata la Fiorentina ad avere alcune discrete occasioni già nel primo tempo e, dopo aver trovato il vantaggio con Jovic, avrebbero potuto probabilmente raddoppiare se solo fosse stato assegnato un rigore piuttosto evidente nella ripresa per un tocco di mano in area di rigore. Peccato per la rete subita ancora una volta a causa di una disattenzione di Igor (anello debole ormai acclarato della difesa viola) che ha così macchiato una prova fino a quel momento sufficiente. La partita è comunque scorsa con ritmi compassati, pochi spunti e tanta voglia di pensare ad altro: la Fiorentina alle due finali che decideranno le sorti della stagione, il Torino all’ennesima annata anonima vissuta nella pancia della classifica senza paura di retrocedere ma senza nemmeno mai poter provare a sognare qualcosa di migliore.

Tra 48 ore andiamo a Roma a giocarci la prima finale contro la corrazzata Inter che, nonostante la sconfitta di Napoli, resta la grande favorita sia per la maggiore qualità della rosa, che per l’abitudine a disputare determinate gare. La Fiorentina però ha dimostrato più volte di essere capace di tutto ed allora perché non crederci? Ed attenzione, perché domani esce anche il nuovo video speciale del Corner Viola dedicato alla finale! Spingiamo tutti insieme la nostra squadra del cuore: insieme si pole!!

IL BUONO

  • Kouamè: dopo averlo visto in versione ballerino negli spogliatoi di Basilea, ieri è tornato titolare giocando dapprima come prima punta e poi come esterno d’attacco. Se il primo tempo è stato piuttosto incolore, nella ripresa, quando ha avuto più spazio per correre e meno compiti tattici, ha trovato alcune discrete scorribande ma soprattutto ha confezionato l’assist al bacio per il gol di Jovic. Prova superata!
  • Jovic: il gol, ma soprattutto il movimento fatto per smarcarsi, è da grandissimo attaccante, il resto della partita è da stella appassita senza più voglia. Siamo sicuri che un giocatore con queste potenzialità e questa testa sia utile? Oppure magari sarebbe preferibile un attaccante che aiuti maggiormente la squadra? Luka te intanto continua a segnare, che al tuo ruolo in Fiorentina ci pensiamo dopo!
  • Ranieri: per l’ennesima volta quando entra in campo dimostra di meritare tutto lo spazio che nelle ultime settimane Vincenzo Italiano gli sta concedendo. Mette subito le cose in chiaro con un’entrata sportivamente cattiva e si ripete con ottimi interventi in anticipo. Al momento, insieme a Milenkovic, sembra essere il centrale più in palla, quello più pronto e reattivo. Che tocchi a lui mercoledì contro Lukaku e Lautaro?

IL BRUTTO

  • Igor: dispiace ripetersi ma anche stavolta, in occasione del gol di Sanabria, perde la marcatura e non è reattivo rispetto al movimento del centravanti del Torino. Sembra essere entrato in un tunnel dal quale non riesce ad uscire. Credo che per lui la stagione debba continuare solamente in campionato.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

BASILEA – FIORENTINA = 1 – 3

Adesso che ho smesso di piangere, posso iniziare a scrivere e posso finalmente dire che….Si! E’ tutto vero, è tutto reale… SI VA A PRAGA!!! Alla faccia di chi non ci credeva, di chi non ha mai mancato l’occasione per sputare veleno sulla squadra, sul mister, sulla società. E vista la gara di ieri sera, è ancora più giusto che la Fiorentina sia rappresentata da un capitano come Biraghi (non avrei mai pensato di dirlo!!!) e da un allenatore come Vincenzo Italiano.

E’ stata una partita folle, incredibile, infinita, una gara che abbiamo pensato di vincere e poi di pareggiare non so quante volte, ma che ha sicuramente mostrato la differenza enorme che c’è stata tra le due compagini. Da una parte una Fiorentina imperfetta, con amnesie difensive, con bocche da fuoco spesso dalle polveri bagnate, con poca qualità nell’uno contro uno ma con un cuore enorme, un progetto tattico ben definito, con un gruppo che si aiuta e che ha cercato fino all’ultimo minuto la vittoria quasi come se non volesse che la sfida fosse decisa dai calci di rigore perché troppo soggetti al caso. Dall’altra parte della barricata il Basilea, una squadra che in 210 minuti non ha fatto nulla per mostrare una trama offensiva, che ha speculato solamente sui nostri errori, che è apparsa come un pugile suonato che continua a legare per vedere di arrivare all’ultimo gong. I viola invece sono stati arrembanti, con un Biraghi sontuoso che ha messo in mezzo decine di palloni, un Milenkovic che ha interpretato perfettamente i tempi della partita, un Nico che finalmente si è caricato sulle spalle la squadra, un Bonaventura che ha disegnato calcio cercando la porta con ogni giocata, una coppia di centrocampisti formata da Castrovilli ed Amrabat che hanno recuperato palloni su palloni per poi riproporli in verticale incessantemente. E’ stato difficilissimo scegliere i migliori da incensare, perché come non citare Luca Ranieri, un calciatore che non era stato nemmeno convocato per il ritiro estivo e ieri sera è entrato con sicurezza, sfrontatezza e decisione, oppure Dodò che, seppur in calo rispetto ad alcune settimane fa, è un altro in confronto a quello di inizio anno? La verità è che la Fiorentina è stata una squadra, una macchina che ha macinato calcio ed occasioni da rete per 120 minuti senza mai dare per scontato niente ed ha indubbiamente meritato la finale del 7 giugno a Praga.

Siamo la prima società a raggiungere la finale di ogni singola competizione europea ma abbiamo voluto esagerare: due finali in una volta sola perché la Fiorentina è questa: tutto o niente. Al tifoso spetta scegliere….prendere o lasciare? Io la mia scelta l’ho fatta da un pezzo ed allora allacciate le cinture: dopo Roma, si va a Praga!!!

IL BUONO

  • Barak: un calciatore ceco, che già mesi addietro aveva dichiarato che il suo sogno era portare la Fiorentina in finale a Praga grazie ad un suo gol, riesce a fare tutto ciò a due minuti dalla fine dei tempi supplementari. E continuate a dirmi che è solo un gioco……
  • Biraghi: ebbene si! Lui, il nostro capitano, probabilmente il capitano più criticato di tutti i tempi è per distacco il migliore in campo. Gioca centinaia di palloni, effettua decine di cross quasi tutti precisi, non molla mai, alimenta sempre l’azione offensiva, offre sempre un movimento in appoggio ai compagni. Con stasera ti sei definitivamente meritato la fascia: ti meriti una serata così!
  • Amrabat: dopo alcune partite in cui sembrava appannato, torna dominante come fossimo in Qatar. Accanto ad un Castrovilli generoso anche se talvolta confusionario, gioca soprattutto in funzione dei movimenti del numero 10 arpionando palloni su palloni. Viene spesso penalizzato da alcuni fischi arbitrali esagerati, ma lascia il cuore sul campo. Gladiatore.
  • Milenkovic: quanto sei mancato nella gara di andata caro Nikola! Di testa è quasi insuperabile e soprattutto capisce quando spendere il fallo per non far ripartire la squadra avversaria. Sempre pronto a rendersi pericoloso anche nell’area avversaria, torna finalmente il baluardo della scorsa stagione. In Nikola we trust!
  • Nico Gonzales: dopo Poznan, prende di nuovo la squadra sulle spalle e la trascina in finale. Posso dire finalmente? Posso dire che ci aspettavamo di più da Nico in questa stagione? Posso dire che non me ne importa nulla perché sono troppo felice? Adesso non resta che ripetersi nelle due finali…..
  • Vincenzo Italiano: da #italianoout a #tuttisulcarro il passo è breve. Uno dei migliori allenatori italiani in questo momento, azzecca tutte le mosse tranne forse quella di Igor. Lucido anche nella gestione delle sostituzioni, dimostra ancora una volta di essere il vero fuoriclasse della squadra. Semplicemente grazie Vincenzo!

IL BRUTTO

  • Igor: dispiace dover mettere qualcuno dietro la lavagna nonostante la gioia immensa per la finale conquistata ma il brasiliano l’ha combinata troppo grossa per tacere. Se certamente anche Brekalo ed Ikoné non hanno brillato, Igor ha commesso un errore che poteva costarci la qualificazione e non è il primo. Purtroppo il difensore senza macchia e senza paura della scorsa stagione è ormai uno sbiadito ricordo e Ranieri è molto più in palla. Certo la statura fisica di quest’ultimo non aiuta ma l’attenzione con cui è entrato anche ieri sera, lo candida ad una maglia da titolare per entrambe le finali. ll brasiliano è indifendibile.

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – UDINESE = 2 – 0

Tre punti importanti per tenere accesa la fiammella dell’ottavo posto che, in caso di esclusione della Juventus dalle coppe, potrebbe tornare utile per la qualificazione europea della prossima stagione.

Anche contro l’Udinese, la Fiorentina ha giocato una partita dai due volti con un primo tempo più che discreto giocato ad un ritmo abbastanza convincente ed una ripresa più sofferente in cui i ragazzi di Vincenzo Italiano sono riusciti però, differentemente da altre volte, a chiudere la pratica grazie ad una serpentina sontuosa di Bonaventura servito da Castrovilli. Restano dunque i tre punti, le energie risparmiate dai presunti titolari, la mancanza di infortuni che avrebbero potuto pregiudicare le scelte del mister ma soprattutto rimane la porta finalmente inviolata. Ciò che però ha segnato indelebilmente la gara contro l’Udinese è la sacrosanta scelta iniziale di Vincenzo Italiano di lasciare in panchina due calciatori spocchiosi e senza rispetto nei confronti della società, dei compagni e dello stesso tecnico siciliano come Jovic e Terzic. Come ha detto Italiano, ci sono alcuni personaggi all’interno che non vogliono restare nel gregge….ed allora che si lascino andare per la loro strada nella speranza di non vederli più indossare la maglia viola nella prossima stagione. Il gruppo, il rispetto dei ruoli, la capacità di remare tutti dalla stessa parte sono stati il cemento sul quale si è costruito un gruppo eccezionale nelle ultime due stagioni. Che nessuno si azzardi a minare la serenità della Fiorentina nelle settimane più importanti della storia moderna viola! 

Ed ora testa a Basilea ed alla serata che potrebbe cambiare definitivamente il giudizio sulla stagione e forse anche sulle scelte della proprietà della Fiorentina. Tutti in Svizzera per l’impresa!!!

IL BUONO

  • Castrovilli: che sia veramente tornato? Il numero 10 viola, riproposto tra i due centrocampisti centrali, ha il grandissimo merito di sbloccare la partita dopo pochi minuti con un bel tiro incrociato di sinistro. La sua condizione atletica migliora a vista d’occhio e, con essa, la capacità di interdizione. E’ un calciatore che si sta completando tatticamente senza però perdere quelle qualità che avevano fatto innamorare tutto il popolo fiorentino. E se a Basilea prendesse il posto di un Mandragora sempre più in ombra?
  • Bonaventura: che dire di più? Giocatore meraviglioso che dovremmo clonare. Entra nella ripresa e chiude la partita con una serpentina deliziosa. Peccato per il rosso finale, magari a Basilea sarà ancora più arrabbiato. Indispensabile.
  • Duncan: in una stagione in cui non ha mai trovato continuità e mai ha brillato, ieri ha dato dimostrazione di ciò che ancora può fare. Addirittura dominante nel primo tempo, sfiora anche la rete con un tiro da fuori area che avrebbe meritato miglior fortuna. Alternativa preziosa.
  • Milenkovic e Brekalo: per ragioni diverse potrebbero essere gli assi nel mazzo in vista di Basilea. Il rientro del difensore certamente ha regalato fisicità e cattiveria ad una difesa ultimamente distratta. Il buon Nikola di testa è una certezza ed inoltre è l’unico difensore sempre pronto a commettere anche il fallo pur di non aprire la strada verso la propria porta. Brekalo invece, si dimostra una validissima alternativa con spunti interessanti anche se deve rimandare nuovamente l’appuntamento col gol. A Basilea servirete eccome!
  • La squadra sotto la curva: il messaggio è arrivato forte e chiaro. Grazie per il sostegno, ma il lavoro non è ancora finito… tutti insieme per continuare ad inseguire il sogno. Sono felice che Vincenzo Italiano abbiamo finalmente sottolineato l’importanza di un pubblico che non ha MAI lasciato sola la squadra. Crediamoci!!

IL BRUTTO

  • Terzic e Jovic: il giorno in cui stavano distribuendo l’intelligenza ed il rispetto per gli altri, probabilmente le mamme di questi due fenomeni erano in ferie. Ciò che hanno combinato sui social dopo la gara di andata contro il Basilea è gravissimo e lo è ancora di più perché la squadra viola quest’anno è andato oltre il proprio valore proprio grazie al gruppo, al gregge che ha sempre seguito Vincenzo Italiano. Non capire che nel momento più importante dell’anno si deve prima pensare al gruppo e poi a sé stessi è di una gravità eccezionale. Bravo il mister a non farli partire titolari nella gara di ieri. Semplicemente indifendibili.

A voi per i commenti!!