Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – HELLAS VERONA = 2 – 0

Tre punti dovevano arrivare e tre punti sono stati conquistati, questa è la cosa più importante. Per ammirare la Fiorentina dello scorso anno però, temo ci vorrà ancora un pò di tempo anche se alcuni segnali di risveglio sono certamente arrivati. I viola hanno giocato un discreto primo tempo, fatto finalmente anche di aggressività, ritmo e presenza mentale, tutte doti che sembravano essere smarrite subito dopo il passaggio del turno ai preliminari di Conference League. Consideriamo poi che nei primi 60 minuti di gioco, la Fiorentina ha segnato una rete con Ikoné, ha fallito un rigore con Biraghi ed ha creato altre occasioni importanti per gestire la gara senza dover soffrire troppo. Come spesso capita alle squadre fragili psicologicamente poi, non essendo riuscita a chiudere il match, i viola hanno iniziato a guardare l’orologio sperando che i minuti passassero più velocemente possibile, ma solamente un intervento di Terracciano sull’unico errore di Quarta e la rete liberatoria di Nico Gonzalez, hanno permesso di festeggiare finalmente il ritorno dei tre punti. Facendo poi un cenno all’analisi tattica della gara di ieri, vorrei tranquillizzare tutti: differentemente da tante persone che credono che i moduli siano interpretati staticamente sulla carta, ieri la Fiorentina NON ha giocato con il 4-2-3-1. Come visto anche allo stadio (a proposito chi critica le pagelle dicendo che dalla Fiesole non si capisce niente forse dovrebbe risintonizzare la tv), la squadra viola ha solamente attaccato in modo diverso con Barak che si avvicinava maggiormente all’unico attaccante e gli altri due centrocampisti che si alternavano in regia. Il 4-2-3-1 prevede due mediani in linea (cosa praticamente mai avvenuta ieri) ed un trequartista che giochi in verticale rispetto al centravanti. Ieri è solamente cambiato il modo di attaccare gli spazi, non la disposizione del centrocampo!

A parte i moduli ed i numeri, la strada è ancora lunga sia sul piano del gioco che in classifica, ma stavolta guardiamo solamente al bicchiere mezzo pieno, a quei tre punti che mancavano da tanto, troppo tempo.

IL BUONO

  • Martinez Quarta: sembra finalmente tornato quello che avevamo ammirato all’inizio dell’avventura viola. Rapido, attento, “cattivo”, spesso pronto a ribaltare l’azione facendo ripartire il gioco velocemente. Accanto a Ranieri, che si merita una menzione d’onore per la concentrazione con cui interpreta il ruolo, prende la leadership della retroguardia viola senza timore: anche stavolta commette un’ingenuità che poteva costare caro, ma gliela perdoniamo volentieri. Bentornato!
  • Ikonè: che il bonus psicologo sia già arrivato? A parte gli scherzi stavolta ha il merito enorme di sbloccare la gara al termine di una serpentina tra avversari immobili scoccando un tiro non certo irresistibile. Resta un incredibile anarchico che sbaglia molte volte la scelta, ma il gol del vantaggio è suo e tanto basta. Risveglio o parentesi fortunata?
  • Nico Gonzalez: zoppo, a mezzo servizio, con una forma scadente ma sempre decisivo! Che si voglia o no, Nico resta uno dei pochissimi calciatori imprescindibili per una rosa impoverita dalla cessione dei leaders. Non se ne può fare a meno, che la nazionale non ce lo faccia perdere nuovamente!
  • Kouamè: continua ad avere limiti tecnici imbarazzanti che devono essere corretti con tanto lavoro, ma il suo movimento continuo e spesso confusionario mette in crisi la difesa veronese. In un calcio statico ed a volte ripetitivo quale quello della Fiorentina delle ultime settimane, avere una scheggia impazzita davanti che lotta su tutti i palloni e si butta in tutti gli spazi è una manna dal cielo. Di testa poi sono tutte sue! Ora però per favore non ne facciamo il nuovo Bati.

IL BRUTTO

  • Biraghi: ed io che lo avevo pure messo tra i buoni dopo la disfatta turca per le dichiarazioni a fine partita!!! Che stolto che sono…. In settimana, a fine allenamento, si permette di zittire un tifoso davanti ai campi di allenamento e ieri la ciliegina sulla torta. Nonostante si disponga di un rigorista affidabile quale Barak in campo, si presenta sul dischetto con la spocchia del bambino che ha portato il pallone ai giardini. Ma vaiavaiavaia!! (PS: Vincenzo fai tirare i rigori a chi ne è capace!!!)
  • Terracciano: si lo so che mi attirerò critiche per questa menzione ma io la vedo così! Seppur bravissimo nel secondo tempo quando salva la porta viola dal tiro di Kallon in occasione dell’unico svarione di Martinez Quarta, è tragicomico nel giocare la palla con i piedi. Lo scorso anno tante volte lo abbiamo difeso dicendo che si adattava meglio al gioco del mister proprio grazie a questo fondamentale e dunque oggi dobbiamo essere coerenti. Nei 90 minuti casalinghi contro il Verona, non è stato capace di tenere un singolo pallone in campo o di far ripartire l’azione sugli esterni con precisione. Anzi, se l’Hellas talvolta ha recuperato palla nella metà campo viola, è successo perché Terracciano ha regalato la palla ai centrocampisti avversari. Comunque tranquillo Pietro, Gollini non ti insidia certamente il posto!

A voi per i commenti!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – TWENTE = 2 – 1

Un’altra gara dai due volti che regala alla Fiorentina un successo che lascia però aperta la qualificazione in vista della gara di ritorno. Un avvio scintillante, devastante, sontuoso, un primo tempo complessivamente ottimo che ha riempito gli occhi grazie a fraseggi, sovrapposizioni, scambi di prima, ha permesso ai viola di andare al riposo con un doppio vantaggio che sarebbe stato da gestire molto meglio. Nella ripresa infatti, la Fiorentina ha dovuto obbligatoriamente abbassare i ritmi (non era pensabile reggere 90 minuti in quel modo) ed ha ancora una volta pagato l’errore di un singolo che ha portato alla rete olandese. Peccato perché i viola avrebbero meritato, contando le occasioni da rete create, di uscire dal campo con un doppio vantaggio: solo un calo atletico o c’è qualcos’altro? Vediamolo assieme!

IL BUONO

  • Sottil: mamma mia che spettacolo!! Dopo la grande prova contro la Cremonese, l’ultima gemma uscita dal settore giovanile viola si riconferma con una prova sontuosa. Nel primo tempo si dimostra assolutamente immarcabile con giocate di alto livello che confezionano sia il primo che il secondo gol: dapprima inventa la giocata per liberare Biraghi al cross, poi scappa sul filo del fuorigioco e consegna a Cabral un cioccolatino solo da scartare. Al momento è il vero fulcro del gioco viola. Quanto conta la testa nel gioco del calcio: ora continuiamo a pedalare!!
  • Nico Gonzales: stavolta il proscenio è tutto per Sottil, ma quando gioca Nico tutto risulta più facile. Sblocca la gara con un gol da attaccante vero dopo 59 secondi e salta praticamente sempre il proprio marcatore nel primo tempo. Nei pochi momenti di difficoltà poi, è sempre furbo a prendersi la punizione giusta per far respirare la squadra. Ancora non al top atleticamente, cala insieme alla squadra nella ripresa. Totem indiscutibile.
  • Amrabat: letteralmente una piovra. In mezzo al campo recupera centinaia di palloni cercando anche di dare un senso alle giocate in fase di costruzione. Pur non essendo proprio un architetto, finché la squadra regge i ritmi alti ed i movimenti dei compagni sfiorano la perfezione, anche la sua regia sembra assolutamente appropriata. I problemi nascono invece nella ripresa quando i ritmi si abbassano e la Fiorentina avrebbe bisogno di una gestione del pallone di maggiore qualità. Non si può però chiedere al gladiatore Sofyan anche questo: Amrabat è un calciatore che ha bisogno di un piede fino accanto (vedi Veloso nel Verona o Torreira nella scorsa stagione), di qualcuno che lo aiuti quando, per uscire dalle situazioni complicate, serve la giocata di qualità. Daniele, Rocco, Joe mi ricevete?
  • L’approccio alla gara: se la Fiorentina è quella dei primi 30 minuti, anche quest’anno ci divertiremo veramente tanto! Se pensiamo tra l’altro che dalla formazione titolare mancavano il Rettore Bonaventura ed il roccioso Igor, l’inizio gara assume contorni ancor più esaltanti. Era chiaro che la squadra non avrebbe potuto reggere 90 minuti in quel modo, ma per essere la prima su una panchina europea di Vincenzo Italiano e la prima dopo tanti anni per la Fiorentina, c’è di che essere soddisfatti. In Olanda per entrare nella fase a gironi!

IL BRUTTO

  • La gestione del secondo tempo: credo nessuno potesse pensare che i viola avrebbero giocato una ripresa pari alla prima frazione, ed infatti così è stato. Credo che la compagine di Italiano sia ben allenata e ben preparata e che dunque la condizione atletica sia destinata a crescere gradualmente nelle prossime settimane. Ciò che però mi disturba è la pochissima qualità presente nella rosa del centrocampo viola: come avevamo anticipato al Corner Viola in sede di presentazione, affidando le chiavi della regia ad Amrabat, diventa inevitabile cercare la giocata sugli esterni ma in questo modo diventi una squadra monodimensionale e dunque più leggibile. L’infortunio di Castrovilli, il mancato riscatto di Torreira e l’assenza di Bonaventura hanno privato la squadra dei calciatori in grado di accendere la luce e dunque quando devi alzare il piede dall’acceleratore tutto diventa più complicato. In tre parole: tocca alla società!
  • Il gol subito: dopo i macroscopici errori della prima di campionato, ieri sera ci siamo cascati nuovamente. La Fiorentina ha subito un gol evitabilissimo per una grave disattenzione di Biraghi, fino a quel momento tra i migliori, che non ha tenuto la linea lasciando in gioco l’attaccante del Twente. Questi cali di concentrazione non sono ammissibili a questi livelli, soprattutto se poi ci riempiamo la bocca dichiarando che proveremmo addirittura a lottare per la Champions (pura follia per me)! Le gare spesso si decidono sui dettagli, dobbiamo migliorare in fretta!
  • Ikonè: un calciatore così delizioso tecnicamente non può giocare in questo modo! E’ assolutamente inaccettabile l’atteggiamento con cui è entrato in campo anche ieri sera: timido, svogliato, senza mai la voglia di azzannare la palla ed il campo. Non salta l’uomo, non calcia in porta, gioca la palla solo in orizzontale. Non avrei mai pensato di dirlo ma…. meglio Kouamè!!

Alla prossima!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – ROMA = 2 – 0

Dopo tre sconfitte consecutive, la Fiorentina è tornata alla vittoria nel miglior modo possibile! E’ stata la serata perfetta: ritmo, gran calcio, due reti segnate velocemente, gestione della gara. Siamo insomma tornati ad ammirare quella squadra grazie alla quale abbiamo ricominciato a sognare e che ha riconnesso la città alla propria amata Fiorentina. Contro una Roma certamente stanca per la semifinale europea giocata giovedì, era fondamentale tenere i ritmi altissimi fin da subito ed aggredire i giallorossi senza farli ragionare costringendoli a correre dietro palla ed avversari. Vincenzo Italiano ha dimostrato nuovamente che quando ha una settimana per preparare la gara insieme ai propri ragazzi difficilmente sbaglia! Se il sogno diventerà realtà sarà però assolutamente necessario migliorare la lettura delle gare anche quando si gioca più spesso e soprattutto la società dovrà innalzare la qualità media della rosa. Nelle giornate in cui non è possibile andare a 100 all’ora per novanta minuti, diventa imprescindibile poter contare su calciatori di talento che possono decidere la partita con una giocata, cosa che oggi appartiene saltuariamente solo a pochissimi. Per questa stagione potrebbe bastare, per la prossima non credo proprio!

IL BUONO

  • Nico Gonzalez: conquista e realizza un rigore di un’importanza smisurata per la Fiorentina e per tutta la città. E’ una spina nel fianco dei difensori avversari, li salta ripetutamente e finalmente è anche deciso nel puntare la porta avversaria. Come spesso ha detto mister Italiano, se si convince di poter vedere la porta con continuità, diventa un calciatore di livello assoluto in campo europeo. Dai Nico, un ultimo sforzo!!
  • Amrabat: dalla gara di La Spezia in poi, il marocchino è decisamente un altro calciatore. Molto diverso da quello che offriva solamente quantità in quel di Verona, più completo, più concentrato, più pronto a far ripartire l’azione anche senza dover toccare la palla 8 volte. Gioca una partita di grandissimo furore agonistico, ma anche di grande intelligenza grazie alla quale sovrasta Pellegrini e tutti i centrocampisti che si inseriscono in zona centrale. Da non sottovalutare poi che gioca quasi tutta la gara con un’ammonizione addosso che avrebbe potuto condizionarlo. Bentornato!
  • Bonaventura: quanto ci sono mancate le giocate del Professore di tecnica calcistica! Vedete quanto conta la qualità? Tornando finalmente a giocare con un centrocampista tecnico di piede destro, la circolazione della palla torna fluida ed anche a destra la Fiorentina riesce ad attaccare con continuità. Impreziosisce la sua prova con una rete di sinistro da leccarsi i baffi. Adesso gli ultimi 180 minuti a tutto gas!
  • Igor – Milenkovic: contro uno degli attaccanti più in forma del campionato dotato delle qualità più difficili da marcare per una coppia come quella viola, il difensore serbo e quello brasiliano tirano fuori un’altra ottima prestazione. Si coprono le spalle a vicenda, hanno ormai meccanismi oliati, sbagliano pochissimo. Un clean sheet che offre speranze in vista della volata finale.
  • La gestione del secondo tempo: se i viola hanno spesso avuto un limite in questa stagione, è stato quello di dissipare i vantaggi costruiti o le prestazioni offerte per l’incapacità di gestire i ritmi della gara soprattutto nella seconda frazione e nei minuti finali. Ieri sera invece, Amrabat e compagni hanno dato l’impressione di sapere sempre cosa fare e come farlo senza perdere mai di vista l’obiettivo. Finalmente maturi?

IL BRUTTO

  • Assolutamente nulla: potrei parlare delle sbavature di Venuti come dell’inconsistenza in fase offensiva di Cabral oppure magari dell’incapacità realizzativa di Ikonè, ma la verità è che ieri sera la Fiorentina ha giocato da SQUADRA dominando la finalista di Conference League. In realtà l’unico cruccio è il passaggio a vuoto che la squadra ha avuto tra la gara di Salerno e la sconfitta in casa contro l’Udinese, quel recupero che tutti aspettavamo proprio per non dover vivere con le palpitazioni le ultime due giornate di campionato. Ma sinceramente, senza soffrire, che gusto ci sarebbe?

A domani con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

MILAN – FIORENTINA = 1 – 0

La sconfitta di Milano ha un sapore amaro per come è arrivata e soprattutto per il modo in cui i viola hanno subìto la rete che ha deciso la contesa. Certo però la partita può essere interpretata in due modi opposti ma entrambi convincenti. Da una parte la classifica inizia a farsi preoccupante per la lotta per l’Europa poiché la terza sconfitta consecutiva rischia di compromettere un cammino che, fino alla gara di Salerno, era stato eccezionale. Bel gioco, vittorie inaspettate, squadra pronta a giocarsela alla pari su ogni campo e contro ogni avversario. Il risvolto di una medaglia deludente è però diverso: la gara di Milano ha visto finalmente la reazione di una Fiorentina che ha avuto un approccio, un’intensità ed un’attenzione completamente diversa rispetto ai due scivoloni contro Udinese e Salernitana. Vincenzo Italiano sembra essere riuscito a toccare le corde giuste per rinvigorire una squadra che ancora una volta ha giocato senza il centrocampo titolare ma ha lottato alla pari con la capoclassifica ed avrebbe anche potuto ritrovarsi in vantaggio se Maignan non avesse respinto da campione sull’incornata di Cabral. Si apre adesso una settimana fondamentale che ci porterà a giocare il posticipo di lunedì contro la Roma, diretta concorrente per l’Europa. Per arrivare al meglio al big match, il Corner Viola vi offrirà la presentazione della gara nei giorni precedenti con i frame di Flavio Bardaro.

IL BUONO

  • Amrabat: dopo averlo criticato tante volte, finalmente sta tornando quello che speravamo potesse essere anche a Firenze. Riproposto nel ruolo di Torreira, arpiona centinaia di palloni, gioca spesso a due tocchi, si fa trovare quasi sempre libero. Gioca una partita totale in cui viene anche chiamato al tiro. Che sia la volta buona che dimostra di poter giocare con Torreira?
  • Saponara: regala giocate di altissima scuola alla scala del calcio. Entra in tutte le azioni offensive viola e non disdegna anche la lotta con Calabria. Sta finendo la stagione in netta ascesa dopo un periodo di appannamento che lo aveva fatto sparire un pò dai radar. Io lo rinnoverei ieri.
  • Igor: dopo il passaggio a vuoto di Salerno, torna ad essere il gladiatore viola. Lotta con Giroud prima ed Ibrahimovic poi, uscendo quasi sempre vincitore dal duello. Molto più sicuro di Milenkovic, aiuta anche i compagni nell’impostazione del gioco. In questa Fiorentina, insostituibile!

IL BRUTTO

  • Terracciano: se in tutta la tua carriera sei sempre stato un ottimo portiere di riserva, è difficile riscoprirsi titolare di una squadra che lotta per l’Europa a 32 anni. Dispiace colpevolizzare un grande professionista come lui ma gli errori iniziano ad essere veramente troppi. Tra i gol presi sul primo palo, le incertezze in uscita e la frittata contro il Milan, il buon Pietro sta iniziando a costare troppi punti. Come dite? Fate giocare Dragowski?? Dalla padella nella brace!
  • Venuti: semplicemente non può giocare una partita di questo livello quando manca tutto il centrocampo titolare. Contro Leao ed Hernandez ha boccheggiato tutto il primo tempo anche perché poco assistito dal peggior Nico della stagione. Odriozola abbiamo bisogno di teeeeeeeeeeeeeeee!!!
  • Nico Gozalez: spento fisicamente, sbaglia diverse scelte e non salta mai l’uomo nemmeno per sbaglio. Nonostante sia in giornata deludente, non cambia modo di giocare e continua a sbattere contro la difesa avversaria senza cercare mai l’aiuto di un compagno. Quasi dannoso.

A più tardi con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – VENEZIA = 1 – 0

Se a Napoli la Fiorentina aveva vinto e convinto, nella gara casalinga contro il Venezia i ragazzi di Italiano hanno raggiunto l’obiettivo pur non giocando una gara indimenticabile. Ancora una volta il gol decisivo è stato realizzato dall’uruguagio indomabile Lucas Torreira che sta iniziando a trovare un’invidiabile confidenza con le reti pesanti. I viola hanno iniziato molto bene sfruttando la vena dei due esterni che però non sono stati fortunati, come in occasione del palo clamoroso colpito da Ikonè con il piede destro. Dopo la rete trovata da Torreira, i ragazzi di Italiano hanno gestito la partita cercando di chiuderla con le occasioni capitate soprattutto sui piedi di Cabral e Nico, ma non ci sono riusciti. Ed allora nel finale di gara, anche a causa dello scarso apporto dei calciatori chiamati dalla panchina, non poteva mancare quella sana sofferenza che accompagna ogni tifoso della Fiorentina in tutta la propria vita. Speriamo solamente che l’incapacità di gestire al meglio l’ultimo quarto di gara non sia dovuto ad un calo atletico che, in vista della gara dell’anno che giocheremo mercoledì a Torino, potrebbe rivelarsi esiziale.

IL BUONO

  • Torreira: ma che giocatore ha preso la Fiorentina? Non solo lotta su tutti i palloni, non solo gestisce i tempi di gioco come un vero regista, non solo non si accontenta di essere il leader riconoscibile della squadra dal punto di vista mentale, ma nel girone di ritorno si è messo anche in testa l’idea di essere il finalizzatore principe dell’undici di Italiano. Lo riscattiamo vero? Non scherziamo!!!
  • Nico Gonzalez: molti tifosi storcono ancora il naso perché la società ha speso 23 milioni per Nico. Ma scusate se non spendiamo i soldi per un calciatore che salta sempre l’uomo, si danna l’anima anche in fase difensiva, non molla un centimetro nemmeno a gara quasi finita, per chi dovremmo spenderli? Un nazionale argentino che ha accettato senza battere ciglio la scommessa di Firenze, città che lottava per la salvezza nelle ultime tre stagioni , deve essere solamente ringraziato. Poi è vero che deve migliorare nelle scelte in area di rigore, che deve essere più freddo quando si trova davanti al portiere….Ma se fosse anche un giocatore da doppia cifra, sarebbe toccato a noi?
  • Igor ed il clean sheet: certo non giocavamo contro il miglior attacco del campionato, ma uscire dal terreno di gioco senza aver subìto rete è sempre importante. Soprattutto per una squadra che non eccelle per la capacità di concretizzare le azioni create, avere Terracciano imbattuto diventa fondamentale. Nella grandissima crescita di tutto il reparto, ancora una volta si erge Igor che non solo compie magistralmente il proprio lavoro, ma copre le spalle ai compagni quando commettono qualche errore. A Torino, e nel prosieguo del campionato, potrebbe essere decisivo!

IL BRUTTO

  • Sottil: se subito dopo la firma sul rinnovo del contratto aveva dato ampi segnali di miglioramento, nelle ultime settimane sembra essere tornato quel bambino viziato con il pallone tra i piedi che conoscevamo. Entra in campo con una spocchia insopportabile, sbaglia ogni singola scelta, meriterebbe di essere a sua volta sostituito dopo poco più di dieci minuti. Inutile ed indisponente.
  • L’infortunio di Castrovilli: il numero dieci viola non riesce a trovare continuità e tranquillità. Dopo diverse prove confortanti, disputa una gara sufficiente ma senza lampi importanti anche se resta fondamentale nell’assetto della squadra vista la contemporanea assenza di Bonaventura. Purtroppo però, ancora una volta il fato ci mette lo zampino e frena la risalita del talentuoso centrocampista. Torna presto Gaetano!
  • Abisso: difficilmente su questo blog giudichiamo l’operato dell’arbitro, ma il fischietto oggi non mi è proprio piaciuto. Soprattutto nel primo tempo inverte diverse punizioni, si dimentica i cartellini e non concede un rigore piuttosto netto su Nico Gonzalez. Sull’argentino poi, vengono tollerati interventi duri ed antisportivi: certo Nico non fà mai nulla per rimanere in piedi, ma questo non deve giustificare ciò che abbiamo visto oggi. Nettamente insufficiente.

A domani con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

NAPOLI – FIORENTINA = 2 – 3

E’ la più bella impresa dell’anno! La Fiorentina, contro un Napoli che doveva continuare la corsa per lo scudetto, ha vinto una partita che resterà nella memoria e nei cuori dei tifosi per anni. Senza Torreira, Odriozola e Bonaventura, i ragazzi di Italiano tornano dal Maradona con tre punti fondamentali nella corsa per l’Europa vista anche la contemporanea caduta dell’Atalanta. L’inizio della gara non aveva fatto presagire il meglio, ma l’organizzazione e la personalità dei ragazzi messi in campo da Vincenzo Italiano, hanno dimostrato che a volte non basta aver maggior talento per vincere le partite. Quando all’inizio della ripresa Spalletti ha avuto la possibilità di pescare in panchina Lozano e Mertens, il Napoli avrebbe dovuto soverchiare, anzi spazzare via la squadra viola ed invece no! La Fiorentina ha vinto in trasferta a Napoli grazie al primo gol di Ikonè, alla magia di Cabral, alla sapienza tattica di un preziosissimo Kokorin che negli ultimi 10 minuti è stato scaltro nel tenere palla nella metà campo avversaria. Senza contare la crescita esponenziale non solo di Igor (ormai diventato un muro invalicabile), ma anche di Amrabat e di Maleh. Sarà difficile trovare qualcuno da premiare più di altri, ma ci proviamo:

IL BUONO

  • Italiano: chiamatelo mago, chiamatelo profeta, chiamatelo come volete io so solo che è il maggior artefice di questa meravigliosa stagione viola. Se la Fiorentina, dopo tre stagioni indecenti, è tornata sulla cartina del campionato italiano, è grazie al lavoro del tecnico che, in occasione di una delle trasferte più difficili dell’anno, non solo deve fare a meno di tre pedine fondamentali, ma addirittura rispolvera Kokorin! I Viola giocano un calcio bello, ma non fine a sé stesso, creano occasioni, portano a casa tre punti di platino nella corsa per l’Europa. Cosa aspettiamo a rinnovargli il contratto?
  • Cabral : per alcuni era grasso, per altri era goffo, adesso spero solamente di ascoltare il loro silenzio. Gioca una partita di grandissimo sacrificio, “pulisce” decine di palloni sparatigli addosso dai difensori viola, lotta senza paura contro Koulibaly, miglior difensore della Serie A. Segna poi un gol fantastico, scherzando la difesa avversaria e trafiggendo Ospina sul palo lontano. Abbiamo notizia di qualcuno dei contestatori?
  • Nico Gonzalez: ma che diavolo di giocatore ci hanno comprato? Interpreta una partita perfetta allungando gli spazi, attaccando quando serve, andando al tiro. Arriva addirittura a segnare la seconda rete consecutiva iniziando a migliorare in quello che finora è stato il tallone d’achille, la concretezza. Gioca una partita totale, conduce i viola a rispondere colpo su colpo. Immenso.
  • Igor: dopo essersi messo in tasca quasi tutti i migliori attaccanti del campionato, stavolta tocca ad Oshimen. Siccome però il centravanti del Napoli è veramente uno speciale, nonostante la prova sontuosa del brasiliano, dapprima offre l’assist del pareggio a Mertens e poi segna il gol che restituisce speranza a Spalletti e soci grazie anche ai crampi che hanno colpito Igor. Considerando inoltre il piede educato, credo sia necessario costruire la difesa del futuro sulla coppia centrale di oggi. Bellissima conferma.
  • La squadra: da Biraghi a Milenkovic, da Amrabat a Maleh, da Ikoné a Venuti fino a Saponara, voglio fare i complimenti a tutti i protagonisti di una domenica da ricordare. Le assenze, i cartellini gialli, i punti di differenza in classifica, non hanno fermato la voglia, l’abnegazione, l’amore che questi ragazzi stanno dimostrando per la nostra maglia, per la nostra città, per il proprio allenatore. Comunque vada, GRAZIE!

IL BRUTTO

  • Il primo quarto d’era dei due tempi: se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell’uovo, all’inizio di entrambe le frazioni la Fiorentina ha trovato difficoltà soprattutto nel ripartire. Venuti a destra e Duncan a sinistra sono stati spesso schiacciati dai diretti avversari, Amrabat ha fatto fatica a far sgorgare il gioco, ma poi i viola hanno trovato le giuste contromisure ed hanno portato a casa i tre punti. Ed allora… chi se ne frega!!

A più tardi con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – EMPOLI = 1 – 0

La Fiorentina conquista tre punti tanto importanti quanto sofferti contro un Empoli che non ha assolutamente demeritato. Se solo fosse stato convalidato il gol di Di Francesco nel primo tempo probabilmente adesso staremmo parlando di un’altra gara, ma il VAR ha sottolineato il fallo di Pinamonti e dunque i viola sono riusciti a tenere il ritmo della Lazio e della Roma. Abbiamo assistito ad una gara dai due volti con un primo tempo molto equilibrato ed una ripresa che è inevitabilmente svoltata con il rosso a Luperto. Già trovarsi un uomo in più era importante, riuscire addirittura a trovare il vantaggio sulla punizione conseguente è stata la chiave di volta del match. Purtroppo però, i viola non sono riusciti a chiudere i giochi con il raddoppio ed ancora una volta al Franchi è andata in scena la paura soprattutto nei minuti finali quando Terzic è stato più volte messo in difficoltà dai calciatori dell’Empoli: menomale che, a differenza dell’andata, la dea bendata ha dato una mano alla Fiorentina che dunque riesce a rimanere attaccata al gruppone con vista Conference League.

IL BUONO

  • Castrovilli: la crescita del numero 10 viola dall’inizio della stagione è sinceramente impressionante. Pur non avendo così tanto campo davanti da cavalcare, si sta trasformando in un calciatore completo: strappa spesso in avanti, danza sul pallone, effettua cambi di campo meravigliosi. Gli manca ancora la sfacciataggine di tirare in porta anche da fuori, ma la maturazione è assolutamente da rimarcare. Da diverse partite sempre tra i migliori in campo, decisivo sia in fase offensiva che difensiva. Ben venga il rinnovo di contratto!
  • Nico Gonzalez: aveva giocato un primo tempo confusionario e senza costrutto, pesticciando qua e là senza mai risultare decisivo. Poi però in un minuto decide il match: dapprima costringe Luperto al secondo giallo con l’ennesima serpentina e poi segna il gol vittoria su assist di Biraghi. Imprescindibile lo è sempre stato, se poi inizia anche a fare rete allora…. Indispensabile.
  • La coppia Igor-Milenkovic: dopo alcune prove di assestamento, adesso sono la colonna portante della squadra. Uno mancino l’altro destro, uno più rapido l’altro marcatore puro, uno ottimo di testa, l’altro più bravo tecnicamente. Ad inizio anno nessuno avrebbe scommesso né sulla crescita esponenziale del brasiliano, né sulle motivazioni ferree del difensore serbo così amico di quello che adesso indossa la maglia da carcerato. A Napoli per la prova del 9!

IL BRUTTO

  • Terracciano: forse ci siamo dimenticati che è un portiere che, passata la trentina, non ha mai fatto il titolare in serie A. Forse ci ha abituato un pò male con prove che nessuno di noi si aspettava o semplicemente ci siamo innamorati della favola di un ragazzo serissimo arrivato quasi per caso alla titolarità. Fatto sta che, con le topiche di oggi, gli errori iniziano ad essere veramente troppi per poter pensare di confermarlo tra i pali nella prossima stagione. Nel primo tempo rischia di farsi rubare la palla dai piedi in fase di rilancio, smanaccia malamente un paio di cross, non dà mai sicurezza al reparto. Grazie di tutto, ma l’anno prossimo per favore restituiamogli il ruolo che ha sempre avuto: il miglior dodicesimo del campionato.
  • Terzic: quando qualcuno continua a chiedersi ed a chiedere perché Biraghi gioca sempre senza tirare mai il fiato, per favore riguardi in loop gli ultimi minuti di oggi contro l’Empoli in casa ed in superiorità numerica con il suo sostituto in campo. E poi taccia.
  • Corsi: uno dei dirigenti più illuminati del calcio italiano si distingue sempre per simpatia e gioiosità quando incontra la Fiorentina. Ha da ridire su tutto, protesta ad ogni decisione arbitrale, in tribuna regala uno spettacolo teatrale del quale nessuno sentiva la necessità. Ci vediamo alla prossima simpaticone!

A domani con il Corner Viola!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 1 – 0

Una Fiorentina più fortunata che bella conquista tre punti che tengono viva la speranza per la rincorsa all’Europa. Una volta tanto anche la Dea bendata ha arriso a Vincenzo Italiano ed i suoi ragazzi: i due pali colpiti dal Bologna nella prima frazione avrebbero potuto minare tutte le certezze viola, ma stavolta è andata decisamente bene. L’espulsione di Bonifazi poi, ha cambiato del tutto le gerarchie della gara ed ha permesso alla Fiorentina di giocare un secondo tempo arrembante e convincente. Ancora una volta è stato il capitano morale di questa squadra, il condottiero di Firenze Lucas Torreira ad essere decisivo non solamente con una prestazione sontuosa ma stavolta anche con la rete che ha deciso il match. L’uruguagio, insieme alla coppia difensiva composta da Igor e Milenkovic, ha permesso alla Fiorentina di tornare alla vittoria e di continuare a sognare quel traguardo che ad inizio anno sembrava impossibile. Certo il prossimo appuntamento a Milano, contro l’Inter di Simone Inzaghi, non è tra i più agevoli, ma i ragazzi di Italiano hanno dimostrato più volte di essere in grado di giocarsela con tutti a viso aperto. Vediamo adesso i migliori ed i peggiori della gara contro il Bologna.

IL BUONO

  • Torreira : che vita sarebbe senza il centrocampista uruguagio? Certo in questi anni Pradè ne avrà sbagliate tante di scelte, ma questa è una di quelle che cambia la faccia della squadra. Lotta, sgomita, recupera palloni, imposta il gioco, gestisce i ritmi della contesa. Ultimamente poi, per farlo uscire dalle grinfie delle marcature avversarie, Italiano gli ha chiesto di inserirsi di più in area e di andare ad attaccare l’area avversaria con continuità. Dopo che con il Verona aveva sprecato una chance clamorosa su assist di Callejon, stavolta segna il gol da 3 punti dopo aver colpito anche un palo. Leader indiscusso.
  • Nico Gonzalez: uno dei giocatori più antipatici contro cui giocare in serie A. Cerca sempre il contatto, simula spesso, picchia almeno quanto viene picchiato….ma quando gioca nella tua squadra lo ami perché non si risparmia mai ed è sempre in grado di fare la differenza. Anche contro il Bologna guadagna decine di falli, riempie gli avversari di cartellini, recupera tantissimi palloni. Fastidioso come una birra calda a Ferragosto.
  • La coppia Igor Milenkovic: contro una squadra che ha un attacco in cui si mischiano potenza e velocità sbagliano pochissimo. Finalmente si conoscono e si coprono le spalle, le rispettive caratteristiche si sposano perfettamente ed anche le pause sono limitate al minimo. Solo in un’occasione Igor si fa saltare secco da Orsolini che fortunatamente prende il palo, poi più nulla. Coppia titolare.
  • La Dea bendata: spesso nelle ultime settimane ci siamo rammaricati perché tutti gli episodi sembravano averci voltato le spalle. Contro il simpaticissimo Mihajlovic ci siamo rifatti con gli interessi! Se solo penso a come poteva essere la partita sotto di un gol dopo dieci secondi mi vengono i brividi….Speriamo non ci abbandoni più!

IL BRUTTO

  • La coppia Piatek – Cabral: la gara contro il Bologna ha dimostrato che purtroppo, al momento, non abbiamo un attaccante completo per l’assalto all’Europa. Piatek, mortifero nei sedici metri, ha nuovamente messo in luce tutti i suoi limiti nella fase di copertura della palla e di costruzione del gioco insieme alla squadra. Pur non avendo di fronte dei mastini insormontabili, il polacco ha perso quasi tutti i duelli personali e non si è mai reso pericoloso. Il brasiliano che lo ha sostituito poi, si è certamente dato da fare, ma è apparso indietro sia nella condizione atletica che nella comprensione del calcio italiano. Spesso anticipato, non è mai riuscito a concludere verso la porta avversaria. Strada in salita!
  • Terracciano: anche lui sembra essersi fermato al gol subìto contro la Juventus nel recupero. Non è più così sicuro né in presa né soprattutto con i piedi rischiando almeno un paio di volte di regalare occasioni clamorose agli attaccanti felsinei. Se la differenza tra lui e Dragowski risiede soprattutto nel gioco tra i piedi, urge tornare a trovare sicurezza ed intraprendenza. Forza Pietro!

A più tardi con il Corner Viola!