Il buono, il brutto, il cattivo

LAZIO – FIORENTINA = 2 – 1

Dopo quattro risultati utili consecutivi, la Fiorentina torna da Roma senza punti al termine di una prestazione a tratti sconfortante nobilitata solamente dall’ennesimo rigore segnato da Vlahovic. Come al solito, la squadra di Prandelli mastica palloni su palloni ma non riesce a rendersi quasi mai pericolosa. Se a ciò si somma l’infortunio di Ribery accusato già al 35° del primo tempo, la qualità resta una magnifica sconosciuta nella manovra viola. La prima sorpresa della giornata la confeziona Prandelli con la decisione di mandare in campo Martinez Quarta al posto di Milenkovic che fino ad oggi non aveva perso nemmeno un minuto di campionato: se sommiamo a questa scelta la visita del procuratore di Cistana ieri in sede viola, c’è una cessione in vista? La seconda sorpresa è il cambio di modulo finale con un Callejon finalmente coinvolto nel gioco della squadra: noi del Corner del Lungo chiediamo a gran voce il 4-2-3-1 da Luglio, che sia la volta buona?

IL BUONO

  • Martinez Quarta: la sorpresa della formazione iniziale di Prandelli non demerita affatto. Titolare per la seconda volta in stagione, sempre a Roma, è uno dei difensori più sicuri: lotta, sgomita, anticipa spesso il diretto avversario. E’ anche il difensore più intraprendente in fase offensiva cercando di impostare spesso l’azione ed andando a saltare nell’area di rigore avversaria. Promosso.
  • Callejon: gioca mezz’ora ma in realtà la sua partita comincia quando finalmente Prandelli decide di giocare con un modulo a lui più confacente. Da lì in poi detta il passaggio, recupera palloni, viene coinvolto e sfiora anche la rete. Proprio sicuri sia un esubero e che gli si debba preferire Eysseric?
  • Caicedo: si parla tanto di lui come possibile acquisto viola. Ecco io ne sarei, e non da oggi, felicissimo. Gli viene servito un pallone in area di rigore e lui mette a segno un bellissimo gol di prima. E’ sempre protagonista di movimenti intelligenti per aprire gli spazi ad Immobile e non molla mail. Ma soprattutto ripeto: un pallone, un gol! What else?
  • Vlahovic: anche se in una partita non certo scintillante, è l’ultimo a mollare. Si guadagna il rigore e lo realizza con grandissima freddezza. Chissà come mai quando ha un altro attaccante vicino e Callejon libero a destra entra in partita…….Comunque sia imprescindibile.

IL BRUTTO

  • Prandelli: dispiace tanto metterlo dietro la lavagna, ma oggi non mi ha minimamente convinto. La formazione iniziale con la quale ripresenta Amrabat regista, ruolo che non può assolutamente interpretare, viene appesantita dalla presenza di Ribery. Il fuoriclasse francese ha un risentimento muscolare già nel riscaldamento ma viene comunque rischiato quasi che la squadra fosse sua prigioniera. In questo modo i viola giocano praticamente in 10 fino alla sua sostituzione: e qui il secondo capo di accusa al mister. Come si può pensare di inserire Eysseric prima di Callejon o magari di Kouamè? Un calciatore che viene considerato un esubero da almeno due stagioni, è diventato il primo cambio viola? Al di là del problema di modulo per Callejon, dei movimenti di mercato per Kouamè, resta un cambio sinceramente incomprensibile. Chiudo con una postilla tattica: dovevamo proprio aspettare 80 minuti per provare a giocare a calcio con un pò di verticalizzazioni e qualche calciatore in più nell’area avversaria? Non ci siamo proprio.
  • Venuti: gioca 60 minuti tra i peggiori da quando è tornato a Firenze. Confusionario, saltato molto spesso dal diretto avversario, perde tantissimi palloni (come nel caso del gol annullato ad Immobile). Spinge abbastanza, ma i suoi cross non sono mai all’altezza della situazione. Purtroppo non sono ancora le sue partite.
  • Castrovilli: al netto di una prestazione altalenante in cui ci sono anche alcune cose buone, come l’assist meraviglioso per Callejon, non può permettersi di prendere l’ennesimo cartellino giallo che lo farà mancare in una sfida delicatissima come quella di domenica contro il Cagliari. Sono leggerezze che si pagano e che rischiano di compromettere un percorso di continuità di cui la Fiorentina ha assolutamente bisogno. Oltre a ciò viene spesso anticipato e la lucidità, almeno oggi, non è il suo forte (come in occasione del colpo di tacco davanti a Strakosha nel primo tempo). Maturare in fretta, please.
  • Dragowski: dopo alcune prove eccellenti, oggi offre una prestazione insufficiente. Oltre all’incertezza in occasione del secondo gol di Immobile, non dà mai sicurezza in uscita. Può capitare anche a lui.
  • Biraghi: contrapposto a Lazzari non è dominante come successo altre volte in questa stagione. Ha grandi responsabilità sul primo gol laziale ma non si perde d’animo. Continua a combattere ma non è proprio giornata. Il suo sinistro si dimostra pericoloso solamente da palla ferma. Rimandato!

Domani il Corner del Lungo è nuovamente ospite di ATSport. Seguitemi su YouTube !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BOLOGNA = 0 – 0

Dopo la vittoria di Torino contro la Juventus, tutta Firenze si aspettava una prestazione di ben altro spessore. La squadra di Prandelli è durata sostanzialmente dieci minuti, i primi, quando sembrava che si stesse continuando a giocare allo Juventus Stadium. Da lì in poi è calato il buio, con il Bologna a mantenere un possesso palla a tratti stucchevole e la Fiorentina a chiudere gli spazi e ripartire. I viola non hanno fatto nemmeno un tiro nello specchio della porta e così diventa impossibile vincere le partite.

IL BUONO

  • Dragowski : la crescita del portiere polacco sta diventando impetuosa. Salva i viola almeno tre volte sia in uscita che sui tiri da lontano, dà grande sicurezza alla retroguardia anche quando presenta distrazioni che potrebbero rivelarsi fatali (vedi Pezzella al 34° che mette in porta Palacio). Ancora non precisissimo con i piedi ma è ormai una certezza. Saracinesca.
  • Castrovilli: finalmente più intraprendente rispetto alle ultime uscite. Gioca tantissimi palloni, dialoga con Ribery e prova anche il tiro in porta. Nel grigiore generale è uno dei più positivi anche se ancora non è il Castro di cui tutti ci siamo innamorati. In ripresa.
  • Ribery: si carica la squadra sulle spalle fin dall’avvio quando dopo nemmeno un minuto si inventa una serpentina con cui semina il panico nella retroguardia felsinea. Non trova la stoccata vincente, né l’assit decisivo, ma non ha alcuna forma di collaborazione né dagli esterni, né da Vlahovic. Ci mette tutto sé stesso per creare scompiglio ma stavolta si ritrova sempre troppo solo. Comunque imprescindibile.
  • Domiguez: centrocampista completo, di lotta e di governo, con grande personalità ed intraprendenza. Fisicamente non un maciste, ma in mezzo ad Amrabat e Borja Valero, con la palla tra i piedi usciva sempre lui. Grandissimo prospetto.

IL BRUTTO

  • Vlahovic: dopo alcune prestazioni incoraggianti, torna quello di inizio anno. Nonostante la squadra giochi con lo stesso modulo e gli stessi interpreti di Torino, appare abulico e svogliato. Non riesce a far salire la squadra, né a rendersi pericoloso. Netto passo indietro.
  • Borja Valero: dopo la prestazione sontuosa di Torino contro la Juve, una nettissima involuzione. In 11 contro 11 e con il raddoppio sempre addosso, non riesce ad essere mai decisivo né a verticilizzare. Anche in fase difensiva, con accanto un Amrabat a marce basse, si trova spesso in difficoltà di fronte a Soriano e Dominguez. Unico lampo, il tiro appena fuori al 58°. Se l’idea è di continuare a giocare 3-5-2, credo proprio sia necessario avere un altro interprete del ruolo. Soluzione transitoria.
  • Kouamé: se qualcuno ancora si chiede perché giochi sempre Vlahovic o perché in tanti (me compreso su questo blog) chiediamo l’arrivo di un attaccante pronto, si guardi il quarto d’ora giocato dall’ex Genoa oggi. Passaggi sbagliati, palloni gestiti malissimo, errori marchiani. Nettamente insufficiente.
  • La prestazione: la sbornia di Torino non poteva durare, ma chiedere di tirare almeno una volta in porta in casa contro il Bologna non credo sia lesa maestà. Probabilmente giocare in casa con 5 difensori puri e due centrocampisti come Borja Valero ed Amrabat che non guardano mai l’area avversaria non aiuta. Con gli innesti di Bonaventura e Lirola, la Fiorentina è parsa più intraprendente e ci ha provato maggiormente. Non basta non subire reti!

Ci vediamo domani con una grande sorpresa su YouTube !!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – HELLAS VERONA = 1 – 1

Dopo il pareggio ottenuto in casa contro il Sassuolo, la Fiorentina è tornata in campo tra le mura amiche contro gli scaligeri gemellati. L’obiettivo primario era quello di tornare finalmente alla vittoria, ma la squadra di Prandelli ha guadagnato solamente un punto e dunque resta invischiata pericolosamente nella zona calda della classifica. Anche i miglioramenti nel gioco sono sembrati impercettibili e limitati al primo tempo, mentre l’impegno, la voglia e l’attenzione sono sembrati quelli giusti, quelli necessari a lottare per la salvezza. Il 2020 si chiuderà con la trasferta di Torino contro la Juventus….Servirà un’impresa!

IL BUONO

  • Igor: schierato finalmente al posto di Caceres (mossa che avevamo chiesto a gran voce anche su questo blog), gioca una partita irreprensibile. Anticipa spesso il diretto avversario, non rischia mai nulla e riesce qualche volta anche a far ripartire l’azione. Grazie alla propria esplosività combatte su ogni singolo pallone, lotta con tutti, mena e riceve colpi. Da confermare senza alcun dubbio.
  • Vlahovic: alla seconda rete consecutiva, seppur nuovamente su rigore, sembra un calciatore diverso. Anche se continuo a pensare non sia una prima punta, gioca una gara di grande sacrificio venendo incontro ad ogni singolo pallone. La porta non la vede praticamente mai ma quello dipende anche dal fatto che viene servito sempre spalle alla porta e lontano da essa. Anche oggi non si tira indietro quando c’è da andare sul dischetto per calciare il rigore che lui stesso, furbescamente, si è procurato. In netta crescita.
  • Dragowski: ed anche oggi, zitti zitto, il portiere polacco ha salvato i viola. In una gara in cui le occasioni si contano sulle dita di una mano, Drago blocca Lazovic a tu per tu al 66° ipnotizzando il fantasista gialloblu. Se la Fiorentina avesse subito la rete, probabilmente sarebbe stato il colpo del k.o. Certezza.
  • Bonaventura: diciamolo subito, il buon Jack non ha certo giocato una delle sue migliori partite ma voglio premiare l’atteggiamento e la mentalità. Se anche uno dei giocatori più tecnici della rosa dissotterra l’ascia di guerra, allora si può dire che il gruppo ha capito che si deve lottare fino in fondo tutti insieme. Chiama spesso anche il pressing finché resta in campo e spesso riesce a recuperare palla nella metà campo avversaria. Leader silenzioso di lotta e di governo.

IL BRUTTO

  • Fourneau: sbaglia tutte le decisioni più importanti e se la gara diventa più simile ad un incontro di boxe che ad una partita di calcio per l’eccessivo nervosismo dei calciatori, è innanzitutto colpa sua. Concede un rigore molto, ma molto, ma molto generoso al Verona per un contatto veniale di Barreca su Salcedo che allarga il piede proprio per cercare ed accentuare il contatto che comunque c’è. Nonostante la tardiva chiamata al VAR, non torna sui suoi passi e, tra il fischio e la realizzazione di Veloso passano circa 6 minuti. Poi concede un altro rigore inesistente stavolta alla Fiorentina appena Vlahovic cade a terra in area dando la sensazione di aspettare solamente il momento giusto per pareggiare i conti. Permette alle due squadre di picchiarsi in libertà e termina il suo splendido primo tempo concedendo solamente 4 minuti di recupero. Nel secondo tempo non poteva fare peggio ma comunque non dà mai la sensazione di avere in pugno la situazione. Giornata nera.
  • Barreca: è alla prima da titolare con la maglia viola ma fa rimpiangere Biraghi. Al di là del (non) fallo sul rigore del Verona, gioca una partita piena di errori tecnici. La Fiorentina attacca quasi solo dalla sua parte (chissà poi perché) ma Barreca non azzecca un cross né su azione né a palla ferma. Da rivedere.
  • Callejon: capisco non essere in condizione, capisco il Covid che lo ha colpito, capisco anche che la squadra non giochi il calcio a lui più congeniale ma è entrato in campo con un atteggiamento diverso dai compagni. Non ha giocato un pallone decisivo, non ha rincorso l’avversario, non ha saltato l’uomo. Con il suo ingresso Prandelli ha cercato di dare un punto di riferimento in più per i centrocampisti viola, in realtà lo è stato solamente per i difensori scaligeri, vista la scarsa mobilità. Da recuperare al più presto!

Ci vediamo domani su YouTube per le altre considerazioni sulla gara!!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – GENOA = 1 – 1

Avevamo detto che andava bene anche una brutta partita, ma le due squadre hanno decisamente esagerato. Un primo tempo senza alcun tiro nello specchio, senza emozioni né trame di gioco. Nella seconda parte poi, la Fiorentina sembrava aver trovato il bandolo della matassa ma l’annullamento del gol di Bonaventura prima, i cambi di Prandelli poi, hanno condannato i viola al rischio di una sconfitta che avrebbe compromesso il futuro cammino della squadra. Ci ha pensato San Milenkovic a salvare capra e cavoli!!

IL BUONO

  • Milenkovic: il più sicuro dei quattro dietro, non sbaglia praticamente nulla in fase difensiva. Ha poi l’immenso merito di rompere l’incantesimo segnando il gol del meritato pareggio. Incedibile.
  • Biraghi: dopo un primo tempo appena sufficiente, nel secondo tempo diventa uno stantuffo inesauribile. Gioca decine di palloni, mette nel mezzo tanti cross, la precisione non è il suo forte ma non si può avere tutto. Instancabile.
  • Vlahovic: volenteroso, egoista il giusto, molto motivato. Non riesce ancora a trovare la via della rete, ma si iniziano ad intravedere i movimenti dell’attaccante. Comincia ad inquadrare la porta, è sfortunato ma ancora il gol non arriva. In buona crescita.
  • Bonaventura: gioca un ottimo secondo tempo ed aveva anche trovato un gol di importanza capitale. Scova quegli spazi che Castrovilli non aveva trovato, gioca spesso la palla di prima e crea occasioni. Per come sta giocando la Fiorentina in queste settimane, assolutamente imprescindibile.
  • Dragowski: non è praticamente mai impegnato nei 90 minuti nonostante debba raccogliere un pallone nel sacco. Diventa però decisivo bloccando Destro che avrebbe potuto chiudere il match. Certezza.

IL BRUTTO

  • Prandelli: i tre cambi al 78′ non li ho proprio capiti. La Fiorentina sembrava finalmente aver trovato il bandolo della matassa, aveva guadagnato metri ed iniziava anche a costruire occasioni. Mi spiace dirlo, ma stasera ha rischiato di perderla lui. Che senso ha avuto?
  • Callejon: ancora lontanissimo dagli standard di Napoli. Cresce un pò nel secondo tempo ma non ci siamo proprio. Non arriva praticamente mai al cross, figuriamoci alla conclusione in porta. Quando arriva quello vero?
  • Ribery: un’altra cocente delusione. Non salta mai l’uomo, non arriva mai al tiro in porta. Se deve essere il calciatore che risolve i problemi della Fiorentina, allora siamo messi male. A quando il vero FR7?
  • Borja Valero: ne combina più di Bertoldo. Gioca poco più di 10 minuti imbarazzanti. Così non serve!
  • Amrabat: dopo 10 partite possiamo ormai dire che, al momento, è la delusione del mercato estivo. Gioca un calcio compassato, in cui non esiste il passaggio di prima. E’ vero, recupera tanti palloni, ma il centrocampista dovrebbe fare anche altro. Ecco, manca tutto il resto.

Ci vediamo domani su YouTube per le considerazioni tattiche sulla gara!!!

Il buono, il brutto, il cattivo

UDINESE – FIORENTINA = 0 – 1

Con il cuore gonfio di dolore per la scomparsa di uno degli Dei del calcio, Diego Armando Maradona, abbiamo assistito ai sedicesimi di finale di Coppa Italia. Diciamo subito che se questa gara doveva essere un omaggio alla scomparsa del Diez, allora magari ci riproviamo la prossima volta! Stasera però l’unica cosa che contava era il risultato e la Fiorentina è tornata alla vittoria!!! Passaggio del turno guadagnato, speriamo sia LA SVOLTA!!! Certo la squadra è ancora convalescente, ma ha iniziato a lottare, a sudare, a dare tutto. Un bel primo passo!

IL BUONO

  • Montiel: da anni si continua a parlare del talento di questo piccoletto spagnolo, ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di scommetterci. Finora confinato in primavera, entra in campo con spensieratezza e coraggio e risolve la partita con un bel tiro di sinistro. Inizio di un magnifico percorso?
  • Cutrone: nonostante le prove imbarazzanti di Vlahovic, il buon Patrick parte sempre inspiegabilmente dalla panchina. Nonostante ciò, si dimostra ancora una volta un professionista vero, entra col fuoco dentro e confeziona l’assist per Montiel con un movimento tipico della prima punta: protezione della palla, attesa dell’inserimento dell’esterno, assist sul piede forte del compagno. Ripartiamo dalle cose semplici!
  • Pezzella: nella conferenza stampa della viglia, Prandelli ha detto che con cinque Pezzella questa squadra lotterebbe per la Champions League. Non so se sia vero, ma certo anche contro l’Udinese il capitano risulta uno dei migliori in campo. Sempre sicuro, regala tranquillità a tutta la squadra. Deve uscire dopo 65 minuti perché a corto di condizione, non certo per demeriti. Al momento è insostituibile.
  • Borja Valero: un capitano senza fascia, un professionista esemplare. Prandelli gli chiede di giocare a uomo su De Paul nonostante sia il trequartista della squadra e lui, da bravo soldatino, esegue perfettamente il compito. Non riesce poi ad innescare le punte come avrebbe dovuto ma non gli si può chiedere troppo. Certezza.
  • Caceres: schierato a destra nella difesa a 4 viola, mostra chiusure puntuali e qualche sortita in avanti. La sua presenza rassicura la squadra anche quando Pezzella deve uscire. Più che sufficiente.

IL BRUTTO

  • Vlahovic: semplicemente imbarazzante. Spreca l’ennesima occasione offertagli da titolare. Nel primo tempo sbaglia un gol incredibile solo davanti al portiere calciando direttamente in curva; in una squadra come la Fiorentina in cui le occasioni arrivano col contagocce, non è ammissibile! Continua poi a giocare una partita insufficiente in cui sbaglia troppo e protegge male la palla. Quanto lo dobbiamo ancora aspettare?
  • Kouamè: dopo aver fatto l’esterno di attacco contro il Benevento, oggi viene impiegato da seconda punta accanto a Vlahovic. Non vede mai la porta, non viene incontro ai centrocampisti, non salta mai l’uomo. A Milano anche no, grazie!
  • Biraghi: gioca un’altra partita mediocre. Sbaglia sia in fase difensiva, che quando prova ad andare al cross. E’ anche nervoso, probabilmente per le ultime prestazioni insufficienti. Non riesce ancora ad essere quello delle prime giornate nonostante questa sera, con Caceres in difesa a destra, debba occuparsi meno della propria metà campo. Da ritrovare.
  • Castrovilli: sul centrosinistra nel centrocampo a 3, sembra sentirsi ingabbiato. Mai un cambio di passo, mai uno strappo, mai un’invenzione. Meno brillante del solito anche nella capacità di recuperare palla. Urge ritrovare il vero Gaetano.
  • Amrabat: un’altra prestazione incolore del fiore all’occhiello dell’ultimo mercato viola. La sua gara è divisa a metà: gioca un primo tempo e la gran parte del secondo tempo in modo confusionario con tanti errori e poche giocate utili alla squadra. Nella parte finale del secondo tempo e nei tempi supplementari sale in cattedra come ci aveva abituato a fare in famiglia Hellas. Speriamo sia tornato il vero Amrabat!

Ci vediamo domani su YouTube per le considerazioni tattiche sulla gara!!!

Il buono, il brutto, il cattivo

FIORENTINA – BENEVENTO = 0 – 1

La prima di Prandelli viene sporcata e rovinata da una prestazione incolore che non regala brividi, né speranze ma solo arrabbiature. La squadra gioca un primo tempo appena sufficiente ma nella ripresa, soprattutto dopo il gol subito, non ha il gioco, il carattere e la condizione per risalire la china. Se questa partita doveva rappresentare l’inizio di un nuovo amore tra la città e la squadra, siamo partiti col piede sbagliato. Avanti di questo passo, Firenze non sarà orgogliosa della propria squadra, ma se ne vergognerà!!

IL BUONO

  • La formazione iniziale: quantomeno la squadra ha cominciato la gara con più giocatori offensivi rispetto al solito. Inoltre abbiamo finalmente visto una difesa a 4 in cui gli esterni sfruttavano tutta l’ampiezza del campo senza cercare subito la palla in verticale sull’attaccante spalle alla porta dentro la propria metà campo oppure su Ribery. Prandelli ha deciso di lasciare fuori i nazionali sudamericani e, visto il modo in cui è entrato Pulgar, credo abbia fatto bene. Nel primo tempo il possesso palla è stato lento e prevedibile, è mancato il genio dei calciatori più talentuosi quali Ribery o Castrovilli ma la difesa non ha rischiato quasi niente. Sembrava quasi una squadra di calcio, lenta ma una squadra di calcio.
  • Dragowski: pensare che il portiere nella gara casalinga contro il Benevento sia tra i migliori in campo, fa accapponare la pelle, ma così è. Drago dimostra ancora una volta di essere una sicurezza e, differentemente dall’inizio della propria carriera, riesce ad essere decisivo anche nelle partite in cui non viene sollecitato frequentemente. Sicurezza.
  • Igor: schierato a sorpresa nella difesa a 4 quale centrale di centrosinistra, gioca una partita onesta. Non rischia mai, sbaglia pochissimo, è sicuro nelle chiusure. In fase di impostazione, il piede non è così educato, ma non gli si può chiedere anche ciò che non è nelle sue corde. Partita onesta.

IL BRUTTO

  • Biraghi: con un controllo degno delle peggiori scuole calcio di Bogotà, regala la rete della vittoria al Benevento. Dopo alcuni minuti ci riprova, ma stavolta Dragowski ci mette una pezza. Sbaglia ogni cross tentato: dalla linea di fondo o da quella laterale, dalla trequarti o da palla ferma il risultato è sempre lo stesso, colpire il difensore avversario. Dopo alcune prove convincenti, torna ad essere il Biraghi di Pescara. Imbarazzante.
  • Ribery: oggi viene impiegato largo a sinistra nel 4-2-3-1 iniziale ma, nonostante riceva spesso palla faccia alla porta, non è in grado di fare la differenza. Non salta praticamente mai il proprio marcatore e non risulta mai decisivo né con gli assist, né con la conclusione in porta. In un’azione di contropiede poi, rimedia anche un infortunio muscolare. Incolore.
  • Kouamè: spostato nel ruolo di esterno di attacco, non ne azzecca mezza. Non attacca e non difende, non salta mai l’uomo e non lo rincorre in fase difensiva. A che serve?
  • Vlahovic: impalpabile quando gioca da unica punta, irritante quando gioca insieme a Cutrone. Sbaglia una rete da pochi passi scegliendo il colpo di tacco come soluzione. Questo è il momento delle cose semplici e di lottare con il coltello tra i denti. Qualcuno glielo può spiegare please?
  • Lirola: sembra non tocchi nemmeno a lui. Sbaglia tutto ciò che è possibile sbagliare senza mai dare l’impressione di impegnarsi. Indolente, poco applicato, senza cattiveria. I giocatori normali per diventare almeno discreti, devono lottare su tutti i palloni come se fosse questione di vita o di morte: Lirola, Pulgar, Saponara, Amrabat avete voglia di far parte della famiglia viola? Basta con questa roba!!!

Ci vediamo domani su YouTube per considerazioni molto arrabbiate!!!

La nuova Fiorentina di Prandelli

E’ quasi terminata la prima settimana della nuova esperienza di Cesare Prandelli alla guida della squadra viola ed iniziano a filtrare le prime indiscrezioni in merito al lavoro svolto.

La prima cosa che sembra ormai assodata, è che la compagine viola conterà nelle prossime partite su di un numero diverso e maggiore di giocatori offensivi. A differenza della gestione Iachini infatti, sembra che venga abbandonata la strada dell’unico attaccante con a fianco Ribery o Callejon (non voglio nemmeno parlare della parentesi senza punte di Roma), per far spazio ad un tipo di calcio diverso: una punta, Vlahovic o Cutrone, e due calciatori offensivi sugli esterni in grado di creare rifornimenti per cercare la via della rete.

Partendo dunque dal basso, al di là della disposizione difensiva, che dovrebbe comunque essere a 4, sembra che l’obiettivo primario sia quello di cambiare il modo di interpretare il possesso palla e dunque quello di impostare l’azione. Differentemente dalla squadra di Iachini infatti, l’idea di Prandelli è quella di far ripartire l’azione dal basso allargando gli esterni quasi sulla linea laterale in modo da avere maggiori spazi per impostare, e di dare meno punti di riferimento centrali agli avversari. Sfruttando l’ampiezza del campo, sarà probabilmente più semplice anche per i centrocampisti venire a prendere palla con più libertà di azione e maggiori spazi di verticalizzazione. Se Prandelli deciderà di impostare la squadra con quattro difensori, i due centrali dovrebbero essere Milenkovic e Pezzella, mentre conoscendo il mister, i due esterni dovrebbero essere uno più difensivo (Caceres o in caso diverso Lirola) ed uno più offensivo, ovviamente Biraghi. Avere difensori dai piedi discreti sugli esterni, dovrebbe offrire ai centrocampisti (Pulgar ed Amrabat dovrebbero essere i titolari), la possibilità di ricevere palla già con il corpo rivolto verso la porta avversaria anziché spalle alla porta. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma avere già la visuale libera verso la metà campo avversaria, permette di velocizzare l’azione e giocare più spesso ad uno o due tocchi. Qui Castrovilli con gli inserimenti in verticale, Ribery e Callejon con movimenti coordinati sugli esterni, possono creare superiorità numerica oppure sfidare i marcatori nell’uno contro uno partendo in movimento anziché da fermi. Anche in questo caso, l’opportunità di ricevere palla in movimento, non solo crea maggiori presupposti di pericolosità, ma limita anche il rischio di subire quei falli che causano infortuni perché gli interventi arrivano da dietro con il calciatore spalle alla porta. Alternativi a Ribery e Callejon, sugli esterni possono essere chiamati in causa sia Kouamè che Bonaventura: un peccato aver fatto partire un giovane come Sottil che a Cagliari sta facendo bene esattamente in quel ruolo!

L’incognita resta poi sempre quella del centravanti. Dalle prime indicazioni, sembra che Prandelli voglia provare a dare fiducia a Vlahovic; io continuo a pensare che il serbo non sia una prima punta ed anzi credo che in una squadra che riesce a portare spesso palla sugli esterni d’attacco per giocarsi gli uno contro uno, Vlahovic potrebbe interpretare anche il ruolo di esterno a piede invertito per arrivare a calciare in porta. Dovrà poi essere chiaro se Cutrone sia impiegabile liberamente oppure no, viste le clausole esistenti per il riscatto del calciatore dal Wolverhampton; altrimenti il serbo sarà certamente il prescelto.

Molto, se non tutto, passa dunque dall’interpretazione di un calcio completamente diverso. Un calcio in cui si torni a cercare lo spazio da creare per fare i movimenti giusti ed il tempo della giocata, come unica stella polare: senza spazi da attaccare e con tempi di gioco troppo prevedibili, si tornerà ad ingolfarsi in un calcio grigio, triste e noioso.

A Prandelli ed ai calciatori viola spetta prenderci per mano e portarci verso la luce in fondo al tunnel.